Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questa discussione.

Discussione precedente - Discussione successiva

surg

*
Lazionetter
* 7.452
Registrato
Citazione di: surg il 14 Apr 2017, 07:23
Non so se ve lo ricordate, ma questo si diceva anche di Cragnotti e della Cirio. Per non parlare di Parmalat. O dell'Alitalia
Per coinvolgere gli americani potremmo includere anche la Lehman Brothers

Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 72.535
Registrato
Stadio, progetto fantasma «Taglio alle opere pubbliche» (Il Messaggero, Cronaca di Roma, 20 Aprile 2017)
IL CASO

L'unica certezza è l'assenza delle carte. Gli uffici del Campidoglio continuano ad aspettare il nuovo progetto dello stadio di Tor di Valle. Oggi e domani ancora riunioni tecniche interne in attesa che i proponenti del progetto, la società Eurnova, bussino alla porta del Comune. Dalle vecchie torri (scomparse) alle palazzine che sorgeranno intorno all'impianto sportivo sono diminuite drasticamente insieme alle cubature anche le opere pubbliche. «Si è passati dal 30 al 6%» taglia corto Marco Palumbo, Pd, presidente della commissione Trasparenza che giusto ieri ha esaminato il caso. Per l'amministrazione nessuna esponente della giunta Raggi (assente l'assessore all'Urbanistica Luca Montuori) ma solo la parte tecnica rappresentata da Fabio Pacciani, direttore della direzione Pianificazione generale del dipartimento Urbanistica. Che ha spiegato che riguardo alle infrastrutture, più o meno ballarine, «l'unica certezza è l'unificazione di via Ostiense e la via del Mare, indicata come opera da prevedere assolutamente». Il resto è ancora sospeso. O meglio: fa parte dell'accordo tra la sindaca Raggi e i proponenti dell'opera dopo il dimezzamento delle cubature. «A quanto pare - prosegue ancora Palumbo - siamo passati da un'opera con 1,7 miliardi di euro di interventi con il 30% di opere pubbliche ad una percentuale del 6% sull'investimento del privato. L'unica vera opera rimasta in piedi è la Roma Lido, che però è finanziata dalla Regione Lazio».
L'ITER
I tempi sono stretti. Entro il 30 giugno deve arrivare in Assemblea capitolina la nuova delibera su Tor di Valle. Che recepisce quella licenziata dalla giunta lo scorso 30 marzo. Tra i due passaggi non posso scorrere più di novanta giorni. In mezzo, ci sono i vagli delle commissioni e dei municipi interessati. Una corsa contro in tempo, per l'opposizione. Dopo il sì dell'Aula Giulio Cesare si riattiverà dunque il percorso della Conferenza dei servizi in Regione che si è interrotto bruscamente lo scorso 5 aprile quando il vecchio progetto, quello con le torri, è finito su un binario morto, per sempre. Intanto, c'è anche un altro ostacolo non da poco, riemerso ieri in commissione Trasparenza. E cioè il vincolo del Mibact. I proponenti hanno 80 giorni da febbraio per le controdeduzioni e poi partiranno i 120 giorni da parte della Soprintendenza: fino ad allora, comunque, l'area va considerata vincolata. «Il progetto che i proponenti stanno realizzando dovrebbero già starne tenendo conto», ha rivelato il responsabile dell'ufficio Urbanistica. I privati sperano in uno stop dalla commissione del Mibact, altrimenti bisognerebbe stravolgere tutti gli elaborati.
In mezzo a questa serie di «forse» e punti interrogativi, rimane la questione delle opere pubbliche. Su questo aspetto ci sono già più certezze. Tra le opere confermate, non c'è traccia del sottopasso ferroviario di via Luigi Dasti, in zona Magliana, dell'allargamento della stazione Tor di Valle, dei pontili da realizzare sul fiume in prossimità dello stadio. Nessun riferimento anche per il numero di treni che i privati dovrebbero acquistare per potenziare la Roma-Lido e raggiungere l'obiettivo di «16 convogli l'ora» nelle fasce di punta. Rimane fuori ancora il Ponte dei congressi. Per il resto, come spiegano dal Comune, si tratta e si smussa. Ovvero la riqualificazione della viabilità con l'unificazione di due strade, Ostiense e via del Mare, per portarle al nodo Marconi, unendole dall'intersezione con il Grande raccordo anulare a Marconi «e non fino all'altezza di Tor di Valle come proponeva Eurnova». Il tutto in attesa del nuovo progetto. Che ancora non c'è.
S. Can.

Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 72.535
Registrato
Il Comune: «L'iter stadio finirà entro il 30 giugno» (Gazzetta dello Sport ed. Roma, 20 Aprile 2017)

Tradotte dal linguaggio tecnico, le parole di Fabio Pacciani, direttore Pianificazione generale del dipartimento Urbanistica di Roma Capitale, contengono un annuncio che non promette nulla di buono per il progetto Tor di Valle: «Entro il 30 giugno dovremmo arrivare alla conclusione dell'iter che consentirà all'Assemblea capitolina di esprimersi », ha spiegato nel corso della seduta della Commissione capitolina Trasparenza dedicata proprio alle problematiche relative al nuovo stadio della Roma. Spaventa il riferimento temporale, 15 giorni oltre la scadenza concessa dalla Regione per avviare una nuova Conferenza con i tempi preliminari tagliati. Ma è poco chiaro anche il passaggio sul vincolo apposto dal Mibact sulla tribuna del vecchio ippodromo. «I proponenti hanno 80 giorni da febbraio per le controdeduzioni e poi partiranno i 120 giorni da parte della Soprintendenza: fino ad allora l'area va considerata vincolata. Il progetto che i proponenti stanno realizzando dovrebbe già tenerne conto». Detta così, sembrerebbe quasi che nel nuovo progetto lo stadio sia spostato altrove. Possibile? «Siamo passati da un'opera con 1,7 miliardi di euro di interventi e il 30% di opere pubbliche ad una con interventi ridotti della metà e opere pubbliche al 6%», denuncia il Pd Marco Palumbo. Possibile, anche questo?
a. cat.

porga

*
Lazionetter
* 1.615
Registrato
Citazione di: laziolello il 16 Apr 2017, 01:01
ci capisco poco (tutta colpa mia) ma potrebbe riguardare anche il Flaminio?

soprattutto

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Precisione

*
Lazionetter
* 3.881
Registrato

Manovra: dentro al provvedimento del governo una norma ad hoc per lo stadio della Roma

Arriva nella manovrina una misura sulla ristrutturazione e la nuova costruzione di impianti sportivi che sembra fatta ad hoc per lo stadio della Roma che dovrebbe essere realizzato nell'area di Tor di Valle nella capitale. Nell'ultima bozza del decreto si prevede che lo studio di fattibilita' possa ricomprendere anche la costruzione d'immobili con destinazione d'uso diversa da quella sportiva, cosi' come la demolizione dell'impianto da dismettere e la ricostruzione anche con diversa volumetria e sagoma. Nel caso in cui gli interventi da realizzare riguardino aree di proprieta' pubblica o impianti pubblici gia' esistenti lo stesso studio di fattibilita' puo' prevedere la cessione a titolo oneroso del diritto di superficie (per un massimo di 90 anni) o del diritto di usufrutto (30 anni) dell'impianto sportivo o degli immobili pubblici.

Spunta anche una norma per la costruzione di grandi impianti sportivi nella manovrina per la correzione dei conti attesa per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. L'articolo, contenuto in una bozza che l'ANSA ha potuto visionare, sembra costruito ad hoc per lo ''Stadio della Roma'' pur non facendo alcun riferimento alla struttura: regolamenta le demolizioni e le cessioni di superficie, disciplina la realizzazione di immobili non sportivi, concede il diritto allo sfruttamento commerciale dell'area limitrofa in occasione di grandi eventi.

L'articolo contenuto nella bozza stabilisce che lo studio di fattibilità per la costruzione di impianti sportivi viene presentato da una società o associazione sportiva - che deve rispettare specifici criteri anche associandosi con altri soggetti o consorzi - e può ricomprendere anche la costruzione di immobili con destinazione d'uso diverse da quella sportiva, complementari e/o funzionali al finanziamento e alla fruibilità dell'impianto. Sono possibili demolizioni e anche ricostruzioni con diverse volumetria e sagoma. Se le aree utilizzate sono pubbliche è possibile prevedere anche la cessione a titolo oneroso del diritto di superficie per un massimo di 90 anni e di usufrutto per trenta. Viene stabilito che la conferenza di servizi decide in "modalità sincrona" e anche in modo unificato con quella che esprime la valutazione di impatto ambientale e il verbale conclusivo può costituire adozione di variante allo piano regolatore comunale: in questo caso il verbale è trasmesso al sindaco che lo sottopone all'approvazione del consiglio comunale nella prima seduta utile. Per impianti omologati per una capienza superiore a 20.000 posti si può prevedere che, entro 300 metri dal perimetro dell'area riservata, da cinque ore prima dell'inizio delle gare a tre ore dopo la conclusione, l'occupazione di suolo pubblico per attività commerciale sia consentita solo alla società sportiva o all'associazione che utilizza lo stadio, oppure da terzi da loro autorizzati. In questo caso le autorizzazioni già date rimangono sospese per una giornata e devono essere previsti indennizzi a carico della società sportiva utilizzatrice dell'impianto.

Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 72.535
Registrato
Manovra, regalo su Tor di Valle «Il governo forza le procedure» (IL Messaggero)

C'è già chi lo chiama «Sblocca Tor di Valle». Con cinque commi nell'articolo 64 della manovrina, senza mai citarlo direttamente, il Governo corre in soccorso dei proponenti dell'operazione immobiliare-sportiva voluta da Parnasi e dall'As Roma. Cosa cambia? Il via libera della conferenza dei servizi equivarrà alla variante al piano regolatore senza più il voto del consiglio comunale (che dovrà solo ratificare il verbale) e i costruttori potranno edificare non solo edifici commerciale (uffici) ma anche residenziali (appartamenti). Una mossa che coglie di sorpresa il Campidoglio grillino che formalmente non commenta. Un regalo che testimonia come la politica, in questo caso il Governo, continui la corsa del facile consenso per intestarsi lo stadio di Tor di Valle davanti ai tifosi, per la gioia dei privati.

PRIMA


Stadio, l'aiutino del governo «Ma così forza le procedure»

IL CASO

C'è già chi lo chiama «Sblocca Tor di Valle». Con cinque commi nell'articolo 64 della manovrina, senza mai citarlo direttamente, il Governo corre in soccorso dei proponenti dell'operazione calcistico-immobiliare voluta da Parnasi e dall'As Roma. Cosa cambia? Il via libera della conferenza dei servizi equivarrà alla variante al piano regolatore senza più il voto del consiglio comunale (che dovrà solo ratificare il verbale) e i costruttori potranno edificare non solo edifici commerciale (uffici) ma anche residenziali (appartamenti). Una mossa che coglie di sorpresa persino il Campidoglio grillino che pur sta facendo marciare la procedura. Un regalo che testimonia come la politica, in questo caso il Pd di governo, continui la corsa del facile consenso per intestarsi lo stadio di Tor di Valle davanti ai tifosi (e per non lasciare il dividendo dunque a M5S). Il tutto per la gioia dei privati.
Dal ministero dello Sport di Luca Lotti, che ha lavorato a questo articolo, spiegano: «Saranno snellite le procedure, ma l'assemblea comunale rimarrà sovrana, e la destinazione d'uso dei volumi spetterà comunque all'amministrazione».
Di fatto, visto l'iter a dir poco accidentato dell'«ecomostro» pur quasi dimezzato (oltre mezzo milione di cubature) quella sganciata dall'ala piddina di Palazzo Chigi è più di una scialuppa di salvataggio. Roberto Morassut, deputato del Pd ed ex assessore all'Urbanistica, sottolinea come «una legge c he è già un pastrocchio rischia di produrre un altro pasticcio». Perché, spiega l'esponente democrat, «se si affida ad una conferenza di servizi, che è un organismo tecnico, il compito di adottare una variante si sottrae al consiglio comunale il suo ruolo politico di indirizzo che è incomprimibile secondo la Costituzione». Nel caso di Tor di Valle, è il pensiero del parlamentare Pd, «con una procedura classica e ordinaria di sarebbe risparmiato molto tempo e tutto sarebbe stato più trasparente». Ma è intervenuta la manina.
LA NORMA
L'articolo controverso contenuto nella bozza della manovrina stabilisce che lo studio di fattibilità per la costruzione di impianti sportivi viene presentato da una società o associazione sportiva - che deve rispettare specifici criteri anche associandosi con altri soggetti o consorzi - e può ricomprendere «anche la costruzione di immobili con destinazione d'uso diverse da quella sportiva, complementari e/o funzionali al finanziamento e alla fruibilità dell'impianto». Su questo Morassut continua: «Mi auguro che non ci siano destinazioni residenziali, la legge sugli stadi non lo prevedeva».
Riguardo all'iter amministrativo che deve svolgere il progetto, l'articolo 64 spiega che «la conferenza di servizi decide in modalità sincrona e anche in modo unificato con quella che esprime la valutazione di impatto ambientale e il verbale conclusivo può costituire adozione di variante allo piano regolatore comunale: in questo caso il verbale è trasmesso al sindaco che lo sottopone all'approvazione del consiglio comunale nella prima seduta utile». Dunque non servirà più un voto sulla variante al Prg, prima necessario.
LO SCENARIO
L'aiuto del governo a Tor di Valle ha anche una tempistica particolare: i proponenti dell'operazione non hanno ancora presentato agli uffici del Comune il nuovo progetto, scaturito dopo la riduzione delle cubature voluta dalla sindaca Virginia Raggi. Adesso, almeno sulla carta, nelle 18 palazzine alte sette piani, che hanno sostituito i grattacieli, potrebbero sorgere anche appartamenti. E su questo rischia di far ripartire i malumori dentro a una parte del M5S che aveva avversato l'operazione. Il tutto mentre le opere pubbliche a sostegno del nuovo stadio sono drasticamente diminuite dal 30 al 6%.
S. Can.




Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 72.535
Registrato
Dalla manovrina del governo la spinta per lo stadio della Roma (Corriere della Sera - ed. romana)

Si è pensato anche allo stadio della Roma nella «manovrina» del governo Gentiloni: nei 68 articoli c'è una norma che riguarda la realizzazione dei nuovi impianti. Sono molti i riferimenti che sembrano favorire Tor di Valle, in particolare c'è una modifica che potrebbe agevolare l'iter amministrativo: «Viene stabilito che la conferenza di servizi decide in "modalità sincrona" e anche in modo unificato con quella che esprime la valutazione di impatto ambientale e il verbale conclusivo può costituire adozione di variante allo piano regolatore comunale».

il verbale della conferenza dei servizi, «può costituire adozione di variante al piano regolatore comunale» e quindi passare all'approvazione al consiglio comunale. L'articolo inoltre ordina l'intero percorso e stabilisce che «lo studio di fattibilità per la costruzione di impianti sportivi deve essere presentato da una società o associazione sportiva, che può associarsi con altri soggetti o consorzi». E, come sta succedendo a Roma, «può ricomprendere anche la costruzione di immobili con destinazione d'uso diverse da quella sportiva, complementari e/o funzionali al finanziamento e alla fruibilità dell'impianto». Non si può non pensare alle torri Libeskind, eliminate dal progetto della giunta Marino su richiesta di Raggi.

paolo71

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 21.816
Registrato

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

AquiladiMare

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 25.231
Registrato
Quindi anche la tiberina prende un'altra piega

galafro

*
Lazionetter
* 2.617
Registrato
Citazione di: paolo71 il 21 Apr 2017, 08:09
mafia capitale
I ruba galline come Buzzi se fanno trova col sorcio in bocca. I veri mafiosi piegano le leggi ai loro voleri.

paolo71

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 21.816
Registrato
Citazione di: galafro il 21 Apr 2017, 08:56
I ruba galline come Buzzi se fanno trova col sorcio in bocca. I veri mafiosi piegano le leggi ai loro voleri.

appunto.
ma buzzi e c. sono i burattini, chi tira le fila fa le leggi.

momi

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 9.570
Registrato
Citazione di: Redazione Lazio.net il 21 Apr 2017, 06:43
Dalla manovrina del governo la spinta per lo stadio della Roma (Corriere della Sera - ed. romana)

Si è pensato anche allo stadio della Roma nella «manovrina» del governo Gentiloni: nei 68 articoli c'è una norma che riguarda la realizzazione dei nuovi impianti. Sono molti i riferimenti che sembrano favorire Tor di Valle, in particolare c'è una modifica che potrebbe agevolare l'iter amministrativo: «Viene stabilito che la conferenza di servizi decide in "modalità sincrona" e anche in modo unificato con quella che esprime la valutazione di impatto ambientale e il verbale conclusivo può costituire adozione di variante allo piano regolatore comunale».

il verbale della conferenza dei servizi, «può costituire adozione di variante al piano regolatore comunale» e quindi passare all'approvazione al consiglio comunale. L'articolo inoltre ordina l'intero percorso e stabilisce che «lo studio di fattibilità per la costruzione di impianti sportivi deve essere presentato da una società o associazione sportiva, che può associarsi con altri soggetti o consorzi». E, come sta succedendo a Roma, «può ricomprendere anche la costruzione di immobili con destinazione d'uso diverse da quella sportiva, complementari e/o funzionali al finanziamento e alla fruibilità dell'impianto». Non si può non pensare alle torri Libeskind, eliminate dal progetto della giunta Marino su richiesta di Raggi.

Ma di cosa parliamo ancora. Questi hanno bypassato il Comune e sono andati direttamente dal Governo per farsi modificare la legge a piacimento.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

superaquila

*
Lazionetter
* 11.219
Registrato
Quindi il Flaminio si può radere al suolo ed anche la Tiberina sarebbe fattibile per noi! o mi sbaglio?

Che dite, magno tranquillo?

ES

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 20.560
Registrato
Citazione di: superaquila il 21 Apr 2017, 10:04
Quindi il Flaminio si può radere al suolo ed anche la Tiberina sarebbe fattibile per noi! o mi sbaglio?

Che dite, magno tranquillo?

Sei unicredit tu? Sei parnasi?
Governa la banca, la banca deve recuperare 700 milioni da parnasi, tu puoi magnà tranquillo, e la Lazio pure.
Questo è lo stadio non  della ma per la banca.
Non si muove il governo per la riomma o per pallotta.

arturo

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 16.490
Registrato
Citazione di: ES il 21 Apr 2017, 10:25
Sei unicredit tu? Sei parnasi?
Governa la banca, la banca deve recuperare 700 milioni da parnasi, tu puoi magnà tranquillo, e la Lazio pure.
Questo è lo stadio non  della ma per la banca.
Non si muove il governo per la riomma o per pallotta.
oh yes !
:asrm

StylishKid

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 28.258
Registrato

laziAle82

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 11.716
Registrato

zorba

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 13.662
Registrato
Per la serie prima romanisti e poi professionisti...


Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

FatDanny

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 41.056
Registrato
la roma non ci azzecca nulla.
Parliamo solo e unicamente di banche.
Banche di merda.

RoundMound

*
Lazionetter
* 2.487
Registrato
Citazione di: FatDanny il 21 Apr 2017, 12:14
la roma non ci azzecca nulla.
Parliamo solo e unicamente di banche.
Banche di merda.
exactly

Discussione precedente - Discussione successiva