Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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Via libera della Giunta Calano le opere pubbliche (Gazzetta dello Sport ed. Roma, 7 Giugno 2017)

Corre, il progetto Tor di Valle seconda versione. Ieri il via libera della Giunta, presto quello dell'aula Giulio Cesare. Corre verso il traguardo dell'approvazione di una nuova delibera di pubblica utilità, già la prossima settimana, dunque – giurano dal Campidoglio – entro i termini fissati dalla Regione per il riavvio della Conferenza di servizi non dai nastri di partenza, ma un passo più in là, con i tempi e le pastoie della fase preliminare dati per buoni.

VIA IL PONTE Questo progetto corre – ci si augura –, sempre nell'interesse dei cittadini. Così garantisce l'amministrazione Raggi. «Con l'approvazione di oggi (ieri, ndr ) – racconta l'assessore all'Urbanistica Luca Montuori –, la giunta ha sottolineato quanto ogni progetto debba avere come priorità il bene dei cittadini». «Il nostro lavoro – gli fa eco la responsabile della Mobilità, Linda Meleo – è stato indirizzato al miglioramento della mobilità sul territorio ed è fondamentale per realizzare un collegamento funzionale al nuovo polo sportivo». Effettivamente, gli investimenti richiesti al privato sono concentrati sulla mobilità, vero punto debole del vecchio progetto: 38 milioni saranno destinati all'unificazione di via del Mare e via Ostiense nel tratto tra il Raccordo e il nodo Marconi; 40 serviranno al potenziamento del treno Roma-Lido. Gli altri, invece, riguarderanno la navigabilità del Tevere, la costruzione di due ponti ciclo-pedonali, la messa in sicurezza del Fosso di Vallerano e la realizzazione del parco fluviale. Stop. L'elenco è corto, il valore delle opere pubbliche richieste al privato è sensibilmente diminuito – da circa 350 a 120 milioni –, anche più, in proporzione, del dimezzamento delle cubature totali. Vittima illustre della sforbiciata è il ponte carrabile che doveva collegare l'area alla Roma-Fiumicino. Un'opera fondamentale – da sola valeva cento milioni di euro –, che il Comune ha cancellato confidando nella realizzazione del vicino Ponte dei Congressi, per cui ci sarebbe un finanziamento del Cipe. Ci sarebbe o ci sarà? Scetticismo è di nuovo in aumento.

a.cat.

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Lo stadio e il mistero del ponte che non c'è (Corriere della Sera ed. Roma, 7 Giugno 2017)
Approvata la delibera di giunta, via libera del Comune al progetto. Ma non c'è chiarezza sul cavalcavia dei Congressi


C'è un pubblico interesse che, sebbene sicuro dell'ok politico in Aula, potrebbe vacillare all'analisi degli Uffici e dei tecnici in Conferenza dei servizi. C'è una tempistica ancora tutta da valutare, ma che di certo non ispira celerità: la questione variante al piano regolatore che oggi fa infuriare i Municipi M5S X e XI, sarà affrontata solo a settembre, con buona pace del presidente della Roma, il commendator James Pallotta, che ha dichiarato di essere disposto ad aspettare fino al 2020 per il nuovo stadio. Oltre sarà «goodbye, to never again» (per questo nella delibera è scomparso anche il vicolo trentennale per il club?). E c'è una doppia questione relativa alle opere pubbliche: da una parte le stime di investimento che crollano di 150 milioni (dai 270 della delibera Marino agli attuali 120) e dall'altra una priorità pubblica finora esplicitata solo a parole dall'amministrazione Raggi. Con preoccupazione crescente di chi si occupa di sicurezza: si può fare lo stadio prima delle strade indispensabili a flusso e deflusso? Ma l'elemento che meglio incarna il caos sulla delibera di giunta approvata ieri con cui il Campidoglio conferirà al progetto stadio le stimmate dell'interesse pubblico, è metafisico: è costruita sul ponte che non c'è.

Segnatamente il ponte dei Congressi, cioè «l'opera di interesse nazionale» di cui Raggi, accompagnata dagli assessori alla Mobilità Linda Meleo e all'Urbanistica Luca Montuori, i primi di maggio è andata a chiedere notizie al ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio. Quel ponte è stata la stella polare del nuovo progetto, quello dimezzato nelle cubature di cemento e quindi decapitato delle tre torri di Libeskind. Perché nella 132 di Marino era previsto un altro ponte carrabile, il ponte di Traiano, che al M5S sembrava una violenza gratuita sul territorio considerata la presenza di un'opera già finanziata dal governo con 145 milioni di soldi pubblici. E quindi, dopo l'accordo tra Raggi e i proponenti (Roma e Eurnova), nel ridisegnare la planimetria di Tor di Valle è stata data per assunto la presenza del ponte dei Congressi. Così quello di Traiano è scomparso insieme alle torri. Ma basta incrociare la dichiarazione di ieri di Montuori e la nota seguente del Campidoglio per capire che qualcosa non quadra. «Ponte Congressi fuori delibera, sarà realizzato con fondi Cipe», dice l'assessore. Il progetto «migliora la mobilità grazie alla realizzazione di collegamenti ciclopedonali che attraversano l'area lungo le anse del Tevere e la via Ostiense collegandosi alle nuove reti ciclabili previste nel ponte dei Congressi», spiega il Comune.

Cioè: la delibera è complementare alla costruzione del ponte finanziato dal governo anche se l'opera è attualmente sospesa con un «no» dal Consiglio superiore dei lavori pubblici nella Conferenza dei servizi relativa. E' vero che i rilievi sembrano ora superati e che probabilmente il ponte si farà. Ma il punto è un altro e gli avvocati sono già a lavoro: il 15 giugno la maggioranza M5S potrebbe concedere il pubblico interesse a un progetto con la condizionale.

Andrea Arzilli

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Stadio, super-sconto ai privati: solo 120 milioni per le opere (Il Messaggero ed. Roma)

IL PROVVEDIMENTO

Spariscono le tre torri dell'«Ecomostro», ma anche il ponte carrabile sul Tevere e 150 milioni di euro di infrastrutture pubbliche che avrebbero dovuto finanziare i privati. Ieri la giunta di Virginia Raggi ha votato la delibera per ridefinire il «pubblico interesse» del progetto stadio a Tor di Valle. Dopo l'accordo con la Roma dello scorso 24 febbraio, come previsto, le cubature del mega-complesso di uffici, negozi e alberghi sono state sforbiciate del 50%. Ma dall'operazione escono fortemente ridimensionate anche le opere pubbliche. Un mega-sconto per i proponenti, che alla fine dovranno sborsare solo 120 milioni di euro rispetto ai 270 milioni previsti «per le opere di urbanizzazione» dalla delibera votata nel 2014 dall'amministrazione Marino.
COSTI AL RIBASSO
Nel provvedimento varato ieri non compare più il ponte carrabile sul Tevere. E così, per evitare che il traffico vada in tilt nell'area del nuovo stadio, diventa fondamentale la realizzazione del Ponte dei Congressi, finanziato con i fondi del governo. Un'infrastruttura, però, ancora sospesa dopo lo stop del Consiglio superiore dei lavori pubblici. E con tempi di realizzazione tutt'altro che certi. «Il Ponte dei Congressi è fuori delibera - ha confermato l'assessore all'Urbanistica, Luca Montuori - è un'opera di interesse strategico nazionale e viene realizzata con fondi del Cipe». In tempo per lo stadio? Non si sa.
Al posto dei grattacieli privati, verrà realizzato un Serpentone unico, modello Corviale, con palazzine alte fino a 7 piani. Dei 120 milioni che restano per le opere pubbliche, 38 milioni verranno impiegati per i lavori sull'Ostiense-via del Mare. E la cifra stanziata è già un piccolo caso: con gli stessi fondi previsti per rimettere a nuovo 3,8 km di strada, ora i privati dovrebbero ristrutturare 6,8 km. «La realizzazione dell'intervento ha un impatto minore sul territorio, quindi costa meno, in un certo senso è una moltiplicazione dei pani e dei pesci», ha detto l'assessore Montuori. In realtà, ha precisato, i costi previsti dalla delibera avrebbero già contemplato i ribassi calcolati dal Dipartimento Lavori Pubblici.
Gli stessi ribassi che, per fare un altro esempio, faranno scendere da 16 a 12 milioni il costo della messa in sicurezza del Fosso di Vallerano. Circa 40 milioni andranno al potenziamento della ferrovia Roma-Lido, con appena 2 treni nuovi rispetto ai 15 inizialmente previsti, più altri 8 vecchi treni da ristrutturare. Gli altri fondi pagheranno interventi per la navigabilità del Tevere, due ponti per ciclisti e pedoni, il parco fluviale. «Il mancato rispetto anche di una sola delle condizioni necessarie - ha avvisato il Campidoglio in una nota - comporterà la decadenza del pubblico interesse. L'amministrazione capitolina adotterà ogni iniziativa per la vigilanza sull'intervento».
LA CORSA A OSTACOLI
Dopo il voto in giunta, ora scatta la corsa contro il tempo per dare al nuovo progetto il via libera finale entro il 15 giugno, quando scade la conferenza dei servizi in Regione. Il M5S vorrebbe portare la delibera in Assemblea capitolina già lunedì 12 giugno. Prima però servirà un passaggio nei municipi (il IX e l'XI), costretti a votare il provvedimento in tempi record. E soprattutto senza licenziare osservazioni, perché ogni modifica costringerebbe la giunta a riunirsi di nuovo per varare le controdeduzioni, allungando inevitabilmente i tempi. Non sarà una passeggiata, soprattutto nel municipio IX, dove diversi consiglieri hanno già fatto capire di maldigerire l'operazione calcistico immobiliare. La sindaca Virginia Raggi però si è detta tranquilla: «Mi aspetto di andare avanti secondo gli impegni che abbiamo preso e concordato».
Lorenzo De Cicco

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Si corre contro il tempo per eliminare gli ostacoli procedurali entro la data del 15 giugno ma intanto la giunta Raggi dà il pubblico interesse: ora tocca all'assemblea capitolina
Stadio: altro sì (Corriere dello Sport, 7 Giugno 2017)

di Roberto Maida

ROMA

Sul piano strettamente procedurale si torna indietro di un anno e mezzo. Eppure quella di ieri è stata una giornata positiva per lo stadio della Roma, visto che dalla giunta comunale non sono arrivate sorprese negative: è stata approvata la delibera sul pubblico interesse tarata sul nuovo progetto, molto più snello rispetto a quello che era stato accettato dalla giunta Marino e quindi anche difficile da rifiutare, tanto più dopo l'accordo di febbraio celebrato in Campidoglio tra squilli di tromba da Virginia Raggi e Mauro Baldissoni. 
OTTIMISMO. Adesso, secondo quanto filtra dai proponenti, la Roma e Parnasi, si registra positività per una possibile apertura della nuova conferenza dei servizi in Regione già prima dell'estate. In questo senso, l'iter sarebbe molto più rapido rispetto al primo tentativo con chiusura dei lavori prevista anche prima dei sei mesi canonici. Ma restano ancora due ostacoli burocratici da superare, prima di tornare a casa di Nicola Zingaretti: il primo è la votazione dell'assemblea capitolina, che teoricamente potrebbe rigettare la delibera di giunta. Immaginate un disegno di legge del governo che il parlamento può bocciare. Improbabile, viste le forze in campo, ma non impossibile. Questa votazione, teoricamente, dovrebbe avvenire entro il 15 giugno, universalmente ritenuta la deadline del processo. 

VINCOLO. E qui entriamo nel secondo scivoloso ambiente: la sovrintendenza alle belle arti, presieduta da Margherita Eichberg, ha imposto il vincolo architettonico su una delle tribune del vecchio ippodromo, che allo stato attuale non potrebbe essere demolita. Sempre entro il 15 giugno quindi la Roma si aspetta che la sovrintendenza, con il nuovo presidente Francesco Prosperetti nel frattempo subentrato, decida di rimuovere il vincolo. In caso contrario, via ai ricorsi al Tar e chissà cos'altro. Ma è una dilatazione dei tempi che va assolutamente scongiurata se si vuole rispettare il calendario immaginato da James Pallotta: per costruire lo stadio entro il 2020, eliminando ogni tentazione di addio, il cantiere di Tor di Valle deve aprire entro i primi mesi del 2018.

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 07 Giu 2017, 06:39
Lo stadio e il mistero del ponte che non c'è (Corriere della Sera ed. Roma, 7 Giugno 2017)
Approvata la delibera di giunta, via libera del Comune al progetto. Ma non c'è chiarezza sul cavalcavia dei Congressi


C'è un pubblico interesse che, sebbene sicuro dell'ok politico in Aula, potrebbe vacillare all'analisi degli Uffici e dei tecnici in Conferenza dei servizi. C'è una tempistica ancora tutta da valutare, ma che di certo non ispira celerità: la questione variante al piano regolatore che oggi fa infuriare i Municipi M5S X e XI, sarà affrontata solo a settembre, con buona pace del presidente della Roma, il commendator James Pallotta, che ha dichiarato di essere disposto ad aspettare fino al 2020 per il nuovo stadio. Oltre sarà «goodbye, to never again» (per questo nella delibera è scomparso anche il vicolo trentennale per il club?). E c'è una doppia questione relativa alle opere pubbliche: da una parte le stime di investimento che crollano di 150 milioni (dai 270 della delibera Marino agli attuali 120) e dall'altra una priorità pubblica finora esplicitata solo a parole dall'amministrazione Raggi. Con preoccupazione crescente di chi si occupa di sicurezza: si può fare lo stadio prima delle strade indispensabili a flusso e deflusso? Ma l'elemento che meglio incarna il caos sulla delibera di giunta approvata ieri con cui il Campidoglio conferirà al progetto stadio le stimmate dell'interesse pubblico, è metafisico: è costruita sul ponte che non c'è.

Segnatamente il ponte dei Congressi, cioè «l'opera di interesse nazionale» di cui Raggi, accompagnata dagli assessori alla Mobilità Linda Meleo e all'Urbanistica Luca Montuori, i primi di maggio è andata a chiedere notizie al ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio. Quel ponte è stata la stella polare del nuovo progetto, quello dimezzato nelle cubature di cemento e quindi decapitato delle tre torri di Libeskind. Perché nella 132 di Marino era previsto un altro ponte carrabile, il ponte di Traiano, che al M5S sembrava una violenza gratuita sul territorio considerata la presenza di un'opera già finanziata dal governo con 145 milioni di soldi pubblici. E quindi, dopo l'accordo tra Raggi e i proponenti (Roma e Eurnova), nel ridisegnare la planimetria di Tor di Valle è stata data per assunto la presenza del ponte dei Congressi. Così quello di Traiano è scomparso insieme alle torri. Ma basta incrociare la dichiarazione di ieri di Montuori e la nota seguente del Campidoglio per capire che qualcosa non quadra. «Ponte Congressi fuori delibera, sarà realizzato con fondi Cipe», dice l'assessore. Il progetto «migliora la mobilità grazie alla realizzazione di collegamenti ciclopedonali che attraversano l'area lungo le anse del Tevere e la via Ostiense collegandosi alle nuove reti ciclabili previste nel ponte dei Congressi», spiega il Comune.

Cioè: la delibera è complementare alla costruzione del ponte finanziato dal governo anche se l'opera è attualmente sospesa con un «no» dal Consiglio superiore dei lavori pubblici nella Conferenza dei servizi relativa. E' vero che i rilievi sembrano ora superati e che probabilmente il ponte si farà. Ma il punto è un altro e gli avvocati sono già a lavoro: il 15 giugno la maggioranza M5S potrebbe concedere il pubblico interesse a un progetto con la condizionale.

Andrea Arzilli

cosa significa?
che pallocca potrebbe affittare lo stadio a chiunque , anche il giorno dopo e non essere più vincolato ad affittarlo solo agli stercorari?
se è vero ciò, mi piacerebbe sapere in quale modo si possa motivare la pubblica utilità.

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Lo stadio si farà, ma a una condizione (al ribasso): spendere 42 milioni di euro per la Roma-Lido (Corriere della Sera ed. Roma, 8 Giugno 2017)
Nessun altra opera pubblica necessaria all'apertura dell'impianto di Tor di Valle


Circa 120 milioni di euro di investimento in opere pubbliche, quelle rimaste dopo il dimezzamento delle cubature di cemento praticata da Raggi sul progetto targato Marino. Ma al massimo 42, destinati alla Roma-Lido, saranno necessari per procedere all'apertura del nuovo Stadio della Roma. Lo stabilisce la delibera di pubblico interesse appena approvata in giunta ed ora al vaglio delle commissioni. I 42 milioni sono finalizzati «al miglioramento dell'offerta e del servizio di trasporto pubblico su ferro attraverso il revamping/acquisto di treni sulla ferrovia Roma-Lido», è scritto sul documento. «La parte residua del contributo potrà essere utilizzata, in tutto o in parte, per far fronte agli eventuali maggiori costi e/o nuove opere pubbliche». In più, «dovrà essere assicurata la contestualità dell'esercizio del trasporto pubblico su ferro nei termini sopra riportati al momento della prima utilizzazione pubblica del nuovo Stadio».

In pratica per aprire lo stadio basterà prima restaurare qualche treno (quanti non è specificato) della linea più malandata d'Italia, ammesso che l'amministrazione non decida di dirottare i fondi su altre opere (quali non sono specificate). Se consideriamo anche l'affaire ponte dei Congressi, opera data per scontata nella relazione tecnica in allegato ma ancora nel mezzo di una complicata Conferenza dei servizi e con una bolla negativa da parte del Consiglio superiore dei lavori pubblici, si capisce come la delibera di pubblico interesse sia già pericolante. Nella 132 di Marino si faceva riferimento ad una doppia possibile operazione sul fronte ferro: o il prolungamento della metro B, un'opera da 50 milioni, oppure il potenziamento della Roma-Lido con 15 treni di ultima generazione. Dopo il restyling del progetto da parte di Raggi il numero dei treni è scomparso, al suo posto è stato introdotto anche il concetto di revamping dei convogli già esistenti e la possibilità di utilizzare parte dei fondi per altre opere pubbliche non specificate. I Municipi X e XI sono intenzionati a dare il loro sì ma solo dopo aver prodotto delle osservazioni. C'è insomma un problema sui trasporti, sicuramente più importante di quello che già aveva fatto discutere il progetto Marino in Conferenza dei servizi. E potrebbe scattare anche un allarme sul fronte sicurezza: come assicurare flussi e deflussi dall'area senza certezza tecnica del ponte dei Congressi e con un investimento così sfumato sul ferro?

I restanti 80, 60 milioni sono destinati «all'unificazione della via del Mare e dell' Ostiense (38, 40 milioni), al ponte ciclopedonale di collegamento tra la stazione di Tor di Valle della linea Roma-Lido e all'area dello Stadio (4,7), al ponte ciclopedonale di collegamento tra la stazione ferroviaria Magliana della FL1 e all'area dello Stadio (10,20), agli interventi per la messa in sicurezza del Fosso di Vallerano (12,40), alla realizzazione dei 34 ettari di Parco Fluviale e al sistema di video-sorveglianza (10,70), alla sistemazione delle aree golenali (1,50) e ai pontili di attracco sul Tevere (2,70).

Il presidente della Roma, James Pallotta: «Siamo soddisfatti che la giunta abbia votato a favore del nuovo progetto e sono fiducioso che tutta l'assemblea capitolina possa dare un voto favorevole già la prossima settimana, così che il progetto possa tornare alla Regione, dove sono sicuro che sarà guidato a destinazione in tempi rapidi, in modo da poter avviare al più presto i lavori».

A. Arz

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Pallotta e l'ok «Tempi rapidi per i lavori» (Gazzetta dello Sport ed. Roma, 8 Giugno 2017)
Montuori: «In Aula il 13 o il 14. Resta il vincolo proponenti-club»

ROMA
la nota di James Pallotta arriva all'ora di cena, quando giù Luca Montuori, assessore all'Urbanistica, aveva rassicurato sulla presenza – anche nella nuova delibera di due giorni fa su Tor di Valle – del vincolo contrattuale di 30 anni che legherà i proponenti e la Roma sullo stadio. «Contiamo di portare tutto in Aula tra il 13 e il 14 giugno, poi consegneremo tutto alla Regione dove si aprirà una nuova Conferenza dei servizi», ha affermato Montuori a Teleradiostereo. Ed è qui che battono le parole di Pallotta: «Siamo soddisfatti che la giunta abbia votato a favore del nuovo progetto – ha scritto il presidente – e sono fiducioso che tutta l'Assemblea capitolina possa dare un voto favorevole la prossima settimana, in modo che il progetto possa tornare alla Regione Lazio, dove sono sicuro che sarà guidato a destinazione in tempi rapidi, al fine di avviare al più presto i lavori».

Tempistica Conferme sulla riduzione drastica dello opere pubbliche (sparito il Ponte della Roma-Fiumicino): poco più di 120 milioni, di cui 45 per il potenziamento della Roma-Lido, con un servizio minimo di 20 mila passeggeri l'ora. Per il resto «dovrà essere assicurata la contestualità dell'esercizio del trasporto pubblico su ferro nei termini riportati al momento della prima utilizzazione pubblica del nuovo stadio». Una buona notizia.

stop

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Stadio, dal progetto spariscono anche i treni per la Roma-Lido (Il messaggero, Cronaca di Roma, 8 Giugno 2017)
IL CASO

I nuovi treni della Roma-Lido pagati dai privati che sognano lo stadio a Tor di Valle? Nella delibera sul progetto bis, licenziata martedì dalla giunta Raggi, non ci sono più. Si parla genericamente di un «contributo» per «migliorare l'offerta e il servizio di trasporto pubblico su ferro». Come? «Attraverso il revamping/acquisto di treni sulla ferrovia Roma-Lido». Per i non addetti ai lavori, «revamping» significa riparare i vecchi treni già in dotazione ad Atac. E l'età media dei mezzi, sulla Roma-Lido, è 18 anni. Tutto qui: nessuna indicazione sul numero minimo di convogli che i proponenti dovrebbero comprare per la ferrovia che collega la Piramide con Ostia. Pensare che con il vecchio progetto sulla tratta sarebbero dovuti arrivare 15 treni nuovi di zecca, in alternativa al prolungamento della metro B, che è stato cancellato. Ma c'è di più: i fondi previsti per la mobilità (45 milioni in tutto, 36 per la Roma-Lido e altri 9 milioni per «eventuali altre opere di miglioramento della mobilità») potrebbero alla fine essere dirottati altrove.
FONDI DIROTTATI
La delibera appena approvata infatti consente di impiegare «la parte residua di tale contributo, in tutto o in parte, per far fronte agli eventuali maggiori costi» delle infrastrutture che sono sopravvissute alla revisione del progetto. Quindi, in teoria, dalla ferrovia potrebbero essere spostati sul rifacimento dell'Ostiense-Via del Mare, o sui due collegamenti per ciclisti e pedoni, nel caso in cui queste opere costassero più di quanto preventivato.
Il rischio è che la viabilità dell'area, a quel punto, vada in tilt. Anche perché la delibera del 6 giugno ha cancellato definitivamente la costruzione del nuovo ponte carrabile sul Tevere, che avrebbero dovuto pagare i privati. Soprattutto il provvedimento dà per scontata la realizzazione del Ponte dei Congressi, finanziato dal governo con i fondi del Cipe. Opera tutt'altro che certa, dopo lo stop del Consiglio superiore dei lavori pubblici. La delibera della giunta Raggi però non prevede rischi. Di più, nonostante sia una procedura del tutto slegata dal progetto Tor di Valle, il Comune evidenzia la «necessità della contestuale realizzazione» del Ponte «per il potenziamento delle connessioni viarie e per un sicuro miglioramento dell'accessibilità» dell'area. Insomma, nei piani del Campidoglio i due progetti dovrebbero procedere di pari passo. Anche se non c'è alcuna garanzia che questo possa avvenire.
CAOS VIABILITÀ
Senza ponte - e senza una Roma-Lido rinnovata e a pieno regime - è facile immaginare quale sarebbe l'impatto, su un'area già congestionata, dello stadio e del nuovo mega centro di negozi, uffici e alberghi, il cosiddetto «Ecomostro», che resta ma con le cubature dimezzate (139.500 mq per il business park, 7.200 mq per strutture ricettive, altri 22.600 per i negozi).
Gli stessi tecnici del dipartimento Urbanistica specificano che il Ponte è fondamentale per «risolvere le criticità oggi presenti sul nodo Ponte della Magliana - Viadotto della Magliana, esito dell'autostrada Roma - Fiumicino e connessione tra le due rive del Tevere». Un quadrante su cui confluiscono «i flussi di transito sull'autostrada, su via della Magliana e su via Isacco Newton e i flussi sull'Eur, su via Colombo, su via del Mare-Via Ostiense e la via Laurentina». Insomma, solo consentendo all'Ostiense-Via del Mare di ricongiugersi al Ponte dei Congressi si potrebbe «alleggerire la congestione sull'attuale Ponte della Magliana e a migliorare le condizioni di uscita ed entrata dal centro città verso i quartieri del litorale».
STALLI E VINCOLI
Tra le altre criticità evidenziate dagli uffici comunali nella relazione tecnica allegata alla delibera, ci sono anche i parcheggi per i negozi. «Per le strutture commerciali - si legge - viene evidenziata la necessità, in sede di progetto definitivo, di reperire le aree a parcheggio nel rispetto della normativa regionale».
Resta poi l'incognita del vincolo apposto dalla Soprintendenza del Ministero dei Beni culturali. «I progetti definitivi - si legge nella delibera - dovranno essere redatti sulla base delle condizioni imposte dagli uffici tutori dei vincoli e, pertanto, la loro approvazione è subordinata all'acquisizione delle autorizzazioni necessarie». Insomma, se il vincolo restasse, il progetto andrebbe stravolto ancora.
Lorenzo De Cicco

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Malumori M5S nei municipi coinvolti (Il Messaggero, Cronaca di Roma, 8 Giugno 2017)
L'ITER

«Non è detto che il voto avvenga questa settimana. Di sicuro ci saranno osservazioni al progetto», spiegano dal M5S del IX municipio. L'accelerata imposta dalla giunta Raggi per votare in Assemblea capitolina il progetto bis di Tor di Valle entro il 15 giugno, quando scade la conferenza dei servizi, potrebbe subire già la prima, brusca, frenata nei parlamentini locali. Guidati da altri pentastellati. Dopo il semaforo verde acceso l'altro ieri dalla giunta capitolina, ora la delibera sulla «pubblica utilità» del progetto stadio passa al vaglio dei due municipi coinvolti: l'XI e il IX.
Proprio qui, nel distretto dell'Eur guidato dal minisindaco Dario D'Innocenti, diversi consiglieri grillini hanno già espresso una sfilza di perplessità sull'operazione calcistico-immobiliare. In cinque si sarebbero detti contrari al progetto Tor di Valle e alle cubature monstre (anche se sforbiciate al 50%) per negozi e uffici privati. Per cercare di ricucire la frattura, è dovuto intervenire il capogruppo comunale Paolo Ferrara. Dal consiglio municipale, alla fine, dovrebbe uscire un parere favorevole ma con diverse osservazioni, alle quali la giunta dovrà rispondere con un nuovo atto. «Il piano trasporti va rivisto», spiega un consigliere. Che aggiunge: «Ci prenderemo tutto il tempo necessario, non è detto che si voti entro fine settimana», come vorrebbe la Raggi. E così, anche se James Pallotta ieri si è detto «fiducioso che tutta l'assemblea capitolina possa dare un voto favorevole la prossima settimana, così che il progetto possa tornare in Regione», la road map di Tor di Valle potrebbe riservare diverse insidie.
L. De Cic.

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Mi sorge un dubbio ....
ma non è che i 5stelle fingono di essere favorevoli , concedono la pubblica utilità , approvano la delibera ect ect sapendo che un progetto del genere sarà sempre rigettato dai tecnici del Comune prima , dalla Regione dopo e difficilmente la Prefettura darà l'ok senza adeguate uscite di sicurezza , senza contare che pende ancora la spada di Damocle sulla tribuna dell'ex ippodromo ??
magno tranquillo .. ??

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Rugiule

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Fammi capire, quale sarebbe il loro scopo? Far fallire un progetto che loro stessi hanno approvato?  E perché?

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Citazione di: Rugiule il 08 Giu 2017, 11:27
Fammi capire, quale sarebbe il loro scopo? Far fallire un progetto che loro stessi hanno approvato?  E perché?

Perche , da come dicono e poi confermato dallo stesso Berdini , non potevano bocciarlo a causa di un grosso risarcimento e allora lo approvano in modo che poi verrà bocciato dagli uffici tecnici oppure sanno già che il vincolo difficilmente sarà tolto e quindi tutto il progetto va a farsi benedire , perche mi sembra assurdo concedere pubblica utilità e altro e poi limitarsi al solo raddoppio della via del mare per raggiungere lo stadio .

Rugiule

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Citazione di: NEMICOn.1 il 08 Giu 2017, 11:58
Perche , da come dicono e poi confermato dallo stesso Berdini , non potevano bocciarlo a causa di un grosso risarcimento e allora lo approvano in modo che poi verrà bocciato dagli uffici tecnici oppure sanno già che il vincolo difficilmente sarà tolto e quindi tutto il progetto va a farsi benedire , perche mi sembra assurdo concedere pubblica utilità e altro e poi limitarsi al solo raddoppio della via del mare per raggiungere lo stadio .
Ma dai, sarebbe una sconfitta sesquipedale per la loro immagine, ma che davero davero!!!  :o

ES

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Citazione di: Rugiule il 08 Giu 2017, 11:27
Fammi capire, quale sarebbe il loro scopo? Far fallire un progetto che loro stessi hanno approvato?  E perché?

Il loro scopo era dare anche il cuxo a pallotta - parnasi - banca.
Obiettivo raggiunto.

Avevi ragione tu, sono riusciti a far peggio di marino.

E tu sai cosa io penso di quell'uomo, e dove vorrei che risiedesse ora fino alla fine dei suoi giorni.

Dunque puoi facilmente intuire il ribollio del mio sangue quando solo leggo " piccola fiammiferaia ", in ogni dove.
E cosa posso augurare a questa donna.

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Citazione di: Rugiule il 08 Giu 2017, 15:04
Ma dai, sarebbe una sconfitta sesquipedale per la loro immagine, ma che davero davero!!!  :o

Dici ??
daranno la colpa al PD accusandolo che quella che hanno scelto è una zona dovè impossibile costruire uno stadio.
Guarda , nemmeno a farlo apposta , oggi un esponente del Pd ha detto le stesse cose che ho pensato io stamattina .

Kredskin

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Citazione di: ES il 08 Giu 2017, 16:40
sono riusciti a far peggio di marino.
Mi devo essere perso la raggi che dice ai cittadini di intimidire per far votare o vola in u.s.a. a leccare il culo a pallotta (quando ancora non c'era niente di ufficiale e niente di cui rispondere).

Eh si, era meglio marino. Molto meglio.

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ES

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Citazione di: Kredskin il 08 Giu 2017, 19:23
Mi devo essere perso la raggi che dice ai cittadini di intimidire per far votare o vola in u.s.a. a leccare il culo a pallotta (quando ancora non c'era niente di ufficiale e niente di cui rispondere).

Eh si, era meglio marino. Molto meglio.

Sai quanto ho simpatizzato per i 5s.
Ripeto, sai dove vorrei risiedesse marino, finché c'erano le firme la sua frase del dicembre 2014 era la mia firma.

Ma questi prima ci hanno presi per il culo, e poi lo hanno dato, il culo.

Io non sono un tifoso, in politica non si dovrebbe esserlo.

Kredskin

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Citazione di: ES il 09 Giu 2017, 00:13
Sai quanto ho simpatizzato per i 5s.
Ripeto, sai dove vorrei risiedesse marino, finché c'erano le firme la sua frase del dicembre 2014 era la mia firma.

Ma questi prima ci hanno presi per il culo, e poi lo hanno dato, il culo.

Io non sono un tifoso, in politica non si dovrebbe esserlo.
Manco io sono tifoso, ma con marino già lo stavano costruendo lo stadio.

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