Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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MisterFaro

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Citazione di: ciceruacchio il 31 Gen 2017, 14:50
Chiaramente esisteranno opere di ingegneria idraulica per porre rimedio a questo no? si, capito immagino il costo proibitivo. Ma indipendentemente dallo stadio, se si allagano i palazzi c'è un problema.

Il sedicente stadio lo peggiorerebbe e ne aumenterebbe la frequenza, altro che indipendentemente.
Anche perché nei vari progetti degli speculatori si parla al limite di come limitare il rischio esondazione, mente per questo problema dell'acqua che riemerge non c'è traccia di proposte di soluzione. Alle quali sarei ovviamente molto interessato.

pan

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lande desolate.. pratacci senza futuro..

le lande desolate, i pratacci come li chiami te, hanno tutto il diritto di rimanere e desolati e senza cose sopra!
dove sta scritto che ogni pezzetto di terra che intercettiamo lo dobbiamo stravolgere, modificare, urbanizzare, usurpare per che cosa poi? cemento, cemento e ancora cemento? ma basta!

kelly slater

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Citazione di: ciceruacchio il 31 Gen 2017, 14:50
Chiaramente esisteranno opere di ingegneria idraulica per porre rimedio a questo no? si, capito immagino il costo proibitivo. Ma indipendentemente dallo stadio, se si allagano i palazzi c'è un problema.

Certo: l'idrovora.

Incollo dal sito faq stadiodellamerda.com:

D: Se non esiste un rischio di esondazione del Tevere, perché nel progetto è prevista una idrovora a carico del pubblico?  :lol:

R: L'impermeabilizzazione del suolo è uno degli effetti più evidenti dei processi di urbanizzazione. Quando porzioni di territorio vegetato con superficie permeabile vengono sostituite da superfici impermeabili, si assiste ad una alterazione delle capacità naturali dell'area soggetta a trasformazione di lasciar infiltrare le acque bianche [le acque non ritenute nocive per la salute pubblica, ad es. quelle meteoriche, ndr] e di restituirne gradualmente i volumi in eccesso. La raccolta dei deflussi derivanti da tali superfici, la loro canalizzazione e, in ultimo, lo scarico nel corpo idrico recettore più vicino divengono, pertanto, essenziali per ripristinare le condizioni di sicurezza territoriale ed evitare che il processo di trasformazione comporti un aggravio del rischio idraulico.

Questo principio viene comunemente definito «invarianza idraulica». L'Autorità di Bacino stabilisce le linee guida e le misure compensative da adottare in fase di progettazione affinché tale invarianza possa essere correttamente conseguita[1].

Nel caso dello Stadio della Roma, il corpo idrico recettore più vicino è rappresentato, naturalmente, dal fiume Tevere. Tuttavia, poiché i suoi argini risultano sopraelevati rispetto al terreno[3], non è possibile scaricarvi le acque bianche sfruttando semplicemente la forza di gravità, come invece accade in altre aree della città. Ciò rende necessario l'utilizzo di una particolare pompa, idrovora per l'appunto, in grado di sollevarle dal livello del terreno fin oltre quello dei suddetti argini.



Quanto costa fare l'idrovora?
Ecco, no, molto molto di piu'.

Precisione

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Stadio Roma: per Autorità Bacino no rischio piene post opera

L'Autorità di bacino del Tevere non ravvede rischi di inondazione dell'area di Tor di Valle, scelta per la realizzazione dello Stadio della Roma, perché sarebbero le opere stesse previste dal progetto ad abbassarli drasticamente, fino a renderli praticamente nulli. A sollevare la questione del rischio idrogeologico era stato ieri il Campidoglio. Oltre alla richiesta di sospensiva (mittente la sindaca Virginia Raggi) dal Campidoglio è arrivata ieri per conoscenza alla Regione Lazio una seconda lettera sullo Stadio, dagli uffici del dipartimento dell'Urbanistica, quello cioè legato alla carica dell'assessore Paolo Berdini. La lettera, indirizzata all'Autorità di Bacino, sarebbe arrivata anche qualche ora prima rispetto all'altra e sottolinea, stando a chi l'ha letta, il rischio idrogeologico di inondazione dell'area di Tor di Valle dove dovrebbe sorgere la struttura sportiva. Nella lettera il dipartimento scrive di conseguenza di ritenere che "la Conferenza dei servizi non possa concludersi con esito favorevole". Ma da parte dell'Autorità di Bacino, stando ai rumors riportati dalla stampa e confermati oggi da fonti qualificate, il parere sarebbe invece favorevole.

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Yanez_de_Gomera

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Citazione di: PabloHoney il 31 Gen 2017, 13:12
Forse si tende a dimenticare una cosa: Roma non ha bisogno dello stadio, ne' della roma ne' della Lazio, sono le due societa' che hanno bisogno degli stadi, Roma citta' e i romani hanno bisogno di mille altre cose, che meritano magari lo status di Pubblica utilita', lo stadio lo devono costruire le societa' senza gravare sui soldi dei cittadini, possono esserci delle agevolazioni ma non puo' essere stravolto un piano regolatore per qualcosa che va nelle grazie di una parte della cittadinanza, a Roma non esistono solo tifosi, ma cittadini che hanno ben altre priorita'

qui si stravolge la realta', basta semplicemente vivere questa citta' per capirlo
Forse mi sbaglio, ma ho l'impressione che l'estate scorsa molti cittadini (se più di pancia o di testa, non saprei) avevano mandato alla politica romana un messaggio del genere... attenzione a far finta di non sentirlo...

Ranxerox

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Comunque me pare un discreto paletto in der cooler.

COLDILANA61

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Citazione di: gentlemen il 31 Gen 2017, 10:53
La Juventus ha avuto in concessione dal Comune di Torino un area molto grande, oltre al Delle Alpi, che poi smantellato è divento lo Juventus Stadium, in questa area concessa dal Comune il J-Village, con foresteria, e campi di calcio e palestre, piscine e campi da golf, ed inoltre il J-Medical, una clinica all'avanguardia, aperta anche ai privati.
E' normale che il Laziale medio esulti per un eventuale fallimento del progetto stadio, ma resta il fatto che a Roma, come in tutta Italia se devi costruire uno stadio con opere annesse è un percorso più tortuoso di quello fatto da Frodo nella Saga del Signore degli Anelli, se invece bisogna innalzare appartamenti, Centri Commerciali o Outlet allora il tutto avviene in pochi mesi....è allucinante.
Lo stadio di proprietà e basta, senza opere intorno, porta più spese che altro, per diventare conveniente una società deve poter costruire locali che siano utilizzabili per attività commerciali (ristoranti, fast-food, ludoteche, negozi), attività della società (Store, merchandising, museo della società) e abitazioni (alberghi o case), tali da far aumentare i ricavi e la patrimonializzazione del club.
Che poi vorrei sapere qual è l'alternativa a questi complessi, stadio incluso, che potrebbero copstruirsi a Tor di Valle e Tiberina ?
Erbacce, merda, discariche ?
E non è meglio fare queste opere, almeno si "civilizzerebbero" queste aree, sfruttabile anche creando parchi dove portare i bambini durante la settimana....noooo sennò il CONI come magna....che Paese di merda che siamo.
A noi laziali farà piacere per ragioni di tifo, ma quando gli americani della roma capiranno che in Italia è impossibile fare business e se ne andranno, sarà solo un'altra pagina che descrive il declino e l'immobilismo di questo Paese.

In nome del bisenes (alla Don Vito) e di quattro pagnotte , questo paese ha costruito una montagna di merda .

Piagnistei da palazzinari .

Rigopiano e' solo un piccolo fatto di fronte ad una speculazione enorme .
Fatta sui ricatti .

Fare bisenes in italia e' previsto solo nell'ottica Corleonese .

ESTICATSI DEGLI STADI , DELLE OLIMPIADI e di tutto quanto alla fine porta soldi veri nelle tasche dei soliti ignoti (noti delinquenti) .

Cosa catso volete costruire ancora .

COSA e DOVE ?

Mattoni , nel 2017 ancora mattoni .

   

aleArt

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han fatto tutta la campagna elettorale col no alle olimpiadi e no allo stadio (poi ritrattando in parte ma contrari a qualsiasi speculazione), li hanno votati, son stati eletti, la fiducia degli elettori l'hanno incassata, che iniziassero ad usarla per le questioni urgenti di Roma Città perchè dei cazzi di un americano e di una banca ai Romani non frega nulla

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biancocelestedentro

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Citazione di: COLDILANA61 il 31 Gen 2017, 20:28

Mattoni , nel 2017 ancora mattoni .

Casomai ceramica, materiale in cui di solito sono fatto i cessi.

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Stadio, si va ai tempi supplementari (La Repubblica - ed. romana)

La Regione accoglie la richiesta del Campidoglio di uno stop di 30 giorni per la decisione sulla struttura a Tor di Valle Civita: "Ma per il 3 marzo vogliamo risposte da Roma Capitale". E Raggi chiede alla Pisana la lettera di Berdini


MAURO FAVALE
TRENTA giorni ancora. Un mese esatto, fino al 3 marzo, per appianare i problemi politici interni al Movimento 5 Stelle e quelli tecnici di competenza degli uffici. Un mese, soprattutto, per «completare le procedure urbanistiche di competenza », secondo quanto sottolineato dall'assessore regionale Michele Civita.
Per il destino del nuovo stadio della Roma, la più grande opera di un privato progettata nella capitale da molti anni a questa parte, sono iniziati da ieri i tempi supplementari. E la strada resta in salita. La conferenza dei servizi, l'organismo che dovrà dare il via libera all'Arena disegnata dall'archistar Dan Meis, è stata interrotta su richiesta del Comune di Roma. Richiesta accolta per galateo istituzionale dalla Regione che, però, per il 3 marzo chiede risposte a interrogativi finora rimasti insoluti. «Sarebbe grave non dare certezza sulle procedure », ha sottolineato ieri Civita.
La partita si gioca sulla variante al piano regolatore da approvare o meno in Aula Giulio Cesare: «Il Comune potrebbe fare un'altra scelta, poi valuteremo nel merito», prosegue l'assessore regionale all'Urbanistica. Nello specifico, per Civita, il Campidoglio in un primo momento ha spiegato che la delibera approvata all'epoca di Ignazio Marino e che determinava l'interesse pubblico dell'opera «non aveva valore urbanistico. Invece potrebbe rispensarci».
Dietro questo ragionamento si nascondono le posizioni differenti all'interno del M5S: da una parte la sindaca Virginia Raggi e i suoi fedelissimi che propendono per una riduzione delle cubature tra il 10 e il 20% (comprese, dunque, almeno in parte le tre torri disegnate da Daniel Libeskind) che, in teoria, potrebbe essere assorbita con piccole modifiche dalla vecchia delibera. Dall'altra Paolo Berdini, l'assessore all'Urbanistica, convinto sostenitore che a Tor di Valle si possa costruire solo con le rigide prescrizioni del piano regolatore e, dunque, con un drastico taglio delle cubature da prevedere attraverso una nuova delibera da scrivere ex novo. «Si edificheranno 69mila metri quadrati rispetto ai 350mila pattuiti con Marino », le parole di Berdini a Repubblica quattro giorni fa.
A rappresentare plasticamente la distanza tra le due posizioni c'è la richiesta della sindaca che ieri ha sentito la Regione per avere da loro (e non dagli uffici del Campidoglio) la lettera inviata dal dipartimento urbanistico del Comune con la quale si specificava il rischio idrogeologico di una costruzione in quell'area.
D'altra parte, sulla questione, l'Autorità di bacino del Tevere ritiene invece che proprio le opere da realizzare a Tor di Valle mettano in sicurezza la zona. Della questione ieri non si è discusso in conferenza dei servizi che si è data appuntamento alla riunione decisiva del 3 marzo. Per quel giorno il Comune è tenuto a prendere una posizione e mettere nero su bianco le sue intenzioni. Pena la «non procedibilità » dei lavori.
A quel punto, gli scenari possibili sono due: da una parte l'As Roma potrebbe chiedere l'intervento di un commissario del governo vista l'inadempienza e «l'inerzia» del Comune (un termine ieri ripetuto più volte in conferenza dal legale rappresentante della Eurnova, la società costruttrice). L'altra strada, invece, passa per il tribunale civile e una richiesta di risarcimento milionaria da parte della società nei confronti del Campidoglio.
Il cerino resta nelle mani della giunta che, nel mezzo di questioni politiche (e giudiziarie) delicatissime che pendono sulla Raggi dovrà trovare una mediazione e accelerare su un iter che prevede i tempi tecnici di un passaggio in Aula Giulio Cesare. Il tutto prima del fischio finale previsto il 3 marzo.

Tra i nodi da sciogliere la variante urbanistica Basta quella approvata con Marino? O va rifatta?
Per l'Autorità di bacino del Tevere le opere da realizzare metterebbero in sicurezza l'area

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Nuovo stadio, la decisione slitta al 3 marzo (Corriere della Sera - ed. romana)

L'ultima frontiera del progetto «Stadio della Roma» si sposta al 3 marzo, a conclusione dei lavori della Conferenza dei servizi. Entro quella data il tavolo interistituzionale prevede «la consegna di tutti i pareri mancanti nel più breve tempo possibile» e «la necessità che Roma Capitale completi la procedura di variante urbanistica e approvi lo schema di convenzione», si legge nel verbale di ieri. Il Campidoglio ha così ottenuto la prolunga desiderata, un mese in più per esaminare gli atti e giungere ad una sintesi politica sullo stadio a Tor di Valle tra le due correnti interne al M5S: quella morbida di Raggi e quella intransigente dell'assessore Berdini. Ma già l'atto di trasmissione alla Regione Lazio della delibera Marino, seppure «vuota», senza indicazioni delle cubature, costituisce un passo indicativo per il destino del progetto. L'invio, «consigliato» dal pool legale che segue la pratica per il Campidoglio, serve a schivare (o congelare) i maxi ricorsi dei proponenti e il rischio del commissariamento. Ma soprattutto ad aprire una discussione formale sulle carte che ora hanno pure il riconoscimento di «conformità» da parte del Comune. L'ultimo tentativo per far saltare il banco è stato quello di chiamare in causa l'Autorità di bacino del Tevere che, ieri pomeriggio, ha ribadito (energicamente) quanto l'area in questione non presenti rischi o quanto le stesse opere li ridurrebbero a zero. Ora , quindi, tocca al Comune dire sì o no.

A. Arz.

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NEMICOn.1

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Ma i legali cosa possono fare ??
Il Comune è stato chiaro in quella zona non si possono concedere mq in piu , se non quelli previsti dal piano regolatore .
Vuoi lo stadio ??? lo spazio per costruirlo c'è ...
Vuoi costruire le Torri e tutte le altre minchiate ?? allora vattene fuori Roma che ne trovi tanto di spazio

arturo

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la buttano in caciara, minacciano ricorsi milionari a destra ed a manca.
l'articolo di catapano è vergognoso : la giunta di cui Berdini fa incidentalmente parte.
Mi immagino il magliaro cosa scriverà, a proposito, non gli hanno pagato l'ingaggio per febbraio, pensando si risolvesse tutto ieri in conferenza dei servizi? 8)

NEMICOn.1

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Citazione di: arturo il 01 Feb 2017, 10:54
la buttano in caciara, minacciano ricorsi milionari a destra ed a manca.
l'articolo di catapano è vergognoso : la giunta di cui Berdini fa incidentalmente parte.
Mi immagino il magliaro cosa scriverà, a proposito, non gli hanno pagato l'ingaggio per febbraio, pensando si risolvesse tutto ieri in conferenza dei servizi? 8)

Ma ormai che devono scrivere .... le carte so tutte scoperte , non si possono concedere mq in più di quelli previsti .

meanwhile

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Citazione di: pan il 31 Gen 2017, 16:08
lande desolate.. pratacci senza futuro..

le lande desolate, i pratacci come li chiami te, hanno tutto il diritto di rimanere e desolati e senza cose sopra!
dove sta scritto che ogni pezzetto di terra che intercettiamo lo dobbiamo stravolgere, modificare, urbanizzare, usurpare per che cosa poi? cemento, cemento e ancora cemento? ma basta!

:hail:

Precisione

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Calcio: stadio, nuove trattative Campidoglio-As Roma

Riparte il dialogo tra Campidoglio e As Roma sul progetto stadio. Dopo il silenzio delle scorse settimane, un incontro sarebbe in programma a breve, forse già questa settimana. Un'accelerazione in vista della scadenza del 3 marzo, termine di chiusura della Conferenza dei servizi entro il quale si dovrebbe raggiungere un'intesa. Sul tavolo, a quanto si apprende, ci sarebbe un dialogo sul miglioramento del progetto con due punti fermi: l'equilibrio economico-finanziario determinato dalla cosiddetta Legge sugli stadi e il rispetto della procedura fissata dalla Conferenza dei servizi.

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Tyler87

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Citazione di: arturo il 01 Feb 2017, 10:54
la buttano in caciara, minacciano ricorsi milionari a destra ed a manca.
l'articolo di catapano è vergognoso : la giunta di cui Berdini fa incidentalmente parte.
Mi immagino il magliaro cosa scriverà, a proposito, non gli hanno pagato l'ingaggio per febbraio, pensando si risolvesse tutto ieri in conferenza dei servizi? 8)

Stadio, altri 30 giorni di tempo
(Il Tempo, F.Magliaro)

Ultimo giro di orologi: 30 giorni. Poi il 3 marzo, l'infinita querelle sul progetto dello Stadio della Roma di Tor di Valle dovrà concludersi. Con un si o con un no. Ma concludersi senza ulteriori rinvii, meline, ritardi e dilazioni. Ieri, nell'ultima seduta della Conferenza di Servizi decisoria in Regione, che avrebbe dovuto essere anche quella definitiva, il Campidoglio ha incassato l'ok alla richiesta di sospensione per 30 giorni dei lavori. Una sospensione che viene concessa, come ha spiegato l'assessore regionale all'Urbanistica, Michele Civita, per consentire «a tutti gli enti di completare le procedure urbanistiche di competenza». Leggere alla voce: variante urbanistica. Cui va aggiunto qualche parere per la Valutazione di Impatto ambientale mentre per la Valutazione Ambientale Strategica il parere è stato consegnato, completo, e, da quanto si apprende, favorevole. E, infatti, sulla sezione del sito istituzionale della Regione Lazio dedicata allo Stadio, si legge: «Il Presidente dichiara la necessità che Roma Capitale completi la procedura di Variante Urbanistica e approvi lo schema di convenzione».


La prova del caos in cui l'inerzia (parola usata più volte, ieri, da uno dei rappresentanti legali dei proponenti all'indirizzo del Comune), l'approssimazione e l'incapacità amministrativa della Giunta 5Stelle hanno gettato gli uffici tecnici comunali è testimoniata da tre atti, a firma tutti del rappresentante del Comune in Conferenza: il primo, la richiesta di proroga di un mese; il secondo, il parere positivo per la Valutazione di Impatto ambientale (Via); il terzo, la richiesta di chiarimenti inviata all'Autorita di Bacino del Tevere sempre all'interno delle procedure di Via. Tre atti, una proroga, un parere favorevole e un parere contrario ciascuno dei quali pare contraddire gli altri due.

Rispedito al mittente, poi, e in maniera davvero decisa, il tentativo del Comune di far rimbalzare sull'Autorità di Bacino del Tevere la responsabilità di un «no» in extremis al progetto. Nella mattinata dall'Autorità è giunta una risposta piuttosto secca. Innanzitutto, il parere ufficiale non è ancora stato depositato ma, informalmente, ne è stata inviata una bozza al Campidoglio e alla Regione. In secondo luogo, l'Autorità ribadisce che sull'area di Tor di Valle non si ravvisano rischi di inondazione perché sono le stesse opere previste dal progetto a ridurre il rischio dall'attuale livello 3 (in una scala di 4) a livello 1 o 2 (praticamente nullo). Un tentativo maldestro che, com'e stato ricordato durante la stessa seduta della Conferenza di ieri, fa il paio con quanto avvenne in occasione del parere della Soprintendenza Belle Arti: anche in quell'occasione, il Campidoglio tentò di sfruttare un parere – poi rientrato nel giro di pochi giorni – per chiedere una sospensione dei lavori.

Ciò che sembra trasparire è il tentativo da parte degli uffici tecnici di tenersi aperte tutte le strade e, da parte della politica, di trovare un ente terzo che, nel caso, si assuma la responsabilità di trovare un motivo per poter dire «no» qualora, alla fine, prevalesse l'ala talebana dei 5Stelle. In realtà, ieri il Campidoglio sì e giocato l'unico jolly disponibile. E la variante urbanistica non sembra più vicina oggi di quanto fosse ieri. «Se non si trova accordo entro 3 marzo? E chiaro che se dovessero arrivare pareri contrari articolati la conferenza dei servizi si fermerebbe», chiosa l'assessore Civita. Del resto, disattesa la memoria di Giunta del settembre scorso, unico atto amministrativo fino a oggi preparato e firmato dall'assessore Berdini, e che prevedeva per il 16 novembre l'approvazione in Giunta della Variante e il 17 dicembre il voto dell'Aula consiliare, tornano alla mente le reiterate dichiarazioni dello stesso Berdini sul «tanto tempo ancora a disposizione». Tempo scaduto, unica proroga ormai chiesta e opzioni dilatorie finite.

robylele

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ma Magliaro quanto é pagato e da chi?
Solo dal suo giornale ci credo poco.

Citazione di: Tyler87 il 01 Feb 2017, 12:55

Ciò che sembra trasparire è il tentativo da parte degli uffici tecnici di tenersi aperte tutte le strade e, da parte della politica, di trovare un ente terzo che, nel caso, si assuma la responsabilità di trovare un motivo per poter dire «no» qualora, alla fine, prevalesse l'ala talebana dei 5Stelle.

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