Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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«Ora cosa resterà di Tor di Valle?» (Gazzetta dello Sport - ed romana)

Politici e tifosi tra preoccupazione ma pure tanta ironia
Malagò: «È importante che la Roma non sia coinvolta»


Chiara Zucchelli
ROMA
La notizia arriva quando alle 7 di mattina mancano ancora dieci minuti; le reazioni, invece, non smettono di arrivare fino a tarda sera. Nelle radio, tra i tifosi, si diffonde il malumore, ma soprattutto la paura che «adesso Pallotta molli tutto e chissà che fine facciamo », mentre sui social network #stadiodellaRoma è tra le prime tendenze per tutto il giorno e chiunque dice la propria. Sul fronte istituzionale, invece, ci si va con i piedi di piombo. Col coinvolgimento di gran parte delle forze politiche, e con milioni di interessi economici in ballo, nessuno calca la mano.
ATTESA
Non lo fa la sindaca Raggi, che parla ad inizio giornata: «Chi ha sbagliato pagherà, se è tutto regolare spero che il progetto possa andare avanti», e non lo fa neppure il presidente della Regione, Zingaretti, nel pomeriggio: «L'amministrazione regionale ha condotto la Conferenza dei servizi in modo tecnicamente corretto e trasparente. Nessun dirigente o funzionario regionale è stato oggetto delle misure adottate. Pertanto, è importante che la magistratura faccia luce su eventuali comportamenti che possono avere messo a rischio, ovvero speculato, su un investimento tanto significativo per la città di Roma. Per quanto riguarda Civita, che considero da sempre un uomo onesto delle istituzioni, sono convinto che saprà dimostrare la fondatezza delle sue ragioni». Sempre nel pomeriggio parla il vice Premier, e leader dei Cinque Stelle, Di Maio, che ribadisce quanto detto dalla Raggi: «Chi ha sbagliato pagherà». Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, è cauto: «Non faccio commenti a caldo, è sbagliato e il mio stile è un altro. Una cosa mi sembra certificata: non c'è nessun coinvolgimento della società e dei suoi legali rappresentanti in tutta questa storia. È un elemento molto importante e significativo ». Ettore Viola, invece, aggiunge: «In qualità di presidente Coni Lazio ed ex dirigente della As Roma, sono profondamente amareggiato di quanto accaduto. Così si diffonde una brutta immagine della nostra città che non lo merita».
POCHI SORRISI
Qualcuno prova anche a buttarla sull'ironia (virale il fotomontaggio in cui Carlo Verdone, in «Viaggi di nozze», cerca di vedere a Firenze dove sia lo stadio), ma la voglia di scherzare è poca. I portali stranieri riprendono la notizia, si parla di «corruzione italiana » e l'immagine di Roma, più che del club giallorosso, non ne esce bene. Dal Campidoglio, col passare delle ore, filtra imbarazzo, ma il leit motiv è sempre lo stesso: «Chi ha sbagliato pagherà – dice l'assessore allo Sport, Frongia – e ribadisco quanto detto dalla sindaca. Ho preso atto dell'autosospensione del capogruppo Ferrara pur ribadendo la sua totale estraneità ai fatti».
DISSIDENTI
Rilascia, invece, dichiarazioni di ben altro tipo Cristina Grancio, la consigliera dei 5 stelle che avanzò dubbi sul progetto e fu espulsa dal Movimento: «Ho invitato più volte la sindaca Raggi e la maggioranza a tenere gli occhi aperti. Il coinvolgimento di Lanzalone – spiega a «Repubblica » – è una faccenda inquietante: lui ha consigliato il gruppo su come andare avanti. Non mi aveva convinto, sono sempre rimasta scettica rispetto ai suoi interventi». Le sue parole vengono riprese dai social, ma è nulla rispetto al post della sindaca di martedì con l'hashtag #unostadiofattobene. Una beffa. E allora, tra le migliaia di tweet, eccone uno consolatorio: «Mi piace pensare che lo stadio della Roma sia questo qui, in cui cantiamo in migliaia con De Gregori in prima fila sotto al palco che, braccia al cielo, si gode Vasco Rossi».

Slasher89

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Le parole di Pallotta e dei 5 Stelle sono di una gravità inaudita.

Il primo continua a minacciare neanche tanto velatamente di fare le valige e lasciare il roma nei guai, sapendo benissimo cosa succederebbe a livello di ordine pubblico e facendo schifosamente leva su questo fatto per far partire la costruzione del merdodromo in fretta e furia.

I secondi, che se fossero stati all'opposizione avrebbero chiesto le dimissioni della giunta fino al quarto grado di parentela, stanno infilando la testa sotto la sabbia e, come Jimmy Ballotto, auspicano il proseguo di un progetto approvato tramite corruzione.

Senza contare la mobilitazione di tutto il cucuzzaro, da Malagò in poi, in difesa daaaa riomma che "nun c'entra gnente!"

Sono mafiosi, sono il diavolo e fanno vomitare ma se pure stavolta ne escono puliti e con lo stadio salvo andiamo totalmente su un altro livello di criminalità.

Nex1

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Lo stadio dellaaaroma era ed è follia pura. C'erano su quell'area vincoli di ogni tipo e sono stati ignorati perchè alla fine si vuol far costruire senza prima mettere in sicurezza l'area, demolendo opere architettoniche, non realizzando prima le opere necessarie alla viabilità che, se va bene, saranno realizzate a spese dei contribuenti. Io continuo a non aver parole.

trax_2400

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Secondo voi il procuratore che sta trattando la faccenda è riommico?

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BalkanLaziale

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Ma manette per picola sindaca giallozozza?

Slasher89

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Citazione di: trax_2400 il 14 Giu 2018, 08:06
Secondo voi il procuratore che sta trattando la faccenda è riommico?

Pare di si ma pare anche che sia inflessibile sul suo lavoro.

Slasher89

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Citazione di: BalkanLaziale il 14 Giu 2018, 08:08
Ma manette per picola sindaca giallozozza?

Manette no ma io mi sarei aspettato le dimissioni già ieri.

trax_2400

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Citazione di: Slasher89 il 14 Giu 2018, 08:12
Pare di si ma pare anche che sia inflessibile sul suo lavoro.
Seeee .... secondo me in questi casi ci dovrebbe essere incompatibilità (non parlo dal punto di vista legale ma dal punto di vista della logica). Il soggetto è emotivamente coinvolto con l'oggetto dell'inchiesta e quindi non è la persona giusta per procedere.
Anzi, l'inchiesta non dovrebbe neppure essere svolta dai giudici romani.

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Paolo Berdini "Non mi piegai e mi cacciarono questa storia peggio di Mafia Capitale" (La Repubblica)

MAURO FAVALE,
ROMA
«Mafia capitale aveva fatto emergere la disarticolazione delle funzioni pubbliche di un'amministrazione. Un esempio su tutti: si distrugge quel piccolo gioiello che era l'Ufficio Giardini del Campidoglio per dare in appalto alle cooperative legate al malaffare quelle stesse funzioni. Quello che emerge dall'inchiesta sullo stadio della Roma, invece, è ancora peggiore, perché pare proprio che stavolta sia tutta la città e il suo destino a essere stata consegnata nelle mani del malaffare».

Da un anno e mezzo Paolo Berdini, urbanista con solide radici a sinistra, ha abbandonato la giunta Raggi di cui è stato assessore fino a febbraio 2017, quando alcune sue dichiarazioni contro la sindaca gli costarono il posto, già traballante dopo le sue prese di posizione proprio contro il progetto dello stadio della Roma che definì «la più grossa speculazione immobiliare d'Europa».

Ne è ancora convinto?
«Sì e gli arresti di oggi lo confermano: il futuro della città è passato dalle mani pubbliche a quelle private. Non si tratta più di piccoli appalti, come nel caso di Mafia capitale, ma di un progetto enorme».

Luca Lanzalone, l'uomo che per la sindaca Raggi gestì il dossier stadio, la definiva «il pazzo»: che ricordi ha di lui?
«Rimango sconvolto da questo giudizio: chi è incolto da un punto di vista morale forse la pensa così. Eppure nelle riunioni che abbiamo avuto sembrava condividere le cose che dicevo. Si vede che fingeva».

Nel suo libro lei, invece, lo definisce «sindaco vicario»: perché?
«Dopo l'arresto di Raffaele Marra, 16 dicembre 2016, la sindaca viene commissariata da due fedelissimi di Luigi Di Maio, Riccardo Fraccaro e Alfonso Bonafede. Subito dopo la Befana arriva anche Lanzalone che diventa il consulente della sindaca sullo stadio. Badi bene, della sindaca, non dell'amministrazione. Non ha un ruolo codificato eppure prende in mano la situazione e smentisce quello che avevo costruito con i tecnici dell'Urbanistica. È allora che decido di lasciare, al di là di come poi sono andate le cose».

Perché il progetto dello Stadio diventa così importante per l'M5S?
«Me lo spiegò il vicesindaco Luca Bergamo. Dopo l'uscita di Francesco Totti, quando disse in tv "Famo 'sto stadio", mi chiamò: "Paolo, dobbiamo fare l'impianto, una posizione contraria non la reggiamo in città"».

Fu fatto per un consenso elettorale?
«È evidente. Io dissi che il consenso si poteva ottenere se avessimo messo mano a un progetto sulle periferie abbandonate. Le buche non ci sono solo oggi, sa? Io provavo a chiedere un intervento organico e invece si pensava che la scorciatoia per il consenso fosse dire sì allo stadio. Panem et circenses».

Dall'ordinanza del gip emerge il sistema corruttivo del costruttore Luca Parnasi: ci provò anche con lei?
«Mai, non si sono minimamente avvicinati. Ma la corruzione nell'urbanistica arriva quando mancano le regole. Il governo deve ripristinare l'autorità pubblica nel governo della città».

Che vuol dire?
«Basta con l'urbanistica contrattata che qui è nata nel periodo veltroniano e si è fatta malaffare nel periodo di Alemanno. Prima devono venire gli interessi pubblici poi, legittimamente, anche quelli dei privati che vogliono costruire e guadagnare. Ma dietro le trattative che non avvengono alla luce del sole si nasconde di tutto».

Raggi dovrebbe dimettersi?
«La sua vittoria arrivò per un'esigenza impetuosa di buon governo e moralità. Dopo due anni di errori colossali bisognerebbe avere l'umiltà di riconoscere gli errori, riprendere il filo e puntare sulle periferie. Se non si fa così, il suo destino, dimissioni o meno, è segnato».

Ex assessore L'urbanista Paolo Berdini è stato assessore della giunta Raggi fino al febbraio del 2017. Fu allontanato per alcune frasi ritenute offensive nei confronti della sindaca di Roma: "Ma mi avrebbero cacciato per lo stadio" disse ai giornalisti

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La cena di Lanzalone per fare le nomine L'imbarazzo del M5S  (La Repubblica)

Con Casaleggio poche ore prima dell'arresto. Raggi: "Me l'hanno imposto Di Maio e Bonafede". Poi ordina al capogruppo: "Lascia"

Annalisa Cuzzocrea
Giovanna Vitale,
Roma
Otto ore prima di essere arrestato, il presidente di Acea Luca Lanzalone era a cena in un ristorante di Corso Vittorio. Vicino al Senato, a 8 minuti a piedi dal quartier generale dell'associazione Rousseau a Roma, con lui c'era Davide Casaleggio. L'uomo per cui stava curando i rapporti con le società partecipate dallo Stato, nei giorni in cui il Movimento sceglie i nomi per il cambio dei vertici di Cassa depositi e prestiti, Rai, Gse. Per capire quanto l'avvocato genovese — presentato da Alfonso Bonafede a Grillo e Casaleggio — fosse entrato nel cuore dei 5 stelle, basta citare un fatto. Rimasto sconosciuto alla maggior parte degli eletti, ma ben noto al cerchio ristretto di Luigi Di Maio. È stato Lanzalone a scrivere il nuovo statuto del Movimento. È stato lui ad avere l'idea della seconda associazione, che tanti problemi sta creando dal punto di vista legale (basti pensare alla causa intentata a Genova dai vecchi iscritti che reclamano nome e simbolo). A lui, insomma, erano stati affidati i codici che — subito prima delle elezioni — hanno cambiato la struttura del M5S. Lanzalone è un uomo di fiducia. Un consigliere ascoltato da Grillo e Casaleggio, che gli hanno affidato molti incarichi e molto potere. Per questo ieri Virginia Raggi è apparsa sotto shock. Piegata dalla rabbia, la sindaca non vuole fare il capro espiatorio: «Non l'ho scelto io, manco lo conoscevo, me l'hanno imposto loro» si sfoga coi consiglieri riuniti in una sorta di tribunale del popolo per interrogare il capogruppo Paolo Ferrara, indagato (e indotto ad autosospendersi). Ce l'ha con Alfonso Bonafede e Riccardo Fraccaro, i due tutor — promossi entrambi ministri — che i vertici le affiancarono nel dicembre 2016 dopo l'arresto per corruzione dell'ex fedelissimo Raffaele Marra. «È stato Alfonso a presentarmi Luca », protesta, tirando in ballo anche il sindaco di Livorno Filippo Nogarin e l'assessore al Bilancio Gianni Lemmetti (da 10 mesi traslocato nella giunta romana). Per lei doveva essere il giorno del riscatto: appuntamento alla Stampa estera per illustrare il bilancio dei primi due anni alla guida della capitale d'Italia. Non aveva neanche finito di dire che «Roma non è più ladrona, nei vent'anni precedenti i lavori pubblici si facevano con le mazzette, con noi tutto questo è finito», che un cronista le chiede a bruciapelo dell'arresto del presidente di Acea. Raggi sbianca: «Non posso giudicare fatti che non conosco», balbetta. «Noi siamo dalla parte della legalità», mette su il ritornello, «chi ha sbagliato è giusto che paghi». Poi si infila in macchina e si rinchiude in Campidoglio. Dove riunisce lo staff e si abbandona a una crisi di pianto. «Ditemi che elementi ci sono », supplica i collaboratori, in attesa di seguire la conferenza stampa dei pm. E convocare l'ad di Acea per stabilire il percorso per la sostituzione di Lanzalone. L'ultima trincea, la linea difensiva è: «Non è colpa mia, non l'ho scelto io». E all'insegna della negazione è la reazione del resto del Movimento. Ieri i parlamentari controllavano i telefonini per essere certi di non aver dentro nulla di compromettente. Soprattutto, serpeggiava la paura che nelle intercettazioni fossero finiti gli stessi Di Maio, Bonafede, Casaleggio. Nonostante la distribuzione di posti di sottogoverno servisse a placare le truppe, i malumori sono tornati forti contro il capo politico. Tra gli indagati ci sono Mauro Vaglio e Daniele Piva, entrambi candidati alle politiche negli uninominali, scelti quindi dal leader. Non sono stati eletti, ma secondo i pm erano entrati nel giro di corruzione intorno allo stadio della Roma. L'accusa più grave che i 5 stelle abbiano mai affrontato. La più infamante, davanti alla quale ieri Di Maio ha detto solo: «Ho detto ai probiviri di accertare tutto. Chi sbaglia paga». E poi, quasi con rammarico: «Se le accuse verso queste persone fossero provate, questo dimostrerebbe come la gente si rovina la vita pur avendo posizioni di tutto rispetto».

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La rabbia di Pallotta "Senza stadio vado via" (La Repubblica)

Per ora siamo alla minaccia velata: "Se si blocca l'iter sullo stadio? Mi verrete a trovare a Boston". James Pallotta però lo aveva annunciato già un anno fa: "O lo costruiamo entro il 2020 o la Roma avrà un altro presidente". L'americano che nel 2011 ha rilevato la società giallorossa, nel progetto ha già investito 70 milioni. "Gli arresti — dice — non coinvolgono chi farà lo stadio, mi aspetto che si vada avanti senza grossi ritardi". Si teme un suo disimpegno (valuta la Roma 500 milioni), fatale per un club che vive di iniezioni di liquidità (290 milioni dal 2011). Fa sperare Pallotta il fatto che i terreni non siano sotto sequestro e che le amministrazioni non siano indagate. "Parnasi? Non l'ho sentito, non credo in carcere ti diano il telefono".

(m.p.)

PabloHoney

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Le dichiarazioni di Pallotta riportate dai giornali sono vomitevoli, e dovrebbero far capire anche a quei subumani che all'ammeregano di Roma , della AS E DEI ROMANI TUTTI non glie ne frega un beneamato cazzo

Ma essendo subumani lo appoggeranno fino alla fine... Che spero stavolta sia quella vera

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UnDodicesimo

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 14 Giu 2018, 08:28
La rabbia di Pallotta "Senza stadio vado via" (La Repubblica)

Per ora siamo alla minaccia velata: "Se si blocca l'iter sullo stadio? Mi verrete a trovare a Boston". James Pallotta però lo aveva annunciato già un anno fa: "O lo costruiamo entro il 2020 o la Roma avrà un altro presidente". L'americano che nel 2011 ha rilevato la società giallorossa, nel progetto ha già investito 70 milioni. "Gli arresti — dice — non coinvolgono chi farà lo stadio, mi aspetto che si vada avanti senza grossi ritardi". Si teme un suo disimpegno (valuta la Roma 500 milioni), fatale per un club che vive di iniezioni di liquidità (290 milioni dal 2011). Fa sperare Pallotta il fatto che i terreni non siano sotto sequestro e che le amministrazioni non siano indagate. "Parnasi? Non l'ho sentito, non credo in carcere ti diano il telefono".

(m.p.)

certo che con le cifre che spara Pallotta (500 milioni per una societa' che nonostante 290 milioni di iniezioni e ancora costretta a vendersi i gioielli) e con queste deadline (2 anni e mezzo per mettere su l'eco mostro quando ancora stanno a compra la carta e penna, altro che 'carissimo amico') Unicredit e' capace che rimane con il cerino in mano.

allora forse, e dico forse in maniera scaramantica che co' lu demonio nun se scherza, chissa'...

Slasher89

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Lo diceva Magliaro ieri, il blocco del progetto è scontato, ci sono norme anti corruzione in materia ed il corruttore in questione è uno dei proponenti del progetto.

Ballodda mente sapendo di mentire, sta semplicemente provando ad esercitare pressione come fece quando aizzò Totti e Spalletti tramite stampa nazionale.

UnDodicesimo

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ci mancherebbe altro che il progetto vada avanti come nulla fosse.

un progetto gia' monco di suo con la storia del ponte Traiano.

Sledgehammer

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l'ipotesi più probabile è l'accorpamento della roma alla ama, ormai non ci sono più differenze.

Kobra

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Perché possa andare avanti il progetto l'unico sistema sarebbe che non ci fosse il processo e l'inchiesta si rivelasse tutta una bufala.
Dal momento che si parla di versamenti di quattrini per ungere i meccanismi decisionali da parte dell'imprenditore che doveva realizzare tale progetto che esso possa continuare come se niente fosse lo vedo impossibile.
Pallotta e MinCulPop possono dire cosa vogliono: è comunque notevole che "la XXXX non c'entra" quando si tratta del di loro stadio, mentre invece i laziali quelli son tutti nazisti per colpa di una dozzina di ebeti che attaccano adesivi.
MERDE

migdan

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Citazione di: Sledgehammer il 14 Giu 2018, 09:04
l'ipotesi più probabile è l'accorpamento della roma alla ama, ormai non ci sono più differenze.
E' il segno dei tempi, la prova definitiva della degenerazione della nostra società: in origine una è stata creata per rimuovere l'altra.

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Slasher89

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Anzi, lo stesso Magliaro dice che all'80% il progetto è da considerarsi morto.

Per questo dico che se dovessero uscirne indenni e con il progetto ancora in piedi, andremmo su livelli di criminalità mai visti.

Slasher89

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Citazione di: Kobra il 14 Giu 2018, 09:07
Perché possa andare avanti il progetto l'unico sistema sarebbe che non ci fosse il processo e l'inchiesta si rivelasse tutta una bufala.
Dal momento che si parla di versamenti di quattrini per ungere i meccanismi decisionali da parte dell'imprenditore che doveva realizzare tale progetto che esso possa continuare come se niente fosse lo vedo impossibile.
Pallotta e MinCulPop possono dire cosa vogliono: è comunque notevole che "la XXXX non c'entra" quando si tratta del di loro stadio, mentre invece i laziali quelli son tutti nazisti per colpa di una dozzina di ebeti che attaccano adesivi.
MERDE

Diciamo che semanticamente hanno anche ragione, non essendo il merdodromo di loro proprietà ne consegue che la "società roma" sia completamente estranea ai fatti.

Se il costruttore che sta costruendo l'appartamento che io intendo affittare una volta pronto finisce nei guai, io non c'entro nulla.

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