Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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GoodbyeStranger

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Citazione di: AquilaCalva il 31 Ago 2016, 22:51
Ma perché "causa milionaria"?  Il Comune, eventualmente, dovrebbe rifondere il già speso, o l'ipotetico guadagno futuro?

Per me sono leggende metropolitane...

Pubblica utilità data ad cazzum che per revocarla ci vuole il criterio tecnico?
Centinaia di migliaia di metri cubi di edifici privati ma che pubblica utilità hanno?

Uno stadio privato dato in affitto... I grattacieli per metterci gli uffici di un banca...

Centri commerciali come se non ce ne fossero abbastanza...

Io metterei in galera chi l'ha firmata la pubblica utilità.

Drake

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Citazione di: AquilaCalva il 31 Ago 2016, 22:51
Ma perché "causa milionaria"?  Il Comune, eventualmente, dovrebbe rifondere il già speso, o l'ipotetico guadagno futuro?
Così, senza capirne niente, credo che possano chiedere il risarcimento dei soldi che hanno speso dopo che al progetto è stata data la pubblica utilità, quindi il magliaro e poco altro.

COLDILANA61

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Premessa .
I M5S non mi sono simpatici .
Il pd e le merde li odio .

A naso . Vedo del divertimento all'orizzonte .

Mia impressione . C'e' un cetriolo grosso come una mazza di baseball che gira per Roma (la citta') altezza uccello padulo .

Sono in tre a culo scoperto .

Il cetriolo , comunque , arrivera' a destinazione .

Sara' Palazzo Chigi a decidere .


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Tor di Valle, viabilità e verde «Ecco le lacune del progetto» (il Messaggero, Cronaca di Roma, 1° Settembre 2016)
IL CASO

Dopo il tira e molla tra Comune e Regione sui documenti necessari per avviare la conferenza dei servizi su Tor di Valle (il Campidoglio non ha ancora confermato ufficialmente la «pubblica utilità» dell'opera), nei faldoni sul nuovo stadio che due giorni fa Palazzo Senatorio ha spedito in via Colombo spuntano diverse criticità sul progetto di James Pallotta e del costruttore Luca Parnasi. Dalla viabilità, al verde, ai trasporti, agli impianti di canalizzazione dell'acqua. Tante tessere, negative, di un mosaico che però non ha ancora preso la forma di un parere ufficiale del Campidoglio. Le singole valutazioni espresse dai Dipartimenti comunali però evidenziano più di una falla nelle carte consegnate dai privati.
Diverse lacune sono state riscontrate nella progettazione degli impianti idraulici e fognari, elementi non proprio secondari dato che lo stadio e il gigantesco complesso di negozi, uffici, alberghi e ristoranti (tre grattacieli più altri 15 edifici commerciali) sorgerebbero in un'area dichiarata dall'Autorità di bacino «a rischio idrogeologico», che corre quindi il pericolo di inondazioni.
IL TRAFFICO PRIVATO
Altro punto critico: gli ultimi elaborati presentati prevedono l'abbattimento di centinaia di alberi. Intervento che in precedenza non sarebbe stato programmato. Le carenze più gravi riguardano la viabilità e il piano dei trasporti, in particolare i collegamenti intorno al Ponte dei Congressi e le strade per raggiungere la zona dello stadio. Anche le aree dei parcheggi vengono considerate insufficienti dai tecnici del Campidoglio.
Manca poi un documento decisivo come il «parere di conformità» del Comune, l'atto attorno al quale martedì si è incardinato un aspro botta e risposta tra Campidoglio e Regione. Secondo la Pisana sarebbe fondamentale per far partire la conferenza dei servizi, l'organismo che in 180 giorni deve bocciare o approvare il progetto. Il Comune invece si è riservato di presentarlo proprio durante la discussione in conferenza.
DOPPIO VERTICE
Dopo il braccio di ferro di due giorni fa, ieri tra la giunta di Nicola Zingaretti e quella di Virginia Raggi si è tentata la strada del disgelo. Tanto che il vicesindaco Daniele Frongia ha ricevuto il vicepresidente regionale Smeriglio. Un vertice che si è concluso con dichiarazioni concilianti: «Le polemiche non servano a nessuno».
Nei prossimi giorni i due assessori all'Urbanistica di Comune e Regione si vedranno per «stabilire insieme un percorso che possa affrontare il tema dello stadio in base alla delibera di pubblica utilità votata dal Consiglio comunale e alla verifica delle prescrizioni presenti nella stessa delibera».
Resta il nodo delle integrazioni che la Regione, entro lunedì, potrà chiedere al Campidoglio. Da via Colombo non escludono neppure che, prima dell'invio della richiesta formale, possa esserci una conferenza stampa per chiarire il punto di vista dell'amministrazione Zingaretti.
Approfittando dell'ennesimo stallo, gli ambientalisti intanto spingono per la stroncatura definitiva del progetto. Italia Nostra ieri è tornata a «criticare duramente la scelta dell'area di Tor di Valle», protestando per «la mancanza di trasparenza da parte del Comune su tutte le documentazioni non rese pubbliche alla città». Secondo l'associazione, «è dovuto il parere dell'Assemblea Capitolina sulla conformità all'interesse pubblico. I nuovi componenti dell'Assemblea dovranno conoscere il progetto definitivo e verificare tutte le nuove criticità segnalate dagli uffici». Va insomma capito, secondo Italia Nostra, come siano stati risolti tanti problemi, «dalla messa in sicurezza del rischio idrogeologico, fino al superamento della bocciatura dell'Atac sul prolungamento della Metro B».
L. De Cic.

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Stadio sì o no, la Regione apre: «A lavoro insieme al Comune» (Gazzetta dello Sport ed. Roma, 1° Settembre 2016)
Alessandro Catapano
ROMA

Arrivano i pompieri. Il giorno dopo l'incidente diplomatico con il Comune, tocca al vicepresidente della Regione Lazio Massimiliano Smeriglio intervenire sulla questione «stadio della Roma», stavolta evitando tackle, e anzi

IL CASO Stadio sì o no, la Regione apre «A lavoro insieme al Comune» spargendo saggezza. «Le polemiche non servono a nessuno», avvisa Smeriglio dopo aver incontrato in Campidoglio il vicesindaco (con delega allo Sport) Daniele Frongia.

PERCORSO COMUNE Certamente, non fanno gioco al dossier, che dopo un laborioso lavoro dei tecnici all'inserimento delle integrazioni richieste dal Comune (durato dieci mesi) e una diligente attesa delle valutazioni degli uffici del Campidoglio (92 giorni), non ha nessuna voglia di finire in mezzo ad un rimpiattino politico. Ora, il progetto di Parnasi e Pallotta attende con o senza parere di conformità di entrare al più presto nell'annunciatissima Conferenza di servizi regionale. Al riguardo, assicura Smeriglio, «stiamo lavorando congiuntamente con il Comune. Immagino che nelle prossime ore chiederemo ai due assessori all'Urbanistica di vedersi e stabilire insieme un percorso che possa affrontare il tema dello stadio in base alla delibera di pubblica utilità votata dal Consiglio comunale e alla verifica delle prescrizioni presenti nella stessa delibera».

MA CHI CEDE? Dunque, la temperatura si è abbassata, i rapporti sono tornati diciamo istituzionali, ma non è ancora chiaro chi, tra Comune e Regione, farà un passo indietro e si prenderà la responsabilità di sbloccare il dossier Tor di Valle, cioè se la Conferenza di servizi potrà aprirsi senza il parere di conformità, come intendono dal Campidoglio e come chiedono i soggetti proponenti, o se senza quella firma (e le lacune che secondo la Regione il dossier ancora presenta) tutto è fermo, come hanno sostenuto da via della Pisana.

E QUANDO? E vanno chiariti anche i tempi. Quando si troverà la quadra? Quando si aprirà la Conferenza? Poi, l'impressione è che in quella sede si giocherà ancora un'altra partita...

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Stadio a Tor Di Valle Incontro Berdini-Civita Ecco i dubbi dei M5S (Corriere della Sera ed. Roma, 1° Settembre 2016)
Servirà un vertice tra gli assessori Berdini e Civita per cercare di trovare una soluzione alla vicenda legata allo stadio della Roma a Tor Di Valle.

Regione Lazio e il Comune di Roma, intanto, provano a dialogare. Dopo le polemiche di due giorni fa, ieri c'è stato un incontro tra Massimiliano Smeriglio, numero due di via della Pisana, e il vicesindaco Daniele Frongia. «Sullo stadio della Roma - le parole del vicepresidente della Regione - stiamo lavorando congiuntamente. Penso che le polemiche non servano a nessuno». Meglio studiare un percorso comune per risolvere le criticità di un progetto che porterà un investimento totalmente a carico di privati di 1.7 miliardi di euro, di cui circa il 30% (440 milioni) in opere pubbliche. «L'incontro - ha proseguito Smeriglio - è andato bene perché stabilisce un metodo: due istituzioni che lavorano al meglio per il futuro di Roma. Nelle prossime ore chiederemo ai due assessori all'Urbanistica (Michele Civita per la Regione e Paolo Berdini per il Comune, n.d.r.) di vedersi e stabilire insieme un percorso che possa affrontare il tema dello stadio in base alla delibera di pubblica utilità votata dal Consiglio comunale e alla verifica delle prescrizioni presenti nella stessa delibera». Il messaggio di Smeriglio a Frongia è stato chiaro: c'è una legge, il parere di conformità è un atto necessario che spetta al Campidoglio.

E proprio intorno alla conferma della pubblica utilità si gioca una partita politica. Dalla Regione, infatti, vorrebbero che fosse il Campidoglio a ribadire, mettendolo nero su bianco, la pubblica utilità dell'opera mentre dal Comune sostengono che la conferma è implicita. Un particolare non da poco, tenuto conto che la delibera era stata votata (nel 2014) dalla precedente giunta. Un rimpallo di responsabilità che potrebbe far slittare l'apertura della Conferenza dei Servizi, che dovrà dare l'ok definitivo al progetto. I tecnici della Regione si prenderanno i 5 giorni di tempo previsti dalla legge, poi decideranno cosa fare: potranno decidere di avviare comunque la Conferenza oppure, più probabilmente, chiedere nuovamente la conferma della pubblica utilità.

I dubbi del Campidoglio riguardano soprattutto la mobilità: secondo la direzione del dipartimento mobilità e trasporti il prolungamento della metro B dalla Magliana fino a Tor di Valle comporterebbe criticità alla regolarità e all'esercizio, sia per la metropolitana B-B1 che per la ferrovia Roma-Lido. I tempi di attesa al capolinea per i passeggeri nella tratta centrale Bologna-Magliana aumenterebbero da 3 a 18 minuti. Il Campidoglio vuole il potenziamento della Roma-Lido. Altre criticità segnalate dal Comune: è stata sottostimata la previsione del flusso del traffico nelle partite serali; non viene simulato il carico di traffico sulle rotatorie previste per riunificare Via Ostiense con la Via del Mare e c'è la necessità di rimodulare la rete stradale per l'accesso allo stadio dal ponte dei Congressi. Tutte annotazioni che, secondo il Comune, "non comportano in automatico l'impossibilità di realizzare lo stadio» ma andranno comunque discusse nella Conferenza dei Servizi. Quando sarà avviata.

Gianluca Piacentini

galafro

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Stadio della Roma, lettera della Regione al Comune: "Entro il 6 settembre chiarezza sull'interesse pubblico"
Pervenuta presso gli uffici comunali, la lettera della Regione recita: "In assenza di una formale espressione di contrarietà si procederà quindi alla convocazione della Conferenza dei Servizi"


Dopo la consegna alla Regione del dossier sullo Stadio della Roma da parte del Comune di Roma, l'ottimismo era alto. Salvo poi scoprire che la documentazione percepita dagli uffici regionali era carente. All'appello mancava il parere di conformità e la conferma dell'interesse pubblico per la realizzazione dello stadio. La dirigenza giallorossa ha reso noto più volte che la struttura contribuirà anche ad uno sviluppo della città. Ma la parola non basta. Il comune di Roma ha pressato la giunta regionale affinchè venisse convocata la Conferenza dei Servizi, per discutere il progetto definitivamente. E dopo il disgelo, la Regione questa mattina ha aperto a questa possibilità attraverso una lettera inviata proprio al comune di Roma: "Gli uffici della Regione Lazio hanno verificato l'assenza dell'esplicitazione da parte di Roma Capitale della conferma dell'interesse pubblico per il progetto per il nuovo stadio della AS Roma. Poiché il Comune, pur segnalando carenze nei documenti e negli elaborati, ha richiesto l'avvio della Conferenza dei servizi, la Regione Lazio invita l'Amministrazione capitolina ad esplicitare, entro il 6 settembre, un'eventuale mancanza d'interesse pubblico. In assenza di una formale espressione di contrarietà si procederà quindi alla convocazione della Conferenza dei Servizi per esaminare con tutti i soggetti competenti, in modo pubblico e trasparente, la documentazione pervenuta".

galafro

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inquisitor

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Citazione di: galafro il 02 Set 2016, 16:10
"....................
Gli uffici della Regione Lazio hanno verificato l'assenza dell'esplicitazione da parte di Roma Capitale della conferma dell'interesse pubblico per il progetto per il nuovo stadio della AS Roma. Poiché il Comune, pur segnalando carenze nei documenti e negli elaborati, ha richiesto l'avvio della Conferenza dei servizi, la Regione Lazio invita l'Amministrazione capitolina ad esplicitare, entro il 6 settembre, un'eventuale mancanza d'interesse pubblico. In assenza di una formale espressione di contrarietà si procederà quindi alla convocazione della Conferenza dei Servizi per esaminare con tutti i soggetti competenti, in modo pubblico e trasparente, la documentazione pervenuta".
"Filini, batti lei."
"No Fantozzi, batti lei."

Divertente questo rimpallo del cetriolo.....  :DD

PARISsn

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no ma quale scarica barile??? da una parte c'e la Regione che dovendo avviare la conf di servizi chiede al comune di esplicare ogni parte secondo la legge......nello specifico gli si chiede di confermare " l'interesse pubblico "....bene dopo mesi e mesi di parole dei vari Berdini, Frongia ect che andavano dicendo eravamo davanti a una speculazione scandalosa....dopo che in consiglio comunale tutto il M5S voto' contro la  pubblica utilita'....ora che devono ergersi e appunto dire a quale scandalosa speculazione andiamo incontro e far decadere la pubblica  utilita'.....fanno scarica barile??? mannaggia a me e all'ingenuo che sono che ho creduto che questi potevano sveglia' coscienze e comportamenti...... anche negli altri politici.... 8)

Ranxerox

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No, direi che la regione gli ha reinfilato il paletto nel didietro. L'impressione è che su sta storia gli M5S non sappiamo che pesci pigliare.
Se partirà la conferenza dei servizi, a fronte di qualsiasi responsabilità politica più o meno ascrivibileivibile a qualcuno, evidentemente la colpa sara' o di Marino, per la prima valutazione di merito, oppure degli M5S che hanno deciso di non decidere su una seconda valutazione. Mai nulla sarà attribuibile alla regione, che ha soltanto sollecitato ed aspettato le diverse determinazioni sulla questione e applicherà solo la procedura prevista nel caso in questione.
Politicamente il Zingaretti è in ventre di vacca.

alex73

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Stanno applicando quello  che hiuridicamente si chiama "silenzio assenso" ....bella zozzata

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MisterFaro

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Se è previsto che un organo politico/amministrativo dia la conferma della pubblica utilità deve essere prevista anche la possibilità di negarla.

Non capisco le paure dal punto di vista legale.

Non sono sarcastico, non lo capisco proprio:
chi si sacrifica e me lo spiega?

GiPoda

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Il tentennamento di questa Amministrazione su questo ed altri temi caldi (ad es. Olimpiadi) é  riconducibile al conflitto delle due anime dei 5stelle, quella legata a Dimaio più moderata e quell di Dibattista più oltranzista, la cui rappresentazione è  stata la crisi che abbiamo visto in Campidoglio in questi ultimi giorni.
Se Raggi si libera di Dimaio forse spariranno pure queste "meline" su Tor di Valle e gli altri temi.
Imho ovviamente.
Ps
Sulla crisi in Campidoglio, consiglio di leggere l ottima analisi fatta su La Stampa da parte di Jacopo Iacoboni dal titolo "In crisi il patto con l establishment. Perde lo schema Di Maio sale Di Battista".

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Stadio Roma, lite Berdini-Regione (La Repubblica - ed. romana)

Alla richiesta di confermare l'interesse pubblico l'assessore replica: "Impossibile una risposta in 24 ore"
L'urbanista: "Chiedono che rispondiamo entro martedì. Il rientro dalle ferie è stato un trauma..."
Lo stadiodella Roma dovrebbe essere realizzato a Tor di Valle, l'opera vale 1.656 miliardi. Sull'iter di approvazione è scontro tra Regione e Comune


LUCA MONACO
PRIMA l'attesa infinita per l'invio della documentazione alla Pisana, spedita solo l'ultimo giorno utile per legge. Ora il braccio di ferro sulla dichiarazione di pubblico interesse: è scontro aperto tra Regione e Comune sull'iter di approvazione dei lavori per la costruzione dello stadio della Roma, a Tor di Valle. Ad alzare i toni è stato l'assessore comunale all'Urbanistica, Paolo Berdini, che ha risposto con parole infuocate alla lettera inviata ieri dalla Regione per richiedere l'eventuale parere contrario alla pubblica utilità in vista della discussione finale del progetto in conferenza dei servizi, a partire da martedì prossimo. Del resto il Comune, se si eccettuano gli attacchi poi ritrattati proprio di Berdini («quello stadio è uno scempio da fermare a tutti i costi», disse il 25 giugno scorso), non si è mai pronunciato apertamente sull'opera da 1.656 miliardi che dovrebbe nascere sui terreni di Parnasi. L'aula sarà chiamata a farlo quando si tratterà di votare la variante al piano regolatore, un atto necessario per poter posare la prima pietra, trascorsi i 180 giorni dall'avvio della conferenza.
«Apprendo con vero stupore che la Regione pretende la formalizzazione dell'esistenza dell'interesse pubblico entro il 6 settembre, cioè in sole 24 ore passando per la commissione competente e l'assemblea capitolina: forse il rientro dalle ferie è stato traumatico», sottolinea sarcastico l'assessore. Poi rimarca la posizione del Campidoglio. «Il parere è già stato espresso nella precedente consiliatura (Marino, ndr) — ricorda — Se la Regione ritiene che la nuova assemblea debba confermare o smentire il precedente parere, deve chiederlo formalmente e concedere un congruo lasso di tempo». Secca la risposta della Pisana: «È una verifica che devono fare i competenti uffici capitolini e non l'assemblea, che già si è espressa».
La legge nazionale sugli stadi non è chiara in merito, ma in ogni caso la presenza o meno dell'atto non impedirebbe l'avvio della conferenza. Tuttavia la lettera della Regione nella quale si invitava il Campidoglio a uscire allo scoperto e a «esplicitare, entro il 6 settembre un'eventuale mancanza d'interesse pubblico » ha suscitato le ire di Berdini. «In assenza di una formale espressione di contrarietà — precisava ancora la lettera — si procederà alla convocazione della Conferenza dei servizi per esaminare con tutti i soggetti la documentazione pervenuta». Un'attribuzione di responsabilità che ha spinto Berdini a precisare ancora che «il Comune ha più volte sostenuto che la conferma dell'interesse pubblico debba essere espressa in forma collgiale prima dell'apertura della conferenza». Il braccio di ferro continua.


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Stadio della Roma, è scontro totale Dalla Regione ultimatum al Comune (Corriere della Sera - ed. romana)

Botta e risposta sulla mancata indicazione dell'«interesse pubblico»

Ormai è scontro totale tra Comune e Regione sul progetto del nuovo stadio della Roma. Ieri la rottura definitiva. I tecnici della Regione, infatti, hanno ribadito che manca la conferma esplicita da parte del Comune dell'interesse pubblico per il nuovo impianto di Tor di Valle. «Gli uffici della Regione Lazio - si legge in una nota - hanno verificato l'assenza dell'esplicitazione da parte di Roma Capitale della conferma dell'interesse pubblico per il progetto per il nuovo stadio della AS Roma. La Regione Lazio invita l'Amministrazione capitolina ad esplicitare, entro il 6 settembre, un'eventuale mancanza d'interesse pubblico. In assenza di una formale espressione di contrarietà si procederà quindi alla convocazione della Conferenza dei Servizi».

In pratica un ultimatum alla giunta Raggi: assumersi la responsabilità politica su un progetto che era stato approvato dalla giunta Marino, anche con un silenzio assenso, o esprimere «formalmente» il suo dissenso. Dura la replica dell'assessore all'Urbanistica e Infrastrutture di Roma Capitale, Paolo Berdini: «Apprendo con stupore che la Regione Lazio chiede al Comune di Roma di preparare il provvedimento tecnico amministrativo, di discuterlo nella competente commissione consiliare e di sottoporlo all'Assemblea capitolina in sole 24 ore. Se la Regione lo ritiene indispensabile deve chiederlo formalmente e concedere un congruo lasso di tempo».

Immediata la controreplica. «Informo l'assessore Berdini - la nota dell'assessore alle Politiche del territorio, Mobilità della Regione Lazio, Michele Civita - che la verifica è tecnico-amministrativa e riguarda la conformità tra le prescrizioni contenute nella delibera approvata dall'Assemblea capitolina che ha riconosciuto il pubblico interesse e il progetto definitivo. Quindi è una verifica che devono fare i competenti uffici capitolini e non l'Assemblea capitolina, che si è già espressa». Gianluca Piacentini .

Gianluca Piacentini

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Nuovo stadio, martedì la svolta (Il Tempo)

In assenza di sorprese dell'ultima ora, il prossimo martedì 6 settembre verrà convocata la Conferenza di Servizi regionale per esaminare il progetto dello Stadio della Roma di Tor di Valle.

L'impasse degli ultimi due giorni, quindi, si è sbloccato. La conferma è arrivata nel pomeriggio di ieri, con una nota della Regione, in cui si sintetizza una lettera formale inviata in Comune con la quale si ribadisce «l'assenza dell'esplicitazione da parte di Roma Capitale della conferma dell'interesse pubblico per il progetto per il nuovo stadio della AS Roma», aggiungendo: «poiché il Comune, pur segnalando carenze nei documenti e negli elaborati, ha richiesto l'avvio della Conferenza di servizi, la Regione Lazio invita l'Amministrazione capitolina ad esplicitare, entro il 6 settembre, un'eventuale mancanza d'interesse pubblico».

In sostanza, il Campidoglio ha tempo fino a martedì per dire se il progetto non rispetta i dettami della delibera di pubblico interesse del dicembre 2014. La nota della Regione, infatti, si conclude con l'affermazione che «In assenza di una formale espressione di contrarietà, si procederà quindi alla convocazione della Conferenza di Servizi per esaminare con tutti i soggetti competenti, in modo pubblico e trasparente, la documentazione pervenuta». Una geniale mossa del cavallo, da parte della Giunta Zingaretti: sfruttando il concetto di silenzio assenso, la Regione in questo modo esce dall'angolo nel quale la prima dichiarazione («senza la conformità non convochiamo la Conferenza») l'aveva infilata e rigetta, di fatto, la palla nel campo del Comune.

Con questa missiva, la Regione si mette al riparo da eventuali giochini politici e, pur se in maniera non esplicita come inizialmente richiesto, obbliga il Comune a metterci la faccia. Ora, quindi, dal Campidoglio o parte una lettera formale che blocchi la convocazione della Conferenza con la motivazione che il progetto non rispecchia il pubblico interesse o, cosa più probabile, si conteranno tre giorni di silenzio e dal 6 settembre ci si sederà intorno al tavolo per esaminare, entro 6 mesi, nel dettaglio il progetto.

Evidentemente, secondo quanto trapela dagli uffici comunali e da quelli regionali, il colloquio di mercoledì scorso fra il vicesindaco, Daniele Frongia, e il vicepresidente della Regione, Massimiliano Smeriglio, è servito a trovare una via d'uscita onorevole per entrambi gli enti. Anzi, secondo indiscrezioni, il vicesindaco si sarebbe mostrato molto ben disposto nei confronti del progetto giallorosso. Da martedì, quindi, inizia il conto alla rovescia: 180 giorni per decidere se la Roma potrà avere una casa di proprietà e coronare un sogno lungo praticamente 20 anni.

Fernando M. Magliaro

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Regione e Comune firmano la tregua Dossier sbloccato, via alla Conferenza (Gazzetta dello Sport ed. locale)

Alessandro Catapano
ROMA
La partita politica tra Regione e Comune va negli spogliatoi (è chiaro che ci sarà un secondo tempo), con un pareggio che accontenta entrambi, ma quel che più conta è il sostanziale (certo temporaneo) via libera allo Stadio della Roma.

PROSSIMO CAPITOLO
Martedì, mercoledì massimo, aprirà i battenti la Conferenza di servizi più annunciata della storia. Sempre che nelle prossime ore dal Campidoglio non arrivi un dietrofront che avrebbe davvero del clamoroso. Da quel momento, scatteranno i 180 giorni indicati dalla legge per liberare il dossier di Parnasi e Pallotta e rimandarlo al Comune perché il Consiglio deliberi la variante al piano regolatore, via libera definitivo. Ma è ancora presto per fare previsioni (e i precedenti del resto invitano tutti alla cautela), non a caso tra gli stessi proponenti ieri circolava prudenza. «Chiudiamo un capitolo, ne apriamo un altro». Una fase in cui gli elementi ancora poco convincenti del dossier saranno sviscerati e dovranno essere risolti. Altro discorso, non meno importante, sarà verificare che tutta l'opera, a cominciare dai circa 300 milioni di opere pubbliche a carico dei privati, sia finanziariamente coperta. Un tema molto delicato, che chiama in causa, le capacità attrattive non solo del progetto: pure la città col suo richiamo dovrà recitare una parte. E questo, forse, anche alla luce delle ultime vicende che si sono succedute, è il vero punto debole del dossier.

DIPLOMAZIE
Ma intanto, lo Stadio della Roma è al giro di boa. L'intesa raggiunta ieri tra Regione e Comune è una vittoria delle diplomazie e consente ad entrambi di poter dire che è stato l'altro/a a prendersi la responsabilità di sbloccare il dossier. «Gli uffici della Regione Lazio recita la nota inviata ieri hanno verificato l'assenza dell'esplicitazione da parte di Roma Capitale della conferma dell'interesse pubblico per il progetto per il nuovo stadio della Roma. Poiché il Comune, pur segnalando carenze nei documenti e negli elaborati, ha richiesto l'avvio della Conferenza dei servizi, la Regione Lazio invita l'Amministrazione capitolina ad esplicitare, entro il 6 settembre, un'eventuale mancanza d'interesse pubblico. In assenza di una formale espressione di contrarietà si procederà quindi alla convocazione della Conferenza dei Servizi per esaminare con tutti i soggetti competenti, in modo pubblico e trasparente, la documentazione pervenuta». Si riparte.

ANZI, NO?
All'ora di cena, fuori tempo massimo arriva l'intervento in tackle dell'assessore all'Urbanistica del Comune, Paolo Berdini, l'unico evidentemente ignaro dell'intesa strappata con Zingaretti. «Apprendo con stupore che la Regione chiede a mezzo stampa che l'Assemblea capitolina confermi o smentisca il parere sull'interesse pubblico già precedentemente deliberato. Se davvero questa è la volontà ha detto l'assessore capitolino , ce lo chieda formalmente e ci dia più di 24 ore». La risposta della Regione, per bocca di Michele Civita, assessore alla Mobilità e Politiche del territorio, cioè l'uomo che pensava di aver portato a casa anche l'ok di Berdini, è tranchant: «Il parere è tecnicoamministrativo e lo devono dare gli uffici, che infatti sono stati più volte sollecitati ». Della serie, lo sanno anche i sassi.

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nuovo stadio - Adesso è scontro Regione-Comune (Corriere dello Sport)

Duro scambio di comunicati degli enti per il via libera

di Guido D'Ubaldo

ROMA

Volano gli stracci sul nuovo stadio della Roma. Ieri c'è stato un duro scambio di comunicati tra la Regione e il Comune, a pochi giorni dall'insediamento della Conferenza dei Servizi decisoria. Continuano le polemiche e l'impressione è che siamo di fronte a uno scontro politico perché nessuno dei due enti vuole prendersi la responsabilità di dare il via libera. La Roma e il costruttore Parnasi, partner di Pallotta in questa operazione, sono in paziente attesa, anche a costo di veder allungare ancora i tempi.

aut aut. La giornata si era aperta con la prima nota della Regione, che ha avuto il tono di una "bacchettata" agli amministratori di Roma Capitale: «Gli uffici della Regione Lazio hanno verificato l'assenza dell'esplicitazione da parte di Roma Capitale della conferma dell'interesse pubblico per il progetto per il nuovo stadio della Roma. Poiché il Comune, pur segnalando carenze nei documenti e negli elaborati, ha richiesto l'avvio della Conferenza dei servizi, la Regione Lazio invita l'Amministrazione capitolina ad esplicitare, entro il 6 settembre, un'eventuale mancanza d'interesse pubblico. In assenza di una formale espressione di contrarietà si procederà quindi alla convocazione della Conferenza dei Servizi per esaminare con tutti i soggetti competenti, in modo pubblico e trasparente, la documentazione pervenuta». 

CONFERENZA. La Regione annuncia in sostanza di insediare la Conferenza dei Servizi per martedì. La mossa coglie di sorpresa la Raggi e i suoi assessori. Nei giorni scorsi c'era stato un incontro tra Frongia (vice sindaco) e Smeriglio (vice di Zingaretti) che era stato ritenuto costruttivo. 

berdini duro. Per diverse ore in Campidoglio hanno preferito non rispondere. «Abbiamo problemi più urgenti da risolvere», facevano sapere i portavoce. Poi in serata la replica affidata all'assessore all'Urbanistica Paolo Berdini, da sempre contrario allo stadio di Tor di Valle. Le sue dichiarazioni sono state durissime: «Apprendo con vero stupore che la Regione Lazio pretende la formalizzazione dell'esistenza dell'interesse pubblico per il progetto del nuovo stadio della Roma entro il 6 settembre (martedì, ndr), come reso noto da un comunicato. La Regione Lazio chiede, dunque, al Comune di Roma di preparare il provvedimento tecnico amministrativo, di discuterlo nella competente commissione consiliare e infine di sottoporlo all'Assemblea capitolina in sole 24 ore, visto che lunedì 5 sarebbe il primo giorno utile per avviare questa complessa procedura. Forse, azzardiamo, il rientro dalla ferie è stato traumatico e ha creato confusione. Ma, volendo tornare alla serietà del rapporto istituzionale, si deve ancora una volta ricordare che il parere di sussistenza dell'interesse pubblico è già stato espresso dall'Assemblea capitolina nella precedente consiliatura. Se la Regione Lazio ritiene indispensabile che la nuova Assemblea capitolina debba confermare o smentire il precedente parere, deve chiederlo formalmente, sulla base della legislazione vigente, e concedere un congruo lasso di tempo. Il Comune di Roma ha più volte sostenuto che la conferma della sussistenza dell'interesse pubblico debba essere espressa in forma collegiale prima della formale apertura della Conferenza dei servizi, ma è ben disponibile ad accettare il percorso amministrativo che la Regione dovrà esprimere con atto formale e non attraverso dichiarazioni stampa».

la regione insiste. La controreplica della Regione non si è fatta attendere. La parola all'assessore alle Politiche del Territorio e Mobilità, Michele Civita, l'omologo di Berdini: «Informo l'assessore Berdini che la verifica, richiesta formalmente più volte dagli Uffici regionali ai competenti uffici capitolini è tecnico-amministrativa e riguarda la conformità tra le prescrizioni contenute nella delibera approvata dall'Assemblea capitolina che ha riconosciuto il pubblico interesse e il progetto definitivo della stadio della Roma presentato. Quindi è una verifica che devono fare i competenti uffici capitolini e non l'Assemblea capitolina che si è già espressa. Tale verifica è propedeutica all'indizione della Conferenza dei Servizi. Confermo comunque l'indicazione espressa nella lettera inviata di avviare la Conferenza dei Servizi se entro il 6 settembre l'amministrazione capitolina non espliciterà un'eventuale mancanza d'interesse pubblico sul progetto».


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Ma io vorrei domandare al l'assessore urbanista nonché professore Berdini, ma se sei a conoscenza che i tuoi funzionari stanno trasmettendo alla regione un progetto che secondo te farà scempio della città  sulla base di una delibera scellerata della precedente amministrazione, perché non blocchi tutto chiami l'assemblea capitolina e ritiri il pubblico interesse, anzi lo dovevi aver fatto il giorno dopo che ti sei insediato o dobbiamo stare a ballare per sei mesi la tarantella per poi sentirci dire che oramai è troppo tardi e che la colpa dello scempio di Roma non è vostra ma di un marziano che è passato per caso per Roma

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