Stadio della.... (Topic ufficiale)

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Re:Stadio della.... (Topic ufficiale)
« Risposta #14120 il: 22 Nov 2020, 08:44 »
Tor di Valle, aree pignorate Friedkin sonda il Flaminio (Il Messaggero, Cronaca di Roma, 22 Novembre 2020)

IL PROGETTO

Rispetto all'era pallottiana, per la nuova As Roma targata Friedkin la costruzione del nuovo, travagliato stadio a Tor di Valle non è più un must. La linea che filtra dal quartier generale di viale Tolstoj suona più o meno così: il dogma è fare lo stadio della Roma, non farlo per forza a Tor di Valle. Insomma sul progetto voluto dall'ex patron in asse col costruttore Luca Parnasi, indagato per corruzione, nessuno, ai massimi vertici del club, si intestardirà. Già da un mese si scandagliano i tanti aspetti critici che ruotano attorno al progetto fin da quando, nel 2013, è stato presentato. Soprattutto, non si escludono piani alternativi, di più facile riuscita. Secondo quanto risulta in ambienti giallorossi, sarebbe stato fatto un primo, informale sondaggio per lo stadio Flaminio, che da anni attende una vasta riqualificazione.
GLI OSTACOLI
Il punto di partenza di questi ragionamenti è fondamentalmente uno: il percorso per Tor di Valle resta ancora denso di insidie. Manca l'accordo tra il Comune e la Regione per il rinnovo di un'infrastruttura chiave come la ferrovia Roma-Lido. E non sarebbe certo l'ultimo tassello per evitare che la mobilità della zona vada in tilt, come hanno evidenziato gli esperti del Politecnico di Torino. Continuano poi ad affiorare nuovi elementi di controversia sull'area dell'ex ippodromo, sulla quale dovrebbe nascere l'impianto. L'ultima novità è che i terreni sono stati pignorati per via di un vecchio credito bancario - di importo contenuto, 1 milione e 160mila euro - che la Eurnova di Parnasi non ha mai onorato. Ora chiede di riscuoterlo la Penelope SPV srl, una società di cartolarizzazione di crediti. Anche se la storia risaliva al gennaio 2019, in Comune non ne sapevano nulla fino al 2 ottobre, quando la custode giudiziaria, Angela Sapio, ha scritto alla sindaca per informarla che i terreni non sono «nella libera disponibilità» di Eurnova. Rischiano quindi di finire all'asta, c'è una prima udienza fissata il 18 dicembre. Sempre che prima la Eurnova non ripaghi il debito di 1 milione. Scenario che fonti vicine all'operazione ritengono probabile. Anche perché il gruppo del magnate ceco Radovan Vitek ha già raggiunto un accordo per rilevare da Unicredit due società di Parnasi: Capital Dev e Parsitalia per 250 milioni di euro. Altri 50 li spenderà per Eurnova, manca solo il rogito, dopo il preliminare d'acquisto.
Il punto, dicono in Campidoglio, è se Friedkin è ancora convinto dell'operazione Tor di Valle. Tanti consiglieri M5S sono dubbiosi - per non dire ostili - all'idea di votare la variante urbanistica. Nonostante la volontà di Raggi, la delibera «non arriverà mai in Aula entro Natale. Forse nemmeno a fine consiliatura», è convinto un esponente grillino. Tanti anche ieri hanno riversato il proprio malcontento nelle chat interne.
LA PROPOSTA
Il Pd preme per voltare pagina. Il viceministro all'Ambiente Roberto Morassut, tra i primi a criticare l'operazione sull'ex ippodromo, ieri commentava: «Sarebbe buona cosa chiudere questo inganno di Tor di Valle, una ciclopica illusione per i tifosi e per una società come l'As Roma che merita rispetto per la storia che rappresenta». L'area di Tor di Valle, rimarca Morassut, «comporta enormi problemi non solo per i costi di infrastrutturazione, come è sempre stato chiaro, ma anche per le opere di prevenzione idraulica». E propone: «Il Coni trovi il modo di cedere alla Roma l'Olimpico per ristrutturarlo come un moderno stadio con servizi commerciali e valorizzazioni adeguate. Il Comune ceda il Flaminio alla Lazio per un altro progetto di ristrutturazione e valorizzazione».
Lorenzo De Cicco
Gianluca Lengua
Re:Stadio della.... (Topic ufficiale)
« Risposta #14121 il: 22 Nov 2020, 08:48 »
“Tor di Valle non è un dogma” La Roma prepara le alternative (la repubblica ed. Roma, 22 Novembre 2020)

Terreni pignorati, progetto invecchiato, tempi che si allungano: i Friedkin studiano nuove aree per l’impianto con un progetto più snello: “ Farlo è fondamentale”. Canali interrotti col Campidoglio. Contatti con Caltagirone

di Lorenzo d’Albergo


«No comment». Se si sonda la Roma sul futuro del progetto dello stadio a Tor di Valle, la risposta è secca. Nulla da dire sull’ennesimo colpo di scena raccontato ieri da Repubblica. Nemmeno sui 42 milioni di pignoramenti e ipoteche che gravano sull’area e la procedura giudiziaria scattata il 18 gennaio 2019 sui terreni di proprietà di Eurnova. Fatti « sottaciuti » di cui il Campidoglio è venuto a sapere a ottobre e per cui ha scritto una nota di fuoco ai proponenti.
La lettera del Comune ha lasciato disorientati Dan e Ryan Friedkin, padre e figlio nuovi patron del club, e li ha convinti una volta di più che Tor di Valle non deve essere un dogma per la società giallorossa. Lo stadio, però, serve. Ieri lo ha detto anche mister Paulo Fonseca, « è fondamentale averne uno di proprietà » . La caccia alle alternative è già partita.
Certo, si valuterà ancora l’iter ereditato dall’era Pallotta, restando alla finestra per eventuali novità. Ma, dal loro arrivo nella capitale, i texani hanno prima interrotto ogni comunicazione con il Campidoglio — l’ultimo incontro su Tor di Valle risale a prima del lockdown — e poi iniziato a verificare la reale consistenza delle altre opzioni a disposizione.
C’è l’idea di riqualificare il vecchio Flaminio, torna in auge la Tor Vergata del gruppo Caltagirone. Perché, dal 2012 a oggi, il progetto della nuova casa dei romanisti è invecchiato terribilmente. Più che una scommessa, le sette palazzine di uffici necessarie a compensare 300 milioni di opere pubbliche e oneri di urbanizzazione appaiono come un azzardo. La pandemia, lo smart working e il peggioramento degli scenari economici internazionali suggeriscono altri tipi di investimenti in città: tutti i progetti per la realizzazione di uffici nella capitale sono fermi dall’inizio dell’emergenza sanitaria.
Serve un progetto più snello. Magari interlocutori diversi. L’Eurnova di Luca Parnasi, ora in amministrazione controllata, è stata travolta dall’arresto del costruttore ed è ancora impantanata nei debiti. Poi c’è l’amministrazione Raggi: in 4 anni ha prodotto solo rinvii. Non ha colto l’occasione offerta da James Pallotta. Le liti tra 5S, i tagli al progetto e le infinite due diligence hanno rallentato un inter già complesso e sono tra i motivi che hanno spinto Pallotta a disfarsi del club.
Il problema è che i possibili intoppi non sono finiti. Si torna ai terreni: Eurnova attende i fondi dell’immobiliarista ceco Radovan Vitek per chiudere le vecchie pendenze, incluse quelle che hanno fatto infuriare il Comune, ed evitare la messa all’asta del vecchio ippodromo ( l’udienza per stabilirne il valore è slittata a marzo). Con Vitek in campo, però, scatteranno nuovi controlli da parte del Campidoglio: un passaggio in prefettura e uno con l’avvocatura dello Stato. Insomma, ci sarà ancora da aspettare. Un’attesa che cozza con « il regalo di Natale » ai tifosi romanisti annunciato giovedì da Raggi. L’accelerazione sullo stadio promessa della sindaca ieri ha scatenato le ire e gli sfottò di mezzo Pd.
Arrivati a questo punto, ai Friedkin restano tre opzioni. La prima, diventata la meno entusiasmante, è tirare dritto su Tor di Valle. La seconda passa per una revisione del progetto. Ma eliminare anche solo una delle palazzine dal business park vuol dire far ripartire l’iter da zero.
Resta la terza pista: il trasloco. Il decreto Semplificazione elimina parte dei vincoli che imbrigliano il Flaminio. Ma restano i problemi legati a una ristrutturazione che appare più complessa della demolizione e ricostruzione. Poi c’è il guaio dei parcheggi: in zona non se ne possono realizzare di interrati. E ci sarebbe ancora una volta il problema dei trasporti. I negozi a corredo dell’impianto? L’idea sarebbe quella di realizzarli nell’ex caserma di via Guido Reni. Soluzioni difficili: solo un archistar del calibro di Renzo Piano potrebbe mettere tutti d’accordo.
C’è ancora Tor Vergata. In quell’area, con 200 milioni del Recovery Fund, la Regione vorrebbe portare la metro A. Quindi il governo: nella legge di Bilancio ci sono 25 milioni per chiudere la vecchia convenzione con il gruppo Caltagirone e i fondi per la manutenzione della Vela di Calatrava. Poi si deciderà cosa fare dei terreni. Un’area su cui hanno messo gli occhi i Friedkin, che hanno già cenato per due volte proprio con i Caltagirone.
Re:Stadio della.... (Topic ufficiale)
« Risposta #14122 il: 22 Nov 2020, 08:48 »
I progetti

Flaminio e Tor Vergata il gioco degli stadi possibili (la Repubblica ed. Roma, 22 Novembre 2020)

Le ipotesi di Piano sull’area di via Guido Reni. E il rebus delle vele di Calatrava

di Paolo Boccacci


Un risiko urbanistico. Una specie di roulette russa sulla città. Questa storia dello stadio della Roma, dopo il rovinoso naufragio del progetto di Tor di Valle, rischia di provocare un altro tsunami. L’‘alternativa’ atterrerà sul quel capolavoro dello Stadio Flaminio di Pierluigi Nervi per soli trentamila spettatori e lo stravolgerà, invocando le nuove regole stabilite dal governo per la ristrutturazione dei vecchi stadi? E stravolgerà anche quel gioiello di equilibrio del quartiere dove Renzo Piano immaginava un progetto verde e visionario?
Certo, ora il Decreto Semplificazione approvato a luglio consente anche di intervenire sugli stadi vincolati, come ad esempio quello di Firenze. Ma poi dove costruire parcheggi, uffici, spazi per il merchandising? E l’impatto delle folle di tifosi in quel meccanismo delicato del Flaminio dove sta anche per atterrare il nuovo quartiere del piano di Cassa Depositi e prestiti nell’area delle caserme?
Sarebbe un’area ideale invece per il progetto che Piano regalò al Campidoglio nel 2011. Una “macchina verde”, la chiamava lui, un parco della Musica e dell’Arte, con una passerella che si libra dalle querce di villa Glori fino all’Auditorium, duemila nuovi alberi a far da corona alle sale da concerti e agli altri due ‘ pezzi unici’ dell’architettura del secolo scorso, il Palazzetto e lo stadio Flaminio. E ancora filari e giardini lungo via Reni, fino al Maxxi di Zaha Hadid e al nuovo ponte sul Tevere che arriva al Foro Italico.
«Ero studente a Firenze nel 1959, venni a Roma e vidi lo Stadio Flaminio in divenire » raccontava Piano « Beh, da allora mi innamorai di quell’edificio di straordinaria chiarezza, limpidezza, prodotto dal genio di Nervi. Intorno allo stadio c’è da fare un lavoro intelligente, di alleggerimento. Nervi sapeva far respirare il cemento, da quel grande, geniale maestro che era».
Ma intanto il risiko sta già spedendo le sue truppe su un altro quadrante. Ricordate la distesa sterminata di prato, di proprietà dell’università, dove durante il Giubileo del Duemila il Papa, dal 15 al 20 agosto, accanto alla grande croce accolse due milioni e mezzo di giovani di tutto il mondo? Sì, proprio lì, dove da una parte si innalza la Vela di Calatrava, la cittadella del nuoto iniziata a costruire nel 2007 e poi abbandonata come un dinosauro morente, incompiuta, un altro simbolo della Waterloo urbanistica di Roma.
Anche questa volta un labirinto, un ginepraio. Con il gruppo Caltagirone che aspetta 25 milioni di buonuscita per tirarsi fuori dalla Convenzione firmata con il II Ateneo vent’anni fa. E il governo che prima sembra stanziare i 25 milioni per pagarla e altri 300 per completare l’opera dell’archistar spagnolo come un centro sportivo. E poi alla fine questi ultimi li fa sparire e dal cappello esce solo l’idea di una società pubblico-privati per ultimare i lavori. E se la Roma dei Friedkin volesse farne parte, magari anche con un Caltagirone uscito dalla porta e rientrato dalla finestra? Chissà.
C’è già chi, come il dem Giancarlo Nanni, loda «la vicinanza all’autostrada Roma- Napoli, al Raccordo anulare e alle metropolitane A e C che potrebbero essere collegate con pochi chilometri di prolungamento » . Ma è anche vero che ben 80 ettari ospitano a cominciare dal 1998 il più grande orto botanico universitario d’Europa, che ha perfino un ‘giardino biblico’ con le specie citate nella Bibbia e una collezione di 134 specie di querce.
Re:Stadio della.... (Topic ufficiale)
« Risposta #14123 il: 22 Nov 2020, 08:49 »
Il commento
Il Comune non sapeva una favola da non credere (la Repubblica ed. Roma, 22 Novembre 2020)

di Stefano Costantini

La storia che il Comune non sapesse dei terreni di Tor di Valle ipotecati è incredibile. E infatti non ci crediamo.
Nonostante nella lettera del Campidoglio alla Roma calcio (che abbiamo pubblicato ieri) venga messo nero su bianco con sospetto candore: «Questa amministrazione non è mai stata portata a conoscenza del pignoramento negli innumerevoli tavoli e incontri succedutisi ai più vari e alti livelli». Appunto, in cinque anni di guida Raggi con tutto il can can montato intorno allo stadio della Roma, nessuno si è accorto? Non diciamo ai più alti livelli, ma chiunque abbia nella vita comprato anche un monolocale si è preventivamente sincerato che fosse libero da vincoli o ipoteche. E il Campidoglio invece con uno stuolo di avvocati, sindaca in testa, e commercialisti, e ingegneri niente, non ha fatto uno straccio di verifica? Eppure in campo Raggi in persona aveva schierato i migliori professionisti. Come non ricordare che fece arrivare direttamente da Genova il prode Luca Lanzalone, legale anch’egli, che in cambio dei servigi resi sull’affaire stadio fu addirittura nominato presidente di Acea. Lasciamo stare che fu poi arrestato, proprio per la questione dei terreni di Tor di Valle.
Comunque a nessuno era venuto il dubbio di controllare.
Tutti tranquilli fino all’altroieri, quando la sindaca è tornata sulla questione dello stadio, promettendo un “bel regalo” di Natale ai tifosi della Roma. Il sospetto, forse ormai un tantino di più di un sospetto, è che lo stadio (avversato all’inizio del mandato dalla giunta Raggi che debuttò con un vade retro Olimpiadi e nuovo stadio) è che sia diventato in periodo di vacche magre per l’Amministrazione 5Stelle una delle ultime carte da giocare in campagna elettorale. Sfumata anche una qualche inaugurazione di metro C — i lavori hanno subito un rinvio di 49 mesi, più di quattro anni — allo staff della sindaca deve essere sembrata una buona idea cavalcare la costruzione del nuovo Olimpico. Sarebbe bastato far passare in giunta la variazione della destinazione d’uso dei terreni, operazione peraltro non semplice perché contrastata anche da parte della maggioranza grillina; mettere qualche firma sotto qualche accordo, forse perfino posare la prima pietra e poi incassare i profitti elettorali. Invece questa storia del pignoramento dei terreni ha fatto scoppiare la bolla di sapone. A Roma non si è realizzato nulla in questi 5 anni, neppure qualcosa di cui essere scontenti. Niente. La favola sta per finire. Qualcuno avvisi la sindaca.
Re:Stadio della.... (Topic ufficiale)
« Risposta #14124 il: 22 Nov 2020, 08:52 »
Il nuovo stadio giallorosso

Progetto, costi e guai: Tor di Valle frena. Tocca al Flaminio (Gazzetta dello Sport, 22 Novembre 2020)

Club e Comune distanti. Ipotesi di una concessione di 99 anni sullo storico impianto per rifarlo. E Tor Vergata...


C’è qualcosa di ironico nel sapere che il pignoramento – diventato l’ultima tegola sul progetto del nuovo stadio della Roma – sia arrivato da una società che si chiama «Penelope». Come la tela della moglie di Ulisse, le speranze intorno al progetto di Tor di Valle sono state fatte e disfatte mille volte. Tuttavia, la lettera del Comune alla società proponente, Eurnova, che spiega come l’amministrazione – ieri per questo nel mirino delle opposizioni – non fosse «a conoscenza » di una procedura che risale al 18 gennaio 2019, pare più un danno d’immagine che concreto, perché la cifra in questione è esigua (1,16 milioni) che – nonostante le ipoteche sui terreni per 42 milioni – non potrebbe frenare un investimento da un miliardo. Tra l’altro, nel giorno in cui il Comune spediva la lettera, il 13 ottobre, Unicredit e Vitek si accordavano per la cessione delle società di Parnasi – fra cui Eurnova, che detiene l’area stadio – al magnate ceco. Non basta. Il 18 dicembre ci sarà l’udienza per il pignoramento in questione: se Vitek pagasse la somma, si potrebbe sbloccare lo stallo, mentre un eventuale rinvio stopperebbe tutto.
Flaminio-Tor Vergata
Ma i veri nodi della questione Tor di Valle sono due. Il primo è politico, visto che la maggioranza, nonostante le promesse della sindaca Raggi, non assicura la tenuta per il via libera. Il secondo riguarda la Roma, a cui il progetto non convince più per i costi, per la zona e per la filosofia (pre-Covid) che sottende. Così, se da un lato la soluzione Tor Vergata seduce coloro che pensano a una riqualificazione dell’area proprio come si voleva fare per «Roma 2024» (ma c’è anche qui un problema con l’Università relativo ai terreni), dall’altro prende quota il Flaminio. Certo, la legge varata per gli stadi con vincoli architettonici (decisiva per il progetto) può essere attaccata sulla costituzionalità, ma il club gradirebbe un impianto in centro, da ristrutturare in un paio d’anni, con una capienza di 45.000 posti e non spendendo più di 350 milioni, compresi gli scavi per i parcheggi (ma occhio a una necropoli presente nell’area). Possibile? Il Flaminio è di proprietà del Comune, che rischia la causa da parte della Roma per i tanti ritardi. E allora una soluzione potrebbe essere questa: il club rinuncia a chiedere i danni e ottiene dal Comune una concessione dell’impianto per 99 anni. Facile? No, anche perché l’area presenta rischi per l’ordine pubblico. Ma la politica, al solito, è l’arte del possibile.
ma.cec.
Re:Stadio della.... (Topic ufficiale)
« Risposta #14125 il: 22 Nov 2020, 08:53 »
La società

Dirigenti, stadio e strategie per il futuro: Friedkin ha già cancellato Pallotta (Corriere della Sera ed. Roma, 22 Novembre 2020)


La differenza tra uno speculatore e un investitore. C’è chi ha descritto così i «modus operandi» di James Pallotta e Dan Friedkin, i due ultimi presidenti della As Roma. Dove «speculatore» non va inteso in senso dispregiativo, tanto che Pallotta si vantava di essere «il re degli hedge fund», i titoli ad alto rischio. Pallotta ha sempre delegato a figure forti, persino troppo: da Sabatini a Monchi, il d.s. era una star. La scelta dei Friedkin sul responsabile dell’area sportiva, Tiago Pinto, è andata nella direzione opposta. Un «giocatore di squadra», che si è fatto le ossa al Benfica, ma che per i giornalisti portoghesi non ha il peso specifico di Campos. Non stupisce, perciò, che anche sul discorso stadio ci siano profonde differenze. Per Pallotta era questione di vita o di morte, tanto che il suo addio è stato motivato soprattutto da questo. Voleva costruire una cittadella, coinvolgendo investitori. I Friedkin si accontentano di uno stadio. Sanno che su Tor di Valle sono stati già spesi molti soldi (16 milioni hanno fatto parte della loro offerta a Pallotta), ma anche che da anni tira un’aria strana intorno al progetto. L’ultimo intoppo porta la data del 13 ottobre, quando dal Campidoglio parte una lettera alla Roma e a Eurnova per chiedere chiarimenti circa la situazione dei terreni di Tor di Valle, una parte dei quali (valore 1 milione e 160mila euro) risulta sotto pignoramento anche se appena venduti da Parnasi all’immobiliarista ceco Vitek. Poiché per la legge sugli stadi la proprietà dell’area su cui edificare è requisito indispensabile, il passaggio è delicato. La cessione di Eurnova a Vitek è in corso: preliminare già fatto, pagamenti in corso al termine dei quali si firma il rogito. E Parnasi, entro l’udienza del 18 dicembre sul pignoramento, conta di aver completato l’operazione per provvedere al saldo del debito, cifra che scompare davanti ai 300 milioni che Vitek si è impegnato a versare. Per la Roma futura anche il Flaminio andrebbe bene, come dimensioni, ma presenta immensi problemi di ordine pubblico. E nessuno conosce i veri costi di uno spostamento a Tor Vergata. Almeno in questa prima fase, nella quale stanno rifondando la Roma, i Friedkin non sono legati a un eventuale «regalo di Natale». Non a tutti i costi.
Luca Valdiserri
Re:Stadio della.... (Topic ufficiale)
« Risposta #14126 il: 22 Nov 2020, 10:00 »
Ho letto tutto....
Con un sorriso a 32 denti perchè un intoppo per le cloache è sempre da accogliere con un sorriso...
Ma un sorriso amaro, per chi in questa città ci è nato e ci vive e la vede amministrata così ormai da decenni, e non solo nell'ultimo disastroso periodo.....

Offline robylele

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31739
Re:Stadio della.... (Topic ufficiale)
« Risposta #14127 il: 22 Nov 2020, 12:35 »
vorrei aprire un sondaggio: é più probabile lo stadio delle merde a Tor di Valle o al Flaminio?
Io voto per il primo.

Offline lorenz82

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Re:Stadio della.... (Topic ufficiale)
« Risposta #14128 il: 22 Nov 2020, 12:57 »
Io dico il secondo...vi pare che i vincoli architettonici non vengano messi da parte per lo stadio degli inquelli?
Re:Stadio della.... (Topic ufficiale)
« Risposta #14129 il: 22 Nov 2020, 13:17 »


Progetto, costi e guai: Tor di Valle frena. Tocca al Flaminio (Gazzetta dello Sport, 22 Novembre 2020)



 :rotfl2:
Re:Stadio della.... (Topic ufficiale)
« Risposta #14130 il: 22 Nov 2020, 16:32 »
Ma gli 80milionidimilionidilioni spesi da Pallotta , dove sono finiti ?

Il rimborso chi lo prende ? E dove ?
Re:Stadio della.... (Topic ufficiale)
« Risposta #14131 il: 22 Nov 2020, 18:19 »
Decide Caltagirone, non il comune, quindi Tor Vergata.

Online Tarallo

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96464
Re:Stadio della.... (Topic ufficiale)
« Risposta #14132 il: 22 Nov 2020, 18:21 »
Credo anch'io.
Re:Stadio della.... (Topic ufficiale)
« Risposta #14133 il: 22 Nov 2020, 18:31 »
Ma la storia del risarcimento del danno? E il parere secretato? E se c’è questo rischio per la collettività, cosa si aspetta adesso per chiudere questo procedimento?
Che banda di inguardabili cazzari, millantatori e incompetenti.

Offline paolo71

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13099
Re:Stadio della.... (Topic ufficiale)
« Risposta #14134 il: 22 Nov 2020, 19:17 »
10 anni, bastava leggere le prime pagine del topic per capire che non lo avrebbero mai fatto lì.
Purtroppo era perfetto per loro, uno stadio a culonia inutilizzabile coi mezzi pubblici un inferno per arrivarci in macchina, la cui proprietà era di pallotta a concessione all'ascloaca.
un sogno che non vedrò realizzato.
Re:Stadio della.... (Topic ufficiale)
« Risposta #14135 il: 22 Nov 2020, 19:52 »
PER ALCUNI, LA TRINCEA E' 365 GIORNI L'ANNO.
PRENDIAMO ATTO, E IN TAL CASO CHIUDEREMO ALTRI 100 TOPIC E DOZZINE DI ACCOUNT.
DI PATTUGLIARE H24 ANCHE DURANTE LE FESTE NON NE ABBIAMO PROPRIO VOGLIA.

Lazio.net Staff


Solo notizie, per i commenti leggete bene quanto scritto qui sopra:

Ferrovia e vincoli ambientali. Lo stadio della Roma è lontano (Il Tempo, 24 Dicembre 2014)
Delibera approvata ma stadio ancora lontano, lontanissimo e molti nodi ancora da sciogliere. Roma-Lido, ponte ciclopedonale sul Tevere e salvaguardia ambientale sono tre nodi che gli emendamenti, presentati e approvati in Consiglio comunale alla delibera che sancisce l’interesse pubblico alla costruzione dello Stadio della Roma a Tor di Valle, hanno ancora di più evidenziato.
Il progetto, di base, resta quello presentato da Pallotta: Stadio da 60mila posti con le sue immediate pertinenze, Business Park con tre torri e area commerciale. Le modifiche principali le ha ottenute il Campidoglio durante la trattativa e riguardano le opere pubbliche: almeno il 50% dei tifosi deve poter raggiungere lo stadio con il trasporto su ferro, il ponte ciclopedonale sul Tevere e la riduzione delle cubature a compensazione.
La ferrovia Roma-Lido rientra nel progetto dalla porta principale. Di emendamenti ne erano stati presentati 119. Ne sono stati dichiarati ammissibili solo 44. E di questi ne sono stati approvati 11 più altri 8 trasformati in ordini del giorno. Fra gli emendamenti approvati, spicca quello, a firma D’Ausilio/De Luca (Pd), che impone, a fianco alla Metro B e alla sua ipotizzata nuova diramazione, il «contestuale potenziamento della Roma-Lido con interventi di ammodernamento e attrezzaggio necessario per il raggiungimento» dello standard di 8 treni l’ora, uno ogni 7 minuti. In sostanza, la Roma Lido diventa una priorità, riconosciuta anche dall’assessore all’Urbanistica Caudo. Il quale però lancia un mezzo allarme e un mezzo segnale di apertura: «La Regione dovrebbe fare l’adeguamento della linea, che costerebbe oltre 260milioni di euro per portarla a frequenza di vera metropolitana, un treno ogni 3 minuti. Se ci riesce, a quel punto la linea sarebbe sufficiente ad assicurare i 20mila passeggeri/ora che servono sullo Stadio e, quindi, i 50milioni di euro dei proponenti da destinare al trasporto su ferro potremmo dirottarli lì». Ma se la Regione non dovesse adeguare la Roma Lido per mancanza di fondi? «In quel caso, Houston abbiamo un problema, sarebbe a rischio l’intero progetto».
Il secondo emendamento che potrebbe modificare il progetto è quello che prevede di «adottare le misure per migliorare la mobilità alternativa, ciclopedonale e l’accessibilità fluviale tramite il Tevere con banchine di approdo», un pallino di Andrea Santoro (Pd), presidente del Municipio IX. Nei disegni definitivi potremmo trovare la sorpresa delle banchine sul Tevere e nuove piste ciclabili.
Rientra, invece, fra quegli emendamenti un po’ più politica quello, presentato da SeL, che pone la «salvaguardia ambientale» come «assoluta priorità» nel valutare l’interesse pubblico. Poco rilevanti gli effetti dell’emendamento nel punto in cui chiede di valutare come «integrazione e modifica al progetto» tutti gli elementi ambientali che emergessero dagli studi, rimane il fatto che l’emendamento, pur inserito nella parte di premessa e non nel deliberato, potrebbe essere un appiglio (ad esempio, quando, per mettere in sicurezza via del Mare e via Ostiense, si dovrà magari procedere al taglio delle alberature) per bloccare i lavori. Ora, per dirla con l’assessore Caudo «si aspettano i progetti, che devono essere seri e di qualità. Saremo intransigenti. A Roma non servono cattedrali nel deserto e presteremo la massima attenzione a ogni singola pagina degli elaborati. Se la Roma vuole fare in fretta, deve fare bene».
Fernando M. Magliaro
Dopo sei anni siamo ancora alla Roma Lido e alla viabilità. Nel frattempo se so bevuti Parnasi e hanno scoperto il pignoramento dei terreni. Però nel frattempo Magliaro si è portato a casa sei anni di lavoro
Re:Stadio della.... (Topic ufficiale)
« Risposta #14136 il: 23 Nov 2020, 12:02 »
Non appena a Formello sarà stata approntata, collaudata, e messa in esercizio la catapulta a  lunghissima gittata per scaraventare a distanza siderale spie, mestatori, impostori e ciarlatani vari, ne andrà immediatamente  commissionata uan seconda, da installare al Campidoglio.


Il regalo di natale, mavvattenaffanculo va.
Re:Stadio della.... (Topic ufficiale)
« Risposta #14137 il: 23 Nov 2020, 12:57 »
Il Flaminio, a parte la caterva di problemi che si trascina dietro, non è un affare.
Re:Stadio della.... (Topic ufficiale)
« Risposta #14138 il: 23 Nov 2020, 12:59 »
Il Flaminio, a parte la caterva di problemi che si trascina dietro, non è un affare.
a noi non ci avrebbero fatto neanche stuccà le crepe, se lo danno a inquelli lo butteranno giù a spese del comune e gli faranno fare una Parioli 2.0 con appartamenti a 12.000 euro a mq

Offline robylele

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31739
Re:Stadio della.... (Topic ufficiale)
« Risposta #14139 il: 23 Nov 2020, 13:30 »
Decide Caltagirone, non il comune, quindi Tor Vergata.

l'ho pensato sin dall'inizio. Però se fosse così mi aspetto poi la risposta da Lotito, che a detta di molti di noi, é sempre rimasto in fiduciosa attesa degli sviluppi.
E spero che la risposta non sia: Tiberina.  :)
 

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