Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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STADIO E' UN AFFARE DA TOP CLUB (Corriere dello Sport)

In 10 domande e 10 risposte i motivi per cui con l'impianto di proprietà la Roma potrà fare un grande salto di qualità


I ricavi di settore saliranno dal 29 al 45%. Ne beneficerà anche la città: darà lavoro a 5.500 persone e il Pil annuo andrà a +1,5%

L'area del nuovo stadio della Roma vista dall'alto ANSA
di Marcel Vulpis*

1Quali sono i tempi di costruzione/realizzazione del nuovo stadio dell'AS Roma?

I lavori di costruzione saranno avviati non appena concluso l'iter amministrativo in corso (centrale la data del prossimo 3 marzo coincidente con la chiusura della conferenza dei servizi). Massima priorità alla realizzazione delle infrastrutture pubbliche, oltre che dello stadio, per poi sviluppare l'area commerciale e la prima parte del Business Park. L'inaugurazione dello stadio, salvo ricorsi ed esposti, è previsto per l'inizio del campionato 2019/2020.


2 Il progetto ha una pubblica utilità tangibile?

Gli investimenti per la riqualificazione della zona di Tor di Valle e la realizzazione delle opere di interesse "generale" sono stimati in oltre 320 milioni di euro. Il potenziamento dell'offerta di trasporto pubblico ha un valore di 58 milioni, l'adeguamento di via Ostiense/via del Mare è pari a 38,6 milioni di euro. Il collegamento con l'autostrada Roma-Fiumicino attraverso un ponte sul Tevere altri 93,7 mln. Sono da aggiungere ulteriori 10 milioni per la messa in sicurezza e gli interventi di mitigazione del rischio idraulico. Altre opere (per 120 mln di euro) sono previste nel sito dell'impianto (verde pubblico, strade interne, parcheggi, ecc.).


3Di quanto impatterà sui ricavi del club giallorosso?

Può far lievitare notevolmente i ricavi da stadio e quelli commerciali, attualmente fermi al 29% rispetto al fatturato globale, con gli introiti da diritti tv che pesano per il 71%. Si può prevedere, sia una crescita in termini percentuali (dal 29 al 45% minimo), sia in termini assoluti, arrivando ad ipotizzare un volume di business pari a 100 milioni di euro (valore che includerebbe i ricavi da match days insieme a quelli più di natura commerciale). 


4Quali sono gli stadi top in ambito europeo per valore di ricavi?

La leadership del settore porta la "firma" dell'Arsenal (club di Premier league inglese) con 132 milioni di ricavi da stadio. L'Emirates stadium, casa dei Gunners, supera anche il Bernabeu (Real Madrid: 129,8 mln) e il Camp Nou (Barça: 116,9 mln). L'Old Trafford (Manchester United) ha raggiunto i 114 milioni, e, sempre nel Regno Unito, il Chelsea genera introiti per 93,1 milioni. Nel complesso nella top 10 europea, sono presenti cinque club inglesi, due spagnoli/tedeschi ed uno francese. 


5Come si posiziona l'As Roma nella classifica per ricavi da stadio?

Nella stagione 2015/16 il club giallorosso si è confermato al secondo posto (43,62 milioni di euro), appena dietro la Juventus (51,4 mln), ma davanti al Milan (25,63 mln), all'Inter (23,29 mln) e al Napoli (13,13 mln). Per le caratteristiche della fan base romanista, lo stadio può trasformarsi in un vero e proprio acceleratore di tutte le principali aree di ricavi del club (soprattutto match-days e commerciali). 


6Il nuovo stadio può ridurre il gap tra il club giallorosso e i top team europei (classifica Deloitte Football Money League)?

Nell'ultima indagine Deloitte (su dati 2015/16), l'As Roma si è confermata al 15° posto, passando da 179,1 a 218,2 milioni di euro. Nel primo quinquennio di attività del nuovo stadio, con il club stabilmente nelle coppe europee, si può stimare un fatturato compreso tra 280 e 320 milioni di euro annui, collocando la società giallorossa tra l'11° e il 13° posto della classifica dei football club Ue più ricchi. 


7Il progetto, nel suo complesso, è una opportunità concreta per la città sotto il profilo economico/fiscale e occupazionale?

L'impatto economico del progetto sulla città di Roma sarà pari a circa due volte e mezzo quello prodotto da Expo2015 sull'area metropolitana di Milano. L'investimento porterà a un incremento del Pil della provincia di Roma pari a 18,5 miliardi di euro in nove anni (+1,5% per annualità) ed una diminuzione della disoccupazione del'1% medio annuo. Nella fase di realizzazione del progetto saranno occupati fino a 5.500 lavoratori. 


8Quali sono i benefici "concreti" per i tifosi della Roma nel passaggio dallo stadio Olimpico al nuovo impianto?

La futura "casa" dell'As Roma sarà a misura di famiglia e con le tribune a ridosso del campo. L'esatto opposto di quanto avviene oggi all'interno dello stadio Olimpico, che, sconta, da sempre, la presenza di un'ingombrante pista di atletica. Forte attenzione anche al coinvolgimento dei tifosi attraverso l'uso delle tecnologie più avanzate. Nell'area del Business Park, infine, graviteranno mediamente 20 mila persone. 


9Quanto valgono i naming rights dello stadio della AS Roma. Il club giallorosso seguirà il modello di altri club europei?

Il modello di riferimento è l'Allianz Arena, impianto utilizzato dai due club di Monaco di Baviera, che ha ceduto i diritti di nome per 30 anni (circa 90 milioni di euro). L'As Roma deve puntare ad incassare non meno di 30 milioni nell'arco di dieci anni, ma l'operazione può crescere di valore se vi si abbina (in stile Arsenal-Emirates), anche la sponsorizzazione di maglia (arrivando ad un budget di 20 milioni annui). 


10La riduzione della cubatura (nella misura del 15-20%) richiesta dalla giunta Raggi, in che modo modificherà il progetto dello stadio/area di Tor di Valle?

Sarà uno stadio (il cui costo stimato è pari a 400 milioni di euro) con minor impatto ambientale, più green, e con una maggiore attenzione al recupero delle acque e all'utilizzo di energie da fonti rinnovabili (per illuminare l'intera struttura). E' in fase di valutazione il progetto di ridimensionamento della cubatura complessiva (da oltre 1 milione di metri cubi a 750 mila), con conseguente abbassamento delle torri progettate dall'archistar Daniel Libeskind. 


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Raggi: Accordo? Ancora no Macché colate di cemento... (Corriere dello SPort)

«Non c'è alcun accordo». Virginia Raggi prova a smorzare l'entusiasmo dopo l'incontro di martedì che ha orientato verso il sì il dossier sullo stadio. La sindaca però afferma che «stiamo lavorando per capire se sia possibile trovare una via di mezzo. Stiamo facendo il massimo per armonizzare il progetto con la nostra visione. Il Comune rischia una causa». Raggi intende rispondere così al polo oltranzista del Movimento 5Stelle, che osteggia lo stadio: «Non ci sarà alcuna colata di cemento» assicura la sindaca.

rob-mai.


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«Nessuna speculazione Sulle cubature al Comune bastava una consulenza» (Corriere dello Sport)

PARLA GAETANO PAPALIA, IMPRENDITORE Ed EX PROPRIETARIO DEI TERRENI DOVE SORGERà il nuovo STADIO della roma


ROMA - Gaetano Papalia, 61 anni, nato a Rieti, imprenditore, ex presidente e amministratore delegato della Holding "Ippodromi & Città", è stato il proprietario dei terreni di Tor di Valle dove la Roma ha intenzione adesso di costruire il suo nuovo stadio. Dopo il preliminare di vendita siglato nel 2010, nel giugno del 2013 si è arrivati alla firma per la cessione dei terreni da parte della Sais SpA (società controllata da Papalia) al costruttore Luca Parnasi. «L'idea dello stadio a Tor di Valle - ci tiene a spiegare Papalia - risale al 2009. Ne discussi con la società Smart srl di Rosella Sensi. Parnasi nel 2010 sottoscrisse un preliminare di acquisto dell'area dove inizialmente progettò e sottopose alla XII Circoscrizione un insediamento residenziale. Fui io nel marzo 2012 a prendere l'iniziativa di proporre alla Cushman&Wakefield di valutare l'idoneità di Tor di Valle ai fini della localizzazione del nuovo stadio. Dopo l'indicazione della società di valutazione, Parnasi strinse l'accordo con Pallotta (dicembre 2012) e solo successivamente nacque l'idea del Parco a tema, necessario per coprire gli oneri di urbanizzazione. Il progetto Tor di Valle ha questa genesi, non nasce come operazione di speculazione».
Entra nei dettagli dell'accordo con Parnasi: «Il prezzo complessivo è di 42 milioni ed è in corso di pagamento. Per me e per la mia famiglia, comunque, Tor di Valle era più che un ippodromo, era la casa. Negli ultimi 15 anni vi ho vissuto, abitando nella palazzina del recinto-scuderie. L'impossibilità economica di mantenere in buone condizioni un comprensorio così vasto ed articolato ha obbligato me e la mia famiglia a privarcene dopo oltre mezzo secolo. Ma sono felice che la nostra area sia stata scelta tra le 70 selezionate. Non capisco, però, perché così tanta avversione. L'eccesso di cubature? La legge sugli stadi regola la materia. Questione di numeri e non di opinioni. In tal senso per verificare la congruità della proposta progettuale sarebbe stato sufficiente che il Comune avesse commissionato il calcolo del break-even (cubatura aggiuntiva=copertura oneri di urbanizzazione) ad una primaria società di consulenza economico-finanziaria». 
Discordanze nate anche sulla tipologia delle opere gratuitamente devolvibili. «Raggiungere un'intesa sugli interventi di pubblica fruizione non può essere obiettivamente così difficile. L'esistenza di rischi idrogeologici? L'Autorità del Bacino del Tevere li esclude e lo sanno bene tutti che il Fosso di Vallerano non insidia l'area di Tor di Valle, che non è stato solo un grande impianto sportivo, ma soprattutto un palcoscenico in cui per oltre mezzo secolo è andata in scena un pezzo di storia di Roma, che va rispettata evitando ogni tipo di speculazione sia intellettuale che materiale da parte di tutti i protagonisti, nessuno escluso». 


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As Roma, Pallotta copre il buco da 78 milioni e spera nel nuovo stadio

L'As Roma continua a pagare stipendi e tasse grazie ai soldi sborsati dagli azionisti di controllo, ossia gli americani rappresentati da James Pallotta e riuniti nel veicolo Neep Roma Holding. I quali, mentre sperano di potersi presto rifare con lo stadio di proprietà, dal 30 giugno 2016, data di chiusura dell'esercizio per il club giallorosso, al 31 dicembre dello stesso anno, hanno già effettuato versamenti in favore della Roma per un totale di 78 milioni (erano oltre 57 milioni a ottobre scorso), suddivisi in 70 in conto "futuro aumento di capitale" e 8 a titolo di "finanziamento soci".
Lo si scopre tra le righe del bilancio al 30 giugno di Neep, appena depositato al registro delle imprese, dove si precisa che tale esborso dei soci di controllo americani ha permesso alla squadra allenata da Luciano Spalletti di "fare fronte ai propri fabbisogni derivanti dall'attività operativa e dagli investimenti effettuati, e di pagare regolarmente le retribuzioni dovute ai tesserati e le imposte correnti". Inoltre, "tali versamenti hanno determinato un incremento del patrimonio netto della controllata rispetto a quanto registrato al 30 giugno 2016, che ha di fatto permesso a quest'ultima di risolvere significativamente le problematiche generate nel corso del precedente esercizio".

Va infatti ricordato che, dopo la perdita di esercizio da 10,4 milioni realizzata al 30 giugno 2016, il rosso cumulato negli anni dal club giallorosso era salito a 173 milioni, facendo suonare l'allarme dell'articolo 2446 del codice civile (capitale ridotto di oltre un terzo in conseguenza di perdite), che impone di correre ai ripari. Proprio per questo motivo, la Roma, alla fine di ottobre, aveva riunito un'assemblea degli azionisti che aveva deliberato la copertura dei 173 milioni di euro di perdite con riserve disponibili, che in questo modo si sono ridotte da poco più di 183 a una decina di milioni.
Nella parte finale del fascicolo di bilancio di Neep Roma Holding, il collegio sindacale richiama l'attenzione degli azionisti americani sul fatto che siano proprio loro, con i versamenti, a garantire la continuità aziendale, del veicolo azionista di riferimento e della stessa squadra giallorossa. "In relazione alla ragionevole certezza dell'attività sociale delle controllate e considerato il supporto da parte della compagine di controllo – si legge, con frasi un po' contorte, nel bilancio di Neep alla voce "continuità aziendale" – che può assicurare, qualora necessario, un adeguato supporto finanziario per far fronte ai fabbisogni derivanti dalla gestione caratteristica, tenuto anche conto della possibilità di ricorso al credito, gli amministratori hanno considerato la società Neep e il gruppo in una situazione di continuità aziendale e su tale presupposto hanno redatto il bilancio al 30 giugno 2016″.

In un'assemblea del 30 dicembre 2016, l'azionista unico As Roma spv llc (società, quest'ultima, con sede nel Delaware sempre riconducibile ai soci americani) ha approvato i numeri del bilancio separato di Neep Roma Holding al 30 giugno dell'anno scorso, che si sono chiusi con un utile di esercizio di 128.338 euro, realizzato principalmente grazie a 200 mila euro di proventi finanziari (si tratta dei dividendi erogati dalla controllata Brand Management). A livello consolidato, invece, il gruppo Neep, che oltre alla Roma controlla altre società come quella dei marchi Brand Management e quella immobiliare Roma real estate, ha accusato una perdita di 11,3 milioni, in miglioramento dai -34,23 milioni registrati al 30 giugno 2015. Come spiegato in assemblea, la perdita netta consolidata si è ridotta rispetto all'anno prima anche grazie all'incremento dei ricavi della controllata As Roma, "derivanti dalle plusvalenze relative al trasferimento dei calciatori". Tra le principali operazioni di calcio-mercato, ci sono il passaggio al Milan di Alessio Romagnoli e quello alla Juventus di Miralem Pjanić.
Ecco che così il collegio sindacale di Neep richiama l'attenzione dei soci americani "sui principali rischi economici e finanziari connessi all'ordinario svolgimento dell'attività operativa dell'As Roma, vista la sua partecipazione a competizioni sportive, in quanto connotati da elementi di imprevedibilità". In questo caso, quindi, i sindaci di Neep mettono in guardia sulla possibilità che ci possa essere bisogno di "un ulteriore versamento" di denaro da parte degli azionisti americani "per sostenere patrimonialmente la controllata As Roma".

Non bastasse, a detta sempre del collegio sindacale di Neep, i rischi economici e finanziari sono anche connessi "alla realizzabilità del progetto 'Stadio di Roma'", tornato di grandissima attualità proprio in questi giorni, "in quanto caratterizzato da una serie di autorizzazioni amministrative non dipendenti dalla società". A riguardo, secondo indiscrezioni, la Regione Lazio sarebbe in attesa di atti ufficiali da parte del Comune di Roma, guidato dalla sindaca Virginia Raggi, che dovrebbero essere presentati formalmente nella Conferenza dei servizi che si chiuderà il 3 marzo. Da un punto di vista tecnico, infatti, al momento ciò che il Campidoglio ha depositato al tavolo aperto presso la Regione guidata da Nicola Zingaretti è un parere non favorevole, sia pure con diverse indicazioni che vanno in direzione correttiva.
Prima di capire quali sono i rischi connessi al progetto rispetto ai quali il collegio sindacale vuole mettere in guardia gli azionisti di Neep, è necessario fare un passo indietro, al mese di maggio del 2016. Allora, la Neep ha acquisito dalla As Roma spv llc l'intera partecipazione in Stadio Tdv spa per 80 mila euro. E Stadio Tdv è proprio la società deputata alla gestione e al finanziamento del progetto dell'impianto sportivo. Mentre il 16 maggio la banca d'affari americana Goldman Sachs ha messo a disposizione fino a 30 milioni per la società veicolo dello stadio, da rimborsare entro 22 mesi. La cifra è garantita, in ultima istanza, dai soci americani attraverso la As Roma spv llc.
Ebbene, per sottolineare i rischi connessi alla realizzazione dello stadio, i sindaci ricorrono alle parole degli stessi consiglieri di amministrazione di Neep (il cda è presieduto da Pallotta, che ricopre lo stesso ruolo anche nella Roma): "La mancata realizzazione del progetto potrebbe influire sul valore della partecipazione detenuta da Neep in Stadio Tdv" e anche in questo caso potrebbe "generare la necessità di un ulteriore versamento" di denaro da parte dell'azionista As Roma spv llc "per far fronte agli impegni finanziari derivanti dalle garanzie rilasciate a favore di Stadio Tdv a fronte del finanziamento verso Goldman Sachs". "Famo 'sto stadio!", era sbottato in diretta televisiva nei giorni scorsi l'allenatore della Roma Spalletti. C'è da scommettere che i soci americani sono con lui. La parola passa all'amministrazione Raggi.
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Che casino! fra società controllate e controllanti, fra banche italiane e quelle americane non si capisce nulla.
Forse però una cosa l'ho capita. Se lo stadio con annessa "colata di cemento" non si farà, il futuro della as roma merda sarà nero. Non so fino a che punto gli americani saranno disposti a coprire le perdite senza avere un tornaconto economico.

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Citazione di: ssl1900 il 16 Feb 2017, 10:18

Forse però una cosa l'ho capita. Se lo stadio con annessa "colata di cemento" non si farà, il futuro della as roma merda sarà nero. Non so fino a che punto gli americani saranno disposti a coprire le perdite senza avere un tornaconto economico.


Ma questo è chiarissimo, ed è un aspetto che non è stato abbastanza evidenziato.
I miei amici romoletti, per quanto grillini e contro tdv sono preoccupatissimi dell'eventualità che il progetto non vada in porto, perchè per Pallotta e Co non esistono exit strategy: se non si fa si va a picco, o meglio si vende e chissà l'as cacca poi chi se la compra e con che prospettive.
Noi non seguiamo le aradio romaniste e i vari siti e sitarelli, ma immagino che questo ricatto strisciante sia ben presente, come un rumore di fondo, leggero ma implacabile.

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Citazione di: ssl1900 il 16 Feb 2017, 10:18
As Roma, Pallotta copre il buco da 78 milioni e spera nel nuovo stadio

L'As Roma continua a pagare stipendi e tasse grazie ai soldi sborsati dagli azionisti di controllo, ossia gli americani rappresentati da James Pallotta e riuniti nel veicolo Neep Roma Holding. I quali, mentre sperano di potersi presto rifare con lo stadio di proprietà, dal 30 giugno 2016, data di chiusura dell'esercizio per il club giallorosso, al 31 dicembre dello stesso anno, hanno già effettuato versamenti in favore della Roma per un totale di 78 milioni (erano oltre 57 milioni a ottobre scorso), suddivisi in 70 in conto "futuro aumento di capitale" e 8 a titolo di "finanziamento soci".
Lo si scopre tra le righe del bilancio al 30 giugno di Neep, appena depositato al registro delle imprese, dove si precisa che tale esborso dei soci di controllo americani ha permesso alla squadra allenata da Luciano Spalletti di "fare fronte ai propri fabbisogni derivanti dall'attività operativa e dagli investimenti effettuati, e di pagare regolarmente le retribuzioni dovute ai tesserati e le imposte correnti". Inoltre, "tali versamenti hanno determinato un incremento del patrimonio netto della controllata rispetto a quanto registrato al 30 giugno 2016, che ha di fatto permesso a quest'ultima di risolvere significativamente le problematiche generate nel corso del precedente esercizio".

Va infatti ricordato che, dopo la perdita di esercizio da 10,4 milioni realizzata al 30 giugno 2016, il rosso cumulato negli anni dal club giallorosso era salito a 173 milioni, facendo suonare l'allarme dell'articolo 2446 del codice civile (capitale ridotto di oltre un terzo in conseguenza di perdite), che impone di correre ai ripari. Proprio per questo motivo, la Roma, alla fine di ottobre, aveva riunito un'assemblea degli azionisti che aveva deliberato la copertura dei 173 milioni di euro di perdite con riserve disponibili, che in questo modo si sono ridotte da poco più di 183 a una decina di milioni.
Nella parte finale del fascicolo di bilancio di Neep Roma Holding, il collegio sindacale richiama l'attenzione degli azionisti americani sul fatto che siano proprio loro, con i versamenti, a garantire la continuità aziendale, del veicolo azionista di riferimento e della stessa squadra giallorossa. "In relazione alla ragionevole certezza dell'attività sociale delle controllate e considerato il supporto da parte della compagine di controllo – si legge, con frasi un po' contorte, nel bilancio di Neep alla voce "continuità aziendale" – che può assicurare, qualora necessario, un adeguato supporto finanziario per far fronte ai fabbisogni derivanti dalla gestione caratteristica, tenuto anche conto della possibilità di ricorso al credito, gli amministratori hanno considerato la società Neep e il gruppo in una situazione di continuità aziendale e su tale presupposto hanno redatto il bilancio al 30 giugno 2016″.

In un'assemblea del 30 dicembre 2016, l'azionista unico As Roma spv llc (società, quest'ultima, con sede nel Delaware sempre riconducibile ai soci americani) ha approvato i numeri del bilancio separato di Neep Roma Holding al 30 giugno dell'anno scorso, che si sono chiusi con un utile di esercizio di 128.338 euro, realizzato principalmente grazie a 200 mila euro di proventi finanziari (si tratta dei dividendi erogati dalla controllata Brand Management). A livello consolidato, invece, il gruppo Neep, che oltre alla Roma controlla altre società come quella dei marchi Brand Management e quella immobiliare Roma real estate, ha accusato una perdita di 11,3 milioni, in miglioramento dai -34,23 milioni registrati al 30 giugno 2015. Come spiegato in assemblea, la perdita netta consolidata si è ridotta rispetto all'anno prima anche grazie all'incremento dei ricavi della controllata As Roma, "derivanti dalle plusvalenze relative al trasferimento dei calciatori". Tra le principali operazioni di calcio-mercato, ci sono il passaggio al Milan di Alessio Romagnoli e quello alla Juventus di Miralem Pjanić.
Ecco che così il collegio sindacale di Neep richiama l'attenzione dei soci americani "sui principali rischi economici e finanziari connessi all'ordinario svolgimento dell'attività operativa dell'As Roma, vista la sua partecipazione a competizioni sportive, in quanto connotati da elementi di imprevedibilità". In questo caso, quindi, i sindaci di Neep mettono in guardia sulla possibilità che ci possa essere bisogno di "un ulteriore versamento" di denaro da parte degli azionisti americani "per sostenere patrimonialmente la controllata As Roma".

Non bastasse, a detta sempre del collegio sindacale di Neep, i rischi economici e finanziari sono anche connessi "alla realizzabilità del progetto 'Stadio di Roma'", tornato di grandissima attualità proprio in questi giorni, "in quanto caratterizzato da una serie di autorizzazioni amministrative non dipendenti dalla società". A riguardo, secondo indiscrezioni, la Regione Lazio sarebbe in attesa di atti ufficiali da parte del Comune di Roma, guidato dalla sindaca Virginia Raggi, che dovrebbero essere presentati formalmente nella Conferenza dei servizi che si chiuderà il 3 marzo. Da un punto di vista tecnico, infatti, al momento ciò che il Campidoglio ha depositato al tavolo aperto presso la Regione guidata da Nicola Zingaretti è un parere non favorevole, sia pure con diverse indicazioni che vanno in direzione correttiva.
Prima di capire quali sono i rischi connessi al progetto rispetto ai quali il collegio sindacale vuole mettere in guardia gli azionisti di Neep, è necessario fare un passo indietro, al mese di maggio del 2016. Allora, la Neep ha acquisito dalla As Roma spv llc l'intera partecipazione in Stadio Tdv spa per 80 mila euro. E Stadio Tdv è proprio la società deputata alla gestione e al finanziamento del progetto dell'impianto sportivo. Mentre il 16 maggio la banca d'affari americana Goldman Sachs ha messo a disposizione fino a 30 milioni per la società veicolo dello stadio, da rimborsare entro 22 mesi. La cifra è garantita, in ultima istanza, dai soci americani attraverso la As Roma spv llc.
Ebbene, per sottolineare i rischi connessi alla realizzazione dello stadio, i sindaci ricorrono alle parole degli stessi consiglieri di amministrazione di Neep (il cda è presieduto da Pallotta, che ricopre lo stesso ruolo anche nella Roma): "La mancata realizzazione del progetto potrebbe influire sul valore della partecipazione detenuta da Neep in Stadio Tdv" e anche in questo caso potrebbe "generare la necessità di un ulteriore versamento" di denaro da parte dell'azionista As Roma spv llc "per far fronte agli impegni finanziari derivanti dalle garanzie rilasciate a favore di Stadio Tdv a fronte del finanziamento verso Goldman Sachs". "Famo 'sto stadio!", era sbottato in diretta televisiva nei giorni scorsi l'allenatore della Roma Spalletti. C'è da scommettere che i soci americani sono con lui. La parola passa all'amministrazione Raggi.
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Che casino! fra società controllate e controllanti, fra banche italiane e quelle americane non si capisce nulla.
Forse però una cosa l'ho capita. Se lo stadio con annessa "colata di cemento" non si farà, il futuro della as roma merda sarà nero. Non so fino a che punto gli americani saranno disposti a coprire le perdite senza avere un tornaconto economico.

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Citazione di: kelly slater il 16 Feb 2017, 10:30
Ma questo è chiarissimo, ed è un aspetto che non è stato abbastanza evidenziato.
I miei amici romoletti, per quanto grillini e contro tdv sono preoccupatissimi dell'eventualità che il progetto non vada in porto, perchè per Pallotta e Co non esistono exit strategy: se non si fa si va a picco, o meglio si vende e chissà l'as cacca poi chi se la compra e con che prospettive.
Noi non seguiamo le aradio romaniste e i vari siti e sitarelli, ma immagino che questo ricatto strisciante sia ben presente, come un rumore di fondo, leggero ma implacabile.

UnitCredit ci ha messo 2 anni ed è andata in giro per il mondo per trovare degli acquirenti e alla fine è riuscita a convincere pallotta & c. con la prospettiva della costruzione dello stadio e del "business park".
Questa volta per la banca, trovare nuovi investitori sarebbe impresa molto difficile. Nel caso non si facesse lo stadio e il "business park" mai come questa volta la roma 1927 sarebbe vicina alla bancarotta o almeno ad un notevole ridimensionamento con la vendita dei giocatori più forti (per pagare i debiti) e l'abbassamento del monte ingaggi (per non farne di nuovi).

Ma purtroppo tutto questo è fantascienza, tanto lo stadio e il "business park" glielo faranno fare.

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Citazione di: kelly slater il 16 Feb 2017, 10:30
Ma questo è chiarissimo, ed è un aspetto che non è stato abbastanza evidenziato.
I miei amici romoletti, per quanto grillini e contro tdv sono preoccupatissimi dell'eventualità che il progetto non vada in porto, perchè per Pallotta e Co non esistono exit strategy: se non si fa si va a picco, o meglio si vende e chissà l'as cacca poi chi se la compra e con che prospettive.
Noi non seguiamo le aradio romaniste e i vari siti e sitarelli, ma immagino che questo ricatto strisciante sia ben presente, come un rumore di fondo, leggero ma implacabile.

Aggiungici che i 78 milioni che Pallotta avrebbe aggiunto (70 in futuro aumento di capitale e 8 a titolo di finanziamento soci) non sono soldi a fondo perduto. Pallotta non regala niente alle merde. Se li riprenderà.
Gli 8 milioni a titolo finanziamento soci sono un prestito (a che tasso d'interesse ?) che il socio Pallotta fa alla società e i 70 milioni sono un'ipoteca pesante su un eventuale futuro aumento di capitale.
Nel caso in cui questo aumento di capitale non dovesse essere effettuato si trasformerebbero automaticamente in debito.

Praticamente senza neanche aver posato un mattone stanno già sotto con l'accuso di un centinaio di milioni di euro.

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L'ex Sindaco di Roma, Ignazio Marino, che, con la sua giunta, ha approvato la delibera di pubblica utilità per il progetto stadio ha scritto una lettera pubblicata da Repubblica. Vi proponiamo le parti più interessanti. "La delibera della mia Giunta, votata in Assemblea Capitolina il 22 dicembre 2014, dichiarò il pubblico interesse all'opera, condizionandolo, ovviamente, non allo stadio privato, sul quale legittimamente la società sportiva conta per accrescere la propria competitività, ma alle opere connesse all'impianto sportivo e utili alla qualità della vita delle romane e dei romani". Marino fa così l'elenco di opere pubbliche connesse allo stadio, tra cui il Ponte sul Tevere che, come filtra dalle indiscrezioni di stampa, potrebbe non essere più realizzato. L'ex Sindaco però avverte: "Se verrà a mancare anche una sola di queste opere di interesse pubblico la delibera recita testuale: '(...) il mancato rispetto delle su esposte condizioni necessarie, anche solo di una, comporta decadenza ex tunc del pubblico interesse qui dichiarato'. In sostanza - prosegue Marino - se si cancellano le opere pubbliche esterne allo stadio, viene meno il pubblico interesse e si deve riscrivere una nuova delibera. È questo lo stallo in cui si è impantanato lo stadio.
Molti commentatori pur ammettendo di non aver letto le carte hanno gridato alla speculazione. Bisogna giudicare il progetto nel suo insieme, comprese le torri di Daniel Libenskid, che hanno una forza non solo architettonica, ma saranno in grado di attrarre grandi gruppi internazionali, creando migliaia di posti di lavoro e sostenibilità economica al progetto"

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Un buco nero che inghiotte tutto.
Prima i Sensi asfaltati da da 350 milioni de buffi
Poi unidebit che la regala ( sarà vero poi?) a Pallotta con cessioni di crediti e azioni a prezzi stracciati e operazioni di mercato a prezzi da amatore di giocatorini inventandosi San Sabatini.
Poi aumento di capitale da 100 milioni
Poi Bond da 175 milioni
Poi  portati col carrettino 78 milioni de corsa per pagare gli stipendi de sti poveracci se no non possono fare la spesa al mercato.
Poi per mantenere sto baraccone si vuole stuprare la città con il progetto di tdv per continuare a gozzovigliare all'infinito
Nel frattempo er sor Lotito nella Lazio nun c'ha messo una lira anzi a detta di molti sembra che se li sia pure presi. boh come farà? Moltiplica i pani e i pesci come il Messia
Ma le merde cosa hanno fatto in questo periodo ha vinto là Cl? due o tre scudi?,...... una coppetta ? No niente? Ma niente, niente, niente?

ssl1900

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Citazione di: italicbold il 16 Feb 2017, 11:01
Aggiungici che i 78 milioni che Pallotta avrebbe aggiunto (70 in futuro aumento di capitale e 8 a titolo di finanziamento soci) non sono soldi a fondo perduto. Pallotta non regala niente alle merde. Se li riprenderà.
Gli 8 milioni a titolo finanziamento soci sono un prestito (a che tasso d'interesse ?) che il socio Pallotta fa alla società e i 70 milioni sono un'ipoteca pesante su un eventuale futuro aumento di capitale.
Nel caso in cui questo aumento di capitale non dovesse essere effettuato si trasformerebbero automaticamente in debito.

Praticamente senza neanche aver posato un mattone stanno già sotto con l'accuso di un centinaio di milioni di euro.

Credo anche io che i primi utili, che eventualmente darà lo stadio e il "business park" saranno di  pallotta e dei suoi amici investitori che attualmente stanno coprendo i buchi che generà la società.
Solo dopo arriveranno i benefici economici per l'as roma merda.

Almeno cosi mi auguro ...

paolo71

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ma te auguri de che...
ma magari pallotta e c. se ne tornassero a fanculo a boston a fine mese lasciando sti poracci cor cappello in mano...


Davy_Jones

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pallotta sta abbracciato a parsitalia in questa storia, unicredit ha grossi problemi con parsitalia che vuole risolvere con questa porcata, e i problemi di unicredit sono problemi in qualche modo nazionali quindi non puo' finire male. questa e' la scommessa di pallotta. ma non e' lui o la merda il centro del problema di unicredit, e' parnasi. parnasi e' all in in questa storia e con lui stanno appesi molti quattrini di unicredit.

thexfactor

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 16 Feb 2017, 06:30
Guai a tradire il patto con i costruttori (La Repubblica)

L'INTERVENTO. LA LETTERA DELL'EX SINDACO IGNAZIO MARINO



Ma ancora parla 'sto delinquente?

ps: aridatece Marino   :D


:asrm

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italicbold

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Citazione di: ssl1900 il 16 Feb 2017, 11:15
Credo anche io che i primi utili, che eventualmente darà lo stadio e il "business park" saranno di  pallotta e dei suoi amici investitori che attualmente stanno coprendo i buchi che generà la società.
Solo dopo arriveranno i benefici economici per l'as roma merda.

Almeno cosi mi auguro ...

Il problema é che non stiamo parlando di spicci.
Stiamo parlando di quasi 80 milioni di euro. Non so se vi rendete conto.
Mettiamo da parte i voli pindarici ma sto stadio, prima, va pagato. Le merde già partono con un -6 milioni annui. Io non so quale sostanza psicotropa utilizzi il giornalista che ha scritto l'articolo sui mirabolanti guadagni che faranno le merde grazie allo stadio, ma immaginare che d'un momento all'altro si facciano i guadagni migliori del mondo, che lo stadio si riempia subito, che le merde vadano sempre in champion's, che i negozi siano sempre pieni i ristornati presi d'assalto, gli uffici venduti immediatamente e ovviamente uno sponsor che, senza fiatare, mette sul piatto 30 milioni di euro per 10 anni perché se lo fa Allianz con il Bayern perché non suo' farlo un'altra marca con le merde ?????. Anzi, se fanno come l'Arsenal che mettono il nome anche sulle maglie prendono pure più soldi del Bayern (26 volte campione di Germania, 5 Champion's League, etc....).

Il tutto che consenta alle merde di raddoppiare il fatturato senza problemi.
In Italia.
A Roma.

Malimortacci loro.


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