Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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ES

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C'è sempre la bici, non esageriamo.



Tarallo

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Citazione di: robylele il 06 Feb 2019, 13:35
dopodiché dovranno pur tornare a casa..almeno entro mezzanotte perché il giorno dopo si lavora.

Citazione di: Tarallo il 06 Feb 2019, 13:47
Si lavora chi, loro?

un giorno di malattia dopo una nottata da leone non si nega a nessuno...

Sledgehammer

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Citazione di: ES il 06 Feb 2019, 13:42
C'è sempre la bici, non esageriamo.


la ciclabile c'è a sto punto manco potenzierei la ferrovia.
magari fanno un buco nero entrano ma non escono più....

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BalkanLaziale

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Citazione di: arturo il 06 Feb 2019, 13:39
Montano una decina de catapulte sotto la tribuna ex-tevere / ciccio graziani , e lanciano gli stercorari oltre il raccordo.

Una vera aria di merda.

Omar65

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Intanto 15 rinvii a giudizio tra cui Parnasi...

8)

FeverDog

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Citazione di: arturo il 06 Feb 2019, 13:39
Montano una decina de catapulte sotto la tribuna ex-tevere / ciccio graziani , e lanciano gli stercorari oltre il raccordo.
Sarebbe più corretto intitolare la curva a ciccio graziani... magari la parte alta...

GoodbyeStranger

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Citazione di: RubinCarter il 06 Feb 2019, 08:36
Il Politecnico di Torino : Si all'impianto ma servono dai 3 ai 10 anni di lavori sulla rete di mobilità.

tuttapposto quindi si parte...

il problema è che in questo paese queste supercazzole attecchiscono... la viabilità multimodale...

maannatevetuttiaffaculo merde

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trax_2400

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Citazione di: FeverDog il 06 Feb 2019, 21:22
Sarebbe più corretto intitolare la curva a ciccio graziani... magari la parte alta...
Questa è bellissima ...  :) :) :)

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«Stadio, Parnasi a processo c'era un sistema corruttivo» (Il Messaggero 7 febbraio 2019)

L'INCHIESTA

ROMA Non sono trascorse nemmeno ventiquattr'ore dall'annuncio della sindaca Virginia Raggi sullo sblocco dei cantieri per il Nuovo stadio della Roma che arriva la richiesta di rinvio a giudizio per chi quell'impianto doveva costruirlo: l'imprenditore Luca Parnasi, i suoi collaboratori: ma anche funzionari e politici del Comune di Roma. Quindici persone in tutto, accusate, a seconda delle posizioni, di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, al finanziamento illecito ai partiti, al traffico di influenze. Tra gli imputati, anche l'ex vicepresidente del Consiglio della Regione Lazio di FI, Adriano Palozzi, l'ex assessore regionale del Pd, Michele Civita e il Soprintendente ai Beni culturali di Roma, Francesco Prosperetti. Per gli inquirenti, Parnasi era il «capo e organizzatore» dell'associazione - si legge nel capo d'imputazione - che ha cercato di pilotare in favore della sua società Eurnova le procedure amministrative legate al masterplan, approvato, nell'ambito della conferenza dei servizi, nel febbraio dello scorso anno.
Ad agevolare l'imprenditore, il consulente plenipotenziario del Campidoglio, consigliere di punta della sindaca Virginia Raggi, ingaggiato senza contratto ma interpellato per ogni decisione importante: l'avvocato Luca Lanzalone, finito ai domiciliari in giugno - mentre Parnasi era in carcere - e già sotto processo. Per lui, ribattezzato il sindaco ombra, la Procura ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato. Stessa sorte per il suo socio Luciano Costantini e per Fabio Serini, commissario straordinario dell'Ipa, l'ente di previdenza dei dipendenti capitolini. Lanzalone è accusato di corruzione, perché Parnasi gli avrebbe fatto ottenere incarichi lucrosi in cambio di favori.
LE FONDAZIONI
Ma è solo l'inizio. Perché l'inchiesta ha scoperchiato un giro di relazioni illecite molto più ampio: il procuratore aggiunto Paolo Ielo e la pm Barbara Zuin stanno per chiudere il filone che riguarda il finanziamento alla politica. Più di 400mila euro, che Parnasi - per sua stessa ammissione - ha garantito alle fondazioni Eyu e Più Voci, vicine rispettivamente a Pd e Lega - sono indagati i tesorieri dei due partiti - e le utilità in favore di un esponente capitolino di M5S.
Nella richiesta di rinvio a giudizio si legge che Parnasi «impartiva direttive» e, soprattutto, si occupava di «mantenere i rapporti con gli esponenti del mondo politico e istituzionale». Il manager di Eurnova, Luca Caporilli, aveva invece il compito di «mantenere rapporti con le figure professionali e con la pubblica amministrazione». La contestazione di associazione a delinquere riguarda anche Simone Contasta e Giulio Mangosi che, per i pm, curava «le relazioni corruttive». Stessa accusa anche Zaffiri Nabor, avvocato aziendale, e Gianluca Talone, commercialista.
LA POLITICA
Nel mirino della Procura, i legami con la politica. Parnasi e soci avrebbero dato a Palozzi, «25.010 euro», cifra accreditata sui conti della sua società Pixie social media. Circostanza che costa agli imputati le accuse di finanziamento illecito e corruzione. Lui, in cambio, avrebbe garantito «l'asservimento della sua funzione agli interessi del gruppo». Imputato per illecito finanziamento anche Davide Bordoni, consigliere comunale di FI. Mentre Civita - accusato di corruzione - avrebbe ottenuto la promessa di assunzione del figlio in una delle società dell'imprenditore. Giampaolo Gola, assessore allo Sport del X Municipio, «sfruttando le relazioni con Paolo Ferrara, presidente del gruppo consiliare M5S» - la sua posizione è stata stralciata - avrebbe ottenuto da Parnasi la promessa di un incarico presso l'As Roma. A rischio processo anche Daniele Leoni, funzionario del Dipartimento programmazione e attuazione urbanistica: a metterlo nei guai, un bonifico da 1.500 euro in favore della Fondazione Fiorentino Sullo, a lui riconducibile.
IL SOPRINTENDENTE
C'è un altro nome eccellente tra gli imputati, che mette in imbarazzo il Campidoglio: quello del soprintendente Prosperetti. È accusato di induzione indebita a dare e promettere utilità. Per i pm, in cambio dell'«archiviazione della proposta di apposizione del vincolo» sull'Ippodromo di Tor di Valle, che avrebbe rallentato il progetto, avrebbe indotto Parnasi ad affidare al suo amico architetto Paolo Desideri, datore di lavoro di sua figlia, un incarico da 200mila euro: la «progettazione della ricollocazione di una campata dell'ex Ippodromo». A mettere in contatto l'imprenditore e Prosperetti sarebbe stato Claudio Santini, imputato per traffico di influenze illecite. In cambio della «mediazione» avrebbe ottenuto 53.440 euro.
Michela Allegri

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Le intercettazioni choc sul ponte di Traiano «Se non si fa sarà il caos, ma non devi dirlo» (Il Messaggero 7 febbraio 2019)

LE CARTE

ROMA Luca Parnasi che esulta cantando per l'approvazione della delibera che dà il via al progetto dello Stadio. Gli ammonimenti al collaboratore che fa notare che, con l'eliminazione del Ponte di Traiano, la città sarebbe sprofondata nel caos e i romani diretti a Tor di Valle sarebbero rimasti imbottigliati nel traffico: «Vabbè, ma questo tienitelo per te». Mai come nel caso dell'affaire Tor di Valle, le intercettazioni sono state profetiche. Perché oggi, due giorni dopo l'annuncio della sindaca Virginia Raggi - «lo stadio di farà» - e dopo l'allarme lanciato Politecnico di Torino per il rischio «caos» ed esito «catastrofico» per la mobilità, permettono di ricostruire passo per passo gli inganni e i sotterfugi che il gruppo Parnasi, per l'accusa, ha messo in atto pur di raggiungere l'obiettivo, stroncato dall'esplosione dell'inchiesta lo scorso giugno. Uno su tutti: la sparizione dal progetto del Ponte di Traiano, arrivata quando i nuovi inquilini del Campidoglio ridussero le cubature del masterplan e Parnasi ottenne, in cambio, di non dovere più realizzare a sue spese il passaggio sul Tevere, strategico per lo smaltimento del traffico.
LE INTERCETTAZIONI
È tutto scritto nell'informativa finale dell'inchiesta sul giro di corruzione dietro alla realizzazione del Nuovo stadio della Roma. Giugno 2017, viene approvata la delibera di pubblico interesse, che comporta una «significativa riduzione delle cubature con un conseguente taglio delle opere pubbliche - annotano i carabinieri del Nucleo investigativo - sono stati ridotti i fondi per il prolungamento della metro e per gli interventi della Roma-Lido». E, soprattutto, «è stato eliminato il Ponte di Traiano, che consentiva un collegamento veloce con l'autostrada Roma-Fiumicino». Nelle carte si legge che «Parnasi e i suoi accoliti recepiscono con soddisfazione l'approvazione». Non sono delusi dal taglio delle cubature, «ampiamente compensato dall'eliminazione dei costi per la realizzazione delle opere». Parnasi telefona a Mauro Baldissoni, vicepresidente esecutivo della Roma, «è talmente entusiasta dell'esito della seduta che lo riferisce a Baldissoni cantando», si legge negli atti.
LA RIUNIONE
Ma l'intercettazione clou è precedente e risale al febbraio 2017. Il manager di Eurnova, Luca Caporilli, è al telefono con un collega. Parlano di una riunione prevista il 24 del mese tra esponenti del gruppo Parnasi, vertici del Campidoglio e manager dell'As Roma. Caporilli gli dice di portare tutte le simulazioni fatte, «è veramente importante, dovete venire con tutte le simulazioni senza ponte, con il ponte, che succede se fanno il ponte, tutto quello che c'hai». Il 24, mentre la riunione è in corso, Caporilli contatta il collaboratore e si allontana dalla stanza. «Disquisiscono delle parafrasi da utilizzare con il Comune per comunicare loro l'esito negativo delle simulazioni», annotano gli investigatori: lo scopo è dimostrare che il Ponte non è necessario. L'interlocutore accenna però ai problemi di viabilità che si creerebbero con la cancellazione dal progetto. Ma Caporilli è categorico: «Questo tienilo per te». Una frase che ripete addirittura quattro volte. «Levando il ponte sul Tevere quello che si viene a creare è che sulla via Del Mare...», prova a dire il collaboratore. «Tienilo per te, tienilo per te, porta questo e tieni per te quello», replica il manager. «Si crea caos di nuovo sulla Roma Fiumicino», aggiunge l'altro. «Però possiamo dire che con la riduzione si dovrebbe risolvere...», incalza Caporilli. «Eh no, perché se io riduco...», la risposta. E arriva il secondo ammonimento: «Va beh però questo tienitelo per te no? Dico io... è critica la cosa o è...». E lui risponde: «L'autostrada Roma Fiumicino torna com'è allo stato attuale... vanno a riprendere poi la via Ostiense e via Del Mare sul ponte dei Congressi». Il 28 febbraio, la Raggi brinda al patto con Parnasi e Pallotta. In giugno, l'approvazione della delibera.
Poco più di un mese dopo, si aprono altre questioni, come l'introduzione di una variante urbanistica. Si torna a parlare del Ponte di Traiano. Come sempre, il gruppo si rivolge all'avvocato Luca Lanzalone, consulente di punta della sindaca. L'8 agosto 2017, nel corso di una conversazione dedicata a un parere del Ministero dei Trasporti, in cui si afferma che «la mancata realizzazione del ponte di Traiano costituirebbe un ostacolo per l'autorizzazione dell'intera opera», Baldissoni dice a Caporilli di stare tranquillo: Lanzalone gli ha assicurato che il parere non bloccherà il progetto. «Non è il sindaco e non è un politico, ma, ripeto, lì mi sembra che alla fine sia quello che indirizza le soluzioni pratiche», aggiunge. «È lui che ha risolto lo Stadio!», dirà soddisfatto Parnasi poco tempo dopo. E, ancora oggi, del Ponte non c'è traccia nel progetto.
Mic. All.

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Stadio, trasporti senza fondi Regione: stop se non cambia (Il Messaggero, Cronaca di Roma, 7 febbraio 2019)
IL CASO

Tra palco e realtà, come canta Ligabue, c'è una montagna di soldi. Soldi virtuali che il Campidoglio ancora non ha in cassa, con cui promette, però, di rivoluzionare la mobilità romana «tra 5/10 anni». È l'ultimo appiglio che è stato offerto al Politecnico di Torino per provare a smussare la stroncatura netta al progetto Tor di Valle. E i prof piemontesi, nella conferenza stampa di martedì, hanno detto che proprio sulla base del Pums hanno sfornato un «sì condizionato» alla costruzione del nuovo stadio, con annesso mega centro di negozi, uffici e alberghi. L'impatto sul quadrante Sud di Roma sarebbe «catastrofico», a meno che non siano mantenuti tutti gli impegni promessi dal Comune in questo Piano Urbano della Mobilità Sostenibile. Una lista di 20 «punti fermi» in larga parte solo abbozzati, senza scadenze precise e soprattutto, in molti casi, senza un euro di finanziamenti certi. A volte non è nemmeno stata presentata la domanda al Ministero dei Trasporti. In altri casi, come per «il prolungamento della metro B a Casal Monastero» (è citato nella relazione del Comune spedita al Politecnico), si tratta di interventi congelati dalla stessa amministrazione, per bocca dell'assessore Linda Meleo. Insomma progetti accantonati, per non dire archiviati. Eppure ai prof sabaudi sono stati presentati come ancora in vigore, a tutti gli effetti.
FILOBUS E FUNIVIA
Senza contare che appena due opere (la funivia a Magliana e la filovia da Tor de' Cenci) sarebbero non troppo distanti da Tor di Valle. E il resto? Tutti altri quadranti e settori; dal potenziamento delle metro ai semafori intelligenti, i tram in centro storico, le telecamere intelligenti per monitorare gli spostamenti delle auto e perfino dei pedoni (seguiti col Wi-fi e il Bluetooth). Tutti progetti futuribili che nulla hanno a che vedere col rischio di «blocco totale» del traffico in cinque grandi arterie, dal Raccordo alla Roma-Fiumicino, paventato dal Politecnico. Per evitare l'automobile, i tifosi potrebbero forse andare allo stadio in barca, si intuisce dalle carte consegnate dai tecnici della Mobilità all'università torinese. «Va segnalata - si legge nel passaggio sulle vie alternative - la presenza del Tevere che da Tor di Valle è navigabile fino a Roma». E perché non a nuoto? Sempre per ridurre gli inevitabili ingorghi, s'intende...
Dai documenti dei tecnici dei trasporti capitolini, si evince che sarà impossibile rispettare la delibera sul «pubblico interesse» del nuovo stadio, approvata dalla maggioranza di Virginia Raggi nel giugno 2017. Lì, tra le condizioni poste dall'amministrazione, si prevedeva un potenziamento massiccio della Roma-Lido per arrivare a «minimo 20mila passeggeri l'ora». Le carte della Mobilità comunale invece parlano di «massimo 18mila passeggeri l'ora». E anche per la ferrovia FL1 - che ha l'unica altra stazione nei paraggi - la delibera sarebbe sconfessata, impossibile osservare quanto pattuito.
La Regione segue la pratica da vicino. La giunta di Zingaretti dovrà esprimersi solo al termine del tortuoso iter comunale, quando e se l'Assemblea capitolina avrà votato la variante urbanistica, sempre che non abbiano avuto la meglio i grillini malpancisti. Massimiliano Valeriani, assessore regionale all'Urbanistica, fa capire che non sarà votata la delibera finale, che vale come permesso a costruire, se i privati non cambieranno il progetto per adeguarlo alle prescrizioni sfornate dalla Conferenza dei servizi, a dicembre 2017. Prescrizioni sul traffico e sui trasporti oggi malandati da riammodernare su larga scala. «L'assenza degli adeguamenti richiesti rischierebbe di creare ostacoli oggettivi e insormontabili per il via libera definitivo», spiega Valeriani. Che dice di «condividere l'auspicio del Campidoglio di vedere presto completato l'iter autorizzativo, ma è fondamentale che la variante voluta dal Comune rispetti le prescrizioni scaturite dalla Conferenza dei servizi, con particolare attenzione agli interventi per la sicurezza e per la mobilità, sia pubblica che privata».
«RIUNIONI SETTIMANALI»
Parole indirizzate anche al Comune, dove Virginia Raggi l'altro ieri ha varato l'ennesima task force sullo stadio: la due diligence avviata dopo l'inchiesta per tangenti sarebbe conclusa - anche se i tecnici dell'Urbanistica non hanno terminato le verifiche... - e ora un nuovo «gruppo di lavoro» dovrà rendicontare alla sindaca, «con cadenza settimanale», le evoluzioni sul progetto. Ne faranno parte 4 manager, il vice-direttore generale del Comune e i responsabili dei dipartimenti Trasporti, Urbanistica e Avvocatura.
Lorenzo De Cicco

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Ma in Campidoglio ora si sentono usati «Il sì a Tor di Valle serve più al governo» (Il Messaggero, Cronaca di Roma, 7 febbraio 2019)

IL RETROSCENA

«Dire che ci abbiano usati forse è eccessivo, di sicuro il nostro sì allo stadio della Roma per Di Maio e Toninelli in questo momento, con la guerra in corso per la Tav, è stato perfetto. E, per paradosso, serve più a loro che a noi». In Campidoglio c'è chi mette su due binari paralleli il via libera all'operazione «calcistico-immobiliare» di Tor di Valle e il «no» all'Alta velocità. Per Di Maio è la dimostrazione che «il Movimento vuole investire nelle grandi opere, vuole fare grandi opere in tutta Italia e rimettere a posto le infrastrutture esistenti».
Il ragionamento è ardito perché lega un'impresa privata a una pubblica, con la prima che risulta monca proprio di infrastrutture pubbliche (ponti e ferrovie). Un legame che il leader 5 Stelle prima promuove e poi boccia: «Spero che un giorno il Lione e il Torino possano giocare nello stadio della Roma, ma è l'unica cosa che vedo in comune tra la Tav Torino-Lione e lo stadio della Roma». E dunque si naviga così, un po' in ordine sparso. Di sicuro, in Comune non è passata inosservata la velocità con la quale i big del M5S sono saliti sul «carro di Tor di Valle». Proprio Toninelli infatti ha twittato: «Brava Virginia Raggi. E poi dicono che il M5S è contro le grandi opere. Avanti così».
GLI IMBARAZZI
E dunque la pratica, viziata da un'inchiesta per corruzione che scosse i vertici grillini per via del coinvolgimento di Lanzalone, è diventata all'improvviso, di nuovo, un argomento di conversazione. Dopo mesi di imbarazzi è servita a dimostrare che i grillini non sono sempre «quelli del no». E così, ragionavano ieri in Campidoglio, «sono montati sullo stadio: ci sta». E si ripete così un gioco politico molto chiaro e cinico tra il governo grillino e il Campidoglio. L'effetto Raggi va usato quand'è speculare a una battaglia più grande. Come accaduto, per esempio, per l'assoluzione della sindaca. Con tanto di insulti alla stampa di Di Maio e Di Battista che invece «Virginia non ha condiviso».
Simone Canettieri

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 07 Feb 2019, 07:33
Le intercettazioni choc sul ponte di Traiano «Se non si fa sarà il caos, ma non devi dirlo» (Il Messaggero 7 febbraio 2019)

LE CARTE

ROMA Luca Parnasi che esulta cantando per l'approvazione della delibera che dà il via al progetto dello Stadio. Gli ammonimenti al collaboratore che fa notare che, con l'eliminazione del Ponte di Traiano, la città sarebbe sprofondata nel caos e i romani diretti a Tor di Valle sarebbero rimasti imbottigliati nel traffico: «Vabbè, ma questo tienitelo per te». Mai come nel caso dell'affaire Tor di Valle, le intercettazioni sono state profetiche. Perché oggi, due giorni dopo l'annuncio della sindaca Virginia Raggi - «lo stadio di farà» - e dopo l'allarme lanciato Politecnico di Torino per il rischio «caos» ed esito «catastrofico» per la mobilità, permettono di ricostruire passo per passo gli inganni e i sotterfugi che il gruppo Parnasi, per l'accusa, ha messo in atto pur di raggiungere l'obiettivo, stroncato dall'esplosione dell'inchiesta lo scorso giugno. Uno su tutti: la sparizione dal progetto del Ponte di Traiano, arrivata quando i nuovi inquilini del Campidoglio ridussero le cubature del masterplan e Parnasi ottenne, in cambio, di non dovere più realizzare a sue spese il passaggio sul Tevere, strategico per lo smaltimento del traffico.
LE INTERCETTAZIONI
È tutto scritto nell'informativa finale dell'inchiesta sul giro di corruzione dietro alla realizzazione del Nuovo stadio della Roma. Giugno 2017, viene approvata la delibera di pubblico interesse, che comporta una «significativa riduzione delle cubature con un conseguente taglio delle opere pubbliche - annotano i carabinieri del Nucleo investigativo - sono stati ridotti i fondi per il prolungamento della metro e per gli interventi della Roma-Lido». E, soprattutto, «è stato eliminato il Ponte di Traiano, che consentiva un collegamento veloce con l'autostrada Roma-Fiumicino». Nelle carte si legge che «Parnasi e i suoi accoliti recepiscono con soddisfazione l'approvazione». Non sono delusi dal taglio delle cubature, «ampiamente compensato dall'eliminazione dei costi per la realizzazione delle opere». Parnasi telefona a Mauro Baldissoni, vicepresidente esecutivo della Roma, «è talmente entusiasta dell'esito della seduta che lo riferisce a Baldissoni cantando», si legge negli atti.
LA RIUNIONE
Ma l'intercettazione clou è precedente e risale al febbraio 2017. Il manager di Eurnova, Luca Caporilli, è al telefono con un collega. Parlano di una riunione prevista il 24 del mese tra esponenti del gruppo Parnasi, vertici del Campidoglio e manager dell'As Roma. Caporilli gli dice di portare tutte le simulazioni fatte, «è veramente importante, dovete venire con tutte le simulazioni senza ponte, con il ponte, che succede se fanno il ponte, tutto quello che c'hai». Il 24, mentre la riunione è in corso, Caporilli contatta il collaboratore e si allontana dalla stanza. «Disquisiscono delle parafrasi da utilizzare con il Comune per comunicare loro l'esito negativo delle simulazioni», annotano gli investigatori: lo scopo è dimostrare che il Ponte non è necessario. L'interlocutore accenna però ai problemi di viabilità che si creerebbero con la cancellazione dal progetto. Ma Caporilli è categorico: «Questo tienilo per te». Una frase che ripete addirittura quattro volte. «Levando il ponte sul Tevere quello che si viene a creare è che sulla via Del Mare...», prova a dire il collaboratore. «Tienilo per te, tienilo per te, porta questo e tieni per te quello», replica il manager. «Si crea caos di nuovo sulla Roma Fiumicino», aggiunge l'altro. «Però possiamo dire che con la riduzione si dovrebbe risolvere...», incalza Caporilli. «Eh no, perché se io riduco...», la risposta. E arriva il secondo ammonimento: «Va beh però questo tienitelo per te no? Dico io... è critica la cosa o è...». E lui risponde: «L'autostrada Roma Fiumicino torna com'è allo stato attuale... vanno a riprendere poi la via Ostiense e via Del Mare sul ponte dei Congressi». Il 28 febbraio, la Raggi brinda al patto con Parnasi e Pallotta. In giugno, l'approvazione della delibera.
Poco più di un mese dopo, si aprono altre questioni, come l'introduzione di una variante urbanistica. Si torna a parlare del Ponte di Traiano. Come sempre, il gruppo si rivolge all'avvocato Luca Lanzalone, consulente di punta della sindaca. L'8 agosto 2017, nel corso di una conversazione dedicata a un parere del Ministero dei Trasporti, in cui si afferma che «la mancata realizzazione del ponte di Traiano costituirebbe un ostacolo per l'autorizzazione dell'intera opera», Baldissoni dice a Caporilli di stare tranquillo: Lanzalone gli ha assicurato che il parere non bloccherà il progetto. «Non è il sindaco e non è un politico, ma, ripeto, lì mi sembra che alla fine sia quello che indirizza le soluzioni pratiche», aggiunge. «È lui che ha risolto lo Stadio!», dirà soddisfatto Parnasi poco tempo dopo. E, ancora oggi, del Ponte non c'è traccia nel progetto.
Mic. All.


'E si, mo Parnasi aveva consurtato er politecnico.'

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Come sia possibile che la Procura non abbia ancora indagato la Raggi e la sua banda di miracolati è un mistero .

robylele

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Vorrei vedere Pallotta e Baldini in manette.
Potrei barattarlo con una qualificazione in C.L., una Coppa Italia + conguaglio (tramite colletta su LN, possibile un'adesione massiccia).

turco

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Come è possibile che la Raggi continui a dire di aver ricevuto rassicurazioni dalla procura sulla regolarità dell'iter dello stadio e opere connesse...
Anche i magistrati sono prima riomanisti e poi professionisti?

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TheVoice

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Citazione di: robylele il 07 Feb 2019, 10:10
Vorrei vedere Pallotta e Baldini in manette.
Potrei barattarlo con una qualificazione in C.L., una Coppa Italia + conguaglio (tramite colletta su LN, possibile un'adesione massiccia).

Se aggiungi Baldissoni alla lista, 2 euri li spendo volentieri
;)

James M. McGill

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Come sia possibile che quattro quinti del mondo politico e imprenditoriale romano stesse delinquendo per realizzare lo stadio della Roma e che questa sia immacolata da indagini, processi, intercettazioni.

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