Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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Nanni

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Bisogna ammetterlo però, il loro ufficio stampa lavora, indefesso. E lavora bene.

Pure nelle stesse ore in cui due storici paladini delle veline-di-regime come i due quotidiani romani più allineati dell'universo, riportano notizie un po' più "realistiche", da altre parti si continua il panegirico continuo, stucchevole e inarrestabile.

Pure Tiscali, per dire:
http://notizie.tiscali.it/regioni/lazio/feeds/15/06/29/t_74_20150629_1111_news_Tor-di-Valle-da-ippodromo-a-nuovo-stadio-della-Roma.html?lazio

Ok, è pieno di forse, di farebbero, di dovrebbero etc. però... che se ne parli, sempre e comunque. E viva la libertà di stampa.

ES

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Citazione di: gentlemen il 29 Giu 2015, 11:57
Stadio, le grandi opere: cosa va e cosa non va
29.06.2015 10:05 di Benedetta Lombardi Twitter: @benelo88     articolo letto 6671 volte 
Fonte: Il Tempo

Un altro grande ostacolo è rappresentato dal fatto che molti documenti sono stati scritti in inglese, alcuni senza traduzione a fronte e ciò creerebbe non pochi problemi. In ultimo, l'adeguamento via del Mare/via Ostiense e la creazione del nuovo svincolo di Parco de' Medici sulla Roma-Fiumicino sarebbe un semplice disegno su carta, non ancora diventato progetto.



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Stadio della roma - Lavori in due anni (Il Tempo)

Ecco il piano con i tempi dei cantieri Per le opere pubbliche serve l'appalto

«Prima pietra» e inizio dei lavori: il sogno dei tifosi (e della dirigenza) della Roma ha queste espressioni ricorrenti. Al di là della data in cui effettivamente apriranno i cantieri, nella Capitale del Paese delle opere incompiute, di quelle a rilento come la Salerno-Reggio Calabria e della metro C che doveva essere partire col Giubileo del 2000, l'avvio dei lavori sarà comunque un successo su scala nazionale.

Ma, dopo la famosa prima pietra, come funzionerà il cantiere? La risposta è di grande importanza perché si tratta della costruzione di quasi un milione di metri cubi in un quadrante in cui le strade sono già oggi intasate dal traffico. Per almeno 22 mesi (ma già nella Roma si parla di 24 mesi) dalla data della posa della prima pietra ci sarà un gran via vai di camion, tir, gru, operai, trivelle. IL PIANO LOGISTICO

L'ultimo dei documenti redatti e consegnati in Campidoglio lo scorso 15 giugno, è il «piano logistico della cantierizzazione». Redatto dalla Lendlease, si adotta per organizzare e pianificare le «attività di gestione e di controllo della logistica del cantiere, al fine di assicurare un corretto e coordinato sistema di utilizzo delle aree di cantiere che devono essere condivise da più imprese, prevenendo l'insorgere di criticità».

Per scrivere il piano vengono considerate una serie di variabili: l'analisi degli accessi al sito, compresi impatto sul traffico, controllo degli accessi, sicurezza del sito, consegna delle merci e dei materiali, rimozione dei materiali e permessi comunali; l'analisi delle interferenze ovvero viabilità esistente, fogne, cunicoli, condotti, ambiente; l'analisi delle vie di circolazione dei lavoratori e dei materiali, alle zone di deposito e il sito ufficio; il coordinamento dell'organizzazione logistica; e, infine, l'analisi delle attività preliminari ai lavori, tra cui l'approvvigionamento idrico, la comunicazione di lavori temporanei, come ad esempio recinzioni perimetrali, e segnaletica. I TEMPI DEI PERMESSI

La prima parte del Piano, dopo aver ripercorso sommariamente tutto l'intervento (Stadio, nuova Trigoria e Roma Village; Convivium; Business Park e aree verdi), si sofferma sulla questione delle tempistiche stimate per poter procedere con l'avvio dei lavori. Ottimisticamente si prevede che entro dicembre di quest'anno la Conferenza di Servizi in Regione approvi il progetto definitivo (che definitivo, come si è visto nell'inchiesta de Il Tempo , non è ancora). E, a seguire, l'avvio del cantiere entro fine 2015. «Procedura di Valutazione di Impatto Ambientale alla Conferenza di Servizi», scrivono, «come endo-procedimento». «L'obiettivo è di arrivare al rilascio dei titoli abilitativi per consentire l'avvio delle opere propedeutiche e delle demolizioni entro la fine del 2015». Ovviamente, come la Lendlease stessa scrive, «data la complessità dell'operazione, l'intervento sarà sviluppato per fasi consecutive».


LE FASI

Prima di tutto si partirà con la demolizione delle opere esistenti, necessaria per avviare la costruzione dello stadio e delle infrastrutture. Subito dopo inizieranno i lavori per stadio (con parcheggi a servizio e viabilità interna), Trigoria, Roma Village e Convivium. Insieme a questi, partiranno i lavori della prima fase del Business Park: Promenade, una delle tre torri con i suoi edifici bassi e opere a servizio. La seconda fase del Business Park «inizierà dopo la conclusione delle fasi precedenti e sarà sviluppata sulla base delle reali esigenze commerciali».

E le opere pubbliche? Tre righe: «Le opere di urbanizzazione saranno realizzate con appalto pubblico. La loro esecuzione dovrà avvenire contestualmente alla realizzazione dei comparti privati. Le opere legate al verde pubblico saranno progettate a carico del Promotore, ma saranno realizzate dal Comune di Roma».
L'AREA DI CANTIERE

La zona sulla quale si costruirà è molto vasta (circa 1.085.520 mq). Per questo, in base alla sequenza dei lavori, verranno di volta in volta realizzate diverse aree di cantiere. Nella prima fase, durante le demolizioni, l'area sarà di dimensioni ristrette ma sarà necessario realizzare «la viabilità di cantiere» e l'«Area Logistica Centrale». Saranno effettuate valutazioni del rumore, prima dell'inizio delle lavorazioni e durante il corso degli stessi, in cui si dovrà tener conto dei tempi e delle soglie di esposizione al frastuono per gli operai. LE DEMOLIZIONI

Per quanto riguarda le demolizioni, è stata eseguita a maggio scorso un'indagine con prelievo di 5 campioni di materiali a sospetto contenuto di amianto. Le analisi hanno accertato la presenza di amianto in due campioni e di fibre artificiali vetrose in un altro. A questi rifiuti pericolosi, si sommano due serbatoi in ferro per gasolio e benzina. Tutti questi rifiuti - si legge nel progetto - verranno smaltiti come sostanze pericolose. Dopo si parte con l'abbattimento in sequenza delle due tribune dell'Ippodromo, quindi degli edifici ausiliari (cabina elettrica, centrale termica, edificio custodi, ecc.) e, infine, con le scuderie. Durante tutte queste operazioni, è prevista una separazione dei tipi di rifiuti (ferrosi, piastrelle, mattoni, legno e via dicendo).


RIDUZIONE INQUINAMENTO

Nel corso delle demolizioni - ma anche nella successiva fase di costruzione - il progetto prevede tutta una serie di accorgimenti per ridurre i diversi tipi di inquinamento, acustico, polveri, ambientali. I camion, ad esempio, in uscita dal cantiere dovranno essere preventivamente puliti, in special modo sulle gomme, e tutta la viabilità interna dovrà essere costantemente annaffiata per ridurre la dispersione di polveri. Nello specifico, in prossimità dell'uscita dal cantiere dovrà essere realizzata una piattaforma per il lavaggio delle gomme e dei mezzi pesanti, per preservare la pulizia generale delle strade e le condizioni igieniche delle aree esterne interessate dal passaggio dei mezzi. Lo smaltimento delle acque provenienti dall'impianto di lavaggio delle ruote degli automezzi invece avverrà tramite vasche di decantazione e separazione oli e grassi, prima di essere immesse nella rete comunale. Verrà anche realizzata un'apposita vasca per il lavaggio delle betoniere.


IMPIANTI DI CANTIERE

Elettricità, acqua, smaltimento dei diversi tipi di rifiuto prodotto: ognuna di queste voci prevede una serie di opere necessarie a dotare il cantiere di allaccio per l'energia elettrica, nello smaltimento delle acque meteoriche (che avranno un particolare sistema di pompaggio per evitare l'accumulo nel fondo dello scavo), nella fornitura di acqua potabile e industriale, nell'allaccio delle fogne, e dei servizi telefonici. VIABILITÀ

Ovviamente, per chi vive o si trova a transitare quotidianamente per l'area di Tor di Valle è fondamentale ridurre il più possibile l'impatto dei camion in ingresso e in uscita dal cantiere. Per questo, nel piano si legge che nel giorno 0 (il D-Day giallorosso) verrà usata l'attuale viabilità (Via del Mare, via dell'Ippodromo e via Ostiense) con ingresso e uscita nell'attuale ingresso dell'Ippodromo. Al momento dell'inizio dei lavori dello stadio e della torre, sfruttando la futura viabilità così come progettata gli accessi al cantiere diverranno due: via dell'Ippodromo e via dell'Equitazione. Per l'uscita, si continuerà a utilizzare via dell'Ippodromo.

La terza fase, quella del rifacimento di parte della via del Mare/via Ostiense, prevede lo spostamento della sola uscita dal cantiere da via dell'Ippodromo a via dell'Equitazione che, nel frattempo, diverrà a due corsie.

Fernando M. Magliaro

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Ma la prima pietra è attesa nel 2016 (Il Tempo)

Il progetto va completato e l'iter può bloccarsi

In Campidoglio, i bene informati indicano nella seconda metà del mese di luglio, fra il 15 e il 20, la data in cui il Comune «girerà» alla Regione Lazio il progetto dello Stadio della Roma di Tor di Valle.

Lo scorso 15 giugno, il «big day» come lo ribattezzò Mark Pannes, la Roma ha presentato il «progetto definitivo» in Campidoglio. Un mese, quindi, più o meno come previsto, è il tempo che il gruppo di lavoro interassessorile si è preso per effettuare l'analisi preliminare delle carte progettuali.

E, finalmente, a breve, il «dossier» stadio approda in Regione, per l'esattezza negli uffici dell'assessorato all'Urbanistica guidato dal «piddino» Michele Civita. Su richiesta dei proponenti, la Regione convocherà la Conferenza di Servizi decisoria che avrà sei mesi di tempo dalla data di convocazione per esaminare il progetto, richiedere eventuali integrazioni documentali o modifiche progettuali, redigere il testo della Convenzione urbanistica (una specie di contratto di servizio) fra Roma e Comune, e, quindi, dare il via libera al tutto, incluso il procedimento di Valutazione di Impatto ambientale (Via).

Sei mesi su carta, ovviamente. Anche perché, come Il Tempo ha documentato, mancano ancora alcuni elementi fondamentali perché il progetto possa essere considerato definitivo. Fra i corridoi regionali, quindi, si mormora di tre possibilità diverse: la Regione lo respinge al Comune chiedendo che venga ripresentato solo quando diverrà davvero definitivo. Oppure che si inizino i lavori della Conferenza e, mano a mano, si aggiungano i «file» ancora mancanti. Terza e più probabile ipotesi: la Conferenza si riunisce e, valutata la mancanza di alcuni documenti, «ferma il cronometro» dei sei mesi e lo riattiva non appena le carte saranno complete a termini di legge. Anche perché la Valutazione di Impatto ambientale - un primo stralcio ufficioso è già stato portato davanti gli uffici regionali - si può fare solo a progetto definitivo completo.

Terminata questa seconda e ultima parte dell'iter amministrativo (che potrebbe richiedere quindi un po' più dei sei mesi previsti), i progetti dovranno essere validati da un'apposita società che certifica la perfezione della documentazione per la gara europea (mediamente si vuole un mese) e, quindi, per le opere pubbliche (metro, ponti, stazioni, strade), verranno indette le gare europee (sei mesi circa per le procedure) assegnate le quali ai vincitori, si potrà iniziare finalmente a costruire.

Nel progetto presentato in Campidoglio, si rimane ancorati all'idea che la «data madre» del cantiere, l'inizio dei lavori, sia fissato per la fine di quest'anno. In realtà, quindi, per la partenza vera dei cantieri, per quanto molte procedure possano essere velocizzate il più possibile, alcuni tempi tecnici e procedurali non comprimibili fanno ragionevolmente prevedere, al netto di possibili modifiche sostanziali del progetto in sede di Conferenza decisoria o di ricorsi, la data utile nella seconda parte del 2016.

F. M. M.

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«Carte in Regione ma manca qualcosa» (Il Tempo)
Stadio della Roma Parla Caudo, assessore all'Urbanistica del Campidoglio «Il nostro lavoro è fatto, adesso la relazione è nelle mani della Pisana»

«Anche questo passaggio è fatto». Giovani Caudo, assessore capitolino all'Urbanistica, annuncia la chiusura dell'iter di competenza del Campidoglio sullo stadio della Roma. Da oggi il dossier passa alla Regione, all'assessorato all'Urbanistica guidato da Michele Civita che dice: «La prossima settimana la giunta regionale discuterà una memoria per organizzare i propri uffici, affinché siano rispettate le modalità e i tempi previsti». E mentre il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, annuncia «grande rigore e assoluta trasparenza», Caudo spiega: «Abbiamo inviato una relazione alla Regione e ai proponenti, evidenziando le mancanze di alcuni elementi essenziali a qualificare come "definitivo" il progetto. Deve essere chiaro che parliamo di un progetto unitario complesso composto da un tot di singoli progetti, alcuni dei quali sono a livello definitivo altri più indietro. La relazione, basata su questa prima disamina, elenca, in una quindicina di pagine, cosa manca dal punto di vista dell'ufficio edilizia, di quello dei lavori pubblici, dell'ambiente, ecc. ad esempio il piano particellare, il quadro economico, le specifiche sulle tipologie dei negozi, la relazione su alcuni manufatti e opere».
A questo punto, assessore, cosa succederà?
«La norma prevede che ora la competenza è della Regione che convoca la conferenza di servizi decisoria alla conclusione della quale verranno dati tutti i titoli e permessi di qualsiasi natura o denominazione. Il gruppo di lavoro interassessorile che ha lavorato sia sul progetto preliminare che su questa seconda parte rimane in funzione per tutta la Conferenza di Servizi decisoria con il compito di preparare i pronunciamenti del Comune, valutare integrazioni e modifiche, ma soprattutto per controllare la coerenza con la delibera di dichiarazione del pubblico interesse che, se non rispettato, decade bloccando il progetto senza alcun obbligo per il Comune. Voglio sottolineare la professionalità dei dirigenti che, in tre settimane, hanno concluso un'analisi attenta, anche se preliminare, di una mole di elaborati e documenti considerevole».
Legambiente lamenta un'eccessiva cementificazione per i parcheggi.
«Hanno ragione sulla quantità ma non sulla cementificazione. Le norme vigenti sui parcheggi, pensate in altri tempi, portano a un sovradimensionamento. Faremo attenzione a tutti i suggerimenti, anche a questi, e con questo obiettivo abbiamo istituito l'Osservatorio sul progetto. Nel progetto molti posti auto sono realizzati in strutture multipiano o al di sotto delle Torri e quelli a raso sono progettati proprio per non creare problemi di impermeabilizzazione del suolo».
Il Movimento 5 Stelle ha presentato un'interrogazione piuttosto corposa sullo stadio. Fra le varie argomentazioni vi è il fatto che non essendo definitivi i progetti non si possa andare in Regione.
«Noi ci siamo attenuti alla norma che prevede la competenza della Regione per indire la Conferenza di servizi decisoria. Abbiamo allegato una relazione che elenca le carenze documentali e le integrazioni necessarie. Nello stesso tempo il gruppo interassessorile continuerà a lavorare e l'Assemblea Capitolina sarà coinvolta come scritto nella delibera del 22 dicembre scorso. Abbiamo proceduto con velocità e puntualità, nel rispetto delle norme e perseguendo l'obiettivo della qualità della progettazione».
A questo punto, quindi, che tempi sono prevedibili per la famosa posa della prima pietra?
«Non ho mai voluto indicare una data e non mi sembra il caso ora. Aspettiamo l'esito del lavoro in Regione e poi vedremo».
Fernando M. Magliaro

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Tor di Valle, il Comune frena «Molte carenze nel progetto» (Il Messaggero)
I tecnici ammettono: «Ci sono mancanze dovute a una certa fretta nella fase finale».
Consegnato in Regione il piano definitivo accompagnato da una relazione integrativa.
IL PROGETTO

Con una settimana di ritardo rispetto ai tempi prefissati, il progetto del nuovo stadio a Tor di Valle ieri è stato inviato dal Comune alla Regione. Ma è lo stesso Campidoglio ad ammettere che, nelle carte presentate da James Pallotta e dal costruttore Luca Parnasi, mancano dei pezzi. «Ci sono carenze dovute a una certa fretta nella fase finale», ha dovuto ammettere l'assessore all'Urbanistica, Giovanni Caudo, che ha deciso di passare comunque la pratica alla Pisana, nonostante la Legge sugli stadi del 2014 preveda espressamente che, per approdare alla conferenza dei servizi decisiva in Regione, «i proponenti» abbiano l'obbligo di presentare al Comune il «progetto definitivo».
ATTI MANCANTI
Nei sette scatoloni consegnati il 15 giugno scorso dai privati a Palazzo Senatorio mancavano invece tanti requisiti fondamentali per ottenere il "bollino" di progetto definitivo. Criteri difficilmente aggirabili, perché fissati dal Dpr 207 del 2010 e da una serie di delibere comunali. Nell'elenco degli elaborati consegnati manca per esempio il «computo metrico estimativo» delle opere pubbliche, un atto fondamentale perché quantifica tutti i lavori previsti, i materiali e i costi. Non figurerebbe neanche il piano particellare dei terreni dove dovrebbero essere realizzate le infrastrutture, i sondaggi geologici delle aree da espropriare (circa il 40% del totale), e il rapporto sul contenimento dei consumi energetici delle costruzioni private, previsto dalla delibera comunale 48 del 2006.
L'ESCAMOTAGE
Pur di spedire il progetto in Regione, Caudo, grande sponsor di questa operazione calcistico-immobiliare, ha optato per un'escamotage: accompagnare le carte incomplete con una «relazione», elaborata dal gruppo di lavoro che ha esaminato il progetto, composto dai vertici di sei assessorati. Secondo Italia Nostra si tratterebbe di una forzatura. Per l'organizzazione ambientalista «è inaccettabile il metodo seguito per far approvare il progetto. Chiediamo ufficialmente al sindaco Marino e all'assessore alla Legalità Sabella come si può permettere di inviare in tutta fretta un progetto che ancora presenta criticità e carenze, senza neanche farle conoscere prima ai consiglieri comunali».
«ECOMOSTRO»
Italia Nostra punta ancora il dito sulle criticità principali del progetto: dall'«Ecomostro» da quasi un milione di cubature che nascerebbe accanto allo stadio (e che rappresenta l'86% delle costruzioni) tutto destinato a opere che con lo sport non c'entrano nulla, come uffici, negozi e alberghi, al rischio idrogeologico dell'area dove dovrebbe essere realizzato «il nuovo pesantissimo insediamento».
In attesa di risposte dal Comune, la prossima settimana la giunta regionale discuterà una memoria per organizzare i propri uffici e avviare la conferenza dei servizi. Solo dopo l'insediamento di questo organismo, scatteranno i 6 mesi di tempo entro cui la Pisana deve esprimere il suo parere sull'operazione. Poi, in caso di esito positivo, la palla tornerebbe in Comune per la firma della convenzione urbanistica.
LE INCOGNITE
Sempre che non si muova prima la giustizia. La Procura ha già aperto un fascicolo e pochi giorni fa il Movimento 5 stelle ha annunciato un ricorso al Tar: «Nel progetto c'è solo l'interesse di alcuni privati ed è significativo il rischio che i costi lievitino in modo spropositato pesando sulle tasche dei cittadini». Ieri i consiglieri regionali del M5S hanno chiesto di far passare il progetto «anche nella Commissione Urbanistica della Regione», perché sarebbe «l'unico iter trasparente. La fretta è però il peggior nemico del progetto perché impedirebbe l'avanzamento di proposte alternative».
Lorenzo De Cicco

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È allarme per il parcheggio "monstre" (Il Messaggero)

Nuovo allarme di Legambiente sul progetto Tor di Valle. Dopo avere denunciato i rischi di speculazione legati alle cubature «monstre», l'organizzazione ambientalista punta il dito sui parcheggi. «Vedendo gli stadi delle città europee, grandi o piccoli, vecchi o nuovi, nessuna squadra che gioca la Champions presenta una dimensione di parcheggi a raso così incredibile: ben 22 ettari. Neanche nel più grande parcheggio d'Italia, a Marcianise, o in quelli realizzati negli ultimi 10 anni nell'area romana, si è arrivati ad asfaltare un'area di tali dimensioni». Per questo l'associazione con una lettera chiede di fermare il progetto. «Le ragioni sono prima di tutto idrogeologiche e climatiche. Ma l'opposizione al progetto è legata anche all'enorme volumetria, oltre un milione di metri cubi non previsti dal piano regolatore, e al fatto che tutt'ora non vi sia alcuna certezza rispetto al prolungamento della metro B, l'unica condizione possibile per evitare di aggravare il traffico già congestionato nell'area».
L. De Cic.

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Stadio della Roma il piano in Regione Il Campidoglio "Ancora carenze" (La Repubblica ed. Roma)
Caudo: "Solo l'11% per edifici" Zingaretti: "Rigore e trasparenza"
PAOLO BOCCACCI
STADIO della Roma. È stretta finale. Il progetto definitivo, consegnato il 15 giugno al Campidoglio dalla società, ora passa alla Regione, che per legge ha la competenza per l'approvazione definitiva. Ma la relazione del gruppo di lavoro formato dai dirigenti di sei assessorati parla anche di «carenze » pur se afferma che «il piano ha fatto un passo avanti importante e tiene conto delle prescrizioni dettate dall'assemblea capitolina per il pubblico interesse ». Le carenze riguarderebbero il problema degli espropri di alcune aree e certe parti del piano non definitive.
«Il progetto», aggiunge il Campidoglio, «sconta una certa fretta nella fase finale. Ma allo stato attuale è chiaro in tutte le sue parti, lo stadio, il business district, il sistema ambientale che lo circonda e le infrastrutture per i collegamenti su ferro, stradali, ciclopedonali e di messa in sicurezza idraulica di Decima. Dei circa 90 ettari, la metà è destinata a parco e aree verdi, solo l'11 per cento a edifici».
«Il plastico del progetto e tutti i materiali» spiega l'assessore all'Urbanistica Caudo «sono esposti alla Casa della città, a disposizione di tutti. E lì si è anche insediato l'Osservatorio sullo stadio, promosso dall'assessorato e dal IX e XI municipio e animato dai cittadini più direttamente interessati dalle conseguenze che l'opera produrrà nelle aree limitrofe».
«Nel frattempo», conclude Caudo «lavoreremo alla redazione dello schema di Convenzione urbanistica da portare in Consiglio comunale, se la Regione approverà in via definitiva il progetto. La Convenzione regolerà gli obblighi reciproci tra Roma Capitale e chi ha fatto la proposta dello stadio, fisserà i tempi e le fasi di attuazione che, ricordiamo, prevedono che le opere pubbliche siano realizzate contemporaneamente all'impianto ». Parla il governatore Zingaretti: «Sullo stadio della Roma stanno cominciando ad arrivare i primi documenti. Abbiamo pensato, proprio per sottolineare l'importanza dell'evento, di portare la prossima settimana in giunta una delibera quadro che darà una linea d'indirizzo per affrontare, con rigore e trasparenza, l'iter di un'opera così importante".
Commenta la società giallorossa: «Grazie a esperti italiani e internazionali e un investimento diretto di circa 1,5 miliardi di euro, il progetto creerà un minimo di 12 mila nuovi posti di lavoro e molte opportunità per le aziende locali e per i romani. Certo, dovremo includere le integrazioni richieste».
Attacca Legambiente: «Parcheggi a raso ben 22 ettari accanto al Tevere impermeabilizzati. Le ragioni a dover fermare il progetto sono prima di tutto idrogeologiche e climatiche».
E Italia Nostra: «Un progetto con carenze non si passa alla Regione per farlo approvare. Torni in Consiglio».
Ora la Regione ha sei mesi, durante i quali potrà anche chiedere modifiche e aggiunte al piano, per rilasciare o meno il permesso a costruire il nuovo impianto.

olympia

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A me solo il fatto che degli amministratori capitolini e regionali,perdano anche un minuto del loro lavoro per lo stadio privato della roma, con tutti i problemi gravi che ha questa città, abbandonata al suo destino come non mai, mi fa rizzare i capelli!   >:(   :asrm

Bonnerone

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Ma se il progetto è incompleto come si fa a mandarlo avanti? È chiaro si tratti di una manovra furbetta per cercare di far avanzare il progetto a tutti i costi. Se fossi la Regione rispedirei il tutto al mittente con preghiera di tornare con i compiti fatti. Storie dell'altro mondo

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NEMICOn.1

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Citazione di: Bonnerone il 22 Lug 2015, 07:56
Ma se il progetto è incompleto come si fa a mandarlo avanti? È chiaro si tratti di una manovra furbetta per cercare di far avanzare il progetto a tutti i costi. Se fossi la Regione rispedirei il tutto al mittente con preghiera di tornare con i compiti fatti. Storie dell'altro mondo

Perché incombe l'incubo di mafia capitale e allora cercano di muoversi il più velocemente che possono

Warp

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Citazione di: Bonnerone il 22 Lug 2015, 07:56
Ma se il progetto è incompleto come si fa a mandarlo avanti? È chiaro si tratti di una manovra furbetta per cercare di far avanzare il progetto a tutti i costi. Se fossi la Regione rispedirei il tutto al mittente con preghiera di tornare con i compiti fatti. Storie dell'altro mondo

Se cade Marino lo stadio non si fa più perchè molto probabilmente vincerebbe M5S e lo stadio te lo scordi.
Se rivince il PD comunque con una nuova giunta e un nuovo sindaco devi ricominciare non dico daccapo ma quasi


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porgascogne

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Citazione di: Warp il 22 Lug 2015, 08:59
Se cade Marino lo stadio non si fa più perchè molto probabilmente vincerebbe M5S e lo stadio te lo scordi.
Se rivince il PD comunque con una nuova giunta e un nuovo sindaco devi ricominciare non dico daccapo ma quasi

pensa, voterò M5S solo pe' questo

cosmo

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Citazione di: porgascogne il 22 Lug 2015, 10:19
pensa, voterò M5S solo pe' questo

io ci sto seriamente pensando  :) voglio prima leggere il programma se hanno le pa.lle di mettono nei punti.

Precisione

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OLIMPIADI: MALAGO', FINALE CALCIO? MILANO IPOTESI SE STADIO ROMA NON SARA' PRONTO

"La finale del torneo olimpico di calcio? Se lo stadio della Roma sarà finito sicuramente si potrà giocare lì, altrimenti si dovrà andare in un altro posto. Considerato che a Milano c'è la finale di Champions League il prossimo anno, quindi è uno stadio di primo livello, sarebbe bello andare a Milano. Ma è solo un'ipotesi". Lo ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò, dopo l'audizione in Commissione Cultura al Senato sulla candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2024. "Oggi -ha spiegato- vediamo la realtà di Roma, dove c'è uno stadio di atletica leggera prestato al calcio e un vecchio stadio di calcio con una storia importante come il Flaminio che verrà recuperato per discipline diverse come rugby a 7 e hockey su prato. E' chiaro che noi la finale del calcio la dobbiamo giocare in un posto diverso da dove si faranno la cerimonia di chiusura e le gare di atletica, visto che c'è una coincidenza di date". Sull'ipotesi che la finale di calcio si giochi in un posto diverso da Roma anche Luca di Montezemolo, presidente del Comitato promotore della candidatura olimpica, ha precisato: "Faremo sicuramente delle cose a nord, ma nel 2024 avremo certamente uno stadio a Roma e quindi non mi sembra sia questo il tema principale".

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