Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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lorenz82

*
Lazionetter
* 7.659
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Citazione di: NEMICOn.1 il 25 Feb 2017, 12:15
mai .
Costruire in quella zona , aveva un senso con 1 milione di cubature , ma con il solo stadio e 4 uffici il ritorno economico è poco , ovviamente a un finanziatore interessa poco perchè sa che per lui il guadagno ci sarà sempre , ma per il costruttore in questo caso Parnasi e il proponente (AsCani) quale sarà ?? ; in piu ancora c'è il parere non favorevole e il vincolo e prima di cominciare a costruire lo stadio devono essere fatte le opere pubbliche .
mai?? e dopo tutto sto casino che hanno fatto, non fanno la cloaca? tutto folkore? la vedo alquanto improbabile...si tratterà di capire solo quanto tempo ci vorrà per la posa della prima pietra (per me un par d'annetti massimo, ma pure meno). Qualora avessi ragione tu ti offro una pizza ;)

novantatreesimo

*
Lazionetter
* 1.662
Registrato
Apertura del tg1, nasce una nuova epoca per l'asr, la raggi ride, baldissoni sogghigna,il pubblico applaude.
Come recitava un vecchio adagio dei Negazione: troppo poco una vita per dimostrarvi quanto vi odio.




papalliano

*
Lazionetter
* 1.269
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Citazione di: gentlemen il 25 Feb 2017, 13:25
Facciamo un po' di ordine:
...
Premettendo che il periodo attuale è caratterizzato, almeno in Italia ed in Europa, da una forte crisi economica, e che cmq la gestione ma soprattutto l'adeguamento ai tempi degli stadi allora costruiti sarebbe molto oneroso, eccessivamente costoso, e che cmq, date le esigenze dei tempi moderni, i club, non avendo nel guadagno biglietti da stadio la loro maggior entrata economica,  per rimanere a livelli alti, e sviluppare fonti di guadagno attraverso altri canali, hanno l'esigenza di impianti esclusivi e polifunzionali, che di certo l'Ente Pubblico non può e non ha interesse più a finanziare, allora entra in scena il Soggetto Privato, il quale però, a differenza del Soggetto Pubblico, non ha come finalità l'interesse collettivo, quello è un elemento conseguente e può essere la motivazione per la quale viene autorizzata l'opera, ma di certo il privato deve innanzitutto poter rientrare dall'esborso programmato, e questo è elemento fondamentale, ma soprattutto deve anche avere un guadagno, immediato e nel tempo, ed è questo il vero motivo per cui il Soggetto Privato che finanzia l'opera non vuole, e non può, fare solo lo stadio, le opere intorno sono fondamentali e necessarie (ristoranti, centro commerciale, negozi....), altrimenti il solo stadio, per i costi di costruzione e gestione, sarebbe una spesa insostenibile.
...
OT
Scusa gentlemen, non volermene.
Ma questo è il più lungo periodo che mi sia mai capitato di leggere nella mia non breve vita.
Ancora blu per l'apnea prolungata, ti dico: per me, è record.
Volevi fare un po' d'ordine, ce sei riuscito, perchè parecchi a leggere sò morti strozzati.
Con affetto  :beer:
Eot

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amor_marde

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* 4.631
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l'amministrazione e Pallotta, anzi Baldissoni (diretta propagine di Unicredit) hanno presentato alla città un progetto, una carta, e di questa elencano miracoli e meraviglie
per me è carta da culo buona per i coriandoli di questo periodo, e questo fa : tanta scena
non mi fido, un NO è una cosa, il NI nasconde troppe insidie da oggi fino al termine lavori,
chi resta a viglilare sulle opere in costruzione, chi ha la forza di bloccare e reprimere eventuali abusi, quale amministrazione seguirà il progetto in corso d'opera ?
non mi fido,
non mi fido

momi

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Lazionetter
* 9.611
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Citazione di: amor_marde il 25 Feb 2017, 14:41
l'amministrazione e Pallotta, anzi Baldissoni (diretta propagine di Unicredit) hanno presentato alla città un progetto, una carta, e di questa elencano miracoli e meraviglie
per me è carta da culo buona per i coriandoli di questo periodo, e questo fa : tanta scena
non mi fido, un NO è una cosa, il NI nasconde troppe insidie da oggi fino al termine lavori,
chi resta a viglilare sulle opere in costruzione, chi ha la forza di bloccare e reprimere eventuali abusi, quale amministrazione seguirà il progetto in corso d'opera ?
non mi fido,
non mi fido

Concordo pienamente.
Vecchia scuola. Si da l'ok ad un mega-progetto senza definirlo nei particolari. Praticamente si avvalla ogni tipo di abuso.

Mortacci vostra se pò di?

PARISsn

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Lazionetter
* 22.513
Registrato
a me rode tanto che questi avranno uno stadio moderno anche se  in affitto e noi no....pero' alla fine gli è stato concesso poco piu di quanto prevedeva il Piano Regolatore....so state cancellate le torri...60% in meno del business park e a quanto pare non potranno manco scegliere a chi vendere i negozi perche ci sara' una consultazione coi cittadini della zona e  limitrofe per sapere quali attivita' commerciali sono piu necessarie...a me la cosa  puzza...forse come qualcuno ha scritto, Pallotta ci tira fuori abbastanza da sanare i bilanci della riomma e non smantellare nei prossimi anni...ma  Parnasi?? a progetto pieno gia' faticava a ripaga' i buffi co unicredit...adesso a progetto ridotto?? poi non ho capito...argomenti che fino a ieri sera tenevano banco...tipo quello dell'iter avviato dalla Sovrintendenza per  il vincolo....improvvisamente scompaiono?? staremo a vedere ma sta storia secondo me non si chiude cosi'.... 8)

laziale ardeatino

*
Lazionetter
* 1.183
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Esistono ancora i grandi giornalisti! Quelli non prezzolati, indipendenti, fuori dai giochi di potere e dalle torte da spartire....
VINCENZO CERRACCHIO: un grande!

di Vincenzo Cerracchio
Che bello svegliarsi in una Roma felice!
Non piove e lo stadio della Roma si farà. Difficile chiedere di più alla vita.
La partita è stata giocata finché non hanno vinto tutti. Fino al rigore risolutore.
Il Tevere ha promesso di non esondare.
La Soprintendenza alle Belle Arti glisserà, dirà di aver scherzato e si dedicherà alla difesa del Flaminio, così com'è cattedrale nel deserto. Che crolli dove sta!
La Raggi già conta i voti di scambio per il servizio reso. Lei finge di non sapere che li conta anche Giachetti, che avrebbe tolto inutile pathos alla vicenda, li contano D'Alema (che da Giachetti si è scisso), Gasparri e Storace, pretoriani di antica data, e perfino Salvini, che si è mosso da Milano per contare di persona le cartacce di Tor di Valle, pur di garantirsi una parte di bottino elettorale.
Esulta l'Uefa che si è mossa in prima persona col suo presidente per far sentire il suo peso, la benedizione formale dell'Europa pallonara.
Gongola Malagò, che in teoria avrebbe dovuto dolersi dell'affitto che il Coni perderà quando la Roma lascerà l'Olimpico. Ma per i propri colori quale padrone di casa non farebbe andar via volentieri l'inquilino ben pagante, suvvia! Il padrone di casa Stato o ParaStato, s'intende. Mica il privato cittadino.
Si brinda nelle redazioni dei giornali con titoli altisonanti. Copie che andranno gelosamente conservate a futura memoria, perché preconizzano scenari idilliaci da Mulino Bianco per tutto il quadrante Sud della città. Fino a Fiumicino dove si arriverà lisci lisci grazie a varie varianti.
«E' solo nostro» gridano ovviamente i tifosi giallorossi, secondo interpretazioni giornalistiche. Sono i più legittimati a farlo. E pazienza che per una volta tacciano tra loro gli ecologisti, i no tav, i verdi, gli anticemento: stonerebbero nel magico momento storico. Si faccia presto, piuttosto, che ci sia ancora Totti in campo. E Tagliavento. E Banti. Poi si penserà alla sala trofei che sarà riempita in automatico: come insegna la Juventus più hai lo stadium più vinci.
Pallotta resterà e questo conta anche di più. Evitata la "catastrofe" di un suo ritiro dall'Italia. Ci pensate, che rischio abbiamo corso? Arriveranno altri campioni e saranno dolori per gli altri. I costruttori si danno il cinque con gli operai a giornata: lavoro e guadagno per tutti, naturalmente in proporzione. Ci sarà il giusto compenso anche per le banche esposte, che rientreranno dei crediti e potranno reinvestire sulla squadra della città.
Come dite? Le squadre della città sono due...
Allora non avete capito la lungimiranza del progetto. Ora che la strada è stata pioneristicamente aperta, anche la Lazio potrà fare il suo, di stadio. Dove vuole, da Valmontone in giù. O magari si troverà un modo anche sui terreni di Lotito sulla Tiberina. Tanto il Tevere mica esonderà solo da una parte, no? Non al Flaminio però: che c'è il vincolo, lo sapete, Per questo stamattina c'è una discreta soddisfazione anche tra i laziali, o almeno tra i laziali che credono alle favole dopo tredici anni di fandonie. Quelli che non hanno ancora capito di essere fuori per legge dai Palazzi del Potere. Politica, ParaStato, Pallone.
Per conquistare due scudetti e un po' di trofei è stato necessario non vincere ma stravincere sul campo. Essere superiori agli inciuci del '73, ai Treossi di Forlì, ai gol di Cannavaro annullati.
Essere laziali oggi a Roma, laziali di un certo tipo, è saper insegnare ai figli 117 anni di Storia, veri e non rivisitati al ribasso. E' l'orgoglio della propria identità, di essere comunque fuori dai giochi, da certi giochi.
Per questo è stato bello svegliarsi anche oggi. Non piove, e a Roma la Lazio c'è ancora.

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Ranxerox

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Lazionetter
* 18.502
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Citazione di: laziale ardeatino il 25 Feb 2017, 15:04
Esistono ancora i grandi giornalisti! Quelli non prezzolati, indipendenti, fuori dai giochi di potere e dalle torte da spartire....
VINCENZO CERRACCHIO: un grande!

di Vincenzo Cerracchio
Che bello svegliarsi in una Roma felice!
Non piove e lo stadio della Roma si farà. Difficile chiedere di più alla vita.
La partita è stata giocata finché non hanno vinto tutti. Fino al rigore risolutore.
Il Tevere ha promesso di non esondare.
La Soprintendenza alle Belle Arti glisserà, dirà di aver scherzato e si dedicherà alla difesa del Flaminio, così com'è cattedrale nel deserto. Che crolli dove sta!
La Raggi già conta i voti di scambio per il servizio reso. Lei finge di non sapere che li conta anche Giachetti, che avrebbe tolto inutile pathos alla vicenda, li contano D'Alema (che da Giachetti si è scisso), Gasparri e Storace, pretoriani di antica data, e perfino Salvini, che si è mosso da Milano per contare di persona le cartacce di Tor di Valle, pur di garantirsi una parte di bottino elettorale.
Esulta l'Uefa che si è mossa in prima persona col suo presidente per far sentire il suo peso, la benedizione formale dell'Europa pallonara.
Gongola Malagò, che in teoria avrebbe dovuto dolersi dell'affitto che il Coni perderà quando la Roma lascerà l'Olimpico. Ma per i propri colori quale padrone di casa non farebbe andar via volentieri l'inquilino ben pagante, suvvia! Il padrone di casa Stato o ParaStato, s'intende. Mica il privato cittadino.
Si brinda nelle redazioni dei giornali con titoli altisonanti. Copie che andranno gelosamente conservate a futura memoria, perché preconizzano scenari idilliaci da Mulino Bianco per tutto il quadrante Sud della città. Fino a Fiumicino dove si arriverà lisci lisci grazie a varie varianti.
«E' solo nostro» gridano ovviamente i tifosi giallorossi, secondo interpretazioni giornalistiche. Sono i più legittimati a farlo. E pazienza che per una volta tacciano tra loro gli ecologisti, i no tav, i verdi, gli anticemento: stonerebbero nel magico momento storico. Si faccia presto, piuttosto, che ci sia ancora Totti in campo. E Tagliavento. E Banti. Poi si penserà alla sala trofei che sarà riempita in automatico: come insegna la Juventus più hai lo stadium più vinci.
Pallotta resterà e questo conta anche di più. Evitata la "catastrofe" di un suo ritiro dall'Italia. Ci pensate, che rischio abbiamo corso? Arriveranno altri campioni e saranno dolori per gli altri. I costruttori si danno il cinque con gli operai a giornata: lavoro e guadagno per tutti, naturalmente in proporzione. Ci sarà il giusto compenso anche per le banche esposte, che rientreranno dei crediti e potranno reinvestire sulla squadra della città.
Come dite? Le squadre della città sono due...
Allora non avete capito la lungimiranza del progetto. Ora che la strada è stata pioneristicamente aperta, anche la Lazio potrà fare il suo, di stadio. Dove vuole, da Valmontone in giù. O magari si troverà un modo anche sui terreni di Lotito sulla Tiberina. Tanto il Tevere mica esonderà solo da una parte, no? Non al Flaminio però: che c'è il vincolo, lo sapete, Per questo stamattina c'è una discreta soddisfazione anche tra i laziali, o almeno tra i laziali che credono alle favole dopo tredici anni di fandonie. Quelli che non hanno ancora capito di essere fuori per legge dai Palazzi del Potere. Politica, ParaStato, Pallone.
Per conquistare due scudetti e un po' di trofei è stato necessario non vincere ma stravincere sul campo. Essere superiori agli inciuci del '73, ai Treossi di Forlì, ai gol di Cannavaro annullati.
Essere laziali oggi a Roma, laziali di un certo tipo, è saper insegnare ai figli 117 anni di Storia, veri e non rivisitati al ribasso. E' l'orgoglio della propria identità, di essere comunque fuori dai giochi, da certi giochi.
Per questo è stato bello svegliarsi anche oggi. Non piove, e a Roma la Lazio c'è ancora.

Si, un pezzo discreto, con la sola considerazione aggiunta che:
"Essere laziali oggi a Roma, laziali di un certo tipo, è saper insegnare ai figli 117 anni di Storia, veri e non rivisitati al ribasso. E' l'orgoglio della propria identità, di essere comunque fuori dai giochi, da certi giochi", ovvero saper stare vicino alla Lazio sempre e comunque. Non a rate o a fasi alterne o in base ai risultati.

E Infatti :Per questo è stato bello svegliarsi anche oggi
Perché sai che certi Laziali, sempre e per sempre, dalla stessa parte, li troverai.
A prescindere.

NEMICOn.1

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Lazionetter
* 7.586
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Avete caso , che ieri non c'era Parnasi , quando sono usciti il sindaco , tutta sorridente e Baldissoni , che aveva un sorriso tirato , come mai ??
perche l'accordo , ieri è stato solo con i cani , e già questo basta e avanza per farvi capire che questo stadio non si farà , perche a parte lo stadio moderno e quindi una buona visuale e comodità per vedere le partite , hanno troncato tutti i vantaggi economici che ai proponenti aveva promesso la vecchia giunta ; all'inizio lo stadio porterà altri buffi .

Rugiule

*
Lazionetter
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Citazione di: Ranxerox il 25 Feb 2017, 13:22
Ci sarebbe stato anche un altro particolare che definirei importante.
Qui è tutto investimento privato.
Le Olimpiadi, anche se con i contributi del Coni e dello Stato, avrebbero richiesto comunque un sostanziale esborso economico alle casse del  Comune già di per sè disastrate.
Li c'era ancora tutto il margine per fermare la giostra, visto che bisognava ancora confermare la candidatura e poi ottenere l'eventuale assegnazione, per la vicenda dello stadio, invece, c'erano già delle delibere formalizzate.
Da Laziale, al momento, mi fa rodere un po' il culo l'accordo perché tifo sempre fallimento o catastrofe delle merde ma, sinceramente, credo che quella di ieri sera, sia la soluzione più equilibrata a cui si poteva ragionevolmente arrivare, sia sotto l'aspetto politico che amministrativo.
Sono in totale disaccordo con questa prima parte del tuo post. Al contrario, le olimpiadi avrebbero portato investimenti a tutta la città per il bene di tutti i cittadini, e l'occasione era ghiotta perché c'erano molti soldi del Coni e altri soldi del CIO,  oltre a quelli del governo. La città ci avrebbe messo poco e incassato tantissimo. Con questa soluzione invece i lavori si fanno in un luogo che ai cittadini non aggiunge nulla, l'investimento lo fanno i privati solo per farsi i cazzi loro e le opere pubbliche sono state congelate, quando si faranno saranno a carico del comune, leggi bene il comunicato della Raggi.
Una portata senza se e senza ma. Almeno Marino si era cautelato sotto questo punto di vista.

ssl1900

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Lazionetter
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Stadio Roma, l'architetto Grassi: "Senza opere pubbliche una trappola per 400 mila romani"
«L'accordo raggiunto sullo stadio della Roma potrebbe rivelarsi una vera trappola per gli oltre 400mila romani che abitano o frequentano per motivi di lavoro quel quadrante della città». A sostenerlo è Raimondo Grassi, architetto urbanista e presidente del movimento Roma Sceglie Roma. «Roma Sceglie Roma è contraria alla cultura del "No per il No" e alla criminalizzazione del cemento. La Capitale ha urgente bisogno di infrastrutture e grandi investimenti che possano rilanciare l'economia e creare posti di lavoro per i giovani, ma tutto questo deve avvenire attraverso un piano di sviluppo che metta a sistema le emergenze della città e non con un accordo al ribasso e sulle spalle dei cittadini».
Un accordo sull'intervento urbanistico «più importante degli ultimi 50 anni - continua Grassi - che è un regalo scellerato di ben 600 mila metri cubi di cemento in cambio di residue opere pubbliche. Saltano metro, ponti e lo svincolo sulla Roma-Fiumicino, resta in piedi la farsa del raddoppio della via del Mare, solo per il breve tratto iniziale, che aumenterà l'effetto imbuto, gravando pesantemente sulla viabilità. Quanto alla stazione di Tor di Valle anche qui si prendono in giro i romani: la stazione già esiste ed è attualmente oggetto di riqualificazione».
«Non si capisce perché ci si è affrettati a dire No ai 5 miliardi di investimenti che sarebbero arrivati dalle Olimpiadi di Roma 2024 e si è invece regalato ad un imprenditore un intervento urbanistico in cambio di appena 90 milioni di euro di opere pubbliche», conclude Grassi.

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Stadio Roma: entro un mese la nuova delibera
Per dare l'ok anche formale al progetto rinnovato dello stadio della Roma a Tor di Valle la maggioranza capitolina si prepara a votare in aula una delibera ad hoc che di fatto sostituira' la precedente delibera dell'amministrazione Marino. L'ok al documento, che dovra' essere elaborato dagli uffici competenti, potrebbe arrivare entro un mese, forse prima.
In base ad una interpretazione della legge sugli stadi potrebbe non rendersi necessario un ok separato ad una variante urbanistica, in quanto gia' prevista nella delibera in questione, che autorizzerebbe 500 metri cubi, ovvero cubature in piu' rispetto ai 350 mc previsti in quell'area dal piano regolatore vigente. Nel progetto precedente le cubature autorizzate erano il doppio, ovvero un milione di metri cubi.

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ILFATTOQUOTIDIANO.IT (L. VENDEMIALE) - Non sono bastate due ore di discussione accesa in Campidoglio e un taglio "monstre" sulle cubature per oltre il 50% del progetto. Il Movimento 5 stelle si è spaccato sul nuovo stadio della Roma, con tanto di conta interna sommaria, accuse e recriminazioni. La grande opera (ora un po' meno grande) di Tor di Valle a questo punto si farà. Come volevano Virginia Raggi, Beppe Grillo e un po' tutti i vertici nazionali. Ma rischia di costare caro al Movimento, che per approvare la delibera necessaria a completare l'iter della Conferenza dei servizi potrebbe essere costretto addirittura a chiedere l'aiuto del Partito Democratico. Un patto col diavolo, o quasi, nell'ottica M5s.
Doveva essere il giorno decisivo per lo stadio della Roma. E a suo modo lo è stato: alla fine Comune e società giallorossa hanno trovato l'accordo che dovrebbe portare ad una conclusione positiva della Conferenza dei servizi, per cui però resta comunque probabile una proroga: c'è da superare l'ostacolo del vincolo della Soprintendenza sull'Ippodromo e produrre gli atti consiliari necessari. La soluzione prescelta è una nuova delibera dell'Assemblea, che andrà a sostituire quella precedente di Ignazio Marino, con i nuovi numeri e dimensioni del progetto. Non è stato facile però arrivarci. Ci sono volute ore e ore di confronto. Interno, però, visto che i nodi da sciogliere erano quasi tutti dentro alla maggioranza pentastellata: Raggi e Grillo, una volta avuta la certezza dell'ulteriore sforbiciata alle cubature, si ritenevano più che soddisfatti.
Così la Roma in mattinata ha formalizzato la nuova proposta al Comune. Dopo una giornata trascorsa in ospedale per accertamenti resi necessari per un malore avuto in mattinata, la sindaca ha riunito la sua squadra per spiegare il nuovo dossier insieme al suo staff, ai parlamentari-tutor Bonafede e Fraccaro e all'avvocato Lanzalone (nel mirino degli oppositori) e ottenere il sospirato via libera. Con risultati alterni: alcuni, una decina almeno, si sono convinti, altri lo erano già. Non tutti, però, hanno ceduto.
A far precipitare la situazione è stato proprio uno dei tanti pareri che la Raggi aveva richiesto all'avvocatura capitolina negli scorsi giorni: in particolare quello anticipato da IlFattoQuotidiano.it sulla possibile illegittimità della delibera 132 di pubblica utilità approvata dall'amministrazione Marino. L'origine di tutto, su cui i giuristi capitolini avrebbero effettivamente avanzato delle obiezioni. Alcuni consiglieri – i più contrari – hanno chiesto di poter visionare il parere, prima di esprimersi: "Perché dobbiamo votare qualcosa che è irregolare? Abbiamo sempre detto che il Movimento fa le cose nella legalità". Ma le carte restano secretate: ai consiglieri ne viene spiegato solo il contenuto generale.
Le ore passano, la Roma aspetta col fiato sospeso negli uffici dello studio legale Tonucci (e comincia a spazientirsi). Non se ne viene a capo: "È dura, va per le lunghe", filtra da Palazzo Senatorio. Allora si decide di votare: una conta interna, quasi una resa dei conti. In cui ciascuno resta sulle proprie posizioni: un paio di membri se ve vanno in polemica prima del voto, 3-4 si pronunciano contro o si astengono. Il vertice si conclude: lo stadio si farà. Ma la maggioranza era entrata ed esce spaccata dalla riunione. "Questa se la votano loro, noi non ci presentiamo".
Ed è quello che potrebbe accadere: il M5s ha 29 consiglieri, se qualcuno non cambierà idea Virginia Raggi non potrà contare sulla sua maggioranza nel voto decisivo in aula, dove servono 25 sì. Certo, lo stadio non è a rischio: tutti i partiti d'opposizione si sono sempre detti a favore del progetto di Tor di Valle e ora difficilmente potrebbero tirarsi indietro per un mero calcolo politico. Ma per fare lo stadio il Movimento potrebbe essere costretto a chiedere aiuto al Partito Democratico.
Raggi e Grillo proveranno di sicuro a ricucire lo strappo, ma nemmeno la presenza nella Capitale per una settimana del garante è servita a richiamare all'ordine i pentastellati più recalcitranti. Anche perché contro lo stadio potrebbe scendere in campo anche Ferdinando Imposimato: il presidente emerito della Cassazione ha già fornito un parere negativo sul progetto ai consiglieri regionali M5s, nei prossimi giorni potrebbe tornare a parlare. E il suo è un nome che continua a riscuotere grande credito fra base e vertici del Movimento. L'accordo è fatto, la partita – almeno quella politica – non è ancora chiusa. Tra pareri nascosti, imposizioni dall'alto e possibili accordi forzati all'orizzonte, alla fine vola persino qualche insulto. "È diventato questo il Movimento 5 stelle a Roma?", chiede un consigliere lasciando il Campidoglio, quando nella Capitale è ormai notte fonda e Virginia Raggi nel suo ufficio stringe la mano a Parnasi e Baldissoni.

Tyler87

*
Lazionetter
* 4.504
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"Stracciato il progetto iniziale. Dimezzate le cubature extra-stadio. Nessun grattacielo. Questo e' uno #StadioFattoBene, brava Virginia Raggi". Lo scrive, in un tweet pubblicato oggi, la deputata M5S Roberta Lombardi, tra gli esponenti pentastellati piu' critici, nei giorni scorsi, sul progetto del nuovo impianto a Tor Di Valle.

Bambino

*
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* 5.103
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Citazione di: ssl1900 il 25 Feb 2017, 16:50
Ma per fare lo stadio il Movimento potrebbe essere costretto a chiedere aiuto al Partito Democratico.


so curioso de vede' come se mettono mo... tutti e due, 5(4)stelle e pd, giachetti stava pere alla manifestazione sotto al campidoglio, mo che fa? e i 5 stelle? già hanno fatto mezza figura di as roma, mo se mettono col pd? così completano la figura de merda e la raddoppiano?

sharp

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* 29.636
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Citazione di: gentlemen il 25 Feb 2017, 11:20
Che a noi laziali girino perché loro potrebbero fare lo stadio e noi no è normale e naturale, ma dobbiamo anche dire che costruire SOLO lo stadio serve a poco o a nulla, ci devono essere concessioni ulteriori per alimentare il business, naturalmente non l'ecomostro che volevano fare, ma impedire e dire no ad ogni costo mi sembra assurdo.
Prima lì c'era un ippodromo, ora rifiuti, domani ci sarà uno stadio, zono ribonificata, negozi fast-food ristoranti e centro commerciale, con le opere pubbliche per raggiungere il tutto, che dovrebbero portare benefici anche a chi vive e transita in quella zona.
Penso che sia tutto normale, oggi, e parlo per me, andare a vedere la partita allo stadio olimpico è un'avventura, dai parcheggi ai divieti, al fatto che l'attesa la devi fare in mezzo alla strada....diciamo che ci girano le scatole perché l'ha fatto la roma, l'avesse fatto la Lazio staremmo ad esultare come stanno facendo ora loro.

gentlemen io darei una letta, magari capisci perchè ora c'è una discarica ed il degrado
che prima dell'acquisto dei terreni di parnasi non c'era .

http://eur.romatoday.it/altre/ippodromo-tor-di-valle-cambia-proprieta.html

e pure questo che riassume temporalmente i fatti

http://www.militant-blog.org/?p=14140

questo spiega anche il perchè del voto della pubblica utilità della ex giunta

http://limbeccata.it/retroscena/stadio-roma-nel-2013-parnasi-finanzio-mezzo-consiglio-comunale/

Ranxerox

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* 18.502
Registrato
Citazione di: Rugiule il 25 Feb 2017, 15:51
Sono in totale disaccordo con questa prima parte del tuo post. Al contrario, le olimpiadi avrebbero portato investimenti a tutta la città per il bene di tutti i cittadini, e l'occasione era ghiotta perché c'erano molti soldi del Coni e altri soldi del CIO,  oltre a quelli del governo. La città ci avrebbe messo poco e incassato tantissimo. Con questa soluzione invece i lavori si fanno in un luogo che ai cittadini non aggiunge nulla, l'investimento lo fanno i privati solo per farsi i cazzi loro e le opere pubbliche sono state congelate, quando si faranno saranno a carico del comune, leggi bene il comunicato della Raggi.
Una portata senza se e senza ma. Almeno Marino si era cautelato sotto questo punto di vista.

Guarda, io non sono proprio il più attendibile dei netter ma, nelle discussioni sul topic apposito, appariva con chiarezza che bisognava programmare cospicui investimenti a bilancio con soldi che non c'erano e, a dimostrazione del fatto che era praticamente certo l'aggravamento del debito comunale, erano state postate tutte le esperienze delle Olimpiadi più recenti che si erano rivelate un disastro per l'ente ospitante.
Le opere pubbliche legate a Tor di Valle che non si faranno, appunto, non si faranno se non in un eventuale futuro abbastanza incerto. Quindi, al momento, non impattano ne sui bilanci presenti ne su quelli preventivabili a breve. Se al momento hai fiato per fare dieci metri, è inutile pensare a cosa succederà fra un chilometro.
Senza i tre grattacieli, che avrebbero portato tutti i giorni, dalla mattina alla sera, un popolo di impiegati e lavoratori a tor di valle, evidentemente tante opere di collegamento non servono più. Per 20 negozi, un centro commerciale e lo stadio, dal lunedì al venerdì potrebbe pure bastare la viabilità ordinaria.
Qualche problema ce lo potresti avere solo durante gli eventi, ma niente di che rispetto, ad esempio, ai concerti o alle partite all'Olimpico. Un oretta di traffico in entrata ed una in uscita e niente di più.
Dal lunedì al venerdì ma chi cazzo ci va in quella cattedrale nel deserto? C'hai tre o quattro centri commerciali nelle vicinanze e tutti i ristoranti e i fast food che vuoi.
Il rischio "flop  commerciale" sinceramente è molto alto.
Oppure pensi davvero che ci saranno frotte di turisti e di romani che piuttosto che andare a piazza del popolo, campidoglio, fori imperiali, museo borghese, pantheon e monumenti vari, perdano una giornata di tempo per andare a tor di valle ad ammirare il secondo Colosseo ed il maestoso museo daaaa magggica con due coppe due e la maglia autografata del capitano?
Secondo me è proprio difficile.
Tutt'al più ci sarà un traffico residuale e locale di chi abita lì vicino o di quelle tre/quattrocento persone che ci andranno a lavorare tutti i giorni.
Niente di che.

Sul fatto che sono i privati a farsi i cazzi loro, beh, la costruzione di uno stadio privato è appunto un interesse privato che il pubblico agevola con compensazioni. Se manca l'obbiettivo dell'interesse privato non ci sarebbe la necessità di farci opere pubbliche. L'area rimarrebbe morta così come è ora.
Quindi la logica dell'operazione è che la soddisfazione dell'interesse del privato sia la costante imprescindibile.
Quella che aveva fatto la giunta Marino era una soddisfazione del privato enorme, questa un po' meno.
Meno interesse privato, meno compensazioni di pubblico interesse.
Che dovevano fare? Tagliare i grattacieli e lasciare lo stesso costo di interesse pubblico a carico del privato?
Certo, quella si che sarebbe stata una Mandakata ma non mi pare che i "proponenti" siano degli sprovveduti di tal guisa.
In realtà, sebbene monco, ridotto e meno appetitoso, ieri sera, con un anno e mezzo di ritardo, portano a casa un progettino speculativo su cui lavorano da sei anni mettendo in fila un mattoncino dopo l'altro e superando ogni avversità.
Ci hanno saputo fare anzi che no....

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Drake

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Citazione di: Ranxerox il 25 Feb 2017, 17:38
Qualche problema ce lo potresti avere solo durante gli eventi
Io toglierei il condizionale, già oggi nelle ore di punta lo svincolo G.R.A./Ostiense/Via del Mare è una trappola infernale.

laziolello

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Lazionetter
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ma infatti, prova a fare roma/acilia a quest'ora!

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