Lo stadio - Lo stop Vitek-Parnasi blocca l'iter. ma...
Tor di Valle è in stand by, intanto rinasce Testaccio (Corriere dello Sport, 20 Dicembre 2019)
Entro fine anno il testo della convenzione urbanistica Un nuovo campo di calcio nel primo tempio romanista
di Marco Filacchione
ROMA
Fra scadenze politiche, beghe giudiziarie e contrapposte valutazioni economiche, la vicenda legata allo stadio della Roma è ancora un dedalo in cui è difficile scorgere la via d'uscita. L'ultimo ostacolo in ordine di tempo è lo stallo della trattativa che doveva condurre il magnate ceco Radovan Vitek all'acquisto delle società del gruppo Parnasi, proprietario delle aree di Tor di Valle su cui dovrebbe sorgere l'impianto. Una trattativa fortemente caldeggiata da Unicredit, principale creditore del gruppo Parnasi. Il problema è che su una delle società del gruppo, la Parsitalia, pende una istanza di fallimento inoltrata qualche anno fa dall'Agenzia delle Entrate. Per disinnescare il pericolo imminente, i legali di Unicredit e Vitek hanno presentato una richiesta di proroga al Tribunale Fallimentare che però, nell'udienza di mercoledì scorso, si è riservato di decidere prossimamente. Il Tribunale potrebbe in pratica ritenere l'intervento di Vitek una garanzia sufficiente a risollevare la società, oppure potrebbe decretarne il fallimento. Nell'attesa, nella migliore delle ipotesi l'affare slitterà all'anno nuovo, probabilmente a metà gennaio. Ma Vitek resta intenzionato all'acquisto dei terreni di Tor di Valle. I suoi emissari hanno già partecipato ai tavoli tecnici con il Comune.
LA CONVENZIONE. Allontanare i terreni dai guai giudiziari di Parnasi è necessario ma non sufficiente a porre la prima pietra dello stadio. C'è da definire sempre l'iter politico, legato in maniera decisiva alla ormai famosissima e attesissima convenzione urbanistica, che regola gli obblighi reciproci tra Roma Capitale e i privati. Il testo finale della convenzione dovrebbe finalmente essere pronto entro fine anno, sempre che altre più urgenti questioni non catturino l'attenzione del Campidoglio, dopo di che si dovrà calendarizzarne l'ingresso in Consiglio Comunale per l'approvazione definitiva. Quasi superfluo sottolineare come l'incertezza sulla vicenda stadio tenga in stand by la trattativa per la cessione della Roma da Pallotta a Friedkin. Il presidente punta al colpo grosso, dando ormai per certa la realizzazione dell'impianto, il texano vuole vederci chiaro e nella trattativa valuta lo stadio solo per le spese sostenute fin qui, vale a dire 80 milioni.
TESTACCIO. Se il nuovo impianto latita, il primo tempio giallorosso potrebbe finalmente rivedere la luce sotto spoglie moderne. Ieri mattina il Consiglio del I Municipio ha approvato il documento che scandisce il progetto di riqualificazione di Campo Testaccio. Dopo una prima fase che prevede uno spazio verde attrezzato, risorgerà un vero campo da calcio. «È quella la sua destinazione, la sua vocazione e la sua storia», ha detto la presidente del Municipio, Sabrina Alfonsi.