Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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Stadio, dopo il niet di Berdini ecco il piano B giallorosso (La Repubblica ed. Roma, 19 Novembre 2016)
PAOLO BOCCACCI MATTEO PINCI

UNA febbrile riunione nella notte con al tavolo il costruttore Parnasi e il direttore generale della Roma Baldissoni. E alla fine una lunga telefonata tra il dg e il presidente James Pallotta. Così, dopo l'ultimo affondo dell'assessore all'Urbanistica Berdini contro il progetto dello stadio («La scelta di Tor di Valle è stata una follia. Consentiremo solo la costruzione dell'impianto e di altri 10 mila metri quadrati di strutture commerciali, no alle tre torri e anche 220 milioni di opere pubbliche in meno ») si mette a punto il piano B della società.
E paradossalmente sembra che il gioco al risparmio di Berdini possa costituire per il Consorzio giallorosso, rassicurato anche dal fatto i pareri critici della soprintendenza sull'area non sono ritenuti vincolanti, un vero e proprio assist. Infatti, ragionano i vertici della squadra, non costruire i tre grattacieli progettati dall'archistar Daniel Libeskind permetterebbe di ridurre l'investimento. Una possibilità considerata in qualche modo vantaggiosa, se si pensa alla paura di non riuscire a piazzare sul mercato immobiliare tutti quei metri cubi di uffici, circa 650 mila, considerando inoltre che Unicredit, dopo aver trovato una soluzione per i debiti che impegnavano Parnasi, ha annunciato di non pensare più al suo quartier generale in una delle torri. Uno scenario, questo del mercato, che Berdini stesso aveva più volte predetto.
Mentre per Tor di Valle rimane solo la preoccupazione della società che riguarda i trasporti per portare allo stadio circa 50 mila tifosi. Infatti l'assessore ha affermato di voler rinunciare allo svincolo e al ponte dall'autostrada e al prolungamento della metro B. Rimarrebbero dunque da potenziare le due linee, la Roma- Fiumicino e la Roma-Lido. Ma basterà?
Intanto, se sul fronte della Roma Berdini incassa un avvicinamento e dal Campidoglio fanno sapere che, in parallelo alle riunioni della Conferenza dei servizi in Regione, continueranno gli incontri bilaterali alla ricerca di un accordo, critiche arrivano dalla Confesercenti che ieri ha organizzato un convegno in Comune sul futuro industriale della città.
«Le prime scelte fatte da questa amministrazione - ha detto il presidente Valter Giammaria sono state forti, dalle Olimpiadi alla Fiera, dallo stadio alle Torri: scelte su cui non siamo stati d'accordo. Ma quattro mesi sono pochi per giudicare». «Noi siamo una realtà molto dinamica - ha aggiunto - ma non riscontriamo la stessa dinamicità in chi governa Roma. Vorremmo che chi ci amministra avesse una visione più ampia dello sviluppo del territorio che non punti soltanto al commercio ». La replica? Berdini ha risposto che «obiettivo della giunta è creare sui 300 ettari di terreni pubblici a Tor Vergata un polo internazionale per il comparto della chimica e farmaceutica con centri di ricerca e ospedali».

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La Soprintendenza silura il nuovo stadio (Corriere della Sera ed. Roma, 19 Novembre 2016)
«L'ippodromo di Tor di Valle va tutelato». E anche la tenuta papalina di Leone X sarebbe in pericolo


Le riserve espresse dalla Soprintendenza sullo stadio della Roma a Tor di Valle erano già emerse nel 2014. Nel parere trasmesso lo scorso 5 ottobre, però, si rileva ancora scarsa chiarezza sulle «procedure attivate». Non solo. Gli esperti del San Michele sottolineano che Via e Vas (valutazione di impatto ambientale e valutazione ambientale strategica) «non sono accompagnate da alcuna istruttoria dell'ente proponente e di quello competente».

Tra le maggiori criticità, i responsabili della tutela segnalano l'impatto delle tre torri firmate dall'archistar Daniel Libeskind sui coni prospettici. Tradotto: «Edifici di notevole altezza (200 metri, ndr ) che negli elaborati non sono stati neppure raffigurati in elevato, ma solo indicati nel piano volumetrico». I grattacieli potrebbero stravolgere lo skyline dell'Eur dal Colosseo quadrato alla basilica dei Santi Pietro e Paolo, fino al Gazometro. E coprire la visuale dell'area Unesco: terrazze del Gianicolo, Giardino degli Aranci, Vittoriano. Per poter valutare gli effetti mancano ancora le fotosimulazioni richieste dalla Soprintendenza. Gli esperti del San Michele temono anche per l'Ippodromo, «individuato tra le opere di rilievo da inserire negli Archivi di architettura contemporanea». La struttura, progettata da Julio Lafuente e Gaetano Rebecchini, si inserisce in un contesto caratterizzato da altri interventi degli stessi autori: emblematici i cosiddetti «ventagli» della Magliana con la facciata a forma di triangolo rovesciato. Non a caso, si moltiplicano gli appelli per la salvaguardia dell'Ippodromo: dal Do.co.mo.mo (Documentazione e conservazione di edifici e complessi urbanistici del movimento moderno) all'associazione Bianchi Bandinelli. Anche la figlia di Lafuente ha chiesto che la tribuna fosse inserita nel progetto, magari per i campi di allenamento. Altro elemento sul quale si sofferma la relazione della Soprintendenza, la tenuta di caccia di papa Leone X, tipico esempio di villa suburbana. Ai lavori della dimora cinquecentesca avrebbe collaborato anche Donato Bramante. Parte delle decorazioni del castello rinascimentale, acquistato nel 1959 dal Sovrano militare ordine di Malta, sono conservati a Palazzo Braschi.

Tutta l'area — situata in un'ansa del Tevere con ampi spazi aperti non edificati — si caratterizza per «presenze archeologiche diffuse» che coprono un arco cronologico compreso tra l'età del bronzo e il periodo imperiale. Dagli uffici del San Michele, anche in questo caso, si sarebbero aspettati «saggi preventivi e studi più approfonditi». C'è poi un altro aspetto: è la prima volta dall'entrata in vigore del decreto Madia (il 127 del 2016) che la nuova Conferenza dei servizi simultanea si applica a un'istruttoria di così ampio respiro, in variante urbanistica e paesaggistica, da concludere entro marzo.

Senza contare l'incognita del quantum, ovvero «la consistenza della perdita del patrimonio esistente, sia naturale che artificiale». In mancanza di una stima dettagliata, che include «l'interruzione della rete ecologica e delle relazioni dei sistemi insediativi storici», è impossibile calcolare «l'adeguatezza delle compensazioni e delle migliorie».

Maria Egizia Fiaschetti

galafro

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L'intervento di Berdini è illuminante di come si svolge il business palazzinaro a Roma da anni. Business che ha portato ad ingrassare certi soggetti e ad indebitare il Comune ai livelli che sappiamo.
Io però non sarei tanto tranquillo che il progetto delle merde non va avanti, a detta dei magliaro e altri prezzolati comunicatori si continua ad affermare che Berdini non conta un cazzo, chi se ne fotte di un urbanista, il progetto è incardinato, se si torna indietro la roma fa causa e così via.
Insomma questi comandano in città più di tutte le istituzioni che la presiedono.
È qui si vede in maniera eclatante il differente peso politico tra le due società calcistiche cittadine, ve lo immaginate voi se questo progetto fosse stato presentato dalla Lazio?. A parte che non si sarebbe mai arrivati a questo, si sarebbe bloccato al primo tentativo, comunque Lotito sarebbe già in galera

Rugiule

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 19 Nov 2016, 07:24
Stadio, dopo il niet di Berdini ecco il piano B giallorosso (La Repubblica ed. Roma, 19 Novembre 2016)
PAOLO BOCCACCI MATTEO PINCI

UNA febbrile riunione nella notte con al tavolo il costruttore Parnasi e il direttore generale della Roma Baldissoni. E alla fine una lunga telefonata tra il dg e il presidente James Pallotta. Così, dopo l'ultimo affondo dell'assessore all'Urbanistica Berdini contro il progetto dello stadio («La scelta di Tor di Valle è stata una follia. Consentiremo solo la costruzione dell'impianto e di altri 10 mila metri quadrati di strutture commerciali, no alle tre torri e anche 220 milioni di opere pubbliche in meno ») si mette a punto il piano B della società.
E paradossalmente sembra che il gioco al risparmio di Berdini possa costituire per il Consorzio giallorosso, rassicurato anche dal fatto i pareri critici della soprintendenza sull'area non sono ritenuti vincolanti, un vero e proprio assist. Infatti, ragionano i vertici della squadra, non costruire i tre grattacieli progettati dall'archistar Daniel Libeskind permetterebbe di ridurre l'investimento. Una possibilità considerata in qualche modo vantaggiosa, se si pensa alla paura di non riuscire a piazzare sul mercato immobiliare tutti quei metri cubi di uffici, circa 650 mila, considerando inoltre che Unicredit, dopo aver trovato una soluzione per i debiti che impegnavano Parnasi, ha annunciato di non pensare più al suo quartier generale in una delle torri. Uno scenario, questo del mercato, che Berdini stesso aveva più volte predetto.
Ops! Lo stadio si farà, le torri no...

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Le mosse del Comune: Nuovo testo e tempi lunghi (Gazzetta dello Sport ed. Roma, 19 Novembre 2016)

«Siamo sereni». Così hanno tranquillizzato anche Pallotta. E basta. Il giorno dopo, con l'aria che tira, conviene restare sotto coperta. La partita che si gioca intorno allo stadio della Roma è diventata delicatissima. Lo era già da un po', ma le ultime «minacciose » dichiarazioni dell'assessore Berdini contro il dossier Tor di Valle, riferite in un contesto istituzionale (il Consiglio regionale) e dentro contorni e riferimenti più precisi rispetto alle uscite precedenti, non possono lasciare tranquilli. È vero che di atti formali diversi da quelli previsti il Comune non ne ha ancora firmato uno. Ma le voci di un Berdini al lavoro (col resto della Giunta?) per preparare una nuova delibera da portare in Consiglio, che tagli le opere pubbliche (con quale danno per la città') e autorizzi lo stadio e pochissimo altro, si fanno sempre più insistenti. «Uno stadio da 60mila posti deve avere infrastrutture e servizi adeguati», ammonisce l'assessore regionale Michele Civita. C'è poi la sensazione che i tempi, nuovamente, si allungheranno, forse addirittura a gennaio. Violando il cronoprogramma che la stessa Giunta aveva approvato. Il che renderebbe le prossime riunioni della Conferenza di servizi quasi surreali. «Entro il 6 marzo decideremo», giura Civita. Ma cosa?
a. cat.

turco

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 19 Nov 2016, 07:24
Stadio, dopo il niet di Berdini ecco il piano B giallorosso (La Repubblica ed. Roma, 19 Novembre 2016)
PAOLO BOCCACCI MATTEO PINCI

UNA febbrile riunione nella notte con al tavolo il costruttore Parnasi e il direttore generale della Roma Baldissoni. E alla fine una lunga telefonata tra il dg e il presidente James Pallotta. Così, dopo l'ultimo affondo dell'assessore all'Urbanistica Berdini contro il progetto dello stadio («La scelta di Tor di Valle è stata una follia. Consentiremo solo la costruzione dell'impianto e di altri 10 mila metri quadrati di strutture commerciali, no alle tre torri e anche 220 milioni di opere pubbliche in meno ») si mette a punto il piano B della società.
E paradossalmente sembra che il gioco al risparmio di Berdini possa costituire per il Consorzio giallorosso, rassicurato anche dal fatto i pareri critici della soprintendenza sull'area non sono ritenuti vincolanti, un vero e proprio assist. Infatti, ragionano i vertici della squadra, non costruire i tre grattacieli progettati dall'archistar Daniel Libeskind permetterebbe di ridurre l'investimento. Una possibilità considerata in qualche modo vantaggiosa, se si pensa alla paura di non riuscire a piazzare sul mercato immobiliare tutti quei metri cubi di uffici, circa 650 mila, considerando inoltre che Unicredit, dopo aver trovato una soluzione per i debiti che impegnavano Parnasi, ha annunciato di non pensare più al suo quartier generale in una delle torri. Uno scenario, questo del mercato, che Berdini stesso aveva più volte predetto.
Mentre per Tor di Valle rimane solo la preoccupazione della società che riguarda i trasporti per portare allo stadio circa 50 mila tifosi. Infatti l'assessore ha affermato di voler rinunciare allo svincolo e al ponte dall'autostrada e al prolungamento della metro B. Rimarrebbero dunque da potenziare le due linee, la Roma- Fiumicino e la Roma-Lido. Ma basterà?
Intanto, se sul fronte della Roma Berdini incassa un avvicinamento e dal Campidoglio fanno sapere che, in parallelo alle riunioni della Conferenza dei servizi in Regione, continueranno gli incontri bilaterali alla ricerca di un accordo, critiche arrivano dalla Confesercenti che ieri ha organizzato un convegno in Comune sul futuro industriale della città.
«Le prime scelte fatte da questa amministrazione - ha detto il presidente Valter Giammaria sono state forti, dalle Olimpiadi alla Fiera, dallo stadio alle Torri: scelte su cui non siamo stati d'accordo. Ma quattro mesi sono pochi per giudicare». «Noi siamo una realtà molto dinamica - ha aggiunto - ma non riscontriamo la stessa dinamicità in chi governa Roma. Vorremmo che chi ci amministra avesse una visione più ampia dello sviluppo del territorio che non punti soltanto al commercio ». La replica? Berdini ha risposto che «obiettivo della giunta è creare sui 300 ettari di terreni pubblici a Tor Vergata un polo internazionale per il comparto della chimica e farmaceutica con centri di ricerca e ospedali».

Strano, perché non ci avevano pensato prima?

Rugiule

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Citazione di: turco il 19 Nov 2016, 08:09
Strano, perché non ci avevano pensato prima?
Ci avevano pensato eccome, da mó che stavano d'accordo...
Devono solo trovare il modo per salvare Parnasi.

galafro

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Citazione di: Rugiule il 19 Nov 2016, 08:19
Ci avevano pensato eccome, da mó che stavano d'accordo...
Devono solo trovare il modo per salvare Parnasi.
Ma se stavano d'accordo che bisogno c'era di scomodare gli archistars per disegnare le torri pagandoli profumatamente? Me sembra quella della volpe e l'uva

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joe il corvo

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Se si sono messi d'accordo è stato qualche giorno fa: ricordo che si sono visti Berdini, Frongia e i dirigenti romanisti. Poi il giorno dopo Berdini esce a quel modo...

galafro

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Comunque se fanno solo lo stadio e quattro negozi a me non sta bene, sta benissimo.
Ciò significa che finalmente la Lazio ha campo libero per trovare una location migliore di tdv e a detta di Berdini c'è ne sono a iosa.

robylele

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 19 Nov 2016, 07:24

E paradossalmente sembra che il gioco al risparmio di Berdini possa costituire per il Consorzio giallorosso, rassicurato anche dal fatto i pareri critici della soprintendenza sull'area non sono ritenuti vincolanti, un vero e proprio assist.

Quindi se la Soprintendenza si mette a criticare l'asroma può dire sti cazzi e passargli sopra?


Citazione di: Redazione Lazio.net il 19 Nov 2016, 07:24
se si pensa alla paura di non riuscire a piazzare sul mercato immobiliare tutti quei metri cubi di uffici, circa 650 mila, considerando inoltre che Unicredit, dopo aver trovato una soluzione per i debiti che impegnavano Parnasi, ha annunciato di non pensare più al suo quartier generale in una delle torri.

Cioè, avevano progettato di costruire 650.000 metri cubi di uffici ma avevano paura di non piazzarli?
E UC prima promette poi rinuncia? E che soluzione avranno trovato con Parnasi, hanno stilato una rateizzazione?


Citazione di: Redazione Lazio.net il 19 Nov 2016, 07:24

Mentre per Tor di Valle rimane solo la preoccupazione della società che riguarda i trasporti per portare allo stadio circa 50 mila tifosi.
Rimarrebbero dunque da potenziare le due linee, la Roma- Fiumicino e la Roma-Lido.

quisquilie.


MasterMind

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Eh si che mo finisce pure che gli hanno svoltato la vita con il NO al loro progetto del secolo.
Tipo dopo la coppa in faccia che fanno finta di ringraziare quella sconfitta.

La verità è che se so talmente abituati alle inculate che hanno scoperto che je piace

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turco

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Ricapitolando:
Il comune ti fa fare lo stadio e quattro catzate e in cambio ti toglie le opere pubbliche finte (ponte e sfiocco metro B). Le idrovore e i parcheggi li paga e li gestisce la asmerda e non il comune. In cambio chiede il potenziamento del trasporto su ferro, ma la roma-lido é di competenza della regione.

La palla passa a zingaretti.

DajeLazioMia

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Citazione di: Rugiule il 19 Nov 2016, 07:56
Ops! Lo stadio si farà, le torri no...
Sì, ma so' contenti aho  (ci comunica la velina).
Bene, se rispettano le leggi e non creano un ecomostro (stadio e qualche cubatura extra), se non deturpano l'impatto paesaggistico e tutelano i beni presenti (il mio interesse da cittadino si ferma qui, non vedo come possa andare oltre questo livello) e se a loro sta bene infilarsi in una zona del genere lontana e mal servita a livello di viabilità...
Che lo facessero.

mazzok

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Citazione di: robylele il 19 Nov 2016, 08:53
Cioè, avevano progettato di costruire 650.000 metri cubi di uffici ma avevano paura di non piazzarli?
E UC prima promette poi rinuncia? E che soluzione avranno trovato con Parnasi, hanno stilato una rateizzazione?

e aggiungo, ma non s'era detto che l'affare consisteva nel piazzare 1 miliardo di bond a ignari investitori e sticazzi se riuscivano poi a vendere o affittare gli uffici ?

DajeLazioMia

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Citazione di: joe il corvo il 19 Nov 2016, 08:39
Se si sono messi d'accordo è stato qualche giorno fa: ricordo che si sono visti Berdini, Frongia e i dirigenti romanisti. Poi il giorno dopo Berdini esce a quel modo...
Se mettersi d'accordo significa riportare il progetto entro il rispetto della legge e della tutela pesaggistica allora può essere. Nel caso, da facciamo una mega speculazione un po' come ci pare a rispettiamo le cubature secondo legge sarebbe un bel venirsi incontro.


joe il corvo

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Mettersi d'accordo significa che alle dichiarazioni seguirà un punto d'incontro che permetta a tutti di ottenere il ragionevole:
- ai cinquestelle di salvare la faccia coi duri e puri
- alla asrm di non fallire
- a pallotta di ricavare qualche guadagno

MisterFaro

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gentlemen

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La loro propaganda anche di fronte al progetto stracciato cercherebbe di annunciare che gli sviluppi sono positivi....trattasi di propaganda, nulla più nulla meno; la verità è che sullo stadio a Tor di Valle, e palazzi inclusi, se ne è sempre e solo parlato, la stessa amministrazione Marino ha dato il via libera all'interesse pubblico perché questi si accollavano miliardi di euro in opere pubbliche, e già allora sembrava una impresa finanziaria improbabile, appena si sono messe le carte sul tavolo sono usciti fuori tutti i, prevedibilissimi, ostacoli.
Ripeto, cerchiamo di analizzare la cosa togliendo il fattore propaganda, e vedrete che la prima impossibilità non è neanche tanto, per quanto decisivo, i vari passaggi di autorizzazioni varie, ma soprattutto il fatto che è molto ma molto improbabile che riescano a reperire i fondi per fare le opere pubbliche preventivate, all'epoca è stato fatto di tutto per avere il via libera sull'interesse pubblico da parte dell'amministrazione Marino, anche a costo di mettere la testa sotto la sabbia....intanto società di consulenze, americane e non hanno incassato soldi....ricordate che Pallotta si regge sui fondi d'investimento americani....la roma è una lavatrice/giostra di danaro che entra ed esce, nulla più.
Sui 5 stelle è inutile pretendere questo o quello, si pronunceranno in maniera ufficiale nei termini previsti, stop. Zingaretti e le altre forze politiche, per mera propaganda politica, si lamenteranno che il progetto è stato fermato da chi dice sempre no, parleranno dell'investimento mancato e dei posti di lavoro mancanti....insomma la solita fuffa politica.
La verità è che se ritornano Milan ed Inter, e la roma non prende più gli introiti della Cl quasi ogni anno Pallotta saluta e lascia la barca con i soliti buchi.....quello che vorrei sapere è se dietro Pallotta ci sia sempre Unicredit, perché questa è la vera cosa inquietante, che abbiano questi a parargli il culo e garantire qualsiasi esposizione.

NEMICOn.1

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Citazione di: galafro il 19 Nov 2016, 08:46
Comunque se fanno solo lo stadio e quattro negozi a me non sta bene, sta benissimo.
Ciò significa che finalmente la Lazio ha campo libero per trovare una location migliore di tdv e a detta di Berdini c'è ne sono a iosa.

Si ma non per Lotito , che è come Pallotta e pensa alla speculazione ; l'unica differenza con l'americano che almeno non pagheremo l'affitto

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