Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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galafro

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"Necessitano approfondimenti sull'impatto odorigeno passivo".
Chi lo sa le merde che approfondimenti presenteranno

Precisione

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++ Stadio: Roma e Parnasi "fiducia, parere sarà favorevole ++

Fonti vicino ai proponenti "oggi solo atto tecnico" (ANSA) - ROMA, 2 FEB - La Roma e il costruttore Parnasi "conservano ancora la fiducia che le istituzioni coinvolte nel processo decisionale" del nuovo Stadio giallorosso "non vorranno lasciarsi sfuggire un'opportunità che prevede un investimento destinato alla città che ammonta a oltre 1,6 mld di euro". Lo affermano fonti vicine ai proponenti del progetto Stadio Roma -Tor di Valle. "Il parere unico sul progetto, inviato oggi da Roma Capitale alla Regione Lazio - proseguono - è un documento di natura amministrativa e non costituisce posizione politica".

giggio

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gentlemen

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Citazione di: Precisione il 02 Feb 2017, 20:06
++ Stadio: Roma e Parnasi "fiducia, parere sarà favorevole ++

Fonti vicino ai proponenti "oggi solo atto tecnico" (ANSA) - ROMA, 2 FEB - La Roma e il costruttore Parnasi "conservano ancora la fiducia che le istituzioni coinvolte nel processo decisionale" del nuovo Stadio giallorosso "non vorranno lasciarsi sfuggire un'opportunità che prevede un investimento destinato alla città che ammonta a oltre 1,6 mld di euro". Lo affermano fonti vicine ai proponenti del progetto Stadio Roma -Tor di Valle. "Il parere unico sul progetto, inviato oggi da Roma Capitale alla Regione Lazio - proseguono - è un documento di natura amministrativa e non costituisce posizione politica".
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amor_marde

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posizione amministrativa = NO
posizione politica = NI
posizione a 90 = SI

alasinistra

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Stadio della Roma, c'è il parere contrario del Comune Tutti i progetti sfumati

Nel documento inoltrato alla Conferenza dei servizi, i tecnici capitolini sollevano svariate obiezioni su sicurezza, trasporti e impatto ambientale in un'area a rischio idraulico
Sì al rinvio di 30 giorni chiesto dal Campidoglio

Teribile!!!!!!!! :asrm

TheVoice

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Citazione di: Precisione il 02 Feb 2017, 20:06
++ Stadio: Roma e Parnasi "fiducia, parere sarà favorevole ++

Fonti vicino ai proponenti "oggi solo atto tecnico" (ANSA) - ROMA, 2 FEB - La Roma e il costruttore Parnasi "conservano ancora la fiducia che le istituzioni coinvolte nel processo decisionale" del nuovo Stadio giallorosso "non vorranno lasciarsi sfuggire un'opportunità che prevede un investimento destinato alla città che ammonta a oltre 1,6 mld di euro". Lo affermano fonti vicine ai proponenti del progetto Stadio Roma -Tor di Valle. "Il parere unico sul progetto, inviato oggi da Roma Capitale alla Regione Lazio - proseguono - è un documento di natura amministrativa e non costituisce posizione politica".

"Fonti vicino ai proponenti"

E chicazzo so' per non metterci nome e cognome?

giggio

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Siete dei pupazzi (tweet di giacchetti)
XD

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bellodecasa

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Il Vice Presidente della Camera dei Deputati.

XD!

:asrm


happyeagle

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Citazione di: TheVoice il 02 Feb 2017, 21:08
"Fonti vicino ai proponenti"

E chicazzo so' per non metterci nome e cognome?

Magliaro & co

Kredskin

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Citazione di: FatDanny il 02 Feb 2017, 18:19
1) scandaloso miccoli

2) mi aspetto i mea culpa dei vari netters che tralasciando bellamente le enormi responsabilità passate del pd si erano detti sicuri a più riprese che berdini avrebbe ceduto e che stava facendo solo melina, pur di attaccare strumentalmente la giunta pentastellata.

Respect for berdini.
Con loro forse sto mostro non si fa.
Col pd si sarebbe fatto al 150%.
E questo è un fatto oggettivo non discutibile né opinabile.
Vedrai che il continuo "moriremo tutti" letto qui sopra non vedrà nessuno fare mea culpa.
Sono convinto che ad alcuni dispiaccia che lo stadio non si faccia, dopo tutti quei post ad andare dietro ad ogni alito di vento emesso dall'ufficio stampa delle merde, attraverso i vari giornalai.

Mesi e mesi così. Anzi, ma l'utente iscrittosi appositamente per scassare su questo argomento, che fine ha fatto?

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«L'area è pericolosa» Così il Comune stronca il progetto Tor di Valle (IL Messaggero)

IL DOCUMENTO

Sicurezza stradale a rischio, viabilità da ridisegnare per evitare che la circolazione sul Raccordo vada in tilt, carenze nel piano trasporti, pericolo di inondazioni, cubature sproporzionate per gli edifici commerciali. È per questo che il Campidoglio ha bocciato il progetto Tor di Valle. «Il parere unico di Roma Capitale sul progetto definitivo non è favorevole», si legge nel documento elaborato dai dipartimenti Urbanistica, Trasporti, Ambiente, Lavori Pubblici e Sviluppo economico, che è stato spedito ieri mattina alla Regione Lazio, in vista dell'ultima seduta della conferenza dei servizi tra un mese esatto.
RISCHIO INONDAZIONI
Un documento che avvicina l'operazione immobiliare sognata da James Pallotta e dal costruttore Luca Parnasi al fischio finale. Intanto perché l'area scelta dai privati, scrive il Comune, ad oggi è «non compatibile» con una variante urbanistica, considerate «le condizioni di pericolosità idraulica» e il rischio inondazione, come ha già certificato l'Autorità di bacino. Anche per questo il Campidoglio ha detto ai privati, nero su bianco, che una condizione imprescindibile per far sopravvivere il progetto stadio è cambiare l'area. Dovrebbe infatti essere «ridefinito il perimetro delle zone soggette a rischio per eventi idraulici».
Nel mirino del Campidoglio finisce anche la sproporzione delle cubature previste dai privati, che superano di due terzi i limiti imposti dal Piano regolatore generale e che per l'86% andrebbero a negozi, alberghi, uffici e ristoranti, il cosiddetto «Ecomostro». L'operazione, si legge nel parere, «è incongruente nei valori della superficie utile lorda rispetto alla tavola di zonizzazione».
Ma anche tutto il piano viabilità andrebbe ridisegnato: il progetto così com'è non garantisce «le condizioni di sicurezza stradale», dato che i privati avrebbero voluto realizzare «parcheggi in curva» e avrebbero previsto «una eccessiva concentrazione di varchi sulle rotatorie». Tutta l'area intorno allo svincolo per il Raccordo anulare sarebbe «a rischio intasamento», dal momento che sono stati «sottostimati i flussi del traffico nello studio trasportistico»
L'altra nota dolente sono proprio i trasporti pubblici. Non solo perché prima l'Atac e poi l'Agenzia per la mobilità, un anno fa, hanno bocciato il prolungamento della metro B fino a Tor di Valle (la biforcazione della linea causerebbe danni «a 200mila utenti», hanno scritto gli esperti dei trasporti). Ma anche il capolinea della ferrovia Roma-Lido, su cui peserebbe il maggior carico dei passeggeri, ha «dimensioni inadeguate». Ma è in generale tutto il progetto a non essere «adeguatamente sviluppato per gli aspetti del Trasporto pubblico locale».
I CONTROLLI
I privati non hanno mai eseguito alcune verifiche richieste dal Campidoglio: nessuno ha mai verificato il rischio di «tranciamento/rottura del ponte carrabile e del ponte ciclo-pedonale sul Tevere»; a Palazzo Senatorio non sono mai pervenute anche le «verifiche di compatibilità idraulica» e la «verifica della portanza dei pali di fondazione». Altre criticità sono state sollevate dalla Città metropolitana, che in un documento di 76 pagine ha trasmesso alla Regione il proprio parere per esprimere un altro pesante «dissenso» all'operazione.

Lorenzo De Cicco


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E Pallotta rivive l'ansia della crisi Marino: «Non è finita, possiamo ancora intervenire» (IL Messaggero)

IL RETROSCENA

Il parere negativo? «Non è un parere negativo, non sono preoccupato», fa sapere James Pallotta da Oltreoceano, dove ha appreso della stroncatura degli uffici del Campidoglio sul progetto di Tor di Valle. Progetto al quale il magnate americano, patron dei giallorossi, tiene da morire. Tanto che, raccontano dalle parti di Trigoria, qualora lo stadio saltasse l'uomo di Boston potrebbe anche fare le valigie e mollare tutto (e Totti). E non solo perché quello, carte alla mano, non è lo stadio della Roma ma lo stadio di Pallotta, quanto perché su quell'operazione il patron romanista si gioca gran parte della reputazione e anche della possibilità di fare business. Così ieri pomeriggio, quando la Regione ha fatto uscire (con una malcelata perfidia amministrativa) la nota nella quale annunciava la bocciatura da parte degli uffici del Comune (arrivata, poi, all'indomani della richiesta di proroga di un mese, appena accordata), Pallotta si è attaccato al telefono, ha chiamato Mauro Baldissoni (il dg che tiene in pugno la società qui nella Capitale) e a sua volta Baldissoni ha chiamato il Campidoglio. «Fate una precisazione, vero?», la richiesta del manager. Che, una volta avute rassicurazioni, ha avvisato il suo presidente: «Tutto a posto, arriva la nota del Comune». Tutto a posto, però, per modo di dire. Di sicuro, alla Roma, non è piaciuto il modo in cui il Campidoglio ha gestito la comunicazione su questa vicenda.
I GIALLOROSSI
Perché anche se la Roma fa di tutto per gettare acqua sul fuoco, la preoccupazione è reale. E riporta Pallotta ai giorni della Panda rossa di Ignazio Marino, quando l'allora sindaco lo citò addirittura in aula Giulio Cesare: «In questi giorni disse il chirurgo dem mi ha telefonato dall'America Pallotta: mi ha chiesto se era vero che mi sarei dimesso, perché voleva sapere che fine avrebbe fatto lo stadio». Ecco: oggi, come allora, quel progetto appare appeso ad un filo. Perché se è vero che, nell'ultima riga dell'ultima pagina del «parere unico» redatto dagli uffici di Palazzo Senatorio si lascia aperta una porticina («condizioni per addivenire ad un parere favorevole») è anche vero che quella via è quanto mai stretta. Significherebbe, in meno di 30 giorni (il termine ultimo è il 2 marzo, ma febbraio ne porta 28...), trovare una quadra sia procedurale che politica. Operazione complicata, specie vedendo i venti di burrasca che soffiano sul Campidoglio, appeso al Raggi-gate.
Eppure, nonostante tutto, alla Roma continuano a professare ottimismo. Nessuno parla ufficialmente, ma la presa di posizione era già pronta, e sarebbe uscita se non ci fosse stata la nota del Campidoglio. Visto quel comunicato («c'è la volontà di andare avanti per analizzare il dossier») anche a Trigoria dove, comunque, in piena campagna elettorale avevano già minacciato una mega richiesta di risarcimento danni in caso di stop all'operazione si sono un po' rilassati. «Avete visto? Quel parere è propedeutico proprio alla proroga di un mese concessa dalla Regione», facevano sapere dal club giallorosso. Ma tutte le obiezioni mosse dagli uffici? La possibilità di un cambio di zona, che però farebbe ripartire l'iter daccapo? La corsa contro il tempo? «Tutto si può fare, siamo disponibili a rivedere le cubature e a sistemare le criticità evidenziate. In un mese si può fare». Sempre che, tra un mese, trovino ancora la Raggi in Campidoglio.

Ernesto Menicucci


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Il fischio finale della Regione: «Contano solo gli atti formali» (Il Messaggero)

LA REPLICA

«Game over» rimbalza dalla Regione dopo il no del Campidoglio. Aggiungono: negli atti amministrativi non esistono i ni. Un «parere non favorevole» sul progetto di Tor di Valle è, appunto, un parere non favorevole: non esistono mezze misure. E' questo il messaggio che nella virtuale chat tra Regione e Campidoglio parte dal palazzo sulla Colombo. In sintesi: il Comune prima invia il «parere non favorevole» al progetto per lo stadio della Roma con annessi grattacieli; la Regione informa la città della decisione della giunta Raggi quasi a sottolineare di chi sia la responsabilità finale. In serata in Campidoglio provano a frenare, a dire che ci sono margini di trattativa, ma dalla Regione replicano: non ci sono vie di mezzo, se il vostro è un «parere non favorevole» come ci avete comunicato, la conferenza dei servizi agirà di conseguenza. A spiegarlo è l'assessore regionale all'Urbanistica, Michele Civita: «La conferenza dei servizi valuta i pareri unici arrivati dai vari enti e quelli che arriveranno. In base a quei pareri giudicherà il progetto per l'area di Tor di Valle. Tutto il resto sono solo parole che non hanno valore, perché in una conferenza di servizi contano solo gli atti ufficiali».
LE TESI
E' evidente che si tratta di una risposta a distanza al comunicato del Campidoglio che in serata, quando si è accorto di essere rimasto il cerino in mano (mentre, tra l'altro, si era scatenata la bufera sulla Raggi per il caso della polizza), aveva provato a correggere il tiro: «Sul progetto definitivo dello stadio della Roma c'è la volontà ad andare avanti per analizzare il dossier. È stata chiesta proprio per questo motivo la proroga di trenta giorni della Conferenza dei Servizi». Alla Regione però scuotono il capo perplessi: prima chiedono la proroga, poi inviano il parere non favorevole, come si conciliano le due cose? L'impressione che hanno nella giunta guidata da Zingaretti è che anche in questa vicenda si riflettano le divisioni della maggioranza a 5 Stelle: in parallelo all'assessore Paolo Berdini da sempre contrario al progetto di Tor di Valle, corrono le posizioni di una parte dei consiglieri più disponibili alle richieste della Roma. Ci sono anche due tesi che viaggiano nei corridoi del palazzo sulla Colombo sul perché il «parere non favorevole» sia arrivato proprio oggi: la prima è che servisse a distogliere l'attenzione dall'interrogatorio in procura del sindaco Virginia Raggi; la seconda è che sia stato un affondo di Paolo Berdini, preoccupato perché una parte del Movimento 5 Stelle appariva più propenso a trovare un'intesa sul progetto.
EPILOGO
Al di là delle dietrologie, Civita taglia corto: «La conferenza dei servizi ragiona solo sugli atti formali ed è di questo che parliamo, non si possono inseguire comunicati, dichiarazioni, precisazioni. E l'atto formale con cui abbiamo a che fare per quanto riguarda il Campidoglio è il parere non favorevole». Se la conferenza dei servizi, sulla base di questo pronunciamento, dirà no al progetto per Tor di Valle, sarà parecchio complicato ripartire. Ecco perché in Regione c'è chi usa l'espressione «game over».
E il gruppo del Movimento 5 Stelle del consiglio regionale come ha preso il «parere non favorevole» espresso dalla giunta Raggi su Tor di Valle? Con sollievo, perché la linea di M5S alla Pisana era di grande perplessità sul progetto, soprattutto per le cubature di contorno allo stadio. Ricorda Devid Porrello, consigliere regionale pentastellato: «Condividiamo in pieno il parere inviato, sosteniamo la scelta tecnica e politica dell'assessore Berdini sul progetto di Tor di Valle. L'assessore ha spiegato in commissione che sono previste opere non utili che fanno scattare le compensazioni, vale a dire le torri. Bisogna arretrare su questo, restando più fedeli a quanto previsti dal piano regolatore. In questa fase l'unica cosa da fare era dire che il progetto non va bene, poi si può partire con un ridimensionamento e valutare una seconda stesura».

Mauro Evangelisti


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La Roma, la sindaca e lo stadio stop and go che frena Totti & C. (La Repubblica)

L'impianto è cruciale per gli obiettivi del club, ma la Raggi vuole l'ultima parola. Nuove voci su un ingresso cinese

MATTEO PINCI

ROMA
QUANDO sulle scrivanie del dipartimento urbanistica e mobilità della Regione Lazio sono arrivate ieri le sei pagine con cui il Comune esprimeva parere "non favorevole" allo stadio della Roma a tanti s'è gelato il sangue. Il presidente Pallotta sapeva bene che quel parere non rappresenta altro che un passo nella trattativa in corso tra il club giallorosso e la giunta Raggi, ma il terrore che ha colto la città racconta bene la centralità del progetto stadio nei piani futuri della Roma americana. Chi su quel fascicolo sperava di celebrare il funerale dell'impianto è rimasto deluso: "l'iter va avanti", ammette pure il Campidoglio, che però con il documento inviato in Regione si è garantito uno strumento in più per ridurre le cubature dei grattacieli previsti dall'opera e riformulare i costi di urbanizzazione. Per fare, insomma, l'impianto alle proprie condizioni. Torneranno a parlarne già oggi, se nell'affollatissima agenda della sindaca Raggi si troverà uno spazio per il dg romanista Baldissoni. Certo, la trattativa tra club e Comune dilaterà ancora i tempi, oltre il mese di proroga che solo due giorni fa l'assessore Berdini aveva chiesto. Facendo slittare il Grande Salto, che per stessa ammissione di Pallotta solo un'opera del genere, con i suoi ricavi, può consentire.
La centralità del progetto la racconta l'esempio Juve, campione d'Italia da quando ha inaugurato lo "Stadium" e con un fatturato cresciuto di due volte e mezzo in 5 anni, da 154 a 387 milioni. La Roma a Stelle e Strisce lotta da anni per avvicinare i bianconeri, ma la classifica quantifica ancora in 4 punti la distanza tra le due, e il weekend non ridurrà il gap (la Roma gioca martedì, mercoledì la Juve recupera la gara di Crotone). L'ultima settimana, semmai, ha inviato due volte il messaggio di allarme: prima il ko con la Samp, poi il rischio di uno Spezia-bis mercoledì, contro il Cesena in coppa Italia. Evitato solo al 94' grazie a un rigore che Totti ha prima realizzato e poi difeso ("C'era"), sentendosi dire per questo, dal presidente dei romagnoli Lugaresi, che "Francesco recitava un nuovo spot in cui interpreta Pinocchio".
In realtà la distanza dalla Juventus è prima di tutto economica. Trigoria ha fatto impennare i ricavi un anno fa grazie alla Champions, oggi che non la gioca deve fare di conto: ha appena chiuso il mercato invernale rinunciando a spendere per rinforzarsi, accontentandosi della scommessa Grenier in prestito gratuito e provando fino all'ultimo a vendere Gerson e Paredes. Qualche mediatore sta ancora sondando i mercati di Russia e Cina - dove i club locali possono comprare - per piazzare uno dei due. E far tornare le cifre di un bilancio che deve chiudere in pari per non infrangere i paletti imposti dall'Uefa. Per questo non stupiscono le nuove voci di interessamenti cinesi a rilevare la società o almeno a entrare in partnership: Pallotta valuta il club intorno al miliardo, più o meno quello che serve per fare lo stadio e quanto gli sorgerà attorno. E convincere chi vuole investire che la Juve, in fondo, non è poi così lontana. Sempre che il ritorno allo stadio degli ultrà - quasi certo dopo l'annuncio del ministro Lotti di un incontro per rimuovere le barriere che dividono le curve dell'Olimpico - non complichi ulteriormente la ricerca della felicità.


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Stadio a Tor di Valle: «Parere non favorevole» (Corriere della Sera - ed. romana)

Roma Capitale rimanda il progetto dell'impianto: «Non idoneo per sicurezza, viabilità e documentazione»
I proponenti restano ottimisti: il documento non è stato firmato dalla sindaca o da esponenti della giunta

«Non favorevole». È questo il parere unico di Roma Capitale sul progetto definitivo riguardante il nuovo stadio della Roma, che dovrebbe (il condizionale è quanto mai obbligatorio) sorgere a Tor di Valle.

Il documento è stato inviato dal Comune alla Regione Lazio il primo febbraio (numero di protocollo 18069), cioè il giorno in cui si sarebbe dovuta chiudere la Conferenza dei servizi, prima della richiesta di sospensione di un mese da parte del Campidoglio. Un documento di sei pagine in cui i tecnici del Comune spiegano quali sono le motivazioni che hanno portato a ritenere il progetto «non idoneo»: sicurezza (stradale e idraulica); carenza di funzionalità (viabilità, parcheggi, trasporto pubblico); carenza documentale e/o di contenuti (ancora viabilità, parcheggi e trasporto pubblico, commercio, ambiente, urbanistica, edilizia, strutture, opere idrauliche, tutela dei beni in carta per la qualità, strutturale, espropri).

Il documento non è ancora la pietra tombale sul progetto stadio, anche se di certo non semplifica la vita ai proponenti. Ci sono infatti delle condizioni per un parere favorevole: entro la nuova data di chiusura della conferenza dei servizi (3 marzo) dovranno essere applicate delle modifiche al progetto in modo da «assicurare adeguati livelli di sicurezza stradale, veicolare e pedonale, assicurare livelli di servizio delle infrastrutture stradali (tronchi stradali, rotatorie, intersezioni, svincoli, rampe, accessi e uscite dai parcheggi), completare la documentazione progettuale con le elaborazioni mancanti; colmare le carenze di contenuti rilevate e ridefinire il perimetro delle zone già soggette a rischio per eventi idraulici, nonché delle fasce fluviali». I proponenti, cioè il costruttore Luca Parnasi e la As Roma, ostentano una tranquillità basata su alcune convinzioni: 1) il parere è considerato un semplice atto amministrativo e non politico. La dimostrazione è che non è firmato dalla sindaca o da esponenti della giunta, ma da tecnici. Una mano tesa è infatti arrivata nella serata di ieri, con una nota pubblicata dal Campidoglio. «Sul progetto definitivo dello stadio - si legge - c'è la volontà ad andare avanti per analizzare il dossier. È stata chiesta, proprio per questo motivo, la proroga di trenta giorni. C'è una lista di temi da affrontare nel periodo di sospensione; ci sono tutti i margini per concludere positivamente»; la risposta di Civita: la conferenza di servizi valuta pareri forniti formalmente, le dichiarazioni non hanno peso né rilievo amministrativo 2) Nel documento non c'è nessun accenno alla riduzione delle cubature (leggi: le tre torri dell'archistar Liebeskind), che è il punto cardine della discussione politica sul progetto e che sarà affrontato nuovamente nei prossimi giorni in un incontro tra i proponenti, la sindaca Raggi e i suoi assessori; 3) Le prescrizioni sono considerate risolvibili e di poco conto. «La Roma e il costruttore Parnasi conservano ancora la fiducia che le istituzioni coinvolte nel processo decisionale non vorranno lasciarsi sfuggire un'opportunità che prevede un investimento destinato alla città che ammonta a oltre 1,6 mld di euro». A Boston non è ancora tempo per fasciarsi la testa. Ma bisogna lavorare intensamente per rimediare in fretta anche ad evidenti errori in fase progettazione: c'è un mese di tempo per farlo. Impresa difficile, ma non impossibile, a patto di non commettere più sbagli.

Gianluca Piacentini

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