Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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Il costruttore ammette "Pagavo Lanzalone era referente di Raggi" (La Repubblica)

Roma, Parnasi ai pm: "Me lo presentò lei, era l'uomo dello stadio" E sui politici: "Soldi a tutti i partiti, mi servivano buoni rapporti"
maria elena vincenzi,
roma

Che volesse parlare era chiaro: era stato lui a chiedere di essere interrogato. E ha parlato parecchio, Luca Parnasi, il costruttore arrestato due settimane fa per l'inchiesta sullo stadio della Roma. Il suo interrogatorio, iniziato mercoledì pomeriggio, è ripreso ieri mattina alle 9 per finire alle 15 in una saletta del carcere di Rebibbia. Undici ore in totale nelle quali, davanti ai pm, l'impreditore 41enne considerato dagli inquirenti il «dominus» e ideatore del sistema corruttivo ha fatto nomi, chiarito circostanze, raccontato la sua verità. E dato una serie di spunti investigativi ai quali ora si dovrà trovare riscontro.
Ammette, smentisce, precisa. Parnasi, che si era avvalso della facoltà di non rispondere davanti al gip, replica invece a tutte le domande dei pubblici ministeri. Partendo proprio dal rapporto con l'ex presidente di Acea, Luca Lanzalone, uomo legato alla giunta Cinquestelle della quale era referente per il progetto dello tempio del calcio giallorosso. « Me lo presentò la sindaca Virginia Raggi — ha detto Parnasi — durante una riunione ufficiale nel gennaio del 2017. Mi dissero che era lui il referente del Campidoglio per lo stadio. E da allora ho sempre parlato con lui. Anche per altri progetti».
Una versione che conferma quella dell'impianto accusatorio, peraltro già ribadita anche dai testimoni illustri che si sono avvicendati in procura nei giorni scorsi tra i quali la sindaca Raggi, il dg del Comune Franco Giampoaoletti e quello della As Roma Mauro Baldissoni, che indica l'ex presidente Acea come uomo dell'amministrazione e, quindi, pubblico ufficiale, passibile dell'accusa di corruzione.
Ed è proprio sull'avvocato genovese che il costruttore fa una prima, parziale, ammissione: «Mi fidavo di lui, lo ritenevo un professionista serio. Ma le consulenze che ho fatto avere al suo studio servivano anche a suggellare questo rapporto di amicizia e fiducia » . Dal quale, secondo l'accusa del procuratore aggiunto Paolo Ielo e del pm Barbara Zuin, Parnasi avrebbe ottenuto più di un beneficio.
Da Lanzalone al resto. Parnasi ha capito che per salvare le sue società deve collaborare. E lo ha fatto. Mettendo a verbale anche i finanziamenti alla politica. Quelli che gli facevano dire ai suoi collaboratori: « Io pago tutti, lo ho sempre fatto » . Il « metodo anni Ottanta» citato nell'ordinanza che li ha messi tutti in carcere.
E allora via con la lista dei partiti e delle fondazioni foraggiate dal costruttore, sulle quali sono in corso accertamenti dei carabinieri del nucleo investigativo. Tra questi anche Eyu del Pd e Più Voci, vicina alla Lega. Denaro che, però, spiega l'immobiliarista assistito dagli avvocati Emilio Ricci e Giorgio Tamburrino, in molti casi era iscritto a bilancio. O che, quando non lo era, in ogni caso non era vincolato all'ottenimento di favori o benevolenza. Una versione che serve a scongiurare l'accusa d corruzione.
Il costruttore fa anche nomi di singoli esponenti politici ai quali ha fatto piaceri di vario genere, che fossero consulenze o assunzioni di figli e parenti. Tra questi anche l'ex assessore della giunta Zingaretti Michele Civita; il capogruppo grillino in Campidoglio Paolo Ferrara; quello di Forza Italia in Comune Davide Bordoni; e il vicepresidente del consiglio regionale (FI) Adriano Palozzi. Parnasi descrive anche i ruoli e le competenze dei suoi collaboratori (finiti in carcere con lui) e chiarisce il meccanismo societario del suo gruppo. Che comprende anche le società Sogepa e Fingepa, intestate a sua madre e usate per pagare « quei dieci tavoli » che, secondo chi indaga, sono elettorali.
Ce ne è abbastanza per poter chiudere il verbale. Gli inquirenti dovranno lavorare su quel fiume di parole. Lui potrà chiedere, come sembrano intenzionati a fare i suoi difensori, la scarcerazione. E la procura, a questo punto, potrebbe anche dare parere favorevole.

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Parnasi, la politica trema: «Per lo stadio pagavo tutti» (Il Messaggero)
L'INTERROGATORIO

ROMA Undici ore per ammettere e fornire ai pm i contorni dell'affaire stadio che le intercettazioni e le indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo avevano soltanto in parte svelato. Dopo cinque ore di interrogatorio mercoledì, ieri, Luca Parnasi ne ha trascorse altre sei davanti al pm Barbara Zuin, firmando un lunghissimo verbale che non solo conferma l'impianto dell'accusa ma, soprattutto, apre altri fronti di indagine che lambiscono la politica. La prima reazione pubblica alla confessione di Parnasi, così come era avvenuto al momento dell'arresto, è quella di Matteo Salvini, che non si definisce preoccupato e, a proposito dei finanziamenti ai partiti da parte di Parnasi, commenta: «Se ci sono imprenditori che lo fanno in maniera trasparente e mettendolo a bilancio, non vedo dove sia il problema. Il problema è se qualcuno paga per avere favori. E, quindi, nella vicenda romana è quello che deve emergere». Salvini si è detto «non preoccupato».
TANTI NEL MIRINO
A tremare, adesso, sono i palazzi del potere. Perché per anni Parnasi ha finanziato, e non sempre in chiaro, movimenti politici e partiti. «Pagavo tutti», diceva al telefono e ieri lo ha ripetuto ai pm. Era l'unico modo per superare gli intoppi burocratici e lavorare, avrebbe confessato. Su quei finanziamenti i carabinieri sono già al lavoro, ma ora l'imprenditore ha fornito elementi che lasciano pochi margini ai dubbi e fanno fare all'inchiesta un salto oltre i confini del Campidoglio.
Un ruolo di primo piano negli affari dell'imprenditore, lo rivestiva Luca Lanzalone, avvocato plenipotenziario, consulente di fatto del Comune di Roma che, per Parnasi, era l'interlocutore ufficiale dell'amministrazione capitolina. Lo ripete più volte e ammette: gli davo consulenze per mantenere buoni rapporti. Mi apriva le porte con i Cinquestelle. Un verbale top secret sul quale la discovery potrebbe avvenire nei prossimi giorni con il deposito al Tribunale del Riesame.
IL PUNTO DI RIFERIMENTO
Lanzalone davanti al gip, aveva respinto le accuse, sostenendo di non avere avuto alcun ruolo formale nel dossier stadio. Confortato dall'assenza di un contratto, aveva sostenuto di non essere mai stato un pubblico ufficiale. E invece a smentirlo, dopo il dg della Roma, Mauro Baldissoni, ieri è stato proprio Parnasi, che ha ricostruito il ruolo dell'avvocato, figura ufficiale dell'amministrazione comunale a partire da dicembre 2016. «È stata la sindaca Virginia Raggi a presentarcelo come il consulente del Campidoglio per il dossier stadio».
L'AVVOCATO
E da quel momento l'avvocato è diventato il nostro punto di riferimento, dice Parnasi. Nulla sarebbe cambiato dopo la nomina alla presidenza di Acea, nella primavera del 2017. Fino al momento degli arresti, Lanzalone era l'uomo del Campidoglio con il quale discutere e risolvere i problemi relativi al progetto di Tor di Valle. L'ultima riunione, ha ricostruito l'imprenditore a verbale, è avvenuta lo scorso maggio. Una circostanza già emersa in qualche modo dalle intercettazioni agli atti dell'inchiesta che, di fatto, smentisce anche le parole della sindaca, secondo la quale l'avvocato, dopo l'incarico in Acea, avrebbe allentato il suo impegno. E Parnasi ammette anche quelle che, per la procura, rappresentano un rapporto corruttivo: le consulenze, affidate e promesse al legale, avevano l'obiettivo di assicurare la benevolenza dell'uomo che poteva sciogliere i nodi.
LA POLITICA
Dalla Lega al Pd, attraverso le fondazioni e poi i contributi elettorali a consiglieri comunali e regionali. Al telefono i collaboratori chiedevano a Parnasi come procedere e lui dava indicazioni: emettere fatture per rendere più difficile il collegamento tra lui e la politica attraverso società schermo, come quelle intestate all'anziana mamma. Il sistema Parnasi consisteva nel pagare per trovare le porte aperte. «Ci sono le elezioni - diceva - io spenderò qualche soldo sulle elezioni, che poi con Gianluca vedremo come vanno girati ufficialmente coi partiti politici eccetera... anche questo è importante, perché in questo momento noi ci giochiamo una fetta di credibilità per il futuro ed è un investimento che io devo fare, molto moderato rispetto a quanto facevo in passato, quando ho speso cifre che manco te le racconto, però la sostanza è che la mia forza è quella che alzo il telefono...».
LE FONDAZIONI
È il 14 febbraio quando Parnasi e i suoi fanno il punto. Riassumono i carabinieri in un'informativa del 18 giugno, che il costruttore «dice che Lega erano 100 e 100, ne facciamo 100 su Pentapigna qua e 100 qua, possiamo utilizzare società nostre». Uno dei suoi assistenti gli specifica che «la strutturiamo una sul giornale e un'altra sulla radio» e gli propone un passaggio pubblicitario «alle tre di notte su Radio Padania». Nonostante l'investimento, Parnasi risponde secco: «No» e si raccomanda che invece siano «preparati dei contratti dal legale di fiducia», Nabor Zaffiri. Nei giorni successivi, quando un fidatissimo dell'imprenditore chiama il tesoriere della Lega, Paolo Centemero, l'argomento è di nuovo la pubblicità: «Il collaboratore precisa che vuole fare un contratto, per fare uscite pubblicitarie radiofoniche», scrivono i carabinieri. I due concordano sul fatto che sia meglio parlarne di persona.
IL COMMERCIALISTA
Col commercialista del Carroccio, Andrea Manzoni, lo stesso collaboratore parlerà di incontrare una «terza persona» in via Bellerio. Di febbraio sono anche i contatti tra Domenico Petrolo, tesoriere dalla fondazione Eyu, vicina al Pd, e il gruppo Parnasi. Agli atti risulterà una consulenza da 150mila euro. Di certo, però, a febbraio Petrolo insisteva perché il pagamento arrivasse, perché, negli «ultimi giorni», li aiuterà molto. Per i carabinieri, il riferimento è alla campagna elettorale.
Valentina Errante

NEMICOn.1

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Citazione di: turco il 28 Giu 2018, 20:56
Parnasi pagava solo "per aggirare possibili intoppi di natura burocratica e incassare autorizzazioni e 'via libera' di tipo tecnico, per velocizzare l'iter amministrativo di determinate procedure"...

Lo stadio è salvo.


La domanda è: se non avesse pagato avrebbe incassato le varie abìutorizzazioni e via libera oppure ci sarebbero stati vari stop ?
Si parla di corruzione, asservimento , lo stesso Parnasi conferma che pagava per velocizzare tutto , però gli atti sono legittimi ;a cosa serve questa indagine non si capisce più .
Va a finire che a Parnasi gli devono chiedere scusa e passa come vittima , poi  ci stupiamo che in Italia esistono mafia , camorra, giro di prostituzione e spaccio e tutte le altre forme di criminalità organizzata.

WhiteBluesBrother

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Ragazzi state leggendo propaganda di regime.
Se veramente volessero andare avanti, al primo ricorso su ogni atto o procedura falsati (il ponte, l'ippodromo, la viabilità di Ostiense/via del Mare, la proprietà dei terreni mai saldati ecc.) si blocca tutto.

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MisterFaro

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Citazione di: WhiteBluesBrother il 29 Giu 2018, 09:11
Ragazzi state leggendo propaganda di regime.
Se veramente volessero andare avanti, al primo ricorso su ogni atto o procedura falsati (il ponte, l'ippodromo, la viabilità di Ostiense/via del Mare, la proprietà dei terreni mai saldati ecc.) si blocca tutto.

Condivido.
Il tutto non toglie che il livello di mafiosità di cui la as roma fa parte è impressionante. Quanto si scrive in questi giorni lo fa emergere ancora più grande di quello che si pensava

Il nostro Giorgione

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Catapano: improvvisamente, diventa cronista giudiziario, con informatori addentro ai corridoi di piazzale Clodio... Catapano, mio Catapano, chi ti scrive la velina??


ATTI LEGITTIMI Non sono le elargizioni di Parnasi in sé, infatti, a complicare ulteriormente il cammino che il progetto- stadio stava per completare. In questo senso, anche ieri, dopo l'interrogatorio fiume del costruttore, i titolari dell'inchiesta hanno voluto rassicurare la dirigenza della Roma, sul fatto che nessun atto amministrativo fosse stato direttamente coinvolto dai tentativi corruttivi di Parnasi, almeno nelle sue ricostruzioni. Ed effettivamente non ce n'è evidenza nelle carte. Resta salda, insomma la convinzione della Procura di Roma che nessun atto del dossier Tor di Valle sia da considerarsi illegittimo. Sotto questo aspetto, sembrerebbe perfino che presto gli inquirenti potrebbero archiviare la posizione del Sovrintendente Prosperetti, minimizzando in questo modo la vicenda del vincolo architettonico, che aveva effettivamente destato più di qualche perplessità e allungato un'ombra sul progetto. Motivo in più, dicono da Trigoria, per spingere sull'acceleratore ed aumentare il pressing sull'amministrazione Raggi perché completi l'iter, chiuda il pacchetto e lo mandi alla Regione per l'ultimo visto.

Sonni Boi

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Non condivido il vostro ottimismo, cercheranno in ogni modo di salvare il progetto, probabilmente è la condizione inderogabile che i magistrati hanno avuto per avere l'autorizzazione a far partire l'inchiesta e poi gli arresti.

Tanti anni e ancora non avete imparato a conoscerli.

Il nostro Giorgione

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Lazionetter
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Se davvero archiviassero le accuse a Prosperetti sarebbero un pezzo avanti. Un bel pezzo di merda.

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galafro

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Citazione di: Sonni Boi il 29 Giu 2018, 10:17
Non condivido il vostro ottimismo, cercheranno in ogni modo di salvare il progetto, probabilmente è la condizione inderogabile che i magistrati hanno avuto per avere l'autorizzazione a far partire l'inchiesta e poi gli arresti.

Tanti anni e ancora non avete imparato a conoscerli.
Quindi anche i magistrati prima romanisti poi giudici

Ranxerox

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Ma difatti me sembra tutto regolare...cioè in Italia e a Roma se non fai così non costruisci.
Quindi ha seguito la procedura ordinaria: corruzione, mazzette, favori, sostegno elettorale trasversale, utilità di vario genere.
Per questo lo stadio è al riparo.
È stato fatto tutto a "regola d'arte tanto che pure i 5stelle se so' adeguati subito.

Sonni Boi

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Citazione di: galafro il 29 Giu 2018, 10:27
Quindi anche i magistrati prima romanisti poi giudici

Il sistema giudiziario non è immune da influenze e pressioni politiche ed economiche.
Se un giudice fa un'inchiesta non gradita, è un attimo che il CSM lo sfancula in qualche procura tra le montagne.
Sto stadio de merda lo vogliono tutti, ma proprio tutti, i partiti politici e ci sono interessi economici enormi da tutelare (banche in testa).
In un modo o nell'altro, glielo faranno fare, dovesse venire giù tutta Roma.

zorba

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Ma la domanda sorge spontanea: pagava i partiti politici senza distinzione in conto proprio o su espressa richiesta di qualcuno?!?

8) 8) 8)

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surg

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Citazione di: Sonni Boi il 29 Giu 2018, 10:17
Non condivido il vostro ottimismo, cercheranno in ogni modo di salvare il progetto, probabilmente è la condizione inderogabile che i magistrati hanno avuto per avere l'autorizzazione a far partire l'inchiesta e poi gli arresti.

Tanti anni e ancora non avete imparato a conoscerli.
Pensi veramente che i magistrati abbiano avuto bisogno di un'autorizzazione per far partire l'inchiesta? Chi è autorizzato ad autorizzare?

meanwhile

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Citazione di: Sonni Boi il 29 Giu 2018, 10:17
Non condivido il vostro ottimismo, cercheranno in ogni modo di salvare il progetto, probabilmente è la condizione inderogabile che i magistrati hanno avuto per avere l'autorizzazione a far partire l'inchiesta e poi gli arresti.

Tanti anni e ancora non avete imparato a conoscerli.

la penso esattamente allo stesso modo

erredielle

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Un paio di riflessioni:
se i finanziamenti sono stati messi a bilancio dei vari partiti\fondazioni non c'è nulla di male, a livello legale intendo. Poi che siano finanziamenti tesi a indurre una certa "benevolenza" nelle votazioni sullo stadio (o su altri affari del Parnasi) è tutto da dimostrare, le indagini vanno avanti.
Ho sentito ritirare fuori la solfa delle penali in caso di mancata costruzione dello stadio. Ricordate che anche quando fu eletta sindaco la Raggi, giustificarono così il loro (m5s) cambiamento di idea sulla fattibilità stadio pre - post elezioni comunali. Da lì partorirono il nuovo progetto a cubature ridotte, salvando la città dalla colata di cemento!! :s Per me, questa del danno economico derivante dall'applicazione delle penali potrebbe essere la chiave di volta per riportare l'opinione pubblica a riconsiderare la fattibilità dello stadio.
Bisognerebbe capire chi potrebbe chiedere le penali? Il costruttore implicato nelle (ipotetiche) corruzioni che hanno portato al blocco? Non credo. Forse la parte lesa??
Sull'inchiesta invece mi sembra confermata l'ipotesi che l'obiettivo "politico" fosse la giunta Raggi o ancor più l'asse giallo-blu del Governo. Lo stadio è un pretesto per indagare, intercettare e ottenere confessioni. Il fine è la piovra corruttiva ancora esistente a roma e i nuovi appoggi pentastellati. Raggiunto il fine (o almeno messo nel mirino), lo stadio proseguisce (cit.) non interessa più a nessuno il suo blocco.
:asrm


Il nostro Giorgione

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Non perde occasione, la candida Virginia.....

«Se lo stadio si farà? Adesso vedremo, c'è un'attività di verifica: se tutto risponderà e sarà rispettato, immagino si andrà avanti». Lo dice la sindaca di Roma, Virginia Raggi, parlando del progetto dello stadio della Roma, al centro dell'inchiesta che ruota attorno a Luca Parnasi e alla sua società Eurnova. «Capite bene che - ha specificato Raggi, a margine dell'inaugurazione di un playground di basket, nel quartiere Talenti di Roma - alla luce delle notizie che escono, sarà fondamentale verificare bene ogni cosa».

arturo

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Mo controlla la piccola fiammiferaia.

GoodbyeStranger

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* 12.018
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Citazione di: Il nostro Giorgione il 29 Giu 2018, 10:00
anche ieri, dopo l'interrogatorio fiume del costruttore, i titolari dell'inchiesta hanno voluto rassicurare la dirigenza della Roma

anche ieri,... a Catapà... ma vattenaffanculo.

Merda.

:asrm

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AquiladiMare

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* 25.311
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Citazione di: erredielle il 29 Giu 2018, 16:46
Un paio di riflessioni:
se i finanziamenti sono stati messi a bilancio dei vari partiti\fondazioni non c'è nulla di male, a livello legale intendo. Poi che siano finanziamenti tesi a indurre una certa "benevolenza" nelle votazioni sullo stadio (o su altri affari del Parnasi) è tutto da dimostrare, le indagini vanno avanti.
Ho sentito ritirare fuori la solfa delle penali in caso di mancata costruzione dello stadio. Ricordate che anche quando fu eletta sindaco la Raggi, giustificarono così il loro (m5s) cambiamento di idea sulla fattibilità stadio pre - post elezioni comunali. Da lì partorirono il nuovo progetto a cubature ridotte, salvando la città dalla colata di cemento!! :s Per me, questa del danno economico derivante dall'applicazione delle penali potrebbe essere la chiave di volta per riportare l'opinione pubblica a riconsiderare la fattibilità dello stadio.
Bisognerebbe capire chi potrebbe chiedere le penali? Il costruttore implicato nelle (ipotetiche) corruzioni che hanno portato al blocco? Non credo. Forse la parte lesa??
Sull'inchiesta invece mi sembra confermata l'ipotesi che l'obiettivo "politico" fosse la giunta Raggi o ancor più l'asse giallo-blu del Governo. Lo stadio è un pretesto per indagare, intercettare e ottenere confessioni. Il fine è la piovra corruttiva ancora esistente a roma e i nuovi appoggi pentastellati. Raggiunto il fine (o almeno messo nel mirino), lo stadio proseguisce (cit.) non interessa più a nessuno il suo blocco.
:asrm

Beh non credo abbiano messo a bilancio i soldi. Altrimenti non avrebbero arrestato il costruttore

Ranxerox

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Citazione di: Il nostro Giorgione il 29 Giu 2018, 17:05
Non perde occasione, la candida Virginia.....

«Se lo stadio si farà? Adesso vedremo, c'è un'attività di verifica: se tutto risponderà e sarà rispettato, immagino si andrà avanti». Lo dice la sindaca di Roma, Virginia Raggi, parlando del progetto dello stadio della Roma, al centro dell'inchiesta che ruota attorno a Luca Parnasi e alla sua società Eurnova. «Capite bene che - ha specificato Raggi, a margine dell'inaugurazione di un playground di basket, nel quartiere Talenti di Roma - alla luce delle notizie che escono, sarà fondamentale verificare bene ogni cosa».

A Virgi' ma noi so' due anni che l'avemo capito bene senza che ce lo dicesse la Procura della Repubblica o Parnasi sotto interrogatorio.
E annamo su', non te prende' per il culo da sola...

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