Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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Tor di Valle, vincoli tolti Indagato Prosperetti (Corriere della Sera - ed. romana)

Il soprintendente è sospettato di «traffico di influenze»

di Ilaria Sacchettoni

L'uomo che faceva saltare i vincoli. Indagato per traffico di influenze nella vicenda dello stadio della Roma, il Soprintendente Francesco Prosperetti si sarebbe ritagliato un ruolo parallelo a quello istituzionale nel favorire collaboratori e consulenti di Luca Parnasi. «Io ho fatto un'esplorazione abbastanza importante...abbastanza ravvicinata, con, mi sembra, esiti molto promettenti» anticipa a un collaboratore di Parnasi, l'architetto Paolo Desideri, mandato a esplorare le intenzioni del Mibact nei riguardi dello stadio e datore di lavoro di Beatrice Prosperetti (figlia del funzionario).

Non solo Tor di Valle, dove il Soprintendente ha archiviato un vincolo archeologico ostile al costruttore. I carabinieri del Nucleo Investigativo evidenziano altri due episodi nei quali il funzionario sarebbe venuto meno alla lealtà istituzionale imposta dal proprio ruolo. Prosperetti, in altre parole, avrebbe favorito Claudio Santini, trait d'union fra Parnasi e il Mibact, in altre due vicende.

La prima riguarda la Casa di Raffaello, un magnifico immobile di via Giulia (proprietario Osvaldo Mazza) nel quale Santini medita di installare, in barba ai vincoli archeologici, un ascensore. Si tratta di aggirare le regole e ancora una volta torna utile la mediazione di funzionari minori. In questo caso, Santini, si serve di una dipendente della Soprintendenza in aspettativa, Gabriella Marchetti, per interagire con Prosperetti e superare il vincolo. «Ne vengo dall'aver tanato la nostra (la Marchetti, ndr)— riferisce il consulente di Parnasi Maurizio Galletti a Santini — dice ah ma allora io preparo questa cosa facendo presente che abbiamo fatto il sopralluogo. Dice perché domani viene il capo e firma...». Prosperetti avrebbe predisposto una lettera favorevole all'installazione. É Santini, infine, a informare Mazza, il proprietario, con un sms: «Sicuramente saprà che tutto è andato a buon fine. Ci vediamo quando tornerà a Roma».

Dalle intercettazioni emerge che Santini fa affidamento su Prosperetti per sciogliere anche la pratica di condono di una palazzina in via di Porta Latina dei principi Pallavicini. Prosperetti incontra i Pallavicini a una colazione organizzata dalla Galleria Colonna a settembre 2017, dopodiché Santini si dice fiducioso con gli stessi proprietari: «Tutto molto bene» dice. L'esito, sostiene, sarà positivo.


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L'inchiesta avanza ma il dossier tiene «Atti tutti validi» (Gazzetta dello Sport)

Raggi difende il progetto:«Se è regolare va avanti» Tra gli indagati potrebbe esserci anche Malagò

Alessandro Catapano
ROMA
È diventato un gran premio della montagna, ma non è detto che la Roma non riesca a scalarlo. Il giorno dopo si contano i danni della tempesta provocata dal crollo del sistema Parnasi. Il quadro è ancora fosco, il destino del nuovo stadio della Roma incerto. L'inchiesta produce nuove rivelazioni e aggiunge indagati (salgono a 27), cadono le prime teste (si dimette Lanzalone dalla presidenza Acea) e si inviano ispettori.
UNA STRADA
Faticosamente, però, si prova a capire se tra gli effetti collaterali dell'indagine penale ci sia effettivamente pure una sospensione sine die del dossier Tor di Valle. O se, una volta ripassati al setaccio tutti gli atti, possa riprendere la sua marcia. Una strada, seppure impervia, prova a tracciarla il sindaco Virginia Raggi. Lei per mandare in porto il dossier – cui comunque manca ancora l'approvazione da parte del Consiglio comunale della variante al piano regolatore e della convenzione urbanistica – ha sacrificato un assessore in cui credeva, ma oggi rinnega (Berdini), e si è affidata a un consulente che aveva pieni poteri, ma che oggi definisce un «professionista che risponderà per sé» (Lanzalone). Se a tutto questo imbarazzo politico dovesse aggiungersi anche la beffa di veder morire il progetto... «Che fine farà lo Stadio? —le chiedono—Non lo sappiamo. Gli atti della procedura sembrano tutti validi. Noi ci riserviamo di fare gli approfondimenti del caso. Se non ci sono irregolarità, a mio avviso si potrà andare avanti». Posizione su cui si allinea il ministro Di Maio: «Le autorità ci diranno se è tutto ok».
DA CHIARIRE
Il vero rebus da sciogliere, a questo punto, potrebbe riguardare i tempi degli approfondimenti annunciati dal sindaco. Di fatto, rischiano di congelare l'iter per qualche mese. Ieri il Dipartimento Urbanistica del Campidoglio ha inviato una lettera a Eurnova, la società di Parnasi coinvolta nella realizzazione dello stadio, per chiedere chiarimenti. Un atto dovuto, visto che con il suo titolare in carcere ora l'azienda può essere affidata a un commissario. C'è poi da chiarire la vicenda del vincolo architettonico sulla tribuna del vecchio ippodromo, prima posto poi archiviato, per cui risulta indagato il Sovrintendente Francesco Prosperetti. Ieri il neo ministro del Mibact Bonisoli ha autorizzato un'ispezione per capire se tutto è andato come doveva.
E A MILANO...
Nelle pieghe dell'inchiesta emerge anche una parallela attività del gruppo Parnasi per l'individuazione di un'area dove costruire il nuovo stadio del Milan. Non per forza un'attività illecita. Al netto del tentativo piuttosto grossolano di ingraziarsi l'assessore Maran, infatti, i colloqui di Parnasi sono regolari. In virtù dell'incarico conferitogli dal club rossonero, incontra il sindaco Sala. Di questo e del progetto Roma Parnasi parla anche con Giovanni Malagò. Il presidente del Coni non è contrario al progetto, ma la Commissione impianti sportivi del Comitato olimpico, chiamata a dare un parere, esprime le proprie perplessità e concede un ok pieno di prescrizioni. Parnasi prova a sfruttare il ruolo istituzionale di Malagò. E in un altro incontro, è il presidente del Coni a presentargli il compagno della figlia «allo scopo – si legge nell'informativa dei Carabinieri – di creargli un'occasione professionale ». Motivo per cui anche lui sarebbe stato iscritto nel registro degli indagati.

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Che scontro Comune-Regione Parnasi: «Mai commessi reati» (Gazzetta dello Sport)

Da San Vittore il costruttore provaadifendersi Oggi cominciano gli interrogatori

La Raggi furiosa sbotta con la stampa (non è una novità) e tira in ballo la Regione (nemmeno questa è una novità), che risponde subito a tono. Un rimpiattino visto e rivisto in questi anni di rapporti, molto spesso tesi, non solo sull'iter amministrativo del dossier Tor di Valle. «Lo stadio è cosa della città di Roma, ma le procedure urbanistiche si svolgono in Regione », dice il sindaco Raggi a Porta a Porta. «La Regione non risulta coinvolta dall'inchiesta – le rispondono dalla Pisana –. Non un solo atto relativo alla Conferenza dei servizi è stato acquisito, infatti, dagli inquirenti e dalla magistratura. Da quanto trapela, invece, oggetto delle indagini sarebbe l'iter autorizzativo scaturito dalla decisione della Giunta Raggi di modificare il progetto».
CHI SBAGLIA PAGA
Sulla vicenda, interviene anche il ministro Luigi Di Maio. «Sono contento che la procura di Roma abbia detto chiaramente che la sindaca Raggi non c'entra niente. Quel che stiamo leggendo ci dispiace, ma l'importante è come reagisce una forza politica in questi casi». «Noi abbiamo dimostrato che chi sbaglia paga – aggiunge –. Abbiamo chiesto le dimissioni del presidente dell'Acea, che sono arrivate e che sono il minimo sindacale, e abbiamo apprezzato che si sia autosospeso Paolo Ferrara (il capogruppo M5S, ndr)».
DIFESA
Dal carcere di San Vittore, dove è detenuto da mercoledì mattina, Luca Parnasi reagisce alle accuse: «Non ho mai commesso reati. Abbiamo lavorato per anni, 24 ore al giorno, solo per realizzare un progetto», le parole che comunica attraverso i suoi difensori, Emilio Ricci e Giorgio Tamburrini. Oggi cominciano gli interrogatori degli indagati.
OTTIMISMO
Nel frattempo, sul destino del dossier stadio interviene anche Andrea Abodi, presidente dell'Istituto per il Credito Sportivo, banca capofila del gruppo di finanziatori del progetto Tor di Valle. «Sono convinto che sia possibile, seppure con grande difficoltà, intraprendere un percorso infrastrutturale nel rispetto delle regole, della legalità e della trasparenza ».

a. cat.

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intanto su repubblica possiamo avere il piacere di rileggere quella merda fenomeno del giornalismo d'accatto che e' mensurati

Nex1

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 15 Giu 2018, 06:40
Corriere dello Sport



Io spero che quest'articolo sia solo la prima fase dell'elaborazione di un lutto.
Ma quant'è grave questa posizione?
Ma se vi stanno spiegando che per far approvare un progetto hanno dovuto corrompere, come fa ad essere TUTTO A POSTO?   :sisisi: :sisisi: :rotfl: :rotfl: :rotfl: :rotfl: :rotfl: :rotfl: :rotfl:

Boh, ma non vi vergognate neanche un po' a definirvi giornalisti?

#tuttoaposto

WhiteBluesBrother

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Sembra un redazionale pagato dalla aad merda 1927.
Sembra perché lo è.
Vedo già una viratona della linea del corsporc rispetto a ieri. Sono arrivati gli ordini: coprire, insabbiare, infondere ottimismo. Sembrano gli articoli della Gazzetta del Popolo subito dopo lo sbarco in Sicilia degli alleati nel 1943. L'immancabile vittoria è lo stadio incorruttibile.

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trax_2400

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Intanto Parnasi ha deciso di non rispondere al Procuratore.
Quindi eventuali chiamate in correità ...

erlaziale

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La Verità titola: "Stadio della Roma, indagato anche Malagò"

:beer:

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Scusate ....
essendo ignorante in materia , mi potreste spiegare come sia possibile che gli atti sono tutti legali se sono stati ottenuti corrompendo con mazzette e assegni ??
Poi Parnasi , che dal carcere , dice che non ha commesso nessun reato  :) ma quella piu vergognosa è la Raggi , non oso immaginare il casino che avrebbero fatto se al suo posto ci fosse stato un esponente del PD .

Tarallo

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Ah ma lo hanno già fatto ai tempi di Marino. Basta tornare indietro.
Senza alcuna vergogna, proprio.

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Tarallo

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Qualcuno può postare il Mensurati di cui parla bomber?

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La cena segreta di Parnasi con il manager e Giorgetti "Facciamo questo governo" (La Repubblica)

MARCO MENSURATI
FABIO TONACCI
MARIA ELENA VINCENZI

L'abbraccio di governo tra i 5 Stelle e la Lega è nato a casa di un palazzinaro romano, otto giorni dopo il 4 marzo. Quando Giancarlo Giorgetti, braccio destro di Matteo Salvini, e Luca Lanzalone, il "mister Wolf" fedelissimo di Luigi di Maio, si siedono alla tavola di Luca Parnasi, l'immobiliarista in carcere accusato di corruzione e finanziamento illecito ai partiti. A ben vedere, il primo a fiutare il vento gialloverde che avrebbe portato, 89 giorni dopo le elezioni, al governo di Giuseppe Conte.

Il patto del mattone
La lettura delle 387 pagine dell'informativa del nucleo investigativo dei Carabinieri di Roma, allegata agli atti dell'inchiesta sul presunto giro di tangenti per ungere Campidoglio e Regione Lazio e accelerare il progetto del nuovo stadio della Roma, riporta a quei giorni lì, immediatamente successivi all'esito delle urne. I giorni della grande incertezza. L'Italia in sospeso. Gli italiani che scommettevano sul nome a cui il presidente della Repubblica avrebbe conferito il mandato esplorativo. Di Maio che non chiudeva le porte a nessuno, Salvini che si professava incollato allo schieramento del centrodestra e a Berlusconi. In realtà, però, il piano era già avviato, nel modo in cui a Roma si fanno gli affari e si stringono patti. Una cena, a casa di amici. È l'intuizione geniale di Parnasi. Ci comincia a lavorare dal 9 marzo, quando riferisce a Lanzalone — il consulente inviato al Campidoglio da Beppe Grillo per commissariare la sindaca Raggi sulla questione stadio — che la cena con Giorgetti si farà. «A casa mia», dice. «Il 12 marzo». Con un paio di regole di ingaggio per Lanzalone. La prima, riservatezza assoluta. «Dobbiamo essere super parati perché se ci vedono siamo fatti». La seconda, sullo scopo comune. «Oggi decidiamo una cosa... dobbiamo fare di tutto perché ci sia un governo». Mentre parlano, Parnasi contatta Giorgetti con un messaggio vocale su Whatsapp: «Ci vediamo in aeroporto alle 18.15 e ti porto in tv... e vai in tv ma io non mi faccio vedere».

Nel cerchio di Di Maio
Il palazzinaro Luca Parnasi è un uomo che non fa mai niente per niente. Il prezzo del suo impegno per fare da taxi a Giorgetti e organizzare la cena lo mette subito in chiaro. «Voglio che mi presenti Di Maio». Per Lanzalone, non è un problema. «Vedo Luigi tutti i giorni, lo sento tre volte al giorno, l'ho visto due ore fa... lo risento domani mattina però in giro non lo dico. Luigi è un po' come Salvini, cioè molto chiuso il cerchio... io, due tre persone, punto». Dunque, due tre persone al massimo nel cerchio magico di Di Maio, nel quale dice di sguazzare anche Lanzalone. Proprio lo stesso Lanzalone da cui oggi il leader 5 Stelle prende frettolosamente le distanze, ottenendone le dimissioni da presidente di Acea (la multiutility di Roma) dove loro stessi lo avevano messo. «Perché da noi chi sbaglia paga», dice Di Maio. Sorvolando però sul fatto che Lanzalone, poche ore prima di finire ai domiciliari, era con Davide Casaleggio a discutere di nomine in un ristorante di Corso Vittorio a Roma.

"Lanzalone Premier"
Che la cena a casa Parnasi del 12 marzo sia uno snodo cruciale dell'inchiesta "Rinascimento", coordinata dal procuratore aggiunto di Roma Paolo Ielo e dalla pm Barbara Zuin, lo dimostrano le cinque pagine di omissis per coprire le intercettazioni. Dopo quella cena, c'è stato un pranzo, il 16 maggio scorso. Parnasi è a tavola con un prete di nome Don Liberio. «Tra poco avrai una sorpresa», annuncia al sacerdote. La sorpresa è l'arrivo di Giorgetti. Trattandosi di un parlamentare, gli investigatori non annotano quello che si dicono. Seguono però con attenzione ciò che accade dopo. Parnasi rientra di corsa nella sede della sua azienda, la Ampersand, e riferisce alla sorella Flaminia e alla madre che a breve passerà a trovarlo «un avvocato dei 5 Stelle che potrebbe essere nominato Primo ministro». Si tratta proprio di Lanzalone. Anche in questo caso gli inquirenti omissano il contenuto di quella conversazione negli uffici della Ampersand. Ne indicano però l'oggetto: la formazione del nuovo governo. «Parnasi — scrivono i carabinieri — seguita a dispensare consigli a Lanzalone su come proporsi a Spadafora e agli altri esponenti dei 5 Stelle per proporre il suo nome». Davvero Giorgetti ipotizzò con Parnasi di proporre mister Wolf Luca Lanzalone come presidente del consiglio del governo Lega-5 Stelle? Di fatto si sa che il nome di Giuseppe Conte è stato avanzato pubblicamente da Luigi Di Maio il 21 maggio. Cinque giorni dopo.

"Salvini è un fratello"
Del resto, se Lanzalone è l'emanazione Di Maio, Parnasi lo è di Salvini. «Con Matteo ci parlo direttamente», dice l'imprenditore. Una vicinanza sigillata con i 250 mila euro versati nel 2015 alla fondazione "Più Voci". «Era vicina alla Lega. Con Matteo sono amico fraterno, si fa campagna con me, siamo fuori. Siamo proprio amici!». Un'amicizia coltivata per anni e di cui Parnasi, annusando il nuovo corso politico, intende raccoglierne i frutti. «C'è un rischio altissimo che questi facciano il governo, magari con Matteo Salvini... e quindi noi potremmo pure avere... incrociamo le dita, silenziosamente, senza sbandierarlo, un grande rapporto!». Già, Salvini è il cavallo vincente su cui puntare il massimo della posta. Ma senza dimenticare di spargere briciole su chi potrebbe, prima o poi, essere utile. «Dieci tavoli da 50 l'uno», ordina in codice alla sua segretaria Elisa Melegari, un mese prima del voto del 4 marzo, snocciolandole una lista di nomi di politici e i soldi da versare per la campagna elettorale: «Ferro 5.000 euro, Minnucci 5.000 euro, Agostini 15.000 euro, Mancini 5.000 euro, Polverini 10.000 euro, Francesco Giro 5.000 euro, Ciocchetti 10.000 euro, Buonasorte 5.000 euro...».

Le pr gratis per la Lombardi
Ovunque apre "tavoli". In Campidoglio e alla Regione Lazio. Su richiesta del presidente dell'assemblea capitolina Marcello De Vito e del consigliere Paolo Ferrara, Parnasi mette a disposizione della candidata Roberta Lombardi il responsabile della comunicazione della sua Eurnova, Giulio Mangosi. Il primo febbraio 2018, Mangosi racconta ad un amico: «Ieri sono salito a bordo dalla Lombardi, non da interno ma in coordinamento con Augusto Rubei (attuale portavoce della ministra Trenta, ndr) che è il suo capo campagna e che è stato il capo campagna della Raggi. Sta lavorando per Di Maio pure a livello nazionale. Augusto è un ragazzo bravissimo che già conoscevo prima. Non è un Cinque Stelle, è uno molto intelligente e molto furbo... ha creato lui la Raggi a livello mediatico, ora sta aiutando la Lombardi, io gli sto dando supporto su tutto... gli darò supporto su tutti i giornali locali... Lei non vincerà mai però magari poi a livello nazionale semmai ce la fanno e quindi magari...»

Il generone di Malagò
L'indagine scopre che Parnasi è "amico fraterno" anche di Giovanni Malagò, il presidente del Coni. L'11 marzo i due si incontrano al Circolo Aniene e Malagò ha una richiesta. «Dopo arriva Gregorio (il fidanzato della figlia, ndr), te lo volevo presentare. Se giù si fa qualcosa sono contento! Se non si fa, problemi per me non esistono!». Qualcosa si fa: il 23 marzo alla sede di Eurnova si presenta Gregorio. Parnasi gli chiede se sia intenzionato a trasferirsi a Roma a parità di stipendio, quello gli risponde di sì. E negli atti è ricostruito come pochi mesi prima, nel novembre 2017, il Coni abbia improvvisamente cambiato opinione — da non conforme a conforme — circa il progetto dello stadio della Roma in merito a una questione di parcheggi su cui era competente.




Tarallo

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Citazione di: BomberMax il 15 Giu 2018, 07:41
intanto su repubblica possiamo avere il piacere di rileggere quella merda fenomeno del giornalismo d'accatto che e' mensurati

Vabbe', lo stadio passa un po' in secondo piano ma l'articolo (che si concentra su Parnasi e per me va bene, perche' io spero solo che non si faccia questo stadio su quei terreni - per me best case scenario) ci sta.

PS Grazie LazioNet :chap:

UnDodicesimo

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un articolo che da una bella impepata politica all'inchiesta.

StylishKid

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Ammazza che montagna de merda.

Alex_k

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Citazione di: NEMICOn.1 il 15 Giu 2018, 08:14
Scusate ....
essendo ignorante in materia , mi potreste spiegare come sia possibile che gli atti sono tutti legali se sono stati ottenuti corrompendo con mazzette e assegni ??

Perché lei è ignorante... In materia fiscale, si capisce (cit. I tartassati)
:=))

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UnDodicesimo

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Citazione di: NEMICOn.1 il 15 Giu 2018, 08:14
Scusate ....
essendo ignorante in materia , mi potreste spiegare come sia possibile che gli atti sono tutti legali se sono stati ottenuti corrompendo con mazzette e assegni ??
...

nella stessa maniera in cui si e' innocenti finche' non sia dimostrata la propria colpevolezza al di la' di ogni dubbio in tre gradi di giudizio.

e' piuttosto molto probabile che l'iter venga pero' sospeso finche' non verra' dimostrata la completa estraneita' all'inchiesta di tutte le parti competenti nel redigere quegli atti.

Fulmineblu

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La cosa stupenda è che si sono mobilitati tutti nel dire che la società piscioruggine non c'entra nulla.... e graziearca! Lo stadio non è il suo. Ma di Pallocca e Parnasi! Soci in affari e soci in malaffare! Sto cesso di stadio puzzava dal primo giorno.
Spettacolare come gli organi di informazione vogliano infondere ottimismo quando il marcio è sotto gli occhi di tutti.
Se esiste una giustizia divina salta il banco e libri in tribunale.

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