Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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Citazione di: bak il 05 Mar 2017, 15:19
Comunque, stranamente, approvato lo stadio, la Raggi ritorna nell'anonimato.
Ebbeh, ma vedrai che se cominciano a fare come vogliono loro, se ne parlerà addirittura bene.

Che mondezza di paese, e la colpa è tutta di chi gli va dietro.

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Stadio della Roma, l'iter riparte daccapo (Corriere della Sera ed. Roma, 7 Marzo 2017)
Verso una nuova Conferenza dei servizi. L'assessore all'Urbanistica: «Siamo all'inizio, facciamolo bene»


Un assessore all'Urbanistica nuovo di zecca. Un progetto dimezzato nelle cubature complessive e rimodulato sotto il profilo delle opere pubbliche compensative: praticamente un altro progetto. E ancora: una delibera che scompare, quella approvata nel dicembre 2014 dall'amministrazione Marino, e un'altra che dovrà essere riformulata ex novo tenendo conto di un nuovo equilibrio tra tagli e impegni per la collettività per ri-conquistare la bolla del pubblico interesse. Cambia tutto, insomma. Come, del resto, ha confermato anche Raggi nel pieno della polemica con Nicola Zingaretti, dando al «no» dei suoi emissari in Conferenza dei servizi l'indirizzo del progetto Marino, quello incardinato nel procedimento ma ormai cestinato dalla giunta M5S. La parola chiave è «nuovo». E infatti anche lo «Stadio della Roma» procede verso un nuovo iter: si ricomincia daccapo.

Si va verso una nuova Conferenza dei servizi. E un sì all'opera destinato a saltare il prossimo 5 aprile, giorno di chiusura fissato dalla Regione dopo il corto circuito per la proroga non concessa, per slittare di altri sei mesi. Cioè il tempo necessario a ridisegnare le planimetrie di Tor di Valle, studiare la formula di delibera adatta al transito in Campidoglio e ri-apparecchiare il tavolo tra i vari enti. Con un nodo in più da sciogliere, stavolta: se la vittoria politica di Raggi è stata quella di dimezzare il cemento pur mantenendo in vita il progetto, la nuova partita si giocherà sulle opere pubbliche. Con menzione speciale per il sistema traffico. Già il progetto targato Marino, con un bagaglio di 440 milioni in opere pubbliche, aveva un equilibrio che in molti (anche Raggi, ieri dal premier Paolo Gentiloni per la riqualificazione delle periferie) giudicavano al limite. Cosa succederà se dalla carte saranno cassate opere pubbliche, tra cui un ponte e la metro, per 300 o più milioni? È su questo punto, sul nuovo equilibrio, che le diplomazie si sono messe già a lavoro. In settimana dovrebbe esserci un incontro conoscitivo tra proponenti e nuovi innesti in Campidoglio, il city manager Franco Giampaoletti e Luca Montuori, appena insediato all'Urbanistica. Ma si procede senza accelerare, come se le parti avessero ormai capito che l'appuntamento da non mancare non sarà ad aprile, ma a dicembre. «Sullo stadio l'amministrazione ha già preso una decisione importantissima — ieri le parole di Luca Montuori —. È un punto d'inizio ottimo per rivedere il progetto. Ora si lavora, si migliora, è un'occasione importantissima per questa città e bisogna farlo bene». Cioè senza alcuna fretta.

Andrea Arzilli

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Lanzalone non entra nello staff di Montuori E la parcella sulla consulenza diventa un caso (Corriere della Sera ed. Roma, 7 Marzo 2017)

«L'avvocato Luca Lanzalone non sarà nello staff di Luca Montuori». Raggi lo chiarisce mentre presenta il nuovo assessore all'Urbanistica, Luca Montuori. Nel cui staff non figurerà quindi il Mr Wolf arrivato da Genova su chiamata del segretario generale Pietro Paolo Mileti (e input di Grillo e Casaleggio, ovviamente) con l'obiettivo di sbrogliare la matassa sullo stadio della Roma per conto del Campidoglio. Il punto è: a che titolo Lanzalone ha diretto i lavori dei tavoli tecnico-politici del Comune con la Roma e Luca Parnasi? E a quale prezzo è stata pagata la sua consulenza che ha portato alla tanto sospirata quadra politica sul progetto di Tor di Valle? Il che è proprio quanto chiedono le opposizioni in un'interrogazione urgente (Andrea De Priamo, consigliere in quota FdI, primo firmatario)con all'oggetto «attività e funzioni dell'avvocato Luca Lanzalone nell'Amministrazione capitolina» che sarà discussa oggi in Assemblea.

La questione non è affatto banale, soprattutto perché relativa ad una delle grane che ha spaccato la città e lacerato internamente pure il M5S, adesso a trazione «morbida» con il duo Bergamo-Montuori ma con ancora un gruppetto di consiglieri «berdiniani». Ma anche perché il 48 enne Lanzalone è già stato mattatore in un successo a Cinque Stelle, a Livorno sul fronte Aamps, cioè l'azienda locale dei rifiuti. Nell'occasione è stato il delegato del sindaco grillino Filippo Nogarin e pure lì grazie all'imbeccata dei vertici nazionali del Movimento. E per la sua regia vincente sul concordato, l'avvocato della Lanzalone&Partners ha incontrato non pochi problemi per giustificare una parcella che secondo i revisori dell'azienda livornese dei rifiuti aveva profili di irregolarità in quanto, questa la denuncia, spacchettata per non attivare il meccanismo della gara e ricorrere all'attribuzione diretta. Cifre e modalità di saldo finirono infatti anche sui banchi del Tribunale di Firenze, un dossier di 60 pagine che allegava il sospetto di «elusione» della legge: 150 mila euro il totale del lavoro, ripartito in 90 mila euro per l'assistenza al concordato, 7 mila euro per l'assistenza penale più 34.500 euro come consulenza nel diritto al lavoro. La scorse settimana il ricorso dei revisori è stato giudicato inammissibile dai giudici fiorentini, ma in un anno di lavoro a Livorno le polemiche sull'ingaggio di Luca Lanzalone si sono accavallate. Puntualmente spazzate via grazie alla vittoria politica. In Campidoglio, però, la questione Lanzalone è ancora aperta. Ad oggi non c'è traccia di documento che inquadri il suo ruolo. E oggi, forse, arriverà il chiarimento.

A. Arz.

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Un altro alleato per lo stadio (Corriere dello Sport, 7 Marzo 2017)

Luca Montuori nuovo assessore all'Urbanistica: «Tor di Valle occasione unica per la città»

di Guido D'Ubaldo

ROMA

Da ieri il Comune ha un nuovo assessore all'Urbanistica. Il successore di Paolo Berdini è Luca Montuori, presentato ieri dalla sindaca Virginia Raggi. Berdini si era dimesso il 14 febbraio, in seguito a un'intervista che aveva fatto molto discutere. In meno di un mese la Raggi ha trovato il successore, che si metterà subito al lavoro per portare avanti il progetto dello stadio della Roma. Le prime dichiarazioni di Montuori vanno in questa direzione. La sindaca ha sottolineato che c'è la volontà di scorporare la delega ai lavori pubblici che, per ora, è stata affidata allo stesso Montuori: «E' un architetto e ha già lavorato con noi e sono certa che condividerà il percorso del M5S in cui le decisioni sono prese in modo partecipato».
Montuori conosce già il progetto di Tor di Valle: «A Roma non basta la bacchetta magica. E' una città molto estesa, all'interno della quale esistono migliaia di città più piccole. Da oggi in poi mi butto in mare senza ciambella e vediamo come va». La sindaca lo ha tranquillizzato: «Ti assicuro che saremo noi la tua ciambella insieme ai cittadini». Il neo assessore si metterà subito al lavoro: «Sullo stadio l'amministrazione ha già preso una decisione, che è un punto d'inizio ottimo per rivedere il progetto. Ora si lavora, si migliora, è un'occasione importantissima per questa città». Ha subito preso le distanze da Berdini. E ha aggiunto: «E' una sfida difficile ma bellissima, forse la più bella che si può immaginare per un architetto». 

una nuova squadra. L'amministrazione capitolina è intenzionata ad affiancare a Montuori uno nuovo staff di tecnici esterni. Non ci sarà l'avvocato Luca Lanzalone, il legale genovese vicino a Grillo che ha seguito il dossier stadio nelle scorse settimane. «Ci sono persone che abbiamo già individuato e che saranno presentate al più presto», ha aggiunto la Raggi.
Montuori ha precisato la sua posizione politica. Era stato consulente durante l'amministrazione di Veltroni. L'architetto ha ricordato di aver lavorato in un piccolo ufficio ribadendo la sua idea già da allora: «La città è di tutti». La consulenza era relativa allo svolgimento delle procedure concorsuali di una Unità operativa del Dipartimento urbanistica del Comune di Roma. Non intende cancellare il suo passato: «Non rinnego la mia passata esperienza nel centrosinistra. La parola rinnegare non esiste nel mio vocabolario. Io ho lavorato per questa città e in quel momento era un'esperienza che ritenevo giusta». Montuori solo inizialmente si occuperà anche dei lavori pubblici. Ha spiegato ancora la Raggi: «La delega ai lavori pubblici è temporanea, abbiamo già preso la decisione di scindere le due deleghe e Luca ha accettato di assumerla fino a che non troveremo una sostituzione». Nel corso della conferenza Montuori è stato interpellato sui principali dossier a cui, come assessore all'urbanistica, dovrà dedicarsi. Il responsabile dell'urbanistica si riserva di valutare anche la situazione di via Guido Reni e degli ex Mercati Generali.

al lavoro. Intanto i proponenti continuano a lavorare giorno e notte sul nuovo progetto. La Regione ha detto no alla proroga, ma in Comune sono fiduciosi sulla possibilità di portare a termine il nuovo progetto, con un nuovo percorso che prende corpo. Ormai c'è piena sintonia tra il Comune e i proponenti, ora sono allo studio le modalità amministrative per procedere. Sarà necessario fare un atto amministrativo entro fine mese, il tempo per la chiusura della Conferenza dei Servizi, fissata per il 5 aprile. Intanto la prossima settimana sarà in arrivo a Roma il presidente Pallotta. All'ordine del giorno anche una serie di appuntamenti per lo stadio.

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Scorrendo Facebook con lo smartphone mi sono imbattuto in un post di tale Marco miccoli, uno la cui immagine di copertina è il merdodromo con scritto in grande il famoso hashtag #famostacacata, in cui dà lezioni di consumo di suolo ai grillini utilizzando un'immagine geometrica, con la quale vuole dimostrare che dadquel punto di vista tre grattacieli sono meglio di "18 palazzine". Potrebbe avere ragione lui, chissà, ma il presupposto che utilizza è che le famose palazzine occupino in pianta la stessa superficie dei grattacieli. Euclide parte seconda.

arturo

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Miccoli è uno stercoraro di quelli reali, fece l'interpellanza per juve - merde 3-2  con inculata finale di Bonucci.

Drake

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https://it.businessinsider.com/di-chi-sara-davvero-lo-stadio-della-roma-chi-lo-paghera-e-cosa-centra-goldman-sachs/

"Famo 'sto stadio!", aveva sollecitato con veemenza in diretta televisiva l'allenatore dell'As Roma, Luciano Spalletti, all'inizio di febbraio. A supportarlo, poco dopo, nonostante i dissapori tra i due risalenti all'anno scorso, era arrivato il "Pupone" Francesco Totti, che aveva vergato su Facebook: "Al fianco del mister e della società: vogliamo il nostro Colosseo moderno, una struttura all'avanguardia per i nostri tifosi e per tutti gli sportivi! #FamoStoStadio". A rincarare la dose era stato poi il presidente della Roma nonché capofila degli azionisti americani, James Pallotta, che aveva sentenziato che in caso di mancata costruzione dello stadio di proprietà a Tor di Valle "sarebbe una catastrofe per il futuro dell'As Roma, del calcio italiano, della città di Roma e francamente per i futuri investimenti in Italia". Il clima si è fatto più disteso poi il 26 febbraio, quando, in serata, la sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha annunciato di avere raggiunto un accordo con l'As Roma e il costruttore Luca Parnasi, proprietario dei terreni su cui sorgerà la struttura sportiva.
Ma perché alla Roma e al suo presidente e proprietario Pallotta sta così tanto a cuore lo stadio di proprietà? E chi sarà a possedere l'impianto? La squadra di calcio, come nel caso della Juventus, o i suoi principali azionisti, gli americani riuniti sotto il cappello della Neep Roma Holding (che mentre attendono lo stadio continuano a sborsare denaro per il club giallorosso)? La relazione finanziaria semestrale al 31 dicembre 2016 dell'As Roma fornisce qualche spunto utile per provare a rispondere a queste domande. "In data 16 maggio 2016 – si legge innanzi tutto nel documento – è stata perfezionata un'operazione volta al finanziamento dei costi preliminari di sviluppo connessi al progetto 'Stadio della Roma' mediante la sottoscrizione di un contratto di finanziamento, per un ammontare massimo pari a 30 milioni, con Goldman Sachs International".
Quindi, per finanziare il progetto, la società giallorossa si è rivolta a Goldman Sachs. In altri termini, alla banca americana con cui abitualmente lavora Pallotta e che già è la principale finanziatrice dell'As Roma. Sempre a Goldman Sachs, infatti, è da ricondurre gran parte dell'esposizione bancaria del club calcistico. E' vero che dalla relazione semestrale emergono circa 158 milioni (144,8 in scadenza oltre i 12 mesi più 13,3 entro l'anno) di prestiti con Unicredit, risalenti al contratto siglato nel febbraio del 2015, ma è altrettanto vero che la banca guidata da Jean Pierre Mustier risulta essersi interamente "coperta" proprio con Goldman Sachs, che secondo alcune ricostruzioni potrebbe avere piazzato parte di questo debito anche presso altri investitori, come per esempio fondi hedge. L'esposizione della Roma da 158 milioni sarebbe quindi, in ultima analisi, in capo alla banca statunitense. Ed è proprio con questo argomento che dal quartier generale di Trigoria respingono con forza le ipotesi, circolate in ambienti finanziari, che nei mesi scorsi Unicredit, complice la nuova gestione targata Mustier (l'ad, non amante del calcio, ha già interrotto la sponsorizzazione della Champions League) abbia chiesto il rientro dei debiti al club.
E così Goldman Sachs finanzierà ora anche la costruzione dello stadio. Nel dettaglio, si legge ancora nella relazione semestrale, "As Roma, Neep Roma Holding, azionista di maggioranza della società, Stadio Tdv (StadCo), società deputata alla gestione e al finanziamento del progetto 'Stadio della Roma', il cui capitale sociale è interamente detenuto da Neep, e As Roma Spv llc, azionista di maggioranza di Neep, sono state coinvolte a vario titolo nell'operazione nell'ambito della quale è stato sottoscritto un contratto di finanziamento per un ammontare massimo pari a 30 milioni tra (i) Goldman Sachs International (...) e (ii) StadCo, in qualità di beneficiario". Obiettivo dell'operazione è "finanziare quest'ultima al fine di sostenere determinati costi preliminari di sviluppo connessi al progetto 'Stadio della Roma'". Quindi, beneficiaria del finanziamento da 30 milioni è la società Stadio Tdv, che è interamente controllata non già dalla Roma ma dai suoi azionisti americani (Neep).
Il prestito per lo stadio è corredato da tutta una tela di accordi laterali che rendono l'operazione ancora più complessa. Tanto per cominciare, la Roma "ha sottoscritto, congiuntamente alle altre società interessate, un contratto di finanziamento infragruppo ai sensi del quale metterà a disposizione di StadCo una linea di credito rotativa". Tale finanziamento infragruppo "funge da garanzia" al rimborso di quello contratto verso Goldman Sachs da StadCo "nel caso in cui quest'ultima non fosse in grado di rimborsarlo autonomamente e non come fonte primaria di rimborso dello stesso". Ma non è ancora finita, perché, "ai sensi del finanziamento infragruppo", la Roma e le società riconducibili ai soci americani (Neep e As Roma Spv) "hanno sottoscritto un contratto di garanzia in base al quale (i) Neep pagherà alla società giallorossa ogni ammontare dovuto da quest'ultima a StadCo in base al finanziamento infragruppo, per un massimo pari a circa 32 milioni; e (ii) TopCo (cioè As Roma Spv, ndr) indennizzerà Neep per un massimo pari a circa 32 milioni". Quindi, riassumendo e tentando di semplificare: Goldman Sachs finanzia per 30 milioni la società posseduta dai soci americani guidati da Pallotta, Stadio Tdv. Se quest'ultima non riuscisse a rimborsare autonomamente la banca statunitense, l'As Roma pagherebbe il debito, ma sarebbe a sua volta "risarcita" fino a 32 milioni dagli azionisti americani. Che quindi, se la loro società Stadio Tdv non riuscisse a restituire a Goldman Sachs il denaro per la costruzione dello stadio, sarebbero gli ultimi della catena a dovere aprire il portafogli.

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Stadio, dossier a Montuori C'è il caso incompatibilità (Il Messaggero, Cronaca di Roma, 8 Marzo 2017)
IL PROGETTO

I nuovi rendering senza le tre torri dell'Ecomostro - ma con 18 palazzine alte fino a 7 piani per negozi e uffici - sono attesi in Campidoglio tra domani e venerdì. Lo staff della sindaca Virginia Raggi ha chiesto ai privati il «progetto preliminare» dell'operazione Tor di Valle, con tutte le modifiche pattuite nel vertice notturno del 24 febbraio. È un passaggio necessario per scrivere la delibera «modificativa» che sostituirà quella varata dall'amministrazione Marino nel 2014. Già oggi è in programma un vertice con il nuovo assessore Luca Montuori, anche se contro di lui l'opposizione adombra il rischio dell'«incompatibilità»: l'articolo 78 del Testo Unico per gli Enti Locali, infatti, impedisce a «chi ricopre in giunta ruoli in materia urbanistica e lavori pubblici» di «esercitare l'attività professionale nelle medesime materie nel medesimo territorio amministrato». Secondo il parlamentare di Idea, Vincenzo Piso, la norma potrebbe ostacolare l'insediamento di Montuori, perché «è cotitolare dello studio 2tr che svolge la propria attività proprio nella Capitale». Oggi, in ogni caso, il neo-assessore riceverà il dossier Tor di Valle, incontrando i tecnici del dipartimento Urbanistica e l'avvocato Luca Lanzalone, il consulente scelto dalla Raggi per seguire la trattativa con la Roma.
Proprio attorno al ruolo di Lanzalone, già ingaggiato dal M5S a Livorno per risollevare le sorti della malandata azienda dei rifiuti locale, ieri si è acceso un dibattito in Aula Giulio Cesare. Il gruppo del Pd ha presentato un'interrogazione, illustrata dalla capogruppo Michela Di Biase, per chiedere spiegazioni. Davanti all'Assemblea Capitolina, la Raggi ha spiegato che il legale è stato arruolato il 10 febbraio scorso, «per seguire la vicenda dello stadio». La collaborazione, ha detto la sindaca, avrebbe dovuto essere ufficializzata «mediante un accordo con l'assessore all'Urbanistica, che però poi si è dimesso, quindi non ha potuto trovare formalizzazione». Ora che è stato trovato il sostituto di Berdini, verrà firmato un contratto da 30 mila euro. Lanzalone, che finora ha lavorato a titolo gratuito, non farà parte dello staff di Montuori, ma avrà un ruolo da consulente esterno.
IL RINVIO
La sindaca, che a fine marzo, dopo il viaggio negli Usa, incontrerà James Pallotta, ha parlato anche dell'ipotesi di una nuova conferenza dei servizi sullo stadio. Quella attuale scade il prossimo 5 aprile e le modifiche apportate - soprattutto sul versante delle opere pubbliche - potrebbero far ripartire da capo l'iter di approvazione del progetto. «Ma noi stiamo lavorando perché partano il più velocemente possibile i tavoli tecnici per la revisione», ha detto la Raggi.
Mentre il gruppo del Pd chiede una convocazione straordinaria del Consiglio comunale sull'operazione immobiliare, convinto che «le opere pubbliche siano indispensabili» e che «dopo il dimezzamento delle cubature, i cittadini, hanno il diritto di sapere quali infrastrutture resteranno per filo e per segno», sul progetto Tor di Valle (e sul vincolo che ha deciso di apporre la Soprintendenza) ieri è intervenuto anche il ministro della Cultura, Dario Franceschini. Chiarendo che «non ho strumenti per intervenire nè lo farò: ci sono delle forme previste dalla legge a disposizione dei privati per tutelarsi». Per il responsabile dei Beni culturali, «ci sono delle competenze molto precise, guidate dalla legge, che stanno nella totale autonomia delle Soprintendenze». Insomma, «non c'è un livello politico gerarchicamente superiore che può far cambiare una decisione. Se lo si facesse si commetterebbe un illecito, un reato». Sulla tutela dell'ippodromo di Lafuente, quindi, la Soprintendenza archeologica di Roma avrà mani libere.
A CINECITTÀ
Se il vincolo verrà confermato, lo stadio dovrà essere spostato dalla zona delle tribune. Ma c'è anche chi favoleggia: si possono spostare gli spalti, magari a Cinecittà. Una «mandrakata» ai limiti della praticabilità, come quelle del film che rese famoso l'ippodromo nel 1976.
L. De Cic.

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Stadio Roma, Raggi: Tagliate solo opere slegate da impianto

"Sui dettagli dello Stadio della Roma sono cauta perché è ancora oggetto di studio". Così la sindaca Virginia Raggi intervistata da Radio Radio parla del progetto dello Stadio della Roma. "Abbiamo tagliato opere che non erano collegate allo Stadio - aggiunge la sindaca - e viene il dubbio che fossero state ipotizzate per costruire delle cubature in più"."Noi non possiamo modificare completamente il progetto, le impronte a terra possono diminuire, ma non aumentare", aggiunge Raggi.  "La riqualificazione di aree completamente slegate da quelle dello Stadio - dice ancora la sindaca - fa pensare che fosse stata pensata solo per aumentare le cubature"."Per legge le opere devono essere solo quelle strettamente necessarie alla sostenibilità dell'opera", sottolinea."Erano previsti due ponti, oggi non mi sento di dire quale sarà il destino dei due ponti, dico solo che ne basta uno", dice la sindaca.

Stadio Roma, Raggi: Vincolo sovrindentenza non dipende da me

"Se c'è un vincolo della Soprintendenza non dipende da me, noi andiamo avanti sul nostro progetto". Così la sindaca Virginia Raggi intervistata da Radio Radio parla del progetto dello Stadio della Roma.

Stadio Roma, Raggi: Accordo permette di rimanere in conferenza regionale

"Noi abbiamo trovato un accordo che ci permetta di rimanere all'interno di questa Conferenza dei servizi Abbiamo smontato e rimontato il progetto rimanendo su quello che è il dettato della legge". Così la sindaca Virginia Raggi intervistata da Radio Radio parla del progetto dello Stadio della Roma."Dopo averlo fatto con la società lo stiamo rifacendo con la Conferenza regionale". prosegue.

Stadio Roma: Raggi, "Non vogliamo nuova conferenza servizi"

"Sui dettagli sarei un po' cauta. Il nuovo accordo che non e' ancora stato formalizzato, e' oggetto di studio e prevede una riduzione drastica della cubatura e una rimodulazione di quella esistente. Attenzione, noi non possiamo andare a modificare completamente il progetto, le impronte a terra possono diminuire, non aumentare, perche' altrimenti si parla proprio di un nuovo progetto e servirebbe un'altra conferenza dei servizi. Noi non vogliamo questo ma portare a termine il progetto". Lo ha detto la sindaca di Roma Virginia Raggi intervistata su Radio Radio. "Se noi riusciamo a modificare la delibera esistente - ha aggiunto- nel senso della riduzione, dell'aumento dell'efficientamento energetico, rimandando all'interno di questa conferenza dei servizi a noi va benissimo. E' evidente che se si tratta di un progetto completamente diverso lo dice la legge non si puo' continuare. Noi abbiamo trovato un accordo per cui all'interno di questa conferenza il progetto viene ridotto dal punto di vista delle cubature - ha concluso - ma aumentati gli standard di efficienza energetica e qualitative".

CALCIO: ROMA. RAGGI "STADIO E' DI PALLOTTA, MA IO NON L'HO DETTO"

"Nella sostanza lo STADIO della Roma non e' della Roma ma di Pallotta, ma io non l'ho detto". Cosi' la sindaca di Roma, Virginia Raggi, ospite questo pomeriggio di Radio Radio, parlando dello STADIO della Roma di Tor di Valle. "Se il vincolo della soprintendenza c'e' non posso mettere bocca. Noi andiamo avanti su quello che e' il nostro progetto, poi il resto lo dobbiamo accettare e tocchera' alla Euronova pensarci", ha detto il sindaco di Roma, Virginia Raggi, ospite questo pomeriggio di Radio Radio, parlando dello STADIO della Roma di Tor di Valle.

CALCIO: STADIO ROMA, RAGGI "RISCHIAVAMO OBBLIGO RISARCITORIO"


"Studiando meglio le carte e i documenti sostanzialmente lo stesso Berdini aveva scelto di aspettare l'esito della conferenza dei servizi per poi prendere una decisione. Noi abbiamo voluto vederci chiaro e, dopo aver sentito l'avvocatura, questa ci ha rappresentato l'esistenza di un obbligo indennitario e abbiamo fatto le nostre valutazioni". Cosi' il sindaco di Roma, Virginia Raggi, ospite questo pomeriggio di Radio Radio, parlando dello STADIO della Roma di Tor di Valle. "Avendo ricevuto un alert - ha aggiunto - abbiamo cercato di capire se ci fosse margine per ridurre l'opera per evitare un obbligo risarcitorio, da amministratori non potevano non porci queste domande. Siamo riusciti a raggiungere un ottimo risultato - ha concluso -, la delibera di Marino aveva sforato ben oltre le norme di legge".  "Sui dettagli del progetto STADIO sarei un po' cauta ogni tanto leggo cose sui giornali, il nuovo accordo che non e' stato formalizzato ma e' ancora oggetto di studio", ha aggiunto Raggi. Per quel che riguarda le cubature e le ipotesi di un aumento del numero degli edifici nel nuovo progetto la Raggi ha voluto sottolineare che "Noi non possiamo andare a modificare il progetto e le impronte a terra non possono aumentare ma solo diminuire" cosa che farebbe pensare che il progetto non sia solo allo studio ma qualcosa di piu' rispetto a quanto detto poco prima. Al conduttore che le chiedeva se si riuscira' a fare tutto con questa conferenza dei servizi la Raggi ha infatti risposto: "Se riusciamo a modificare la delibera esistente rimanendo all'interno di questa conferenza dei servizi va benissimo, ma se il progetto e' diverso non puo' continuare, lo dice la legge". Per quel che riguarda le opere a compensazione ha spiegato che "Vengono ridotte alcune opere compensative, il progetto precedente prevedeva la riqualificazione di alcune aree totalmente slegate all'area dello STADIO che pensiamo solo fossero state messe per aumentare le cubature". Sulle infrastrutture in particolare ha detto: "Il potenziamento della Roma-Lido rimane perche' confermato dalla Regione, lo sfioccamento della linea B e' stato bocciato dagli uffici tecnici. A queste riduzioni ne consegue una riduzione di cubature, adesso tutto questo discorso fatto con i tecnici lo stiamo rifacendo anche con i tecnici della Regione all'interno della Conferenze dei servizi". "La via del Mare sara' ristrutturata - ha proseguito la Raggi -, un ponte sul Tevere verra' fatto, abbiamo calcolato un ponte, anche se ne erano previsti due ma abbiamo visto che due ponti a due chilometri di distanza non avrebbero alleggerito il flusso di traffico. Due punti non servono e su un ponte ci concentreremo". Infine ha voluto ricordare: "che sara' realizzato un grande parco, sicuro grazie a presenza di telecamere" parco previsto gia' nel progetto precedente visto che gia' nella delibera Marino era previsto che un parco pubblico di 64 ettari.

Stadio Roma: Raggi, nessuna proposta dalla Lazio

"Ad oggi, riguardo lo stadio della Lazio, non abbiamo ricevuto nessuna proposta ma solo una lettera di Claudio Lotito, per altro molti hanno scherzato sul fatto che 'se si è faticato a trovare l'accordo con la Roma, figurarsi cosa sarebbe trovarlo con Lotito'". Così la sindaca Virginia Raggi intervistata da Radio Radio. "Se dovesse avviarsi un procedimento serio noi vigileremo affinché il procedimento parta in maniera consona sin dal principio. Valuteremmo dal principio la questione delle opere", ha aggiunto.


GoodbyeStranger

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Citazione di: Precisione il 09 Mar 2017, 19:56


CALCIO: ROMA. RAGGI "STADIO E' DI PALLOTTA, MA IO NON L'HO DETTO"

"Nella sostanza lo STADIO della Roma non e' della Roma ma di Pallotta, ma io non l'ho detto".


:o ... e quindi? Che vuol dire?

ma questa che mestiere fa? l'egittologa? (cit.)

ES

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Citazione di: GoodbyeStranger il 09 Mar 2017, 22:06
:o ... e quindi? Che vuol dire?

ma questa che mestiere fa? l'egittologa? (cit.)

Che lei non si è presa questa responsabilità, di dire la verità, troppo pressata, pora pupa.

MadBob79

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Ma i pareri legali richiesti che scongiuravano il rischio di cause milionarie? Erano dichiarazioni loro? Qualcuno bravo può controllare?

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AquiladiMare

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Citazione di: MadBob79 il 10 Mar 2017, 08:00
Ma i pareri legali richiesti che scongiuravano il rischio di cause milionarie? Erano dichiarazioni loro? Qualcuno bravo può controllare?

Imho sta usando questa paura per giustificare il fatto che, politicamente, non potevano dire sempre NO.

Poi se il progetto lo bloccasse qualcun altro loro sarebbero ben felici

NandoViola

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Citazione di: Precisione il 09 Mar 2017, 19:56


CALCIO: ROMA. RAGGI "STADIO E' DI PALLOTTA, MA IO NON L'HO DETTO"

"Nella sostanza lo STADIO della Roma non e' della Roma ma di Pallotta, ma io non l'ho detto". Cosi' la sindaca di Roma, Virginia Raggi, ospite questo pomeriggio di Radio Radio, parlando dello STADIO della Roma di Tor di Valle. "Se il vincolo della soprintendenza c'e' non posso mettere bocca. Noi andiamo avanti su quello che e' il nostro progetto, poi il resto lo dobbiamo accettare e tocchera' alla Euronova pensarci", ha detto il sindaco di Roma, Virginia Raggi, ospite questo pomeriggio di Radio Radio, parlando dello STADIO della Roma di Tor di Valle.


https://twitter.com/virginiaraggi/status/545560335974162432
e brava la democristellata
vatte a sotterrà e portate dietro i daniele, raffaele e salvatore.


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ES

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Faranno saltare in aria pure la Soprintendenza?

cartesio

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Citazione di: ernestocalisti il 06 Mar 2017, 07:21
Ieri sera discorsone pieno di inesattezze ma favorevole allo stadio da parte di lucianalittizzetto..sono rimasto un po' sorpreso inizialmente, poi ecco arrivare serenadandini come ospite e lì capisco tutto..

Fazio e tutto il suo carrozzone sono legati a filo doppio al PD. Ricordo imbarazzanti interviste a Renzi, occhi bassi e sottovoce.

Citazione di: ES il 11 Mar 2017, 08:46
Faranno saltare in aria pure la Soprintendenza?

Con Renzi al governo sarebbe già saltata. Vedremo a cosa si attaccheranno.


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Ranxerox

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Citazione di: cartesio il 11 Mar 2017, 13:31
Fazio e tutto il suo carrozzone sono legati a filo doppio al PD. Ricordo imbarazzanti interviste a Renzi, occhi bassi e sottovoce.

Con Renzi al governo sarebbe già saltata. Vedremo a cosa si attaccheranno.

Al ricatto del "rischio catastrofe". Non sia mai...

Rugiule

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Lazionetter
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Citazione di: cartesio il 11 Mar 2017, 13:31
Fazio e tutto il suo carrozzone sono legati a filo doppio al PD. Ricordo imbarazzanti interviste a Renzi, occhi bassi e sottovoce.

Con Renzi al governo sarebbe già saltata. Vedremo a cosa si attaccheranno.
Ma mo che c'entra il PD? Mi sembra che il progetto sia stato approvato dai grillini, pure quando non c'entra niente te la devi prendere col PD?

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