Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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Yanez_de_Gomera

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Citazione di: er clauz il 20 Feb 2017, 17:44
è arrivato il tutor della raggi. tutt'apposto!!

Stadio Roma, Grillo: "Prima un referendum, lo faremo con criteri mai visti"

Il fondatore del Movimento a colloquio con Raggi e Casaleggio. Escluso De Vito. "Non lo farà un palazzinaro, ma un costruttore "
Pensavo fosse meglio che se ne occupasse un urbanista.

ventiseimaggio

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Grillo ha detto che NON CI SARÀ ALCUN REFERENDUM SULLO STADIO.  :since

bertux

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In soldoni, ad oggi, di ufficiale le merd.  hanno un parere negativo e un vincolo. Il resto è chiacchiericcio.
punto.

Davy_Jones

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Citazione di: happyeagle il 20 Feb 2017, 17:59
l'aumento di capitale è praticamente già chiuso, hanno scaricato tutta la monnezza che potevano, hanno esuberato 4900 dipendenti ed hanno alleggerito i piccoli risparmiatori.

si lo so, e' come dici in pratica


Citazione di: happyeagle il 20 Feb 2017, 17:47
Operazioni di quel genere hanno un moltiplicatore più alto, oltre a ridurre l'esposizione dei Parnasi guadagnano finanziando chi va ad investire nelle torri.
Non dimentichiamo che dietro c'è anche GoldmanSachs666.

P.S. sai quanti uffici ad affitto di favore potrebbero elargire come benefit ai magliari&co?


no non lo so ma comunque questa e' una grossa variabile per me perche' gs e' coinvolta su molti fronti con le stesse istituzioni e persone. e penso che il grosso problema di unicredit e' risolvere la questione di parnasi. il resto potrebbe essere secondario nello scenario attuale. non so.

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happyeagle

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Citazione di: Davy_Jones il 20 Feb 2017, 18:42
si lo so, e' come dici in pratica


no non lo so ma comunque questa e' una grossa variabile per me perche' gs e' coinvolta su molti fronti con le stesse istituzioni e persone. e penso che il grosso problema di unicredit e' risolvere la questione di parnasi. il resto potrebbe essere secondario nello scenario attuale. non so.

Il guadagno grosso GS e UniDebit lo farebbero con qualche titolo spazzatura, 'na bella cedola alta e vedi come abboccano i pesci.

gentlemen

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Citazione di: bertux il 20 Feb 2017, 18:25
In soldoni, ad oggi, di ufficiale le merd.  hanno un parere negativo e un vincolo. Il resto è chiacchiericcio.
punto.


DaMilano

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Ma solo a me le dichiarazioni di Grillo sembrano da tasso alcolico alto?
Ma che significa lo farà un costruttore e non un palazzinaro?
Ma che significa lo faremo con criteri mai visti?

C'è un progetto, c'è un nome e cognome di proponente, c'è una conferenza dei servizi aperta.....ti va bene parnasi, ti va bene il progetto?

Chiacchiere, chiacchiere da bar.....ma dove stiamo andando a finire?

Sam Cromwell

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Citazione di: novantatreesimo il 20 Feb 2017, 13:20
C'è chi, su questo forum, fa le pulci alla soprintendenza e alle sue tempistiche invece di celebrarne le gesta che (speriamo) impediranno l'edificazione del merdodromo.
Laziali, gente strana.
Come non quotare....
Come quando invece di contro, sempre su questo forum, c'è gente che discute e fa le pulci sull'esistenza cristallina o meno di un rigore concesso alla Lazio... (quelle volte più uniche che rare!).
Laziali, gente stranissima.

Ah, sono OT, riguardo lo stadio (e non solo) devono morì male e tronfi!  :stop :asrm

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laziale ardeatino

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L'imbeccata di Franco Bechis
Stadio Roma, a proposito di pubblica utilità.
Aveva visto lungo, il gruppo guidato da Luca Parnasi. Proprio pochi mesi prima di trovare nel progetto dello Stadio della Roma la soluzione ai propri guai finanziari decise di dare una mano alla formazione del consiglio comunale di Roma capitale che per lui si sarebbe rivelato decisivo. Il costruttore romano mise in campo tutte o quasi le società del proprio gruppo, e decise di finanziare molte campagne elettorali di consiglieri comunali del Pd e del Pdl nella quasi certezza che insieme avrebbero fatto la maggioranza della futura assemblea che avrebbe visto sindaco Ignazio Marino.
Luca Parnasi mobilitò ogni sigla del gruppo, anche le società con i conti disastrati (chissà se Unicredit, il grande creditore, lo sapeva), come le varie Parsec, la Rimini Immobiliare srl, il Parco delle Acace, la Immobiliare Apollonia, la Imc Viterbium e tante altre. E alla fine (insieme alle società di Sergio Scarpellini) Parnasi risultò il maggiore finanziatore della politica romana, anche con piccoli contributi che ovviamente furono ben graditi dai politici che correvano in quel turno elettorale.
Restarono fuori i 5 stelle, che per altro non raccolgono quasi mai finanziamenti che non siano interni al movimento.
Spezzettando per ogni sua società i finanziamenti in quote da 5 mila euro, Parnasi cercò di non dare troppo nell'occhio. Ma diede una bella mano a tutti. Nel centro destra aiutò ad esempio Giordano Tredicine con 30 mila euro divisi fra 6 società (ogni contributo appunto da 5 mila euro).
Finanziò anche Giovanni Quarzi e Marco Pomarici (5 mila euro a testa), Lavinia Mennuni (27 mila euro divisi fra più società), Davide Bordoni (15 mila euro divisi fra 3 società), Sveva Belviso (5 mila euro), Gianni Alemanno (35 mila euro divisi fra più società) e l'esponente di Fratelli di Italia, Dario Rossin (10 mila euro).
Nel Pd Parnasi finanziò Andrea Tassone (15 mila euro). Francesco D'Ausilio (20 mila euro divisi fra più società), Cecilia Fannunza (2.500 euro), Fabrizio Panecaldi (10 mila euro), Giovanni Paris (5 mila euro), Antonio Stampete (10 mila euro), Andrea Santoro (15 mila euro).
Contributi dati anche ad altre liste civiche o a quelle che supportavano Alfio Marchini nella sua prima corsa al comune di Roma. Da Parnasi arrivarono finanziamenti ad Alessandro Onorato (20 mila euro) e Cosimo di Noi (3.500 euro) della stessa lista. Anche 5 mila euro per Luca Giansanti della lista civica per Marino sindaco e 25 mila euro a Ignazio Cozzoli Poli della lista Cittadini per Roma.
Con queste premesse ovvio che il consiglio comunale di Roma arrivò ben disposto all'appuntamento del 22 dicembre 2014 con la votazione che definitiva di PUBBLICA UTILITA' il progetto di Parnasi sullo stadio di Roma. Che fu approvata quasi alla vigilia di Natale in un'aula dove brillavano le assenze (per gran parte della seduta risultarono non presenti tutti e 4 i consiglieri del M5s, compresa la Raggi. Ma arrivarono in tempo per votare no). Alla fine la delibera Parnasi ottenne 29 voti favorevoli, 8 contrari e tre astensioni. Qualcuno aveva detto sì anche perchè ci credeva, e non solo per ringraziare il benefattore dell'anno prima...

Nex1

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Il messaggio di Grillo è chiaro, lui lo stadio glielo vuole far fare. Lo faranno verde, ecosostenibile, l'energia elettrica sarà prodotta dalle scurreggie dei riommerds e tutto andrà bene!
Perchè loro non sono palazzinari, ma costruttori, grandi costruttori. Ma vaffcl Grillo! Oggi è il tuo giorno del vaffnclo! 

AquiladiMare

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Citazione di: Nex1 il 20 Feb 2017, 22:17
Il messaggio di Grillo è chiaro, lui lo stadio glielo vuole far fare. Lo faranno verde, ecosostenibile, l'energia elettrica sarà prodotta dalle scurreggie dei riommerds e tutto andrà bene!
Perchè loro non sono palazzinari, ma costruttori, grandi costruttori. Ma vaffcl Grillo! Oggi è il tuo giorno del vaffnclo!

Ma il vincolo della soprintendenza quello è reale..

Ranxerox

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Citazione di: laziale ardeatino il 20 Feb 2017, 21:02
L'imbeccata di Franco Bechis
Stadio Roma, a proposito di pubblica utilità.
Aveva visto lungo, il gruppo guidato da Luca Parnasi. Proprio pochi mesi prima di trovare nel progetto dello Stadio della Roma la soluzione ai propri guai finanziari decise di dare una mano alla formazione del consiglio comunale di Roma capitale che per lui si sarebbe rivelato decisivo. Il costruttore romano mise in campo tutte o quasi le società del proprio gruppo, e decise di finanziare molte campagne elettorali di consiglieri comunali del Pd e del Pdl nella quasi certezza che insieme avrebbero fatto la maggioranza della futura assemblea che avrebbe visto sindaco Ignazio Marino.
Luca Parnasi mobilitò ogni sigla del gruppo, anche le società con i conti disastrati (chissà se Unicredit, il grande creditore, lo sapeva), come le varie Parsec, la Rimini Immobiliare srl, il Parco delle Acace, la Immobiliare Apollonia, la Imc Viterbium e tante altre. E alla fine (insieme alle società di Sergio Scarpellini) Parnasi risultò il maggiore finanziatore della politica romana, anche con piccoli contributi che ovviamente furono ben graditi dai politici che correvano in quel turno elettorale.
Restarono fuori i 5 stelle, che per altro non raccolgono quasi mai finanziamenti che non siano interni al movimento.
Spezzettando per ogni sua società i finanziamenti in quote da 5 mila euro, Parnasi cercò di non dare troppo nell'occhio. Ma diede una bella mano a tutti. Nel centro destra aiutò ad esempio Giordano Tredicine con 30 mila euro divisi fra 6 società (ogni contributo appunto da 5 mila euro).
Finanziò anche Giovanni Quarzi e Marco Pomarici (5 mila euro a testa), Lavinia Mennuni (27 mila euro divisi fra più società), Davide Bordoni (15 mila euro divisi fra 3 società), Sveva Belviso (5 mila euro), Gianni Alemanno (35 mila euro divisi fra più società) e l'esponente di Fratelli di Italia, Dario Rossin (10 mila euro).
Nel Pd Parnasi finanziò Andrea Tassone (15 mila euro). Francesco D'Ausilio (20 mila euro divisi fra più società), Cecilia Fannunza (2.500 euro), Fabrizio Panecaldi (10 mila euro), Giovanni Paris (5 mila euro), Antonio Stampete (10 mila euro), Andrea Santoro (15 mila euro).
Contributi dati anche ad altre liste civiche o a quelle che supportavano Alfio Marchini nella sua prima corsa al comune di Roma. Da Parnasi arrivarono finanziamenti ad Alessandro Onorato (20 mila euro) e Cosimo di Noi (3.500 euro) della stessa lista. Anche 5 mila euro per Luca Giansanti della lista civica per Marino sindaco e 25 mila euro a Ignazio Cozzoli Poli della lista Cittadini per Roma.
Con queste premesse ovvio che il consiglio comunale di Roma arrivò ben disposto all'appuntamento del 22 dicembre 2014 con la votazione che definitiva di PUBBLICA UTILITA' il progetto di Parnasi sullo stadio di Roma. Che fu approvata quasi alla vigilia di Natale in un'aula dove brillavano le assenze (per gran parte della seduta risultarono non presenti tutti e 4 i consiglieri del M5s, compresa la Raggi. Ma arrivarono in tempo per votare no). Alla fine la delibera Parnasi ottenne 29 voti favorevoli, 8 contrari e tre astensioni. Qualcuno aveva detto sì anche perchè ci credeva, e non solo per ringraziare il benefattore dell'anno prima...

Comunque tra una cosa è l'altra parliamo di quasi 300 mila euro di finanziamenti trasversali, mica cazzi....

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ES

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Citazione di: laziale ardeatino il 20 Feb 2017, 21:02
L'imbeccata di Franco Bechis
Stadio Roma, a proposito di pubblica utilità.
Aveva visto lungo, il gruppo guidato da Luca Parnasi. Proprio pochi mesi prima di trovare nel progetto dello Stadio della Roma la soluzione ai propri guai finanziari decise di dare una mano alla formazione del consiglio comunale di Roma capitale che per lui si sarebbe rivelato decisivo. Il costruttore romano mise in campo tutte o quasi le società del proprio gruppo, e decise di finanziare molte campagne elettorali di consiglieri comunali del Pd e del Pdl nella quasi certezza che insieme avrebbero fatto la maggioranza della futura assemblea che avrebbe visto sindaco Ignazio Marino.
Luca Parnasi mobilitò ogni sigla del gruppo, anche le società con i conti disastrati (chissà se Unicredit, il grande creditore, lo sapeva), come le varie Parsec, la Rimini Immobiliare srl, il Parco delle Acace, la Immobiliare Apollonia, la Imc Viterbium e tante altre. E alla fine (insieme alle società di Sergio Scarpellini) Parnasi risultò il maggiore finanziatore della politica romana, anche con piccoli contributi che ovviamente furono ben graditi dai politici che correvano in quel turno elettorale.
Restarono fuori i 5 stelle, che per altro non raccolgono quasi mai finanziamenti che non siano interni al movimento.
Spezzettando per ogni sua società i finanziamenti in quote da 5 mila euro, Parnasi cercò di non dare troppo nell'occhio. Ma diede una bella mano a tutti. Nel centro destra aiutò ad esempio Giordano Tredicine con 30 mila euro divisi fra 6 società (ogni contributo appunto da 5 mila euro).
Finanziò anche Giovanni Quarzi e Marco Pomarici (5 mila euro a testa), Lavinia Mennuni (27 mila euro divisi fra più società), Davide Bordoni (15 mila euro divisi fra 3 società), Sveva Belviso (5 mila euro), Gianni Alemanno (35 mila euro divisi fra più società) e l'esponente di Fratelli di Italia, Dario Rossin (10 mila euro).
Nel Pd Parnasi finanziò Andrea Tassone (15 mila euro). Francesco D'Ausilio (20 mila euro divisi fra più società), Cecilia Fannunza (2.500 euro), Fabrizio Panecaldi (10 mila euro), Giovanni Paris (5 mila euro), Antonio Stampete (10 mila euro), Andrea Santoro (15 mila euro).
Contributi dati anche ad altre liste civiche o a quelle che supportavano Alfio Marchini nella sua prima corsa al comune di Roma. Da Parnasi arrivarono finanziamenti ad Alessandro Onorato (20 mila euro) e Cosimo di Noi (3.500 euro) della stessa lista. Anche 5 mila euro per Luca Giansanti della lista civica per Marino sindaco e 25 mila euro a Ignazio Cozzoli Poli della lista Cittadini per Roma.
Con queste premesse ovvio che il consiglio comunale di Roma arrivò ben disposto all'appuntamento del 22 dicembre 2014 con la votazione che definitiva di PUBBLICA UTILITA' il progetto di Parnasi sullo stadio di Roma. Che fu approvata quasi alla vigilia di Natale in un'aula dove brillavano le assenze (per gran parte della seduta risultarono non presenti tutti e 4 i consiglieri del M5s, compresa la Raggi. Ma arrivarono in tempo per votare no). Alla fine la delibera Parnasi ottenne 29 voti favorevoli, 8 contrari e tre astensioni. Qualcuno aveva detto sì anche perchè ci credeva, e non solo per ringraziare il benefattore dell'anno prima...

Se questo articolo risponde a verità c'è da sputtanare, vita natural durante, un paio di partiti e qualche decina di persone.
Io spero si riesca a renderlo virale.

Poiché 2+2=4 si può iniziare ad intuire come campano certi omminicchi che si professano giornalisti.

Divulgare, è roba che scotta parecchio, che sputtana parecchio.


PARISsn

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adesso a parte tutto...comune, sovrintendenza ect vedremo come va a finire...ma la cosa che piu mi imbestialisce  è sentire da tutti e leggere ovunque...quando si tratta della questione...." stadio della riomma"....pure stasera sentivo il tg L7....Mentana ha ripetuto piu volte...tra  un servizio e  l'altro...." lo stadio della riomma "......porco giuda ballerino non è verooooooooooo !! non è lo stadio della riomma!! è lo stadio di Pallotta !! che affittera' alla riomma !! basterebbe cosi poco per rendere chiaro che qualcosa non quadra !! non è la AS Riomma che si costruisce  lo stadio...come la famiglia Agnelli o Pozzo hanno fatto per la  juve e  l'udinese !! è un privato che presenta  un progetto con all'interno uno stadio....che AFFITTERA' alla riomma !! se lo dovessero costruire davvero...e per chissa' quale congiunzione astrale la riomma sparisse....lo potrebbe affittare alla Lazio o alla Lupa e non gli cambierebbe un fico secco....PERCHE STANNO COSTRUENDO UNA COSA CHE NON SARA' PATRIMONIO DELLA RIOMMA !! MA DI PALLOTTA!! ....

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Stadio, la maggioranza a rapporto da Grillo: braccio di ferro sul no (Il Messaggero)

LA SPACCATURA

L'appuntamento rimbalza nelle chat interne dei consiglieri, verso le sette di sera, quando Beppe Grillo e Davide Casaleggio hanno da poco lasciato la Sala degli Orologi dopo un vertice di due ore e mezza con Virginia Raggi. «Domani (cioè oggi, ndr) riunione di maggioranza». All'ordine del giorno, neanche a dirlo, c'è il progetto del nuovo stadio a Tor di Valle, bocciato dai grillini quando erano all'opposizione nel 2014 e ancora osteggiato dalla maggior parte dei consiglieri comunali M5S. Quelli a cui Grillo, ora, vorrebbe far cambiare idea.
IL PRESSING
Nel colloquio di ieri in Campidoglio, il leader pentastellato ha fatto capire che «va trovato un accordo» con i privati. Il vertice tra Comune e proponenti è fissato per domani, ecco perché è stata convocata in tutta fretta la riunione di maggioranza. «Anche Beppe parteciperà», dicono diversi esponenti pentastellati. Perché, probabilmente, è necessaria la presenza del leader per far mutare il segno degli equilibri interni.
Il fronte del «No alla speculazione», coerente con quanto i grillini hanno ripetuto per tutta la campagna elettorale, si è ormai allargato. Da dieci, i consiglieri contrari a «stravolgere il Piano regolatore», sono diventati più di 15. E pesano nel pallottoliere dell'Assemblea capitolina. «Su temi come questo ci giochiamo la faccia davanti ai nostri elettori - spiega un eletto M5S - Abbiamo sempre detto che avremmo fatto lo stadio dentro le regole, che significa nel rispetto del Prg. Non possiamo derogare su questi principi». I limiti fissati dal Piano regolatore, effettivamente, parlano chiaro: a Tor di Valle si possono costruire al massimo 350mila metri cubi. Un terzo di quanto sognano James Pallotta e il costruttore Luca Parnasi.
Resta poi da sciogliere il nodo del vincolo che la Soprintendenza ai Beni culturali ha deciso di apporre sull'ippodromo di Tor di Valle. E per il progetto, è quasi scaduta la dead line della conferenza dei servizi: il 3 marzo è fissata l'ultima riunione dell'organismo che dovrà decidere se approvare o bocciare l'operazione immobiliare. Anche se, ragionano in Campidoglio, la Roma sembra ormai orientata a chiedere una nuova proroga, che allungherebbe di un mese i tempi della decisione.
IL RIMPASTO
Sullo sfondo (ma non troppo), rimane il nodo dell'assessorato all'Urbanistica. C'è da riempire la poltrona lasciata vuota da Paolo Berdini una settimana fa. «Il nuovo assessore ci sarà- ha garantito ieri Grillo - Il nome? Non c'è ancora il nome, comunque abbiamo... hanno delle scelte. Lavorano bene, state tranquilli». E ancora: «Ci saranno delle belle novità».

Lorenzo De Cicco


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I dissidenti scendono in piazza: «Basta scelte a porte chiuse» (Il Messaggero)

LE REAZIONI

Speravano di essere coinvolti nella processo di decisione partecipato sullo stadio. E invece oltre un centinaio di attivisti M5S oggi, a mezzogiorno, saranno costretti a scendere in piazza della Madonna di Loreto, a due passi dal Campidoglio, per manifestare in pubblico tutti i dubbi, messi in chiaro fin dal 2014, sull'operazione Tor di Valle. Gli attivisti si incammineranno verso Palazzo Senatorio per consegnare alla sindaca Raggi una bozza di delibera di annullamento dell'atto originario dell'iter di approvazione dello stadio.
Quelle degli attivisti sono perplessità in parte condivise da Raggi che però ha preferito convocare una cabina di regia politica ristrettissima sulla questione. Il tempo scorre e la sindaca ha voluto fare il punto con i vertici M5S, il suo vice Bergamo, la presidente della commissione urbanistica Iorio, i legali e lo staff parlamentare del M5S.
Chi è rimasto fuori non l'ha presa benissimo. Basta leggere le parole di Francesca De Vito, sorella di quel Marcello presidente dell'Assemblea capitolina che non ha partecipato alla riunione sullo stadio: «Da quando il M5S fa riunioni a porte chiuse? Ma non dovevamo portare lo streaming nella politica?». La De Vito, va detto, si esprime a titolo personale, come in autonomia oggi parteciperà alla manifestazione dal titolo Virginia parliamo insieme dello stadio.
LA POSIZIONE
Perché è giusto partecipare, scrive la De Vito, purché non diventi la solita contrapposizione Raggi-Lombardi, sottolinea. La deputata romana Roberta Lombardi qualche giorno fa aveva espresso una forte contrarietà all'operazione urbanistica ma è stata redarguita sul blog di Grillo. Per questo sarà importante oggi capire e contare quanti, con Grillo presente nella Capitale, manifesteranno il proprio dissenso ribadendo quei malumori già emersi durante l'ultima assemblea capitolina per il mancato collegamento tra eletti in Campidoglio e militanti pentastellati.
La protesta è in realtà una richiesta a palazzo Senatorio perché accolga il lavoro del tavolo Urbanistica, composto da professionisti del settore, tutti militanti volontari, che in questi anni hanno studiato a fondo il dossier stadio istruendo gli interventi degli allora consiglieri comunali che votarono no alla delibera proposta da Ignazio Marino nel 2014.
LA MISSIVA
«Cara Virginia, sulla vicenda stadio state prendendo una cantonata!» scrivono gli attivisti tra cui spicca l'architetto Francesco Sanvitto, coordinatore del tavolo Urbanistica che ha contato decine di illegittimità nell'iter dello stadio. Per gli attivisti si deve ricominciare tutto da capo per apportare modifiche sostanziali al progetto.
E quindi bisogna annullare la delibera di pubblico interesse votata nel 2014. «Speriamo che il sindaco prenda coscienza dei fatti - dice Sanvitto - Il problema non è lo stadio, ma è tutta l'espansione urbanistica che ruota attorno allo stadio. Ripeto: come sono state conteggiate quelle cubature? Da dove saltano fuori quei valori, chi ha fatto quelle stime? Parliamo di questo».

Stefania Piras


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Grillo in Campidoglio, sì allo stadio (La Repubblica)

Dopo le proteste degli attivisti M5S sull'impianto il leader e Casaleggio a Raggi: "Non fatevi condizionare dalle pressioni esterne, sentiremo la popolazione". La preoccupazione di essere identificati con il "partito del No"

MAURO FAVALE GIOVANNA VITALE

ROMA.
«Le problematiche su Tor di Valle ci sono — ammette Beppe Grillo — ma le risolveremo». Non è il via libera "politico" allo stadio della Roma, ma quasi.
Il garante del M5S ritorna in Campidoglio dopo mesi per parlare con Virginia Raggi e mette tutto il suo peso sul progetto dell'arena voluta dalla società giallorossa. «Perché — dice alla sindaca — non possiamo diventare il partito del No» dopo quello alle Olimpiadi e perché «uno stadio fatto dai 5 Stelle, con tecnologie innovative ed ecosostenibili può essere una cosa bella».
È questa la linea del fondatore, concordata con Davide Casaleggio che per la prima volta varca il portone di palazzo Senatorio per una riunione di due ore sulla capitale presenti, oltre la sindaca, anche il suo vice, Luca Bergamo, i parlamentari Adriano Bonafede e Riccardo Fraccaro, e Luca Lanzalone, avvocato genovese plenipotenziario del Comune (ma ancora senza incarico formale) che tratta con la Roma la questione dello stadio.
Per la maggioranza c'è solo Donatella Iorio, presidente ella commissione urbanistica. Esclusi, invece, Marcello De Vito e Paolo Ferrara, presidente dell'Aula e capogruppo M5S, entrambi vicini a Roberta Lombardi e più scettici sul via libera al progetto. È a loro, soprattutto, che in questi giorni sono arrivate le rimostranze della base che oggi, con i rappresentanti del cosiddetto "tavolo urbanistica" del M5S romano, si ritroveranno sotto al Campidoglio per portare alla prima cittadina una delibera che annulli l'atto con il quale la maggioranza guidata da Ignazio Marino, nel dicembre del 2014, concesse al progetto la qualifica di «interesse pubblico » col voto contrario dei 4 consiglieri 5 Stelle.
«Decidete voi, senza farvi condizionare dalle pressioni esterne », ha detto il "garante" alla Raggi riferendosi proprio alle proteste che arrivano dagli stessi attivisti romani del Movimento. Poi, rivolto alla Raggi, le dice: «Sei una roccia». Al termine di una riunione in cui gli viene mostrato il progetto e illustrate le incognite (dalla possibile richiesta di risarcimento da parte della Roma ai complessi passaggi amministrativi della conferenza dei servizi) Grillo non nega che in quell'area, Tor di Valle, nel quadrante sud ovest della capitale, ci siano «problematiche» che riguardano «suolo, ubicazione e idrogeologia. Ci sono problemi — dice uscendo dal Campidoglio — ma li risolveremo e sarà la soluzione migliore, per cittadini e luogo. Si pensa al diritto all'ambiente e alla salute». Due ore prima, lasciando l'hotel a due passi dai Fori imperiali che lo ospita durante le sue trasferte romane, aveva annunciato anche che «se lo stadio si farà, verrà fatto con criteri innovativi e in modo condiviso: prima sentiremo la popolazione interessata dal progetto e con loro potremo costruire una cosa straordinaria ». Un'apertura a una forma di consultazione che, però, nella riunione con la sindaca non viene minimamente affrontata. Vengono invece approfonditi i passaggi tecnici, compresa la novità del vincolo sull'Ippodromo di Tor di Valle richiesto dalla Soprintendenza all'Archeologia, Belle arti e Paesaggio. Un atto che, però, è compito della Roma sbloccare, fanno presente dal Campidoglio, con un eventuale ricorso al Tar.
In attesa dell'incontro decisovo con la società, in programma domani, i 5 Stelle stanno valutando anche la possibilità di percorrere strade alternative. Qualcuno ipotizza addirittura un cambio di location in corsa. Troppo in corsa, forse, con la conferenza dei servizi (l'organo deputato ad accordare la concessione edilizia) che riprende il 3 marzo. In queste ore circola l'ipotesi che possa essere la Roma a richiedere una nuova sospensione, per consentire al Comune di approvare gli atti necessari al via libera. la riunione di domani dovrebbe chiarire meglio la situazione.


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Da Grillo sponda a Raggi per il sì al nuovo stadio "Ignorate le pressioni" (La Repubblica - ed. romana)

Casaleggio per la prima volta a Palazzo Senatorio Il fondatore M5S: "I problemi? Li risolveremo"

MAURO FAVALE GIOVANNA VITALE
ORA che Beppe Grillo e Davide Casaleggio hanno tracciato la linea, che il progetto della Roma a Tor di Valle ha ricevuto il sigillo dei vertici perché «il Movimento non può diventare il partito del no a tutto », per il fronte anti-stadista la partita si fa molto più complicata.
Un blitz che all'improvviso trasforma in una mission impossible quello che solo qualche giorno fa la base e i consiglieri ribelli consideravano a portata di mano: bloccare «la grande colata di cemento», copyright di Roberta Lombardi, alla periferia sud dell'Urbe. A poco è valso insistere sull'ultimo parere dell'avvocatura capitolina che ha bollato come illegittima la delibera di pubblica utilità varata dalla giunta Marino, che adesso l'amministrazione Raggi porterà avanti come se nulla fosse, sebbene con qualche ritocco green.
E nemmeno contestare l'incoerenza di una posizione che cozza con quelle precedenti, risalenti al tempo in cui i 5stelle stavano all'opposizione, peraltro rivendicate anche in campagna elettorale. Se Grillo e Casaleggio scendono a Roma, oltretutto per incontrare una sindaca tenuta finora a debita distanza, vuol dire che la situazione è grave e che intendono risolverla. A modo loro.
Dissentire significherebbe mettersi fuori dal Movimento. Un rischio che i leader della rivolta contro «l'eco-mostro», in particolare il presidente dell'aula Marcello De Vito e il capogruppo Paolo Ferrara, non possono permettersi di correre.
Non a caso «decidete senza cedere alle pressioni esterne, questa è una scelta che dovete fare voi, senza farvi condizionare », ha ordinato Grillo guardando dritto la Raggi — «Sei una roccia », l'ha poi incoraggiata, «gli attacchi non ti scalfiscono, Roma sta rinascendo» — mentre il vicesindaco Luca Bergamo, la presidente della commissione urbanistica Donatella Iorio, l'avvocato genovese Luca Lanzalone e i due tutor Fraccaro e Bonafede disquisivano delle eventuali «opzioni alternative» per arrivare a una mediazione: realizzare comunque lo stadio, ma su un'area e con pesi edilizi diversi. È stato chiaro Grillo: su questo progetto si gioca la credibilità del Movimento come forza di governo. E siccome, oltre al consenso, sono in ballo milioni di euro di penale, non si può stare troppo a cincischiare. Perché «sì ci sono dei problemi» ammetterà alla fine uscendo, «relativi all'ubicazione e al rischio idrogeologico, ma li risolveremo». Convinto di riuscire, anche, a far rientrare il dissenso. Tant'è che oggi pomeriggio, salvo ripensamenti, dovrebbe far ritorno in Campidoglio per partecipare alla riunione di maggioranza convocata per aggiornare i consiglieri sullo stato dell'arte. Proprio in concomitanza, e forse non è un caso, con il sit-in organizzato dagli attivisti anti-stadio per gridare: "Cara Virginia, state prendendo una cantonata!"». Ma il capo ormai ha deciso: «Roma sta migliorando», si è congratulato alla fine dell'incontro, «sarà presa la soluzione migliore per i cittadini. Decideranno giunta e consiglieri. E se l'impianto si dovesse fare saranno usati criteri innovativi che da queste parti non hanno mai visto». Addirittura commosso per aver scorto all'opera, «in strada, le spazzatrici elettriche: sembrano un sogno ». A lui, evidentemente, basta poco.


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Grillo da Raggi, la spinta per lo stadio (Corriere della Sera)

«Sentiremo la popolazione». E con Casaleggio incoraggia la sindaca: sei una roccia, non cedere alle pressioni

ROMA
L'obiettivo è provare a tornare a una normalità difficile, perché Roma non è mai stata una città normale e perché Virginia Raggi ha cominciato il suo mandato tra mille difficoltà, errori e inciampi. Per questo Beppe Grillo fa trapelare solo un commento elogiativo rivolto alla sindaca: «Sei una roccia». Espediente comunicativo per ribadire una fiducia più volte compromessa, dopo le vicende che hanno riguardato i «4 amici al bar» e dopo le dimissioni dell'assessore all'Urbanistica Paolo Berdini. Ma oggetto dell'incursione di ieri in Campidoglio di Grillo, accompagnato da Davide Casaleggio, è verificare che non si facciano errori sul nuovo stadio, dove si addensano nuove ombre. Per questo Grillo lancia un messaggio alla giunta e ai consiglieri ma soprattutto alla Raggi: «Non cedete alle pressioni esterne».

A cosa si riferisce Grillo, quando parla di «pressioni esterne»? A quelle dei costruttori e della Roma calcio, certo. Ma non solo. Perché il fondatore dei 5 Stelle non ha grosse obiezioni sullo stadio. Vuole che venga fatto, naturalmente alle condizioni del Movimento: ovvero con cubature ridotte e senza incidenti di percorso. Sarebbe un buon modo, dopo tanti no, per una riconnessione sentimentale con una parte della cittadinanza. E quindi, quando parla di «pressioni esterne» si riferisce soprattutto a chi, esterno al Campidoglio ma interno al Movimento, è ostile per principio: è il caso di molti militanti ambientalisti, che oggi saranno in Comune a manifestare, e a diversi esponenti nazionali. Prima tra tutti, naturalmente, Roberta Lombardi. Ai cronisti spiega: «Non so se sarà fatto, ma se lo faremo sarà fatto con criteri innovativi. Sentiremo la popolazione interessata». Non un referendum, come poteva sembrare, ma solo contatti con i comitati locali.

Ieri, Grillo e Casaleggio hanno incontrato prima separatamente l'avvocato Luca Lanzalone, inviato da Genova per studiare il dossier. Poi la sindaca e insieme a loro il vicesindaco Luca Bergamo, i deputati Riccardo Fraccaro e Alfonso Bonafede e la presidente della Commissione urbanistica Donatella Iorio. Oggetto del dibattito, la portata del vincolo appena annunciato dalla sovrintendenza sull'ippodromo di Tor Vergata. È superabile? Se non lo fosse, bisognerebbe spostarsi di fianco. Ma in quel caso si finirebbe nello spazio dov'era previsto il «business park». Niente di male per i 5 Stelle, che otterrebbero una drastica riduzione delle cubature. Difficile però che la soluzione piaccia alla Roma. E salterebbe l'equilibrio richiesto dalla Regione, insieme ala conferenza di servizio prevista per il 3 marzo. Che, a questo punto potrebbe slittare.

Grillo spiega ai suoi che il vincolo è «un'occasione», un buon modo per prendere tempo e per far pesare di più le condizioni restrittive. Nell'incontro si parla anche di un asserito conflitto tra il costruttore Luca Parnasi e Gaetano Caltagirone, che sarebbe ostile al progetto. Ma si parla anche di una presunta guerra tra il ministro Dario Franceschini e il renziano Luca Lotti, a proposito del vincolo. Grillo è convinto di poterne approfittare e di arrivare a una soluzione. Ma se ci fosse il nulla di fatto, per ragioni esterne, i 5 Stelle e la Raggi potrebbero non essere scontenti: perché insieme allo stadio salterebbe anche il pagamento delle penali.

Alessandro Trocino


Redazione Lazio.net

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Stadio, oggi confronto tra Raggi e maggioranza (Corriere della Sera - ed. romana)

Grillo ha invitato la sindaca ad andare avanti sul progetto: «Decidete ignorando le pressioni» Ma le tensioni all'interno del M5S non accennano a placarsi: la base non vuole il nuovo impianto

Quando Beppe Grillo e Davide Casaleggio escono dal Palazzo senatorio, la riunione a tema stadio della Roma si è appena conclusa con le rassicurazioni a Raggi: «Decidete ignorando le pressioni». Quelle dei proponenti dell'opera, certo. Ma soprattutto quelle della base, dei parlamentari M5S scettici, come Roberta Lombardi, e del manipolo di consiglieri anti-stadisti che, soprattutto dopo l'uscita del vincolo Mibact sull'ippodromo hanno chiesto alla sindaca di frenare su Tor di Valle. Nodo che non è ancora sciolto, quindi, nonostante manchino solo dieci giorni al fischio finale della Conferenza dei servizi e Grillo abbia ieri ribadito il suo sì a Raggi e ai consiglieri dissidenti. Oggi la sindaca incontrerà la sua maggioranza per ri-affrontare la questione stadio. E, considerati i 120 giorni dell'iter per il vincolo, il ricorso dei proponenti al Tar e gli scossoni interni alla maggioranza M5S, spunta l'idea di un nuovo time-out. Ma il Comune ha già svuotato il suo slot, impossibile richiedere un'altra proroga alla Conferenza dei servizi. La Roma e Luca Parnasi potrebbero, soddisfatti per il sì di Grillo e, magari, spinti dalla necessità di riorganizzarsi dopo la doccia fredda della Soprintendenza e il conseguente riposizionamento di Raggi. Per questo al tavolo politico di domani, il primo tema potrebbero introdurlo i proponenti: altri 30 giorni prima del fischio finale.

Ieri prima della riunione, Grillo ha fatto mezz'ora di punto con l'avvocato genovese Luca Lanzalone, l'argomento era il vincolo del Mibact: un ostacolo superabile, magari attraverso il parere favorevole al progetto (datato 23 gennaio 2017)della Sovrintendenza capitolina? Rivedere le carte? Poi il confronto si è allargato a Raggi, al vicesindaco Luca Bergamo, ai due tutor M5S Alfonso Bonafede e Riccardo Fraccaro e a Donatella Iorio, presidente della commissione Urbanistica, unica tra i grillini del Comune. Non c'erano né il presidente dell'Aula Marcello De Vito né il capogruppo Paolo Ferrara, i «lombardiani» del Campidoglio. Lavori in corso, dunque. In cerca delle alternative per tenere vivo il progetto. «Si pensa all'ambiente e alla salute — ha spiegato Grillo —. Ci sono problemi, però li risolveremo e sarà la soluzione migliore per cittadini e luogo. La decisione ancora non c'è». Prima, attraverso il Municipio, ci sarà una «consultazione» con i residenti, da sempre per il no categorico. Ma il dialogo con la Roma non si ferma. «Se lo stadio si fa, sarà con criteri che da queste parti non hanno mai visto».

Andrea Arzilli


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