Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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kelly slater

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Qual'e' l'agenzia che ha lanciato questa pseudo-notizia?

ADNKRONOS

Di chi è l'adnkronos?
Di PIPPO MARRA.

Chi è pippo marra?

http://www.linkiesta.it/it/blog-post/2012/05/08/cosa-centra-adnkronos-con-las-roma-e-unicredit/6168/

Pero' me raccomando : tutti a spala' merda sui 5 stelle.
Che se vinceva giachetti o la meloni o alfio marchini gia' avevano cominciato a scava'

Buckley

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Citazione di: robylele il 06 Dic 2016, 13:57
se ci fossero la darebbe volentieri. La versione intendo.
Robylele, quando scrivi ste perle, mettile in evidenza, m'era sfuggita!  :beer:

turco

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C'è modo di comunicare ai 5s che se fanno fuori Berdini per lo stadio di pallotta possono pure andare affan.cu.lo?

bellodecasa

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Ma l'espertone super partes in materia, non ci aggiorna più sullo stato di avanzamento del progggetto?

https://mobile.twitter.com/fmagliaro
:lol:

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GiPoda

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Citazione di: kelly slater il 06 Dic 2016, 19:45
Qual'e' l'agenzia che ha lanciato questa pseudo-notizia?

ADNKRONOS

Di chi è l'adnkronos?
Di PIPPO MARRA.

Chi è pippo marra?

http://www.linkiesta.it/it/blog-post/2012/05/08/cosa-centra-adnkronos-con-las-roma-e-unicredit/6168/

Pero' me raccomando : tutti a spala' merda sui 5 stelle.
Che se vinceva giachetti o la meloni o alfio marchini gia' avevano cominciato a scava'
Marra è romerdista ma nn c entra nulla con questa proprietà.
Potrei anche pensare che con la divulgazione di questa notizia, se vera, abbia volutamente "bruciato"  questo presunto golpe della Raggi contro Berdini.
Complottismo?
Forse, ma nn sarebbe la prima volta che si fanno scoop proprio per evitare il compimento di una determinata azione.

kelly slater

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Citazione di: GiPoda il 06 Dic 2016, 21:00
Marra è romerdista ma nn c entra nulla con questa proprietà.
Potrei anche pensare che con la divulgazione di questa notizia, se vera, abbia volutamente "bruciato"  questo presunto golpe della Raggi contro Berdini.
Complottismo?
Forse, ma nn sarebbe la prima volta che si fanno scoop proprio per evitare il compimento di una determinata azione.

Invece secondo me è proprio il contrario: è la classica pseudo notizia
in cui si capta il minimo malumore e lo si ingigantisce per creare divisioni.
Potete credermi o no ma il progetto tdv cosi' com'e' tra i 5* romani non lo vuole
fare nessuno.
I contrasti sono sulla gestione politica e strategica della vicenda.


DaMilano

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Citazione di: pantarei il 06 Dic 2016, 18:10
Perché pensate che questa faccenda sposti voti m5s a livello nazionale  ?
Grillo stesso spinge , quindi sanno cosa fanno .
X fortuna non li ho votati

Confermo, fuori da Roma è una questione che non interessa, anzi è vista come una opportunità per la città. Se la possono anche giocare bene....no alle olimpiadi degli sprechi ma sì a progetti che migliorano la città senza pesare sui cittadini.
Siamo solo noi a sviscerare il problema e a cercare di mostrare la pazzia di questo progetto.


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Kredskin

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Citazione di: kelly slater il 06 Dic 2016, 19:45
Qual'e' l'agenzia che ha lanciato questa pseudo-notizia?

ADNKRONOS

Di chi è l'adnkronos?
Di PIPPO MARRA.

Chi è pippo marra?

http://www.linkiesta.it/it/blog-post/2012/05/08/cosa-centra-adnkronos-con-las-roma-e-unicredit/6168/

Pero' me raccomando : tutti a spala' merda sui 5 stelle.
Che se vinceva giachetti o la meloni o alfio marchini gia' avevano cominciato a scava'
Che ci vuoi fare, ormai da mesi ogni alito di vento letto anche sulla pagina facebook delle merde è buona per spalare merda.

ES

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Lo ho scritto quasi un mese fa, l'unica possibilità per lo stadio di pallotta ( finiamola di chiamarlo della roma) è far fuori il berdini, tramite la compra di qualche anima nera dei 5stelle.

Il Partito Demoniaco ha altro a cui pensare ora, inoltre il berdini è stato espressamente voluto dalla raggi, io non credo riescano nell'intento.

Chiaro è che la propaganda mafiosa, al soldo del Demone, utilizza ogni strumento atto a destabilizzare.

Avete mai visto l'esorcista ?

Ecco, è uguale.
Uguale uguale.

Quando dice: " al tempo ", prima versione.

Uguale uguale, imho.

robylele

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ma che state a dì? ma quale stadio?   :lol:

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Raggi, strappo con Berdini: commissariato lo stadista (Il Messaggero)

IL CASO

Sullo stadio della Roma a Tor di Valle c'è un assessore sul filo del fuorigioco. Paolo Berdini rischia il cartellino rosso dalla sindaca Virginia Raggi, ma allo stesso tempo il titolare dell'Urbanistica potrebbe salutare giocando d'anticipo la squadra pentastellata che mal lo sopporta dimettendosi prima. Ieri in ambienti grillini girava anche questa: «Berdini si dimette domani». Cioè oggi. Dal Campidoglio dopo una giornata passata a mandare messaggi in bottiglia all'assessore «non allineato» tramite le agenzie di stampa hanno cercato di smorzare la polemica. Con due premesse filtrate in serata dal «Raggio magico»: la sindaca e l'assessore non si sono sentiti e, soprattutto, d'ora in poi sarà proprio «Virginia» a occuparsi in prima persona del dossier Tor di Valle. Ergo: Berdini sarà commissariato sul progetto urbanistico più importante e scottante dell'amministrazione.
Lo scontro, che sembra arrivato a un punto di non ritorno a meno che qualcuno non abbassi la testa, è proprio sulla discussa operazione calcistico-immobiliare. La linea Berdini, che prevedeva un dimagrimento importante dell'«ecomostro» (1 milione di metri cubi, di cui solo il 20% destinati all'impianto sportivo) non va giù al resto della maggioranza e all'asse Frongia-Raggi. Disposti a interventi minimal al progetto incardinato in Regione in conferenza dei servizi, senza riscrivere sulla delibera sulla pubblica utilità. Visioni contrapposte e non conciliabili. Le frizioni vanno avanti da tempo (come già raccontato dal Messaggero il 26 novembre) così come le manovre per far saltare lo «stadista» Berdini che potrebbe essere epurato da chi è più «stadista» di lui.
IL VERTICE
Tutto inizia lunedì sera: riunione della maggioranza con la sindaca. Invitati tutti gli assessori. Tutti eccetto Berdini. Si presentano solo Andrea Mazzillo e Daniele Frongia, gli altri declinano l'invito perché si parla della strategia da adottare sullo stadio. Alla riunione, appunto, non è stato invitato il titolare dell'Urbanistica. Ieri mattina Berdini apprende la notizia ma non la prende molto bene. Esce una prima un'agenzia che lo dà vicino all'uscita dalla giunta, «pronto allo strappo». Uno scenario plausibile. Chi ieri mattina ha parlato con l'assessore lo ha descritto «infuriato con la maggioranza, e non solo con quella». «Cosa devo fare? Io me ne vado, non posso essere trattato così», sono gli sfoghi di Berdini. La notizia scuote, ma non troppo, i consiglieri grillini riuniti in commissione bilancio. Il rapporto difficile con l'assessore ormai è noto. «Che c'è malcontento è risaputo», ammette candido il consigliere M5S Angelo Diario, presidente della commissione capitolina Sport. Intanto, in Campidoglio Raggi osserva gli sviluppi della vicenda, non lo chiama. Ma in compenso esce un'altra agenzia, questa volta, un'Ansa, che dà «come possibile il cambio in giunta di Berdini». La giornata si trascina così. Il diretto interessato prova a minimizzare, dal Comune però trapelano segnali se non di guerra di molta insofferenza «nel metodo», spiegano. Il braccio di ferro continua. Questa mattina alle undici commissione congiunta Bilancio-Urbanistica, il titolare della prima ha già fatto sapere che non sarà presente.

S. Can.


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E il "caso Berdini" scuote la giunta "Troppe divergenze pronti alla revoca" (La Repubblica - ed. romana)

Dalle Torri dell'Eur allo Stadio di Tor di Valle perplessità sulle scelte dell'assessore urbanistica

GIOVANNA VITALE
ESAUTORATO. Privato del "dossier stadio", sul quale l'amministrazione grillina è impantanata da mesi. Avvisato di sfratto a mezzo stampa: se non fai come diciamo noi, ti cacciamo. Una velina diffusa ad arte per far capire al diretto interessato che i giochi sono finiti.
«L'assessore all'Urbanistica Paolo Berdini potrebbe presto lasciare la giunta Raggi», batte a mezzogiorno l'Adnkronos. Un'indiscrezione senza fonte né firma, ma con una provenienza certa: il Campidoglio. «La decisione sarebbe stata presa — prosegue il take — nel corso di una riunione tenuta lunedì sera, alla quale hanno partecipato la sindaca e i suoi più stretti collaboratori». Rilanciata a stretto giro dall'Ansa, secondo cui «l'assessore sarebbe in bilico, rumors di palazzo Senatorio lo darebbero in uscita».
Un avvertimento chiaro, che suona come un aut aut: o l'esponente meno organico e più indipendente dell'esecutivo grillino la pianta di far sempre di testa sua e si adegua alle indicazioni del Movimento, oppure può già considerarsi un ex. Lui, al lavoro nei suoi uffici all'Eur, cade dalle nuvole: «Non ne so niente e non me ne vado. Sì, ci sono stati dei dissidi, ma nulla che non si possa risolvere», taglia corto al telefono. Butta giù, furibondo: «Smentite subito o vi sputtano», intima al capo ufficio stampa della Raggi. La sindaca capisce che butta male, si consulta coi fedelissimi e frena. Il putsch fallisce. Ma non tramonta. Ci vorrà ancora qualche giorno, pare.
La crisi di giunta — la seconda in cinque mesi dopo le dimissioni a catena rassegnate a settembre dal capo di gabinetto Raineri, dall'assessore al Bilancio Minenna e dai vertici di Ama e Atac — è dunque solo rinviata. Avviata però con modalità che la dicono lunga sul clima che si respira sul colle della politica romana.
Il blitz matura nella notte tra lunedì e martedì. Nella piccola Protomoteca si è appena concluso l'incontro dei consiglieri con il Raggio Magico: oltre a Virginia, il vice Frongia, il caposegreteria Romeo, il responsabile del Bilancio Mazzillo; manca solo Marra, ancora in ferie. Piatto forte: lo stadio della Roma a Tor di Valle. Sono tutti irritati con Berdini (lasciato di proposito all'oscuro del summit), lo accusano di essere troppo autonomo, «decide sempre tutto da solo». Dallo stop alla riqualificazione delle torri dell'Eur alla prosecuzione della metro C verso Corviale. Ma soprattutto di voler imporre la sua idea sull'impianto giallorosso. Che ha finito per spaccare in due la maggioranza. Da un lato i supporter dell'assessore, che vorrebbero stravolgere il progetto, autorizzando solo 350mila metri cubi di cemento rispetto ai 650mila previsti; dall'altro, Frongia e i suoi seguaci che, temendo penali, suggeriscono di apportare solo qualche modifica, lasciando sostanzialmente tutto com'è.
Una discussione accesa, alla quale partecipano due avvocati esterni, presentati come amici di Mazzillo: in punto di diritto — spiegano — il via libera dato a suo tempo dall'amministrazione Marino si può revocare. Lo stesso film delle Olimpiadi. La sindaca ascolta, poi sollecita ai legali un parere scritto, chiedendo di raccordarsi con l'avvocatura capitolina. La quale però ha finora sostenuto il contrario: sullo stadio non si può più tornare indietro.
L'incontro finisce. Raggi si ritira coi fedelissimi. Decide di avocare a sé il dossier: tratterà personalmente con la Roma. E mette al punto il piano per far fuori l'assessore. Poi sfumato. Per ora.


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Stadio e cubature dietro lo scontro Ora Raggi ha bisogno di un sì (Corriere della Sera - ed. romana)

È un cambio di passo in prospettiva delle elezioni politiche. Il caso dell'assessore all'urbanistica Paolo Berdini scoppia subito dopo la vittoria del No al referendum e poco prima del rush finale per il progetto «stadio della Roma» che i primi di febbraio dovrà concludere il suo iter amministrativo con il passaggio chiave in Consiglio comunale previa redazione di una proposta da parte della giunta. La precisione sembra chirurgica.

Le date, infatti, non sembrano affatto casuali: dopo il trionfo M5S al referendum e il secco No alle Olimpiadi di Raggi a settembre, il Campidoglio a trazione Cinque Stelle adesso ha bisogno di un Sì per non essere etichettato un cimitero di grandi progetti. E il nuovo stadio a Tor di Valle si presta perfettamente per dare una nuova dimensione, più «costruttiva», all'amministrazione Raggi: nessun impatto economico visto che il costo è tutto a carico del soggetto privato, un segno tangibile da lasciare sul territorio a sempiterna memoria dopo le tante critiche arrivate per (presunto) immobilismo, e soprattutto una strizzata d'occhio all'elettorato romanista che rappresenta una porzione consistente della città che vota. Lasciare un'impronta a testimonianza di un'amministrazione che gira: è questione di marketing, insomma.

In più stavolta un semplice no politico non basterebbe a fermare l'opera, come fu a settembre per i Giochi 2024. Sfilarsi da un progetto ormai in stato avanzato e già vidimato dal Comune sotto la gestione Marino, potrebbe costare assai caro al Campidoglio: centinaia di milioni di euro che, in teoria, i soggetti proponenti (Parnasi e la Roma) potrebbero reclamare davanti ad un giudice in caso di improvviso diniego.

Per questo la posizione intransigente di Berdini non è oggi più conciliabile con le esigenze del Comune più in vista d'Italia. E sempre più a rischio polemiche: «Con 3000 emendamenti dei Cinque Stelle sulla legge che dà più poteri a Roma si blocca la devoluzione — la nota del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, sull'applicazione della legge Delrio —. Se non si vogliono i poteri ritiriamo la legge. Un altro no e per Roma sarà un altro colpo».

A. Arz.

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Il messaggio del M5S a Berdini, adesso basta (Corriere della Sera - ed. romana)

L'assessore all'Urbanistica nella bufera: tensione alla riunione di maggioranza, le pressioni per farlo lasciare

Paolo Berdini in bilico? Questo suggerisce lo scontro, l'ultimo dei tanti, di lunedì sera con la maggioranza M5S in Campidoglio. Nel corso del quale è emersa, ancora una volta, la differente visione sul futuro di Roma tra i fedelissimi della sindaca, soprattutto il vice Daniele Frongia, e l'assessore all'Urbanistica della giunta Raggi. «Prego, si accomodi», sarebbe stata la risposta di uno dei consiglieri Cinque Stelle alla provocazione di Berdini di mollare la poltrona in Campidoglio nel caso di eventuali compromessi con i «palazzinari corrotti», così come carica spesso l'assessore urbanista anche durante l'Assemblea capitolina. Ieri vari Cinque Stelle hanno smentito il caso: «Di strappi non so nulla», dice l'assessore al Bilancio, Andrea Mazzillo. Pure Berdini ha smorzato. «Berdini? Che ci sia malcontento è risaputo», dice invece il consigliere Angelo Diario. Ma il caso può rientrare ora che la scossa è arrivata a destinazione.

Perché è vero che le vision non sembrano proprio combaciare, per questo l'assessore è da settimane al centro di una riflessione da parte del Campidoglio: sul destino delle caserme, sui mercati generali, su Fiera di Roma, sulle Torri dell'Eur, su tutti gli asset strategici della città c'è unga letteratura di interventi dal tenore diametralmente opposto tra la giunta e il suo uomo all'urbanistica. Ed è sullo stadio della Roma, casus belli di lunedì, che si raggiunge l'apice della distonia. Filosoficamente Berdini vorrebbe opere pubbliche finanziate con soldi pubblici, posizione ribadita pure davanti all'assemblea dei costruttori romani che sono rimasti di sasso. E l'opera di Tor di Valle non rientra proprio nei parametri berdiniani: il soggetto è privato e, nei patti, si farà carico anche delle opere pubbliche collegate. Quindi?

Quindi oggi, per una serie di convergenze politiche, lo stadio della Roma rientra perfettamente nei parametri del Campidoglio, che è senza soldi in cassa ed reduce dai No ad Olimpiadi e referendum. Ora serve un Sì, insomma. Seppure con qualche piccola modifica sul progetto varato ai tempi di Marino, la questione stadio è stata sdoganata addirittura dal leader del M5S, Beppe Grillo, e il tavolo che vede di fronte il Comune e il costruttore (Parnasi) procede con lavori di contorno in attesa del passaggio chiave del 6 febbraio: l'ultima riunione in Conferenza dei servizi dovrà essere sulla variazione del Piano regolatore approvata dal Consiglio comunale su input della giunta. Fino ad allora Berdini avrà una scelta: tacere o sloggiare.

Andrea Arzilli

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Bivio Berdini O si adegua o se ne va (Gazzetta dello Sport - ed. locale)

Alessandro Catapano
ROMA
Assessore avvisato mezzo salvato? Difficile dirlo, perché è difficile orientarsi nel groviglio di pensieri che agita l'assessore all'Urbanistica Paolo Berdini. Fatto sta che ieri, con l'antica modalità dell'avvertimento a mezzo stampa, gli è arrivato un messaggio in verità abbastanza brutale: o ti allinei alle nostre posizioni, o sei fuori. Chiari (al netto delle smentite, pure queste contemplate nella modalità scelta per l'avvertimento) sia il mittente sia l'oggetto del messaggio. Il primo è quasi scontato, va ricercato all'interno della Giunta. Ed è facilmente intuibile che l'input lo abbia voluto dare la sindaca Raggi, dopo essersi confrontata con il vice Frongia e probabilmente anche con il presidente del Consiglio comunale De Vito e il capogruppo Ferrara. E non bisogna essere perspicaci nemmeno per individuare nello stadio della Roma l'oggetto del messaggio, perché il dossier Tor di Valle, per importanza e delicatezza, per peso finanziario e politico, è il tema su cui la distanza di vedute e di posizioni tra Berdini e resto della Giunta è meno sopportabile, anzi ormai non più tollerabile. E il fatto che l'avvertimento arrivi subito dopo aver scavallato, con successo, il referendum, conferma i precedenti annunci di una imminente discesa in campo sulla questione della sindaca, una volta sgravata dell'impegno nella campagna per il «No».

IN DISCESA
Da ieri, con tutto il rispetto per il destino di Berdini, i proponenti del dossier Tor di Valle, che attendono di essere riconvocati in Campidoglio, sono più tranquilli: che l'assessore si adegui o getti la spugna, infatti, si è capito che all'interno della Giunta è passata la linea più morbida, quella che non vuole stravolgere il progetto in discussione alla Conferenza di servizi, togliendogli una torre di qua e un'infrastruttura di là, ma «solo» proporre ritocchi, che lo rendano più digeribile all'elettorato del M5S salvandone la pubblica utilità. E chissà se pure Paolo Berdini.

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Lo stadio - Roma, passi avanti il Comune dice sì (Corriere dello Sport)

Ultimatum a Berdini: Campidoglio orientato al via libera

di Marco Evangelisti

Roma

Ebbene sì, può essere la svolta. Passato il referendum, esauriti i brindisi, puntata la barra sulle prossime elezioni nazionali - vicine o lontane poco importa - il Comune di Roma ha finalmente deciso che il nuovo stadio si può fare. Perché il Movimento Cinque Stelle non ci tiene più a essere timbrato come il partito (orrore, non partito: gruppo, comunità, filosofia, come volete) del no. Fatto il No, si può fare qualcos'altro.

Peso politico. Non lo dicono in via ufficiale, naturalmente. Da quel punto di vista continuano a esprimersi come sempre. Paolo Ferrara, capogruppo M5S al Campidoglio, dichiara all'Ansa: «Ieri (lunedì, ndr) c'è stata una riunione di maggioranza e - ci sono almeno 29 persone che vi hanno partecipato e possono confermarlo - non si è parlato dell'assessore Berdini, che è un membro di giunta. In queste settimane stiamo lavorando sulla questione dello stadio della Roma: preferiamo concentrarci su questioni concrete piuttosto che su chiacchiere e polemiche da vecchia politica».
L'assessore all'urbanistica Paolo Berdini c'entra perché nelle ultime ore si era sparsa la voce di sue dimissioni. Oppure di uscita dalla giunta comunale con tanto di accompagnamento e atterraggio morbido. Berdini era rimasto il più deciso a opporsi al progetto dello stadio della Roma a Tor di Valle. Diciamo meglio: non in merito allo stadio in sé bensì al surplus di metri cubi rispetto al piano regolatore. E, in subordine, detestava la zona scelta. Quindi riunioni costruttive con la Roma, poi dichiarazioni polemiche, chiare e dense di peso politico.
In sostanza, Berdini si stava discostando sempre più, quantomeno a parole, dalle posizioni del Movimento. Era possibilista sull'Olimpiade 2024, poi bocciata, è contrario a Tor di Valle sul quale invece c'è addirittura, a quanto trapela, un via libera del leader Beppe Grillo. Perché, appunto, i Cinque Stelle hanno bisogno di muoversi in avanti dopo aver passato parecchio tempo in barriera.
Berdini però non è tipo da farsi zittire a lungo. Allora nella riunione di giunta, e anche a latere, gli è stata esposta la (nuova) situazione. I suoi continui interventi controcorrente, apprezzabili sul piano tecnico e urbanistico, mettono in imbarazzo altri esponenti dell'amministrazione, come il vicesindaco Daniele Frongia, che invece nei vari incontri con la Roma aveva proposto qualche apertura e cominciato persino a studiare, di concerto con i proponenti, modifiche al progetto.

Insidia voto. Adesso spetta a Berdini decidere che cosa fare, se sbattere la porta, se adeguarsi, se continuare a criticare l'iniziativa stadio dall'interno della giunta, oppure ancora sentirsi soddisfatto con la propria coscienza delle obiezioni sin qui avanzate e lasciare che siano gli altri a scottarsi con le patate bollenti che ancora restano da sbucciare. Prima tra tutte quella della variante urbanistica necessaria alla realizzazione del progetto così com'è (o anche con qualche modifica politicamente corretta).
La Roma puntava ad assicurarsi l'appoggio, o almeno la desistenza, del Comune in questa vicenda, a costo di arrivare con un ulteriore ritardo all'approvazione definitiva. Il voto sulla variante urbanistica resta un passaggio pericoloso, nel quale possono trovare sfogo diverse opinioni e turbolenze interne alla maggioranza. Però è difficile che l'assemblea bocci la proposta che uscirà dalla conferenza dei servizi, frutto evidentemente di tutti i compromessi possibili. La Roma si è già detta disposta ad abbassare i tre grattacieli previsti allo scopo di ridurre le cubature, però le modifiche devono essere fatte con misura: un progetto troppo diverso dall'originale significherebbe ripartire da zero con l'iter. La variante suddetta dovrebbe arrivare in aula in gennaio. La Regione Lazio vuole che tutto sia a posto entro il 6 febbraio per poi avviare le ultime pratiche. Siamo alle fasi decisive. 


DajeLazioMia

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Sono "voci" che si possono commentare nel caso o sono spifferi per gettare ombra?
Chiedo agli esperti, perché SE fossero vere si dovrebbero vergognare.

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