Vabbè, visto che siete così generosi, oggi voglio salutarvi con una piccola chicca poetica: la versione originale dell'
ANTOLOGIA DI SPOON RIVER
Dove sono Ciccio, Maurizio, Jack Daniel's e Frangiesco,
lo scarparo, lo iellato, l'ubriacone, il pieno di boria?
Tutti, tutti dormono sulla collina,
tutti, tutti dormono sulla collina di Trigoria.
Ciccio Graziani
La maga un dì me lo predisse: "Attento, Ciccio, attento!
perchè non sempre il tuo destino avrà colore rosa"
Ed infatti la mia sorte mutò qual piuma al vento:
prima trionfai nel Toro, poi con la Lupa fu tutt'altra cosa.
Tutto accadde in quella notte di Coppe e di Campioni:
ero a undici metri dall'ingresso nella Storia,
fantasticavo un Circo Massimo invaso da milioni,
e la mia statua, solenne, nel centro di Trigoria.
Ricordo ancora: presi la rincorsa e poi accadde il peggio,
la palla non centrò la porta ma finì dentro il parcheggio.
Un dolore immenso, credetemi fratelli,
il sogno svanì, e dopo la Coppa persi anche i capelli.
Maurizio Turone
Tu hai perso i capelli, Ciccio, io persi il Paradiso
quando il mio gol, che sarebbe stato eterno,
non fu convalidato da quell'arbitro impreciso
e così mi ritrovai scaraventato nell' Inferno.
E ora dalla polvere levo la mia protesta:
quella palla in rete tutti la vedeste!
Ma l'unica vendetta che ormai oggi mi resta
è veder quell'arbitro colpito da cacarella e peste.
Il tempo passa, ma il dolor non si cancella;
l'ingiustizia fu grande, non merita perdono.
E ancor oggi, guardando la moviola da una stella,
io vi confermo: "Il gol di Turone è bbono!".
Jack Daniel's
Ero romano de Ostia, non certo tra i più cauti,
perchè fin dall'asilo ero un pischello strano:
gli altri si immaginavano pompieri o astronauti,
io invece avevo un sogno: fare il Capitano.
Così, a 15 anni, mi imbarcai sopra un bel cargo
assunto come mozzo, ambizioso e puro
ma l'ammiraglio mi gelò, appena preso il largo:
"Vuoi esse Capitano? Certo, Danielì, forse in futuro..."
Offeso ed umiliato, trattato da accattone
affogai il dolore in tanto, tanto whisky.
"Se il mare mi respinge, mi butto sul pallone,
divento Capitano, e senza tanti rischi".
Ma il calcio, come il mare, sa essere crudele,
vent'anni di gavetta mangiando pane e fiele.
Per colpa di Frangiesco (a dirlo un poco mi vergogno)
la fascia bianca al braccio rimase solo un sogno.
Frangiesco
Giaccio nella tomba accanto a Danielino
e ancora mi commuove il suo fatal destino.
Comprendo il suo dolore, ma per volontà divina
giocai fino a ottant'anni, immerso in naftalina.
E quando salii in cielo, allo stadio Paradiso,
S. Pietro sul portone mi accolse con sorriso:
"Oh, ecco il Capitano, evviva, evviva, evviva!
Puoi benedire tutti, ma non con la saliva!"
Il Paradiso è bello, mi fanno tante feste,
c'ho pure la divisa, che qui è bianco-celeste.
Ma anche in questa pace mi resta un cruccio eterno:
l'atroce Coppainfaccia, che per me vale l'inferno.
(Edgar Lee Masters)