Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questa discussione.

Discussione precedente - Discussione successiva

Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 72.905
Registrato
Roma, riparte lo stadio Il sì virtuale della Raggi e l'allarme del Politecnico (Corriere della Sera)

La sindaca: «Cantieri presto aperti». Ma servono infrastrutture

ROMA
«Lo stadio si fa», dice Virginia Raggi. Una pausa, e poi, guardando la delegazione della Roma, aggiunge: «I proponenti, se vogliono, potranno aprire i cantieri già entro l'anno». Il fischio d'inizio della partita sullo stadio lo dà la sindaca della Capitale dopo aver ricevuto l'ok dal Politecnico di Torino in una relazione sulla mobilità dell'area dove sorgerà l'impianto, passaggio non vincolante ma «politicamente» necessario dopo gli arresti di Luca Parnasi e del «facilitatore » di Raggi, Luca Lanzalone. Un sì ancora virtuale, però, perché condizionato alla messa in pratica delle soluzioni per evitare quello che i tecnici di Torino non esitano a definire un quadro «catastrofico», relativo a un contesto «preoccupante » con «scenari futuri di possibile blocco pressoché totale della rete di connessione con lo stadio» e, addirittura, con «possibili effetti relativi alla salute dei cittadini». Alla durissima diagnosi il Comune di Roma risponde con il Pums—Piano urbano di mobilità sostenibile—che punta a rinforzare il trasporto su ferro per dare ai romani un'alternativa all'auto: treno, bus o piste ciclopedonali. Ma sulle soluzioni la prognosi del Politecnico prevede tempi più lunghi di quelli annunciati da Raggi: dai 3 anni e oltre «se si vuole evitare un aggravio del traffico in assenza di tutti gli interventi prospettati», fino ai 10 che servono a una città come Roma per puntare «essenzialmente sul trasporto pubblico». L'iter prevede ora il passaggio in Consiglio comunale per la variante urbanistica (in primavera), poi la palla passerà alla Regione Lazio. Ma già bastano le parole di Raggi a far esultare la politica — da Matteo Salvini a Luigi Di Maio —, il presidente del Coni, Giovanni Malagò, e Mauro Baldissoni per il quale «è ormai il momento che la Roma possa iniziare a costruire».

Andrea Arzilli


Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 72.905
Registrato
«Ferrovie e strade nuove oppure sarà caos traffico nell'area di Tor di Valle» (Corriere della Sera - ed. romana)

La relazione del Politecnico di Torino: «Sì al nuovo stadio ma Roma-Lido eRoma-Fiumicino dovranno essere moderne. Servono dai3ai 10anni di lavori»

di Andrea Arzilli
Sì allo stadio della Roma dal Politecnico di Torino, ma a condizione che, prima, la città cambi. Cioè, l'impianto potrà, sì, aprire i battenti alla Roma e ai suoi tifosi, però non prima che nell'area di Tor di Valle siano in servizio due ferrovie - Roma-Lido e Roma- Fiumicino - finalmente moderne, capienti ed efficienti; e non prima che il Campidoglio, attraverso il Pums (Piano urbano mobilità sostenibile: al momento esistono le sole linee guida) abbia messo a regime un sistema di mobilità alternativo che convinca almeno la metà dei romanisti a mollare a casa l'automobile. Un sistema fatto con una rete sincronizzata «plurimodale » tra i vari mezzi di trasporto pubblico, con percorsi per pedoni e ciclisti e con una serie di deterrenti anti-gomma (come una tariffa altissima per il parcheggio o un incentivo per chi va in bici). Così Raggi - che il 21 febbraio riferirà dello stadio in un Consiglio straordinario - dice «lo stadio si fa» e annuncia «cantieri aperti a fine 2019, se i proponenti vogliono »; mentre la relazione del professore del Politecnico, Bruno Dalla Chiara, dà tempi assai diversi, tra i 3 e i 10 anni per la messa in funzione dello stadio. Chiarendo che, se le tappe fossero bruciate e «un anello della catena venisse meno», si rischierebbe il caos con «possibili effetti relativi alla salute dei cittadini». Sui tempi scrive Dalla Chiara: «Si ipotizza che in meno di tre anni non sia possibile mettere in funzione lo stadio, tempi che si allungano se si vuole effettivamente evitare un aggravio del traffico stradale in assenza di tutti gli interventi prospettati». E quanto servirebbe? La risposta sta a distanza di qualche pagina, quando si danno le coordinate per l'efficacia del Pums, la chiave del Campidoglio per strappare il sì da Torino, che fissa «a 10 anni» il tempo necessario alla città per puntare «essenzialmente sul trasporto pubblico e sulla mobilità muscolare». Ossia, prima di aprire lo stadio serve una rete di mobilità che, per garantire ordine e efficacia, ha bisogno di un decennio di rodaggio. Il rischio, sennò, è messo nero su bianco nella relazione che conferma in blocco il quadro «catastrofico» disegnato nella bozza preliminare. «Emerge un quadro preoccupante, che vede negli scenari futuri un possibile blocco pressoché totale della rete principale di connessione con la location stadio», scrivono i tecnici torinesi che etichettano come «previsione ottimistica» lo studio dei flussi di traffico perfezionato dagli uffici capitolini. Che analizzava i flussi tenendo conto di misure e opere rimaste su carta dopo il «dimezzamento » operato dalla giunta sul progetto Marino. Tutte insufficienti: «Non appare sufficiente la sola azione di massiccio rafforzamento dell'offerta di trasporto pubblico (su ferro e/o su gomma)», «non appare sufficiente il nuovo asse viario derivante dall'unione di via del Mare e di via Ostiense» e, soprattutto, non è sufficiente «la realizzazione del ponte dei Congressi e del ponte di Dragona ». Il ponte di Traiano, la struttura scomparsa dalle planimetrie dopo il taglio M5S delle cubature di cemento, avrebbe aiutato.

Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 72.905
Registrato
Baldissoni: «È arrivato il tempo di costruire» (Corriere della Sera - ed. romana)

Il vice presidente: «Cantiere nel 2019? Non parliamo di date»

«È tempo che la Roma possa cominciare a costruire il suo stadio». Anche se il parere del Politecnico di Torino non era vincolante ed aveva un valore politico e non giuridico, c'è soddisfazione in casa romanista. Ad esprimerla, il vice presidente esecutivo e frontman del progetto stadio, Mauro Baldissoni. «È tempo ormai - le sue parole - che la città abbia la possibilità di vedere un investimento di tale portata. È stato giusto che l'amministrazione abbia voluto fare ulteriori controlli sulla mobilità del progetto, ma non siamo sorpresi dal risultato: ci aspettavamo un parere positivo perché gli studi sul traffico erano stati fatti in modo professionale. Criticità erano state riscontrate sulla ricaduta sulla città e non sul sito, che era di competenza del proponente ».
La sindaca Virginia Raggi ha parlato di posa della prima pietra entro il 2019, Baldissoni è più cauto. «Non parliamo di date ipotetiche, i prossimi passi da fare riguardano la definizione degli ultimi passaggi tecnici e amministrativi che rimangono per il rilascio dei permessi finali. Non ci sono controversie, immaginiamo di riuscire a farlo in tempi molto ristretti. Prima però ci sarà l'approvazione della variante urbanistica». Il potenziamento del trasporto pubblico e su rotaia è stato un fattore determinante per il parere positivo. «A Milano l'apertura della fermata San Siro sulla linea viola della metropolitana ha portato un aumento consistente delle presenze allo stadio negli ultimi due anni, perché rende più semplice e più comodo accedere allo stadio. È giusto che avvenga anche a Roma, in linea con le indicazioni a livello europeo per lo sviluppo della mobilità. AI lati di Tor di Valle passano due ferrovie e attraverso il loro rafforzamento, che avverrà tramite finanziamenti in parte nazionali e in parte a carico del proponente, sarà possibile raggiungere lo stadio comodamente». Chi opterà per i mezzi privati, avrà a disposizione oltre 15 mila parcheggi: 7500 per le auto, 7500 per le moto e 50 per i pullman. «La gente non rimarrà solamente per i 90 minuti della partita, ma arriverà prima e si tratterrà dopo nell'area intrattenimento: questo faciliterà l'afflusso e il deflusso. È interesse della Roma, non solo della città, che tutti coloro che vengano a vedere le partite lo possano fare nel miglior modo possibile». Ha espresso soddisfazione, dagli Stati Uniti, anche il presidente James Pallotta, a cui ora passa la palla per un'ultima, importante, vicenda: l'acquisizione da Eurnova dei terreni su cui sorgerà lo stadio. Si tratta sul prezzo che, compresi i progetti, dovrebbe aggirarsi intorno ai 100 milioni di euro, ma dopo ieri è probabile che ci sia un'accelerata: il nuovo stadio non è mai stato così vicino.

Gianluca Piacentini

Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 72.905
Registrato
M5S spaccato Ma la Regione: «Mobilità, i fondi dal club» (Corriere della Sera - ed. romana)

Se il nodo è la mobilità, la grana è la Roma- Lido, più volte premio Caronte perché peggiore ferrovia d'Italia. Senza linea niente stadio, lo fa capire pure l'analisi del Politecnico. Ma sulla linea da tempo si scontrano Regione, la proprietaria, e Comune, che la gestisce con Atac. La questione ora è sulle opere pubbliche a compensazione che, da Conferenza dei servizi, prevedono «impegno dei privati nel potenziamento della mobilità da e verso lo stadio», dice la Regione che ha congelati, da tempo, «180 milioni destinati al potenziamento infrastruttura e acquisto dei nuovi treni». In Comune la maggioranza M5S si spacca sul progetto, ma sui 180 milioni i grillini la pensano tutti allo stesso modo: servono a sistemare i rilievi sulla mobilità emersi in Conferenza dei servizi e ribaditi dai tecnici di Torino. Per la Regione, però, «queste risorse sono destinate a tutta la linea e non riguardano gli interventi legati al progetto dello Stadio, a carico dei proponenti». I costi della Roma-Lido verso e dallo stadio a carico della Roma, ma il club non intende tirare fuori un euro in più di quanto pattuito.

A. Arz.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 72.905
Registrato
Sì della Raggi «Relazione ok La Roma avrà il suo stadio» (Gazzetta dello Sport)

«Cantierientrol'anno»,mac'èil nodotrasporti.LaRegioneavvisa: «Rispettatelenostreprescrizioni»

Alessandro Catapano
Andrea Pugliese
Politicamente, non dovrebbero esserci più dubbi: lo stadio a Tor di Valle si farà, e i cantieri (probabilmente) apriranno entro l'anno. Lo annuncia il sindaco Virginia Raggi davanti ad una platea di fedelissimi. Felici, nonostante lo scetticismo che emerge dalla relazione del Politecnico di Torino, illustrata ieri dal professor Bruno Dalla Chiara, il quale – si capisce – si è impegnato a costruire un parere favorevole, ma messo alle strette non può esimersi dal ribadire il rischio che una viabilità «già congestionata » mandi definitivamente in tilt il quadrante in cui sorgerà l'opera e un pezzo di Grande raccordo anulare. Ne viene fuori un «sì condizionato » ad un effettivo rilancio del trasporto su ferro, che copra almeno il 50% dell'afflusso dei tifosi al nuovo impianto (col potenziamento della linea Roma- Fiumicino e, soprattutto, del trenino Roma-Lido) e all'effettiva esecuzione del piano di mobilità sostenibile (Pums) con cui il Comune tra car sharing e ciclabili vorrebbe rivoluzionare le abitudini a spostarsi dei romani.
IL CASO ROMA-LIDO
«Convinciamo i tifosi a non prendere l'auto», è il messaggio che emerge dalla relazione del Politecnico. Che ha solo un valore consultivo, ma riprende fedelmente le condizioni contenute nella delibera di pubblico interesse approvata dall'Assemblea capitolina il 15 giugno 2017 e, soprattutto, le prescrizioni che sei mesi dopo accompagnarono l'ok della Conferenza di servizi regionale, queste sì davvero vincolanti. «Nella relazione finale, votata all'unanimità da tutti i rappresentanti degli enti interessati, compresi quelli del Campidoglio – ricordava ieri il consigliere Pd Fabio Refrigeri – è chiaramente indicato che RomaCapitale dovrà approvare in Assemblea capitolina e poi reinviare agli uffici regionali il progetto, tenendo conto degli "adeguamenti" relativi alle prescrizioni inserite nel documento stesso, comprese quelle che riguardano la mobilità pubblica e privata. Ossia quelle stesse prescrizioni che prevedono, ai fini della pubblica utilità, un impegno dei privati nel potenziamento della mobilità da e verso lo stadio». Perché i famosi 180 milioni destinati dalla Regione al potenziamento della Roma-Lido, ha chiarito il consigliere, «sono per tutta la linea e non riguardano gli interventi legati al progetto dello Stadio, che sono a carico dei proponenti, nel rispetto dell'interesse pubblico che impone investimenti da parte dei proponenti privati».
NIENTE PAURA
«Non ci sono timori – assicura il vicepresidente della Roma Mauro Baldissoni –. Ai lati di Tor di Valle passano due ferrovie e attraverso il loro rafforzamento, che avverrà tramite finanziamenti in parte nazionali e in parte a carico del proponente, sarà possibile raggiungere lo stadio comodamente ». Ma a quanto ammontano questi investimenti? Nella delibera Raggi sul pubblico interesse è previsto che oltre alle opere pubbliche a carico del proponente – per un valore di circa 80 milioni, tra cui spicca l'unificazione di via del Mare e Ostiense –, il contributo costo di costruzione, sempre a carico dei privati, sia utilizzato per finanziare il trasporto pubblico. Si tratta di circa 45 milioni che verrebbero impiegati principalmente per pagare la realizzazione della nuova stazione di Tor di Valle e l'acquisto di nuovi treni o la rigenerazione di quelli esistenti. Difficile che bastino, ma si confida che il ministro dei Trasporti Toninelli confermi gli impegni presi dal precedente governo (come gli ha ricordato ieri su twitter Luca Lotti) e stanzi attraverso il Cipe i finanziamenti per la realizzazione del Ponte di Traiano, l'altro snodo vitale per la tenuta della viabilità. «Noi ci aspettiamo che la procedura si concluda il prima possibile – ribadisce Baldissoni –. Abbiamo investito in questo progetto tempo e risorse come mai nessuno prima. È tempo che la città abbia la possibilità di vedere realizzato un investimento di tale portata ». I tempi? Un mese e mezzo, due al massimo, per ottenere dall'Assemblea capitolina variante al piano regolatore e convenzione urbanistica. Poi toccherà alla Regione dare il via libera a costruire. Sempre che tutte le prescrizioni siano rispettate.

Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 72.905
Registrato
Parere positivo del Politecnico. «Ma con più ferrovia»

Stadio, la Raggi dà il via libera  (Corriere dello Sport)

La sindaca: «I lavori potranno cominciare anche quest'anno». Baldissoni: «Sì, è ora di partire»

di Roberto Maida

ROMA

L'hashtag cambia, l'auspicio diventa un annuncio: «Lo stadio si fa». Virginia Raggi comincia così, tra gli applausi di una claque, la conferenza stampa di commento all'attesa relazione sui flussi di traffico redatta dal Politecnico di Torino. Dopo tante indiscrezioni, dopo un lungo dibattito politico, il sindaco di Roma ha mandato un messaggio distensivo non soltanto alla parte proponente, la Roma, ma anche all'elettorato. «Se lo riterranno opportuno le parti interessate, i lavori potranno cominciare anche entro l'anno». Altri applausi in Campidoglio. Erano le parole che Pallotta aspettava per poter rilanciare il suo piano di investimento, che ormai non può prescindere dall'acquisto delle quote del progetto del costruttore Luca Parnasi, invischiato in una complessa vicenda giudiziaria.

LA SPIEGAZIONE. Per chiarire il senso dell'aggettivo «catastrofico» trapelato nelle scorse settimane a proposito dell'impatto dello stadio di Tor di Valle sulla mobilità urbana, il Comune ha convocato l'ingegner Bruno Dalla Chiara, referente del Politecnico, che ha confermato le criticità del progetto senza però negare il «parere positivo». Lo stadio - si legge nel report - potrà essere costruito «subordinando tuttavia necessariamente la relativa messa in esercizio al completamento di una serie di interventi: questi ultimi includono soprattutto l'ambito ferroviario (Roma-Lido, FL1), ma anche nel complesso un'offerta plurimodale». Si intende percorsi pedonali, ciclabili e anche aree di sosta per i prodotti car sharing. In pratica, per motivi di flussi ma pure per le ricadute ambientali, un aumento del traffico potrebbe avere conseguenze devastanti. Ma lo stadio potrebbe esistere in presenza di congrui adeguamenti infrastrutturali.
ciao ponte. Sparisce invece dalle discussioni il famoso Ponte di Traiano, che addirittura il governo si era offerto di finanziare pur di sbloccare l'impasse politico. Il terzo uomo al tavolo, Stefano Brinchi, presidente dei servizi di Roma Mobilità, spiega: «L'obiettivo è spostare il trasporto dal privato al pubblico. Fare nuove infrastrutture mi sembra complicato. Noi vogliamo dare accessibilità a tutti ma con sistemi diversi. Cercheremo di garantire il trasporto pubblico per ridurre la circolazione in macchina».
Durante l'incontro con la stampa, alla quale hanno partecipato un centinaio di giornalisti, non è stato stabilito nel dettaglio chi debba finanziare i vari lavori di potenziamento, al di là di quanto già previsto del progetto della parte proponente. «Ma la Regione - ha detto Raggi - già ha stanziato 180 milioni per la Roma-Lido». 

sollievo. Alla fine è arrivato anche il commento di Mauro Baldissoni, da poco nominato vicepresidente esecutivo della Roma con delega sullo stadio. Ieri era in prima fila in platea ad ascoltare: «Non siamo sorpresi dall'esito della relazione, sapevamo che tutto era stato fatto in maniera professionale. Eventuali criticità riguarderebbero la città di Roma, non il sito dello stadio. E la scelta di favorire il trasporto su rotaia ci trova d'accordo, come dimostra l'esperienza proficua di San Siro che ha una linea metropolitana». Quando apriranno i cantieri? «Lavoriamo per sbrigare ciò che manca nel modo più rapido possibile. Dobbiamo concludere ancora la convenzione urbanistica. E' ora di cominciare».


Davy_Jones

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 9.321
Registrato
A me pare che stavolta non c'è cascato quasi nessuno...

PabloHoney

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 13.135
Registrato
Dare una letta anche veloce a quel documento e pensare che qualcuno lo percepisca come parere positivo mi fa capire che tra i 5S il mestiere del comico ce l'hanno proprio nel DNA

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

RubinCarter

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 48.162
Registrato
Il Politecnico di Torino : Si all'impianto ma servono dai 3 ai 10 anni di lavori sulla rete di mobilità.

arturo

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 16.520
Registrato
Il succo della questione è una sintesi di quanto hanno detto Zanzalf e Fat Danny    :=)) , ovvero , i 5 stelle scaricano su Zingaretti e quindi il PD la responsabilità stadio si , stadio no con la questione Roma-Lido ; a pallocca basta il si  allo ssadio , per continuare a chiedere soldi , je frega cazzi se mai si farà , o se il traffico farà impazzire i romani.

PabloHoney

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 13.135
Registrato
Citazione di: RubinCarter il 06 Feb 2019, 08:36
Il Politecnico di Torino : Si all'impianto ma servono dai 3 ai 10 anni di lavori sulla rete di mobilità.

Vabbe' ma come tutte le cose a Roma.. prima oooosssadio, poi le opere per la mobilita'

Slasher89

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 16.924
Registrato
Citazione di: arturo il 06 Feb 2019, 09:00
Il succo della questione è una sintesi di quanto hanno detto Zanzalf e Fat Danny    :=)) , ovvero , i 5 stelle scaricano su Zingaretti e quindi il PD la responsabilità stadio si , stadio no con la questione Roma-Lido ; a pallocca basta il si  allo ssadio , per continuare a chiedere soldi , je frega cazzi se mai si farà , o se il traffico farà impazzire i romani.

Secondo me invece la cosa va oltre il rimpallo politico della questione fra Comune e Regione.

Quello del Politecnico è, in sostanza, un parere negativo che può diventare positivo solo se si verificano determinate condizioni, prima fra tutte la totale rivoluzione del trasporto pubblico.

La Raggi fa passare per un si definitivo quello che in realtà è un si con molte riserve, considerando anche che il PUMS invocato dal Politecnico al momento non esiste.

E' come se io domani convoco tutti i miei amici e conoscenti e, con il mio commercialista di fianco, annuncio che mi compro una villa ai Parioli ed il mio commercialista dice che però è possibile solo se risparmio il 100% del mio stipendio per i prossimi 15 anni.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Il nostro Giorgione

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 15.237
Registrato
Citazione di: Slasher89 il 06 Feb 2019, 09:17
Secondo me invece la cosa va oltre il rimpallo politico della questione fra Comune e Regione.

Quello del Politecnico è, in sostanza, un parere negativo che può diventare positivo solo se si verificano determinate condizioni, prima fra tutte la totale rivoluzione del trasporto pubblico.

La Raggi fa passare per un si definitivo quello che in realtà è un si con molte riserve, considerando anche che il PUMS invocato dal Politecnico al momento non esiste.

E' come se io domani convoco tutti i miei amici e conoscenti e, con il mio commercialista di fianco, annuncio che mi compro una villa ai Parioli ed il mio commercialista dice che però è possibile solo se risparmio il 100% del mio stipendio per i prossimi 15 anni.

Quindi guadagni  1 milione l'anno...! Sticazzi!!!!!!  :pp :pp :pp :pp :pp

Slasher89

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 16.924
Registrato
Citazione di: Il nostro Giorgione il 06 Feb 2019, 09:25
Quindi guadagni  1 milione l'anno...! Sticazzi!!!!!!  :pp :pp :pp :pp :pp

Si, forse dovrei risparmiare per 50 anni :=))

arturo

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 16.520
Registrato
Citazione di: Slasher89 il 06 Feb 2019, 09:17
Secondo me invece la cosa va oltre il rimpallo politico della questione fra Comune e Regione.

Quello del Politecnico è, in sostanza, un parere negativo che può diventare positivo solo se si verificano determinate condizioni, prima fra tutte la totale rivoluzione del trasporto pubblico.

La Raggi fa passare per un si definitivo quello che in realtà è un si con molte riserve, considerando anche che il PUMS invocato dal Politecnico al momento non esiste.

E' come se io domani convoco tutti i miei amici e conoscenti e, con il mio commercialista di fianco, annuncio che mi compro una villa ai Parioli ed il mio commercialista dice che però è possibile solo se risparmio il 100% del mio stipendio per i prossimi 15 anni.


Se però si fa passare il parere come positivo e la giunta capitolina da l'ok , la patata bollente passa alla regione ,
di tutto questo a pallocca non frega nulla , a lui basta il via libera per poter continuare a fare debiti.

BomberMax

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 20.077
Registrato
Citazione di: Slasher89 il 06 Feb 2019, 09:17
Secondo me invece la cosa va oltre il rimpallo politico della questione fra Comune e Regione.

Quello del Politecnico è, in sostanza, un parere negativo che può diventare positivo solo se si verificano determinate condizioni, prima fra tutte la totale rivoluzione del trasporto pubblico.

La Raggi fa passare per un si definitivo quello che in realtà è un si con molte riserve, considerando anche che il PUMS invocato dal Politecnico al momento non esiste.

E' come se io domani convoco tutti i miei amici e conoscenti e, con il mio commercialista di fianco, annuncio che mi compro una villa ai Parioli ed il mio commercialista dice che però è possibile solo se risparmio il 100% del mio stipendio per i prossimi 15 anni.

perfetto,  si pone ora l'interrogativo sul perche'  di tale  "annuncio"  e qui,  pure per me lo scarico  di responsabilita'  da Comune a Regione appare evidente

NEMICOn.1

*
Lazionetter
* 7.586
Registrato
Citazione di: James M. McGill il 05 Feb 2019, 23:42

Ripeto che la speranza è che al processo di Lanzalone escano fuori le reali impossibilità oggettive del progetto assurdo della giunta Raggi, un progetto ancora più assurdo di quello Marino.

Scusami James ma questo processo sta diventando una burla ....
cosa altro deve uscire che non è uscito dalle intercettazioni ??
Tutti i permessi sono stati ottenuti dietro mazzette in forma di favori , come entrare a far parte della società dei cani e nonostante Baldissoni al telefono parlasse con Parnasi a chi dare i biglietti omaggio in cambio di favori per i permessi e fosse continuamente avvisato dai soci di Parnasi , tipo quando alla Conferenza della Regione mettevano i paletti per chiamare subito Civita e farli togliere , non è stato nemmeno indagato .
Ci sono stati degli arresti per far ottenere i permessi alla costruzione dello stadio dei cani e poi i magistrati precisano che lo stadio non è in discussione .
Tra questo processo e questo via libera di ieri , mi sembra di una presa per il culo surreale , tipo la favola del re nudo ; tutti vedono che è tutto illegale e forzato ma tutti dicono che è legale .

JoeStrummer

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 18.496
Registrato
Citazione di: James M. McGill il 05 Feb 2019, 23:42
Ripeto che la speranza è che al processo di Lanzalone escano fuori le reali impossibilità oggettive del progetto assurdo della giunta Raggi, un progetto ancora più assurdo di quello Marino. Temo che Repubblica, ahinoi, prima ancora che essere uno dei pochi giornali anticinquestelle, quindi uno dei pochi posizionati per sputtanarli, sarà, proverbialmente, prima-de-la-riomma e solo POI anticinquestelle.


Sbagliato, merdpubblica prende posizione:

https://rep.repubblica.it/pwa/commento/2019/02/05/news/stadio_roma_raggi_colosseo-218399015/?ref=RHPPBT-BH-I0-C4-P8-S1.4-T1

ma lo fa, IMHO, per coprire le spalle a Zingaretti.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

NEMICOn.1

*
Lazionetter
* 7.586
Registrato
La figura della Raggi è emblematica , perche a distanza di 2 anni dalla scandenza della nomina da sindaco ha già detto che non si ricandiderà.
Quindi può fare tutte le porcate che vuole e le sta facendo .

Seamus

*
Lazionetter
* 2.812
Registrato
Stadio della Roma, esultanza a 5stelle: la colata di cemento si farà - (LEFT - CHECCHINO ANTONINI - 5 FEBBRAIO 2019)
   
Dopo il parere positivo del Politecnico di Torino sembra ufficiale: «#lostadiosifa. In arrivo oltre un miliardo di euro di investimenti per la città». Il moVimento 5 Stelle Roma, partito che governa la Capitale, affida il proprio giubilo al social dei 240 caratteri. «Brava Virginia Raggi. E poi dicono che il M5s è contro le grandi opere. Avanti così!», risponde sul medesimo social il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli.

«Ho già scritto al presidente dell'assemblea capitolina De Vito – annuncia anche la sindaca – ci sarà un consiglio straordinario sullo stadio della Roma e sul parere del Politecnico». «L'amministrazione non è contro le grandi opere ma a favore delle opere che vanno a beneficio dei cittadini», continua Virginia Raggi presentando la relazione del Politecnico di Torino. «Un'ottima notizia per tutta la città». Il partito del cemento, insomma, è contento e pensa allo Stadio come «apripista a una nuova stagione di idee, progetti e lavoro ed anche ai tanti programmi urbanistici da tempo in istruttoria».

Ma il sì allo stadio «è un sì condizionato: cioè lo stadio va bene, ma prima vanno realizzate politiche che portino a un'offerta di mobilità plurimodale, che si aggiunga alla mobilità privata», ha voluto precisare Bruno Dalla Chiara, docente del Politecnico che ha realizzato lo studio per verificare l'impatto sulla mobilità dell'area prodotto dall'impianto.

Dopo una serie di annunci, ritardi burocratici, "contrattempi" di ogni sorta (l'ultimo dei quali ha portato all'arresto del palazzinaro Parnasi, proponente del progetto con la società Eurnova), James Pallotta, il presidente della As Roma, sente di essere a un passo dalla posa della prima pietra. Si tenga a mente che, nella speculazione originale di Tor di Valle la cubatura destinata all'impianto era soltanto il 14% di quella complessiva. Il resto era un diluvio di altri 800mila metri cubi di cemento che forma un "business-park" di uffici, centri commerciali, alberghi e tre enormi torri (la più alta è di 200 metri). La più grande colata di cemento in progettazione in Europa, l'ha definita l'urbanista Portoghesi (non certo un estremista). Il progetto è stato localizzato in un'area poco servita, verde, ma in stato di abbandono dopo la chiusura dell'ippodromo, con evidenti problemi di viabilità, raggiungibilità e rischi di esondazione. Allora perché proprio lì? Parnasi, indebitato fino al midollo con Unicredit, ha acquistato i terreni da una società fallita a prezzi da saldo e s'è offerto come location e "sviluppatore". Unicredit vede in questa operazione la possibilità di rientrare dei debiti di Parnasi e tramite i suoi strettissimi rapporti con la proprietà di As Roma – di cui aveva finanziato il salvataggio – pilota e instrada la proposta a Pallotta, presidente della Roma ma soprattutto gestore negli USA di fondi di investimento e grande speculatore finanziario. La compagine dei proponenti avvia una trattativa con la giunta Marino che avvia la "contrattazione" urbanistica. Il Comune non ha un cent, così i proponenti si offrono "generosamente" di realizzar urbanizzazioni e infrastrutture in cambio di ulteriori cubature. Marino e l'allora assessore Caudo non fecero una piega concedendo la delibera di interesse pubblico e diventano i paladini, spacciandolo per "sviluppo" e "occasione per Roma". Come fanno Raggi e Toninelli ora. La retorica ufficiale lo pompa come il "nuovo Colosseo". Sul sito ufficiale, non aggiornato dal 2017, non ci sono dettagli ma si possono leggere proclami di questo tenore: "Lo Stadio della Roma è stato progettato per garantire agli appassionati un'esperienza unica nel giorno della partita. Le sezioni dello stadio e la vicinanza del campo alle tribune consentiranno di creare un'atmosfera intensa ed emozionante, unica nel suo genere... Lo Stadio della Roma rappresenterà con orgoglio la Città di Roma – una gloriosa miscela di passato, presente e futuro che potrà essere ritrovata nel design stesso dello Stadio e nei materiali utilizzati. L'architettura del nuovo stadio è un omaggio alla ricca storia di Roma, in grado di abbracciare, al tempo stesso, la moderna e innovativa estetica italiana di fama internazionale. Lo Stadio della Roma fungerà da cardine per un progetto di sviluppo più ampio, multiuso e a gestione privata. Trasformerà il modo dei romani di integrare sport e intrattenimento nelle loro vite quotidiane".

A febbraio 2017, siamo ormai nell'epoca dei Cinque stelle, il Campidoglio consegna alla Regione il parere unico sul progetto di Tor di Valle. Ci sono ancora frizioni fra i gruppi di lavoro di Pallotta e della sindaca che, infine, trovano un accordo. Viene approvata la VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) e la Regione a novembre convoca la Conferenza dei Servizi, invitando tutte le componenti a dare in modo chiaro il proprio assenso o dissenso sull'opera. Il 5 dicembre arriva l'ok definitivo. Continua il braccio di ferro tra i proponenti e il Campidoglio a 5 stelle in cui entra in gioco anche l'avvocato Luca Lanzalone, e a fine febbraio viene raggiunto un accordo m5s-proponenti che si poggia su un drastico taglio delle cubature. Ne esce un progetto senza le torri ma anche con meno fondi privati per opere pubbliche. Il nuovo progetto viene portato nella conferenza dei servizi in Regione che si chiude ad agosto del 2017 con criticità e osservazioni delle istituzioni coinvolte. A settembre apre una nuova conferenza dei servizi che analizzerà nuovamente il piano integrato dai proponenti. Il 5 dicembre arriva l'ok definitivo con prescrizioni dalla conferenza dei servizi.

In realtà si tratta comunque della distruzione di un area verde potenzialmente rinaturalizzabile come gran parte dell'ansa del Tevere, della realizzazione di cubature enormi in una città che vede oltre 185mila appartamenti sfitti ed una quantità enorme di uffici vuoti, di un ulteriore grande centro commerciale che sarebbe ben il quarto in un asse di 10 chilometri. Le infrastrutture da realizzare sono esclusivamente a servizio dell'opera, visto che lì non ci abita nessuno, e i costi di manutenzione resterebbero comunque a carico del pubblico, compreso il funzionamento delle grandi idrovore che dovrebbero scongiurare il rischio di esondazione. Vengono millantati migliaia di posti di lavoro che ovviamente evaporeranno ben presto. In realtà l'impianto sportivo in sé non interessa a nessuno, nemmeno a Pallotta, grande elettore di Trump, che ha senz'altro più confidenza con Wall Street che con il pallone. L'urbanistica "contrattata" e il sistema delle "compensazioni" hanno provocato disastri clamorosi a Roma negli ultimi 25 anni e fallimenti sia di obiettivi, sia in termini di danni materiali per la finanze del Comune, persino quando le "compensazioni" avrebbero dovuto servire per realizzare impianti sportivi e verde (si pensi alla vera e propria truffa dei "Punti verdi Qualità). C'è un dettaglio che non dovrebbe tenere tranquillo neppure il più acritico dei tifosi (della Roma, perché i tifosi dell'opera in sé non li smonta nessuno): lo stadio (inteso nel senso dell'impianto sportivo) non sarà dell'As Roma ma della società di Parnasi-Pallotta che l'affitterà all'As Roma.

A giugno 2018 scatteranno le manette ai polsi di Parnasi, titolare della società Eurnova e cinque suoi collaboratori. L'obiettivo del gruppo, scrive il Gip nell'ordinanza di custodia cautelare, era «ottenere i favori del mondo Cinque Stelle» e di altre forze politiche. Ai domiciliari anche Luca Lanzalone, presidente di Acea (51% del Comune di Roma) e consulente della Giunta Raggi per il dossier dello stadio; il vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio, Adriano Palozzi di Forza Italia; e l'ex assessore regionale all'Urbanistica Michele Civita, del Partito democratico.

Il nodo resta quello dei flussi di traffico nell'area di Tor di Valle e le simulazioni fatte «in presenza di un evento sportivo» per il Politecnico restituiscono «un quadro catastrofico con punte di oltre 8.500 veicoli orari per singola direzione sul Gra». Parallelamente, come recita il documento, occorre una strategia per «disincentivare fortemente l'uso dell'auto privata poiché soprattutto in corrispondenza delle partite infrasettimanali emergerebbero situazioni d'estrema congestione». Una situazione che i tecnici dell'ente torinese consigliano «fortemente di evitare, consapevoli di due cose: che si tratta pur sempre di problemi di traffico» e che il romano «possa essere presumibilmente abituato a situazioni di traffico intenso, forse in media con un approccio molto più paziente d'un utente stradale di altre città». La relazione, nel paragrafo che si occupa delle simulazioni studiate, bolla anche come «troppo ottimistiche le previsioni effettuate». «Poco credibile» pensare che un 50% di utenti si possa spostare con il trasporto pubblico anche se Raggi assicura che si starebbe lavorando con la Regione per ammodernare la Ferrovia Roma-Lido e la Orte-Fiumicino. Non dovrebbe spuntate un secondo ponte nell'area, quello di Traiano, che invece secondo la Regione avrebbe dovuto affiancare quello dei Congressi. E Stefano Brinchi, presidente dell'agenzia per la mobilità di Roma, spiega che il Piano urbano della mobilità sostenibile (mai approvato dall'aula Giulio Cesare) «vede come unico scenario percorribile lo spostamento del trasporto dalla gomma al ferro».

«Questo parere non ha un valore giuridico ma mediatico politico. Non siamo sorpresi, e ci attendevamo un esito positivo», commenta il vicepresidente dell'As Roma, Mauro Baldissoni, a margine della conferenza stampa in Campidoglio ricordando il "catastrofico" progetto «con un'offerta intorno allo stadio per favorire una presenza nella zona più lunga, non solo legata ai 90 minuti della partita».

«Il progetto approvato dalla conferenza dei servizi è tuttora gravemente inadeguato e si intende portare in Assemblea capitolina un'opera completamente carente sotto il profilo della mobilità, che può stare in piedi solo grazie alla promessa di interventi a carico dei contribuenti ed inseriti in un piano, il Pums, che l'Amministrazione capitolina non ha mai approvato – commenta Cristina Grancio, esponente di demA e capogruppo del Misto – lo #stadiofattobene sta sconfinando nella farsa, una farsa pericolosa perché è evidente che a queste condizioni non è più ravvisabile l'interesse pubblico del progetto approvato. L'unica novità apprezzabile scaturita dalla conferenza stampa è che la maggioranza si deciderà finalmente a convocare l'Assemblea capitolina sul tema. All'ordine del giorno proporremo l'impegno a chiudere una vicenda nata male, compromessa dai troppo lati oscuri, e ad aprire una fase nuova nell'interesse della città». Grancio, eletta coi cinque stelle, fu emarginata proprio per le critiche al mega progetto. Di lei il capogruppo Paolo Ferrara (uno dei 27 indagati con Parnasi, ora autosospeso) dirà: «Cristina Grancio non ha mai dato nessun contributo: cambi poltrona, si sposti in una di quelle delle opposizioni in modo da liberarci da una macchia nera che deturpa la bellezza del nostro gruppo».

«Fa sorridere come i tecnici interpretino in modo assolutamente personale il significato del termine "catastrofico" usato dal Politecnico nella relazione preliminare sui flussi di traffico», ricorda anche il Codacons, che contro la realizzazione dell'opera ha presentato ricorso al Tar del Lazio.

Anche per Stefano Fassina, consigliere di Sinistra per Roma deputato LeU, «è davvero fuori luogo il trionfalismo della Sindaca e dei vertici del M5s. Inaccettabile dedicare centinaia di milioni di euro di preziose risorse pubbliche per la sostenibilità viaria e finanziaria di un'opera certamente non prioritaria, in una città martoriata da drammi sociali. Inoltre, rimangono tutte le criticità relative alla localizzazione e ai risvolti urbanistici». La As Roma, si aspetta di concludere tutta la procedura, inclusi i passaggi consiliari, nel giro di poche settimane. Parallelamente andrà avanti la trattativa fra il presidente della Roma, James Pallotta, e il nuovo management di Eurnova (non è escluso un vertice a Boston nelle prossime settimane) per l'acquisto delle quote del progetto e dei terreni di Tor di Valle. Pallotta, pronto a mettere sul piatto una cifra intorno ai 100 milioni di euro, dovrebbe procedere direttamente con la società "Stadio TdV", creata apposta per occuparsi del dossier. Società peraltro che nell'assemblea dei soci riunita a Boston lo scorso 21 dicembre ha nominato fino al 2021 un nuovo organo amministrativo dopo la scadenza del mandato di David Ginsberg da amministratore unico. Nello specifico è stato nominato un Cda composto da Baldissoni, presidente, e Giorgio Francia, già responsabile amministrazione e finanza della Roma, e Gianluca Cambareri, membro anche del Cda giallorosso.

E il Pd, il partito delle grandi opere per antonomasia? Strizza l'occhio ai tifosi perché : «L'unica cosa che non si può fare è approfittate del cuore e della passione di migliaia di tifosi giallorossi e cittadini romani, magari per cercare di recuperare qualche voto alla vigilia delle europee dopo oltre due anni di amministrazione fallimentare della città», si legge in una nota del deputato Roberto Morassut.


Discussione precedente - Discussione successiva