Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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Il nostro Giorgione

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IL TEMPO (F. M. MAGLIARO) - Siamo a 112: martedì 2 luglio tornano a vedersi il Comune e la Roma per il progetto Stadio di Tor di Valle. Dopo quella di lunedì 24, è la seconda riunione riservata agli staff legali: si stanno scrivendo i testi della convenzione urbanistica, cioè il contratto vero e proprio fra le parti, che regolerà ogni più singolo aspetto della costruzione dell'impianto giallorosso. Secondo quanto trapela, gli avvocati proseguiranno la stesura dei testi lasciando fuori l'unico punto rimasto di distanza fra le parti, quello della contestualità delle opere sulla Roma -Lido di Ostia di competenza della Regione da affrontare su un tavolo separato.


Non si fermano.

spaturno

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Citazione di: Il nostro Giorgione il 29 Giu 2019, 10:03
IL TEMPO (F. M. MAGLIARO) - Siamo a 112: martedì 2 luglio tornano a vedersi il Comune e la Roma per il progetto Stadio di Tor di Valle. Dopo quella di lunedì 24, è la seconda riunione riservata agli staff legali: si stanno scrivendo i testi della convenzione urbanistica, cioè il contratto vero e proprio fra le parti, che regolerà ogni più singolo aspetto della costruzione dell'impianto giallorosso. Secondo quanto trapela, gli avvocati proseguiranno la stesura dei testi lasciando fuori l'unico punto rimasto di distanza fra le parti, quello della contestualità delle opere sulla Roma -Lido di Ostia di competenza della Regione da affrontare su un tavolo separato.


Non si fermano.

Ci sono voluti 7 anni per iniziare a scrivere chi fa cosa nel dettaglio.

...che poi chi fa cosa, lo stadio lo vuoi fare te, fai tutto te.
Speriamo al comune non si calino le braghe completamente.


ordnung und disziplin

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ROMA
Martedì, 2 luglio 2019 - 16:28:00
Stadio Roma, a Tor di Valle riparte la protesta dei cittadini residenti
Tor di Valle contro lo stadio della Roma: l'incontro con gli ex M5S Berdini e Grancio

Stadio Roma, a Tor di Valle i residenti ripartono con la protesta contro il progetto della squadra di Pallotta: lunedì 8 luglio incontro con gli ex M5S Berdini e Grancio.

Speculazione affaristica, procedure amministrative addomesticate, traffico catastrofico, ferrovia Roma-Lido collassata, arresti e corruzione: questo è lo stadio della Roma a Tor di Valle. L'incontro per discutere del progetto si terrà lunedì 8 luglio alle ore 18 presso la Sala della Parrocchia S. Mater Ecclesiae, via Shanghai 8 - 10 (Piazza Cina) con Paolo Berdini, Urbanista ed ex assessore all'urbanistica della Giunta Raggi, e Cristina Grancio, consigliera comunale ex M5S ora al gruppo misto.

Interverranno durante l'incontro anche il Comitato Pendolari Roma Ostia, il Consiglio di quartiere EUR, il Comitato di quartiere Decima Torrino, il Comitato Difendiamo Tor di Valle dal cemento, il Tavolo della Libera Urbanistica, C.A.L.M.A., l'Associazione Viviamo Vitinia, GTA - Gruppo Territorio e Ambiente, il Coordinamento Agro Romano Bene Comune, Salviamo il paesaggio.

Slasher89

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Uno dei consiglieri 5 Stelle più attivi sul fronte Tott'Arena, nonchè vicepresidente del Consiglio Comunale, Enrico Stefàno si è appena dimesso.

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arturo

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apperò !
potrebbe significare che gli hanno fatto il buono (cit.)

JoseAntonio

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Citazione di: Slasher89 il 04 Lug 2019, 11:16
Uno dei consiglieri 5 Stelle più attivi sul fronte Tott'Arena, nonchè vicepresidente del Consiglio Comunale, Enrico Stefàno si è appena dimesso.

Più attivi nel senso a favore della realizzazione?

Slasher89

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Citazione di: JoseAntonio il 04 Lug 2019, 11:36
Più attivi nel senso a favore della realizzazione?

Si, ha parlato spesso in favore del progetto, dicendo che se le carte erano regolari si poteva andare avanti senza problemi.

Masters

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...se starà a portà avanti nel lavoro.....:)

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WhiteBluesBrother

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Si è dimesso dalla vice presidenza del Consiglio Comunale, non da Consigliere. Potrebbe essere in vista un rimpasto delle cariche, se silurano la bambolona assessore al traffico ci mettono lui.

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Milano in fuga anche per il nuovo San Siro

Roma, due strade Per Tor di Valle (Corriere dello Sport, 6 Luglio 2019)

Tentativi di compromesso: capienza ridotta o nuovi calcoli sul traffico. Ma la strada è stretta

di Marco Evangelisti
ROMA

C'è una città che scappa in avanti e una che fugge dal presente, una che nuota e un'altra che annega. Se non annega, brucia insieme con i suoi cassonetti dell'immondizia e i suoi bus urbani. A Milano due club calcistici che per un bel po' si sono spartiti l'Europa e contano, con maggiore o minore realismo, di ricominciare decidono di fare sistema - modo di dire orrendo, ma spesso definisce qualcosa di funzionante - e annunciano al sindaco che nel giro di una settimana presenteranno un piano comune per la realizzazione di un nuovo stadio, a pochi mesi dai primi vagiti dell'idea. A Roma una società alla quale l'Europa scotta sotto i piedi come una spiaggia ferrosa nei pomeriggi di luglio resta prigioniera per sette anni di una catena burocratica fissata a un progetto complicato, avversato, logorante, torturato e mutilato. Se le offrono la libertà di un'alternativa, va a vedere e poi si rimette la catena. Mentre intorno piovono giunte comunali in caduta libera, soffiano venti di malcontento e grandinano inchieste giudiziarie.

E' una vita che va avanti questa fabbrica preparatoria di Tor di Valle e metafora drammatica della vita sembra l'iter purgatoriale dello stadio attraverso il quale secondo la narrazione (anche secondo la logica, purtroppo) passa il confine tra l'essere e il limbo della Roma. Un rotolare di sofferenze, un approdo all'abisso. O forse no, ma credere al lieto fine è ormai una questione di fede. Le dimissioni del vicepresidente vicario dell'assemblea capitolina Enrico Stefano, che solo a star lì contribuiva a saldare la turbolenta maggioranza, non aiutano. Ironico che la gran parte della convenzione urbanistica stia venendo giù nero su bianco bella spedita. Finché parlano tra loro gli avvocati non succede nulla di tremendo, altro paradosso di questo mondo a parte.
Ma presto o tardi, nei prossimi giorni, bisognerà sciogliere la questione di fondo, la necessità di tirare su insieme lo stadio e le opere di viabilità, e potenziare la ferrovia Roma Lido. Finché non è tutto pronto, dicono in pubblico e in privato i membri della giunta, lo stadio non può aprire. Significa che l'impianto una volta ultimato dovrebbe restare sontuoso e inutile, cattedrale dedicata a se stessa, per un paio d'anni anche a vedere tutto rosa.
I Cinque Stelle hanno un solo modo di tenere in piedi sulla vicenda la loro barcollante maggioranza: presentarsi in assemblea (quando? l'estate è ormai più che matura) con questo scalpo. Oppure con una soluzione brillante approvata e timbrata dai tecnici che stanno discutendo con la Roma e i suoi partner. Negli incontri in corso cercano di trovare qualcosa che si regga in equilibrio e disperano di esserne in grado. Una trovata: limitare la capienza dello stadio dai 52.500 spettatori previsti a 40-45.000 finché la mobilità non sarà a pieno regime. Quelli della Roma quando ne sentono parlare si allontanano disgustati. Perché non salti il piano industriale in tali condizioni dovrebbe aumentare il prezzo dei biglietti e non sarebbe il modo più amichevole di introdurre i tifosi nella casa nuova.
Altra possibilità è lavorare sui parametri del Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile, rivisitazione generale del sistema di strade e di trasporti di Roma che sta prendendo forma in questi mesi. All'interno delle varie fasi del piano, teoricamente in grado di trasformare Roma in una città adatta a ospitare vita intelligente e mobile, è forse possibile trovare lo spazio per rielaborare i calcoli e decidere, per esempio, che non è più necessario assicurare al 50% degli spettatori il trasporto su ferro, che sarà sufficiente e accettabile una percentuale minore. Se lo scrivono i tecnici, la giunta approva e si va al voto. Senza però quella spinta propulsiva che aveva caratterizzato le prime fasi del nuovo corso, quelle dello stadio fatto bene, degli hashtag e delle foto ricordo sotto la lupa capitolina. Oggi la giunta che non sa dove andare a scaricare i rifiuti vede lo stadio come una strada stretta e buia in cui è andata a cacciarsi, troppo lunga per voltarsi e tornare indietro, troppo insidiosa per tirare dritto.
Nel frattempo, Milano si è presa un buon numero di aziende produttive, l'Olimpiade (d'inverno: comunque un successo internazionale a cui l'altra metropoli ha opposto un grande rifiuto), le innovazioni architettoniche, la vivibilità, la pulizia. Produce storia mentre Roma si guarda l'ombelico. Del mondo, ma pur sempre un ombelico. Manca che prenda il largo anche sulla strada del nuovo stadio, come una lepre che può permettersi di partire con comodo. Tanto la tartaruga ci metterà sette anni, ammesso che non si fermi del tutto. E non date retta ai giochi mentali: la lepre arriva prima dovunque.

robylele

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che io sappia Roma ha detto no alla candidatura per le Olimpiadi, non alle Olimpiadi.
Che erano quelle ''vere'' e non quelle invernali.
E che il rifiuto riguardasse il fatto che se ne sarebbero occupati i soliti noti, vedi montezemolo, malagò e similari.

Presentando un progetto serio e non un'eco-mostro dove lo stadio occuperebbe il 19% dell'area, che sarebbe di proprietà di una società straniera e non dell'asroma e presentando una candidatura per le Olimpiadi estive con volti nuovi e non recidivi per malefatte e la possibilità di fare dei controlli capillari sui soldi da spendere, sono certo che la Capitale ripartirebbe alla grande.


Omar65

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Citazione di: robylele il 07 Lug 2019, 10:19
sono certo che la Capitale ripartirebbe alla grande.

Invidio il tuo ottimismo...


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arturo

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Ho letto su Roma Today che ieri  , la Grancio e Berdini hanno incontrato cittadini e comitati de IX municipio  contrari al merdodromo e che domani ci saranno Fassina e la stessa Grancio  che ripeteranno l'iniziativa per il X municipio domani 10 luglio.
Si hanno notizie di ieri?

TestaccioLaziale

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https://roma.repubblica.it/cronaca/2019/07/09/news/ferrovie_atac_i_lavori_li_riprende_la_regione-230771297/

Nel frattempo, via libera agli investimenti. La Roma- Viterbo marcia a 30 chilometri orari dopo l'allarme lanciato dall'Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria e ha bisogno di un profondo intervento di manutenzione. Per la Roma- Lido, invece, sono partite le procedure per l'acquisto di 11 nuovi treni per circa 100 milioni di euro.



un piccolo aiuto dalla regione intanto..

Precisione

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Lazionetter
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STADIO ROMA: IGNAZIO MARINO, 'NON OTTIMISTA SU COSTRUZIONE MA OCCASIONE SPRECATA'

''Non sono molto ottimista. Lo spero. Se fossi rimasto al governo della città per il tempo di un mandato, lo Stadio sarebbe stato già inaugurato ma ci sono state decisioni successive che hanno creato problemi dal punto di vista della giustizia. Sarebbe una occasione sprecata davvero incredibile che avrebbe portato dei finanziamenti alla città di Roma superiori al miliardo e mezzo di euro e solo nella fase di realizzazione quasi 5000 posti di lavoro. Anche qui, come sui rifiuti, rimango stupito per come una progettazione così accurata sia stata cancellata''. Lo ha detto l'ex sindaco di Roma Ignazio Marino, in diretta a Radio Roma capitale, in merito alla costruzione dello Stadio della Roma a Tor di Valle. Marino ha ricordato il ''progetto'' iniziale e come ''con l'aiuto di Giovanni Caudo, professore di Urbanistica a Roma Tre e assessore, noi chiedemmo al presidente della Roma Pallotta di cambiare quel progetto e di investire centinaia di milioni di euro in opere pubbliche: come il prolungamento della metropolitana, un ponte sul Tevere per uso carrabile per uso pedonale, un grandissimo parco attrezzato, il raddoppio della capacità del trasporto su ferro. Tutto questo è stato cancellato nella revisione fatta dal governo Raggi, poi è stato detto dal governo in cui c'erano rappresentanti del Pd che le opere pubbliche le avrebbe pagate il pubblico. Una cosa sorprendente, anche perché la legge sugli stadi privati prevedeva quello che abbiamo fatto noi con Caudo: chiedere ai privati di investire in opere pubbliche e quindi votare l'interesse pubblico dell'opera. Nel nuovo piano è stato cancellato l'interesse pubblico, nel senso che sono state cancellate le opere pubbliche, mi chiedo se questo sia in rispetto sulla legge per gli stadi privati''.

COLDILANA61

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Marino sta dicendo che il corrotto NON era lui ? Ma altri dentro il PD ?

UnDodicesimo

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dice solo che se non fosse stata paa malattia oggi Roma starebbe nei states co' Marilina.

robylele

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Citazione di: Precisione il 10 Lug 2019, 11:26
IGNAZIO MARINO

''Non sono molto ottimista. Lo spero. Se fossi rimasto al governo della città per il tempo di un mandato, lo Stadio sarebbe stato già inaugurato ma ci sono state decisioni successive che hanno creato problemi dal punto di vista della giustizia.

Mi piacerebbe che Marino uscisse dal suo loculo e spiegasse per bene cosa intende dire in questo passaggio e che facesse dei nomi.
Poi, ma solo poi, lo farei continuare a dire frescaccie.


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12.maggio.74

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Citazione di: Precisione il 10 Lug 2019, 11:26
STADIO ROMA: IGNAZIO MARINO, 'NON OTTIMISTA SU COSTRUZIONE MA OCCASIONE SPRECATA'

''Non sono molto ottimista. Lo spero. Se fossi rimasto al governo della città per il tempo di un mandato, lo Stadio sarebbe stato già inaugurato ma ci sono state decisioni successive che hanno creato problemi dal punto di vista della giustizia. Sarebbe una occasione sprecata davvero incredibile che avrebbe portato dei finanziamenti alla città di Roma superiori al miliardo e mezzo di euro e solo nella fase di realizzazione quasi 5000 posti di lavoro. Anche qui, come sui rifiuti, rimango stupito per come una progettazione così accurata sia stata cancellata''. Lo ha detto l'ex sindaco di Roma Ignazio Marino, in diretta a Radio Roma capitale, in merito alla costruzione dello Stadio della Roma a Tor di Valle. Marino ha ricordato il ''progetto'' iniziale e come ''con l'aiuto di Giovanni Caudo, professore di Urbanistica a Roma Tre e assessore, noi chiedemmo al presidente della Roma Pallotta di cambiare quel progetto e di investire centinaia di milioni di euro in opere pubbliche: come il prolungamento della metropolitana, un ponte sul Tevere per uso carrabile per uso pedonale, un grandissimo parco attrezzato, il raddoppio della capacità del trasporto su ferro. Tutto questo è stato cancellato nella revisione fatta dal governo Raggi, poi è stato detto dal governo in cui c'erano rappresentanti del Pd che le opere pubbliche le avrebbe pagate il pubblico. Una cosa sorprendente, anche perché la legge sugli stadi privati prevedeva quello che abbiamo fatto noi con Caudo: chiedere ai privati di investire in opere pubbliche e quindi votare l'interesse pubblico dell'opera. Nel nuovo piano è stato cancellato l'interesse pubblico, nel senso che sono state cancellate le opere pubbliche, mi chiedo se questo sia in rispetto sulla legge per gli stadi privati''.
Io scommetto che delle opere da fare, sulla carta, da parte dei privati " per centinaia di milioni" non ne avrebbero fatta una..... non è un caso che ora che il comune sta cercando di tirarsi dietro si stia attaccando al fatto che le opere a carico dei privati vanno fatte prima.Con marino avrebbero fatto lo stadio, i grattacieli e poi corca' che ti facevano metro e ponti.... del resto è una tecnica già sperimentata centinaia di volte in italia, metti tutta sta roba su carta poi appena fatto ciò che interessa esce fuori qualche cavillo... qualche fallimento di società fittizie e dopo qualche anno tocca alla comunità fare le infrastrutture.

Redazione Lazio.net

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Marino: «Spero si faccia, non sono ottimista». La Roma invece ha fiducia

Spunta un'altra idea per Tor di Valle (Corriere dello Sport, 11 Luglio 2019)
Stadio, riprendono gli incontri Escamotage per il nodo mobilità ma voto non prima di settembre

di Marco Evangelisti
ROMA

Per lo stadio di Tor di Valle si va avanti a docce scozzesi, ma almeno non si va indietro. Si era di nuovo fermato tutto e qui ogni volta che ci si blocca sembra la fine. Poi scopri che la mancanza di incontri tra i tecnici era dovuta a carenza dei medesimi. Devono smaltire le ferie anche loro, specialmente quelli della parte pubblica. Hanno ricominciato a giocare a braccio di ferro lunedì scorso, sembra con rinnovata dolcezza. Il Campidoglio ha dato ai suoi mandato preciso di trovare soluzioni, non di mettere espliciti bastoni tra le ruote. Senza far cadere gli argini della mobilità sostenibile, naturalmente.

La situazione d'equilibrio instabile è nota. C'è una maggioranza a forte rischio di divisione fatale, specialmente sul tema del nuovo stadio della Roma, c'è un clima genericamente sfavorevole alla fughe in avanti e così i politici hanno detto ai tecnici: noi non ci strappiamo i capelli se l'iniziativa Tor di Valle viene meno, però se riuscite a trovare un sistema per andare a dama siamo contenti e possiamo presentarci al voto in Assemblea Capitolina forti del vostro lavoro. Resta il fatto che le opere pubbliche riguardanti la mobilità devono essere completate (e collaudate) un minuto prima dell'inaugurazione dello stadio. Proprio il vincolo che la Roma non può accettare: troppo elevato il rischio di dover tenere inutilizzato l'impianto per qualche anno.
Alla Roma non piace neppure, ed è comprensibile, la prima soluzione ipotizzata: l'apertura dello stadio, in una prima fase, a capienza ridotta, diciamo 40-45.000 posti. Allora si sta facendo strada un escamotage squisitamente giuridico. Il Comune resta irremovibile soltanto per le aree che ricadono sotto la sua diretta competenza. In sintesi, l'unificazione di Ostiense e Via del Mare, la ciclopedonalizzazione, la messa in sicurezza idrogeologica della zona. Assicurando, nei limiti del possibile, tempistiche ragionevoli. Mentre ammette che non è possibile inserire un vincolo tanto stringente laddove sono coinvolte altre parti, sostanzialmente la Regione Lazio per quanto attiene al potenziamento della ferrovia Roma Lido. Può avere senso, dato che la convenzione urbanistica è, in stretta sintesi, l'accordo finale tra Comune e proponenti, cioè la Roma e i suoi partner.
Se va in porto questo compromesso, sarà cura della Roma stessa non aprire nessuna guerra fredda con la Regione: gli incontri tra il diplomatico e il tecnico non si tengono solo con il Comune, bensì con tutti gli enti interessati. Ieri l'ex sindaco Ignazio Marino ha detto a Radio Roma Capitale: «Spero che lo stadio della Roma si faccia, ma non sono molto ottimista. Se fossi rimasto al governo di questa città, nel giro di un mandato l'impianto sarebbe stato inaugurato». Pochi dubbi sul fatto che il suo progetto fosse molto migliore dell'attuale, ma ormai alla Roma hanno questo da mandare avanti e al contrario di Marino restano fiduciosi. Si sono messi nello stato d'animo meditativo di aspettare il tempo che ci vorrà, almeno fino a un certo punto. Improbabile, anche nell'ipotesi più rosea, che si arrivi all'ok definitivo prima della fine di settembre. 

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