Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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ce sarebbe poco da rendering (o forse tanto, a seconda dei punti di vista)

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Stadio, il progetto slitta al 2018 (Il Messaggero)

Il progetto Tor di Valle torna alla casella di partenza. Come nel gioco dell'oca, l'operazione immobiliare legata al nuovo stadio della Roma ieri è stata bocciata dalla Conferenza dei servizi. Per far sopravvivere il progetto, ora, l'iter dovrà ripartire da zero. E la prima pietra, ammesso che venga mai posata, slitta al 2018. Ieri è stato formalizzato l'«esito negativo» della procedura avviata nel 2014 dall'ex sindaco Ignazio Marino. Per far partire il nuovo iter, il M5S dovrà far approvare dal Consiglio comunale, entro il prossimo 15 giugno, una nuova delibera di interesse pubblico, con tanto di variante urbanistica. Oggi nuovo vertice Comune-privati per stilare un «cronoprogramma» serrato. Il capogruppo grillino Paolo Ferrara: «Il ritardo sarà solo di qualche mese, la prima pietra potrà essere posata nel 2018».

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Tor di Valle slitta al 2018 «Progetto tutto da rifare»
L'OPERAZIONE

Il progetto Tor di Valle torna alla casella di partenza. Come nel gioco dell'oca, l'operazione immobiliare legata al nuovo stadio della Roma, bersagliata per anni da tutte le principali organizzazioni ambientaliste per via dell'«Ecomostro» di negozi e uffici privati, ieri è stata bocciata dalla Conferenza dei servizi. Per far sopravvivere il progetto, ora, l'iter dovrà ripartire da zero. E la prima pietra, ammesso che venga mai posata, slitta al 2018. Ieri è stato formalizzato l'«esito negativo» della procedura avviata nel 2014 dall'ex sindaco Ignazio Marino. E non è un «imprevisto» dell'ultim'ora, anzi. Quello di ieri, di fatto, è un verdetto senza colpi di scena: i tecnici della Pisana non hanno potuto far altro che prendere atto dei pareri di «dissenso» trasmessi nelle settimane passate dagli uffici del Campidoglio e della Città Metropolitana (che hanno evidenziato una sfilza di criticità su trasporti, sicurezza e rischio inondazioni), ma anche della valutazione di impatto ambientale, anche questa «negativa», fornita dagli stessi esperti regionali.
CORSA A OSTACOLI
Certo, i privati ora proveranno a tenere in vita l'operazione, sfruttando una clausola che è stata inserita nel verbale di chiusura della conferenza, e che ridurrebbe di qualche mese i tempi della nuova procedura. Ma anche in questo caso è una corsa in salita, perché i tempi per sfruttare l'agevolazione sono strettissimi: la Regione dovrebbe ricevere entro il 15 giugno una nuova delibera di interesse pubblico, con tanto di variante urbanistica, dal Campidoglio. Se la scadenza venisse rispettata, allora il nuovo iter potrebbe ripartire direttamente dalla conferenza dei servizi «decisoria» (che dura sei mesi ed è convocata dalla Regione), anziché da quella preliminare, che si riunisce in Comune; altrimenti i tempi si allungherebbero di altri 90 giorni.
Ma per centrare l'obiettivo, va superata una sfilza di ostacoli e di scadenze serrate. Anche per questo, tra oggi e domani, i privati si riuniranno con i tecnici del Comune per stilare un «cronoprogramma» dettagliato.
IL «CRONOPROGRAMMA»
Il Campidoglio ha chiesto ai proponenti di consegnare entro la fine di aprile i nuovi elaborati tecnici del progetto, così come modificato dopo l'accordo del 24 febbraio. In questo modo, i primi di maggio potrebbe arrivare in giunta la nuova delibera (con variante), che poi dovrà passare al vaglio dei municipi, i quali hanno 30 giorni per esprimersi. Poi, al fotofinish, servirebbe il voto dell'Aula Giulio Cesare, dove il M5S dovrà fare i conti con tre-quattro consiglieri dissidenti.
Nel frattempo andrà sciolto il nodo del vincolo architettonico che la Soprintendenza ha deciso di apporre sull'ippodromo di Lafuente. I privati sperano in uno stop dalla commissione del Mibact, altrimenti bisognerebbe stravolgere tutti gli elaborati. Resta centrale poi il tema delle opere pubbliche, sforbiciate pesantemente dopo l'intesa tra Comune e privati che ha ridotto del 50% le cubature per negozi, alberghi e uffici. La Regione ieri ha fatto capire che il nuovo progetto dovrà comunque «mantenere le opere pubbliche» e soprattutto «garantire la contestuale esecuzione con quelle private». Nessun piano in due tempi insomma, come si era ipotizzato subito dopo l'accordo di fine febbraio.
La conferenza si chiude anche con una scia polemica, destinata a proseguire nei prossimi mesi. L'assessore all'Urbanistica della Regione, Michele Civita, ha rimarcato che «per sette mesi molte pubbliche amministrazioni sono state impegnate a decifrare pareri confusi e contraddittori. Speriamo che la revisione del progetto sia rapida e chiara, a garanzia dell'interesse pubblico». Mentre il Pd si divide tra chi attacca la giunta Raggi e chi invece parla dello stop come dell'«epilogo di una proposta troppo speculativa», il M5S conferma che l'apertura dei cantieri non potrà avvenire prima del 2018. Secondo il capogruppo Paolo Ferrara «il ritardo sarà solo di qualche mese» con «la prima pietra che potrà comunque essere posata nel 2018».

Lorenzo De Cicco



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Stadio, «parere negativo». L'iter riparte da zero (Corriere della Sera - ed. romana)

«Il Comune , per 7 mesi, ha impegnato molte pubbliche amministrazioni anche a decifrare pareri confusi e contraddittori. Auspichiamo che la revisione, da poco avviata, per modificare il progetto sia rapida e chiara, a garanzia dell'interesse pubblico». L'assessore alle Politiche del Territorio della Regione, Michele Civita, spiega così l'annunciato esito negativo dato dalla conferenza di servizi allo stadio della Roma. Molte le reazioni: il Pd attacca, Miccoli dice che «con i no della Raggi la città muore». Il ritardo nell'operazione Tor Di Valle, visto che l'iter burocratico dovrà ripartire da zero, non sarà da poco. Il M5S minimizza: 10 giorni per il nuovo progetto, voto in Aula a giugno, posa della prima pietra nel 2018.

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Stop al progetto nuovo stadio (Tuttosport)

ROMA.
Ieri la Conferenza di Servizi per il nuovo stadio della Roma si è chiusa con un "no" al progetto di costruire a Tor di Valle basato sulla delibera dell'ex sindaco Ignazio Marino. Tutto fi nito, quindi? Macché. «Il proponente - si legge nella nota emessa dalla Regione Lazio - avrà tempo fi no al 15 giugno per presentare le controdeduzioni, anche mediante una diversa formulazione che, mantenendo le opere pubbliche e di interesse generale e garantendone la contestuale esecuzione con quelle private, potrà determinare l'avvio di una nuova conferenza dei servizi». Tradotto: se si farà in tempo a portare sia la nuova delibera sia il nuovo progetto, si riaprirà tutto. Appuntamento, quindi, al 15 giugno.

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L'ipoteca apposta dalla sovraintendenza sulla struttura di Lafuente pesa come un macigno. Finché non si scioglie questo nodo non si muove foglia, non si può buttar giù neanche uno schizzo. Il 15 giugno è domani, pensare che il comune possa emettere una nuova delibera in quella data avendo già in mano il progetto defiinitivo ammesso che la sovrintendenza abbia nel frattempo ritirato il vincolo, è una pia illusione.
Poi la pubblica utilità de che?
Me sa che Pallotta sta già da tempo a pensà de scappà, poi se per caso non arriva secondo...

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Citazione di: galafro il 06 Apr 2017, 07:36
L'ipoteca apposta dalla sovraintendenza sulla struttura di Lafuente pesa come un macigno. Finché non si scioglie questo nodo non si muove foglia, non si può buttar giù neanche uno schizzo. Il 15 giugno è domani, pensare che il comune possa emettere una nuova delibera in quella data avendo già in mano il progetto defiinitivo ammesso che la sovrintendenza abbia nel frattempo ritirato il vincolo, è una pia illusione.
Poi la pubblica utilità de che?
Me sa che Pallotta sta già da tempo a pensà de scappà, poi se per caso non arriva secondo...
Invece mi pare che la sovrintendenza non c'entri nulla. La regione era già contraria al progetto della giunta Marino, la porcata dei grillini non poteva proprio passare, si perdevano tutte le opere pubbliche a carico dei privati, unico punto di forza del precedente progetto. Zingaretti aveva fatto già un lungo braccio di ferro con Marino e aveva garantito intransigenza in conferenza dei servizi, ora per come si sono messe le cose credo che tutto diventi mooolto più difficile.

Warp

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Se non vanno in Champions diretta e non si sblocca lo stadio fanno un botto che se sente fino a New York

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Rugiule

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Citazione di: Warp il 06 Apr 2017, 08:46
Se non vanno in Champions diretta e non si sblocca lo stadio fanno un botto che se sente fino a New York
Per lo stadio basta la burocrazia ordinaria...
Bisogna fermarli in campionato, il resto vien da sé.

WhiteNoise

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io mi chiedo come faccia a passare la pubblica utilità visto che il preponente è stato sgravato di tutti gli obblighi.
prevedo battaglia in consiglio.

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Citazione di: WhiteNoise il 06 Apr 2017, 10:20
io mi chiedo come faccia a passare la pubblica utilità visto che il preponente è stato sgravato di tutti gli obblighi.
prevedo battaglia in consiglio.
Infatti la pubblica utilità non c'è più

tommasino

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Citazione di: tommasino il 04 Giu 2015, 09:41
INIZIO DEI LAVORI - Baldissoni ha spiegato che i «lavori per il nuovo stadio della Roma dovrebbero cominciare entro quest'anno, al massimo nei primi mesi del 2015, per poi completarlo in due anni». La dirigente della Roma ha quindi un piano ben dettagliato da rispettare, non temendo intoppi burocratici: «Lavoriamo da anni a questo progetto e siamo pronti. L'area è stata individuata da noi e ora attendiamo il via libera del Comune di Roma. In ogni caso gli eventuali tempi lunghi della burocrazia non devono diventare un alibi».

Ma questi lavori ....?

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surg

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Purtroppo de riffe o de raffe in CL ce vanno.
Comunque aspetto sulla riva del fiume: prima o poi passano. I soldi non te li regala nessuno, se non saldi i dedbiti fallisci

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In parole povere vuol dire che quello che aveva fatto la giunta Marino, adesso conta zero?

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Citazione di: Rugiule il 06 Apr 2017, 11:21
Infatti la pubblica utilità non c'è più

ma è previsto che si voti una nuova delibera proprio per stabilire la pubblica utilità.
e mi chiedo come sarà possibile determinarla, per questo spero in un po' di bagarre.

Sonni Boi

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Citazione di: Blueline il 06 Apr 2017, 17:11
In parole povere vuol dire che quello che aveva fatto la giunta Marino, adesso conta zero?

Vuol dire anche che Regione (quindi PD) e Comune (quindi M5S) hanno in testa di realizzare due progetti completamente diversi, e se si vuole anche incompatibili tra loro.
E visto che abbiamo a che fare con due parti in causa che si parlano a malapena, ipotizzare un accordo in tempi brevi è quantomeno arduo.
Alla fine qualcosa partoriranno eh, ma ci vorrà ancora un bel po' a mio avviso.

Blueline

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Citazione di: Sonni Boi il 06 Apr 2017, 17:38
Vuol dire anche che Regione (quindi PD) e Comune (quindi M5S) hanno in testa di realizzare due progetti completamente diversi, e se si vuole anche incompatibili tra loro.
E visto che abbiamo a che fare con due parti in causa che si parlano a malapena, ipotizzare un accordo in tempi brevi è quantomeno arduo.
Alla fine qualcosa partoriranno eh, ma ci vorrà ancora un bel po' a mio avviso.
Va a finire che clie ne faranno fare 2, di stadi...

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Citazione di: Warp il 06 Apr 2017, 08:46
Se non vanno in Champions diretta e non si sblocca lo stadio fanno un botto che se sente fino a New York

Dio lo volesse!!!!

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Sir Boneddu

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Lol lo sapevo che prima del 2020 non se ne sarebbe fatto nulla

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