Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questa discussione.

Discussione precedente - Discussione successiva

MadBob79

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 11.643
Registrato
da 3 giorni sulle homepages di tutti i quotidiani nazionali...è la nuova emergenza nazionale: il merdodromo.

MisterFaro

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 18.003
Registrato
Citazione di: COLDILANA61 il 07 Feb 2017, 20:46
Dietro al pupone c'e la tessera nr. 1819 fascicolo 626 .*

Serve altro ?

Ah , qualcuno si ricorda cosa voglia dire la lettera P di P2 ?  8)

...

* : tre anni secondo la vita media ... dell'istat .

Non vale guardare la speranza di vita media alla nascita   ;)

thexfactor

*
Lazionetter
* 457
Registrato
Citazione di: ES il 07 Feb 2017, 21:40
Non so, io non ho nominato i 5s, lo hai fatto tu.

Io credo che sia proprio questo il problema.
I 5s, e "laggente ", stanno comunque davanti al gigante nero.

Impreparati, ma ci stanno. Prenderanno la sveglia, ma stanno combattendo, in seno e fuori. Con tutte le caxxo di contraddizioni, con tutte le caxxo di anime nere vendutesi, con tutte l'inesperienza e la incapacità.

Ma loro ci stanno, ed è perché ci stanno loro che la prima pietra non è stata ancora posata.

O sbaglio?

Magari si dovrebbe dar loro una mano, che so, invece di pensare ai peli del chiulo.

Perché il gigante è alto, forte, e pure cattivo.

Ma giustamente andiamo a vedere le ( gravi) imprecisioni.
Ci stanno loro a difendere casa, eh! E casa ancora sta in piedi.

Mi manca  questa esperienza mistica, onirica, di diventare grillino, ci si sta riuscendo.

E ma la Raggi ha ben due polizze vita a suo nome intestatele da Romeo.

Vuoi mettere?

ps: Pardo su MP ha appena ricordato durante la telecronaca di merde-Fiorentina che lo stadio di Pallotta sarà un argomento "caldo" fino al 3 marzo prossimo

pan

*
Lazionetter
* 4.586
Registrato
ma forse il discrimine sta proprio in quei peli del chiulo.
magari, che so, per molti, non lo sono e sono cose importanti.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

TomYorke

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 11.701
Registrato
Citazione di: ES il 07 Feb 2017, 21:40
Non so, io non ho nominato i 5s, lo hai fatto tu.

Io credo che sia proprio questo il problema.
I 5s, e "laggente ", stanno comunque davanti al gigante nero.

Impreparati, ma ci stanno. Prenderanno la sveglia, ma stanno combattendo, in seno e fuori. Con tutte le caxxo di contraddizioni, con tutte le caxxo di anime nere vendutesi, con tutte l'inesperienza e la incapacità.

Ma loro ci stanno, ed è perché ci stanno loro che la prima pietra non è stata ancora posata.

O sbaglio?

Magari si dovrebbe dar loro una mano, che so, invece di pensare ai peli del chiulo.

Perché il gigante è alto, forte, e pure cattivo.

Ma giustamente andiamo a vedere le ( gravi) imprecisioni.
Ci stanno loro a difendere casa, eh! E casa ancora sta in piedi.

Mi manca  questa esperienza mistica, onirica, di diventare grillino, ci si sta riuscendo.

Ah ma son d'accordo, temo però che a breve per istinto di sopravvivenza potrebbero mollare Berdini.
Solo un timore.

TomYorke

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 11.701
Registrato
Citazione di: pan il 07 Feb 2017, 22:05
ma forse il discrimine sta proprio in quei peli del chiulo.
magari, che so, per molti, non lo sono e sono cose importanti.

Si, rimane che qui si discute sulla questione stadio, e sappiamo tutti che l'unica giunta che potrebbe non permettere 'sto scempio è quella del m5s.

COLDILANA61

*
Lazionetter
* 17.365
Registrato
Citazione di: TomYorke il 07 Feb 2017, 23:02
Si, rimane che qui si discute sulla questione stadio MEGA SPECULAZIONE EDILIZIA , e sappiamo tutti che l'unica giunta che potrebbe non permettere 'sto scempio è quella del m5s.

A me piacciono i peli del chiulo .  :)

RoundMound

*
Lazionetter
* 2.487
Registrato
valutare anche che il fronte contrario di pelo (stavolta sullo stomaco) ne ha piantagioni intere...

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 72.793
Registrato
Berdini smonta Tor di Valle «Niente regali al costruttore» (IL Messaggero)

Il vertice Comune-privati sul progetto Tor di Valle partorisce l'ennesimo rinvio. Avrebbe dovuto essere la riunione della svolta, ma l'accordo ancora non c'è. Anzi, l'assessore all'Urbanistica Paolo Berdini già tuonava prima del vertice: «I privati devono recedere dai loro appetiti, non si possono regalare 600mila metri cubi». Insomma, sarà stato pure un «vertice costruttivo», come si sono affrettati a dichiarare i partecipanti, ma niente passi in avanti, mentre il tempo stringe (la conferenza dei servizi scade il 3 marzo). «Si è deciso di avviare dei tavoli tecnici», hanno spiegato da Palazzo Senatorio. Prosegue lo scontro interno ai grillini, divisi tra «turbo-stadisti» e il «No alla speculazione». Ieri, in serata, la risposta di Totti alla sindaca: «Sarò felice di incontrarla. Spero che lo stadio sia ultimato il prima possibile».
De Cicco a pag. 41


Stadio, si tratta ad oltranza «Non regaliamo cubature» (Il Messaggero)

IL VERTICE

La partita per lo stadio a Tor di Valle è in zona Cesarini. I termini della conferenza dei servizi sono già scaduti, in Regione è arrivata una sfilza di pareri negativi (compreso quello del Campidoglio), e a tenere vive le speranze dei privati è solo la proroga chiesta dalla giunta Raggi, che però scade tra poco più di venti giorni, il 3 marzo. Ieri l'amministrazione M5S si è incontrata con i proponenti. Avrebbe dovuto essere la riunione della svolta, ma l'accordo ancora non c'è. Anzi, l'assessore all'Urbanistica Paolo Berdini già tuonava prima del vertice: «I privati devono recedere dai loro appetiti, non si possono regalare 600mila metri cubi». Insomma, sarà stato pure un «vertice costruttivo», come si sono affrettati a dichiarare i partecipanti, ma di fatto la riunione nella sede del dipartimento Urbanistica ha partorito l'ennesimo slittamento.
«Si è deciso di avviare dei tavoli tecnici», hanno spiegato da Palazzo Senatorio, tavoli che prenderanno il via domani. Poi i vertici politici del Comune incontreranno i privati di nuovo mercoledì prossimo, a due settimane dalla scadenza definitiva dei termini. I margini per mandare in porto la trattativa sulla «riduzione delle cubature» sono strettissimi. E senza tagli, il M5S non è disposto a mandare avanti la procedura.
SINDACA ASSENTE
Il vertice di ieri è stato disertato dalla sindaca Virginia Raggi. Al suo posto c'era il vicesindaco Luca Bergamo, il presidente dell'Assemblea capitolina Marcello De Vito, il capogruppo M5s Paolo Ferrara e l'assessore Berdini; dall'altra parte del tavolo si sono accomodati il dg della Roma Mauro Baldissoni, il responsabile del progetto stadio David Ginsberg e il costruttore Luca Parnasi. Il nodo della trattativa è quel milione di metri cubi di cemento che i proponenti vorrebbero edificare accanto allo stadio. Tre grattacieli alti fino a 220 metri più altri quindici edifici commerciali. L'«Ecomostro», come lo hanno ribattezzato tutte le principali organizzazioni ambientaliste del Paese.
Ancora prima che il vertice iniziasse, ieri mattina, l'assessore Berdini lanciava dalle agenzie stampa una serie di messaggi molto netti sul progetto (e sul suo traballante futuro). «Parnasi vuol fare insieme allo stadio qualcosa come 600mila metri cubi regalati. Scusate - ha detto Berdini - lui non fa lo stadio... Io sono a favore dello stadio della Roma, l'ho detto dieci volte, ma sono contro questo gioco della roulette». Berdini, in audizione davanti alla Commissione di inchiesta sulla sicurezza e il degrado delle periferie, ha ribadito la linea del «sì allo stadio ma nel rispetto delle regole». E quindi del Piano regolatore generale, che nell'area di Tor di Valle consente di costruire al massimo un terzo dei metri cubi sognati dai privati. Una linea condivisa dalla maggioranza dei consiglieri M5S, che però non hanno ancora trovato una mediazione con l'ala turbo-stadista pentastellata, quella che vorrebbe lasciare sostanzialmente intatto il mega-affare dei privati. È da questo scontro interno ai Cinquestelle che dipende il futuro di Tor di Valle. E anche di Berdini, pronto a dimettersi se non passasse la sua linea. Anche Baldissoni ha riconosciuto che questo è il nodo da sciogliere: «Le cubature? Questo è il contenuto dei tavoli». Mentre la trattativa va avanti, la Roma continua il suo pressing politico. Ieri Totti ha risposto all'invito della Raggi in Campidoglio: «Ringrazio la sindaca. Sarò felice di incontrarla, magari per brindare al definitivo via libera dell'impianto».
RISCHIO INONDAZIONI
Ma l'altro ostacolo è rappresentato dell'area indicata dai privati. Tor di Valle è ad alto rischio inondazioni. «Chi ha scelto quell'area che ha bisogno di un immenso investimento pubblico? - ha detto ancora Berdini -. L'ha scelta un privato che blocca la filovia sul Laurentino e adesso ci impone di fare un ponte e una metropolitana che non si può fare... È questa la città che vogliamo?». La risposta è fin troppo facile da intuire.
Lorenzo De Cicco



Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 72.793
Registrato
«Non c'è interesse pubblico, ecco perché» (Il Messaggero)

L'INTERVISTA

«Una premessa: le cosiddette opere pubbliche previste dal progetto Tor di Valle servono più ai privati che ai cittadini. In ogni caso, ridurre adesso le cubature significherebbe tagliare ulteriormente queste infrastrutture già carenti». Un'operazione complicata, secondo Domenico Cecchini, docente della Sapienza e presidente della sezione regionale dell'Istituto nazionale di Urbanistica, perché «la delibera del 2014 dice chiaramente che se anche solo una delle opere viene a mancare, decade l'interesse pubblico. Ma già così il progetto Tor di Valle è insostenibile».
Ci spieghi meglio...
«Lo abbiamo detto chiaramente nel documento votato dall'Istituto addirittura due anni fa. Qui non si vuole costruire uno stadio, ma un nuovo gigantesco quartiere direzionale in riva al Tevere, in un'area peraltro a rischio inondazione».
Questa è una delle criticità più evidenti sottolineate dai tecnici del Comune. È risolvibile?
«A parlare del pericolo idrogeologico è stata l'Autorità di bacino. Questo rischio può essere superato solo dopo una serie di interventi complessi, a carico dei privati».
I tecnici dell'Urbanistica hanno già detto che prima bisognerebbe fare gli interventi e solodopo potrebbe essere autorizzata una variante urbanistica. Ma torniamo alle cubature. Perché diceva che il piano è insostenibile?
«Perché lo stadio rappresenta solo il 14% dei metri cubi, mentre l'86% è per il centro il direzionale con tre torri più alte di quelle realizzate recentemente all'Eur. Così si stravolge il Piano regolatore generale, che per l'area di Tor di Valle prevede una capacità edificatoria massima di 112mila metri quadri, da destinare peraltro a un Parco divertimenti per bambini. Mentre lo studio di fattibilità di Parnasi e Pallotta ha previsto di edificare il triplo del consentito, vale a dire 345mila metri quadri».
Perché le opere pubbliche previste, secondo l'Inu, non sono davvero utili ai romani?
«Perché queste infrastrutture, soprattutto di trasporto, servono solo a far arrivare gli spettatori allo stadio e a rendere accessibile il Business Park di uffici e negozi. Insomma sono utili sempre e solo ai privati, non tanto ai cittadini».

L. De Cic.


Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 72.793
Registrato
«Famostostadio» resta virale, ma c'è anche chi dissente (Corriere della Sera - ed. romana)

Reazioni forti sui social, striscioni all'Olimpico

La campagna #FamostoStadio lanciata domenica da Luciano Spalletti è ancora virale sui social network. L'argomento del nuovo Stadio giallorosso che dovrebbe sorgere a Tor di Valle continua a far parlare sostenitori e detrattori: tifosi, personaggi dello spettacolo, politici, ognuno in queste ore ha detto la sua.

Dal ministro dello sport, Luca Lotti («Il Governo non c'entra niente, mai io sto con il mister Spalletti»), ad alcuni consiglieri del Pd che ieri si sono presentati in Assemblea Capitolina con dei cartelli con sopra l'hashtag più commentato degli ultimi giorni. Prima ancora lo avevano fatto tanti dirigenti e calciatori della Roma (Totti, Florenzi, Ruediger, Strootman, Dzeko e Fazio in primis). La totalità dei tifosi sostiene la società (ieri sera due striscioni sono apparsi all'Olimpico durante la gara con la Fiorentina: uno in tribuna Tevere, l'altro in Monte Mario), ma dopo l'incontro di ieri tra i proponenti e i rappresentanti della Giunta è aumentata la spaccatura con i sostenitori del Movimento Cinque Stelle.

«Lo Stadio è un diritto per qualsiasi società, non ci provate ad incantare i tifosi. Svegliaaaa» dicono Cristina e Leandro su Twitter. «AAA cercasi emiro, sceicco, multimiliardario, costruzione Stadio pro bono in zona pregiata. Esclusi perditempo» il messaggio ironico di un altro tifoso. Sempre sul filo dell'ironia il pensiero di Edoardo: «Il problema idraulico c'è sulla Salaria ogni volta che piove: pozze a non finire con pericolo per chi la percorre».

Non tutti però vedono di buon occhio il progetto. «Mafia Capitale non contenta della mancata Olimpiade ci prova con #famostoStadio, alla fine qualche appalto dove lucrare deve uscire» è il pensiero di Stefano. «Prima #Olimpiadi poi #famostoStadio e ora #Rydercup. Per il Pd valgono solo i circenses, il panem se lo so' magnato da un pezzo», è la critica rivolta da Aldo. «Mezzo centro Italia affronta la calamità più imponente degli ultimi cento anni, e la gente pensa allo Stadio», dice Luca. «#FamostoStadio ma secondo le regole, nel rispetto delle norme, senza i soliti giri di MafiaCapitale», è infine Il messaggio di Massimo. Ma avrebbe potuto scriverlo benissimo la sindaca Raggi.

G. P.

Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 72.793
Registrato
Accordo tecnico sullo stadio cercasi Poi la Raggi dovrà dire di sì alla Roma (Gazzetta dello Sport)

Si lavora ancora sulla riduzione del 20 % di cubature. Berdini dà battaglia. Totti risponde alla sindaca

Alessandro Catapano
ROMA
E venne, dopo il bastone, il giorno della carota (per tutti, ma non per Paolo Berdini, neanche a dirlo). «Incontro positivo e costruttivo», è il ritornello di un altro pomeriggio al riparo dalle bordate dell'assessore all'Urbanistica. Insomma, lo stadio della Roma farà un altro giro di giostra, su cui stavolta saliranno solo i tecnici, e al termine si valuterà se vale la pena proseguire e trovare anche una sintesi politica, o lasciar perdere.

UN COLPO SOLO
L'effettivo insediamento per domani del tavolo tecnico annunciato mesi fa è di per sé una buona notizia. Almeno testimonia dell'esistenza di una trattativa sulla riduzione delle volumetrie. Peccato che le «correzioni» sul tavolo siano le stesse di fine novembre: il 20% in meno di cubature, che si raggiungerebbe trasformando i grattacieli del business park in palazzine e tagliando il ponte verso la RomaFiumicino. In questo modo, i proponenti rinuncerebbero a poco più di duecentomila metri cubi, ma in cambio risparmierebbero circa 55 milioni di opere pubbliche. Ora, pur tralasciando che il taglio del ponte rimetterebbe in discussione la pubblica utilità dell'opera, che a quel punto richiederebbe un nuovo pronunciamento dell'assemblea capitolina, trovare una quadra nella riunione tecnica di domani, cui presenzierà nelle vesti di garante anche l'avvocato genovese del M5S Luca Lanzalone, resta un'impresa difficile, anche perché il calendario non concede altre date. E pure nel caso che i tecnici trovino una sintesi accettabile, dovrebbero sottoporla al giudizio della Giunta Raggi, in un nuovo incontro da fissare entro la prossima settimana, che dovrebbe dare il responso definitivo: dentro, e a quel punto resterebbero una quindicina di giorni prima della Chiusura della Conferenza di servizi (3 marzo) per rivedere quel parere negativo inviato dagli uffici comunali e far approvare la variante al prg; fuori, e lo stadio diventerebbe materia per ricorsi al Tar, cause multimilionarie o interventi del Governo.

E IL «GUASTATORE»?
Difficile prevedere un finale. Se la Raggi – pluri indagata, ieri assente, ma disposta ad aiutare una felice chiusura della trattativa – riuscirà a mettere in minoranza la linea del «guastatore» Berdini, il progetto, seppure rivisto al ribasso, andrà in porto. E l'assessore – che intende autorizzare solo le cubature previste dall'attuale piano regolatore, cioè circa 112mila metri quadri che basterebbero per lo stadio e qualche negozio, non per il centro direzionale che garantisce la sostenibilità finanziaria dell'opera – rassegnerà le sue dimissioni. Ieri, in tre distinte dichiarazioni rilasciate prima che il vice sindaco Bergamo e il presidente del Consiglio comunale De Vito incontrassero Baldissoni e Parnasi, Berdini ha gridato allo scandalo dei metri cubi regalati e invocato il rispetto delle regole, altrimenti è «giungla».

L'ENTRATA DI TOTTI
E in tarda serata l'entrata di capitan Totti: «Rispondo solo ora... ero concentrato sull'importante partita, Ringrazio Virginia Raggi per l'invito, sarò felice di incontrarla, magari proprio per brindare al definitivo via libera per lo stadio (...) L'iter però lo seguono i nostri dirigenti, che sono più qualificati di me per entrare nel merito della questione».

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 72.793
Registrato
Lo stadio - Passi avanti verso il sogno (Corriere dello Sport)

Baldissoni: «Sì, lo realizzeremo nei tempi previsti» Da domani al lavoro per l'accordo con il Comune

di Marco Evangelisti

Roma

Insomma, hanno deciso di voler fare lo stadio. La Roma ovviamente lo voleva dall'inizio, il Comune ha sterzato in quella direzione più di recente, trainato dalle sollecitazioni dei vertici nazionali del Movimento 5 Stelle, dalla necessità di rilanciare un'amministrazione che sinora ha dato adito più a ironie che a soddisfazione, dalla pressione popolare montata intorno all'iniziativa dei giallorossi dopo che Luciano Spalletti e Francesco Totti avevano occupato la ribalta con un piccolo show sull'argomento.

Calcoli. Il problema è come arrivare allo stadio senza rinnegare tutto quanto si è detto sinora sul rispetto delle norme e sulla sacralità del piano regolatore. Scavalcando il catenaccio verbale e politico dell'assessore all'urbanistica Paolo Berdini appoggiato in merito da pochi ma convinti consiglieri comunali. E permettendo al club e al costruttore incaricato Luca Parnasi di salvare l'equilibrio finanziario dell'iniziativa. Non erano problemi che si potessero risolvere in un'ora e mezzo di riunione negli uffici che fanno capo a Berdini, in un angolo dell'Eur tappezzato di verde pubblico. Tra parentesi: l'hanno spostata di volata lì perché il sindaco Virginia Raggi ha avvertito tutto il peso della questione, sin qui bizzarramente sottovalutata, e ha voluto evitare ogni accenno di tensioni sotto il Campidoglio.
E' tutto molto difficile: i calcoli, la salvaguardia della convenienza dell'operazione, gli equilibri politici. Eppure ci provano,vanno avanti e addirittura si dicono fiduciosi di trovare l'uscita dal labirinto. Domani i tecnici si mettono all'opera, taglieranno e cuciranno, ma devono stare attenti a non stravolgere il progetto originario, altrimenti non sta più in piedi niente. La settimana prossima si rivedono quelli che si sono visti ieri, Mauro Baldissoni che è direttore generale della Roma, Parnasi, Berdini, il vicesindaco Luca Bergamo, il presidente dell'assemblea capitolina Marcello De Vito, il capogruppo Paolo Ferrara, persino un avvocato mandato da Genova per mostrare come la faccenda sia osservata con attenzione dalle parti di Beppe Grillo.
Questa volta non sembra melina. E' che proprio stanno cercando una via d'uscita e, per quanto tutti appaiano certi di rintracciarla prima o poi, il destino l'ha nascosta bene e il tempo non dà una mano. Il 3 marzo scadono i termini della conferenza dei servizi, la delibera della giunta Marino che fornisce il timbro dell'interesse pubblico al progetto così com'è resta valida: o torna tavola della legge da rispettare o al limite fornisce ottimi argomenti alla Roma e al costruttore qualora i permessi di edificare non arrivassero e si prendesse la strada del ricorso alle vie legali. Inoltre se un accordo si trova serve comunque una variante al piano regolatore da passare al filtro dell'assemblea capitolina. La maggioranza per approvarla c'è, lo spazio in calendario comincia a essere terribilmente angusto.

Sereni. Ma è giusto dare alla riunione di ieri quel ch'è suo: un sapore d'ottimismo. Baldissoni è rimasto prudente: «Vogliamo fare lo stadio, vogliamo farlo insieme con il Comune, vogliamo farlo prima possibile. Dei dettagli tecnici si occuperanno gli esperti, le scadenze imposte dalla conferenza dei servizi sono ovviamente un fattore da tenere presente».
Sembrano addirittura più distesi dall'altra parte. E forse è normale: sono politici, anche se non di professione. Il capogruppo Ferrara tira giù una dichiarazione preventiva ancora prima di mettere piede all'assessorato: «Il Movimento 5 Stelle non è mai stato contrario allo stadio». Per De Vito non c'è neppure bisogno di andare particolarmente di corsa: «Un mese è un tempo ragionevole». Infatti mancano 23 giorni al sipario. Non sottilizziamo, però. Bergamo si è espresso fianco a fianco con Baldissoni e lo ha superato a sinistra: «Una riunione costruttiva, siamo molto ottimisti». Berdini è rimasto sereno durante l'incontro. Forse perché ha capito che le posizioni oltranziste non pagano più, forse perché ha in mano un altro asso inatteso da giocare.


Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 72.793
Registrato
Addio al parco per salvare trasporti e viabilità (Corriere dello Sport)

Si tratta sul taglio delle cubature, i tecnici devono intervenire senza intaccare l'interesse pubblico dell'opera

Roma - In realtà i tavoli tecnici che domani dovranno trovare la quadratura del cerchio perché si possa dare finalmente il via libera allo stadio di Tor di Valle sono addirittura due: uno si occuperà di adattare il progetto alle prescrizioni messe nero su bianco dal Comune nel parere negativo di alcuni giorni orsono (in realtà, come hanno fatto notare alla controparte gli avvocati della Roma, tutte le pagelle sono positive e solo il giudizio riassuntivo è una bocciatura, altro argomento che peserebbe in sede legale); l'altro deve occuparsi della diminuzione delle cubature.

Interesse. Lo stesso presidente dell'assemblea capitolina Marcello De Vito ieri ha ammesso, ed è la prima volta per una voce ufficiale, che proprio a questo tema si sta lavorando. C'era già un'approssimazione di accordo: da circa un milione di metri cubi a 750.000. Il Comune vorrebbe scendere un altro po', la Roma e il costruttore Luca Parnasi non possono andare oltre una certa soglia perché verrebbe meno la convenienza economica dell'intera iniziativa. E non si può semplicemente togliere uno dei tre grattacieli previsti: si snaturerebbe eccessivamente il progetto. L'alternativa è abbassare decisamente l'altezza delle torri o ancora intervenire sulle altre strutture commerciali.
Non è semplice, appunto, ma è obiettivo di tutti raggiungere l'accordo. Altrimenti anche il Comune rischia di ritrovarsi, minacciosa e immortale, la delibera di interesse pubblico della giunta Marino in tutta la sua validità. Devono restare intoccabili le opere pubbliche (viabilità, trasporti) previste da tale delibera, per un costo di circa 250 milioni su 1,6 di investimenti totali. Qualcosa bisogna limare, ma non da questo settore. Allora è probabile che a essere sacrificati per primi saranno i 40 ettari di parco fluviale. Un bel risparmio: meno alberi, niente attracchi sul Tevere, niente videosorveglianza di un'area molto vasta.
Un peccato. Ma il punto è che la Roma e la società Eurnova di Parnasi sono disposte a rinunciare a parecchio pur di portare a casa i permessi di realizzazione della parte qualificante - e conveniente - del progetto. Poi bisognerà probabilmente tagliuzzare qualche altra cosa. Se ne occuperanno i tecnici, appunto. Nel frattempo l'assessore all'urbanistica Paolo Berdini, oppositore del progetto, si tiene da parte qualche freccia. Sono i suoi uffici che devono stilare l'indispensabile variante al piano regolatore, che comunque va votata e secondo la Regione qualche giorno prima del 3 marzo. Non è che il tempo abbondi. Aggiungiamo che Berdini è l'unico rappresentante della giunta in possesso della competenza professionale per occuparsi della questione, dunque è anche difficile possano sfilargliela semplicemente di mano.

Le date. Alla fine cresce l'ottimismo ma crescono pure i nervosismi, la fretta, l'ansia. Se il 3 marzo dalla conferenza dei servizi arrivasse finalmente, dopo un'odissea di cinque anni, l'assenso sospirato, un altro mese se ne andrebbe per la stesura dei documenti. Poi ci sarebbero le gare d'appalto per le opere pubbliche, lo scioglimento di eventuali ricorsi da parte, per esempio, di associazioni ambientaliste. L'amministratore delegato della Roma, Umberto Gandini, ha citato l'anno 2020 per il debutto nel nuovo stadio. Ma forse faremo prima, ha aggiunto per chiarire che non si trattava di disfattismo.

m.e.


Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 72.793
Registrato
L'oppositore - Berdini non cede «E' una giungla» (Corriere dello Sport)

ROMA - (m.e.) Ma adesso come si comporterà Paolo Berdini? La domanda ha senso. L'assessore all'urbanistica continua a tenere in pubblico una posizione nettamente contraria al progetto dello stadio così com'è e insiste nell'invocare il rispetto del piano regolatore. Ieri ha dichiarato a Radio Rai, rispondendo a una domanda sull'appello lanciato da Totti: «Sono anch'io per lo stadio, però le regole devono restare alla base di tutto, altrimenti siamo alla giungla».
Più tardi ha aggiunto, rivolto ai giornalisti: «Io voglio lo stadio, non raccontate bugie». Poi però ha usato parole molto dure durante un'audizione sulle periferie in sede di commissione parlamentare: «(Parnasi) vuol fare assieme allo stadio qualcosa come 600.000 metri cubi regalati. Io sono a favore dello stadio della Roma, l'ho detto dieci volte, sono contro questa roulette. Chi ha scelto l'area di Tor di Valle, che ha bisogno di un enorme investimento pubblico? Consegniamo le chiavi delle città al privato? Parnasi blocca la filovia sulla Laurentina e ora ci impone un ponte, una metropolitana che non si può fare. È questa la città a cui pensiamo?».


Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 72.793
Registrato
Parla Tavecchio - «Plusvalore per il nostro calcio» (Corriere dello Sport)

Roma - (m.e.) Lo aveva detto prima ancora che Roma e Comune s'incontrassero: «Mi auguro che dalla riunione escano notizie positive e che si possa procedere spediti verso la realizzazione del progetto stadio». Il presidente della Federcalcio, Carlo Tavecchio, lo ha detto prima di partire per Sttoccolma, dove lo attendeva un incontro con il suo omologo svedese. «Il grande investimento che la società del presidente Pallotta intende fare sulla città di Roma accresce il valore di tutto il calcio italiano». ha aggiunto.
Una presa di posizione netta. Il Pd romano, da parte sua, si preoccupa di pungolare i 5 Stelle, sin qui ondivaghi sulla questione. Dice il consigliere Marco Palumbo: «Dopo otto mesi di inutile melina leggiamo parole di ottimismo da parte del vicesindaco Luca Bergamo. A parte che aspettiamo di capire cosa farà l'assessore Berdini, il vero regista di questa triste commedia che punta ad affossare lo stadio della Roma, rammentiamo all'amministrazione Raggi che entro il 3 marzo andrà votata la variante al piano regolatore. Altro che tavoli tecnici. Basta prese in giro».


alasinistra

*
Lazionetter
* 5.319
Registrato

Precisione

*
Lazionetter
* 3.898
Registrato
RAGGI, BERDINI: IMPREPARATA STRUTTURALMENTE

Paolo Berdini, assessore all'Urbanistica di Roma, in un colloquio con La Stampa, sostiene di non capire che si sia arrivati alla situazione che vede il sindaco di Roma Virginia Raggi "sempre più incatenata dal commissariamento politico di Beppe Grillo e dalle vicende giudiziarie", come scrive lo stesso quotidiano: "Non lo so, è stato fatto un errore dopo l'altro", prima con la nomina di Raffaele Marra, poi con la polizza di Romeo. E avverte: "Se è uscita questa cosa su L'Espresso, fra qualche giorno magari ne esce un'altra. Non si può dire che sia finita la musica". Inoltre sostiene di avere pochi dubbi sul legame tra Raggi e Romeo: "Sono proprio sprovveduti. Questi secondo me erano amanti. L'ho sospettato fin dai primi giorni, ma mi chiedevo: 'com'è che c'è questo rapporto?'", "e poi, questa donna che dice che non sapeva niente, ma a chi la racconti? La sua fortuna è stata che non ci fosse nessun reato. Lei era anche già separata al tempo, e allora dillo! Ma possibile che questa ragazza non debba uscire mai?". E aggiunge: "Su certe scelte sembra inadeguata al ruolo che ricopre. I grand commis dello Stato, che devo frequentare per dovere, lo vedono che è impreparata. Ma impreparata strutturalmente, non per gli anni. Se vai, per dirne una, a un tavolo pubblico e dici che sei sindaco di Roma, spiazzi tutti. Lei invece... Mi dispiace. Mi dispiace molto".


RAGGI, BERDINI: CIRCONDATA DA CORTE DEI MIRACOLI

"Trovo la situazione esplosiva, questa città non tiene". Lo afferma Paolo BERDINI, assessore all'Urbanistica di Roma, in un colloquio con La Stampa, nella quale torna al principio, a "quando i Cinque stelle mi hanno chiesto aiuto per affrontare alcune battaglie insieme. Anche per questo, non ho fatto gli esami con il direttorio. L'unico assessore, credo, ad essere entrato di diritto, ma non mi aspettavo tutto questo". Quindi sostiene che il sindaco Raggi non è circondato da uno staff valido: "Se lei si fidasse delle persone giuste... Ma lei si è messa in mezzo a una corte dei miracoli. Anche in quel caso, io glie l'ho detto: 'sei sindaco, quindi mettiti intorno il meglio del meglio di Roma'. E invece s'è messa vicino una banda". Quindi conclude: "Io sono amico della magistratura, Paolo Ielo lo conosco benissimo, è un amico, ma lei è stata interrogata otto ore. Anche lì c'è qualcosa che non mi torna", "come se ne esce? Non lo so. Io questo non lo so".




Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

arturo

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 16.509
Registrato
quindi dopo aver provato a mettere in dubbio Berdini con la cazzata della divisione delle deleghe  LL.PP / urbanistica , adesso pubblicano dichiarazioni di Berdini contro la Raggi.
Tutti virgolettati, vedo.

bak

*
Lazionetter
* 20.168
Registrato
Segnalo la presenza del dislessico gutturale questa sera a Sanremo.
Spottone per il nuovo vermodromo.

Discussione precedente - Discussione successiva