Noi il Pupone lo prendiamo in giro, ma la sua fama ha travalicato gli oceani ed è giunta pure in America, dove il grande poeta Walt Whitman gli dedicò questo poema dopo il ritiro dai campi di calcio.
O CAPITANO! MIO CAPITANO!
O Capitano! Mio Capitano!
Anche quest'anno finisce il campionato
e come sempre ti ritrovi in mano
il resto di niente, un sogno un pò avariato.
Cacciator di record, ti svegli ogni mattina
sognando ancora il volo nei cieli alti e tersi,
ma il volo tuo è volo di gallina
e solo vero record saranno i derby persi.
Oppio del bobolo, icona un pò fasulla,
non ti curar del tempo che ormai il tuo corpo sfianca.
Importa forse se poi non vinci nulla?
Importa solo che cresca il conto in banca!
O Capitano! Mio Capitano!
L'invidia corrode gli spiriti frustrati,
Spalletti e la Fornero si daran la mano
quando scenderai nel giron degli esodati.
Non ti curar neanche di loro, ma guarda e passa,
tu che di umiliazioni già ne provasti tante.
Dio ti vuole in campo, ed anche la massa,
seppur con pannolone e con accanto la badante.
Tu dell'Urbe Eterna grottesco ultimo divo,
tu in eterna lotta con lingua e congiuntivo,
al pari di cometa la tua stella brilla,
se non in mezzo al campo, almeno a Villa Arzilla.
(Walt Whitman)