Processo per lo stadio della Roma, Raggi testimone contro Lanzalone (Corriere della Sera - ed. romana)
Il «Sistema Parnasi» e la corruzione, aperto il dibattimento anche contro Serini (Ipa)
di Ilaria Sacchettoni
La sindaca Virginia Raggi testimone al processo sul «sistema Parnasi», il gruppo di pressione che agiva sull'amministrazione capitolina per favorire gli interessi del costruttore. Per la seconda volta in poco tempo (la prima, la vicenda Marra), la sindaca sarà in aula: per riferire su un uomo di fiducia. In questo caso, Luca Lanzalone, processato per corruzione e traffico di influenze con Fabio Serini, commissario dell'Ipa. Saranno sentiti anche Franco Giampaoletti, Mauro Baldissoni (Roma calcio) e gli assessori Bergamo e Montuori. Il Comune sarà parte civile.
Il processo al «sistema Parnasi », inteso come gruppo di pressione che agiva sull'amministrazione capitolina per favorire gli interessi del costruttore dello stadio di Tor di Valle, si annuncia insidioso per la sindaca. Per la seconda volta in poco tempo (la prima era stata in occasione della vicenda Scarpellini), Virginia Raggi dovrà riferire come testimone sull'operato di quello che un tempo è stato un suo uomo di fiducia. Stavolta non si tratta del cosiddetto «Rasputin capitolino», Raffaele Marra, ma dell'ex presidente Acea, Luca Lanzalone, ribattezzato «Mr Wolf» dallo stesso Parnasi in omaggio al famoso problem solver di Pulp Fiction. Ieri ha preso il via il dibattimento nell'VIII sezione collegiale, presieduta da Paola Roia, sull'affaire stadio nel quale si affronteranno le posizioni di Luca Lanzalone, del commissario straordinario dell'Ipa, Fabio Serini, e del socio di Lanzalone, Luciano Costantini. Oltre alla presunta corruzione e al traffico di influenze dell'avvocato genovese i giudici dovranno valutare l'episodio — accessorio rispetto al cuore del caso - Tor di Valle, ma significativo per capire i meccanismi dell'attuale amministrazione—della nomina ai vertici dell'Ipa di Fabio Serini, già curatore giudiziale della municipalizzata (Aamps) dei rifiuti livornese. Una nomina che, secondo la pm Barbara Zuin, sarebbe stata frutto di uno scambio illecito. Serini da pubblico ufficiale, a Livorno, avrebbe accettato l'incarico ai vertici dell'Ipa proposto da Lanzalone, contraccambiandolo con alcune consulenze nel suo studio. Ed ecco perché la sindaca Raggi è stata ammessa come teste al processo: lei stessa, nel corso di due audizioni in qualità di persona informata dei fatti, aveva confermato che la promozione di Serini era avvenuta in seguito alla segnalazione di Lanzalone. Le sue parole diventano fondamentali per pesare l'influenza dello stesso Lanzalone (e con lui del gruppo Parnasi) sul Campidoglio. É possibile che la sindaca ripeta quanto ha già detto, che cioè Serini gli fu indicato dal «Mr Wolf» di Parnasi. La testimonianza della Raggi si annuncia importante anche per capire fino a che punto Lanzalone abbia influito sugli attuali assetti di potere capitolini. Basti pensare che la nomina di Franco Giampaoletti, direttore generale del Comune, ha origine dai suoi suggerimenti, come ha recentemente ricordato (amareggiata) l'ex assessora all'Ambiente, Pinuccia Montanari. Ed ecco che l'altro teste eccellente, ammesso al processo per l'accusa, è proprio Giampaoletti, il quale dovrebbe riferire sui suoi rapporti con l'ex numero uno di Acea. Infine è la volta di Mauro Baldissoni, il direttore generale della Roma, convocato come teste a sua volta, dovrebbe confermare come Lanzalone abbia rappresentato un interlocutore istituzionale per tutto ciò che riguardava il progetto di Tor di Valle. Per la difesa di Lanzalone l'avvocato Giorgio Martellino ha depositato le sue richeste che includono, fra gli altri, i due assessori, quello alla Cultura, Luca Bergamo, e l'altro, all'Urbanistica, Luca Montuori. L'uno e l'altro dovrebbero riferire sul progetto dello stadio e sulla interlocuzione con i vertici della Eurnova, di cui Parnasi è stato presidente fino all'arresto. Infine Serini: i suoi avvocati Francesco Caroleo Grimaldi, Mauro Ronco e Federico Sinagra hanno citato, oltre alla Raggi, il vice di Serini all'Ipa, Vincenzo Piscitelli, rinunciando invece alla deposizione di Filippo Nogarin, sindaco di Livorno, inizialmente preso in considerazione per ricostruire il lavoro svolto da Serini. Resta da sciogliere il nodo-dimissioni perché sia Lanzalone, sia Serini conservano alcuni incarichi. Il primo, dimessosi dall'incarico di presidente in Acea, ha conservato il ruolo di consigliere, questione che potrebbe sciogliersi, quando conclusi i domiciliari potrebbe approfittarne per presentare le dimissioni all'assemblea prevista ad aprile. Quanto a Serini, alcuni lo danno dimissionario dal suo incarico all'Ipa. Il Campidoglio è stato ammesso come parte civile al processo, mentre il 2 aprile è fissata l'udienza dal gup per gli altri protagonisti della vicenda stadio, da Luca Parnasi ai suoi collaboratori. Resta aperto solo il capitolo dei finanziamenti ai partiti, tuttora in fase di esplorazione.