Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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Palo

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Citazione di: bak il 15 Lug 2016, 19:27

PS ottima scelta come avatar. Pajetta era uno di quelli tosti, difficilmente malleabili; io avrei propeso perun avatar di zio Joseph, non sò se ce l'hai presente, quello coi baffoni ed il cappottone, che s'è messo in tasca i teteschi a Stalingrado. Ma meglio fermarci qui  :))
Anni fa conobbi Puccinelli, ex giocatore della Lazio. All'epoca lavorava all'UISP (quando SP era ancora Sport Popolari) e io pure. Lui gestiva lo spaccio a Pisa e io mi mantenevo agli studi facendo l'istruttore di nuoto.
Lui sosteneva che il vecchio Giuseppe Chugasvilj (credo si scriva così) era uno con le idee chiare. Molto chiare ... ed era anche un bel po' facile ad innervosirsi ...


Quoto Tarallo [cit.]

JoseAntonio

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jp1900

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Citazione di: JoseAntonio il 17 Lug 2016, 10:06
Analisi strettamente tecnica con chiosa finale interessante:

http://www.tifosobilanciato.it/2016/07/17/as-roma-analisi-dellinvestimento-americano/
Forse da sostituire con:

Il quartiere intorno allo stadio, se ben progettato, costruito e gestito, potrebbe giustificare appieno il motivo dell'investimento effettuato anche nell'acquisto dell'AS Roma SpA da parte degli Americani. La mancata realizzazione dello stesso, di fatto costringerebbe a rivedere le motivazioni che erano alla base dell'investimento.

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Citazione di: JoseAntonio il 17 Lug 2016, 10:06
Analisi strettamente tecnica con chiosa finale interessante:

http://www.tifosobilanciato.it/2016/07/17/as-roma-analisi-dellinvestimento-americano/

Peccato manchi la parte in cui si chiarisce il percorso della leva, che ha consentito ai predatori di comprare la cloaca quasi totalmente a debito (coi soldi dati da Unimerdit e poi rimborsati con il Bond GS)....

Morissero affogati in una colata di diarrea di mucca pazza.

Precisione

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STADIO ROMA, ITALIA NOSTRA: PROGETTO OPERAZIONE URBANISTICA IMPRESENTABILE

"Italia Nostra Roma ribadisce che non si è mai opposta alla creazione di uno stadio, per liberare il complesso monumentale del Foro Italico dal caos indotto delle partite di calcio, non può tuttavia tacere sui metodi di scelta delle aree. L'attuale progetto dello Stadio della Roma, in particolare, è una operazione urbanistica impresentabile e ingiustificabile per 4 ordini di motivi". Così in una nota di Italia Nostra Roma. "Per la scelta della localizzazione in un'area che dovrebbe naturalmente essere incorporata nella infrastruttura ambientale essenziale all'equilibrio urbano, costituita dal corso del Tevere e dalle sue sponde, non ancora fortunatamente deturpate negli anni della espansione incontrollata. Le piane alluvionali del Tevere e tra queste quella di Tor di Valle, insieme alle aree golenali, rappresentano un sistema ambientale prezioso ed irrinunciabile di ricchezza ecologica e concorrono alla sicurezza idrogeologica urbana. L' area, inoltre - prosegue la nota - si trova in un sistema urbano privo, già oggi, di adeguate infrastrutture in particolare per la mobilità. Aver scelto di insediarvi il nuovo stadio dà la possibilità alla società proponente di richiedere, una quantità di cubatura invasiva e pesante, in cambio delle infrastrutture necessarie che, di fatto, gioveranno essenzialmente al Business Park previsto. Bisognava, invece, scegliere un'area già dotata di servizi infrastrutturali che avrebbero portato ben altri benefici in aree che attendono di essere rigenerate. Si può dire scellerata dunque una scelta che invece di ricucire uno degli infiniti brani non conclusi di espansione urbana, vada ad aprire un nuovo fronte e per di più di evidente delicatezza ambientale, paesistica e idrogeologica". "Circa un milione di metri cubi di cui solo il 20% al servizio dello sport. Ma l'area è piccola e per lasciare 40 ettari necessari al verde ed ai pubblici servizi dovuti, si ricorre ai 3 grattacieli sbilenchi per concentrare le cubature. Perché dei grattacieli da 220 metri 90 metri più alti della Cupola di S.Pietro, quando per 70 anni, a partire dal dopoguerra, si è inteso garantire a Roma altezze tali da non mettere in discussione la sua identità di città orizzontale, magnificamente distesa nella valle del Tevere. Ed ora con questo progetto scellerato si dovrebbe cancellare una sua bella pagina di storia, buttandola alle ortiche? Gabellando i grattacieli come modernità, e quelli sbilenchi come arte assoluta. Diceva Antonio Cederna: 'I grattacieli non sono la modernità: hanno ben più di un secolo. Nascono per speciali esigenze in spazi limitati. Crescono poi sotto la spinta di un moltiplicatore speculativo'. Come si può cambiare lo spettacolo eterno delle cupole, dei campanili, delle torri ( e tra queste quella del Campidoglio), e delle grandi ville storiche, che su tutto prevalgono dai mirabili belvederi dei Colli, che delimitano il corso del fiume. Un miracolo di bellezza e di identità che non si cancella per futili ragioni, né per per un gol, né per un mondiale di calcio, e non si baratta neppure con un decisivo calcio di rigore", conclude la nota.

Precisione

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Roma: Pallotta "Noi in top ten Europa quando faremo stadio"

"Ci sono alcune cose che le persone con comprendono fino in fondo. La Juventus ha molti piu' ricavi di quelli che abbiamo noi. Hanno piu' soldi, hanno un loro stadio. Noi possiamo investire solo in parte. Noi non possiamo uscire e spendere tutti i soldi che vogliamo per acquistare il giocatore che preferiamo: ci sono delle regole negli investimenti". Cosi', ai microfoni di Sky, il presidente della Roma, James Pallotta, da Boston, dove ha assistito agli allenamenti di Totti e compagni. "Quando anche noi avremo il nostro stadio, cosa che spero che avverra' presto, il gap potra' essere ridotto molto piu' facilmente. I ricavi dello stadio e di tutto l'entrainment ci porterebbero a un livello nuovo, come uno dei dieci migliori team d'Europa", ha aggiunto il numero uno del club giallorosso.

carlos

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 :rotflol: :rotflol: :rotflol: :rotflol: :rotflol: :rotflol:
Citazione di: Precisione il 25 Lug 2016, 13:45
Roma: Pallotta "Noi in top ten Europa quando faremo stadio"

"Ci sono alcune cose che le persone con comprendono fino in fondo. La Juventus ha molti piu' ricavi di quelli che abbiamo noi. Hanno piu' soldi, hanno un loro stadio. Noi possiamo investire solo in parte. Noi non possiamo uscire e spendere tutti i soldi che vogliamo per acquistare il giocatore che preferiamo: ci sono delle regole negli investimenti". Cosi', ai microfoni di Sky, il presidente della Roma, James Pallotta, da Boston, dove ha assistito agli allenamenti di Totti e compagni. "Quando anche noi avremo il nostro stadio, cosa che spero che avverra' presto, il gap potra' essere ridotto molto piu' facilmente. I ricavi dello stadio e di tutto l'entrainment ci porterebbero a un livello nuovo, come uno dei dieci migliori team d'Europa", ha aggiunto il numero uno del club giallorosso.

ma per caso ha incontrato Tavernello?

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edge24

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e come arriveranno questi ricavi nella casse dei cani, se lo stadio non sarà di proprietà e gestione finanziaria della società piscioruggine, come da progetto?

WhiteBluesBrother

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Beh, il romanoide medio è il famoso "Deciocavallo": esistono per essere presi per il culo all'infinito, se bevono de tutto più loro in una giornata de radio e giornali de candela e zebina insieme negli ultimi 3 lustri.

m.m.

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Citazione di: Precisione il 25 Lug 2016, 13:45
Roma: Pallotta "Noi in top ten Europa quando faremo stadio"

"Ci sono alcune cose che le persone con comprendono fino in fondo. La Juventus ha molti piu' ricavi di quelli che abbiamo noi. Hanno piu' soldi, hanno un loro stadio. Noi possiamo investire solo in parte. Noi non possiamo uscire e spendere tutti i soldi che vogliamo per acquistare il giocatore che preferiamo: ci sono delle regole negli investimenti". Cosi', ai microfoni di Sky, il presidente della Roma, James Pallotta, da Boston, dove ha assistito agli allenamenti di Totti e compagni. "Quando anche noi avremo il nostro stadio, cosa che spero che avverra' presto, il gap potra' essere ridotto molto piu' facilmente. I ricavi dello stadio e di tutto l'entrainment ci porterebbero a un livello nuovo, come uno dei dieci migliori team d'Europa", ha aggiunto il numero uno del club giallorosso.

L'uso del pronome è rivelatore.
Lui e i suoi amici, sicuramente, arriverebbero "a un livello nuovo", specie coi grattacieli.

Certo che, però, geims esagera sempre co ste calle.
Ormai lo hanno sgamato pure i mentecatti piscioruggine.

Ma Mr. Burns, che parla la lingua ammeregana, non potrebbe dirgli di tacere un po'?
Così ce dura poco, troppo poco.

Ancora un paio d'anni e poi, davanti alla sezione fallimentare, potrà finalmente dire goodbye ed uscire di scena così com'è entrato: con un tuffo in piscina.

olympia

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Citazione di: Precisione il 19 Lug 2016, 14:47
STADIO ROMA, ITALIA NOSTRA: PROGETTO OPERAZIONE URBANISTICA IMPRESENTABILE

"Italia Nostra Roma ribadisce che non si è mai opposta alla creazione di uno stadio, per liberare il complesso monumentale del Foro Italico dal caos indotto delle partite di calcio, non può tuttavia tacere sui metodi di scelta delle aree. L'attuale progetto dello Stadio della Roma, in particolare, è una operazione urbanistica impresentabile e ingiustificabile per 4 ordini di motivi". Così in una nota di Italia Nostra Roma. "Per la scelta della localizzazione in un'area che dovrebbe naturalmente essere incorporata nella infrastruttura ambientale essenziale all'equilibrio urbano, costituita dal corso del Tevere e dalle sue sponde, non ancora fortunatamente deturpate negli anni della espansione incontrollata. Le piane alluvionali del Tevere e tra queste quella di Tor di Valle, insieme alle aree golenali, rappresentano un sistema ambientale prezioso ed irrinunciabile di ricchezza ecologica e concorrono alla sicurezza idrogeologica urbana. L' area, inoltre - prosegue la nota - si trova in un sistema urbano privo, già oggi, di adeguate infrastrutture in particolare per la mobilità. Aver scelto di insediarvi il nuovo stadio dà la possibilità alla società proponente di richiedere, una quantità di cubatura invasiva e pesante, in cambio delle infrastrutture necessarie che, di fatto, gioveranno essenzialmente al Business Park previsto. Bisognava, invece, scegliere un'area già dotata di servizi infrastrutturali che avrebbero portato ben altri benefici in aree che attendono di essere rigenerate. Si può dire scellerata dunque una scelta che invece di ricucire uno degli infiniti brani non conclusi di espansione urbana, vada ad aprire un nuovo fronte e per di più di evidente delicatezza ambientale, paesistica e idrogeologica". "Circa un milione di metri cubi di cui solo il 20% al servizio dello sport. Ma l'area è piccola e per lasciare 40 ettari necessari al verde ed ai pubblici servizi dovuti, si ricorre ai 3 grattacieli sbilenchi per concentrare le cubature. Perché dei grattacieli da 220 metri 90 metri più alti della Cupola di S.Pietro, quando per 70 anni, a partire dal dopoguerra, si è inteso garantire a Roma altezze tali da non mettere in discussione la sua identità di città orizzontale, magnificamente distesa nella valle del Tevere. Ed ora con questo progetto scellerato si dovrebbe cancellare una sua bella pagina di storia, buttandola alle ortiche? Gabellando i grattacieli come modernità, e quelli sbilenchi come arte assoluta. Diceva Antonio Cederna: 'I grattacieli non sono la modernità: hanno ben più di un secolo. Nascono per speciali esigenze in spazi limitati. Crescono poi sotto la spinta di un moltiplicatore speculativo'. Come si può cambiare lo spettacolo eterno delle cupole, dei campanili, delle torri ( e tra queste quella del Campidoglio), e delle grandi ville storiche, che su tutto prevalgono dai mirabili belvederi dei Colli, che delimitano il corso del fiume. Un miracolo di bellezza e di identità che non si cancella per futili ragioni, né per per un gol, né per un mondiale di calcio, e non si baratta neppure con un decisivo calcio di rigore", conclude la nota.
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Unicredit, «salta» Fiorentino e ora rischia lo stadio della Roma (Il Tempo)

Il sogno dei tifosi della Roma di vedere i giallorossi correre sull'erba di un nuovo stadio potrebbe essersi incrinato giusto ieri quando il nuovo amministratore delegato di Unicredit, Jean Pierre Mustier, in un cda molto teso, confermando le indiscrezioni della vigilia sulla riorganizzazione della prima linea di manager, ha fatto uscire il vicepresidente della banca, Paolo Fiorentino. Vale a dire, l'uomo che ha legato il suo nome alle vicende societarie della As Roma nel delicato passaggio da Rosella Sensi agli americani di James Pallotta. E che, pure non avendone mai avuto investitura formale, era visto come l'anello di congiunzione tra il costruttore Parnasi, impegnato nella costruzione del nuovo Stadio di Tor di Valle, e Unicredit, verso cui Parnasi ha un'esposizione debitoria di circa 450 milioni di euro.

Per alcuni, voci, per altri malevola propaganda, in molti hanno ipotizzato un legame tra la necessità di aiutare Parnasi a rientrare del debito e la spinta da parte di Unicredit alla costruzione dello stadio. Quanti insistono nel dire che Fiorentino era il grande sponsor dell'operazione si scontrano con chi, dentro Unicredit, ne prende le parti e nega il rapporto spiegando come il costruttore romano abbia già avviato un piano di ristrutturazione del debito con la banca di Piazza Cordusio che prescinde da ogni business futuro sulle aree della Tor di Valle. A metà giugno, il CdA di Unicredit ha varato un piano complessivo di ristrutturazione del debito delle diverse società riconducibili al Gruppo Parnasi. A Luca Parnasi resta in mano la parte societaria che, con Eurnova, è direttamente coinvolta nel progetto Stadio. Sia come sia, l'uscita di Fiorentino non fa dormire sonni tranquilli ai tifosi della Roma: l'avvio dei lavori a Tor di Valle può essere una boccata di ossigeno finanziario per consentire a Parnasi di chiudere con maggiore velocità il rientro dall'esposizione. Altre indiscrezioni, smentite per le vie ufficiali ma ribadite informalmente da altre fonti contattate da Il Tempo, ancora ieri spingevano a ipotizzare una stretta correlazione tra Parnasi, un Unicredit e lo stadio. La banca guidata da Mustier, nell'era dell'ex ad Ghizzoni, aveva mostrato interesse per la realizzazione, dopo quella milanese, di una torre di uffici a Roma e tra le aree ipotizzate c'era l'area dove dovrebbe sorgere lo stadio. Sul punto fu proprio Fiorentino a spiegare che «sul progetto per il nuovo edificio, peraltro sede legale del gruppo UniCredit, ci stiamo lavorando e vorremmo evitare che in Italia la nuova sede milanese resti sola. Abbiamo le idee abbastanza chiare, siamo in fase di finalizzazione della trattativa ma non si può dire chi è la controparte».

Inutile ottenere di più ma qualche indizio nelle sue parole si poteva cogliere: «L'aspetto principale è analizzare dove abitano i dipendenti, oltre 3 mila a Roma, e al tempo stesso bisogna limitarne gli spostamenti». Ora le sedi più numerose del gruppo bancario sono da anni all'Eur ed è probabile che la maggior parte dei lavoratori sia installata nei quartieri limitrofi. Così già allora secondo i rumors la trattativa poteva essere già aperta col gruppo Parnasi per portare la sede di Unicredit a Tor di Valle. Solo illazioni chiaramente, mai confermate da Unicredit e spesso seccamente smentite. Ma si sa, il cuore giallorosso che vibra di passione vera, di fronte alla sola ipotesi dello stop dei lavori di un'opera che lancerebbe ancora di più il club nel grande firmamento del football internazionale, non si cura della finanza ma pensa solo al cammino stellare del team. Si tratta di un'opera gigantesca anche dal punto di vista economico: oltre 1,5 miliardi di euro, la cui sola progettazione è costata a oggi 60 milioni di euro. Senza nulla togliere ai loro sogni però, un vecchio banchiere milanese citava l'insegnamento dei suoi maestri spiegando che: la finanza (non quella di polizia ma quella che muove i soldi) anticipa l'economia reale. E dunque agli osservatori finanziari l'uscita di Fiorentino appare sospetta per quanto riguarda il cammino glorioso della Magica. Nel bene e nel male, infatti, Fiorentino non ha mai nascosto il suo interesse per il destino societario della squadra. Fu lui, napoletano di razza, nei momenti nei quali la As Roma rischiava di restare solo una partecipazione azionaria nel portafoglio di Unicredit a spendersi davanti ai tifosi giallorossi della Roma, in costante fibrillazione per il destino, a rassicurare le schiere fan romanisti dichiarando urbi et orbi: «Stiamo investendo per farvi sognare». Ed è stato lui a favorire l'arrivo di un compratore degno del blasone del club di Francesco Totti. Fu con la mediazione della banca milanese, che il 18 agosto del 2011 fu firmata la cessione alla cordata Usa messa insieme dall'imprenditore di Boston Thomas Di Benedetto. Gli americani investirono 60 milioni di euro e costituirono una nuova società, la Neep Roma Holding, partecipata anche da Unicredit la quale a sua volta versò 26 milioni. Il 6 agosto di due anni dopo l'istituto cedette altre quote alla Raptor, una società di diritto del Delaware riconducibile a James Pallotta, diventato nel frattempo presidente del club giallorosso e guida della cordata americana dopo il passo indietro di Di Benedetto per ragioni economiche. Unicredit è poi uscita dall'avventura calcistica. Ma ancora una volta la chiusa fu di Fiorentino: la partecipazione «non è strategica». Insomma nel destino della Roma c'è sempre un Fiorentino nel bene (il salvataggio) e forse nel male. Già, il depotenziamento del manager suona a molti come una messa in difficoltà di Parnasi e un indebolimento della possibilità che lo stadio sorga veramente.

Fernando M. Magliaro

Dissi

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" Ma si sa, il cuore giallorosso che vibra di passione vera, di fronte alla sola ipotesi dello stop dei lavori di un'opera che lancerebbe ancora di più il club nel grande firmamento del football internazionale, non si cura della finanza ma pensa solo al cammino stellare del team. "

una frase del genere neanche nei cinegiornali anni '30...


a maglià, la sai una cosa?
mesà che pure sta volta te la piji 'nder culo, ma ci dovresti essere abituato

bak

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Maremma Laziale

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Citazione di: Dissi il 27 Lug 2016, 07:41
" Ma si sa, il cuore giallorosso che vibra di passione vera, di fronte alla sola ipotesi dello stop dei lavori di un'opera che lancerebbe ancora di più il club nel grande firmamento del football internazionale, non si cura della finanza ma pensa solo al cammino stellare del team. "

una frase del genere neanche nei cinegiornali anni '30...




Gente che insegue le stelle, ma si ritrova davanti un cartellone pubblicitario e una coppainfaccia.

Dissi

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Citazione di: Maremma Laziale il 27 Lug 2016, 12:18


Gente che insegue le stelle, ma si ritrova davanti un cartellone pubblicitario e una coppainfaccia.

OT

non ci avevo mai fatto caso ma, radu che faceva praticamente sotto la nord (e  a destra) ?  :o

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Tarallo

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Citazione di: Dissi il 27 Lug 2016, 12:34
OT

non ci avevo mai fatto caso ma, radu che faceva praticamente sotto la nord (e  a destra) ?  :o

E' Candreva che ha fatto il cross.
Va bene rimuoverlo perche' se ne va, pero' su....

Dissi

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Citazione di: Tarallo il 27 Lug 2016, 12:35
E' Candreva che ha fatto il cross.
Va bene rimuoverlo perche' se ne va, pero' su....

tra pochi giorni ci dobbiamo incollare sopra la faccia di thauvin :DD

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