Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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Citazione di: pantarei il 30 Ago 2016, 20:03
Praticamente il merdodromo si farà tutto in quota PD coi documenti dell'ex giunta e la patata bollente che arriva alla regione.
Il m5s ha fatto come Ponzio pilato, un passaggio di carte senza sporcarsi le mani.
I poteri forti hanno pressato bene.

Non credo.
Stanno spingendo il PD ad esporsi di nuovo e l'obiettivo ora è impallinare Zingaretti.
Il quale, non essendo scemo, rinvierà al mittente la pratica.
Vedremo quanto dura sto balletto.
Spero il tempo che Unicredit (ed il suo frontman Pallotta) si rompano le palle

Precisione

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Stadio Roma:manca parere conformità, scontro Regione-Comune

Alla Regione Lazio è arrivato il progetto del nuovo Stadio della Roma, mittente Roma Capitale. Ma nell'incartamento manca un documento, il parere di conformità alla delibera di pubblica utilità, ed è già guerra a distanza tra via Cristoforo Colombo e il Campidoglio. In casa Zingaretti sono convinti che senza quella 'carta' non si possa convocare la conferenza dei servizi che dovrà dare, in sei mesi, il via libera alle ruspe; dalla Raggi invece non ritengono tale parere "in alcun modo vincolante: la Regione non si metta di traverso". Il progetto del maxicomplesso di Tor Di Valle - un affare da 1,7 miliardi per 180 ettari di superficie - è arrivato oggi negli uffici dell'amministrazione regionale: manca - scrive la Regione - l'espressione del parere di conformità alla delibera votata dal Consiglio comunale con la quale si dichiarava la pubblica utilità dell'opera e si evidenzia esclusivamente il permanere di alcune carenze di documenti ed elaborati". Non è una mancanza da poco: senza, per la Regione, la conferenza dei servizi non può proprio essere convocata. La Regione ha adesso cinque giorni per esaminare la documentazione e appare molto probabile che al termine richieda i documenti mancanti. Di tutt'altro avviso il Campidoglio, che in un primo momento rilascia una nota in cui afferma che "ogni parere nel merito verrà espresso in sede di Conferenza dei servizi, che sarà occasione di confronto limpido e trasparente tra le parti", dando quindi l'idea di non ritenere fondato il parere degli uffici regionali ma ribadendo di volere "realizzare lo stadio nel pieno rispetto delle regole". Poi il Comune si fa esplicito: "Il parere di conformità - fanno sapere - non è in alcun modo vincolante all'apertura della conferenza dei servizi. Se fosse confermato che dalla Pisana sono pronti a bloccare l'iter naturale del progetto rinviando l'apertura della conferenza sarebbe molto grave. Ci auguriamo e vogliamo sperare che la Regione Lazio non si metta di traverso. L'iter del progetto deve andare avanti". In Regione però restano convinti di aver ragione: il parere è vincolante. Perché, si chiedono, non inviare l'atto nel dossier? Forse per rimandare il tutto a una decisione collettiva in conferenza servizi? "Basta giochetti e sotterfugi - sbotta il capogruppo regionale Pd Massimiliano Valeriani - Ora il sindaco Raggi deve dire se vuole fare o meno lo Stadio della Roma. Si assuma le sue responsabilità come sta facendo la Regione Lazio". I due proponenti del progetto - cioè la As Roma e il costruttore Luca Parnasi, presidente di Eurnova - si dicono comunque soddisfatti "per l'avanzamento dell'iter". "E' un ulteriore passo - afferma il patron giallorosso James Pallotta - verso la realizzazione di una delle opere più importanti in Italia": parole che sembrano allontanare lo spettro di un possibile ricorso al Tar da parte della società (i termini per la verifica del dossier da parte del Comune sarebbero scaduti domenica scorsa). "Entusiasta" anche Parnasi, che ha confermato da parte sua "la disponibilità a un costante dialogo durante la prossima fase dell'iter amministrativo". Che però a questo punto potrebbe rischiare un'ulteriore impasse - in punta di diritto - proprio sul parere di conformità. Sapere quando partirà la conferenza dei servizi regionale è cruciale: una volta aperta, avrà 180 giorni per emettere il cosiddetto 'permesso a costruire'. Ma per approvare il 'permesso' serve anche un altro atto, si riflette in Regione, cioè la variante al Piano regolatore che il Campidoglio dovrà approvare. Il 'secondo tempo' della partita sul campo di Tor di Valle, insomma, inizia nel segno dell'agonismo.

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Citazione di: Omar65 il 30 Ago 2016, 20:07
Paraculata da maestri, degna della miglior DC.
Hai capito come imparano presto ...

:)

Ma io ve lo dicevo che non erano scemi e non volevano esporsi troppo ; poi ci sarà la Conferenza dei Servizi e dovranno modificare il piano regolatore , dove sicuramente ridurranno i mq che quel gran pezzo di somaro di Marino ha regalato .

Drake

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Citazione di: Moses E. Herzog il 30 Ago 2016, 16:01
i grillini rischierebbero di esporre il Campidoglio a una causa miliardaria di risarcimento danni.


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Regione, chiesta una integrazione (Corriere dello Sport 31 Agosto 2016)

Il Consiglio comunale non ha inserito il parere alla conformità del progetto

di Roberto Maida

ROMA

Una giornata piena di palleggi, per usare un termine sportivo, si è conclusa con un sorriso. Quello di James Pallotta che intravede un raggio di luce all'orizzonte: «Siamo molto soddisfatti per l'avanzamento della procedura, un ulteriore passo verso la realizzazione di una delle opere più importanti in Italia. Siamo convinti che il progetto Stadio della Roma-Tor di Valle possa contribuire allo sviluppo e al rilancio della Capitale, oltre a regalare alla città un nuovo stadio di cui i tifosi giallorossi possano essere orgogliosi». 

IL RIMBALZO. Ma cosa è cambiato ieri? E' successo che il Comune di Roma ha finalmente trasmesso alla Regione Lazio il dossier che contiene il progetto definitivo dello stadio. Sembrerebbe l'ultimo passaggio tecnico verso l'apertura della Conferenza dei Servizi, che entro sei mesi concederebbe il nullaosta all'apertura del cantiere. E da Trigoria sperano davvero che entro pochi giorni la Regione convochi la Conferenza. Ma c'è un ostacolo formale, oltre agli aggiustamenti sul progetto che verranno discussi durante i famosi sei mesi, a frenare la corsa. La Regione ha chiesto al Comune una precisazione: «Nella nota di presentazione del progetto - scrivono gli uomini di Nicola Zingaretti in una nota - manca l'espressione del parere di conformità alla delibera votata dal Consiglio comunale con la quale si dichiarava la pubblica utilità dell'opera e si evidenzia esclusivamente il permanere di alcune carenze di documenti/elaborati». La risposta del Campidoglio, che nel frattempo ha cambiato giunta e colore politico, non si è fatta attendere: «Roma Capitale ha trasmesso il progetto dello stadio dell'As Roma, presentato dalla società Euronova (di proprietà del costruttore Parnasi, ndr), alla Regione Lazio. Ogni parere nel merito verrà espresso in sede di Conferenza dei servizi, che sarà occasione di confronto limpido e trasparente tra le parti». Nel comunicato poi il Comune ribadisce «la volontà, da parte dell'Amministrazione capitolina, di realizzare lo stadio nel pieno rispetto delle regole».
INTERPRETAZIONE. La situazione è ancora ingarbugliata perché il Comune, con il suo assessore Paolo Berdini, non ritiene che sia necessario specificare la conformità al pubblico interesse del progetto, nel momento in cui il progetto stesso è stato accettato secondo i termini di legge. Adesso la Regione ha cinque giorni di tempo per chiedere integrazioni alla lettera ricevuta dal Comune. E a quel punto dal Campidoglio potrebbe essere emesso un nuovo documento che specifica la suddetta conformità al pubblico interesse. 

STEP. In questa fase il Comune doveva soltanto esprimere un parere tecnico sul progetto. Una volta aperta la Conferenza dei Servizi poi si entrerà nel merito delle integrazioni al progetto presentate il 30 maggio scorso. Restano da chiarire alcuni punti legati alla mobilità, alla Metro B, alla stima dei flussi veicolari nella zona, ai parcheggi. E poi c'è la questione delle cubature, che per buona parte non riguardano lo stadio né il nuovo centro di allenamento della squadra ma tutto il complesso commerciale immaginato da Pallotta. 
La Roma conta di cominciare i lavori nei primissimi mesi del 2017, per debuttare nello stadio all'inizio della stagione 2019/20. Ma perché questo avvenga, tutto d'ora in poi deve filare liscio. Senza alcun intoppo o ritardo.

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Lo stadio della discordia. Ora diteci se si fa o non si fa (Gazzetta dello Sport ed. Roma 31 Agosto 2016)
Dossier spedito in Regione, ma subito si scatena lo scontro politico. Da via della Pisana: «Non è conforme». Il Campidoglio: «Volete bloccarlo»
Alessandro Catapano
ROMA

All'ora di cena, al termine di un crescendo incredibile, lo Stadio della Roma diventa un dettaglio, ampiamente superato dallo scontro politico che intorno al dossier Tor di Valle si scatena tra Comune e Regione. Ci voleva il progetto di Parnasi e Pallotta a provocare, loro malgrado, il primo incidente tra Giunte M5S e Pd. Basta una frase, raggelante, della nota che in serata filtra dal Campidoglio, a chiarire l'entità dello scontro: «Ci auguriamo e vogliamo sperare che la Regione Lazio non si metta di traverso, sarebbe molto grave. L'iter del progetto deve andare avanti ». Il che, detto da una Giunta che ha indugiato a lungo prima di inviare la pratica a via della Pisana, suona paradossale.

QUALCOSA NON VA Com'è noto, ieri mattina, a 92 giorni dalla consegna, che avvenne il 30 maggio, il Comune invia in Regione il mega dossierstadio, che dovrebbe contenere tutte le integrazioni richieste dal Campidoglio ormai un anno fa. Almeno così giurano i proponenti («Nessuna mancanza di rilievo, ci sono tutti gli elementi perché vada in Regione», dicono da tre mesi) e così, in effetti, ha confermato in più di un'occasione il neo assessore all'Urbanistica Paolo Berdini, pur se ideologicamente contrario al progetto («Mi dicono che il dossier risponda ai criteri richiesti»). Ma bastano pochi minuti e si capisce che qualcosa non va. La Regione, infatti, fa subito sapere che «nella nota di presentazione del progetto trasmesso manca l'espressione del parere di conformità alla delibera votata dal Consiglio comunale con la quale si dichiarava la pubblica utilità dell'opera» mentre «... si evidenzia esclusivamente il permanere di alcune carenze di documenti/elaborati (legate, pare, a viabilità, trasporti e parcheggi, ndr)». Dunque, secondo la Regione, il progetto non è conforme e presenta ancora delle lacune. Possibile? «Il parere non è vincolante all'apertura della Conferenza dei servizi», precisano dal Campidoglio. «E le presunte lacune, nel caso, sono proprio materia della Conferenza », assicurano i proponenti, che ormai fanno fatica a mantenere un profilo politically correct (anche ieri, pubblicamente, Parnasi e Pallotta hanno espresso «soddisfazione per l'invio del progetto»). Sarà, ma la Regione insiste: «Il Campidoglio sbaglia – fanno sapere da via della Pisana –. La conformità alla delibera di pubblica utilità è vincolante per l'apertura della Conferenza. Per tre mesi abbiamo aspettato solo questo parere, con cui il Comune deve dirci se il progetto ha tenuto conto delle prescrizioni chieste dal Consiglio comunale che avrebbero inficiato la pubblica utilità». Un parere che a fine giornata Campidoglio e proponenti, incredibilmente sulla stessa posizione, definiscono «pleonastico, perché se il progetto non fosse stato conforme non sarebbe proprio stato inviato ». Siamo sicuri? Zingaretti ha qualche dubbio e nel frattempo non vuole assumersi responsabilità che non gli competono. Perciò la Regione tra cinque giorni, se non sarà arrivato il parere, tornerà alla carica. E la palla, a quel punto, tornerà al Comune. Una domanda: quanto durerà questo balletto?

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Stadio della Roma, lite Comune-Regione: sul «parere di conformità» l'ultimo scontro (Corriere della Sera ed. Roma 31 Agosto 2016)

Esattamente alla scadenza dei 180 giorni previsti dalla Legge 147/2013, gli uffici tecnici del Comune di Roma hanno trasmesso ieri alla Regione Lazio i documenti e le integrazioni relative al progetto del nuovo stadio della Roma. Il passaggio, che doveva essere solamente tecnico e consentire l'inizio della Conferenza dei Servizi da parte della Regione, è diventato invece oggetto, come tutto il progetto fin dagli inizi, di una discussione politica. Secondo la Regione nella nota di presentazione manca l'espressione del parere di conformità alla delibera votata dal Consiglio comunale, con la quale si dichiara la pubblica utilità dell'opera, e si evidenzia esclusivamente il permanere di alcune carenze di documenti ed elaborati.

Mancanze che potrebbero portare a una nuova richiesta ufficiale di documentazione, prima di dare il via alla Conferenza di Servizi da parte dei tecnici della Regione, che hanno cinque giorni di tempo per esaminare tutto e richiedere integrazioni. Fuori dai comunicati, in pratica, la Regione chiede al Comune di ribadire nero su bianco la pubblica utilità dell'opera che, è bene ricordarlo, sarà finanziata interamente dai privati e servirà a riqualificare un intero quadrante della città, quello di Tor di Valle.

Un investimento da 1.7 miliardi di euro, di cui circa il 30% (440 milioni) tornerà al Comune sotto forma di opere pubbliche. Secondo il Campidoglio, invece, tutte le criticità del progetto - mobilità di accesso e uscita all'impianto, potenziamento della metro B, sottostima dei flussi veicolari e dei parcheggi - dovranno essere affrontati in Conferenza dei Servizi e non c'è bisogno di nessuna integrazione perché il riconoscimento della pubblica utilità è implicito nella trasmissione della documentazione. È come se la giunta Raggi non volesse associare il suo nome alla pubblica utilità. Un problema? Evidentemente sì, perché la Regione vincola l'apertura della Conferenza dei servizi proprio al documento mancante.

«Roma Capitale - si legge in una nota - ha trasmesso il progetto dello stadio dell'A.S.Roma, presentato dalla società Eurnova, alla Regione Lazio. Ogni parere nel merito verrà espresso in sede di Conferenza dei servizi, che sarà occasione di confronto limpido e trasparente. La volontà, da parte dell'amministrazione capitolina, è realizzare lo stadio nel pieno rispetto delle regole».

«Siamo contenti - ha detto il presidente romanista Pallotta, in una nota congiunta con Eurnova - per l'avanzamento della procedura, un ulteriore passo verso la realizzazione di una delle opere più importanti in Italia. Siamo convinti che il progetto possa contribuire allo sviluppo e al rilancio della Capitale».

Gianluca Piacentini

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Stadio, lite Regione-Comune «Stop al progetto: è carente» (Il  Messaggero, Cronaca di Roma, 31 Agosto 2016)
LA FRENATA

Troppe carenze, sia nelle carte presentate dai privati, che in quelle inviate dal Comune. Così com'è arrivato ieri in Regione, il progetto Tor di Valle non può nemmeno essere discusso, altro che approvato. La conferenza dei servizi, vale a dire l'organismo che entro 180 giorni deve prendere una decisione sul nuovo stadio della Roma, «allo stato non può neanche essere convocata», facevano sapere ieri dalla Pisana. Il motivo? Nei documenti inviati ieri mattina dal Campidoglio, al termine del check preventivo sulle carte consegnate dai privati con oltre un anno di ritardo, mancava «il parere di conformità». Secondo il Comune invece «ogni parere nel merito verrà espresso proprio in sede di Conferenza dei servizi».
LA RELAZIONE CHIAVE
Insomma, attorno al progetto Tor di Valle sembra accendersi il primo, vero, scontro tra la giunta di Nicola Zingaretti e quella di Virginia Raggi. Tutto ruota, come detto, attorno al parere del Comune. Non si tratta di una relazione da poco. Anzi. È un atto decisivo, perché è quello con cui Roma Capitale deve attestare se è decaduta o meno la «pubblica utilità» dell'opera, approvata a maggioranza dal Consiglio comunale nel dicembre 2014. Una cosa è certa: di modifiche, rispetto al piano presentato all'ex sindaco Marino nel giugno 2015, ce ne sono state parecchie. Va quindi capito se i privati, che secondo alcune stime da questa operazione calcistico-immobiliare otterrebbero profitti fino a 800 milioni di euro, hanno rispettato tutte le prescrizioni pattuite con il Campidoglio oppure no.
Quel parere però, nei faldoni spediti ieri da Palazzo Senatorio, non c'era. Di più: le valutazioni espresse singolarmente dai vari Dipartimenti comunali hanno fatto emergere diverse carenze negli elaborati. Evidenziando problemi molto concreti, soprattutto sul versante della mobilità: dai flussi veicolari del traffico privato per raggiungere la zona dello stadio, alle aree per i parcheggi (considerate ancora insufficienti), ai collegamenti con la Via del Mare. Altre pesanti criticità erano state rilevate dall'Istituto Nazionale di Urbanistica, che ha puntato il dito sulla «sproporzione» delle cubature previste nello studio di fattibilità: appena il 14% dei metri cubi sarebbe destinato allo stadio vero e proprio, mentre il restante 86% andrebbe a negozi, ristoranti, alberghi e uffici: tre grattacieli alti fino a 220 metri più altri 15 edifici commerciali.
Ecco perché, secondo i tecnici della Pisana, è necessario un documento del Campidoglio per capire se, tenendo conto delle carenze indicate dai tecnici comunali e delle modifiche apportate dai proponenti, la pubblica utilità del progetto c'è ancora. Altrimenti la Conferenza dei servizi non può neanche partire. In settimana potrebbero essere richieste al Comune delle integrazioni. A norma di legge, la Regione ha cinque giorni per esaminare i dettagli dei documenti ricevuti.
BOTTA E RISPOSTA
Il Campidoglio però ieri ha fatto capire che, almeno a stretto giro, non verranno spedite altre valutazioni: il parere di conformità «verrà espresso nella conferenza». Subito è arrivata la controreplica (informale) della Regione: senza quel documento, l'organismo non verrà convocato. Secondo gli uffici di via Cristoforo Colombo, «a termini di legge il parere di conformità è propedeutico all'apertura della conferenza», che dura sei mesi. Ancora il Campidoglio: «La Regione vuole bloccare l'iter? Il parere di conformità non è vincolante». Di nuovo dagli uffici della Regione: «Il parere è vincolante eccome, lo prevede la legge». Nel frattempo il progetto Tor di Valle resta nel pantano. Tutto fermo. Il count-down dei 180 giorni non parte. Senza considerare poi che servirebbe una variante al Piano regolatore di Roma. E ad approvarla dovrebbe essere il M5s, da sempre contrario a questa operazione.
Lorenzo De Cicco

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galafro

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Tutto sto riguardo per un progetto palesemente fuori legge.
È il caso di dire "vai avanti te che a me viè da ride"

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Ma 1 miliardo e 700 milioni per uno stadio , ma non è una cifra fuori dalla logica ?

jp1900

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In un paese normale questa già sarebbe stata la pietra tombale sul progetto:

Altre pesanti criticità erano state rilevate dall'Istituto Nazionale di Urbanistica, che ha puntato il dito sulla «sproporzione» delle cubature previste nello studio di fattibilità: appena il 14% dei metri cubi sarebbe destinato allo stadio vero e proprio, mentre il restante 86% andrebbe a negozi, ristoranti, alberghi e uffici: tre grattacieli alti fino a 220 metri più altri 15 edifici commerciali.
Ecco perché, secondo i tecnici della Pisana, è necessario un documento del Campidoglio per capire se, tenendo conto delle carenze indicate dai tecnici comunali e delle modifiche apportate dai proponenti, la pubblica utilità del progetto c'è ancora.

galafro

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Citazione di: jp1900 il 31 Ago 2016, 10:36
In un paese normale questa già sarebbe stata la pietra tombale sul progetto:

Altre pesanti criticità erano state rilevate dall'Istituto Nazionale di Urbanistica, che ha puntato il dito sulla «sproporzione» delle cubature previste nello studio di fattibilità: appena il 14% dei metri cubi sarebbe destinato allo stadio vero e proprio, mentre il restante 86% andrebbe a negozi, ristoranti, alberghi e uffici: tre grattacieli alti fino a 220 metri più altri 15 edifici commerciali.
Ecco perché, secondo i tecnici della Pisana, è necessario un documento del Campidoglio per capire se, tenendo conto delle carenze indicate dai tecnici comunali e delle  modifiche apportate dai proponenti, la pubblica utilità del progetto c'è ancora.


Ecco uno che ti presenta un progetto per fare uno stadio che è suo legittimo diritto, ma pretende costruire opere accessorie che sono sei volte tanto il volume dello stadio due sono le cose, o le metti al manicomio per evidente squilibrio mentale o lo metti in prigione per tentativo di circonvenzione di incapace

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Sonni Boi

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I 5 Stelle stanno disperatamente ed in ogni modo cercando di guadagnare tempo per studiare una strategia valida per uscire dal vicolo cieco burocratico in cui li ha infilati Marino.

Devono trovare una motivazione inattaccabile per rigettare lo stadio, che con la pubblica utilità regalata dal medico è quasi in una botte di ferro.

Vediamo cosa s'inventeranno.

happyeagle

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Citazione di: Mohammed Hussein il 31 Ago 2016, 10:56
I 5 Stelle stanno disperatamente ed in ogni modo cercando di guadagnare tempo per studiare una strategia valida per uscire dal vicolo cieco burocratico in cui li ha infilati Marino.

Devono trovare una motivazione inattaccabile per rigettare lo stadio, che con la pubblica utilità regalata dal medico è quasi in una botte di ferro.

Vediamo cosa s'inventeranno.

The American's job grazie alle scorciatoie politiche gli è quasi riuscito, gli manca di scavalcare la modifica al piano regolatore come ultimo ostacolo, ma non sarà per niente facile.

galafro

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Citazione di: Mohammed Hussein il 31 Ago 2016, 10:56
I 5 Stelle stanno disperatamente ed in ogni modo cercando di guadagnare tempo per studiare una strategia valida per uscire dal vicolo cieco burocratico in cui li ha infilati Marino.

Devono trovare una motivazione inattaccabile per rigettare lo stadio, che con la pubblica utilità regalata dal medico è quasi in una botte di ferro.

Vediamo cosa s'inventeranno.
Guarda che la pubblica utilità è un criterio politico e proprio su questo verranno giudicati i 5 stelle. Ripeto è stato annullato il ponte sullo stretto di Messina con le Ruspe già al lavoro e non può essere rigettato questo obbrobrio?

Sonni Boi

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Citazione di: galafro il 31 Ago 2016, 11:10
Guarda che la pubblica utilità è un criterio politico e proprio su questo verranno giudicati i 5 stelle. Ripeto è stato annullato il ponte sullo stretto di Messina con le Ruspe già al lavoro e non può essere rigettato questo obbrobrio?

A quanto ho letto io, la pubblica utilità può essere revocata solo su basi tecniche e non politiche.
Pena, causa milionaria al Comune che al 99% la perderebbe.

jp1900

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Citazione di: Mohammed Hussein il 31 Ago 2016, 11:52
A quanto ho letto io, la pubblica utilità può essere revocata solo su basi tecniche e non politiche.
Pena, causa milionaria al Comune che al 99% la perderebbe.
Chi l'ha scritta sta cosa? Il magliaro? Sarebbe interessante allora sapere quali sono le basi tecniche per cui è stata data. Qualcuno ha questo documento?

arturo

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Beh tecnicamente non è che ci voglia molto ad smontare questo obbrobrio.
Se si faranno delle opere pubbliche saranno a servizio del pallotta's stadium, dei riommisti non dei romani.

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italicbold

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Citazione di: Mohammed Hussein il 31 Ago 2016, 11:52
A quanto ho letto io, la pubblica utilità può essere revocata solo su basi tecniche e non politiche.
Pena, causa milionaria al Comune che al 99% la perderebbe.

Io penso che la giunta stia cercando la maniera di chiudere questa storia senza troppi rischi, sia politici che amministrativi.
Io non credo che sia possibile dire, sic et sempliciter, "non ce piace, non la facciamo più".
Probabilmente cercano di guadagnare tempo e passano la patata bollente alla regione per vedere cosa fanno a Via della Pisana.
INtanto affilano i coltelli.

AquilaCalva

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Ma perché "causa milionaria"?  Il Comune, eventualmente, dovrebbe rifondere il già speso, o l'ipotetico guadagno futuro?

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