Due ministeri che corrono in soccorso di imprenditori americani, palazzinari e banche contribuendo a ripianare debiti privati con i soldi dei cittadini.
Non il trasporto pubblico, non le periferie, non l'emergenza abitativa, bensì 100 milioni da destinare a costruire un ponte che interessa i proprietari di una squadra di calcio spacciato come urgenza non di pallotta o della roma ma di Roma.
Hanno smentito i proclami elettorali, cambiato le leggi, eluso ogni forma di trasparenza, espulso dissidenti, derogato ad ogni correttezza procedurale, reso la conferenza dei servizi una ignobile pantomima.
Il merdodromo da uno scandalo cittadino, con l'intervento dei due ministeri, è diventato una vergogna nazionale.
E se qualcuno ancora dubitava che l'asfogna fosse ancora, come dal 1927, la squadra del regime, i raccomandati dai palazzi, lo strumento della politica, i cocchi de mamma di un sistema marcio e viscido si rendesse conto di che cazzo di abominio sono i figli stupidi di Roma.