Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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thexfactor

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Citazione di: NEMICOn.1 il 09 Feb 2017, 01:19
Che qualcosa non vada come dovrebbe però è evidente .... Berdini dice delle cose sullo stadio e dopo la riunione di ieri , escono Baldissoni e Bergamo (vice sindaco) sorridenti , contenti e fiduciosi sulla realizzazione dello stadio .
Non si può negare che abbia ragione quando dice che sono una banda dei miracoli e la Raggi poteva scegliere il meglio del meglio , io credo che alla fine uno come lui si stufa pure di dover passare per quello cattivo , anche perche come abbiamo letto oggi è pure vittima di minacce .

Tutto vero. Io mi riferisco sostanzialmente al fatto che mai nessun esponente della giunta (o altro) abbia mai sconfessato/delegittimato Berdini rispetto all'esigenza di rispettare i vincoli imposti dal PRG.

Poi certo ci sta anche che certe divergenze siano davvero profonde anche se mai ufficializzate fino a questo momento.

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Ecco perché dico sì al nuovo stadio (Corriere della Sera ed. Roma, 9 febbraio 2017)
di Chicco Testa

Lo stadio della Roma è molto più dello stadio della Roma. Fortunatamente. È molto di più per due motivi. Innanzitutto lo stadio vero e proprio è solo una parte dell'intero progetto. Bello, un bello stadio , grande, ma non enorme, moderno, sicuro e comodo. Il calcio è un'industria nazionale, che ha bisogno di luoghi di «produzione» adeguati. Poi c'è un parco urbano, verde pubblico, di più di 60 ettari, a disposizione di tutti. C' e' un centro commerciale intorno a piazze pubbliche , modello piazza Gae Aulenti a Milano , per capirci. Poi ci sono tre audaci torri e altri edifici direzionali. E infine opere pubbliche quali il rafforzamento della ferrovia Roma Lido, una nuova fermata della Metro B ,un nuovo ponte sul Tevere e al ricucitura delle strade Ostiense, via del mare e collegamento con Fiumicino. 450 milioni di investimenti infrastrutturali tutti tuti a carico dei privati.

Oro per le casse piccole del Comune di Roma. Investimento complessivo 1 miliardo e 700 milioni. Quindi un progetto completo di trasformazione urbana, la creazione di un polo sportivo, commerciale , direzionale destinato a diventare una centralità urbana di prima grandezza. Un intero quadrante della città sarebbe riqualificato e chi ha a cuore il miglioramento delle periferie dovrebbe essere soddisfatto. Un struttura di questo genere porta posti di lavoro e reddito, migliora i valori di mercato di tutta la zona, offre servizi e luoghi di aggregazione organizzata e sicura.

Peccato che una vecchia e miope legge sui nuovi stadi non permetta anche la creazione di residenze. Di fronte a un progetto di questo genere le obiezioni che sono state fatte sono di due tipi. Berdini incarna quelle per cui mattone e cemento, soprattutto se privati, sono di per sé farina del diavolo. E lì c'è poco da fare. Si tratta solo di decidere se Roma vuole cominciare ad assomigliare anche ad una metropoli moderna , in continua trasformazione, o se preferisce deperire e lasciarsi morire per inedia. E le metropoli sono fatte con i mattoni, il cemento, l'acciaio e tutto il resto. Ma ci sono le regole, si dice! Certo, ma le regole servono per promuovere l'interesse di tutti e nessuno capisce perché quel che va bene alla Regione non vada bene al Comune. Hanno regole diverse? Poi ci sono le obiezioni di merito nessuna delle quali insuperabili con le moderne tecnologie costruttive. Certo se il problema, come lamenta la Sovrintendenza è il cambio del panorama o la tutela delle tribune dell'ippodromo di Tor di Valle, spalanchiamo le braccia e rassegniamoci.

E qui sta infatti la seconda ragione per cui lo stadio è molto più di uno stadio. Questo è sicuramente il progetto più audace , ma anche completo, che sia stato proposto a Roma da molto tempo. Quasi una piccola EUR. Ha il vantaggio di essere stato «pensato e progettato» al contrario della crescita «spontanea» e disordinata dei tanti decenni del dopoguerra. E' negoziato con il Comune in piena trasparenza di oneri e di onori. Potrebbe essere l'inizio di un'inversione di tendenza, dopo quasi un decennio di apatia e rifiuto di ogni trasformazione. L' area è stata scelta da un privato? E che cosa cambia questo se l'idea è valida? Se aspettiamo che sia la burocrazia comunale a proporre progetti di questo genere possiamo metterci l'anima in pace. Nè ha senso dire «fatelo, ma fate tutto più piccolo». Questo sarebbe solo mancanza di coraggio e di immaginazione.

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Un patto segreto sul nuovo stadio "Ecco le cubature" (La Repubblica ed. Roma, 9 Febbraio 2017)

Frongia avrebbe stabilito un accordo con i costruttori e con la società di Pallotta. Berdini a tempo rischia di saltare appena saranno ufficializzati i termini
DANIELE AUTIERI

DIETRO LE schermaglie pubbliche tra Paolo Berdini e Virginia Raggi si nasconde una guerra privata combattuta sull'affare degli affari: lo stadio della Roma. A dispetto delle dichiarazioni della sindaca, che rimandano la decisione alla prossima conferenza dei servizi, l'accordo sulle cubature del maxi-impianto è stato già trovato, e tradisce non solo le posizioni dell'assessore all'Urbanistica, ma anche il programma elettorale dell'allora candidata cinquestelle che proprio sul "no" alle cubature extra aveva combattuto una delle sue battaglie più dure.
Il patto, secondo quanto ricostruisce oggi una fonte diretta che ha seguito le questioni finanziarie dell'operazione, è stato siglato dopo Natale nel corso di un incontro tra l'assessore allo Sport ed ex-vice sindaco Daniele Frongia e il costruttore Parnasi. L'imprenditore sarebbe uscito da quella riunione non solo rinfrancato, ma tenendo stretto nella tasca un accordo di massima sulle cubature.

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Il patto Parnasi-Frongia Ridotte le cubature per il sì al nuovo stadio (La repubblica ed. Roma, 9 febbraio 2017)
Sconfitta la linea Berdini, l'asse tra la giunta e il costruttore su 540 mila metri cubi di cemento per il business park
DANIELE AUTIERI

DIETRO le schermaglie pubbliche tra Paolo Berdini e Virginia Raggi si nasconde una guerra privata combattuta sull'affare degli affari: lo stadio della Roma.
A dispetto delle dichiarazioni della sindaca, che rimandano la decisione alla prossima conferenza dei servizi, l'accordo sulle cubature del maxi-impianto è stato già trovato, e tradisce non solo le posizioni dell'assessore all'Urbanistica, ma anche il programma elettorale dell'allora candidata cinquestelle che proprio sul "no" alle cubature extra aveva combattuto una delle sue battaglie più dure. Il patto, secondo quanto ricostruisce oggi una fonte diretta che ha seguito le questioni finanziarie dell'operazione, è stato siglato dopo Natale nel corso di un incontro tra l'assessore allo Sport ed ex-vice sindaco Daniele Frongia e il costruttore Parnasi.
L'imprenditore sarebbe uscito da quella riunione non solo rinfrancato, ma tenendo stretto nella tasca un accordo di massima sulle cubature dell'area commerciale, la carne viva dell'intera operazione stadio.
Ed ecco i termini dell'accordo: il progetto iniziale prevedeva per il business park 900mila metri cubi, una cifra impossibile secondo Berdini che chiedeva un taglio di almeno il 60%, abbattendo così la cubatura a 330mila.
A questa offerta la As Roma e il costruttore hanno risposto rilanciando: non 900mila, non 330mila, ma 600mila. Proprio questo impasse si è inserita la contrattazione finale tra l'ex-vice sindaco e Parnasi per chiudere con una riduzione di un ulteriore 10% rispetto a quei 600mila.
Troppo poco per l'assessore all'Urbanistica che considera il patto un via libera alla speculazione firmato proprio da chi aveva promesso di combatterle. Inizia così un gioco al massacro, una partita combattuta sul filo dei nervi tra Berdini che vorrebbe obbligare la sindaca e la giunta a prendere una posizione ufficiale sullo stadio e Virginia Raggi che svicola mantenendo una posizione attendista, rilanciata nei giorni scorsi con l'ultimo rinvio, quello alla conferenza dei servizi del prossimo 3 marzo.
Sulla partita ballano miliardi e quando gli affari si mischiano alla politica, gli animi si accendono.
A nulla infatti sono valse le proposte alternative presentate dall'assessore all'Urbanistica. Una di queste, la Romanina, con vantaggi enormi rispetto a Tor di Valle, a partire dalla vicinanza con il grande raccordo anulare e dalla possibilità di raggiungerla allungando la linea metropolitana di una sola stazione.
E non è bastato a far cambiare idea ai 5Stelle neanche il rischio idrogeologico e le possibili esondazioni del Tevere che il Comune ha risolto, conMarino, prevedendo l'istallazione di un sistema di pompe idrauliche perenni.
L'amore è cieco e questo spiega la scelta di Tor di Valle che diventa così il più fitto crocevia di interessi: quasi 3 miliardi da investire per la costruzione dell'intero complesso, un'area commerciale che, una volta messa sul mercato, potrebbe valere 2 miliardi e lo sguardo attento di Unicredit che da Parnasi deve avere indietro una montagna di quattrini.
La partita a scacchi non finisce qui, ma l'ultima mossa viene rimandata al 3 marzo, quando la sindaca scoprirà le sue carte e il "rientrato" Berdini dirà addio sbattendo una volta per tutte la porta.

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Quando Grillo bocciava lo stadio «Ecco i 10 motivi» (il Messaggero, 9 febbraio 2017)
L'OPERAZIONE

Con la scusa di costruire uno stadio, in realtà si costruisce un intero quartiere, andando ad intasare un intero quadrante della città». Così parlò il blog di Beppe Grillo. Non oggi, ma nel dicembre del 2014. Quando cioè l'amministrazione di Ignazio Marino faceva votare al Consiglio comunale, a colpi di maggioranza, la delibera per conferire «l'interesse pubblico» alla controversa operazione del nuovo stadio a Tor di Valle, su cui oggi i grillini di governo dovranno prendere una decisione (entro il 3 marzo, quando scade la conferenza dei servizi). È questo post, scritto due anni fa sul Blog dal profilo ufficiale del «Movimento 5 Stelle Roma», che ora viene sbandierato dagli «ortodossi» pentastellati per non ammainare i cartelli del «No alla speculazione» e non cedere al pressing orchestrato da Pallotta per convincere la sindaca Virginia Raggi ad avallare un'operazione che potrebbe fruttare a lui e agli altri privati, secondo alcune stime, fino a 800 milioni di euro. D'altronde le parole che compaiono su Beppegrillo.it sono fin troppo esplicite. Non si tratta di piccole «revisioni» al progetto, come trapelava due giorni fa dalla giunta. Vengono elencati 10 pesantissimi «No».
«Il progetto prevede la costruzione di un grande centro direzionale e centro commerciale con dentro un piccolo stadio di proprietà del signor Pallotta». Altro che stadio della Roma. Oltre alla sproporzione delle cubature («un milione di metri cubi di cemento, di cui solo il 14% per lo stadio»; «il progetto stravolge il piano regolatore»), il post punta il dito sulle «nuove infrastrutture di trasporto» che verrebbero pagate dai privati e che in realtà sono «utili esclusivamente al Business Park, aggravando le condizioni di vita dei pendolari e di chi vive in quel quadrante». Insomma « l'affare lo fanno le famiglie Parnasi e Armellini», cioè il costruttore partner di Pallotta e la famiglia «proprietaria dei terreni il cui valore sarà decuplicato».
Il blog attacca ancora Parnasi, che ha venduto all'ex Provincia di Roma «un grattacielo nello stesso quadrante, voluto da Zingaretti e realizzato da Parnasi (costato 263 milioni di euro)» che all'epoca delal denuncia era vuoto (ora è occupato). A frenare qualunque possibilità di costruire l'«Ecomostro» a Tor di Valle, secondo il blog di Grillo, c'è il fatto che «l'area è palesemente inidonea, infatti l'Autorità di bacino del Tevere ne ha evidenziato l'elevato rischio idrogeologico».
Lorenzo De Cicco

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Più debole o rafforzato? Lo stadio appeso a Berdini (Gazzetta dello Sport, 9 febbraio 2017)
Respinte con riserva le dimissioni dell'assessore, ma non è detto che ceda su Tor di Valle. Domani il tavolo tecnico
Alessandro Catapano
ROMA

Commissariato, indebolito o addirittura rafforzato. È evidente che da ieri, se mai qualcuno avesse avuto ancora dubbi, le sorti del nuovo stadio della Roma dipendono da quelle dell'assessore all'Urbanistica Paolo Berdini. «Guastatore » del dossier Tor di Valle, mina vagante della Giunta Raggi, da ieri voce apertamente critica, diciamo così, dei primi sette mesi di amministrazione a cinque stelle.

CHI È PIÙ DEBOLE? Dopo che La Stampa, ieri, ha pubblicato quelle infelici esternazioni sulle relazioni e i comportamenti della sindaca, Berdini ha rassegnato le dimissioni, che sono state respinte dalla Raggi, ma «con riserva ». Negli ambienti romanisti si confida che il primo argomento con cui sciogliere la riserva sia proprio il dossier stadio: cioè, l'assessore potrebbe vedersi costretto a pagare l'incidente di ieri con una resa sul progetto Tor di Valle, o almeno un riallineamento sulla posizione della parte di Giunta disponibile ad accettare una sforbiciata contenuta, intorno al 20%, delle cubature. Il guaio per la Roma e il costruttore Parnasi, però, è che un Berdini indebolito o, meglio, commissariato, non è l'unico scenario possibile. Anzi, è plausibile anche il suo contrario. C'è chi sussurra, infatti, che se Berdini, pronto a raccontare la sua verità in tv, è rimasto al suo posto perfino dopo quello che ha combinato, vuol dire che è intoccabile: o perché la sindaca è più debole di lui o perché non sarebbe conveniente mettere alla porta uno che in questi mesi ha messo le mani su tutti i dossier più delicati.

NON OLTRE MARTEDÌ Intanto, potrebbe essere indicativo in questo senso il rinvio di ventiquattro ore del tavolo tecnico che doveva insediarsi oggi. «Solo per esigenze tecniche», assicurano i soggetti proponenti, ma in attesa di sapere come regolarsi con la figura ingombrante di Berdini si continua a perdere tempo. L'impressione, comunque, è che questo pasticciaccio dello stadio prenderà una direzione definitiva, in un senso o nell'altro, martedì, quando è stato fissato il prossimo appuntamento politico con la Giunta, probabilmente l'ultimo: se la Raggi darà il via libera al progetto, seppure tagliato del 20% circa di cubature, si procederà a ritmi serrati per tagliare il traguardo del 3 marzo, scadenza della Conferenza di servizi in Regione. Se arriverà un no o un ni, non ci sarà più tempo per trovare strade alternative e salterà il tavolo. Per la gioia degli avvocati, che avranno parecchio lavoro.

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Berdini nel caos ma si va avanti (Corriere dello Sport 9 febbraio 2017)

L'assessore dà le dimissioni, respinte dalla Raggi con riserva. Oggi si apre il tavolo

di Guido D'Ubaldo

ROMA

L'assessore all'Urbanistica del Comune di Roma Paolo Berdini è finito nella bufera. In un'intervista su La Stampa, che ha cercato di smentire (ma della quale è stato prodotto l'audio) aveva mosso pesanti critiche alla sindaca Virginia Raggi. Berdini, convocato in Campidoglio, ha rimesso il mandato. Le dimissioni sono state respinte dalla prima cittadina, ma con "riserva". Un altro capitolo nel difficile rapporto tra la Raggi e l'assessore, da sempre critico sullo stadio di Tor di Valle. La sindaca ha voluto delle spiegazioni da Berdini e lo ha convocato alle 14.30 insieme al resto della giunta. Alla fine ha deciso di tenerlo ancora al suo posto ma "con riserva". Forse perchè sostituire l'assessore all'Urbanistica alla vigilia di decisioni importanti come quella dello stadio può essere rischioso. Ma di fatto Berdini è stato depotenziato e l'ultima parola sul progetto di Tor di Valle la dirà il primo cittadino, con l'avallo di Beppe Grillo. La Raggi ha detto: «Era mortificato per quello che ha detto. Roma sta affrontando temi complessi, come i piani di zona o lo stadio». Poi ha comunicato al leader del M5S la decisione presa.
SI APRE IL TAVOLO TECNICO. Il caso Berdini è esploso all'indomani della riapertura della delicata trattativa tra il Campidoglio e i proponenti del nuovo stadio della Roma, che Berdini ha sempre osteggiato. Così oggi quando si dovrebbe aprire uno dei due tavoli tecnici previsti per trovare l'accordo definitivo, potrebbe esserci l'avvocato Lanzalone (genovese, vicino a Grillo) e non Berdini. Per i proponenti saranno presenti i rappresentanti di Parsitalia. In questo tavolo si decideranno i confini entro i quali può essere garantito l'equilibrio economico finanziario, con la riduzione delle cubature totali del venti per cento, probabilmente anche qualcosa in più. Questo tavolo dovrebbe chiudersi rapidamente, per arrivare quindi all'accoglimento delle quattro prescrizioni previste dal documento con il quale il Comune aveva dato parere non favorevole. Tutto questo per poter presentare la nuova documentazione entro il 3 marzo, con i miglioramenti richiesti. 
L'altro tavolo dovrà avallare il lavoro del tavolo tecnico. A quel punto tutto si basa sulla volontà politica. Se decidesse Berdini, lo stadio non si farebbe, ma visto che alla fine prevarrà la linea della Raggi e di Grillo, alla Roma sono ragionevolmente fiduciosi. La sindaca ha lasciato aperta ogni possibilità: «Sullo stadio non mi sono mai pronunciata. Abbiamo chiesto la sospensione della Conferenza dei Servizi, come previsto dalla legge, e avviato un confronto con la società». 
Parnasi, il costruttore del nuovo stadio, ha dato disponibilità a ridurre le cubature anche leggermente oltre il venti per cento. In piena bufera, Berdini ieri ha detto: «La Roma inizia a capire che da parte del Comune non c'è un pregiudizio, c'è un ragionamento sul futuro della città».

LOTTI E BERETTA FAVOREVOLI.Sullo stadio della Roma continuano ad arrivare pareri favorevoli. Il ministro allo Sport Luca Lotti ha rilasciato il suo martedì sera all'Olimpico, davanti alle telecamere di Roma Tv: «Parliamo spesso di valore del nostro campionato, uno dei punti centrali da cui passa l'aumento del valore della Serie A è proprio lo stadio e lo stadio di proprietà. Io mi auguro che siano in tante le società ad andare in questa direzione e fare questa scelta, sperando di poter contribuire come Governo a dare una mano. E' evidente che un investimento di questo tipo porta delle possibilità, delle prospettive per il territorio in cui avviene questo investimento. Ciò vale per altri settori, a maggior ragione nel calcio e nello sport. Non posso che essere favorevole ad investimenti di questo tipo».
Anche il presidente della Lega Maurizio Beretta ha appoggiato lo stadio di Tor di Valle: «Auspichiamo che si riesca a trovare in tempi rapidi una soluzione per consentire alla Roma di avere il proprio stadio e, in generale, al calcio italiano di dotarsi di strutture moderne e all'avanguardia per essere competitivi a livello internazionale. Gli stadi funzionali sono la chiave per favorire la passione dei tifosi ed offrire un prodotto all'altezza per le televisioni di tutto il mondo». 

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UNA POSIZIONE CHIARA

La Regione: «Il progetto è migliorato» (Corriere dello Sport)


ROMA - La posizione della Regione Lazio, con la bufera che non si placa in Comune e in attesa della definitiva riunione della Conferenza dei Servizi, è stata espressa dall'assessore al Territorio Michele Civita, che è tornato a parlare del progetto per il nuovo stadio della Roma, rispondendo in Aula a un'interrogazione di Fabio De Lillo su questo tema: «Ricordo senza fare polemica che il parere non favorevole è stato dato su un progetto definitivo che lo stesso Comune di Roma cinque mesi prima ha trasmesso per la valutazione della Conferenza dei servizi decisoria. Il progetto definitivo in questi mesi è stato maggiormente approfondito. Ha affrontato ancor più nel dettaglio le varie questioni. Quindi, se posso dare una valutazione del tutto personale, è stato migliorato in questi mesi. Se si pensava che non era positivo il parere, potevamo risparmiare questi cinque mesi».


trasparenza. Civita ha sottolineato quali saranno i criteri adottati al momento della decisione: «Abbiamo ricordato che in questa fase i pareri unici dei vari rappresentanti degli enti saranno il primo elemento di valutazione che farà la Conferenza dei servizi. Se rimangono questi pareri difficilmente si potrà andare avanti. Il parere del Comune di Roma non è un parere tra gli altri: è il parere del soggetto che ha dato l'interesse pubblico e che ha avviato tutta la procedura. Noi adesso siamo responsabili di una procedura e stiamo provando a svolgerla nel modo migliore e più trasparente. Tutti i documenti sono pubblici, pubblicati sul sito della Regione in tempo quasi reale, per dare certezza su un'opera molto importante. In questa fase non contano le dichiarazioni, ma contano gli atti formali e le carte che arrivano alla Conferenza dei servizi. Credo che questo sia il più importante contributo che può dare la Regione. Per questo abbiamo fatto l'ufficio di scopo e per questo abbiamo, con serietà, affrontato un tema così complicato che consideriamo importante, perchè gli stadi per le squadre di calcio sono importanti, ma riteniamo che questo sia importante soprattutto per i servizi e le infrastrutture di un quadrante della città che ha bisogno, al di là del tema stadio, di interventi per migliorare la qualità della vita dei cittadini».

g.d'u.

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(Il Tempo, 9 febbraio 2017)




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L'assessore già messo all'angolo Il dossier stadio passa alla Raggi (Il Messaggero, Cronaca di roma, 9 febbraio 2017)
L'OPERAZIONE

La rottura del «legame di fiducia» tra la sindaca Virginia Raggi e l'assessore Paolo Berdini arriva nel momento chiave per il progetto Tor di Valle. Entro il 3 marzo la conferenza dei servizi dovrà decidere se avallare o approvare questa controversa operazione immobiliare che potrebbe fruttare ai privati, secondo alcune stime, fino a 800 milioni di euro. I grillini sono divisi. Da una parte ci sono gli ortodossi, coerenti con la linea del «No alla speculazione» sbandierata prima sui banchi dell'opposizione, durante la consiliatura Marino, e poi per tutta la campagna elettorale. Dall'altra ci sono i «turbo-stadisti», quelli che vorrebbero realizzare lo stadio con annesso l'«Ecomostro» (copyright di Legambiente) da quasi un milione di cubature destinato a opere che con lo sport non c'entrano nulla: negozi, alberghi, uffici e ristoranti.
LA TRATTATIVA
A parole tutti i grillini vorrebbero «ridurre» le cubature record previste dal progetto attuale (quello su cui il Comune ha espresso, il 1 febbraio, un «parere non favorevole»). Ma il punto è capire di quanto bisogna sforbiciare. I pro-Ecomostro, incalzati anche dalla propaganda del #Famostostadio, accetterebbero anche un taglio minimal, un maquillage di facciata che non cambierebbe sostanzialmente la sproporzione delle opere private (l'86% delle cubature, mentre solo il 14% andrebbe allo stadio vero e proprio).
IL TAGLIO
Gli ortodossi invece, la maggioranza dei consiglieri M5S, sono disponibili ad avallare il progetto solo davanti a un massiccio ridimensionamento dei metri cubi. Quanto? Oltre il 60%, per rientrare nei limiti del Piano regolatore generale, che per l'area di Tor di Valle consente di costruire appena un terzo delle cubature sognate dai privati. Circa 112mila metri quadri, a fronte dei 345mila previsti dallo studio di fattibilità realizzato da Pallotta e dal costruttore Luca Parnasi.
Questa è la partita che si sta giocando a Palazzo Senatorio in questi giorni. E che vedeva, fino a 24 ore fa, come protagonista proprio Berdini. Ma dopo l'audio in cui il responsabile dell'Urbanistica ha parlato di una Raggi circondata da una «banda», da una «corte dei miracoli» e soprattutto di una sindaca «inadeguata e impreparata» a governare Roma, è cambiato tutto. Berdini si ritrova ora con un margine di azione estremamente depotenziato. Ammesso che, dopo la pubblicazione dell'audio con le dichiarazioni, rimanga ancora nel suo dicastero, la sua sfera d'influenza è gravata dalle «riserve» della sindaca Virginia Raggi. Che ieri pomeriggio, dopo il duro faccia a faccia con l'assessore a Palazzo Senatorio, ha deciso di avviare un «periodo di prova» sull'operato di Berdini.
LE RIUNIONI
Significa che tutti i dossier più delicati passano ora sulla scrivania della sindaca. A partire proprio da quello di Tor di Valle, nella fase più delicata per il futuro del progetto. Ovvio che l'ala «turbo stadista», con Berdini azzoppato, torni ad alzare la cresta. Oggi tornano a riunirsi i tecnici, nel primo dei «tavoli» programmati dalla giunta dopo il vertice con i privati di martedì. Poi mercoledì prossimo, il 15 febbraio, è in programma un nuovo appuntamento con il diggì della Roma Mauro Baldissoni e Parnasi. Dovrebbe esserci anche la Raggi. Perché alla fine sarà lei a decidere.
Lorenzo De Cicco

laziAle82

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Citazione di: thexfactor il 09 Feb 2017, 01:02
Tutto può essere ma tenderei ad escluderlo perchè certificherebbe una ingenuità imbarazzante da parte di Berdini e non credo che uno con la sua storia possa essere ingenuo fino a questo punto.

Quanto ai grillini va detto anche che se riuscissero a far saltare dopo le Olimpiadi anche lo stadio delle merde con annessa speculazione edilizia voluta da pd e compari assortiti avrebbero compiuto un'impresa degna di passare alla storia (imho)

Ma l'ingenita di Berdini (a meno che non ci sia stata volontarietà) é certificata da quello che é successo ieri.  Se
Il giornalista si era introdotto come tale va da sè, al dontrario significa che un assessore parla in quella maniera col primo cittadino che gli capita nel raggio d'azione, che mi pare pure peggio..

GiPoda

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Citazione di: laziAle82 il 09 Feb 2017, 07:54
Ma l'ingenita di Berdini (a meno che non ci sia stata volontarietà) é certificata da quello che é successo ieri.  Se
Il giornalista si era introdotto come tale va da sè, al dontrario significa che un assessore parla in quella maniera col primo cittadino che gli capita nel raggio d'azione, che mi pare pure peggio..
Dall  audio ho ricavato la sensazione che Berdini abbia il vizio classico, molto romano, del "quanto ce piace chiacchera' ", facilmente sfruttato dal " piccolo mascalzone" di turno.
È stato molto ingenuo considerando la delicatezza del tema e del momento (io credo che parlerei così solo nelle 4 mura di casa mia se avessi delle responsabilita' di questo livello).
Però continuo a pensare che la Raggi nn decida un bel niente  e che saranno sempre i vertici del suo partito a decidere la sorte di Berdini.
Se passa l operazione con la riduzione di 1/3 del cemento previsto sarebbe davvero una ridicola foglia di fico considerando la coerenza dimostrata nel no alle olimpiadi.
Se si vota poi nel 2018 c è tutto il tempo per far digerire ai cittadini appecoronati dalla propaganda il no a questa vergogna.

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PILØ

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Insomma, quando c'era il PD e il M5S era all'opposizione lo Stadio era di Pallotta, era una speculazione sui terreni, non si poteva modificare il piano regolatore, il traffico sarebbe peggiorato, la disoccupazione sarebbe diminuita, 1 miliardo buttati per lo SDO.
Ora che decidono (e magnano) loro, va tutto bene.


Io per sicurezza il video me lo sono salvato prima che sparisca. :x


alasinistra

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Alle 08.30 su Virgin radio ho sentito Beppe Severgnini (!!!) auspicare l'arrivo di un Commissario per smuovere l'inerzia del comune di Roma circa le opere pubbliche!

Oramai mi sembra di assistere alle cronache di un colpo di stato, in pieno stile Pinochet.
Mancano, per l'appunto, i militari che circondano il Comune di Roma e la fucilazione in piazza di Berdini, alla quale, incatenati, assistono inerti la Raggi e la sua giunta.
:asrm :asrm :asrm :asrm :asrm :asrm :asrm :asrm :asrm :asrm :asrm

Yanez_de_Gomera

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Berdini ormai è praticamente commissariato, non ci sono altri modi per spiegare la sua permanenza con riserva.  Mi dispiace per lui, ho avuto la fortuna di conoscerlo in un lontano passato, è una persona seria, onesta,  colta e preparata. Non meritava di essere bruciato in questo modo, non averlo blindato con l'acciaio sulla vicenda stadio credo che sia stato il più grosso errore politico di questa giunta 5 stelle.

novantatreesimo

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Stadio della Roma, perché proprio ora gli speculatori assaltano la diligenza

Una manovra a tenaglia per ottenere la testa di Berdini e avere concessioni da una Raggi dimezzata

globalist 8 febbraio 2017

Molti, immagino, ricordano quel bellissimo passaggio dei Promessi Sposi, quando Renzo chiede conto a don Abbondio del perché non si possono più celebrare le nozze con Lucia.
Una domanda semplice semplice. Alla quale il revedendo risponde affidandosi al 'latinorum': "error, conditio, votum, cognatio, crimen...".
Un modo per non rispondere in maniera chiara e semplice a una domanda altrettanto chiara e semplice.
Orbene, passando dal Manzoni all'odierna telenovela intitolata 'I promessi Stadi", si nota molte similitudini non mancano.
A chi fa la semplicissima domanda: ma se dovete fare lo stadio, perché diventa irrinunciabile costruire tre grattacieli, negozi, centri commerciali e dedicare allo sport solo il 14% della cubatura mentre l'86% delle costruzioni con il calcio, la Roma e Totti nulla c'entrano?
La risposa è nota: il ddl, l'odg, la variante, l'articolo 3 del comma 4 e - come diceva il buon Gigi Proietti nella parodia dello strozzino - l'Iva, l'Uva e l'Ova".
Perché la verita è una e una sola: lo stadio è solo l'alibi per una mega-speculazione edilizia in barba al piano regolatore generale che va in favore dei privati (il signor Pallotta e soci) dei costruttori (Parnasi) e delle banche (in questo caso Unicredit). Loro con il solo stadio non realizzano il business che vogliono. E quindi cercano di utilizzare lo stadio per cementificare un'area golenale (altro che tutela dell'ambiente) e costruire ottenere 600 mila metri cubi mentre per legge ne sono previsti al messimo circa 120 mila. Parliamo di uno sforamento di 5 volte di più.
Perché non dicono allora la verità e si nascondono nel 'latinorum' burocratese?
E veniamo al resto. Si dice stadio della Roma, ma non è lo stadio della Roma. E' lo stadio di Pallotta e soci che sarà dato in affitto alla As Roma, la quale pagherà un canone per giocare in tutti quelli che pensano sia il suo stadio. Il che significa che un domani, se dovesse cambiare la proprietà, i nuovi soci sarebbero in affitto, vincolati a un contratto vantaggioso sicuramente per i proprietari, ma non necessariamente per l'As Roma.
L'altra questione è che l'idea di costruire a lato dello stadio 3 grattacieli dell'Unicredit è talmente obrobriosa e vergognosa, che la campagna #famostostadio giustamente la omette. Nessuno mette in discussione lo stadio. Ma il resto. E quindi l'hastag giusto sarebbe #famoletorridellabanca. Ma si sa, mentre la nostrana politica fa le campagne contro le banche, alla fine sfruttando uno dei sentimenti più genuini delle persone, ossia il tifo, si fanno campagne che vanno contro gli interessi dei cittadini e del loro diritto di vivere in una città che rispetti le regole urbanistiche, ma a favore delle banche.
Quindi si torna alla domanda inziale, alla quale non si risponde con sincerità: se volete fare lo stadio della Roma, perché progettate un intero quartiere? Chi ci guadagna davvero in questa speculazione? Banche, palazzinari e privati o i cittadini di Roma?
Se volete fare lo stadio, perché non fate solo lo stadio? Real Madrid, Bayern Monaco, Chelsea e  Psg - solo per citare alcune formazioni quotate - hanno raggiunto grandissimi risultati sportivi. Ma non risulta che abbiano dovuto cementificare ettari e ettari di terreni
In tutta questa campagna sostenuta dal partito trasversale del mattone ci sono pochi eroi civili che stanno sfidando il vento della demagogia e una campagna mediatica tutt'altro che innocente ma sostenuta dai soliti interessi di Palazzo e dei palazzinari: l'assessore Paolo Berdini. Che da grande urbanista e persona libera e perbene ha detto molto molto meglio di tutti le stesse cose. Sì allo stadio, no alla speculazione edilizia. In questo paese che vive di ondate demagogiche lui è come i Sioux che si oppongono all'oleodotto sulle terre sacre. Molto appoggiati all'estero, invisi e insultati in patria, tant'è che nel Nord Dakota se ne fregano altamente delle loro proteste perché prima vengono i dollari.
Berdini è uno degli ultimi ostacolo che si frappongono tra il buon governo del terrirorio e la speculazione edilizia in favore di banche, palazzinari e americani. Ovvio che si tenti in tutti i modi di toglierlo di mezzo.
Ed è altrettanto ovvio che questa baraonda demagogica e mediatica si sia scatenata nel maggior momento di debolezza personale di Virginia Raggi, assediata dai procedimenti giudiziari e in calo di popolarità. Una sindaca che non ha più la forza di opporsi come fatto per le Olimpiadi (tra l'altro sbagliando nelle forme e nei modi, come detto dallo stesso Berdini, perché avrebbe dovuto dire un sì condizionato e non un no a prescinere) e potrebbe scendere a compromessi al ribasso, perché i grillini sono fatti di carne e ossa come gli altri politici e come gli altri politici alla fine per raccattare voti non badano al sottile.
Poi certo, dovrebbero spiegare ai loro elettori del perché si sono inginocchiati a palazzinari e banche, ma sono abbastanza certo che in questo caso la stampa sarebbe molto molto più benevola.
Stiamo assistendo quindi a un vero e proprio assalto alla diligenza. Il partito dei palazzinari all'attacco contro un sindaco dimezzato e che traballa e sopratutto contro l'assessore Berdini, Santo Berdini martire, che è il loro nemico giurato da eliminare per poter saziare i loro appetiti e divorarsi un altro pezzo di città.
Cosa spero? Che ci sia coerenza. Per anni abbiamo criticato il sistema-Roma e una politica capitolina condizionata dal ricchissimo partito del mattone e ora stiamo assistendo a uno dei potenziali capitoli più gravi. Senza che ci sia uno scatto d'orgoglio o di consapevolezza che se passa questa operazione è l'inizio della fine. Chi può riveda "Le mani sulla città" di Francesco Rosi. E capirà come quel film sia ancora attuale. Stadio della Roma (anche se è di Pallotta) sì. Grattacielo no. (E. Con.)

GiPoda

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Citazione di: Yanez_de_Gomera il 09 Feb 2017, 09:46
Berdini ormai è praticamente commissariato, non ci sono altri modi per spiegare la sua permanenza con riserva.  Mi dispiace per lui, ho avuto la fortuna di conoscerlo in un lontano passato, è una persona seria, onesta,  colta e preparata. Non meritava di essere bruciato in questo modo, non averlo blindato con l'acciaio sulla vicenda stadio credo che sia stato il più grosso errore politico di questa giunta 5 stelle.
Non credo sia così.
La Muraro in una intervista di oggi al messaggero dice chiaramente che Berdini è rimasto al suo posto per volere dei vertici dei 5s, non dei Raggi boys.
Evidentemente a Genova e Milano lo ritengono strategico nella loro lotta contro l accoppiata cemento-finanza, altrimenti lo avrebbero già giubilato come hanno fatto con Muraro.

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NEMICOn.1

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Citazione di: alasinistra il 09 Feb 2017, 09:45
Alle 08.30 su Virgin radio ho sentito Beppe Severgnini (!!!) auspicare l'arrivo di un Commissario per smuovere l'inerzia del comune di Roma circa le opere pubbliche!

Oramai mi sembra di assistere alle cronache di un colpo di stato, in pieno stile Pinochet.
Mancano, per l'appunto, i militari che circondano il Comune di Roma e la fucilazione in piazza di Berdini, alla quale, incatenati, assistono inerti la Raggi e la sua giunta.
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Ma la colpa di questa situazione è di questa banda di miracolati dei 5 stelle che si sono fatti sopraffare da questo circo mediatico contro di loro, dove ogni giorno gli gettano fango addosso su una storia quando potrebbero sputtanare tutto questo carozzone in 5 minuti se solo volessero , perche qui la merda è maggiore rispetto alle Olimpiadi ; invece frasi sibilline , accordi ad aperture ect ect .

StylishKid

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Lo stadio è nell'interesse di unicredit, per cui lo stadio si farà.
Punto.

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