Tor di Valle, fronda nei Cinque Stelle: «Il sindaco ora stoppi l'ecomostro» (Il messaggero, Cronaca di Roma, 17 Gennaio 2017)
L'INCONTRO
«Virginia deve ascoltarci, sullo stadio ci mettiamo la faccia tutti». Dalla sede dei gruppi in via del Tritone, l'adunata dei consiglieri pentastellati spedisce un messaggio chiaro come un telegramma alla sindaca Raggi: convocaci, perché «ogni decisione va presa nella massima condivisione». Il senso è evidente: l'operazione Tor di Valle non può essere appannaggio solo della giunta, anche i consiglieri vanno coinvolti in una scelta su cui l'amministrazione M5S rischia di giocarsi la faccia, dopo avere denunciato «il rischio speculazione edilizia» prima sui banchi dell'opposizione, quando erano solo quattro consiglieri di minoranza, e poi durante tutta la campagna elettorale.
Ecco perché ieri la riunione di maggioranza dietro piazza Barberini ha formalizzato una richiesta alla sindaca: organizzare un vertice ad hoc sullo stadio. Quando? Subito, «entro la settimana», spiega un consigliere, in modo da arrivare per tempo alla scadenza del 31 gennaio prossimo, ultima seduta della conferenza dei servizi chiamata ad approvare o bocciare il progetto di James Pallotta e del costruttore Luca Parnasi.
Dentro al gruppo M5S convivono posizioni articolate. Ci sono i duri e puri del no allo stadio (da Carola Penna a Cristina Grancio); c'è chi la pensa come Paolo Berdini, l'assessore «stadista» che vorrebbe costruire solo l'impianto sportivo senza i tre grattacieli; e c'è infine la pattuglia turbo-stadista, contingente esiguo a dirla tutta, che vorrebbe confermare in sostanza l'«Ecomostro», come lo chiama Legambiente, cioè il gigantesco complesso di negozi, uffici e alberghi, sforbiciando le cubature di appena il 20%.
LE POSIZIONI
Ma si tratta appunto di una minoranza, perché la gran parte dei consiglieri sembra concordare su un punto: «Dobbiamo restare all'interno del Piano regolatore generale», che per l'area di Tor di Valle prevede solo un terzo delle cubature sognate dai privati e messe nero su bianco nel progetto attuale. Nodi che andranno sciolti nel vertice «con Virginia», ragionavano ieri i consiglieri. Coinvolti in una discussione che si è riaccesa la settimana scorsa, quando il Tavolo urbanistico del M5S Roma ha chiesto ufficialmente ai portavoce di annullare l'atto con cui il Comune nel 2014 conferì il pubblico interesse al nuovo stadio. Un atto definito dagli attivisti «illegittimo» e in contrasto con i principi dei Cinque stelle. «Siamo per la cultura della legalità e questo è qualcosa di diverso rispetto al balletto e alle presunte trattative sui tagli di cubatura», ha scritto il responsabile del tavolo M5S, Francesco Sanvitto, che ha chiesto ai consiglieri di «cominciare ad attuare il programma elettorale» e di «ripartire da zero, dallo stadio, non dal business center».
Lorenzo De Cicco