Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questa discussione.

Discussione precedente - Discussione successiva

Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 72.943
Registrato
Indiscrezione

Anche il Qatar nella partita dell'impianto (Corriere dello Sport 30 Maggio 2019)

Roma - Secondo l'Adnkronos, che cita «fonti dell'Emirato», la Roma ha cercato di coinvolgere il Qatar (già interessato all'acquisto del club) nell'affare del nuovo stadio. Che però se realizzato a Tor di Valle sarebbe visto come «un investimento problematico a rischio», aggiungono le medesime fonti. Si collega dunque questa proposta, che sarebbe stata formulata a Londra da un emissario di James Pallotta, a uno spostamento dell'impianto nell'area di Fiumicino. Del tutto impossibile da realizzare nell'ambito dell'attuale iniziativa: significherebbe azzerare l'intero iter e soprattutto ripartire con un progetto totalmente differente, realizzato sulla base di rilievi da effettuare nella zona di nuova scelta.
La situazione cambierebbe solo in caso di passaggio di proprietà della Roma. In tal caso i nuovi azionisti di maggioranza, qatarioti o altri, potrebbero appunto decidere di ripartire dall'inizio. Ma al momento l'unica possibilità concreta rimane realizzare lo stadio a Tor di Valle.

Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 72.943
Registrato

Giovanni Caudo è presidente del Municipio III, insegna all'università e un bel giorno con Ignazio Marino andò negli Stati Uniti a incontrare James Pallotta. «Fummo derisi da tanti, Cinque Stelle compresi. A quel tavolo di confronto c'era anche la banca Goldman Sachs. Volevamo accertarci che i 195 milioni di opere pubbliche promessi più i 185 che servivano per la realizzazione dello stadio fossero realmente disponibili. Tornammo rassicurati. Più alzi l'asticella più hai garanzie di qualità e trasparenza. Anche per questo le torri di Libeskind, eliminate nella nuova versione del progetto, avevano senso. Le hanno sostituite con palazzine piene di uffici che resteranno invenduti. I grattacieli avrebbero attirato clienti di alto livello, multinazionali».


Ma non è solo per questo che lei, assessore all'urbanistica nella giunta Marino, considera la vostra operazione Tor di Valle migliore di quella su cui si sta discutendo adesso.
«Intanto non puoi sostituire i grattacieli con palazzine e non modificare il valore per metro quadro delle costruzioni. Così il costruttore ci guadagna. A parte questo, il nostro progetto rispondeva a una logica coerente di sviluppo, la creazione di un centro direzionale in quel settore. Com'era nel programma elettorale, ben prima che si parlasse di stadio a Tor di Valle: la sede distaccata del Comune, il Campidoglio 2, all'Ostiense; tutto il polo della Regione tra Piazzale dei Navigatori e la vecchia Fiera; le torri dell'Eur accanto al Palazzo dei Congressi; gli snodi viari intorno allo stadio, l'e-commerce sulla strada dell'aeroporto e l'aeroporto stesso. E l'accesso diretto all'Eur in treno da Fiumicino. Non dico che il nostro progetto fosse migliore, dico che era in linea con l'interesse pubblico».

Lo stadio da solo non basta.
«Lo stadio non è d'interesse pubblico. Lo sarebbe stato portare alla stazione di Tor di Valle sedici treni all'ora, e 4.600 passeggeri all'ora nella stazione Magliana. Far transitare 30.000 persone, il 50% della capienza dello stadio, per quei due terminal più quello della Muratella. Adesso il privato dovrà pagare i treni, ma le sole obbligazioni finanziarie non ti trasportano fino all'impianto. Noi avevamo ottenuto la riunificazione di Ostiense e Via del Mare da Ponte Marconi fino al Gra e il ponte di collegamento - il famoso Ponte di Traiano, ma non so perché abbiano cominciato a chiamarlo così, noi lo chiamavamo ponte e basta - che avrebbe alleggerito il traffico regolare. Tutto questo costava 195 milioni, come detto, ma comprendeva pure l'obbligo per il proponente di realizzare le opere se voleva aprire lo stadio. Io credo che l'investitore sia stato ben felice di liberarsi di tutti i vincoli che quell'accordo gli imponeva».

Allora perché l'attuale amministrazione ha agito in quel modo?
«Non lo so, ma adesso lo scontano. Si sono chiusi in un vicolo cieco, portandosi dietro la città. Dopo aver raggiunto con la Roma il compromesso sul taglio delle cubature hanno stilato una memoria di giunta in cui chiedevano al privato un nuovo progetto. Così il proponente è diventato eseguente. Noi non correvamo questo rischio perché avevamo legato qualsiasi impegno alla firma finale del presidente della Regione. Invece se oggi si blocca tutto Pallotta può acquisire il diritto di massacrare il Comune. Il piano B potrebbe appunto essere quello di fare causa e non sarebbe roba da pochi soldi come tanti credono. Forse c'è anche un piano C, fare un accordo del tipo: approvate la variante urbanistica e io vendo la Roma con questo pegno dentro. L'alternativa per l'amministrazione è andare avanti con un progetto che non sta in piedi. E pensare che se avessero voluto tirarsi indietro avrebbero potuto farlo nell'estate 2016, quando inviarono le carte alla Regione nonostante avessero riscontrato una lista di carenze lunga dieci pagine».

Come finirà?
«La situazione mi sembra compromessa. Se il progetto originario fosse andato avanti, oggi avremmo probabilmente un notevole plusvalore per la Roma e vantaggi per tutta la popolazione. Invece abbiamo una città che muore. Con lo stadio avremmo potuto trasmettere un'immagine di serietà. All'inizio i proponenti volevano appioppare al Comune la costruzione dei parcheggi per i vip. Facile indovinare che cosa abbiamo risposto».

Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 72.943
Registrato
L'area

«Impossibile riadattare i vecchi stadi» (Corriere dello Sport 30 Maggio 2019)

Roma - (m.e.) Giovanni Caudo tiene a chiarire che la giunta Marino non mise bocca nella scelta dell'area di Tor di Valle, ancora oggi al centro delle contestazioni: «Immagino che la decisione di puntare su quei terreni sia stata presa dai proponenti quando il sindaco era Gianni Alemanno. Noi rispettammo le prescrizioni della cosiddetta legge sugli stadi, in realtà tre commi inseriti in un provvedimento più generale. E verificammo insieme con il Coni che le strutture già esistenti, cioè l'Olimpico e il Flaminio, non fossero utilizzabili per gli stessi scopi. Non lo erano: l'Olimpico per la capienza e la presenza della pista di atletica, incompatibili con la concezione di uno stadio di proprietà, il Flaminio per la presenza di vincoli. A quel punto la normativa è diventata applicabile. La posizione del nuovo impianto s'inseriva nel riassetto urbanistico previsto dal programma elettorale di Marino e per questo indicammo come possibile interesse pubblico gli interventi su viabilità e trasporti. Inoltre imponemmo una penale pari al valore delle opere medesime, 195 milioni, nel caso in cui l'azionista di maggioranza avesse venduto la Roma senza lo stadio o viceversa prima della scadenza di un vincolo trentennale».

Slasher89

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 16.924
Registrato
Citazione di: Redazione Lazio.net il 30 Mag 2019, 07:28
Indiscrezione

Anche il Qatar nella partita dell'impianto (Corriere dello Sport 30 Maggio 2019)

Roma - Secondo l'Adnkronos, che cita «fonti dell'Emirato», la Roma ha cercato di coinvolgere il Qatar (già interessato all'acquisto del club) nell'affare del nuovo stadio. Che però se realizzato a Tor di Valle sarebbe visto come «un investimento problematico a rischio», aggiungono le medesime fonti. Si collega dunque questa proposta, che sarebbe stata formulata a Londra da un emissario di James Pallotta, a uno spostamento dell'impianto nell'area di Fiumicino. Del tutto impossibile da realizzare nell'ambito dell'attuale iniziativa: significherebbe azzerare l'intero iter e soprattutto ripartire con un progetto totalmente differente, realizzato sulla base di rilievi da effettuare nella zona di nuova scelta.
La situazione cambierebbe solo in caso di passaggio di proprietà della Roma. In tal caso i nuovi azionisti di maggioranza, qatarioti o altri, potrebbero appunto decidere di ripartire dall'inizio. Ma al momento l'unica possibilità concreta rimane realizzare lo stadio a Tor di Valle.

AdnKronos è di Marra, storicamente uomo dei Sensi

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

MisterFaro

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 18.008
Registrato
Letto tutto molto velocemente ma due cose mi hanno comunque colpito:

- la continua, costante, martellante, imbarazzante, confusione tra ROMA CITTA' e asroma azienda.

- "Ma entrerebbe in quei terreni il progetto concepito a Tor di Valle?"
Passaggi come questo dimostrano quanto sia dato per scontato e naturale che lo stadio è solo il grimaldello per realizzare ben altro. "Altro" che non camuffano neanche più come necessario per rientrare dei costi per la realizzazione di infrastrutture che attenuano i disagi di vive/lavora/transita per quella zona, tanto è vero che l'eventuale spostamento in una zona che di quelle infrastrutture non ha bisogno preoccupa per il fatto che non ci sia lo spazio per fare "tutto"

:hamm:

UnDodicesimo

Visitatore
Registrato
Citazione di: Redazione Lazio.net il 30 Mag 2019, 07:31
L'area

«Impossibile riadattare i vecchi stadi» (Corriere dello Sport 30 Maggio 2019)

Roma - (m.e.) Giovanni Caudo tiene a chiarire che la giunta Marino non mise bocca nella scelta dell'area di Tor di Valle, ancora oggi al centro delle contestazioni: «Immagino che la decisione di puntare su quei terreni sia stata presa dai proponenti quando il sindaco era Gianni Alemanno. Noi rispettammo le prescrizioni della cosiddetta legge sugli stadi, in realtà tre commi inseriti in un provvedimento più generale. E verificammo insieme con il Coni che le strutture già esistenti, cioè l'Olimpico e il Flaminio, non fossero utilizzabili per gli stessi scopi. Non lo erano: l'Olimpico per la capienza e la presenza della pista di atletica, incompatibili con la concezione di uno stadio di proprietà, il Flaminio per la presenza di vincoli. A quel punto la normativa è diventata applicabile. La posizione del nuovo impianto s'inseriva nel riassetto urbanistico previsto dal programma elettorale di Marino e per questo indicammo come possibile interesse pubblico gli interventi su viabilità e trasporti. Inoltre imponemmo una penale pari al valore delle opere medesime, 195 milioni, nel caso in cui l'azionista di maggioranza avesse venduto la Roma senza lo stadio o viceversa prima della scadenza di un vincolo trentennale».

e mo chi ce lo dice a Guido, Virginia & vedove varie?

Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 72.943
Registrato
Dentro gli equilibri e gli squilibri che hanno portato allo stallo sul nuovo impianto della Roma

Tor di Valle, l'ombra della crisi a 5 Stelle (Corriere dello Sport, 31 Maggio 2019)

Adesso regna il silenzio intorno allo stadio. I vertici comunali sono in difficoltà dopo le elezioni. Intanto sono riprese le riunioni tecniche

E' calato il silenzio e non è un silenzio metaforico. E' stupore, sconcerto e melanconia. In Campidoglio non hanno voglia di parlare di un bel niente, figuriamoci dello stadio della Roma che in tre anni, senza averne colpa perché è un innocente ancora non nato e anche perché è solo una tessera di un rompicapo molto più vasto, ha devastato la sicurezza in sé stessi dei nuovi amministratori della città diventando, da opportunità che avrebbe dovuto essere, un incubo quotidiano.

Ha causato l'estromissione dal Movimento 5 Stelle di qualche personaggio di rilievo della politica locale. Ha contribuito a mandare agli arresti il presidente dell'Assemblea Capitolina, cioè del consiglio comunale. Ha causato molti mal di pancia, innumerevoli mal di testa e qualche mal di denti, per sfruttare una metafora inventata dall'ex assessore all'urbanistica e irriducibile oppositore dello stadio Paolo Berdini, a un'ampia maggioranza delle persone coinvolte. Che sono tante e comprendono anche architetti, docenti universitari, magistrati inquirenti, magnati del settore immobiliare, guardiani di scuderia rimasti senza cavalli da sorvegliare.
Tuttavia non si sono fermati. Non sanno come farlo, non sanno se farlo perché il rischio di una causa pesante da parte della Roma (o meglio dei proponenti legati alla società sportiva di nome As Roma, che è lo stesso) è concreto, come sottolinea l'ex assessore all'urbanistica del Campidoglio e attuale presidente del Municipio III, Giovanni Caudo. Tanto da far pensare che la strategia attuale di James Pallotta si riduca proprio a questo: andiamo avanti il più possibile, lasciamo che il Comune s'infili a fondo nella trappola che si è costruito da solo e a tempo debito colpiamo senza compassione.

L'ITER. In realtà, anche se affondato nel silenzio, l'iter per Tor di Valle sta andando avanti. E stanno andando avanti anche i tentativi di fermarlo, segno che se non v'è certezza del successo non ne abbiamo neppure del fallimento. Sono ripresi da una quindicina di giorni gli incontri tra i tecnici di Eurnova e quelli degli uffici comunali. Tengono una o due riunioni a settimana e rispetto alle giornate di gelo intenso tra le parti siamo in una fase di cordialità. Prima si erano tutti arrestati (nessuna ironia) per via delle frasi acide del presidente giallorosso Pallotta, il quale aveva invitato i tifosi a scendere in piazza per manifestare in favore dello stadio o qualcosa del genere. Per essere onesti bisogna aggiungere che la stizza di Pallotta era stata innescata appunto dai ritardi nella procedura, dalla mancata calendarizzazione del voto sulla variante urbanistica da cui discende l'ok definitivo a costruire e dai contrasti sulla stesura degli accordi finali. Non è che la situazione sia cambiata di molto, ma perlomeno la corrente ha ripreso a scorrere nella direzione corretta.
Il punto è che nelle varie stazioni del calvario, il compromesso raggiunto nel febbraio 2017 tra la Roma e il Comune sul taglio del progetto (il passaggio che, secondo Caudo, ha messo il club in una posizione di forza nei confronti dell'amministrazione a causa dell'incauta stesura di un documento ufficiale), la conferenza dei servizi peraltro in seconda convocazione, le modifiche agli elaborati ripetutamente chieste ai proponenti, la scrittura tuttora in corso della convenzione, è andata perduta la cristallina differenza tra diritti e doveri dell'una e dell'altra parte che caratterizzava l'accordo originario tra Pallotta e la giunta Marino. Per raggiungere il quale non per niente sindaco e assessore competente si erano recati negli Stati Uniti, insoddisfatti della comunicazione via e-mail. E poi, francamente, quando si passa dalla teoria alla pratica e si stabilisce chi deve fare che cosa e a che prezzo litigare è inevitabile. A quanto si sa i contrasti riguardano diversi punti della convenzione urbanistica, cioè appunto il documento che fissa sin nei dettagli la distribuzione dei compiti nella realizzazione delle opere pubbliche. Non si tratterebbe tanto di una questione economica: la Roma sa già di dover contribuire - a parte gli 80,6 milioni stimati da spendere per l'unificazione di Ostiense e Via del Mare, due ponti ciclopedonali, la messa in sicurezza del fosso di Vallerano, parco fluviale e ammennicoli vari - all'acquisto dei treni per la Roma Lido, una cosetta tra i 10 e i 20 milioni. Il vero nodo riguarda invece la tempistica della realizzazione. Il Comune, come da delibera, pretende che lo stadio non entri in funzione prima del completamento della viabilità. Tempo previsto per la costruzione dello stadio: due anni e mezzo circa, facciamo tre. Assai meno delle abitudini italiane per le opere pubbliche.

PARTITA A SCACCHI. Così la Roma può anche immaginarsi di giocare al gatto con il topo. In realtà si tratta di una partita a scacchi. Pure perché il Movimento Cinque Stelle, che guida il Comune, ha appena subito una batosta elettorale memorabile, anche in città. Sta pensando ad altro che allo stadio. Anzi, pensa allo stadio come tassello della propria strategia di rilancio, se non di sopravvivenza. Su Tor di Valle adesso decidono i vertici nazionali. Che prima erano propensi a dare il via libera e al momento sono confusi, temono di sbagliare mossa, devono riadattarsi all'ambiente diventato ostile. Quindi in Comune procedono silenti e prudenti, temendo che qualsiasi cosa facciano possa essere usata contro di loro. Quindi Pallotta perde la pazienza e invoca una solidarietà che oggi come oggi pochi tifosi sono disposti a concedergli.

Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 72.943
Registrato
CONSIGLIERE COMUNALE E GRANDE OPPOSITRICE DEL PROGETTO

«Fermeremo questa speculazione. Aiutiamo la Roma a cambiare area» (Corriere dello Sport, 31 Maggio 2019)

La Grancio, storica avversaria dello stadio: «Proceduta viziata quindi non c'è il rischio di causa»

L'assessore allo sport Daniele Frongia ha ribadito più volte che, al netto delle questioni tecniche, l'iter dello stadio della Roma va avanti perché la maggioranza è compatta e l'Assemblea Capitolina si è già espressa non una bensì due volte sull'interesse pubblico: con l'amministrazione Marino e con l'attuale, in sede di novazione della delibera. Questa posizione però risale ai giorni in cui il ciclone elettorale, anche se in una certa misura previsto, era di là da venire. Nelle ultime ore sono arrivate nuove rassicurazioni. Potete immaginare quanto la Roma si senta rassicurata.

Naturalmente la sconfitta alle Europee del Movimento 5 Stelle ha riscaldato gli animi, mai troppo abbattuti peraltro, dell'ala che ha sempre avversato lo stadio. Non è automatico che la perdita di consensi debba compromettere l'iter. Potrebbe accadere il contrario: muoviamoci e facciamo le cose. Ma finora i fatti nuovi hanno raramente giocato a favore delle idee di Pallotta e per di più la crisi del Movimento arriva contestualmente alla contestazione dei tifosi nei confronti del presidente del club. Contestazione che ha coinvolto lo stadio. Mentre la giunta non è ancora in grado di fissare una data per la votazione del sì definitivo in Assemblea Capitolina (è durissimo arrivare in aula prima dell'estate, com'era nei programmi), Cristina Grancio, consigliere comunale, espulsa dai 5 Stelle proprio per la sua opposizione al progetto, conta di far passare la sua delibera di revoca dell'interesse pubblico nel giro di qualche settimana.

Architetto, sta andando avanti per la sua strada?
«Certo. Ho chiesto alla conferenza dei capigruppo a che punto siamo con la calendarizzazione. Anche se la delibera è stata bocciata da varie commissioni, la procedura va avanti perché il regolamento prevede pareri da tutti gli uffici competenti. E ne sono venuti a mancare molti. La delibera andrà in aula prima della convenzione».

E passerà?
«Mi sembra che le voci contrarie a questa speculazione edilizia diventino sempre più numerose. Un personaggio importante dell'amministrazione, di cui non farò il nome, mi ha confidato che la giunta sta cercando un modo per cancellare definitivamente l'iter».

Che cosa dovrebbe fare la Roma secondo lei?
«Cambiare l'area. Con la collaborazione del Comune, è chiaro. Individuare rapidamente una zona in cui costruire lo stadio sia razionale e plausibile. Avrebbero dovuto prendere questa strada parecchio tempo fa».

Che cosa c'è che non va a Tor di Valle?
«Tanto per cominciare è una zona a fortissimo rischio idrogeologico».

Ma la parte a rischio non comprende lo stadio.
«Ha idea di quanto pesi, detto brutalmente, una costruzione del genere? E quale stress impongano al terreno le operazioni di costruzione? Un'impresa che mette in pericolo tutto il circondario. A L'Aquila c'è stata una condanna soltanto perché qualcuno ha sottovalutato il rischio di un possibile terremoto. Cioè qualcosa di sostanzialmente imprevedibile. Qui si sa che può succedere qualcosa e nonostante questo si vuole andare avanti».

Negli accordi c'è appunto un intervento che garantirebbe la sicurezza dell'intera area.
«La legge stabilisce che l'intervento deve avvenire prima che l'area divenga edificabile, non contestualmente. Inoltre c'è la questione della mobilità, sottolineata sia dalla conferenza dei servizi sia dal Politecnico. Non dobbiamo meravigliarci se poi interviene la magistratura».

Lei è sempre stata contraria alla realizzazione di questo stadio.
«Sì, e in tanti mi guardavano come se mi considerassero un pericolo. Adesso forse è più chiaro il perché».

Ha letto il parere dell'Avvocatura sul rischio di una causa di risarcimento da parte dei proponenti?
«Certo. Il rischio non c'è perché la procedura è viziata sin dall'inizio. Non è stata valutata la possibilità di riadattare impianti già esistenti».

Veramente è stato fatto: sono stati presi in esame Olimpico e Flaminio.
«Non basta dirlo. Bisognava anche scriverlo nello studio di fattibilità. E io lì non l'ho trovato».

Ritiene che la sconfitta elettorale dei 5 Stelle contribuirà a mandare in soffitta il dossier stadio?
«Mi auguro che ai vertici del Movimento sia già stata avviata questa riflessione».

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 72.943
Registrato
IL SINDACO MONTINO

«Stadio, Fiumicino ha aree disponibili e la Roma lo sa» (Corriere dello Sport, 31 Maggio 2019)

ROMA (Ansa) - «Deve essere chiaro che la nostra non è una concorrenza al Comune di Roma, è soltanto il voler sbloccare una situazione incagliata e che se dovesse rimanere ancora così su Roma, la società e i tifosi devono sapere che ci può essere un'altra alternativa». E ancora: «naturalmente speriamo che tutto si chiuda per il meglio come avevano iniziato, ma qualora non si chiudesse siamo a disposizione». Così all'Ansa Esterino Montino, sindaco di Fiumicino, a margine di uno show cooking per celebrare il cinquecentenario di Leonardo da Vinci organizzato da Aeroporti di Roma. «Siamo a disposizione con delle aeree già dedicate all'urbanistica - spiega - e per essere sviluppate in strutture industriali, commerciali e legate al trasporto, aree molto grandi a ridosso dell'aeroporto, circa 300 ettari. Non sto parlando di una lottizzazione, sto parlando di stadio e ovviamente delle attività connesse allo stadio». Sulla proposta e l'incontro con la As Roma Montino chiarisce: «Circa un mese fa ho tenuto un incontro con un alto livello della dirigenza della Società, in un modo molto tranquillo e riservato, loro hanno preso atto della mia proposta già fatta due mesi fa. E, anche come atto di cortesia, sono venuti in Comune».

robylele

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 36.633
Registrato
Citazione di: Redazione Lazio.net il 31 Mag 2019, 09:13

La Grancio, storica avversaria dello stadio: «Proceduta viziata quindi non c'è il rischio di causa»


la Grancio non ha cuore, pallotta dice di aver speso già 60 ml. per i vari progetti.
A questo punto venda schick e si tenga il resto.

arturo

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 16.528
Registrato
Stanno alla canna del gas , se ripropongono la fregnaccia dei maxi risarcimenti.
ma vabbè , un po de mangime a sti romanoidi non si nega...

ordnung und disziplin

*
Lazionetter
* 2.101
Registrato
Roma, Stadio, nuovi interrogatori: grana per Raggi.
La tesi rappresentate ai pm sono differenti. Diametralmente opposte. I due consiglieri del IX Municipio Paolo Barros e Paolo Mancuso ascoltati il 16 maggio in procura - in merito all'iter amministrativo relativo allo stadio della Roma - con le loro affermazioni chiamano in causa il presidente del consiglio del IX Municipio. Per questo motivo Marco Cerisola il 13 giugno si dovrà presentare in procura, in qualità di persona informata sui fatti. Due versioni, quelle di Barros e Mancuso, che complicano la posizione anche della sindaca Virginia Raggi, unica iscritta nel fascicolo per il reato di abuso d'ufficio. Aspetti burocratici di non poco conto. Cerisola, infatti, in tempi record, by-passando la commissione urbanistica, ha riunito l'assemblea, i primi di giugno del 2017, che ha poi dato il parere favorevole all'impianto del club giallorosso. Su questa riunione i due esponenti grillini hanno fornito al pm Elena Neri argomenti differenti. Per Mancuso il passaggio in commissione urbanistica era un atto dovuto. Al contrario secondo Barros, invece, il mancato passaggio in commissione urbanistica del progetto stadio non comporterebbe alcun problema dal momento che venne consultata la commissione sport, di cui lui fa parte.

Sono dettagli rilevanti quelli che hanno convinto il pm a voler convocare Cerisola. Emergenze che sottolineano come l'iter non sia stato così trasparente. E che anzi, l'amministrazione capitolina, abbia fatto una corsa contro il tempo per fare in modo che il progetto dello stadio andasse in porto. Ieri, intanto, il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino, ha proposto di edificare lo stadio del club giallorosso in alcuni terreni all'interno del comune che amministra. «Se la procedura aperta con la Roma dovesse rimanere incagliata o saltare (con il Campidoglio, ndr) , sappiate che c'è un'altra proposta a sette chilometri da Tor di Valle»

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

rimski orel

*
Lazionetter
* 2.156
Registrato
Comunque oggi giocano la finale Champions al Wanda Metropolitano, eletto stadio piu' bello del Mondo. In origine piccolo stadio di proprieta' del comune che fu passato all'Atletico con un accordo, ristrutturato con lo sponsor cinese Wanda. 67000 spettatori e mille facilities, in piena citta', senza appartamenti, torri, grattacieli, centri commerciali, uffici, ponti, linee ferroviarie, traghetti fluviali, inondazioni, corruzioni, criminalita'. Allora se po' fa uno stadio ebbasta senza rovinasse e magari guadagnandoci sopra (perche' mica saranno scemi quelli che lo hanno fatto). Ogni riferimento a progetti esistenti e' puramente casuale

AquiladiMare

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 25.357
Registrato
Citazione di: rimski orel il 01 Giu 2019, 18:05
Comunque oggi giocano la finale Champions al Wanda Metropolitano, eletto stadio piu' bello del Mondo. In origine piccolo stadio di proprieta' del comune che fu passato all'Atletico con un accordo, ristrutturato con lo sponsor cinese Wanda. 67000 spettatori e mille facilities, in piena citta', senza appartamenti, torri, grattacieli, centri commerciali, uffici, ponti, linee ferroviarie, traghetti fluviali, inondazioni, corruzioni, criminalita'. Allora se po' fa uno stadio ebbasta senza rovinasse e magari guadagnandoci sopra (perche' mica saranno scemi quelli che lo hanno fatto). Ogni riferimento a progetti esistenti e' puramente casuale


Se non ci fossero i soliti vincoli italiani su qualunque sassolino si trovi in giro sarebbe l'esempio del Flaminio...


rimski orel

*
Lazionetter
* 2.156
Registrato
Citazione di: AquiladiMare il 02 Giu 2019, 08:48

Se non ci fossero i soliti vincoli italiani su qualunque sassolino si trovi in giro sarebbe l'esempio del Flaminio...
Vero ma Lotito non l'accetterebbe neanche regalato senza vincoli perche' "l'affare" vero sono terreni privi di valore trasformati in edificabili

UnDodicesimo

Visitatore
Registrato
Citazione di: rimski orel il 01 Giu 2019, 18:05
Comunque oggi giocano la finale Champions al Wanda Metropolitano, eletto stadio piu' bello del Mondo. In origine piccolo stadio di proprieta' del comune che fu passato all'Atletico con un accordo, ristrutturato con lo sponsor cinese Wanda. 67000 spettatori e mille facilities, in piena citta', senza appartamenti, torri, grattacieli, centri commerciali, uffici, ponti, linee ferroviarie, traghetti fluviali, inondazioni, corruzioni, criminalita'. Allora se po' fa uno stadio ebbasta senza rovinasse e magari guadagnandoci sopra (perche' mica saranno scemi quelli che lo hanno fatto). Ogni riferimento a progetti esistenti e' puramente casuale

pensa che scemi l'amerigani che con 1/3 del costo dello stadio Wanda gia' speso ancora devono mettere la prima pietra.

edge24

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 9.284
Registrato
Tutto vero, ma "wanda metropolitano [...] in piena città" manco per il cazzo

Brixton

*
Lazionetter
* 5.146
Registrato
Citazione di: rimski orel il 01 Giu 2019, 18:05
Comunque oggi giocano la finale Champions al Wanda Metropolitano, eletto stadio piu' bello del Mondo. In origine piccolo stadio di proprieta' del comune che fu passato all'Atletico con un accordo, ristrutturato con lo sponsor cinese Wanda. 67000 spettatori e mille facilities, in piena citta', senza appartamenti, torri, grattacieli, centri commerciali, uffici, ponti, linee ferroviarie, traghetti fluviali, inondazioni, corruzioni, criminalita'. Allora se po' fa uno stadio ebbasta senza rovinasse e magari guadagnandoci sopra (perche' mica saranno scemi quelli che lo hanno fatto). Ogni riferimento a progetti esistenti e' puramente casuale

Appunto. Non si capisce perché in Italia per fare uno stadio si debba necessariamente costruire un nuovo quartiere dove, tra le varie mille cose, c'è anche uno stadio.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

sharp

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 29.704
Registrato
Citazione di: edge24 il 02 Giu 2019, 17:30
Tutto vero, ma "wanda metropolitano [...] in piena città" manco per il cazzo

si ma infatti diciamo città,centro proprio no e da quelle parti c'è ben poco, mesà
che facendo un rapporto tra le dimensioni delle due città sarebbe
quasi più centrale l'ipotetico merdometro

ordnung und disziplin

*
Lazionetter
* 2.101
Registrato
CENTRO SUONO SPORT - "Credo che loro avranno grandi difficolta' a portare in Aula questa variante urbanistica, per svariati motivi: tecnici e normativi. Ad esempio devono prima declassare il rischio idrogeologico che, al contrario di quanto afferma la maggioranza, ancora esiste. Stanno provando a ribaltare il voto del IX Municipio che si e' opposto allo stadio. Il segretariato si e' impuntato solo sul voto dello stadio, non su altri; contestando la modalita' del voto che per altri atti era sempre andata bene. Noi abbiamo chiesto se la societa' con sede in Delaware potesse usufruire della legge sugli stadi. Perche' qui la cosa strana e' che una societa' di cartolarizzazione e non una societa' sportiva stia 'sfruttando' questa legge". Lo ha detto la consigliera capitolina del Gruppo misto ed ex M5S, Cristina Grancio, intervenendo ai microfoni di Te la do io Tokyo sull'emittente radiofonica in merito alla questione stadio della Roma. "Se lo stadio si fara'? Loro dicono di si', ma la verita' e' ben lontana da questo- ha commentato Grancio- Da quello che so io alcune persone della maggioranza stanno cercando una via d'uscita dal progetto stadio. Il ponte dei congressi? Non hanno fatto progressi, e questo ponte e' fondamentale per lo stadio. C'e' anche una novita' sul fronte Roma-Lido. I fondi gia' erano pochi per ammodernare la linea, ora sono anche meno: 40 milioni sono stati destinati all'acquisto di un capannone"

Discussione precedente - Discussione successiva