Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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biko

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momi

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E qualcuno con questa fuga di notizie FALSE si è portato a casa bei soldini speculando in borsa.

Le merde brillano sempre per correttezza e chiarezza.

BalkanLaziale

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ordnung und disziplin

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misolidio 2.0

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Citazione di: misolidio 2.0 il 19 Dic 2019, 13:05
Vitek è daaa Lazio
Minimo! Secondo me c è qualche complotto der palazzo dietro a sti fatti.

Lativm88

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Davy_Jones

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a me in fondo spiace. essendo una sorta di cloaca naturale, tdv era perfetto per farci lo sssadio. se lo facessero a fiumicino ci sarebbe veramente rammarico. resta la soddisfazione di vedere la squadra di proprieta' di un finanziere predator americano cantare bella ciao come se fosse un avamposto di resistenza al capitale. prima o poi sta roba gli esplode in faccia come la coppa.

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James M. McGill

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Hanno confuso un recupero crediti, che si veniva a comperare da Unicredit i crediti di Parnasi, con un benefattore che metteva i soldi per il magnifico bobolo.
Speriamo che i crediti invece li acquisti: ci leverebbe dalle pelotas l'influente banca Unicredit e rimarrebbe una questione di pollici da storcere.

PARISsn

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Citazione di: James M. McGill il 19 Dic 2019, 18:04
Hanno confuso un recupero crediti, che si veniva a comperare da Unicredit i crediti di Parnasi, con un benefattore che metteva i soldi per il magnifico bobolo.
Speriamo che i crediti invece li acquisti: ci leverebbe dalle pelotas l'influente banca Unicredit e rimarrebbe una questione di pollici da storcere.

analisi perfetta, questo è il succo....e per me c'e pure di piu'...ok che se sto' Vitek si accolla i debiti di Parnasi automaticamente si toglie di mezzo Unicredit....ma se dopo tanto vociare di settimane cio' non avviene che vordi'?? che manco un cravattaro internazionale, annusata l'aria della situazione , s'arrischia a mette soldi... ;)

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Lo stadio - Lo stop Vitek-Parnasi blocca l'iter. ma...

Tor di Valle è in stand by, intanto rinasce Testaccio (Corriere dello Sport, 20 Dicembre 2019)

Entro fine anno il testo della convenzione urbanistica Un nuovo campo di calcio nel primo tempio romanista

di Marco Filacchione
ROMA


Fra scadenze politiche, beghe giudiziarie e contrapposte valutazioni economiche, la vicenda legata allo stadio della Roma è ancora un dedalo in cui è difficile scorgere la via d'uscita. L'ultimo ostacolo in ordine di tempo è lo stallo della trattativa che doveva condurre il magnate ceco Radovan Vitek all'acquisto delle società del gruppo Parnasi, proprietario delle aree di Tor di Valle su cui dovrebbe sorgere l'impianto. Una trattativa fortemente caldeggiata da Unicredit, principale creditore del gruppo Parnasi. Il problema è che su una delle società del gruppo, la Parsitalia, pende una istanza di fallimento inoltrata qualche anno fa dall'Agenzia delle Entrate. Per disinnescare il pericolo imminente, i legali di Unicredit e Vitek hanno presentato una richiesta di proroga al Tribunale Fallimentare che però, nell'udienza di mercoledì scorso, si è riservato di decidere prossimamente. Il Tribunale potrebbe in pratica ritenere l'intervento di Vitek una garanzia sufficiente a risollevare la società, oppure potrebbe decretarne il fallimento. Nell'attesa, nella migliore delle ipotesi l'affare slitterà all'anno nuovo, probabilmente a metà gennaio. Ma Vitek resta intenzionato all'acquisto dei terreni di Tor di Valle. I suoi emissari hanno già partecipato ai tavoli tecnici con il Comune.

LA CONVENZIONE. Allontanare i terreni dai guai giudiziari di Parnasi è necessario ma non sufficiente a porre la prima pietra dello stadio. C'è da definire sempre l'iter politico, legato in maniera decisiva alla ormai famosissima e attesissima convenzione urbanistica, che regola gli obblighi reciproci tra Roma Capitale e i privati. Il testo finale della convenzione dovrebbe finalmente essere pronto entro fine anno, sempre che altre più urgenti questioni non catturino l'attenzione del Campidoglio, dopo di che si dovrà calendarizzarne l'ingresso in Consiglio Comunale per l'approvazione definitiva. Quasi superfluo sottolineare come l'incertezza sulla vicenda stadio tenga in stand by la trattativa per la cessione della Roma da Pallotta a Friedkin. Il presidente punta al colpo grosso, dando ormai per certa la realizzazione dell'impianto, il texano vuole vederci chiaro e nella trattativa valuta lo stadio solo per le spese sostenute fin qui, vale a dire 80 milioni.

TESTACCIO. Se il nuovo impianto latita, il primo tempio giallorosso potrebbe finalmente rivedere la luce sotto spoglie moderne. Ieri mattina il Consiglio del I Municipio ha approvato il documento che scandisce il progetto di riqualificazione di Campo Testaccio. Dopo una prima fase che prevede uno spazio verde attrezzato, risorgerà un vero campo da calcio. «È quella la sua destinazione, la sua vocazione e la sua storia», ha detto la presidente del Municipio, Sabrina Alfonsi.

natoil26maggio

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 20 Dic 2019, 07:43
Lo stadio - Lo stop Vitek-Parnasi blocca l'iter. ma...

Tor di Valle è in stand by, intanto rinasce Testaccio (Corriere dello Sport, 20 Dicembre 2019)

Entro fine anno il testo della convenzione urbanistica Un nuovo campo di calcio nel primo tempio romanista

di Marco Filacchione
ROMA


Fra scadenze politiche, beghe giudiziarie e contrapposte valutazioni economiche, la vicenda legata allo stadio della Roma è ancora un dedalo in cui è difficile scorgere la via d'uscita. L'ultimo ostacolo in ordine di tempo è lo stallo della trattativa che doveva condurre il magnate ceco Radovan Vitek all'acquisto delle società del gruppo Parnasi, proprietario delle aree di Tor di Valle su cui dovrebbe sorgere l'impianto. Una trattativa fortemente caldeggiata da Unicredit, principale creditore del gruppo Parnasi. Il problema è che su una delle società del gruppo, la Parsitalia, pende una istanza di fallimento inoltrata qualche anno fa dall'Agenzia delle Entrate. Per disinnescare il pericolo imminente, i legali di Unicredit e Vitek hanno presentato una richiesta di proroga al Tribunale Fallimentare che però, nell'udienza di mercoledì scorso, si è riservato di decidere prossimamente. Il Tribunale potrebbe in pratica ritenere l'intervento di Vitek una garanzia sufficiente a risollevare la società, oppure potrebbe decretarne il fallimento. Nell'attesa, nella migliore delle ipotesi l'affare slitterà all'anno nuovo, probabilmente a metà gennaio. Ma Vitek resta intenzionato all'acquisto dei terreni di Tor di Valle. I suoi emissari hanno già partecipato ai tavoli tecnici con il Comune.

LA CONVENZIONE. Allontanare i terreni dai guai giudiziari di Parnasi è necessario ma non sufficiente a porre la prima pietra dello stadio. C'è da definire sempre l'iter politico, legato in maniera decisiva alla ormai famosissima e attesissima convenzione urbanistica, che regola gli obblighi reciproci tra Roma Capitale e i privati. Il testo finale della convenzione dovrebbe finalmente essere pronto entro fine anno, sempre che altre più urgenti questioni non catturino l'attenzione del Campidoglio, dopo di che si dovrà calendarizzarne l'ingresso in Consiglio Comunale per l'approvazione definitiva. Quasi superfluo sottolineare come l'incertezza sulla vicenda stadio tenga in stand by la trattativa per la cessione della Roma da Pallotta a Friedkin. Il presidente punta al colpo grosso, dando ormai per certa la realizzazione dell'impianto, il texano vuole vederci chiaro e nella trattativa valuta lo stadio solo per le spese sostenute fin qui, vale a dire 80 milioni.

TESTACCIO. Se il nuovo impianto latita, il primo tempio giallorosso potrebbe finalmente rivedere la luce sotto spoglie moderne. Ieri mattina il Consiglio del I Municipio ha approvato il documento che scandisce il progetto di riqualificazione di Campo Testaccio. Dopo una prima fase che prevede uno spazio verde attrezzato, risorgerà un vero campo da calcio. «È quella la sua destinazione, la sua vocazione e la sua storia», ha detto la presidente del Municipio, Sabrina Alfonsi.

:rotflol:

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robylele

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 20 Dic 2019, 07:43
Ieri mattina il Consiglio del I Municipio ha approvato il documento che scandisce il progetto di riqualificazione di Campo Testaccio. Dopo una prima fase che prevede uno spazio verde attrezzato, risorgerà un vero campo da calcio. «È quella la sua destinazione, la sua vocazione e la sua storia», ha detto la presidente del Municipio, Sabrina Alfonsi.

Siamo praticamente nel 2020, non capisco perché prendere questa decisione solo adesso.
Prima la vocazione e la storia non c'erano?

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Habemus ossadio!!! .............................e sarà a Testaccio.

:clown2:

SigmaSigmaLambda

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 20 Dic 2019, 07:43
Lo stadio - Lo stop Vitek-Parnasi blocca l'iter. ma...

Tor di Valle è in stand by, intanto rinasce Testaccio (Corriere dello Sport, 20 Dicembre 2019)

Entro fine anno il testo della convenzione urbanistica Un nuovo campo di calcio nel primo tempio romanista

di Marco Filacchione
ROMA


Fra scadenze politiche, beghe giudiziarie e contrapposte valutazioni economiche, la vicenda legata allo stadio della Roma è ancora un dedalo in cui è difficile scorgere la via d'uscita. L'ultimo ostacolo in ordine di tempo è lo stallo della trattativa che doveva condurre il magnate ceco Radovan Vitek all'acquisto delle società del gruppo Parnasi, proprietario delle aree di Tor di Valle su cui dovrebbe sorgere l'impianto. Una trattativa fortemente caldeggiata da Unicredit, principale creditore del gruppo Parnasi. Il problema è che su una delle società del gruppo, la Parsitalia, pende una istanza di fallimento inoltrata qualche anno fa dall'Agenzia delle Entrate. Per disinnescare il pericolo imminente, i legali di Unicredit e Vitek hanno presentato una richiesta di proroga al Tribunale Fallimentare che però, nell'udienza di mercoledì scorso, si è riservato di decidere prossimamente. Il Tribunale potrebbe in pratica ritenere l'intervento di Vitek una garanzia sufficiente a risollevare la società, oppure potrebbe decretarne il fallimento. Nell'attesa, nella migliore delle ipotesi l'affare slitterà all'anno nuovo, probabilmente a metà gennaio. Ma Vitek resta intenzionato all'acquisto dei terreni di Tor di Valle. I suoi emissari hanno già partecipato ai tavoli tecnici con il Comune.

LA CONVENZIONE. Allontanare i terreni dai guai giudiziari di Parnasi è necessario ma non sufficiente a porre la prima pietra dello stadio. C'è da definire sempre l'iter politico, legato in maniera decisiva alla ormai famosissima e attesissima convenzione urbanistica, che regola gli obblighi reciproci tra Roma Capitale e i privati. Il testo finale della convenzione dovrebbe finalmente essere pronto entro fine anno, sempre che altre più urgenti questioni non catturino l'attenzione del Campidoglio, dopo di che si dovrà calendarizzarne l'ingresso in Consiglio Comunale per l'approvazione definitiva. Quasi superfluo sottolineare come l'incertezza sulla vicenda stadio tenga in stand by la trattativa per la cessione della Roma da Pallotta a Friedkin. Il presidente punta al colpo grosso, dando ormai per certa la realizzazione dell'impianto, il texano vuole vederci chiaro e nella trattativa valuta lo stadio solo per le spese sostenute fin qui, vale a dire 80 milioni.

TESTACCIO. Se il nuovo impianto latita, il primo tempio giallorosso potrebbe finalmente rivedere la luce sotto spoglie moderne. Ieri mattina il Consiglio del I Municipio ha approvato il documento che scandisce il progetto di riqualificazione di Campo Testaccio. Dopo una prima fase che prevede uno spazio verde attrezzato, risorgerà un vero campo da calcio. «È quella la sua destinazione, la sua vocazione e la sua storia», ha detto la presidente del Municipio, Sabrina Alfonsi.

Niente, per loro sono solo "beghe" giudiziarie...

UnDodicesimo

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Citazione di: robylele il 20 Dic 2019, 11:08
Siamo praticamente nel 2020, non capisco perché prendere questa decisione solo adesso.
Prima la vocazione e la storia non c'erano?

visto che le spese sono a carico dei cittadini, si dovevano mettere d'accordo a chi se la sarebbe presa inderq tra comune e municipio.

misolidio 2.0

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Citazione di: BalkanLaziale il 20 Dic 2019, 11:18
Habemus ossadio!!! .............................e sarà a Testaccio.

:clown2:
Si parla anche del Colosseo ...

natoil26maggio

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Citazione di: robylele il 20 Dic 2019, 11:08
Siamo praticamente nel 2020, non capisco perché prendere questa decisione solo adesso.
Prima la vocazione e la storia non c'erano?
Che sarà la terza o quarta volta che le amministrazioni leccaculo tentano (e falliscono) il rilancio del mitico campo testaccio chi je lo dice a questi?

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Lì al massimo entra uno stadio di calcetto.

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Il via libera al progetto di Tor di Valle può cambiare il valore di vendita della Roma

Pallotta e Friedkin aspettano la Raggi (Corriere dello Sport, 24 Dicembre 2019)

Il presidente del club giallorosso considera imminente l'ufficialità dell'accordo sulla convenzione urbanistica relativa allo stadio

di Guido D'Ubaldo 
ROMA


Virginia Raggi può determinare il passaggio di proprietà della Roma. Tra Friedkin e Pallotta è solo una questione di cifre. Numeri, nemmeno troppo distanti. Da una parte il texano è sempre favorevole a rilevare il pacchetto di maggioranza, dall'altra il bostoniano e i suoi soci sono disponibilissimi a cedere. Siamo di fronte a una differenza di valutazione, che non è insormontabile. Pallotta parte da una stima di 800 milioni, Friedkin ha già superato i 700, da cui però bisogna detrarre i 272 milioni di debiti consolidati del club giallorosso. Tutto verte intorno allo stadio, che Pallotta insegue da quando è diventato presidente e negli ultimi giorni dà praticamente per approvato, mentre Friedkin considera finora solo per le spese sostenute, vale a dire ottanta milioni. Ma il via libera da parte del Comune sembra imminente, con la bozza definitiva della convenzione urbanistica che potrebbe arrivare sul tavolo della Raggi insieme con il panettone. Pallotta è entrato nell'ordine di idee di trattare la cessione della Roma, molto più convintamente che in passato. Potrebbe restare solo in un primo momento nel board con una quota di minoranza, ma solo per la gestione iniziale dell'avvio dei lavori per lo stadio. Che non sarà più di proprietà di Pallotta, ma di Friedkin, anche se resterà vincolato all'utilizzo da parte della Roma, senza il quale non avrà valore. Gli avvocati dei due americani continueranno a lavorare anche dopo Natale per limare la differenza rimasta e già alla fine dell'anno potrebbe arrivare la fumata bianca. Questo sperano gli avvocati di Friedkin, che spera di superare questa fase di impasse. In ogni caso bisognerà procedere alla prima parte dell'aumento di capitale entro il 31: cinquanta milioni sui centocinquanta, di cui quaranta che vengono garantiti da Pallotta e altri dieci di crediti non recuperati, in conto aumento capitale. Questa prima tranche non sarebbe stata comunque coperta da Friedkin, non ci sarebbero stati i tempi tecnici necessari. L'aumento di capitale dovrà essere completato entro il 2021. 

Risoluto. Pallotta non ha ancora dato il via libera a Dan Friedkin. L'attuale presidente è entrato nell'ordine di idee di vendere dopo i problemi ambientali che lo hanno portato a evitare di venire a Roma da oltre un anno e mezzo. La trattativa è sempre più in piedi e Friedkin non vuole andare troppo per le lunghe. I suoi avvocati continuano a lavorare per poter rilevare il pacchetto di maggioranza della Roma il prima possibile, anche se si dovesse scavallare la fine dell'anno. La due diligence è stata completata, ma ora siamo di fronte a una semplice contrattazione economica, che coinvolge lo stadio che verrà. I dirigenti della Roma sono convinti che alla fine l'affare si concluderà con reciproca soddisfazione e vivono questa fase di transizione con il conforto dei risultati positivi della squadra che in questi casi facilitano qualsiasi trattativa. Gli uomini di Pallotta considerano imminente l'ufficialità dell'accordo sulla convenzione urbanistica relativa allo stadio di Tor di Valle. Il vice presidente Baldissoni si sta occupando del dossier, una volta approvato uscirà dalla Roma.

Sviluppi imminenti. Se il passaggio in aula arrivasse davvero come sperano i proponenti nei primi giorni del 2020 tutto sarebbe più facile e Friedkin potrebbe convincersi a fare un ulteriore sforzo per prendersi la Roma. Dal Campidoglio filtra fiducia, ma dalla Sindaca ieri non è arrivata nessuna comunicazione. Friedkin lascerebbe la gestione del club al figlio Ryan, appassionato di soccer, che ha affiancato il padre nel soggiorno romano di novembre.

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