Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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happyeagle

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Le candidature per le olimpiadi le presentano i comitati olimpici nazionali, i problemi nascono sulle coperture finanziarie che devono essere garantite dagli stati e che accollano le perdite alle cittadinanze, il Cio e tutti gli organizzatori si prendono utili e profitti a chi le ospita rimangono perdite e debiti, alla favola degli investimenti ci può credere solo qualcuno immerso nella propaganda mainstream.   
Le olimpiadi di Atene hanno dato il colpo di grazia alle finanze della Grecia e quelle di Rio lo faranno per il Brasile, nella congiuntura attuale chiunque si oppone alla candidatura di Roma 2024 è un benemerito della città.

Palo

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Citazione di: happyeagle il 13 Giu 2016, 09:39
Le candidature per le olimpiadi le presentano i comitati olimpici nazionali, i problemi nascono sulle coperture finanziarie che devono essere garantite dagli stati e che accollano le perdite alle cittadinanze, il Cio e tutti gli organizzatori si prendono utili e profitti a chi le ospita rimangono perdite e debiti, alla favola degli investimenti ci può credere solo qualcuno immerso nella propaganda mainstream.   
Le olimpiadi di Atene hanno dato il colpo di grazia alle finanze della Grecia e quelle di Rio lo faranno per il Brasile, nella congiuntura attuale chiunque si oppone alla candidatura di Roma 2024 è un benemerito della città.
Lavoro nel mondo dei materiali per le costruzioni per cui qualche milione di metri cubi di calcestruzzo mi permetterebbe di far guadagnare all'azienda di cui sono dipendente un bel po' di soldi. Ma quello che dici è assolutamente vero. L'azienda nostra omologa greca, per le olimpiadi dovette strutturarsi per far fronte alle enormi richieste di materiali. 8 anni fa hanno licenziato tutto il management e la hanno affidata alla gestione del management italiano. 4 anni fa abbiamo chiuso uffici e stabilimento, licenziando tutti i dipendenti tranne UNO. Da quasi 100 milioni di 12 anni fa siamo passati a 1 milione scarso oggi ...

PARISsn

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le  olimpiadi andrebbero fatte per legge in Germania, Olanda, Danimarca, Svezia, Finlandia, Norvegia, Svizzera a rotazione per essere sicuri che nessuno ci mangia sopra ( amministratori ) e che nessuno ci guadagna 3 volte piu del giusto ( costruttori vari ) .

Rugiule

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Citazione di: PARISsn il 13 Giu 2016, 13:53
le  olimpiadi andrebbero fatte per legge in Germania, Olanda, Danimarca, Svezia, Finlandia, Norvegia, Svizzera a rotazione per essere sicuri che nessuno ci mangia sopra ( amministratori ) e che nessuno ci guadagna 3 volte piu del giusto ( costruttori vari ) .
Ecco, dillo a bassa voce che se ti sente la Merkel siamo fritti

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COLDILANA61

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Citazione di: NEMICOn.1 il 13 Giu 2016, 09:34
Ieri c'è stato un confronto faccia a faccia tra la Raggi e Jackfaccioostadiodeicanieleolimpiadi .
Per lei le Olimpiadi  attualmente non sono una priorità per la città di Roma quindi  è per il NO anche perché si parla di un evento che si dovrebbe disputare tra 8 anni .
Per jackfaccioostadiodeicanieleolimpiadi invece è assolutamente SI anche perché ha parlato con degli anziani che avevano vissuto le Olimpiadi del '60 però che ancora si pagano i buffi non ne ha accennato minimamente .
qui il video
https://www.youtube.com/watch?v=cnyUjXtKI1A

Stai dicendo che Palo ha parlato con Jacketc.etc. e non ci ha detto niente ?  :)

Yanez_de_Gomera

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Citazione di: happyeagle il 13 Giu 2016, 09:39
Le candidature per le olimpiadi le presentano i comitati olimpici nazionali, i problemi nascono sulle coperture finanziarie che devono essere garantite dagli stati e che accollano le perdite alle cittadinanze, il Cio e tutti gli organizzatori si prendono utili e profitti a chi le ospita rimangono perdite e debiti, alla favola degli investimenti ci può credere solo qualcuno immerso nella propaganda mainstream.   
Le olimpiadi di Atene hanno dato il colpo di grazia alle finanze della Grecia e quelle di Rio lo faranno per il Brasile, nella congiuntura attuale chiunque si oppone alla candidatura di Roma 2024 è un benemerito della città.
Sottoscrivo dall'inizio alla fine. Con un'aggravante per quanto riguarda l'Italia: siamo un Paese la cui economia si regge per metà su un capitalismo familista e assistito dallo Stato e per l'altra metà sull'illegalità di un'economia sommersa gestita dalle varie mafie nazionali e locali. Benemerito chi si oppone ? Per me, piuttosto, santo/a subito.

Palo

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Citazione di: COLDILANA61 il 13 Giu 2016, 14:19
Stai dicendo che Palo ha parlato con Jacketc.etc. e non ci ha detto niente ?  :)
Lo sai che le ho "vissute" davvero? Avevo appena sei anni ma c'era mia madre che, essendo russa da parte di madre e cresciuta a Mosca, faceva l'interprete per la squadra russa ... ero pieno di gadget (tendenzialmente spillette ed autografi).


Comunque vaffa-nkulo! :beer:

Tarallo

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Citazione di: Palo il 13 Giu 2016, 23:17
Lo sai che le ho "vissute" davvero? Avevo appena sei anni
Palo, non si sta parlando di quelle di Berlino. Su daje, tira su sta coperta.

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Palo

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Citazione di: Tarallo il 14 Giu 2016, 06:15
Palo, non si sta parlando di quelle di Berlino. Su daje, tira su sta coperta.
Vaffa-nkulo [cit. Palo]

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La Roma contro M5S "Tor di Valle non si tocca o sarà causa milionaria" (La Repubblica - ed. romana)

Il dg Baldissoni: "Abbiamo già speso 60 milioni se cambiano la delibera ci vorrà un risarcimento"

MATTEO PINCI
LO stadio della Roma rimbalza da mesi tra gli argomenti di discussione dei candidati sindaco. A forza di sentirsi tirare per la giacca, alla Roma dev'essere venuta voglia di lanciare un monito. A chi, pure in campagna elettorale, s'è detto pronto a impugnare la delibera del Comune sul pubblico interesse per spostare lo stadio altrove. «Se la nuova giunta vorrà riaprire il fronte politico sul pubblico interesse si assumerà il rischio di una causa da centinaia di milioni di euro». Parola di uno degli amministratori del club, Mauro Baldissoni, dg con potere di firma, il più alto in grado tra i manager italiani del club giallorosso.
Nella lunga campagna elettorale era scappato soprattutto ai Cinquestelle e a Virginia Raggi di muovere obiezioni su quella delibera della giunta Marino di dicembre 2014, con cui concedeva il pubblico interesse del progetto stadio di proprietà a Tor di Valle.
«Abbiamo già speso oltre 60 milioni — ricorda Baldissoni — e oltre 5 anni di progettazione. Se qualcuno volesse cambiare la delibera chiederemo un risarcimento ». Parole spese ricordando di voler «rimanere lontanissimi dal dibattito politico».
Eppure sono necessarie precisazioni anche verso chi come la candidata M5S aveva detto: «Stadio sì, ma non a Tor di Valle », allarmando i proponenti del progetto. «La Raggi non sa di cosa parla, l'iter politico è esaurito come forse il candidato sindaco »: una battuta ironica, quella di Baldissoni, ma non certo felicissima. Serviva, spiegano «a riportare il discorso alla fase amministrativa ». E subito ammorbidita, anche se in ritardo, dal dg romanista: «Al di là degli slogan elettorali, credo che nessuno voglia rinunciare a questo progetto, non ci sono motivi politici o tecnici per farlo. I candidati hanno altre incombenze, non possono conoscerlo bene, ma incontreremo chi vincerà per presentarglielo ». In fondo, dopo aver consegnato il progetto definitvo in Comune, la Roma ha fretta: vorrebbe inaugurare il nuovo impianto già a agosto del 2019. E beneficerà da subito dei ricavi del nuovo impianto: solo una parte infatti, quelli da naming rights e ospitality, servirà a coprire il finanziamento a 20 anni. Certo però quella del 2019 è una stima ottimistica. Ma a Trigoria — insieme a Eurnova del gruppo Parnasi, altro proponente dell'opera — si aspettano che già a fine giugno la nuova giunta trasmetta gli atti in Regione per dare il via alla conferenza tecnica dei servizi. Passaggio che per la leggestadi dovrebbe durare non oltre i 180 giorni.
I numeri del nuovo progetto: 280mila mq destinati a uffici e negozi, 4mila posti di lavoro permanenti e 4mila per gli operai del cantiere, che porteranno 500 milioni di salari. Poi i 440 milioni in opere infrastruuturali, i 62 ettari di parco pubblico, le 1.400 telecamere a circuito chiuso per la sicurezza. Già avviati contatti con varie società interessate agli uffici. Anche l'Enac s'è interessata: vorrebbe costruire, sulla terrazza delle torri del business park, un radar di avvicinamento per Fiumicino.


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Tor di Valle, ecco il vero progetto (Gazzetta dello Sport - ed. locale)

La Roma fa chiarezza sul nuovo stadio: «Investimenti privati e 4mila posti di lavoro»

Chiara Zucchelli

ROMA
Tre anni. Ancora tre stagioni da disputare all'Olimpico, poi la Roma potrebbe traslocare, stavolta definitivamente, nella nuova casa di Tor Di Valle. Ieri il d.g della Roma Baldissoni, l'ingegnere Simone Contasta di Parsitalia e Giovanni Marroccoli, di Lend Lease, hanno spiegato i dettagli dell'opera che contano di portare a compimento nell'agosto 2019. Tre anni e due mesi, ancora, per avere l'ok finale da Campidoglio (entro fine mese) e Regione (nei successivi 180 giorni), iniziare e completare i lavori.

SUBITO I FRUTTI
Un progetto complesso, frutto di una lunga trattativa con la precedente amministrazione, che ora dovrà passare dalla conferenza tecnica dei servizi in Regione. Ma lo sguardo è già rivolto all'apertura dello stadio e, contestualmente, al completamento delle opere pubbliche, da cui dipende la concessione dell'agibilità. «L'opera darà subito i suoi frutti nelle casse», i proponenti, che prevedono a regime circa 60-70 eventi extracalcistici l'anno, ne sono sicuri. E allora, detto che sarà tutto a carico dei privati, il finanziamento di circa 500 milioni di euro che verrà erogato per sostenere parte del progetto, sarà coperto dai proventi di area ospitalità, biglietteria, naming rights e sponsorizzazioni.

COSTI E INFRASTRUTTURE
Fin qui sono stati spesi 60 milioni di euro, il costo totale dell'operazione ammonta a 1,7 miliardi a carico di privati, di cui circa 440 milioni solo per le infrastrutture. Non tutto è stato ancora deciso, visto che, ad esempio, il prolungamento della Metro B sarà stabilito in conferenza dei servizi, perché la Regione preferirebbe potenziare la Roma Lido. I privati si occuperanno anche di sicurezza (1400 telecamere previste, doppio sistema di tornelli) e nuovi posti di lavoro, circa quattromila durante il cantiere (per mezzo miliardo di stipendi), mentre quando tutto entrerà a pieno regime saranno quindicimila gli addetti tra stadio, parte commerciale e business park. L'impatto sul territorio? Il quadrante beneficerà di una nuova moderna viabilità sull'asse Roma-Fiumicino e con oltre 63 ettari di verde pubblico diventerà il secondo polmone di Roma.

CERCASI SPONSOR
Il tutto aspettando uno sponsor che dia il nome dallo stadio. Proseguono i contatti con società interessate al naming rights: incontri e cene offerte dal presidente Pallotta, a Roma come negli States, per arrivare a dama.

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la roma e lo stadio - «Noi pronti a fare causa al Comune» (Corriere dello Sport)

Baldissoni: La Raggi non sa di cosa parla, l'iter è esaurito E gli sfugge una battuta: «Come il candidato sindaco...»

di Guido D'Ubaldo

ROMA

Lo stadio della Roma diventa un caso politico. A pochi giorni dal ballottaggio per l'elezione del nuovo sindaco, i proponenti hanno incontrato i giornalisti per fare il punto della situazione, quando mancano pochi giorni all'inoltro del progetto definitivo dal Comune alla Regione, per l'apertura della Conferenza dei servizi decisoria. Il direttore generale della Roma era affiancato da Giovanni Marroccoli, Operations & Managing Director di Italy-Lend Lease, una multinazionale che affianca la Roma nel progetto dello stadio e Simone Contasta, responsabile del progetto Tor di Valle per conto di Parsitalia, la società che fa capo a Luca Parnasi, il costruttore dell'impianto. I proponenti ritengono che una volta passato il "pubblico interesse" dell'opera in Comune non si dovrà più rivotare. Il Campidoglio dovrà solo verificare che nel progetto definitivo siano state recepite tutte le prescrizioni contenute nella delibera di pubblico interesse. Entro la fine del mese la palla dovrebbe passare alla Conferenza di Servizi, con una durata massima di 180 giorni. 
risarcimento. La Roma vuole cautelarsi, di fronte al rischio di una bocciatura del progetto nel caso di vittoria della Raggi. Baldissoni ha spiegato: «Se si vuole riaprire il fronte politico il Comune si deve assumere il rischio di una richiesta di risarcimento danni di centinaia di milioni. Perché siamo stati legittimati da due giunte diverse ad andare avanti. E visto che parlano tanto delle buche questi soldi possono essere utilizzati per rifare il manto stradale della nostra città. La Raggi non sa di cosa parla, l'iter politico è esaurito, come il candidato sindaco», una battuta infelice. Ma poi torna serio: «Al di là degli slogan elettorali chiunque sarà eletto non vorrà rinunciare al progetto. E riceverà la nostra visita nella quale forniremo tutte le spiegazioni necessarie. Non ci sono motivi politici nè tecnici per rinunciare a un progetto del genere. Siamo sicuri che non perderanno un'opportunità del genere». 
Baldissoni poi ha ripercorso l'iter della scelta dell'area dello stadio: «Siamo partiti da quasi cento siti e dopo una lunga selezione ne erano rimasti tre o quattro. Uno di questi era quello di Tor di Valle. Non siamo andati al Comune dicendo vogliamo fare lo stadio lì. Per rispondere a Berdini (il possibile assessore all'Urbanistica scelto dalla Raggi, n.d.r.), non è stata una scelta a caso del proponente. C'erano già diritti di costruzione pari a un terzo dell'area. Berdini è impreparato come si è dimostrato intervenendo in una radio. Siamo arrivati a scegliere Tor di Valle attraverso un percorso professionale. Berdini si è addormentato negli ultimi tre anni, se parla di regia cittadina». 

pubblica utilità. Baldissoni e i tecnici che hanno partecipato all'incontro con i giornalisti hanno evidenziato una mancanza di conoscenza del progetto. Il direttore generale della Roma ha spiegato ancora: «Noi siamo nel corso di un processo amministrativo. La municipalità ha espresso in sede politica la sua opinione con un voto sulla pubblica utilità. Oggi siamo in una fase successiva. Si aprirà una conferenza regionale che ha valenza tecnica». E Giovanni Marroccoli ha aggiunto: «Abbiamo fatto certificare da un'azienda esterna che la documentazione prodotta rispondesse ai requisiti richiesti dal Comune». Nel corso della riunione nessuno si è esposto sulla corsa al Campidoglio, ma le prese di posizioni della Raggi sullo stadio della Roma non sono passate sotto silenzio. Baldissoni ha aggiunto: «Non abbiamo valutato ancora esattamente il risarcimento». Simone Contasta è intervenuto sullo stesso argomento: «Non ci auguriamo che non si arrivi a quel punto, ma sarebbe una occasione persa, per un progetto sul quale sono stati già spesi tanti milioni. Non si può dire ora lo stadio fatelo da un'altra parte. Cambiare la linea politica già passata diventa una responsabilità enorme. Dalla conferenza dei servizi arriveranno richieste di integrazioni e modifiche, ma il progetto non può essere trasformato».
Adesso si attende solo il prossimo atto, la consegna del progetto alla Regione. La chiusura di Morroccoli: «Sono 72 scatoloni, i tecnici stanno studiando il materiale. Noi prevediamo che la consegna avverrà intorno alla fine del mese. Il fatto che siamo arrivati a ridosso delle elezioni ha fatto diventare il tema dello stadio un dibattito politico, ma non dovrebbe essere così». 


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Da Alemanno a Marino, tutto cominciò nel 2012 (Corriere dello Sport)

Due giunte hanno approvato il progetto della Roma, tra accelerazioni e battute d'arresto. Fino all'ultimo atto

ROMA - Il nuovo stadio della Roma è il core business della proprietà americana, che ha investito risorse e capitali per il progetto definitivo, consegnato in Comune il 30 maggio con 72 scatoloni pieni di documenti. Ma è una storia che va avanti da tre anni e mezzo, una storia con accelerazioni e battute d'arresto. Tutto è cominciato il 30 dicembre 2012, quando l'allora sindaco Gianni Alemanno, in collegamento con il presidente della Roma, James Pallotta, dalla Florida dà la notizia che Tor di Valle è l'area scelta dalla Roma per far nascere il nuovo stadio della società giallorossa, su terreni acquistati dal costruttore Luca Parnasi. Quasi un anno dopo la Roma presenta al Sindaco il progetto dello stadio "da tenere aperto tutta la settimana per ospitare anche concerti ed eventi culturali, con una capienza base da 52.000 posti espandibile a 60.000 con ristoranti, negozi, il museo". Pochi giorni dopo, il 23 dicembre 2013 passa la "legge degli stadi", che dà nuovi impulsi all'iniziativa di Pallotta. Nel frattempo c'è l'avvicendamento in Campidoglio, con Marino sindaco, che stabilisce subito un rapporto collaborativo con il presidente della Roma. Il 26 marzo 2014 insieme presentano il progetto del nuovo stadio della Roma in Campidoglio. Marino frena: «C'è tanto entusiasmo, ma valuteremo con rigore l'interesse pubblico». E' questo il nodo cruciale. Il 29 maggio 2014 viene depositato in Campidoglio lo studio di fattibilità del nuovo Stadio e poco dopo, a luglio, lo studio di fattibilità viene presentato alla Casa della Città dove resta esposto durante tutta l'estate. Nel progetto sono previste tre torri di uffici, alberghi e strutture commerciali, come compensazione alle opere pubbliche necessarie allo stadio.

infrastrutture. Un ruolo importante nella partita dello stadio lo ricopre l'assessore Caudo, che il 14 luglio assicura che verranno richieste modifiche soprattutto dal punto di vista delle infrastrutture per la mobilità, dato che ritiene fortemente insufficiente la previsione del trasporto pubblico (a fronte di un eccessivo ricorso al mezzo privato). Ad agosto si svolge la conferenza dei servizi sullo studio di fattibilità: viene presentata la variante richiesta dalla Regione Lazio a tutela dell'area protetta della Tenuta dei Massimi, l'area sarà collegata alla Roma-Fiumicino attraverso la rotatoria del Parco dei Medici. Il 3 settembre viene approvato il pubblico interesse dell'operazione con una Delibera dalla Giunta in cui vengono inserite le condizioni a cui è subordinato il progetto, tra cui la trasformazione della ferrovia Roma-Lido in metropolitana, l'unificazione e la messa in sicurezza della Via Ostiense/Via del Mare, lavori per il rischio esondazione dell'Arnone, un parco fluviale, il prolungamento di un ramo della metro B fino a Tor di Valle e altro. 

pubblico interesse. Un'altra tappa fondamentale è quella del 22 dicembre 2014, quando l'Assemblea Capitolina approva la Delibera sancendo l'interesse pubblico del progetto dello Stadio subordinato alle opere pubbliche da realizzare a Tor di Valle. Ma i costi lievitano sensibilmente: il 31 marzo 2015 L'assessore Caudo annuncia che non è sicuro che il proponente intenda portare avanti l'operazione. Il Sindaco scrive a Pallotta, che gli risponde a stretto giro l'intenzione di consegnare i progetti entro il 15 giugno.
A marzo scorso la compravendita dei terreni di Tor di Valle finisce nel mirino dei pm. Coinvolti nell'indagine per bancarotta, gli ex proprietari dei terreni rischiano di finire a processo. Pallotta cambia il responsabile dello stadio, via Pannes, suo uomo di fiducia. Il 30 maggio viene consegnata la documentazione definitiva del progetto in Comune, in seguito alle modifiche richieste. 

g.d'u.


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Baldissoni: La Raggi non sa di cosa parla, l'iter è esaurito E gli sfugge una battuta: «Come il candidato sindaco...»

Che classe...che stile so proprio cani

nestorburma

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Sale il nervosismo tra le merde.

Se gli blocca il progetto la Raggi rischia la vita con questi mafiosi.

NEMICOn.1

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La Raggi non glielo blocca ma non gli fa costruire uffici e torri , che , sarebbe la cosa che più interessa a chi li finanzia , e ormai si è  capito .

galafro

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Citazione di: NEMICOn.1 il 15 Giu 2016, 09:12
Baldissoni: La Raggi non sa di cosa parla, l'iter è esaurito E gli sfugge una battuta: «Come il candidato sindaco...»

Che classe...che stile so proprio cani

Hai capito? Io so io o per meglio dire noi semo noi e tu non sei un cazzo. Altro che Buzzi è Carminati quelli so ladri de galline.
Ho l'impressione che i cinque stelle su questo progetto si giocheranno tutta loro reputazione in Italia.

Pat Pat

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Citazione di: NEMICOn.1 il 15 Giu 2016, 09:12
Baldissoni: La Raggi non sa di cosa parla, l'iter è esaurito E gli sfugge una battuta: «Come il candidato sindaco...»

Che classe...che stile so proprio cani

Porteranno il popolo bue a votare Giak con i pullman, pur di non rischiare il blocco dei lavori.

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Sonni Boi

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Questo comunque è per replicare a chi sosteneva che i danni fatti da Marino fossero in realtà poca cosa, e che la pubblica utilità era una cosuccia da niente.

Mortacci sua.

JoeStrummer

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Il sistema merde sta giocando un all-in su Giachetti.

In realtà è una cosa mai vista in Italia, che solo in questa città priva di valori poteva avvenire, cioè che gli interessi di una squadra di calcio e del sistema mafioso politico/economico/mediatico che rappresenta siano divenuti un elemento centrale per la campagna elettorale.

Con questo pesantissimo intervento se portano Giachetti in Campidoglio aspettiamoci qualsiasi tipo di porcata, ma al contrario se tutto questo sbattersi non dovesse portare i risultati sperati la Raggi si giocherà la credibilità nel mantenere le sue promesse e arginare il comitato d'affari PD-malagò-unicredit-parnasi-americani su Olimpiadi e Stadio.

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