Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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nestorburma

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Citazione di: arturo il 09 Feb 2017, 16:09
penso anche io.

a distanza di 24 h mi sa che l'ha sfangata. :priest:


E non ce lo so mica, danno Raggi  a colloquio con Montini

alasinistra

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Citazione di: nestorburma il 09 Feb 2017, 16:13
E non ce lo so mica, danno Raggi  a colloquio con Montini
Chi, Magliaro? :asrm

kelly slater

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Citazione di: thexfactor il 09 Feb 2017, 15:07
Questo è un dibattito sullo stadio delle merde organizzato da RadioRadicale a giugno 2016. Tra i partecipanti Berdini, Montini, Caudo e quella merda del magliaro.
Montini interviene nel dibattito con tre interventi della durata rispettivamente di 7'38'', 4'39'', 0'56''

Il dibattito dura poco più di un'ora e mezza e a mio avviso, per chi ha tempo e voglia, vale davvero la pena di ascoltarlo.

https://www.radioradicale.it/scheda/479510/fatto-in-italia

Grazie thexfactor: me l'ero perso sto gioiello.
Mi associo nell'invito a tutti ad ascoltarselo tutto: un'ora e mezza di tempo che ti ripaga in pieno.
Vedere come argomentano Magliaro e Caudo, l'intervento livoroso di tonelli di roma fa schifo, Toscani che giustamente lo definisce "un fascista", Berdini che definisce Magliaro "assolutamente in buona fede e assolutamente senza prendere un rimborso spese"  :=)), e poi Montini.
Qui non sono tanto d'accordo con te xfactor: per me Montini è troppo morbido e conciliante.
Mi da idea che con gli argomenti giusti possa essere convinto...

Drake

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Su skyTG24 il romano e romanista Capurso afferma che Montini è un nome difficile in quanto troppo intransigente sulla questione Stadio, mentre la giunta Raggi vuole cercare una mediazione.

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StylishKid

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ROMA: ANNULLATA AUDIZIONE BERDINI, PD 'PROBABILE ADDIO A ORE'

Annullata l'audizione che era in programma domani dell'assessore all'Urbanistica Paolo BERDINI, finito nella bufera per le sue esternazioni sulla sindaca di Roma Virginia Raggi. Mentre in Campidoglio si rincorrono le voci di un'accelerazione per trovare un sostituto, è stata annullata la convocazione della commissione Urbanistica in cui era prevista l'audizione dell'assessore. "Più o meno due ore fa ci è arrivata via mail la comunicazione dell'annullamento della commissione in cui era prevista l'audizione di BERDINI - spiega all'Adnkronos il consigliere del Pd Antongiulio Pelonzi - Nella comunicazione non viene spiegato il motivo di questa decisione. La commissione aveva all'ordine del giorno l'audizione dell'assessore che avrebbe dovuto spiegare come tradurre gli obiettivi politici in programma amministrativo, quindi si pensava a un rilancio di BERDINI". "Forse si è rotto definitivamente il rapporto di fiducia dell'amministrazione con BERDINI - conclude - Crediamo che a ore potrebbe essere annunciato l'addio definitivo dalla giunta".

Roma:sos intellettuali a Raggi, Berdini resti,ha ruolo chiave

"Non per amicizia ma perché stimiamo profondamente Paolo Berdini quale urbanista competente, coraggioso, schierato da sempre a favore degli interessi generali contro la piaga della speculazione, dell'urbanistica contrattata, dei peggiori abusi, chiediamo a lei, sindaca di Roma, di cancellare la 'riserva' e di respingere in modo netto le dimissioni presentate da Berdini dal ruolo-chiave di assessore capitolino. Sarebbe un gesto di grande intelligenza politica". Così comincia la lettera, firmata da personalità della cultura nazionale, inviata alla sindaca di Roma Virginia Raggi in merito al caso 'Berdini'. La lettera è firmata da Alberto Asor Rosa, Alessandro Bianchi, Pier Luigi Cervellati, Nino Criscenti, Vezio De Lucia, Andrea e Vittorio Emiliani, Maria Pia Guermandi, Adriano La Regina, Elisabetta Kelescian, Eugenio Lo Sardo, Paolo Maddalena, Cristiana Mancinelli Scotti, Tomaso Montanari, Gaia Pallottino, Fulco Pratesi, Vittorio Roidi, Bernardo Rossi Doria, Carla Sepe. "Quanti credono che a Roma, dopo tanti, troppi anni di governo del territorio realizzato con l'assenso dei principali detentori di aree, dei maggiori costruttori e immobiliaristi, si debba risolutamente voltare pagine - aggiungono - la chiamata di Paolo Berdini nella Giunta capitolina da parte dell'attuale maggioranza rappresenta un atto di radicale novità e una garanzia di storica discontinuità rispetto ai pesanti fardelli e ai guasti speculativi del passato che hanno sfigurato Roma e cementificato l'Agro. Un incidente frutto di una desolante smania di "scoop" ad ogni costo non può, non deve bloccare un processo di riforma dell'urbanistica romana che può risultare davvero epocale. Si farebbe ancora una volta il gioco dei cementificatori e dei distruttori di Roma".

Roma, Raggi verso sostituzione di Berdini. Rispunta nome Montini

Annullata l'audizione dell'assessore Paolo Berdini in commissione Urbanistica prevista per domani alle nove, l'avvicendamento dell'ingegnere caro alle periferie romane sarebbe più vicina. L'avvio dei tavoli tecnici sullo stadio della Roma sembrava offrire alla Giunta Raggi un'occasione per uscire dall'imbarazzo creato dalle dichiarazioni poco lusinghiere dell'assessore all'Urbanistica Paolo Berdini sulla sindaca e il suo entourage. Nello staff dell'assessora capitolina al sociale Laura Baldassarre lavora, infatti, l'urbanista Emanuele Montini, già coordinatore di Italia Nostra e a capo del team legislativo del M5S. Montini, attivo nei tavoli tematici del M5S, era stato più volte indicato come nuovo responsabile del Lavori pubblici nel previsto spacchettamento spacchettamento della Giunta capitolina. Si pensava che Montini avrebbe potuto potrebbe affiancare Berdini nei giorni decisivi per una risoluzione positiva del caso Stadio della Roma, e poi succedergli a bocce ferme. Montini, però, potrebbe prendere già nelle prossime il posto di Berdini. Il vincolo posto da Berdini al rispetto rigoroso del Piano regolatore vigente nel progetto dello stadio è stato immediatamente inficiato dallo scivolone di ieri, e quindi da parte capitolina si pensava già di esplorare con più agilità una soluzione di mediazione. In queste ore, infatti, le parti si starebbero avvicinando su una riduzione maggiore a quel 20% inizialmente accettato dai costruttori. L'assessore confermato "con riserva", tuttavia, non avrebbe esaurito con il difficile faccia a faccia di ieri con Raggi il viatico delle scuse da porgere. Anche i consiglieri M5S vogliono passare al vaglio tutti gli atti di questi mesi, a partire dai piani di zona e per ribaltargli contro l'accusa di incompetenza e improvvisazione. Questa accelerazione della sindaca Raggi verso il suo avvicendamento potrebbe evitarglielo.

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ROMA: SOSTITUTO NON C'E', USCITA SCENA BERDINI NON SCONTATA

Il caso BERDINI continua a smuovere le acque in Campidoglio. Va avanti il confronto con i vertici 5 Stelle, soprattutto sulla rotta Roma-Milano, mentre Beppe Grillo, per motivi personali, oggi resta un po' più defilato. Continuano i rumors sul nome di Emanuele Montini, capo dell'ufficio legislativo del gruppo M5S, avvistato questa mattina in Campidoglio. Ma fonti autorevoli assicurano che il suo non è tra i nomi 'papabili' per riempire la casella dell'assessorato all'Urbanistica. Si lavora a pancia bassa a una scelta corale ma non affrettata, viene spiegato. Il che significa che l'urbanista Paolo BERDINI non dovrebbe saltare, almeno nell'immediato. A meno che non sia lui stesso a ritenere insostenibile la situazione e lasciare il suo posto. Sul suo tavolo dossier centrali per la giunta capitolina, a partire da quello sullo stadio della Roma. Tutte le ipotesi restano sul tavolo, anche perché -il punto resta sempre lo stesso- il nome di un sostituto valido al momento non c'è. E la 'cacciata' di BERDINI non appare più così scontata.
Di fatto, però, la tensione resta altissima. E la verifica sul lavoro svolto da BERDINI rimane sul tavolo. Come resta il nervosismo dei consiglieri e dell'intera giunta sull'assessore all'Urbanistica, per quello che viene definito l'"ennesimo scivolone". Ma anche alla Camera e al Senato l'inquietudine è palpabile. A farne le spese anche i giornalisti, che in questa fase sono più che mai nel mirino dei 5 Stelle. "Di Roma non parlo da sei mesi, non mi rompete il c...", risponde stizzita una parlamentare romana di peso a chi le rivolge una domanda sull'affaire Campidoglio.

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Roma: più nomi per post-Berdini al vaglio M5S

Ci sarebbero più nomi al vaglio della sindaca Virginia Raggi per decidere il post Berdini. Oltre a Emanuele Montini sarebbe all'attenzione di M5S il nome di una donna che era già stata presa in considerazione per assumere le deleghe dei lavori pubblici, ora in capo a Berdini assieme all'urbanistica. Uno dei tanti appunti fatti dai consiglieri M5S all'urbanista infatti è quello di non essersi occupato dei lavori pubblici, uno dei settori fondamentali per la manutenzione cittadina oltre che per la visibilità dell'azione di governo. Con l'allargamento della rosa di papabili potrebbero allungarsi i tempi di una possibile uscita dalla giunta di Berdini a meno che l'assessore stesso non decida unilateralmente di farsi da parte.

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Uno schifo totale, stanno scendendo in campo i poteri bancari  e massoni, contro questi non puoi fare nulla, anche Berlusconi si dimise.

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Stadio:guerra cubature M5s, Berdini per taglio netto. Ala morbida M5s per 20-40% in meno. Frongia, no patto costruttori

Una delle cause della crisi capitolina, forse la più importante sicuramente l'ultima, ha casa a Tor di Valle. E' attorno al progetto dello Stadio della Roma, infatti, che gravitano le maggiori tensioni tra Raggi e una parte consistente di M5S e l'assessore all'Urbanistica Paolo Berdini. Ma è una tensione che traduce una non omogeneità di vedute di fondo nella compagine pentastellata vincitrice delle elezioni: di qua i 'berdiniani' (più o meno espliciti) che ritengono, come l'assessore-urbanista, che nel rispetto del Piano regolatore vada costruito solo lo Stadio e poco più, e non il complesso edilizio direzionale previsto dal masterplan. E poi ci sono i 'dialoganti' - tra cui l'assessore allo Sport Daniele Frongia e la stessa prima cittadina - che invece hanno scelto la strada del compromesso con i proponenti, cioè la As Roma e il costruttore Parnasi.
Una posizione, quella dell'ala morbida, che però secondo 'La Repubblica' sarebbe benedetta da un patto segreto che Frongia avrebbe siglato con Parnasi, e che comporterebbe un taglio tra il 20 e il 40% delle cubature, passando cioè dai circa 900 mila metri cubi del vecchio progetto a meno di 600 mila. Patto oggi recisamente smentito dall'ex vicesindaco. Una bella sforbiciata al cemento, certo, ma ben lontana dall'idea dell'ortodosso Berdini, fermo a 330 mila, in ossequio al piano regolatore vigente. Ma nella riunione tecnica che si è tenuta anche oggi tra Campidoglio e proponenti la linea sulla quale si è ragionato è quella "morbida", ovvero taglio oltre il 20% delle cubature. Frongia se da parte nega di aver lavorato sottotraccia non sembra smentire i contenuti della contrattazione: "Da mesi il dialogo è aperto con As Roma con cui oggi i nostri tecnici sono al lavoro - aggiunge - Il progetto non è di competenza del mio assessorato, lo seguivo in quanto vicesindaco".
Nei fatti, al momento, la posizione 'dialogante' è quella ufficiale del Campidoglio, a maggior ragione dopo la brusca battuta d'arresto di Berdini. Se la partita sullo Stadio si concludesse, come sembra, con un compromesso sulle cubature, ecco che per l'urbanista la sconfitta politica sarebbe completa, e sarebbe difficile immaginarlo sedere oltre in Sala delle Bandiere, tanto più che già circolano nomi di possibili sostituti. E d'altronde la posizione 'dialogante' ha almeno due pesanti pilastri: il primo è il timore di un ricorso da parte della Roma e di Parnasi (i loro avvocati sarebbero già stati messi in pre-allarme) che sarebbe salatissimo in termini economici per le già disastrate casse capitoline.
E poi c'è il pubblico consenso, di cui Raggi in questo momento della sua vicenda politica ha bisogno più che mai, specie dopo il pressing esplicito di Francesco Totti e Luciano Spalletti con l'hashtag #famostostadio. I tempi però sono molto, molto stretti. Agli atti - continuano a ricordare dalla Regione Lazio - resta il parere depositato pochi giorni fa dal Campidoglio alla Conferenza dei servizi, che è contrario, ma con diverse indicazioni che potrebbero trasformare il no in un sì: "Verificheremo - commentava solo qualche giorno fa l'assessore al Territorio della Regione Lazio Michele Civita - Abbiamo già dichiarato più volte la nostra disponibilità a collaborare con il Comune per valutare ogni atto che può migliorare il progetto". La Conferenza dei servizi, su richiesta dello stesso Comune, è stata prorogata al 3 marzo. Meno di un mese per il rush finale. Chissà se per quella data al tavolo siederà anche Berdini.

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Berdini quasi out, ma in M5s c'è chi chiede "paletti" per Raggi Montini in pole position per il cambio. Tregua fra i parlamentari su Roma

"Noi l'abbiamo avuto qua, e l'abbiamo cacciato...": non è un biglietto da visita troppo brillante quello che un deputato presenta del possibile sostituto dell'assessore romano all'Urbanistica Paolo Berdini, in disgrazia dopo l'incauto colloquio con la Stampa fitto di pesanti considerazioni sulla sindaca Virginia Raggi. Il sostituto si chiama Emanuele Montini, lavora con l'assessore Baldassarre ma in passato è stato a capo dell'ufficio legislativo del gruppo parlamentare a Montecitorio: "Era competente sulle sue materie ma non aveva capacità di coordinamento", raccontano in Palrlamento. E non è escluso che le riserve maturate negli ambienti parlamentari pesino sulla promozione - ipotizzata ma ancora non compiuta - di Montini e frenino quell'accelerazione che la presenza di Montini in Campidoglio questa mattina sembrava suggerire.
Raggi per superare l'impasse sta valutando anche profili alternativi a quello di Montini, per riattribuire definitivamente le deleghe nell'ormai imminente spacchettamento delle competenze dei Lavori Pubblici, della Scuola e del Patrimonio. Ufficialmente le fonti M5S negano che Beppe Grillo stia seguendo minuto per minuto la nuova tempesta in Campidoglio: "Tu lo conosci questo Berdini, gestisci tu la cosa", sarebbe il messaggio recapitato ieri dal leader M5S alla prima cittadina della capitale. Mettendo da parte "per senso di responsabilità da amministratore" il suo ovvio risentimento per il collega di giunta, Raggi avrebbe congelato, almeno per qualche ora, l'ipotesi della sostituzione immediata.
I consiglieri comunali premono per l'avvicendamento, e per ora si verifica "il lavoro realmente fatto" dall'assessore, sul quale pesa ormai una pesante nube di diffidenza. Cacciarlo via su due piedi significherebbe dare un segnale di maggiore disponibilità alla mediazione con i costruttori interessati alla costruzione dello stadio della Roma e a tutte le cubature che porterebbe con sé. Ma per lo stesso motivo sarebbe causa di nuove tensioni nella base "grillina" romana, una parte della quale è legata alla storia civica e di sinistra di Berdini. Un gruppo di intellettuali 'pesanti' per il movimento - dal letterato Asor Rosa al costituzionalista Paolo Maddalena, protagonista della battaglia referendaria - ha rivolto un appello a Raggi perché revochi, "con un gesto di intelligenza politica" la 'riserva' espressa a caldo su Berdini, perché altrimenti "si farebbe ancora una volta il gioco dei cementificatori e dei distruttori di Roma".
La vicenda romana non è chiusa nemmeno per quanto riguarda il gruppo parlamentare. Di fronte alla decisione con la quale Grillo e Casaleggio hanno blindato in queste settimane la posizione di Raggi, perde terreno la fronda di chi chiedeva da tempo di separare il suo destino da quello del movimento. La scelta dei vertici è legata soprattutto al timore di indebolire Luigi Di Maio, candidato premier in pectore, "ma rimanere inchiodati sulla Raggi alla fine può farci davvero male: al movimento e anche a Di Maio", osserva un senatore. "Tutti riconosciamo a Roberta (Lombardi, principale antagonista interna della Raggi e dei suoi ex collaboratori, ndr) che su Roma aveva ragione - riconosce un parlamentare settentrionale - ma ormai nessuno chiede di mollare il sindaco". Rimane, e se n'è parlato anche nell'ultima assemblea congiunta di ieri, "una bella riunione", dice chi c'è stato, "una fetta dei gruppi parlamentari che chiede di mettere paletti più stringenti sulle vicende romane". Cioè di decidere in modo chiaro quale sia la linea di confine oltre la quale Raggi verrebbe abbandonata a se stessa.
"Non possiamo dare l'impressione di vivere alla giornata, e di reagire volta per volta, quando in passato bastava molto meno perché facessimo i duri". Non è finita: e qui sperano (ma c'è anche qualcuno degli "ortodossi storici" che non crede più alla "lucidità di Grillo) che la prevista presenza a Roma del leader per discutere dei problemi più spinosi con piccoli gruppi di parlamentari possa aiutare a svelenire il clima. E la competizione interna, le liste, il candidato premier? "Tutto rinviato, vediamo con che legge andiamo a votare".

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Citazione di: Drake il 09 Feb 2017, 17:53
Su skyTG24 il romano e romanista Capurso afferma che Montini è un nome difficile in quanto troppo intransigente sulla questione Stadio, mentre la giunta Raggi vuole cercare una mediazione.
Vi dirò una cosa: erano circa 20 anni che non guardavo i TG di Berlusca, ritenendoli troppo di parte.
Da oggi ho accantonato questa mia decisione e ne sono quasi felice.
Non ne posso più di aperture su SKY, RAI 1, 2 e 3 su Raggi, Berdini e osstadiodariomma, servizi farciti da "pare, si dice, dovrebbe, ecc", sei, sette minuti a senso unico, famostammerdadestadioaqualsiasicosto.
Ebbene, primo servizio su Roma alle 20.20, dopo temi ben più importanti nazionali ed internazionali.
Se va avanti così, finirà che vedrò anche Salvini sotto un'altra prospettiva!
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Calcio, Di Battista: Se M5S dice che stadio Roma si fa, si fa

"Noi potevamo dare una mano di vernice a questa città pericolante che è Roma. Quando il M5S dice che una cosa non si fa, non si fa, come le Olimpiadi. Quando dice che si fa, si fa quindi lo stadio si fa. Ma io non posso tollerare che il progetto stadio sia la minima parte di un progetto che riguarda un enorme quartiere. Sono sicuro che si metteranno d'accordo e troveranno una soluzione". Così Alessandro Di Battista, parlamentare M5S, sullo stadio della Roma, motivo di contrasto tra Raggi e Berdini.

Roma: Berdini avrà gruppo affiancamento

Paolo Berdini avrà un gruppo di affiancamento al suo assessorato. Questa l'ipotesi a cui sta lavorando la sindaca Virginia Raggi, che sul caso però non ha ancora sciolto le riserva. Questa sera ne parlerà con la sua maggioranza ma non sarà una riunione decisiva. L'idea che si fa strada in queste ore è quella di un gruppo di affiancamento all'urbanista che non avrebbe ancora completato il suo staff. I curricula che circolano in Campidoglio, a quanto si apprende, sarebbero finalizzati proprio a ricercare queste figure.





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Ne stanno parlando ora a La7....per chi vuole vederlo, vi consiglio di preparare un antiemetico

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Citazione di: blackdahlia il 09 Feb 2017, 23:23
Ne stanno parlando ora a La7....per chi vuole vederlo, vi consiglio di preparare un antiemetico
ma pardo che s'è magnato? è obeso... comunque molto bene sergio rizzo

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Citazione di: Kappa il 09 Feb 2017, 23:34
ma pardo che s'è magnato? è obeso... comunque molto bene sergio rizzo
Mah, non so...non mi è piaciuto quando ha detto "ho paura possa venire un progetto deturpato"....sempre quel dire che è una porcata ma a mezza bocca, velato...quando dall'altra parte hai pardo che dice "gli oppositori non sanno cosa dire per screditare il progetto"....stiamo sotto attacco....decisamente sotto attacco

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BERDINI: "Io, un idiota col destino segnato. Mi avrebbero cacciato per lo stadio"

"Almeno finirà questa agonia. L'impianto della Roma loro lo vogliono in un modo, io in un altro" (da Repubblica.it)

"Sono un cog.lione, questa è la verità". Paolo Berdini è un uomo distrutto. Barricato in casa, col telefono spento che riaccende solo per pochi minuti, il tempo necessario per leggere i tanti sms di solidarietà e vicinanza grandinati nelle ore forse più difficili della sua esistenza, l'assessore all'Urbanistica sembra lo spettro di se stesso.

Nulla è rimasto della rinomata spavalderia con cui il professore di sinistra ha per decenni sfidato i palazzinari romani. Nel day after della mina esplosa sotto la sua poltrona, dell'arsenico versato sulla sindaca Raggi "strutturalmente impreparata" e sulla sua presunta liaison con l'ex capo segreteria Salvatore Romeo, svolge e riavvolge il nastro della notte che lo ha perduto. Di quella "maledetta" intervista, rilasciata a un giovane collaboratore de La Stampa, da lui ancora oggi definita "carpita", che lo ha messo kappaò.

"Sto malissimo", confessa con un filo di voce. "I giornalisti mi assediano, ce li ho tutti qui sotto casa, ho dovuto staccare il cellulare e chiudermi dentro, senza più neppure la libertà di uscire a prendere una boccata d'aria", si sfoga. "La verità è che mi vergogno. Ho combinato un casino, provocato un danno non solo a me stesso, quello ormai mi interessa poco, ma a Virginia e a una squadra che proprio non lo meritava. In tarda età scoprire di essere un perfetto idiota è davvero un brutto risveglio".

Non cerca attenuanti, Berdini, non si aggrappa più a smentite impossibili. Adesso vuole solo silenzio. Scomparire. "Far abbassare la polvere", dice. Accogliendo quasi con sollievo la notizia che Raggi ha già cominciato il casting per individuare il suo successore: "Almeno così finisce l'agonia, sarebbe forse la soluzione migliore", riflette ad alta voce, "tanto probabilmente fra un mese mi avrebbero cacciato lo stesso, dopo la fine della trattativa sullo stadio della Roma, che loro vorrebbero chiudere in un modo e io in un altro".

Ma questo è l'ultimo dei suoi pensieri, ora. Il tempo delle parole è consumato. Svanita ogni verve polemica, che pure lo ha reso famoso. Come se le colate di cemento, che lui ha combattuto per tutta una vita, gli si fossero appiccicate addosso e lo stessero portando a fondo. "Sto male, male, male", cantilena, "non riesco a farmene una ragione: mi sono messo il cappio al collo da solo".

Ricominciando daccapo a srotolare il nastro della notte in cui si è lasciato andare: "Quel giorno, era un venerdì, mi sono svegliato all'alba, sono partito per Bologna, ho tenuto una conferenza, all'una ho ripreso il treno e sono arrivato a Roma alle quattro. Dopodiché sono andato a quella faticosissima assemblea nella sede dell'VIII municipio, durata quattr'ore. Una volta finita, era tardi, un assessore cinquestelle mi ha presentato 'sto ragazzo. Nonostante fossi molto stanco, abbiamo cominciato a parlare. Lui non mi aveva detto di essere un giornalista. Mi ha fatto un mucchio di domande. E io mi sono abbandonato, riportando come un cog.lione dei pettegolezzi. Solo alla fine mi sono insospettito. E lui ha ammesso di fare il precario alla Stampa. Mi ha preso per sfinimento. Giurandomi che non avrebbe pubblicato nulla".

E invece, cinque giorni dopo, la bomba ad orologeria deflagra. Ferendo a morte la sua carriera politica. E la sua proverbiale voglia di lottare. "Sono senza forze ", confessa. Persino l'appello alla sindaca Raggi affinché respinga le sue dimissioni, firmato ieri da una ventina di intellettuali, gli giunge come un'eco lontana. Sta su un altro mondo, oggi. "Adesso voglio solo riposare".


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Progetto stadio l'incontro segreto Di Battista: "Si fa a cubature ridotte" (La Repubblica ed. Roma, 10 febbraio 2017)
DANIELE AUTIERI MATTEO PINCI

IN UNA DELLE GIORNATE più calde per la giunta Raggi, proseguono le trattative sullo Stadio della Roma. Ieri si è tenuto un nuovo incontro in Comune tra i protagonisti della vicenda (assente illustre Paolo Berdini) che ha avuto come tema centrale la questione delle tempistiche e la rivisitazione delle cubature. Mentre Daniele Frongia smentisce la notizia pubblicata da Repubblica di un patto siglato col costruttore Parnasi, i 5Stelle romani sembrano mettere a punto una strategia che li porti proprio in quella direzione. E in serata Alessandro Di Battista rilancia: «Quando il Movimento dice che una cosa si fa, si fa. Ma non posso tollerare che il progetto stadio sia una minima parte di un progetto di un enorme quartiere. Sono sicuro che si metteranno d'accordo e troveranno una soluzione». E da Dibba anche un assist alla Lazio: «Per me, e lo dico da cittadino, dovrebbe sistemarsi al Flaminio ».
La trattativa Roma-Comune si gioca su un possibile taglio del 20-28% rispetto al totale iniziale delle cubature (quasi un milione di metri cubi), per chiudere intorno ai 700 mila metri cubi. La soluzione che osteggiava Berdini ma che vedrebbe d'accordo la giunta. Paolo Ferrara, capogruppo M5s in Campidoglio, ha ammesso ieri che i tempi per adeguare il progetto dello stadio ai cambiamenti richiesti ci sarebbero ancora, magari accordandosi con la Regione prima della conferenza dei servizi del 3 marzo.
La tabella di marcia di Raggi per le prossime 4 settimane ha ritmi serratissimi: la Roma e il gruppo Parnasi devono cambiare il progetto e presentarlo a tutti gli enti chiamati a dare giudizio positivo; superato il passaggio, la variante urbanistica sulle cubature va approvata prima in giunta e poi in consiglio comunale. Ma nessuno sa se, tagliando alcune opere pubbliche previste in funzione della riduzione dei ricavi, permanga la dichiarazione d'interesse pubblico riconosciuto nella delibera comunale. Per questo ieri David Ginsberg, uomo chiave per la Roma nella trattativa sullo stadio, è ripartito per gli Usa di umore pessimo. La giunta deve fare in 4 settimane quello che non ha fatto dal settembre, quando la conferenza dei servizi fu aperta. Intanto la prossima riunione tra il club e il Comune è già fissata per lunedì prossimo.

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