Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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surg

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mapalla

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Citazione di: surg il 02 Dic 2015, 10:57
Scusate, chi è UC?
unicredit.
però potrebbe esserci una logica in questo. purtroppo ora non ho tempo, se riesco a farmi una pausa per pranzo, la espongo.

gentlemen

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A molti sfugge che Pallotta è UN FINANZIERE, E NON UN IMPRENDITORE, per cui il suo gioco è fare girare soldi, se questo giochino si interrompe i debiti gli rimangono sullo stomaco, un po', anche se con modalità differenti, avvenne a Sergio Cragnotti.
Se zompa lo stadio, con contemporaneo non successo sportivo, ne vedremo delle belle, e questa volta non ci sarà Unicredit a coprirli.
La fortuna dell'as merda è che i debiti della Sensi erano con UniCredit che decise di non riprendersi i soldi vendendo asset e patrimonio dell'as, ovvero i giocatori, mentre stavolta i debiti ce li hanno per davvero con parti terze e banche straniere, quindi so ca@@i amari.

Zanzalf

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Il garante finale dell'operazione Goldman Sachs è sempre UC

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mapalla

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Citazione di: Zanzalf il 02 Dic 2015, 12:53
Il garante finale dell'operazione Goldman Sachs è sempre UC
Infatti, c'è qualcosa di nebuloso in tutto l'affaire bond
Non riesco ancora a capire...

Zanzalf

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Hanno scorporato i futuri introiti dal resto della merda. E questi asset fanno da garanzia per il garante.

Un giro per lasciare il rischio sulla ASmerda e non sui creditori.

mapalla

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Citazione di: NandoViola il 02 Dic 2015, 10:29
mi è arrivata indiscrezione (da confermare, ovvio) che UC (vero deus ex machina, imho) in una delle torri vorrebbe spostarci tutti gli impiegati di Roma, chiudendo le altre sedi (vedi Via Tupini).
magarimorono.
In realtà, se fossero particolarmente esposti con le società del gruppo parnasi, questa mossa potrebbe avere un senso. Partiamo dal fatto che unicredit è la banca che è maggiormente esposta finanziariamente, ma è anche vero che sono fortemente esposte anche MPS ed Intesa. UC potrebbe fare un ragionamento: i miei soldi non li riprenderò più; prima che le altre banche ci arrivino, mi prendo il patrimonio immobiliare della prima eurotower (valutata a suo tempo dalla provincia 262 milioni di euro  :x )e ci trasferisco tutti i miei uffici; benefici: accentro tutto il personale in un'unica sede e posso vendere gli attuali altri immobili miei, sicuramente meglio vendibili perché di grandezza inferiore. Svantaggi: in questa situazione di mercato immobiliare fermo non sarà facile vendere un qualsiasi ufficio, anche di piccole dimensioni; il valore del grattacielo rilevabile non può essere valutato al prezzo di allora, ma deve essere abbondantemente inferiore a quel prezzo, altrimenti l'operazione diventa non vantaggiosa; terzo svantaggio possibile le altre banche si "intromettono nella transazione" e UC ci rimetterebbe ancora altri soldi.
Fatto sta che, se UC rilevasse gli immobili in cambio del debito, sarebbe l'ennesima operazione negativa per la banca e, soprattutto, l'ennesimo regalo ai parnasi. Spero che qualcuno, a Milano, se ne accorga...

A completare il mio pensiero, il bond con G&S non ha nulla a che fare con i parnasi, ma interessa la asriomma; fondamentalmente, per quello che ho capito io, tutti i debiti correnti (pari appunto a circa 170 milioni) sarebbero stati "rilevati" da un unico creditore (G&S appunto) ad un tasso di interesse spropositato per gli attuali tassi chiesti dalle banche ed ad un tempo "di rientro" relativamente molto breve. Il debito però non riguarda gli "ammeregani" ma la asriomma, perché, nel frattempo, questi sarebbero rientrati dei capitali (a quanto ne so, ridicoli) che avrebbero versato ad Unicredit al momento "dell'acquisto vero o presunto" della magggica.
La maniera come è stata gestita questa operazione è, per me, nebulosa. Banche e soprattutto asriomma, ne uscirebbero quasi strozzate e quindi non riesco a capire. Spiegazione potrebbe essere che, alla prima difficoltà, gli ammeregani se la squagliano e fanno marameo a tutti (tanto la loro società è una LLC con sede in Delaware e quindi con le nostre leggi ci si puliscono il c....), i piccoli azionisti vengono derubati e, forse, la maggica potrebbe fare il suo (cioè sparire...).
Quest'ultima parte, se fossimo in un paese serio, sarebbe già dovuta avvenire; siccome non lo siamo un paese serio, troveranno sempre qualcuno che li salverà.
Per finire:

:asrm

RubinCarter

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italicbold

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Citazione di: mapalla il 02 Dic 2015, 12:59
Infatti, c'è qualcosa di nebuloso in tutto l'affaire bond
Non riesco ancora a capire...
Al momento il bond é servito a Pallotta a rientrare dei suoi esposti nei confronti delle merde.
Poi, quello che arriva é tutto di guadagnato.

COLDILANA61

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Citazione di: NandoViola il 02 Dic 2015, 10:29
mi è arrivata indiscrezione (da confermare, ovvio) che UC (vero deus ex machina, imho) in una delle torri vorrebbe spostarci tutti gli impiegati di Roma, chiudendo le altre sedi (vedi Via Tupini).
magarimorono.

Magari succede . Imagine . Tutto fatto tranne lo stadio .

Magari .


WhiteBluesBrother

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Non ho capito: si ventila il trasferimento di UC nel grattacielo attuale al Pescaccio, dietro Euroma 2, o in uno di quelli nuovi futuribili a tdv?


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WhiteBluesBrother

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Adesso vado sul thread dei radical chic ( su un Forum per il resto godibile e interessante) sullo stadio de pallocca... Mi aspetto prelibatezze da leccarsi i baffi...

WhiteBluesBrother

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E niente, negano tutto, manovre del calta, articolo a orologeria, va tutto bene, carotaggi finiti, sito compatibile, adesso arriva pallocca e sistema tutto lui
:)
Che branco di sfigatoni presupponenti...
Leggo anche di grossi dubbi urbanistici del markyny sullo stadio... Ma va tutto bene, la propaganda da istituto luce è nulla in confronto ai toni di questi derelitti: per loro è tutto certo e sicurissimo, solo i tempi incerti per colpa del destino [...] e cattivo.

Redazione Lazio.net

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Roma, il progetto dove lo metto? (Gazzetta dello Sport ed. Roma 3 Dicembre 2015)
La Regione aspetta, ma mancano finanziatori: il nuovo stadio è un caso. Marchini: «Servono più infrastrutture»
Alessandro Catapano
ROMA

«Stiamo lavorando alacremente », dicono. «Il dossier sarà consegnato quando sarà pronto, non c'è motivo di avere fretta», aggiungono. Per carità, per la fretta la famosa gatta combinò un bel pasticcio, e trattandosi di stadi e torri, con tutto il rispetto per i gattini, meglio fare le cose per bene. E prendersi il tempo necessario per evitare altri passi falsi o, peggio, bocciature. Che potrebbero, non tanto per inciso, determinare anche il futuro della Roma. Non è uno scherzo. Ecco perché la politica degli annunci di Pannes e Pallotta non poteva che rivelarsi un boomerang. «Consegneremo il dossier il...», «Poseremo la prima pietra il...», «Ci giocheremo la partita inaugurale il...». Di data in data, siamo arrivati al Natale 2015, e quasi certamente lo supereremo, senza un dossier definitivo e, quindi, senza che si abbia ancora un'idea di quando si aprirà la Conferenza di servizi, se e quali modifiche chiederà, se passeranno tutti i 180 giorni che la legge concede alla Regione per dare il proprio ok, e poi quanto impiegherà il Comune a firmare la Convenzione urbanistica, ultimo atto di un percorso in cui non siamo ancora arrivati al giro di boa.

SOLDI E POLITICA I tecnici lavorano alacremente, sono tanti, sono costati decine di milioni e i soldi sono usciti solo dalle casse della Roma, che pure non sarà proprietaria dello stadio. Le date slittano. È saltato il 15 novembre, è saltato anche il 23, non risulta ancora fissato il prossimo step. Probabilmente si faranno passare le festività natalizie. Del resto, non c'è fretta. Il guaio, però, è che non ci sono nemmeno i soldi. Continuano a mancare quei 200/250 milioni necessari a realizzare tutte le opere pubbliche intorno allo stadio richieste dal Comune. E se Pallotta e Goldman Sachs non hanno ancora trovato finanziatori vuol dire che questo progetto non promette flussi di cassa altrettanto generosi. O al momento sono comunque troppo aleatori. Luca Parnasi, cui spetta la parte «business» del progetto, non è messo meglio. Pallotta e i suoi soci hanno scelto un partner economicamente in difficoltà. A febbraio Parnasi ha firmato un sofferto piano di rifinanziamento di un debito da circa 500 milioni con un pool di banche (UniCredit in testa) in cui lo stadio della Roma è elemento vitale. Poco dopo, ha convinto la Starwood Capital (recentemente acquisita da Marriott) a divenire suo partner (anche nella realizzazione del centro direzione previsto a Tor di Valle), in cambio della cessione di alcuni asset per i quali, però, ad oggi non ha ancora ottenuto dal Comune tutte le autorizzazioni a costruirli. A proposito, è vero che ora dovrà scendere in campo la Regione, ma il commissariamento del Campidoglio ha fatto perdere al progetto-stadio un riferimento sicuro e le possibili evoluzioni future non promettono nulla di buono, tra grillini da convincere e costruttori da accontentare. Dice Alfio Marchini: «Io sono amico di chi ha proposto lo stadio della Roma ma il progetto è urbanisticamente sbagliato. Se io fossi sindaco, lo potenzierei con le infrastrutture, a partire dalla Roma-Lido». Non dice, il candidato Marchini, che di Francesco Gaetano Caltagirone, oltre che amico, è socio.

E ALL'OLIMPICO... Per tutti i motivi elencati, la Roma corre il rischio di doversi immaginare allo stadio Olimpico ancora per molto. Contestata dai suoi ultrà e poco stimata dalle autorità. A proposito, la richiesta di incontro con Prefetto e Questore non ha ancora avuto risposta. Anche questo è abbastanza indicativo.

surg

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Citazione di: mapalla il 02 Dic 2015, 13:34
In realtà, se fossero particolarmente esposti con le società del gruppo parnasi, questa mossa potrebbe avere un senso. Partiamo dal fatto che unicredit è la banca che è maggiormente esposta finanziariamente, ma è anche vero che sono fortemente esposte anche MPS ed Intesa. UC potrebbe fare un ragionamento: i miei soldi non li riprenderò più; prima che le altre banche ci arrivino, mi prendo il patrimonio immobiliare della prima eurotower (valutata a suo tempo dalla provincia 262 milioni di euro  :x )e ci trasferisco tutti i miei uffici; benefici: accentro tutto il personale in un'unica sede e posso vendere gli attuali altri immobili miei, sicuramente meglio vendibili perché di grandezza inferiore. Svantaggi: in questa situazione di mercato immobiliare fermo non sarà facile vendere un qualsiasi ufficio, anche di piccole dimensioni; il valore del grattacielo rilevabile non può essere valutato al prezzo di allora, ma deve essere abbondantemente inferiore a quel prezzo, altrimenti l'operazione diventa non vantaggiosa; terzo svantaggio possibile le altre banche si "intromettono nella transazione" e UC ci rimetterebbe ancora altri soldi.
Fatto sta che, se UC rilevasse gli immobili in cambio del debito, sarebbe l'ennesima operazione negativa per la banca e, soprattutto, l'ennesimo regalo ai parnasi. Spero che qualcuno, a Milano, se ne accorga...

A completare il mio pensiero, il bond con G&S non ha nulla a che fare con i parnasi, ma interessa la asriomma; fondamentalmente, per quello che ho capito io, tutti i debiti correnti (pari appunto a circa 170 milioni) sarebbero stati "rilevati" da un unico creditore (G&S appunto) ad un tasso di interesse spropositato per gli attuali tassi chiesti dalle banche ed ad un tempo "di rientro" relativamente molto breve. Il debito però non riguarda gli "ammeregani" ma la asriomma, perché, nel frattempo, questi sarebbero rientrati dei capitali (a quanto ne so, ridicoli) che avrebbero versato ad Unicredit al momento "dell'acquisto vero o presunto" della magggica.
La maniera come è stata gestita questa operazione è, per me, nebulosa. Banche e soprattutto asriomma, ne uscirebbero quasi strozzate e quindi non riesco a capire. Spiegazione potrebbe essere che, alla prima difficoltà, gli ammeregani se la squagliano e fanno marameo a tutti (tanto la loro società è una LLC con sede in Delaware e quindi con le nostre leggi ci si puliscono il c....), i piccoli azionisti vengono derubati e, forse, la maggica potrebbe fare il suo (cioè sparire...).
Quest'ultima parte, se fossimo in un paese serio, sarebbe già dovuta avvenire; siccome non lo siamo un paese serio, troveranno sempre qualcuno che li salverà.
Per finire:

:asrm
Ottima analisi che ha fatto capire anche a me come stanno le cose.
Io comunque ero già convinto da tempo che il primo anno che non entrano in CL fanno il botto. Perchè hanno una montagna di debiti e i soldi nessuno te li regala, nemmeno i sindaci ed i politici tifosi. Tanto meno una banca (Unicredit) che poche settimane fa è stata cllassificata al terzo livello, uno sopra a spazzatura

nestorburma

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 03 Dic 2015, 07:06
[...]
SOLDI E POLITICA I tecnici lavorano alacremente, sono tanti, sono costati decine di milioni e i soldi sono usciti solo dalle casse della Roma, che pure non sarà proprietaria dello stadio.[...]

Tutto ciò è' bellissimo  :asrm

bak

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Citazione di: NandoViola il 02 Dic 2015, 10:29
mi è arrivata indiscrezione (da confermare, ovvio) che UC (vero deus ex machina, imho) in una delle torri vorrebbe spostarci tutti gli impiegati di Roma, chiudendo le altre sedi (vedi Via Tupini).
magarimorono.

Citazione di: COLDILANA61 il 02 Dic 2015, 16:17
Magari succede . Imagine . Tutto fatto tranne lo stadio .
Magari .

Lo faccio io il cassamortaro  :poof:

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COLDILANA61

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Citazione di: bak il 03 Dic 2015, 13:27
Lo faccio io il cassamortaro  :poof:

Tranquillo . Il tdc in questo cas tace .

TDC e coniglio .

happyeagle

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Citazione di: mapalla il 02 Dic 2015, 13:34
In realtà, se fossero particolarmente esposti con le società del gruppo parnasi, questa mossa potrebbe avere un senso. Partiamo dal fatto che unicredit è la banca che è maggiormente esposta finanziariamente, ma è anche vero che sono fortemente esposte anche MPS ed Intesa. UC potrebbe fare un ragionamento: i miei soldi non li riprenderò più; prima che le altre banche ci arrivino, mi prendo il patrimonio immobiliare della prima eurotower (valutata a suo tempo dalla provincia 262 milioni di euro  :x )e ci trasferisco tutti i miei uffici; benefici: accentro tutto il personale in un'unica sede e posso vendere gli attuali altri immobili miei, sicuramente meglio vendibili perché di grandezza inferiore. Svantaggi: in questa situazione di mercato immobiliare fermo non sarà facile vendere un qualsiasi ufficio, anche di piccole dimensioni; il valore del grattacielo rilevabile non può essere valutato al prezzo di allora, ma deve essere abbondantemente inferiore a quel prezzo, altrimenti l'operazione diventa non vantaggiosa; terzo svantaggio possibile le altre banche si "intromettono nella transazione" e UC ci rimetterebbe ancora altri soldi.
Fatto sta che, se UC rilevasse gli immobili in cambio del debito, sarebbe l'ennesima operazione negativa per la banca e, soprattutto, l'ennesimo regalo ai parnasi. Spero che qualcuno, a Milano, se ne accorga...

A completare il mio pensiero, il bond con G&S non ha nulla a che fare con i parnasi, ma interessa la asriomma; fondamentalmente, per quello che ho capito io, tutti i debiti correnti (pari appunto a circa 170 milioni) sarebbero stati "rilevati" da un unico creditore (G&S appunto) ad un tasso di interesse spropositato per gli attuali tassi chiesti dalle banche ed ad un tempo "di rientro" relativamente molto breve. Il debito però non riguarda gli "ammeregani" ma la asriomma, perché, nel frattempo, questi sarebbero rientrati dei capitali (a quanto ne so, ridicoli) che avrebbero versato ad Unicredit al momento "dell'acquisto vero o presunto" della magggica.
La maniera come è stata gestita questa operazione è, per me, nebulosa. Banche e soprattutto asriomma, ne uscirebbero quasi strozzate e quindi non riesco a capire. Spiegazione potrebbe essere che, alla prima difficoltà, gli ammeregani se la squagliano e fanno marameo a tutti (tanto la loro società è una LLC con sede in Delaware e quindi con le nostre leggi ci si puliscono il c....), i piccoli azionisti vengono derubati e, forse, la maggica potrebbe fare il suo (cioè sparire...).
Quest'ultima parte, se fossimo in un paese serio, sarebbe già dovuta avvenire; siccome non lo siamo un paese serio, troveranno sempre qualcuno che li salverà.
Per finire:

:asrm

Il vecchio palazzo della Zecca a Piazza Verdi è stato appena venduto ai cinesi che lo trasformeranno in hotel di lusso e residence, con gli immobili di UC al centro, e non solo, potrebbero fare lo stesso.

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