Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questa discussione.

Discussione precedente - Discussione successiva

ordnung und disziplin

*
Lazionetter
* 2.101
Registrato
Jim Pallotta dà i numeri. «Adesso siamo tra le migliori venti squadre al mondo, vogliamo entrare tra le Top 10, ma senza uno stadio non possiamo». Gira e rigira, si torna sempre lì, all'importanza del progetto di Tor di Valle per completare il percorso di crescita della Roma.

In una lunga intervista concessa al portale del club giallorosso, il presidente prova a rispiegare il concetto: «Se si pensa che io sia più ossessionato dallo stadio rispetto alla squadra, semplicemente è perché non passa il mio messaggio: è proprio perché sono ossessionato dalla squadra - dice l'imprenditore bostoniano - che ho questa determinazione a costruire lo stadio, per competere stabilmente a parità di condizioni con certi avversari».

James M. McGill

*
Lazionetter
* 1.913
Registrato
Pallotta ha ragione. Fortuna che parte dei riommers sono farlocchi e gli fanno la guerra. Con il cantiere dello stadio gli si aprono i cordoni delle borse e può effettivamente investire molto sulla squadra. Per questo va combattuto lo stadio, a prescindere all'utilità, dalla legittimità, dalla regolarità dell'opera.

TestaccioLaziale

*
Lazionetter
* 4.693
Registrato
bravo James M. McGill, ma la vedo dura bloccare quest'opera

Tarallo

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 111.509
Registrato

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

James M. McGill

*
Lazionetter
* 1.913
Registrato

UnDodicesimo

Visitatore
Registrato
Citazione di: Tarallo il 05 Mar 2019, 14:48
Quale opera?

https://it.wikipedia.org/wiki/Opera_buffa

Citazione di: James M. McGill il 05 Mar 2019, 14:45
Pallotta ha ragione. Fortuna che parte dei riommers sono farlocchi e gli fanno la guerra. Con il cantiere dello stadio gli si aprono i cordoni delle borse e può effettivamente investire molto sulla squadra. Per questo va combattuto lo stadio, a prescindere all'utilità, dalla legittimità, dalla regolarità dell'opera.

ma chi glieli apre i borsoni? ancora deve trova' chi glielo finanzia il progetto, se dovemo preoccupa' di quello che gli avanza per fare quello che non gliene po' frega' de meno di fare?

James M. McGill

*
Lazionetter
* 1.913
Registrato
Citazione di: UnDodicesimo il 05 Mar 2019, 15:28
ma chi glieli apre i borsoni? ancora deve trova' chi glielo finanzia il progetto, se dovemo preoccupa' di quello che gli avanza per fare quello che non gliene po' frega' de meno di fare?


ahia, scusate ma tocca ripetermi.
I cordoni GIA' li hanno aperti. Seppure ufficialmente appoggiati ad altre garanzie gli attuali prestiti che li tengono in vita con un capitale passivo MONSTRE poggiano tutti sull'opzione stadio. Il pubblico interesse del Comune ai tempi di Marino all'opera ("quale opera?"), le conferme di Raggi, sono tutte immediatamente convertite in garanzie.

L'accoppiata Pallotta-Unicredit è ben assortita: il primo, di mestiere, gestisce un fondo "rapace" (letterale). Prende progetti dalle scarse possibilità e li trasforma in profitti per i suoi investitori. Nel mezzo un mare i soldi che passano che si possono mischiare nel progetto sportivo.

Senza gli anche miseri "ok", formali ed informali, di tutte le giunte (destra, sinistra, centro, davanti, deddietro, appecoroni, ...) comunali erano falliti da quel dì. Ripeto: non serve che lo facciano. L'importante è che si inizi, anche virtualmente, a mandare avanti il processo. Anzi: più dura, più tardi lo finiscono, meglio è per loro.

arturo

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 16.536
Registrato

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

UnDodicesimo

Visitatore
Registrato
Citazione di: James M. McGill il 05 Mar 2019, 15:40

ahia, scusate ma tocca ripetermi.
I cordoni GIA' li hanno aperti. Seppure ufficialmente appoggiati ad altre garanzie gli attuali prestiti che li tengono in vita con un capitale passivo MONSTRE poggiano tutti sull'opzione stadio. Il pubblico interesse del Comune ai tempi di Marino all'opera ("quale opera?"), le conferme di Raggi, sono tutte immediatamente convertite in garanzie.

L'accoppiata Pallotta-Unicredit è ben assortita: il primo, di mestiere, gestisce un fondo "rapace" (letterale). Prende progetti dalle scarse possibilità e li trasforma in profitti per i suoi investitori. Nel mezzo un mare i soldi che passano che si possono mischiare nel progetto sportivo.

Senza gli anche miseri "ok", formali ed informali, di tutte le giunte (destra, sinistra, centro, davanti, deddietro, appecoroni, ...) comunali erano falliti da quel dì. Ripeto: non serve che lo facciano. L'importante è che si inizi, anche virtualmente, a mandare avanti il processo. Anzi: più dura, più tardi lo finiscono, meglio è per loro.

Appunto i possibili soldi dallo stadio sono già stati dati e spesi.

Oltre non vanno.

NEMICOn.1

*
Lazionetter
* 7.586
Registrato
@James

ma quanto gli può portare questo stadio come introiti ??
Solo adesso hanno una "pappatoia" dietro incredibile con lo stadio sarà destinata ad aumentare , senza dimenticare che :
-Unicredit glielo finanzia quindi altri debiti
-pagheranno un affitto di 5 milioni all'anno

italicbold

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 45.342
Registrato
Integro a quello che ha scritto Zanzy.
L'interesse di Pallotta non é lo stadio.
E' fare lo Stadio.
Perché é una leva finanziaria mostruosa. Finché c'é un progetto che avanza si alzano i finanziamenti.
Quando sarà completato, paradossalmente, perderà di interesse.
E il cerino in mano resterà all'ultimo scemo.
Probabilmente migliaia di ultimi scemi, piccolo risparmiatori, che avranno creduto alle mirabolanti promesse dei loro consiglieri di banca Unicredit.

UnDodicesimo

Visitatore
Registrato
Citazione di: italicbold il 05 Mar 2019, 18:33
...

Non c'è dubbio che a Pallotta interessi solo ed esclusivamente fare lo stadio.

La questione è se ciò gli porterà tanti altri soldi da doverci preoccupare per eventuali investimenti dei luridi.

Se non fosse per i disagi di chi vivrà in zona, mi augurerei che lo facessero il prima possibile.

Preparando nel frattempo fragranti popcorn, altro che preoccuparsi.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

James M. McGill

*
Lazionetter
* 1.913
Registrato
Esatto Italic.

Ad ogni passo avanti il progetto prende credibilità e loro possono spostare in alto l'asticella dei soldi che sono autorizzati (dal mercato finanziario) a movimentare.

Poi c'è un altro aspetto, dove si sconfina nella magagna vera e propria: un altro interesse delle squadre di calcio è che permettono di giustificare movimenti finanziari su parametri molto aleatori.
Quanto vale un Dodò?

Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 73.131
Registrato
Processo per lo stadio della Roma, Raggi testimone contro Lanzalone (Corriere della Sera - ed. romana)

Il «Sistema Parnasi» e la corruzione, aperto il dibattimento anche contro Serini (Ipa)

di Ilaria Sacchettoni

La sindaca Virginia Raggi testimone al processo sul «sistema Parnasi», il gruppo di pressione che agiva sull'amministrazione capitolina per favorire gli interessi del costruttore. Per la seconda volta in poco tempo (la prima, la vicenda Marra), la sindaca sarà in aula: per riferire su un uomo di fiducia. In questo caso, Luca Lanzalone, processato per corruzione e traffico di influenze con Fabio Serini, commissario dell'Ipa. Saranno sentiti anche Franco Giampaoletti, Mauro Baldissoni (Roma calcio) e gli assessori Bergamo e Montuori. Il Comune sarà parte civile.

Il processo al «sistema Parnasi », inteso come gruppo di pressione che agiva sull'amministrazione capitolina per favorire gli interessi del costruttore dello stadio di Tor di Valle, si annuncia insidioso per la sindaca. Per la seconda volta in poco tempo (la prima era stata in occasione della vicenda Scarpellini), Virginia Raggi dovrà riferire come testimone sull'operato di quello che un tempo è stato un suo uomo di fiducia. Stavolta non si tratta del cosiddetto «Rasputin capitolino», Raffaele Marra, ma dell'ex presidente Acea, Luca Lanzalone, ribattezzato «Mr Wolf» dallo stesso Parnasi in omaggio al famoso problem solver di Pulp Fiction. Ieri ha preso il via il dibattimento nell'VIII sezione collegiale, presieduta da Paola Roia, sull'affaire stadio nel quale si affronteranno le posizioni di Luca Lanzalone, del commissario straordinario dell'Ipa, Fabio Serini, e del socio di Lanzalone, Luciano Costantini. Oltre alla presunta corruzione e al traffico di influenze dell'avvocato genovese i giudici dovranno valutare l'episodio — accessorio rispetto al cuore del caso - Tor di Valle, ma significativo per capire i meccanismi dell'attuale amministrazione—della nomina ai vertici dell'Ipa di Fabio Serini, già curatore giudiziale della municipalizzata (Aamps) dei rifiuti livornese. Una nomina che, secondo la pm Barbara Zuin, sarebbe stata frutto di uno scambio illecito. Serini da pubblico ufficiale, a Livorno, avrebbe accettato l'incarico ai vertici dell'Ipa proposto da Lanzalone, contraccambiandolo con alcune consulenze nel suo studio. Ed ecco perché la sindaca Raggi è stata ammessa come teste al processo: lei stessa, nel corso di due audizioni in qualità di persona informata dei fatti, aveva confermato che la promozione di Serini era avvenuta in seguito alla segnalazione di Lanzalone. Le sue parole diventano fondamentali per pesare l'influenza dello stesso Lanzalone (e con lui del gruppo Parnasi) sul Campidoglio. É possibile che la sindaca ripeta quanto ha già detto, che cioè Serini gli fu indicato dal «Mr Wolf» di Parnasi. La testimonianza della Raggi si annuncia importante anche per capire fino a che punto Lanzalone abbia influito sugli attuali assetti di potere capitolini. Basti pensare che la nomina di Franco Giampaoletti, direttore generale del Comune, ha origine dai suoi suggerimenti, come ha recentemente ricordato (amareggiata) l'ex assessora all'Ambiente, Pinuccia Montanari. Ed ecco che l'altro teste eccellente, ammesso al processo per l'accusa, è proprio Giampaoletti, il quale dovrebbe riferire sui suoi rapporti con l'ex numero uno di Acea. Infine è la volta di Mauro Baldissoni, il direttore generale della Roma, convocato come teste a sua volta, dovrebbe confermare come Lanzalone abbia rappresentato un interlocutore istituzionale per tutto ciò che riguardava il progetto di Tor di Valle. Per la difesa di Lanzalone l'avvocato Giorgio Martellino ha depositato le sue richeste che includono, fra gli altri, i due assessori, quello alla Cultura, Luca Bergamo, e l'altro, all'Urbanistica, Luca Montuori. L'uno e l'altro dovrebbero riferire sul progetto dello stadio e sulla interlocuzione con i vertici della Eurnova, di cui Parnasi è stato presidente fino all'arresto. Infine Serini: i suoi avvocati Francesco Caroleo Grimaldi, Mauro Ronco e Federico Sinagra hanno citato, oltre alla Raggi, il vice di Serini all'Ipa, Vincenzo Piscitelli, rinunciando invece alla deposizione di Filippo Nogarin, sindaco di Livorno, inizialmente preso in considerazione per ricostruire il lavoro svolto da Serini. Resta da sciogliere il nodo-dimissioni perché sia Lanzalone, sia Serini conservano alcuni incarichi. Il primo, dimessosi dall'incarico di presidente in Acea, ha conservato il ruolo di consigliere, questione che potrebbe sciogliersi, quando conclusi i domiciliari potrebbe approfittarne per presentare le dimissioni all'assemblea prevista ad aprile. Quanto a Serini, alcuni lo danno dimissionario dal suo incarico all'Ipa. Il Campidoglio è stato ammesso come parte civile al processo, mentre il 2 aprile è fissata l'udienza dal gup per gli altri protagonisti della vicenda stadio, da Luca Parnasi ai suoi collaboratori. Resta aperto solo il capitolo dei finanziamenti ai partiti, tuttora in fase di esplorazione.

Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 73.131
Registrato
«Aveva un grande potere, l'Acea è stato il premio» (Corriere della Sera - ed. romana)

Ricorda «le trame parallele » tessute alle sue spalle, Paolo Berdini, ex assessore all'Urbanistica, che in rotta sulla vicenda stadio il 14 febbraio 2017 rompe con la maggioranza M5S e rimette le deleghe. Se la scelta di dimettersi certifica lo strappo definitivo con la Giunta, i rapporti iniziano a deteriorarsi con l'arrivo in Campidoglio di Luca Lanzalone: «Vi fu una prima riunione nella quale la sindaca mi prese da parte - racconta Berdini - e mi disse che si sarebbe occupato della parte procedurale relativa alla revoca dell'interesse pubblico per l'arena giallorossa a Tor di Valle ». Nel rispolverare quei fotogrammi, descrive così la sua reazione: «Mi meravigliai e feci notare che non ne avevamo bisogno, dal momento che potevamo contare sulla squadra di professionisti dell'Avvocatura comunale».

La risposta della sindaca fu - l'epiteto è berdiniano - «raggelante». «Ribadì che era un uomo di fiducia, ma non si è mai capito chi l'abbia portato. Fraccaro e Bonafede, che allora vigilavano sull'amministrazione in qualità di responsabili degli enti locali, hanno scaricato la scelta su Raggi e lei ha tenuto botta». L'ex responsabile dell'Urbanistica indica come momento topico nel cambio di strategia politica l'arresto di Raffaele Marra il 16 dicembre 2016: «Un terremoto che ha costretto la squadra a correre ai ripari. Il Comune viene di fatto commissariato con l'affiancamento di Fraccaro e Bonafede e sulla scena compare Lanzalone. Fino a quel momento, pur con alcune divergenze fisiologiche, il mio rapporto di fiducia era intatto. Da allora è cambiato tutto, altro che uno vale uno...». Arriviamo alla decisione di lasciare l'incarico, maturata in un contesto nel quale non si riconosceva più: «Sullo stadio c'è stata una capriola di 360 gradi. Prima si voleva portare in Consiglio la delibera di annullamento dell'interesse pubblico, come pure aveva indicato Ferdinando Imposimato, invece si è cercato di confermarlo senza un sistema di trasporto pubblico e una rete di infrastrutture adeguati». Berdini è convinto che la regia sia da attribuire a Lanzalone, «mediatore» nelle trattative tra il Comune e il proponente: «Ruolo per il quale, mi pare chiaro, è stato premiato con la presidenza di Acea, la più grande municipalizzata d'Italia». Se al Corriere l'ex assessora all'Ambiente, Pinuccia Montanari, ha dichiarato che «la città è governata dagli amici di Lanzalone, Lemmetti e Giampaoletti», l'urbanista ne condivide la lettura: «Il gruppo è quello. Lemmetti viene da Livorno, dove Lanzalone aveva curato la procedura di concordato per Aamps, la municipalizzata dei rifiuti. Giampaoletti è stato direttore generale del Comune di Genova, dove l'avvocato aveva il suo studio». Tra le anomalie riscontrate di una, in particolare, l'ex titolare dell'Urbanistica ancora non si capacita: «Da quando, nell'agosto 2016, si è dimessa Carla Raineri, per due anni e mezzo Roma è rimasta senza capo di Gabinetto, figura chiave che deve certificare la correttezza procedurale degli atti tecnico-amministrativi: lo reputo un fatto gravissimo ». Autore del libro «Polvere di stelle» - nel quale tratteggia quella che a suo avviso è stata la mutazione genetica del Movimento «dai tavoli pizza e birra in Campidoglio nei quali tutti partecipavano alle decisioni all'influenza sempre più forte assunta da alcuni suggeritori » - si duole anche per un'altra vicenda: «Il piano degli arenili, che per la terza estate consecutiva vedrà confermata l'ennesima proroga agli operatori. Alcuni di essi sono stati protagonisti della stagione che ha portato allo scioglimento per infiltrazioni mafiose: con la proroga si vanifica il prezioso lavoro svolto con passione da Alfonso Sabella».

Maria Egizia Fiaschetti

James M. McGill

*
Lazionetter
* 1.913
Registrato
"Infine è la volta di Mauro Baldissoni, il direttore generale della Roma, convocato come teste a sua volta, dovrebbe confermare come Lanzalone abbia rappresentato un interlocutore istituzionale per tutto ciò che riguardava il progetto di Tor di Valle."

Per ora solo questo. Ma ci possiamo lavorare: cosa dirà Baldissoni? Da riportare parola per parola, possibilmente da fonte diretta.

Kappa

*
Lazionetter
* 2.946
Registrato
Stadio Roma, Berdini: "La Raggi si è incastrata da sola con la relazione del Politecnico"

Paolo Berdini, ex Assessore all'Urbanistica di Roma, torna a parlare del progetto dello stadio della Roma e in particolare della linea della giunta Raggi sul futuro impianto di Tor di Valle. Queste le sue parole:

La sindaca, basandosi proprio su questa relazione, ha annunciato che il progetto si farà. Lei, al contrario, sostiene che è la sua condanna a morte. Può spiegare meglio?
La relazione tecnica non fa altro che confermare l'insostenibilità di una localizzazione come quella di Tor di Valle. Sono molti i punti del testo in cui vengono usate parole inequivocabili: effetti catastrofici e altri termini su questo stesso tenore. Ma la sorpresa si trova verso le conclusioni del lavoro.

Quale sorpresa?
Il Politecnico era stato incaricato di verificare la tenuta del sistema di mobilità del progetto ufficiale. Le conclusioni della relazione non si limitano a questo. Suggeriscono infatti alcune variazioni alla rete su ferro che non sono contenute negli elaborati ufficiali ma sono solo il tentativo di suggerire una soluzione alle problematiche emerse.

Per esempio?
Il Politecnico di Torino consiglia di aumentare binari di fermata sia nella stazione di Tor di Valle della linea Roma-Lido sia in quella di Magliana della linea ferroviaria Roma-Fiumicino. Questo incremento permetterebbe di far transitare più convogli, con una frequenza raddoppiata rispetto al progetto ufficiale dove i binari sono solo due per ciascuna stazione. Siamo dunque di fronte ad una estensione del lavoro ufficialmente richiesto e ad un progetto di mobilità che non è lo stesso presentato alla conferenza dei servizi. Per dare concreta attuazione a quanto scritto dal Politecnico è necessario avviare due nuove fasi procedurali.

Sta dicendo che, secondo lei, è necessario rimettere mano al progetto e ripartire con l'iter autorizzativo?
Sì, per proseguire su questa strada è necessario in primo luogo incaricare qualcuno di redigere un nuovo progetto e di sottoporlo all'esame degli uffici pubblici competenti. In secondo luogo, nel caso gli uffici ne dichiarassero la fattibilità, deve chiedere la riapertura della conferenza dei servizi presso la Regione Lazio e iniziare di nuovo l'iter approvativo. Il sindaco Raggi ha affermato che prima della fine dell'anno aprirà il cantiere del nuovo stadio. Molto più prudentemente, alla fine dell'anno potrà forse ripartire la nuova conferenza dei servizi. Sempre ammesso che gli uffici comunali e delle Ferrovie ritengano la nuova proposta percorribile.

Quali problemi potrebbero sorgere?
Prendiamo la situazione della linea per l'aeroporto. Alla Magliana passano quattro convogli all'ora per senso di marcia e fermano sui due binari esistenti. A questi quattro si devono aggiungere i due treni veloci "Leonardo", che ogni ora transitano senza effettuare fermata. Sono sei treni ogni ora. Uno ogni dieci minuti. Siamo sicuri che il raddoppio delle frequenze ipotizzato con i nuovi binari sia compatibile con il funzionamento del sistema che collega la città al suo aeroporto? È evidente che la proposta del Politecnico di Torino deve essere inviata formalmente, e cioè attraverso un nuovo progetto, alle Ferrovie dello Stato che dovranno esprimersi nel merito. Senza parlare del fatto che per aumentare i binari si dovranno demolire edifici residenziali e produttivi. E' scontato che i proprietari apriranno un contenzioso e non se ne verrà a capo.

La relazione chiede di incrementare anche le corse della Roma-Lido. Ha le stesse perplessità?
Anche per la Roma-Lido vale lo stesso discorso. Con la proposta del Politecnico si passa dalla frequenza di un treno ogni sette minuti prevista nel progetto ufficiale a quella di un treno ogni tre minuti. Non può certo essere una conferenza stampa del sindaco Raggi ad apportare una variazione così sostanziale. Ripeto, il nuovo progetto che sta dietro alla relazione del Politecnico deve essere verificato dagli organi competenti. La conferenza di servizi deve essere riaperta.

Ha presentato questa posizione nel corso di una conferenza stampa insieme a due consiglieri di opposizione, Cristina Grancio e Stefano Fassina, a comitati di cittadini e alle associazioni ambientaliste. L'amministrazione Raggi, però, sembra decisa a proseguire. Avete strumenti per opporvi?
Sono pronto a portare tutte le carte alla magistratura. E' in gioco infatti una questione di legalità enorme. Capisco la disperazione della giunta comunale, ma i progetti pubblici non si approvano in chat o in conferenza stampa. Esistono procedure di legge e vanno rispettate. Sono convinto che il sindaco Raggi non può portare in approvazione un progetto insostenibile come afferma il Politecnico, ma se lo facesse non resterà che chiedere l'intervento della Magistratura per bloccare una forzatura istituzionale inammissibile.

Raggi ha chiesto al Politecnico una relazione proprio per ottenere una sorta di garanzia al progetto. Secondo lei ha sbagliato?
Ripeto, la relazione e le successive dichiarazioni del sindaco Raggi rappresentano lo stop definitivo al progetto dello stadio della Roma a Tor di Valle. Il fatto che sia venuto dalla stessa amministrazione che si è così tanto impegnata per farlo realizzare contro ogni logica, dimostra ancora una volta la mancanza di una solida cultura di governo della città proprio a partire dai motivi che hanno spinto la giunta ad affidare al Politecnico di Torino il compito di sbrogliare un nodo inestricabile. Come è noto, l'inchiesta della magistratura ha evidenziato che lo stesso proponente aveva fondati dubbi sulla tenuta del sistema di accessibilità allo stadio.

Cosa avrebbe dovuto fare, secondo lei, Raggi di fronte a quanto emerso dalle carte dell'inchiesta?
Alla luce di questo fatto scandaloso, avrebbe dovuto buttare nel cestino il progetto e proporre una nuova localizzazione per costruire lo stadio. Invece chiede ai docenti di Torino di verificare quel sistema che preoccupava gli stessi redattori del progetto.

La richiesta di una nuova localizzazione è arrivata anche dai comitati dei cittadini e dalle associazioni ambientaliste. Secondo lei è l'unico modo per uscire da questa situazione?

Sono sei anni che la città è bloccata su una localizzazione dello stadio insostenibile sotto il profilo urbanistico. La relazione dell'Università di Torino che avrebbe dovuto risolvere la questione, ha invece ulteriormente ingarbugliato le carte. C'è un solo modo per risolvere la vicenda stadio: sedersi intorno ad un tavolo con la As Roma e trovare un altro luogo. Del resto, era stata la stessa società proponente ad indicarne più di una. Si riprenda quell'elenco e si trovi un'altra localizzazione. E' l'unico modo per fare lo stadio.

GoodbyeStranger

*
Lazionetter
* 12.113
Registrato
Citazione di: James M. McGill il 05 Mar 2019, 14:45
prescindere all'utilità, dalla legittimità, dalla regolarità dell'opera.

che comunque non sussistono

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

GiPoda

*
Lazionetter
* 5.046
Registrato
Nn è in argomento ma segnalo che Zingaretti vorrebbe trasferire la nuova sede del PD in un palazzo di Parnasi (semivuoto da anni), via lega lombarda, la famosa "città del sole".
Certi amori nn finiscono...

ES

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 20.560
Registrato
Citazione di: GiPoda il 12 Mar 2019, 14:25
Nn è in argomento ma segnalo che Zingaretti vorrebbe trasferire la nuova sede del PD in un palazzo di Parnasi (semivuoto da anni), via lega lombarda, la famosa "città del sole".
Certi amori nn finiscono...

Ma problema è in magistratura che non ha voluto tagliare le gambe ad un sistema totalmente corrotto, da dx a sx, esclusi pochissimi uomini.

Hai davanti una torta, decidi di prenderne solo una piccola fetta.

E torta rimane.

Discussione precedente - Discussione successiva