Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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Stadio, vacilla la maggioranza 5 Stelle (Corriere della Sera ed. Roma, 25 Marzo 2019)

Senza il presidente del Consiglio comunale, servono 24 voti su 47 per l'ok alla variante urbanistica. Basta il no di 5 grillini per fare saltare Tor di Valle. Monica Montella (M5S): il progetto la nostra rovina

Vacilla, la maggioranza M5S in Campidoglio, dopo l'arresto del presidente d'aula, Marcello De Vito, indagato per corruzione nell'inchiesta sullo stadio della Roma. Se già prima del terremoto politico-giudiziario tra i grillini più di qualcuno era titubante sul progetto a Tor di Valle, adesso la fronda potrebbe ricompattarsi. Tanto più in uno scenario in cui, oltre allo stress psicologico, si pone il tema della coerenza con i valori del Movimento e della credibilità di fronte alla base. Finora l'unica a esporsi è stata la consigliera Monica Montella, che ha ribadito: «Per me è "no" allo stadio, io sono sempre stata contraria, è stata la nostra rovina». Parole emerse nel dibattito pubblico a differenza di altri che, in segreto, potrebbero maturare la stessa decisione: mollare un progetto che - nonostante la due diligence richiesta da Virginia Raggi e le rassicurazioni della Procura sulla legittimità dell'iter amministrativo - suscita sempre maggiori perplessità. Se i tempi rischiano di dilatarsi, non solo per il crescente scetticismo, ma anche per l'attività consiliare rallentata dalla sospensione di De Vito, tra i Cinque Stelle potrebbe essere già scattata la conta. In chiaro, Montella si è già chiamata fuori. Per tirare dritto, quando arriverà il momento di votare la variante urbanistica i consiglieri di maggioranza favorevoli dovrebbero essere 24 su 28 (compresa la sindaca). Basterebbero 5 grillini a far saltare il banco (su 47 votanti). A parte Montella nessun altro finora si è palesato, ma a tirarsi indietro potrebbe essere un manipolo sufficiente a non raggiungere i numeri. Tra coloro che non hanno mai mostrato entusiasmo per l'operazione urbanistica nell'area dell'ex Ippodromo, Gemma Guerrini, assente (assieme a Montella) al voto della delibera in Consiglio il 13 giugno 2017. Ma il fronte potrebbe allargarsi anche alla luce di altri elementi di valutazione: tra questi «la pubblica utilità» del progetto, che potrebbe non essere più confortata da interventi infrastrutturali adeguati ad ammortizzare l'impatto su viabilità e rete di trasporto. E ancora: l'ipotesi di andare verso la delibera di annullamento, accantonata nel timore di incorrere in penali salate, potrebbe invece riprendere quota. Come ha ribadito infatti l'avvocato amministrativista Gianluigi Pellegrino in un'intervista alla Gazzetta, in caso di stop al progetto «la Roma non avrebbe diritto a ricevere danni perché ancora la variante non è stata approvata né, tantomeno, è stata firmata la convenzione urbanistica». La scelta, dunque, sarebbe squisitamente politica.Nel frattempo, l'opposizione allo stadio potrebbe ripartire dall'Eur: mercoledì la commissione Urbanistica del Municipio che dovrebbe ospitare l'impianto sportivo, voterà la delibera dei consiglieri di opposizione, Cristina Grancio e Stefano Fassina, «per la revoca in autotutela dell'interesse pubblico». E non è escluso che possano esservi sorprese.
Valeria Costantini/Maria Egizia Fiaschetti

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Cristina Grancio

«Ecco le chat del dissenso, la metà dei consiglieri voleva l'annullamento» (Corriere della Sera ed. Roma, 25 Marzo 2019)

Riavvolge il nastro indietro di due anni Cristina Grancio, consigliera espulsa dal M5S (dopo la rottura è passata prima al Misto, poi a DeMa) in disaccordo con la maggioranza sull'arena giallorossa a Tor di Valle. La data è quella dell'11 febbraio 2017, che coincide con la creazione della chat Telegram «gruppo di lavoro stadio».

Cosa ricorda di quelle conversazioni?
«A creare la chat, alla quale partecipava una dozzina di consiglieri, è stata Donatella Iorio, presidente della commissione Urbanistica».

Di cosa discutevate?
«Un gruppo rilevante di noi, quasi metà della maggioranza, stava cercando di capire come procedere con la delibera di annullamento. Ricordo che Iorio scrisse di aver inserito anche Paolo Ferrara e Marcello De Vito: dovendo partecipare agli incontri, immagino con la società, le sembrava giusto che fossero sempre al corrente degli sviluppi».

La sindaca era informata delle vostre comunicazioni?
«Qualche giorno prima, in un'altra chat allargata a tutti i consiglieri M5S Raggi chiese se fosse il caso di far partire la mia richiesta di parere all'Avvocatura sulla legittimità della delibera di annullamento, specificando che se fossero arrivate valutazioni in merito ci saremmo dovuti attenere».

Dunque, la linea del Campidoglio era chiara.
«Sì, tanto che il consigliere Calabrese propose di richiedere un parere sia all'Avvocatura sia a Lanzalone. Con quello di Ferdinando Imposimato, ex presidente onorario della Suprema Corte, sarebbero stati tre. Secondo Calabrese sui punti nei quali le valutazioni fossero coincise saremmostati "blindati" al massimo possibile, sugli altri sarebbe rimasto il criterio del due contro uno».

Come è andata a finire con il parere da lei richiesto alla sindaca?
«Ho iniziato a insospettirmi quando mi sono accorta che il nostro lavoro si stava incagliando e che la vicenda stava prendendo un'altra piega».

A quel punto cosa ha fatto?
«Il 13 febbraio ho scritto un'email a Raggi nella quale, in accordo con il "gruppo di lavoro stadio" su Telegram, le inviavo i documenti necessari per portare avanti la delibera di annullamento».

Che riscontri ha avuto?
«Nessuno».

Il giorno dopo l'ex assessore all'Urbanistica, Paolo Berdini, si è dimesso.
«Ricordo la sua telefonata, gli consigliai di lasciare perché ormai era chiaro che lo stessero utilizzando come una foglia di fico, ma prima lo implorai di far protocollare la richiesta di parere con i sette quesiti sulla delibera di annullamento».

Come si è evoluta la vicenda nei mesi successivi?
«Con mia grande sorpresa, il 24 febbraio si è arrivati all'accordo tra il Comune e Pallotta. In quel momento mi sono resa conto che a gestire la vicenda non era più il Consiglio, ma qualcun altro».

Quali sentori ha avuto?
«Dopo l'assemblea straordinaria del 23 marzo, qualche consigliere lamentava di non aver visto l'atto che avremmo dovuto votare. Ferrara rispose che, non essendoci i tempi, si era preso lui la responsabilità di dare l'ok a procedere e che Montuori (responsabile dell'Urbanistica) era stato corretto. Ma la sera prima, nella riunione di maggioranza in cui mi colpì l'assenza di De Vito e Ferrara, si era deciso di non portare alcun atto in Consiglio. Intorno alle 23, però, arrivò una nuova convocazione sullo stadio per il giorno dopo e ci ritrovammo l'atto poco prima della seduta d'Aula».
M. E. F.

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De Vito e Mezzacapo, ricorso al Riesame (Corriere della Sera ed. Roma, 25 Marzo 2019)

I principali indagati del nuovo filone d'indagine chiedono la scarcerazione

Nuove audizioni, altri interrogatori e il ricorso al tribunale del Riesame. La settimana al via è scandita da una serie di impegni sia sotto il profilo investigativo che difensivo. Marcello De Vito e il suo socio, Camillo Mezzacapo, puntano alla scarcerazione e sottoporranno la loro richiesta ai giudici del Riesame: a breve la data dell'udienza. Quanto ai nuovi interrogatori è probabile che i pm Luigia Spinelli e Barbara Zuin ascoltino Stefano Dommarumma. L'amministratore delegato di Acea, indagato per corruzione, fornirà la propria versione dei fatti riguardo alle sponsorizzazioni contestate: cinquantamila euro stanziati per finanziare due concerti di Natale all'auditorium di via della Conciliazione che, secondo la Procura, maschererebbero tangenti dell' entourage di Luca Parnasi. Il suo avvocato, Riccardo Olivo, spiega che, in realtà, si tratta di finanziamenti autentici. Le intercettazioni allegate all'inchiesta descrivono la scarsa considerazione che Mezzacapo, il socio di De Vito nella Mdl srl, aveva dei suoi interlocutori capitolini. Parlando all'architetto che avrebbe dovuto seguire il progetto della trasformazione in albergo di un immobile in piazza Nievo (Fortunato Pititto), Mezzacapo disegna un Luca Montuori incapace e politicamente inconsistente: «Si ma l'assessore cioè proprio non si regola — dice — è proprio un cretino, niente, non deve neanche parla'. Si fa urlare in testa da questa (Gabriella Raggi, ndr) qualsiasi cosa. Questa dice "Vado in Procura, vado in Procura" e questo subito si zittisce, si ... perché non capisce bene». Per inciso, nei giorni scorsi, Gabriella Raggi, capo segreteria dell'assessore Montuori, è stata ascoltata dai pm in qualità di indagata. Lo stesso assessore all'Urbanistica è andato in Procura ma solo per essere ascoltato come persona informata sui fatti. Non è tutto. Al telefono con l'amico Gianluca Bardelli, il solito Mezzacapo parla anche dell'altra Raggi, vale a dire la sindaca, Virginia. «Lei — dice — ma lei ormai sì ma quella è una squilibrata, quella deve essere denunciata mille volte "è fatto, è fatto"...quel giorno che ha mandato l'sms "stadio autorizzato" la sera hanno arrestato Parnasi cioè qua stiamo...sembra la repubblica, sembra una barzelletta, guarda non si può raccontare». Gli amministratori pubblici sono soggetti da pilotare o, in alternativa, da arginare. Le loro richieste, si solito, rappresentano una seccatura. Così a proposito del progetto di piazza Nievo, Mezzacapo lamenta le richieste della Soprintendenza circa il decoro: «I marciapiedi, ci hanno chiesto di tutto. Il Rup è cambiato quattro volte ma, cioè, uno può ragionare con quattro persone diverse?»
Ilaria Sacchettoni

GoodbyeStranger

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Parnasi che chiede il risarcimento danni per una speculazione edilizia a causa della quale ha pagato mazzette e sta in galera solo in Italia si può ipotizzare senza che ti prendano a calci nel culo come "giornalista".

La cosa più incredibile di questa storia è che Pallotta non solo non entra nelle indagini ma nemmeno viene mai nominato da nessuno... Neanche dai media, mai.

Andreotti gli spicciava casa.

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AquiladiMare

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Citazione di: GoodbyeStranger il 25 Mar 2019, 08:40
Parnasi che chiede il risarcimento danni per una speculazione edilizia a causa della quale ha pagato mazzette e sta in galera solo in Italia si può ipotizzare senza che ti prendano a calci nel culo come "giornalista".

La cosa più incredibile di questa storia è che Pallotta non solo non entra nelle indagini ma nemmeno viene mai nominato da nessuno... Neanche dai media, mai.

Andreotti gli spicciava casa.

Perché forse non è Pallotta il "mandante" del progetto?

biko

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Comunque Parnasi non è più in galera e neanche ai domiciliari, visto che ieri il servizio di Giletti lo ha pescato mentre con la smart andava tranquillo in un noto circolo sportivo ad allenarsi e poi la festa di compleanno nell'attico di viale Bruno Buozzi (che Virgy ha definito "vergognosa")

NEMICOn.1

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Come ha ribadito infatti l'avvocato amministrativista Gianluigi Pellegrino in un'intervista alla Gazzetta, in caso di stop al progetto «la Roma non avrebbe diritto a ricevere danni perché ancora la variante non è stata approvata né, tantomeno, è stata firmata la convenzione urbanistica»

Lo capirà la Raggi ??

Slasher89

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Citazione di: NEMICOn.1 il 25 Mar 2019, 09:46
Come ha ribadito infatti l'avvocato amministrativista Gianluigi Pellegrino in un'intervista alla Gazzetta, in caso di stop al progetto «la Roma non avrebbe diritto a ricevere danni perché ancora la variante non è stata approvata né, tantomeno, è stata firmata la convenzione urbanistica»

Lo capirà la Raggi ??

Ma la Raggi non decide praticamente nulla a Roma

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pan

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quanto je piace a questa dire diligence e pancia a terra...

UnDodicesimo

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Citazione di: NEMICOn.1 il 25 Mar 2019, 09:46
Come ha ribadito infatti l'avvocato amministrativista Gianluigi Pellegrino in un'intervista alla Gazzetta, in caso di stop al progetto «la Roma non avrebbe diritto a ricevere danni perché ancora la variante non è stata approvata né, tantomeno, è stata firmata la convenzione urbanistica»

Lo capirà la Raggi ??

ma l'aesse non ha diritto a nessun indezzo, pure dovessero aver cominciato gia' i lavori con tutti i permessi a norma e nessuno in galera o indagato.

l'aesse non c'entra nulla con il progetto se non come foglia di fico per l'utilizzo della legge sugli stadi e la propaganda mediatica.

Davy_Jones

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la raggi esegue ordini che le sono arrivati dall'"alto". li' in "alto" devono far capire a unicredit che la storia di tdv e' finita perche' sono andati a sbattere. patetico per un movimento come il loro ma tant'e'. fatta sta cosa invieranno alla raggi l'ordine di staccare la spina su tdv, e lei lo fara' perche' e' una che gli ordini li esegue. ma deve farlo lei.

Sledgehammer

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Il sindaco di Roma Virginia Raggi è stata ospite di Massimo Giletti a 'Non è l'arena' su La7. Tra i tanti temi trattati c'è sicuramente quello dello stadio di Tor di Valle, sul quale il sindaco ha ripercorso tutto lo storico: "Lo stadio nasce con una delibera della giunta Marino, nel 2014. La delibera prevede la colata di un milione di metri cubi di cemento su Roma di cui solo il 14% destinato allo stadio, il resto è un business park. Noi ci scagliammo contro quella proposta  e abbiamo fatto un esposto in Procura contro quella delibera, che però è stato archiviato perché gli elementi che abbiamo provato a portare non erano sufficienti. Noi non volevamo fare quel tipo di stadio. Quando ci siamo seduti l'ex assessore all'urbanistica Berdini per prima cosa ha attivato, senza la richiesta di nessuno, il processo per la conferenza dei servizi, sostanzialmente per arrivare più velocemente alla conclusione del procedimento dello stadio. Se non l'avesse fatto, oggi non staremmo qui a parlarne. Poi lui non si è attivato per chiedere pareri all'avvocatura, tipo se la delibera di Marino poteva essere annullata o ci fossero dei requisiti per farla cadere".

Alla fine lo stadio si farà o no?

"Io ho chiesto una serie di pareri all'avvocatura per riuscire a trovare un appiglio per smontare la delibera di Marino. Questo appiglio di fatto l'avvocatura non ce l'ha dato, per cui se non fossimo andati avanti il Comune di Roma sarebbe stato soggetto di richieste risarcitorie da parte dei proponenti. A quel punto tra tenere un milione di metri cubi e cercare di lavorare il più possibile per diminuire la cubatura, abbiamo preferito la seconda strada. Io ho rifatto una due diligence, una verifica sul procedimento e, alla luce di quanto avvenuto, ne sto facendo fare un'altra. Allo stesso tempo non posso sottoporre Roma Capitale a un danno erariale"

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ES

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CitazioneQuesto appiglio di fatto l'avvocatura non ce l'ha dato, per cui se non fossimo andati avanti il Comune di Roma sarebbe stato soggetto di richieste risarcitorie da parte dei proponenti.

CitazioneCome ha ribadito infatti l'avvocato amministrativista Gianluigi Pellegrino in un'intervista alla Gazzetta, in caso di stop al progetto «la Roma non avrebbe diritto a ricevere danni perché ancora la variante non è stata approvata né, tantomeno, è stata firmata la convenzione urbanistica»

Qualcuno che faccia luce su questa palese contraddizione ci DEVE essere.
Non si può prendere per il culo la gente così.

ES

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ES

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Sta smontando le cazzate della fiammiferaia.

Slasher89

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Citazione di: ES il 25 Mar 2019, 10:59
Qualcuno che faccia luce su questa palese contraddizione ci DEVE essere.
Non si può prendere per il culo la gente così.

Secondo me c'è poco da spiegare, quella del risarcimento è una stronzata colossale.

Per essere risarciti occorre mostrare dei contratti firmati, solo così le parti si impegnano in un contratto vincolante e passibile di risarcimento in caso di inadempimento.

robylele

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La cella di Parnasi sarà la più bella d'Europa.

TestaccioLaziale

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Ho visto ieri la raggi da Gilettti, sono rimasto senza parole
Continua la favola delle penali e ha dato tutta la colpa a Berdini
Aspetto una sua replica e mi aspetto anche un'azione legale a sto punto dello stesso

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ordnung und disziplin

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Mi sembra di capire che non ci sarà nulla da fare, questa porcata è evidente che si DEVE FARE. Con buona pace della magistratura, della presunta onestà dei 5s, i pareri di Berdini, Grancio, Fassina e chi più ne ha più ne metta.

robylele

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Citazione di: ordnung und disziplin il 25 Mar 2019, 12:14
Mi sembra di capire che non ci sarà nulla da fare, questa porcata è evidente che si DEVE FARE. Con buona pace della magistratura, della presunta onestà dei 5s, i pareri di Berdini, Grancio, Fassina e chi più ne ha più ne metta.

A me sembra evidente che non si farà mai in quell'area.
Era evidente un anno fa, figuriamoci adesso.

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