Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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Il Mitico™

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Sempre che UniCredit e Goldman Sachs abbiano tutto questo interesse di parare il culo a Parnasi.

cartesio

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Citazione di: Il Mitico™ il 23 Feb 2017, 23:12
Sempre che UniCredit e Goldman Sachs abbiano tutto questo interesse di parare il culo a Parnasi.

Parando il culo a Parnasi lo parano a se stessi.

stralazio

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Citazione di: alasinistra il 23 Feb 2017, 22:18
#famosta'catastrofe  :asrm

sto a ride da 1 ora ; )    ... te la rubo .

turco

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Citazione di: cartesio il 23 Feb 2017, 23:05
Se in Italia ci fosse ciò che viene chiamato "la certezza del diritto" si potrebbe anche discutere sulla tua affermazione. Però in altre discussioni in passato ci si è trovati quasi unanimi sul fatto che questa certezza non c'è, e che troppo spesso prevale il più ricco e/o il più potente.
Allora, al di là del merito della questione, vale la pena di chiedersi chi sia il più ricco tra il Comune di Roma e la coalizione Parnasi-Unicredit-Goldman Sachs. O chi sia politicamente il più potente. Magari osservando di sfuggita che oggi addirittura il presidente dell'UEFA scende in campo ripetendo a pappagallo le parole di Pallotta.

Detto questo, se la Raggi ritirasse la pubblica utilità del progetto, saremmo in presenza di un'istituzione che si contraddice nell'arco di due anni. Non è una questione tra Marino e Raggi, è una questione istituzionale, che comporta responsabilità istituzionali e conseguenze civili e penali.
In più, se la giunta Marino ha preso una decisione illegale, come leggo da qualche parte, qualcuno dovrà andarci di mezzo. Giustamente, dico io. Ma se succede ci potranno anche essere richieste di danni a carico del Comune di Roma. Forse anche a carico dei consiglieri PD della giunta precedente, ma non dei consiglieri 5stelle di quella attuale, che non avrebbero fatto niente di illegale.

Cartesio, ripeto che se pallotta/parnasi/unicredit avessero già avuto tutti i permessi non ci sarebbe stato bisogno della CdS. La delibera Marino è una promessa, non una certezza.
Le amministrazioni cambiano e cambiano le opportunità.
Ad esempio, oggi i costruttori non pagano tasse sull'invenduto, domani viene eletto Pinco Pallo e cambia la legge. Berlusconi ci ha campato 20 anni con questo gioco.
Mafia capitale ha rotto il giocattolo alle merde. Pazienza, se ne faranno una ragione.

Se, invece, prevale la potenza ricattatoria di GS/Unicredit allora alziamo le mani.
Fine della certezza del diritto e della legalità.
Ma il M5S poi non ci venisse più a rompere i marroni con la dittatura delle banche da abbattere.

Tra l'altro , sempre se vero, approvo il discorso di Grillo di cambiare location perchè serve a far scoprire le carte alle merde.
Il comune propone un'altra area in concessione gratuita  per 99 anni (tipo Juve).
Se lo stadio non è un cavallo di troia per la speculazione Pallotta deve solo accettare.
Se rifiuta casca l'asino.

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turco

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Aggiungo che se Zingaretti chiede al comune di roma la conferma della pubblica utilità un motivo ci sarà. O no?

Sledgehammer

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Citazione di: turco il 23 Feb 2017, 23:43

Il comune propone un'altra area in concessione gratuita  per 99 anni (tipo Juve).
Se lo stadio non è un cavallo di troia per la speculazione Pallotta deve solo accettare.
Se rifiuta casca l'asino.
non sono un branco di lupi ma un gregge di pecore, se gli dicono o li o niente, i tifosi daranno la colpa al comune.

DajeLazioMia

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Citazione di: Sledgehammer il 23 Feb 2017, 23:53
non sono un branco di lupi ma un gregge di pecore, se gli dicono o li o niente, i tifosi daranno la colpa al comune.
Vorrò vedere però quale sarà la linea comunicativa per giustificare questo no.
Il Comune propone 4 zone nel rispetto del piano regolatore e dà disponibilità ad iniziare i lavori tra 3 mesi, magari insistendo sul fatto che per legge lo stadio non può essere di Pallocca.
Lo stadio lo fai coatto così come lo hai progettato, in base allo spazio concesso ci piazzi 3/4 della colata di cemento prevista.
No perché? Come la imposterebbero?

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Verso il no allo stadio. Un parere aiuta Raggi (Il Messaggero, 24 Febbraio 2017)

Addio a stadio e grattacieli a Tor di Valle, Virginia Raggi ha deciso: sarà annullata la delibera approvata dall'amministrazione Marino nel dicembre 2014 che riconosceva la pubblica utilità al progetto. L'ultimo parere «secretato» dell'Avvocatura capitolina permetterà oggi alla sindaca grillina di procedere in questa direzione che di fatto azzera il percorso compiuto fino ad oggi verso la realizzazione dello stadio e di tutte le cubature che gli giravano intorno. Cosa dicono i legali di Roma Capitale? «La delibera è un atto illegittimo, nessun rischio per le casse del Comune in caso di richiesta di risarcimento danni da parte dei proponenti del progetto». Forte di questi due dati la sindaca proporrà all'As Roma e all'impresa costruttrice di cambiare area per costruire lo stadio (e i tre grattacieli annessi all'operazione immobiliare).
IL PERCORSO
Cosa significa? Con questo scenario: si blocca l'iter arrivato in conferenza dei servizi e si ricomincia tutto daccapo. Un percorso, travagliato, iniziato cinque anni fa e che sembra essere arrivato al capolinea. Ma non senza conseguenze.
Soprattutto da parte dell'As Roma, visto che Pallotta parla di scenario «catastrofico» e ieri lo stesso mister Spalletti ha ipotizzato che il proprietario americano possa cedere la società. La seconda strada, probabilmente l'unica per non andare allo scontrò con i proponenti, è la prosecuzione delle trattative sul progetto attuale per trovare un punto di caduta su una riduzione netta delle cubature, una rimodulazione delle opere pubbliche richieste ed una riperimetrazione dell'area interessata a Tor di Valle. Per capire come si sta muovendo la sindaca bisogna recuperare la frase di Beppe Grillo che, dopo avere provato a convincere la Raggi a trovare un'intesa con la Roma, ha capito che tutti i consiglieri comunali romani e gran parte della base non l'avrebbe seguito nella linea del compromesso: «Lo stadio si può fare, ma da un'altra parte». Facile a dirsi, ma nella pratica significa rimettere indietro il calendario al 2012, quando questa sfortunata vicenda del milione di cubature a Tor di Valle era cominciata.
GLI INCONTRI
Anche ieri le diplomazie del Campidoglio (in particolare l'avvocato Luca Lanzalone, consulente esterno, e i due parlamentari tutor della Raggi, Bonafede e Fraccaro) e della Roma hanno continuato a parlarsi, in vista dell'incontro ufficiale fissato per oggi. Ma i margini di manovra sono quasi inesistenti: il Campidoglio vuole convincere Roma e Eurnova a cambiare l'area e ridurre la parte edificata non prettamente sportiva, anche restando all'interno dei terreni di Tor di Valle. Va ricordato che c'è anche l'inizio del procedimento di definizione del vincolo sulla tribuna dell'ippodromo da parte della Soprintendenza che impone un ripensamento. Ma la rimodulazione di un progetto di questo tipo non è uno scherzo: significa rimettere al lavoro ingegnere e architetti, ripassare dal consiglio comunale e soprattutto chiudere la conferenza dei servizi attualmente aperta in Regione con un no. Grillo e i parlamentari, che comunque guardano sempre al traguardo finale delle elezioni politiche, sono preoccupati, perché temono che senza una gestione attenta della pratica potrebbero perdere consensi. «Ma noi - ragionava ieri un importante esponente del M5S in Comune - siamo stati sempre coerenti: è questo che ci differenzia dagli altri».
LA TENSIONE
La decisione agita tutto il M5S. Soprattutto la parte più governista rappresentata da Luigi Di Maio. Fonti parlamentari ieri sera spingevano per far trapelare un altro scenario. La seconda strada, probabilmente l'unica per non andare allo scontro con i proponenti, è la prosecuzione delle trattative sul progetto attuale per trovare un punto di caduta su una riduzione netta delle cubature, una rimodulazione delle opere pubbliche richieste ed una riperimetrazione dell'area interessata a Tor di Valle. Ma questa ipotesi non va comunque giù a gran parte della maggioranza. Perché qualsiasi atto passerà comunque dal consiglio comunale. Proprio da qui sembra essere arrivata la spinta a «Virginia» affinché azzeri tutto.
Simone Canettieri
Mauro Evangelisti

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Gli ultras romanisti assediano M5S. Pallotta: pronto a vendere i campioni (Il Messaggero, 24 Febbraio 2017)
IL FOCUS

ROMA L'antipasto è stato servito ieri sera, durante la partita con il Villareal, quando dal settore distinti sud si sono alzati cori contro Virginia Raggi e Beppe Grillo. Pallotta in queste ore è stato durissimo: ha parlato di «catastrofe» per il futuro della società, che significa vendita dei giocatori migliori. Ma è andato persino oltre con una minaccia neppure troppo velata al Campidoglio: «Non devono scherzare con il fuoco, basta stupidaggini. Sto lavorando per Roma e per l'Italia». Al termine della partita il tecnico Spalletti ha ipotizzato l'addio di Pallotta come conseguenza imminente del no al progetto di Tor di Valle: «È uno che viene a investire da un altro paese, a migliorarlo, a creare presupposti di crescita. Secondo me c'è anche da aspettarsi che prenda e che vada via. Poi ci si accorgerà dopo di quello che abbiamo perso». Parte da questi elementi messi in fila la preoccupazione per la manifestazione dei tifosi giallorossi di oggi. Il timore è che dopo il martedì nero della protesta di tassisti e ambulanti, Roma viva un'altra giornata in affanno, perché nella zona del Campidoglio e piazza Venezia andranno a manifestare i sostenitori della Roma e del progetto di stadio e grattacieli a Tor di Valle. C'è il pericolo di infiltrati provenienti dall'estrema destra. Le frasi di Grillo, sceso da Genova a sostenere e forse anche a indirizzare le scelte di Virginia Raggi, hanno alimentato il caos e il malcontento. Prima ha promesso un referendum, poi ha detto che lo stadio sarà «spostato», tra una sparata e l'altra però si è consolidata l'opinione che la delibera su Tor di Valle sarà affondata e da mercoledì c'è stata la controffensiva mediatica della Roma. Si sono moltiplicati i tweet con l'hashtag #famostostadio, su Facebook sono stati rilanciati i messaggi a favore del progetto. La radio ufficiale dell'As Roma ha dato molto spazio allo scenario «catastrofico», come lo ha definito Pallotta, che si andrebbe a concretizzare con il no al progetto. Altre radio non legate alla società hanno comunque preso le difese del progetto, raccogliendo gli umori della tifoseria e annunciando dirette dal Campidoglio dove oggi pomeriggio si svolgerà l'incontro decisivo tra i proponenti (Eurnova e As Roma e i rappresentanti del Campidoglio). Sintesi: il clima è quello della mobilitazione.
PIAZZE
Il paradosso è che martedì la Raggi ha solidarizzato con chi manifestava fuori dalle regole (i tassisti) e oggi potrebbe trovarsi con un'analoga protesta sotto le finestre che la mette nel mirino. Per un Movimento nato al grido del vaffa ritrovarsi vittima di una contestazione popolare rischia di essere una esperienza inedita e dolorosa. Ma c'è sempre una prima volta. Ormai sotto il Campidoglio si susseguono manifestazioni di ogni tipo: alla fine della scorsa settimana un centinaio di supporter della Raggi ha allestito la coreografia un po' naif con cartelli Virginia non sei sola. Lunedì un gruppetto di attivisti del Movimento 5 Stelle che contesta il progetto di Tor di Valle e critico per i tentennamenti, ha provato a consegnare alla sindaca una copia della proposta di delibera in cui si annulla il sì allo stadio. Oggi, terza puntata, la manifestazione dei supporter giallorossi, che numericamente rischia di essere quella più significativa.
S.Can.
M. Ev.

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Stadio, Raggi azzera la delibera Un parere segreto blinda il «no» (Il Messaggero, Cronaca di Roma, 24 febbraio 2017)

TOR DI VALLE

La delibera 132/2014 sarà annullata. Si tratta dell'atto con il quale l'amministrazione Marino, con un voto del consiglio comunale, diede il via al progetto Tor di Valle perché riconobbe il pubblico interesse. L'ultimo parere (secretato) dell'Avvocatura del Comune mette a riparo la giunta Raggi da possibili richieste di danni che i proponenti potrebbero richiedere al Comune nel caso in cui saltasse il progetto. Non solo. Sulla scia del parere legale dello studio Imposimato, anche quello redatto da Andrea Magnanelli (già a capo dello staff legale del Campidoglio ai tempi di Gianni Alemanno) smonterebbe la delibera di Marino. E di rimando la fattibilità del progetto. Ecco, questi due dati (il mancato rischio di richieste di risarcimento e l'illegittimità dell'atto in sé) hanno in qualche modo rincuorato la grillina. La cui prima mossa dunque potrebbe essere quella di bloccare la vecchia delibera di Marino e di rimodularne una nuova aprendo un'altra trattativa con l'As Roma e i proponenti con due direttrici: spostare di qualche centinaio di metri l'impianto e soprattutto sforbiciare il più possibile le cubature di quello che adesso, agli occhi dei pentastellati e delle associazioni ambientaliste, è un ecomostro: un milione di metri cubi destinati in minima parte allo stadio a favore di tre grattacieli e altre e costruzioni commerciali. Il parere dell'Avvocatura offre dunque uno scudo alla grillina che aspetta per oggi pomeriggio la controproposta sapendo che i tempi sono stretti: il 3 marzo termina la conferenza dei servizi e al massimo ci potrà essere la proroga di un altro mese.
I PUNTI DEBOLI
A puntellare la posizione anti stadio nel parere dell'avvocatura c'è anche una parte che va oltre la semplice garanzia che la Roma non potrà ottenere un maxi risarcimento danni. Si dice di più, si dice che quella delibera ha seri problemi di legittimità e dunque il ritiro non è solo fattibile, ma obbligato. Due, tra gli altri, i punti più a rischio: il primo è quello che riguarda la quota di cubature non rappresentate dallo stadio. «La legge - ripetono nel Movimento 5 Stelle, incoraggiati dal parere dell'avvocatura - prevede che le opere non sportive debbono essere quelle strettamente funzionali alla sostenibilità economica del progetto. Ma il rapporto in questo caso è molto sbilanciato, lo stadio rappresenta solo il 15 per cento». Altro tassello: le opere per mettere in sicurezza la zona giudicata a rischio idrogeologico, limitrofa a quella in cui deve sorgere lo stadio, devono essere realizzate prima che la conferenza dei servizi si pronunci sul progetto.
LO SCENARIO
Per percorrere la strada dell'annullamento del pubblico interesse, dunque, si userà come puntello il parere dell'Avvocatura del Comune e si dirà alla Roma ciò che Grillo in una delle sue tante esternazioni ha già balenato: lo stadio si deve fare da un'altra parte, anche se questo significa azzerare un percorso cominciato cinque anni fa. Resta un ipotesi secondaria, quella che eviterebbe anche lo scontro con la Roma assai dolorosa anche dal punto di vista della popolarità della giunta Raggi: annullare sì la delibera, ma insistere con la trattativa, ridurre drasticamente le cubature, rivedere l'area di Tor di Valle interessata. Anche in questo caso, però, si rischia di allungare drasticamente i tempi, senza tra l'altro accontentare l'ala dura anti stadio del Movimento 5 Stelle.
Simone Canettieri
Mauro Evangelisti

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Ultimatum Pallotta: «Non si può dire no, basta stupidaggini» (Gazzetta dello Sport, 24 febbraio 2017)
Oggi incontro con la Giunta Raggi: si tratta ancora?
Spalletti shock: «Senza stadio il presidente andrà via»

ALESSANDRO CATAPANO roma
Oggi o mai più. Alle 17 in Campidoglio è in programma l'ennesimo round dell'estenuante combattimento sul progetto Tor di Valle, fra Giunta Raggi e proponenti. Ieri dalla Roma arriva un nuovo attacco, pesante, una sorta di ultimatum dettato da James Pallotta, dagli Usa. «Non avrebbe senso dire di no. Così scherzano col fuoco. L'amministrazione deve pensare alle generazioni future che stanno andando via perché non hanno opportunità e lavoro. Parlo di migliaia di giovani brillanti che incontro. Basta con le stupidaggini. Le mie dichiarazioni sono per Roma e l'Italia. Una volta che sarà tutto chiarito farò dei programmi». Cosa significhi bene quest'ultima frase lo esplicita meglio Luciano Spalletti: «Senza stadio c'è da aspettarsi che Pallotta vada via».

Appoggio Ceferin Se la Roma è parte in causa, il presidente dell'Uefa Aleksander Ceferin che interesse può mai avere a tirare la volata al progetto Tor di Valle? «La mia unica preoccupazione per l'Italia riguarda le infrastrutture. Se vuole competere con Paesi come Spagna, Germania e Inghilterra ha bisogno di infrastrutture migliori». E, dunque, «se non si farà lo stadio della Roma so per certo che sarà un disastro non solo per la Roma, ma per il calcio italiano».

STESSO RISCHIO Poco più tardi, Ceferin raggiunge l'Olimpico (dove si sono sentiti cori di insulti contro Raggi e Grillo), per assistere alla sfida col Villarreal. Ignaro, certamente, che l'area su cui sorge lo stadio presenta lo stesso rischio idraulico, R3, di Tor di Valle. Ma mentre qui il livello di rischio è dato da una possibile esondazione del Tevere, lì da uno straripamento del Fosso di Vallerano. Fa una bella differenza, soprattutto nel momento in cui il progetto-stadio, da 3 anni, prevede di mettere in sicurezza quel fosso con un investimento di 10 milioni di euro. Beppe Grillo e gli altri leader grillini lo sanno, eppure da 36 ore citano il «rischio idrogeologico» come l'ostacolo principale alla costruzione. «È una bugia, l'ennesima – racconta Giovanni Caudo, assessore all'Urbanistica con Marino –. L'area di Tor di Valle non è esondabile a causa del Tevere, ma lo è il quartiere limitrofo di Decima, peraltro già abitato, a causa del Fosso di Vallerano che è fuori dall'area».

ULTIMA CHANCE Come si è sgonfiata la questione vincolo architettonico, così accadrà per il rischio idrogeologico. Non è su questo che oggi pomeriggio in Campidoglio, col probabile corollario di qualche centinaio di tifosi romanisti, Giunta e proponenti proveranno a iniziare una nuova trattativa. Sì, c'è ancora una piccola speranza. Ma solo se sul tavolo della sindaca in queste ore non sarà arrivato materiale interessante, né dall'Avvocatura né dal Dipartimento di Urbanistica, per provare ad annullare come illegittima la delibera di pubblica utilità votata nel 2014, che resta il primo obiettivo. Viceversa, senza un buon motivo che la metta al riparo da cause miliardarie, la sindaca oggi dovrà verificare ancora una volta con i proponenti se un'intesa è possibile, magari chiedendo un altro mese di proroga alla Conferenza regionale per capire dove sforbiciare qualche cubatura in più e dove depennare qualche altra opera pubblica. Non farebbe gli interessi dei cittadini, ma, forse, convincerebbe i suoi consiglieri riottosi. È la politica, bellezza.

eaglefly1978

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Citazione di: DajeLazioMia il 24 Feb 2017, 07:22
Vorrò vedere però quale sarà la linea comunicativa per giustificare questo no.
Il Comune propone 4 zone nel rispetto del piano regolatore e dà disponibilità ad iniziare i lavori tra 3 mesi, magari insistendo sul fatto che per legge lo stadio non può essere di Pallocca.
Lo stadio lo fai coatto così come lo hai progettato, in base allo spazio concesso ci piazzi 3/4 della colata di cemento prevista.
No perché? Come la imposterebbero?


Solo una precisazione: nel rispetto del prg non potrebbero edificare più di 1/4 - 1/3 delle cubature previste, altro che 3/4...

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MadBob79

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Citazione di: arturo il 23 Feb 2017, 22:00
È intervenuto il presidente ed ha dichiarato : " Non so molto sullo stadio delle merde , mi hanno informato alcuni giornalisti, e penso che se non si farà sarà una catastrofe"

ah be', se è così...

cmq sempre di più la squadra anti-sistema, contro i poteri forti :sisisi:

DajeLazioMia

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Citazione di: eaglefly1978 il 24 Feb 2017, 07:37

Solo una precisazione: nel rispetto del prg non potrebbero edificare più di 1/4 - 1/3 delle cubature previste, altro che 3/4...
Hai ragione, avrei voluto intendere una riduzione di 3/4.
Come lo giustificherebbero il no?

MadBob79

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 24 Feb 2017, 07:36
Spalletti shock: «Senza stadio il presidente andrà via»

daje Nando:


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Stadio della Roma, «trattiamo per farlo» (Il Manifesto, 24 febbraio 2017)
Oggi l'incontro tra la giunta Raggi e i vertici della società. Sibilia: «Si costruirà»

ELEONORA MARTINI
Roma

II Da «#famostostadio» a «#famostacatastrofe» il passo è breve. Con una battuta si potrebbe sintetizzare così l'atmosfera che aleggia attorno all'attesissimo( quanto probabilmente non risolutivo) incontro pervisto per oggi pomeriggio in Campidoglio tra la giunta penstastellata e i vertici della Roma che, insieme al costruttore Luca Parnasi, tenteranno di scongiurare lo stop alla costruzione del business park con stadio annesso nell'area di Tor di Valle preannunciato da Beppe Grillo.

DOPO IL TORMENTONE coniato dall'allenatore Luciano Spalletti, sui social network questa volta è una vera e propria ola di indignazione, quella che ha seguito il grido catastrofista e vagamente minaccioso del tycoon di Boston, James Pallotta. Il coproprietario e presidente della società, infatti, mercoledì, quando nell'incontro al vertice tra la sindaca Virginia Raggi e Beppe Grillo si cominciava a ipotizzare l'annullamento della delibera di pubblica utilità dell'opera, ritenuta illegittima daautorevoli pareri legali, aveva sentenziato: «Se non ci fosse un esito positivo sarebbe catastrofico per il futuro dellaRoma,per il calcio italiano, per la Capitale e per i futuri affari in Italia». D'altronde la rete di interessi e il giro di investimenti che gravitano attorno all'opera daquasiunmilione di metri cubi di cemento sono tali da far sentire Pallotta in una posizione di effettivo potere, aRomae in tutto il Paese. Ungrido rilanciato ancora ieri dal presidente dell'Uefa, Aleksander Ceferin, in visita in Italia, che si è detto preoccupato della mancanza di infrastrutture: «Senza stadi non c'è sviluppoenonsi riescono a organizzare competizioni importanti». E così il tam tam corre veloce tra i club di tifosi che si sono dati appuntamento oggi sotto Palazzo Senatorio.

SUI SITI GIALLOROSSI ci si sofferma di più, però, sulla battuta che Grillo avrebbe fatto davanti alle carte del progetto a Tor di Valle, zona soggetta a rischio idrogeologico come lo è tutta l'area limitrofa del Fosso di Vallerano: «Vogliono lo stadio a Tor di Valle? Ok. Basta vendere i biglietti della partita e allegarli aunsalvagente.Dunqueaccatastare qualche migliaio di canoe e... nessuna paura». La giunta infatti, potrebbe oggi cercare di convincere i proponenti dell'opera a realizzare la cittadella e lo stadio in un'altra location. Ipotesi ritenuta subito «impossibile » - naturalmente - da Parnasi, proprietario dell'area. Oppure, per evitare di arrivare allo scontro forntale, Raggi potrebbe chiedere a Baldissoni e a Parnasi di ridurre notevolmente le cubature. «Lo stadio si farà, sono in corso riunioni tecniche per trovare le soluzioni per farlo », garantisce il deputato Carlo Sibilia. Grillo conferma: «C'è un Ufficio dell'Urbanisticacon gente in gambissima che presto darà delle risposte». L'ex assessore all'Urbanistica Paolo Berdini invece, intercettato dai giornalisti, si limita a dire: «Che disastro per Roma...». Senza ironia.

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Zoppo

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Oggi artiglieria pesante...

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sorazio

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Mamma che casino per sto stadio. Ma rischiano il fallimento? O che se ne va solo pallotta?

galafro

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Ricordiamo bene come si sono comportati i giornali su questo schifo in ordine di demerito crescente

Messaggero, contrario ma sappiamo tutti non per vocazione ecologista
Corriere di Trigoria, favorevole e non potrebbe essere altrimenti, data la denominazione
Gazzetta dello Sport sfacciatamente favorevole come se dovesse battagliare per le milanesi
Fatto quotidiano, il giornale manettaro si è limitato al minimo sindacale tanto per far vedere che diceva qualcosa, l'avrei voluto vedere se era la Lazio
Il Tempo partigiano è diventato organo delle merde
Ma il podio lo meritano i seguenti giornali in proporzione al loro peso e in considerazione della loro presunta posizione politica, sempre in ordine crescente di schifo
Il Corriiere della Sera che sono quelli del salotto buono
Il sole 24 ore che dovrebbero rappresentare l'imprenditoria sana del paese e non quattro mascalzoni
Ma il trofeo spetta a Repubblica, il giornale di sinistra, così dicono loro, che difende la collettività, sempre a detta loro dai soprusi dei capitalisti di ogni specie, ricordate le foto delle pozzanghere sulla Tiberina per bloccare immediatamente il progetto de Lotito?. Ricercatori di ogni forma di irregolarità altrui, vedi Mauri, Paladini di ogni forma di speculazione salvo quella delle merde, dimostrandosi ancora una volta i campioni del prima romanisti e poi professionisti.
Non parlo delle TV che è tempo perso, voglio invece fare onore ad alcuni personaggi romanisti, molto rari a dir la verità, visto che nel mondo dello spettacolo, politico ecc so tutti loro, che hanno espresso la loro contrarietà.

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