Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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Tarallo

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Giornalismo libero e indipendente, in entrambi i casi.
Che mondo di merda.

amor_marde

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Citazione di: m.m. il 28 Lug 2016, 18:51
amor, il tema mi interessa.

quando hai un secondo potresti essere così gentile da approfondirlo?

thanks

sicuramente, dammi qualche gg

amor_marde

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articoli scritti con vis pugnandi, che alla fine mi suggeriscono solo l'evidenza di una situazione critica

RubinCarter

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«una gigantesca speculazione edilizia in cui lo stadio è solo un pretesto»

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NEMICOn.1

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Evidentemente a Magliaro gli avranno tirato le orecchie sull'articolo precedente  :) ed ecco pronto il revival del ricorso al Tar e conseguente danno da pagare da parte del Comune .... ma quando scrive che il Comune è a rischio commissariamento è serio o ci fa ?? perché mi preoccuperei della prima ipotesi  :)

m.m.

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Magliaro ormai ha gettato la maschera senza ritegno.

La deontologica equidistanza del cronista, novello Enzo Biagi.

Secondo voi, è diventato un esperto in diritto amministrativo, tra l'altro inanellando una serie di inesattezze da matita blu, o ha un suggeritore?

Mo' non c'ho voglia, né tempo di impugnare il lapis, anche perché "loro a scrivere sono tanti, io a leggere sono uno solo, non c'è competizione".

PARISsn

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ma  io mi stupisco davvero....ma pensano che hanno a che fare con un popolo di deficenti?? ma se so accorti che  pure i riommici hanno votato una giunta che ha sempre detto no allo stadio ( a quel tipo di stadio ) e all'olimpiade?? minacce di ricorso al tar !! ma per cosa?? non c'e una  pietra ancora...la regione deve ancora verificare..adesso sembra che anche gli uffici tecnici del comune debbano ancora fare verifiche...quindi di che ricorso si parla?? su cosa?? su quali basi?? sono stati interrotti dei lavori?? hanno messo sotto sequestro immobili gia' realizzati?? se io pago un architetto per farmi un progetto d casa e poi quel progetto il comune lo respinge per  motivazioni consentite dalla legge...che ricorso faccio ?? a chi?? io ho l'impressione che siamo alla resa dei conti o poco ci manca....dal punto di vista della squadra i nodi stanno venendo al pettine...cessioni eccellenti, riscatti non onorati...acquisti al ribasso...se mo gli cade anche l' ipotesi speculazione stadio vedi pallotta e soci che fugone che pijano... :asrm

MisterFaro

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 29 Lug 2016, 07:46
Stadio, Comune a rischio commissario (Il Tempo)
Roma Continua il silenzio del Campidoglio sul progetto di Tor di Valle Il tempo scade il 28 agosto: poi il club potrà rivolgersi al Tar per inadempienza

Due terzi, sessanta giorni su novanta a disposizione se ne sono già andati. E manca un mese: se entro il 28 agosto il Campidoglio non darà una qualsiasi risposta sul progetto dello stadio della Roma di Tor di Valle si rischia il commissariamento da parte del Tar. A richiederlo sarebbe la stessa As Roma per inadempienza dell'amministrazione capitolina. Con la possibilità di danno erariale per i funzionari coinvolti nel progetto. Esattamente come sta avvenendo per la Nuova Fiera di Roma.
Mentre in Comune i funzionari proseguono un esame delle carte che somiglia sempre più a una tela di Penelope funzionale a guadagnare tempo e permettere alla politica di prendere una decisione, «radio Campidoglio» racconta a questo proposito che, finalmente, il dossier Tor di Valle sarebbe giunto sulla scrivania del vicesindaco, Daniele Frongia - ha lui la delega allo Sport - il quale ieri ha detto che la mancata trasmissione dei documenti alla Regione è dovuta a «questioni tecniche ed urbanistiche non politiche». E su quella dell'assessore all'Urbanistica, Paolo Berdini, che, in nome della trasparenza, dopo il profluvio di interviste (e relative polemiche) sparacchiate a ridosso della campagna elettorale, oramai è scomparso da tutti gli schermi radar, rifiutando anche le chiamate al telefono. L'argomento stadio per i pentastellati sembra quasi un tabù: alla presentazione degli atleti azzurri in partenza per le Olimpiadi di Rio, a una domanda dei giornalisti in merito allo stadio visto in chiave candidatura olimpica, Augusto Rubei, (futuro) portavoce del sindaco Raggi, ha immediatamente glissato e cambiato argomento. Nonostante questa cortina di ferro calata dall'alto, qualcosa, nella galassia pentastellata, sembra muoversi.
L'irresistibile potere della rete del quale si nutrono i 5Stelle fa più miracoli delle domande della stampa: via Twitter cinguetta il presidente della Commissione Trasporti, Enrico Stefàno, che, in un botta e risposta con gli utenti, afferma: «Quello che vogliamo proporre è togliere tronchino B e destinare tutto a Lido», vale a dire di destinare la quota di investimento inserita nella delibera di pubblico interesse (50 milioni di euro e spicci) non più alla creazione di uno scambio sulla linea B, ma direttamente per contribuire al rifacimento della Roma-Lido di Ostia. Una eventualità questa, già contenuta nella stessa delibera di Marino e Caudo la quale, per garantire che almeno il 50% dei tifosi possa recarsi al nuovo stadio usando il trasporto su ferro, prevede «prioritariamente» (non obbligatoriamente) un intervento sulla linea B ma anche la possibilità che, in Conferenza di Servizi regionale, vengano esaminati i problemi legati al funzionamento della linea e alle possibili interferenze proprio con la Roma-Lido.
«Il prolungamento della B è una cosa che non sta proprio in piedi e lo abbiamo detto più volte. L'unica strada percorribile - spiega Stefàno durante una pausa dei lavori del Consiglio comunale sull'assestamento di bilancio - è quella del potenziamento della Roma-Lido. La nostra idea è che fare una diramazione sulla B non è sostenibile perché avrebbe degli effetti negativi sulle frequenze di servizio: occorrerebbe una ristrutturazione totale della linea B, armamento, linea aerea, segnalazione, e acquistare 10 nuovi treni, oppure andresti a creare, con lo scambio per Tor di Valle, un problema sulle frequenze dei treni. Fare un secondo scambio sulla B dopo quello di Bologna, significa chiudere la metro B. Questa idea è condivisa anche con l'assessore ai Trasporti, Linda Meleo».
Solo che, appunto, per poter aprire questo tavolo di discussione, il progetto in Regione ci deve andare e su questo Stefàno dice: «Non so, non mi occupo di urbanistica, quindi non saprei a che punto siamo». E, infatti, è tutto fermo da sessanta giorni. Sempre «radio Campidoglio», racconta del senso di sicurezza di molti funzionari che stanno con le mani sul dossier: la legge stadi (la finanziaria 2014, legge 147/2013), non cita identifica espressamente un tempo stabilito entro il quale il dossier va trasferito dal Comune alla Regione per l'apertura della Conferenza di Servizi. E, quindi, tutti belli tranquilli in attesa che Berdini decida che diavolo farne di questa grana. Solo che - sembra - si siano tutti dimenticati di una norma ben precisa: la legge su processo amministrativo, la 241/90. Che in modo molto chiaro disciplina qualunque istanza venga presentata alla pubblica amministrazione.
In sostanza, spiegano gli esperti di diritto amministrativo, il Campidoglio potrebbe già essere considerato in ritardo di un mese. La norma dice che il Comune ha (avrebbe) 30 giorni per rispondere. Un limite portato a 90 in caso di «particolare complessità» dell'istanza presentata. Dando per buona la complessità del tema - cosa, peraltro, tutta da dimostrare - i 90 giorni scadono il 28 agosto. E oggi siamo, appunto, a due terzi del tempo concesso. Sbrigarsi, dovrebbe divenire la parola d'ordine: scaduto il termine, il rischio (tutt'altro che remoto) è che il 29 agosto parta l'istanza al Tar. E, tra l'altro, qualunque somma il Comune fosse condannato a pagare, la Corte dei Conti potrebbe imputarla come danno erariale e farla pagare in prima persona ai funzionari capitolini che hanno oggi in mano il dossier. Sarebbe davvero un gran successo per la Giunta Raggi venire commissariata per inadempienza sul più importante progetto privato che sia mai stato presentato a Roma negli ultimi 15 anni.
Fernando M. Magliaro

Il buon vecchio avanspettacolo, ma fatto male.

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m.m.

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Ultimora.
La parola all'esperto.

IL TEMPO (F. MAGLIARO) - "Il Comune non può trattenere il progetto più di 90 giorni, la norma è molto chiara. Trascorsi i 90 giorni i proponenti possono attivare il ricorso al Tar per il cosiddetto "silenzio in adempimento". A quel punto il Tar se riconosce il diritto del ricorrente (i proponenti del progetto), con sentenza rimuove questo silenzio in adempimento". Enrico Michetti, professore universitario di Diritto degli Enti Locali all'Università di Cassino e direttore della Gazzetta Amministrativa, è molto chiaro: la legge 147/2013, la cosiddetta "legge stadi" non indica quanto tempo ha il Comune per esaminare e trasmettere il dossier Stadio in Regione ma per questo c'è la legge 241/90, quella che regola l'intero processo amministrativo. La norma (art. 2) fissa in 30 giorni il termine per la conclusione dei procedimenti amministrativi, che possono divenire 90 in casi di particolare complessità.

Cosa accadrebbe in caso di intervento del Tar?
"Se, nella eventuale sentenza di condanna, il giudice riconoscesse dei danni ai proponenti o anche semplicemente il Tar condannasse il Comune al pagamento delle spese processuali, questi soldi costituirebbero un danno erariale e interverrà la Corte dei Conti che potrebbe richiederli ai funzionari, in primis al responsabile unico del procedimento (Rup)".

Facendo i conti, quindi, essendo stato il progetto depositato il 30 maggio, il termine dei 90 giorni scade domenica 28 agosto.
"Il Rup potrebbe trincerarsi dietro una potenziale non completezza delle carte progettuali e, quindi, dire che, non essendo completo il progetto, i 90 giorni non sono ancora iniziati. Tuttavia, questa interpretazione diviene più debole ogni giorno che passa perché, in questa fase dell'iter, al Comune compete solo un esame superficiale delle carte e, più tempo passa, più diminuisce la credibilità di una posizione simile. Perché, qualora mancasse un documento dopo 60 giorni mi aspetto che tu sia in grado di dirmi cosa manca. Una richiesta di integrazioni che giunga dopo tutto questo tempo o anche alla fine dei 90 giorni apparirebbe solo strumentale, dilazionatoria, che sottende altri fini. Già 90 giorni sono quasi un "regalo" perché la legge 147 ha il senso di abbreviare gli iter procedimentali e il tipo di esame che doveva esser fatto poteva anche rientrare nel termine dei 30 giorni minimi previsti".

C'è una sorta di diatriba interpretativa fra Comune e alcuni funzionari regionali in merito alla variante urbanistica che dovrà essere adottata.
"Le leggi sono chiarissime: la variante urbanistica va redatta in Conferenza di Servizi regionale dopo l'analisi degli interventi e avendo accertata l'esatta cubatura oggetto della variante. A quel punto, il Consiglio comunale la deve solo ratificare, termine tecnico "adozione". Dopo di che, la variante va affissa all'albo pretorio del Comune o, meglio, "pubblicata a fini urbanistici" per poter essere oggetto delle osservazioni. Fatto questo, in Conferenza di Servizi verranno fatte le controdeduzioni e il tutto sarà approvato. Va evidenziato che il verbale finale della Conferenza regionale è il documento fondamentale: esso, come dice la 147/2013, sostituisce qualunque altro provvedimento o autorizzazione".

Dopo questo c'è sempre l'italgas.

Redazione Lazio.net

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galafro

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 30 Lug 2016, 06:58
Il Tempo


Attenzione Frongia
Non basta dire che non è una priorità
Avete buttato fuori un sindaco a Parma, perché con buon senso secondo me ha utilizzato un'opera oramai completata a cui voi eravate contrari. Adesso vi prende la cacarella per impedire uno scempio che per adesso è solo in fotografia?
Di Ponzio Pilato ce n'è bastato uno
Il pubblico interesse era di Marino and company, ci dovete dire se è pure vostro o no.

NEMICOn.1

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Da ignorante , ma che vuol dire il commissariato del Comune ?
Non lo sanno che poi il commisario blocca tutto e si dovrebbe rivotare ?

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Slasher89

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Io credo che l'unica strada percorribile per i pentastellati sia la rimozione del pubblico interesse dal progetto che, per l'inciso, è una zozzeria politica della giunta Marino.

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m.m.

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Citazione di: NEMICOn.1 il 30 Lug 2016, 10:56
Da ignorante , ma che vuol dire il commissariato del Comune ?
Non lo sanno che poi il commisario blocca tutto e si dovrebbe rivotare ?
Commissario ad acta, nominato dal tar se amministrazione inerte.
Meglio un taxi, costa meno.
Potrerebbe i faldoni in regione.

ssl1900

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 (ANSA) - ROMA, 30 LUG - "Non è vero che il Comune sia in ritardo o che stia rallentando l'iter dello stadio a Tor di Valle; è invece vero il contrario: gli uffici stanno completando il lavoro entro i tempi stabiliti". Così il vicesindaco della Capitale Daniele Frongia a proposito del progetto del nuovo stadio della Roma. "Oggi scade il termine delle istruttorie che i vari uffici comunali e diverse aziende comunali devono redigere - spiega Frongia - Ci saranno ulteriori attività istruttorie ad agosto. Appena pronta, la documentazione verrà trasmessa alla Regione e per questo la scadenza è a fine agosto: siamo dunque perfettamente nei tempi. Di certo, questa documentazione non passerà per il mio assessorato: io mi occupo dei 162 impianti sportivi già esistenti. Come ribadito più volte, è nelle intenzioni del M5s aprire un percorso comune con la società giallorossa affinché lo stadio si faccia in tempi rapidi, ma nel pieno rispetto dell'interesse pubblico e della legge, principio che noi riteniamo imprescindibile e vincolante".

che vuol dire? passano la palla alla regione?

COLDILANA61

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Citazione di: ssl1900 il 30 Lug 2016, 16:37
(ANSA) - ROMA, 30 LUG - "Non è vero che il Comune sia in ritardo o che stia rallentando l'iter dello stadio a Tor di Valle; è invece vero il contrario: gli uffici stanno completando il lavoro entro i tempi stabiliti". Così il vicesindaco della Capitale Daniele Frongia a proposito del progetto del nuovo stadio della Roma. "Oggi scade il termine delle istruttorie che i vari uffici comunali e diverse aziende comunali devono redigere - spiega Frongia - Ci saranno ulteriori attività istruttorie ad agosto. Appena pronta, la documentazione verrà trasmessa alla Regione e per questo la scadenza è a fine agosto: siamo dunque perfettamente nei tempi. Di certo, questa documentazione non passerà per il mio assessorato: io mi occupo dei 162 impianti sportivi già esistenti. Come ribadito più volte, è nelle intenzioni del M5s aprire un percorso comune con la società giallorossa affinché lo stadio si faccia in tempi rapidi, ma nel pieno rispetto dell'interesse pubblico e della legge, principio che noi riteniamo imprescindibile e vincolante".

che vuol dire? passano la palla alla regione?

Io mi ricordo di un buono di verdoniana memoria .

;)

Redazione Lazio.net

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Parla il vicesindaco Frongia: «Stadio, nessun ritardo del Comune» (Corriere dello Sport)

«Siamo nei tempi: non appena pronta la documentazione sarà alla Regione»

ROMA - (ansa) «Non è vero che il Comune sia in ritardo o che stia rallentando l'iter di Tor di Valle. E' invece vero il contrario, gli uffici stanno completando il lavoro entro i tempi stabiliti». Così il vicesindaco della Capitale, Daniele Frongia, su Facebook a proposito del nuovo stadio della Roma. Il nuovo progetto della Roma è stato consegnato agli uffici del Comune con le modifiche richieste proprio dai tecnici comunali. Espletate tutte le pratiche, il progetto delo stadio giallorosso dovrà poi finire in Regione e solo allora si potrà aprire la conferenza dei servizi, che avrà 180 giorni di tempo per fornire il proprio parere. «Oggi scade il termine delle istruttorie che i vari uffici comunali e diverse aziende comunali devono redigere - ha spiegato ancora il vicesindaco Frongia - ci saranno ulteriori attività istruttorie ad agosto. Appena pronta la documentazione, questa verrà trasmessa alla Regione. Tale scadenza è prevista (dalla normativa) a fine agosto. Siamo dunque perfettamente nei tempi. Di certo questa documentazione non passerà per il mio assessorato allo sport. Io mi occupo dei 162 impianti sportivi già esistenti». Frongia, infine, ha comunicato di essere ben disposto a valutare ancora il progetto presentato dalla Roma. E di non voler assolutamente rappresentare un ostacolo in tal senso. Tutt'altro: «Come ribadito più volte - ha chiuso il vicesindaco - è nelle intenzioni del Movimento Cinque Stelle aprire un percorso comune con la società giallorossa affinché lo stadio si faccia». E i tempi non dovranno essere lunghissimi: «Se lo stadio si farà occorrerà farlo in tempi rapidi, purché il tutto si svolga nel pieno rispetto dell'interesse pubblico e della legge, principio che noi riteniamo imprescindibile e, ovviamente, vincolante».


galafro

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 31 Lug 2016, 06:55
Parla il vicesindaco Frongia: «Stadio, nessun ritardo del Comune» (Corriere dello Sport)

«Siamo nei tempi: non appena pronta la documentazione sarà alla Regione»

ROMA - (ansa) «Non è vero che il Comune sia in ritardo o che stia rallentando l'iter di Tor di Valle. E' invece vero il contrario, gli uffici stanno completando il lavoro entro i tempi stabiliti». Così il vicesindaco della Capitale, Daniele Frongia, su Facebook a proposito del nuovo stadio della Roma. Il nuovo progetto della Roma è stato consegnato agli uffici del Comune con le modifiche richieste proprio dai tecnici comunali. Espletate tutte le pratiche, il progetto delo stadio giallorosso dovrà poi finire in Regione e solo allora si potrà aprire la conferenza dei servizi, che avrà 180 giorni di tempo per fornire il proprio parere. «Oggi scade il termine delle istruttorie che i vari uffici comunali e diverse aziende comunali devono redigere - ha spiegato ancora il vicesindaco Frongia - ci saranno ulteriori attività istruttorie ad agosto. Appena pronta la documentazione, questa verrà trasmessa alla Regione. Tale scadenza è prevista (dalla normativa) a fine agosto. Siamo dunque perfettamente nei tempi. Di certo questa documentazione non passerà per il mio assessorato allo sport. Io mi occupo dei 162 impianti sportivi già esistenti». Frongia, infine, ha comunicato di essere ben disposto a valutare ancora il progetto presentato dalla Roma. E di non voler assolutamente rappresentare un ostacolo in tal senso. Tutt'altro: «Come ribadito più volte - ha chiuso il vicesindaco - è nelle intenzioni del Movimento Cinque Stelle aprire un percorso comune con la società giallorossa affinché lo stadio si faccia». E i tempi non dovranno essere lunghissimi: «Se lo stadio si farà occorrerà farlo in tempi rapidi, purché il tutto si svolga nel pieno rispetto dell'interesse pubblico e della legge, principio che noi riteniamo imprescindibile e, ovviamente, vincolante».
Noi leggiamo, vediamo e ascoltiamo. Poi se a Rma si costruirà un nuovo quartiere con tre grattacieli in zona di verde attrezzato con tanto di modifica del piano regolatore, ah dimenticavo che en passant c'è anche uno stadio.
Beh se avverrà questo allora significa che non solo non è cambiato niente ma è cambiato in peggio

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m.m.

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IL TEMPO (F. M. MAGLIARO) - Il vicesindaco di Roma ritiene che l'intervista sul progetto dello Stadio della Roma di Tor di Valle, pubblicata ieri, non "rifletta fedelmente il suo pensiero né quello dell'Amministrazione". Nel ringraziarlo per la cortesia dimostrataci, parlando con noi, in una giornata piena di impegni, alcuni dei quali poco piacevoli come un appuntamento dal dentista, abbiamo deciso di pubblicare l'audio integrale della telefonata intercorsa fra il nostro cronista che, da ieri, può essere ascoltata online sul sito de Il Tempo e di raccontare la genesi e l'epilogo di questa vicenda, prendendo atto che, a quanto pare, ieri lo Stadio "non era una priorità", oggi si vuole "aprire un percorso comune con la società giallorossa affinché lo stadio si faccia in tempi rapidi".

Tutto nasce da un articolo del giorno prima in cui lanciavamo un "allarme" al Campidoglio: per esaminare il dossier Stadio, al Comune rimangono solo 30 giorni. La "legge Stadi", infatti, non contempla un tempo specifico entro cui il Comune deve o consegnare in Regione le carte, se "buone", per l'avvio della Conferenza di Servizi decisoria, oppure rigettarlo come incompleto e chiedere eventuali integrazioni. Tuttavia, una serie di avvocati esperti in diritto amministrativo interpellati avevano spiegato che in questo momento dell'iter si applica la legge 241/90, quella che regola il procedimento amministrativo, e che indica in 90 giorni il tempo massimo a disposizione degli uffici comunali per completare questa analisi.

Trascorsi questi giorni – la cui scadenza è il 28 agosto – la Roma potrebbe ricorrere al Tar per "silenzio in adempimento" e chiedere la nomina di un commissario ad acta. In quell'articolo, avevamo riportato un'informazione che ci era giunta da dentro il Campidoglio, e cioè che il dossier Stadio era sul tavolo, oltre che dell'assessore all'Urbanistica, Paolo Berdini, anche del vicesindaco con delega allo Sport, Daniele Frongia. Durante la mattina, veniamo contattati su Whatsapp dallo stesso Vicesindaco che, scusandosi per non aver risposto a nostri precedenti tentativi di metterci in contatto con lui, giustificati con l'assenza di un addetto stampa, chiede come fare per rettificare questa informazione errata a causa della quale "mi stanno massacrando", "pure la As Roma mi sta tartassando". A quel punto gli proponiamo un'intervista in cui affrontare tutto il tema Stadio. A distanza di alcuni minuti, riceviamo una chiamata dall'ufficio stampa dell'Amministrazione Raggi e, verso le 10.30, si raggiunge un accordo per fare un'intervista a Frongia. Durante le ore successive, proviamo a metterci in contatto con il Vicesindaco, impegnato, però, in alcune riunioni. Finalmente, alle 14.44, riusciamo a parlare con Frongia. Iniziamo la nostra conversazione telefonica che durerà solamente 6 minuti.

Come è prassi, per avere la certezza di non perdere neanche una parola di ciò che l'intervistato afferma e poterla quindi riportare il più fedelmente possibile, registriamo questa conversazione, come avverrà con quella successiva. Durante la chiacchierata poniamo a Frongia le prime domande sulla questione Stadio, una soprattutto, quella nella quale chiediamo conto della volontà politica dell'Amministrazione Raggi sul dossier. Ovviamente, l'interesse è quello di sapere se, dando seguito alle dichiarazioni rese in campagna elettorale dal Sindaco e dall'assessore Berdini, la Giunta intenda lavorare per modificare o cancellare la delibera di pubblico interesse oppure lasci cadere la cosa e si appresti a portare il dossier in Conferenza regionale. Le domande – le stesse poi ribadite più tardi e riportate nell'intervista – sono molto tecniche e il Vicesindaco chiede di poter interrompere per confrontarsi con il titolare dell'Urbanistica, Berdini, per poter essere più preciso.

Ore 18.42: inviamo un messaggio al vicesindaco facendogli presente che si sta facendo tardi. La risposta giunge un minuto dopo, con una breve nota che ricalca quasi integralmente il post pubblicato su ieri Facebook ma con una postilla in più: "Abbiamo acquisito la corrispondenza della gestione commissariale con la As Roma – scrive il Vicesindaco – ed effettivamente il Comune aveva richiesto la documentazione mancante alla Roma. Ecco perché siamo arrivati a luglio". Molto rapidamente cerchiamo i proponenti del progetto per chiedere conto di questa notizia ma riceviamo una secca smentita: da quando è stato presentato il progetto definitivo (30 maggio 2016) non sono mai state richieste integrazioni documentali né formalmente né informalmente. Di questa risposta, sempre via Whatsapp, informiamo il Vicesindaco, citando testualmente: "i proponenti dicono che non esiste nessuna corrispondenza commissariale post consegna del 30 maggio". Alla fine, alle 19.21, arriva il via libera: "Chiama ora". E inizia la nostra conversazione, la cui durata è di 20 minuti e 39 secondi. L'audio integrale e originale, come detto, è a disposizione.

In chiusura, quale testimonianza di correttezza, avanziamo la proposta di inviare sia al Vicesindaco che all'Ufficio Stampa il testo dell'intervista così come sarebbe andato in pagina. Cosa che avviene alle 20.32. Dopo pochi minuti, veniamo contattati dall'Ufficio Stampa che chiede conto delle affermazioni più "forti" riportate nell'intervista, a partire da quella il ritardo "è solamente colpa della Roma". Rispondiamo inviando il passaggio dell'audio. Telefonata con l'Ufficio Stampa che si dichiara sorpreso del tenore dell'intervista, poiché l'idea era che il Vicesindaco rispondesse in modo "morbido". Ribadiamo telefonicamente che abbiamo riportato fedelmente nello spirito e nella lettera le dichiarazioni del Vicesindaco. L'obiettivo delle domande rivolte in ogni modo al Vicesindaco era uno solo: appurare e registrare quale fosse la volontà politica dell'Amministrazione Raggi sul progetto Stadio. Stando al Governo e non all'opposizione. Registriamo con la medesima pignoleria che tutte le cose dette ieri, sono state superate dal post odierno su Facebook e che "lo Stadio si faccia in tempi rapidi e nel pieno rispetto dell'interesse pubblico e della legge". Poteva dirlo subito. Sulle ultime frasi, di Frongia, ci limitiamo a un sorriso: si dev'essere ridotti davvero a mal partito per provare con mezzucci simili.

Sembra tutto a posto. Invece, alle 21.56, a pagina chiusa, il Vicesindaco si palesa su whatsapp dicendo "non ho mai detto è tutta colpa della Roma, sic te simpliciter" e che il riferimento alla richiesta di integrazioni della gestione commissariale andava riferito "dall'insediamento Tronca 2015, ovvio che dal 30 maggio 2016 la Roma non abbia ricevuto nulla. La frase era molto più articolata. Sei entrato a gamba tesa" e chiedendo la rettifica. In risposta, inviamo anche a lui il frammento audio sulla responsabilità, suscitandone il disappunto per non averlo preavvisato della registrazione della telefonata. Le lamentele del Vicesindaco proseguono fino al punto di scrivere: "avevi in mente di farmi dire delle cose. Siccome non te le ho dette, ti sei rivoltato il tutto. E partiamo sempre dal dossier arrivato sulla mia scrivania...".


m.m.

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