L'assessore allo sport tiene duro. La fronda però non si arresta
Frongia: «c'è già il sì allo stadio» (Corriere dello Sport)
Ma il IX Municipio vota contro e la Grancio annuncia rivelazioni
di Marco Evangelisti
ROMA
E lo stadio continua a dondolare, fino a dare la nausea. Conta solo ciò che deciderà (altro punto è: quando?) l'Assemblea Capitolina, cioè il parlamento del Comune che deve votare la variante urbanistica e la convenzione per dare il via libera alla realizzazione delle varie opere a Tor di Valle e dintorni. In teoria non è affatto un problema quanto uscito ieri dal IX Municipio, quello sul quale insiste l'area interessata. Cioè il parere positivo nei confronti della delibera Grancio-Fassina che chiede l'annullamento del pubblico interesse dell'iniziativa. Cioè, in ultima analisi, un no secco alla realizzazione del nuovo stadio della Roma.
In teoria. Perché ormai tutto questo dondolio è soltanto oscillazione tra posizioni politiche, forze contrapposte tra centro, periferia, quel che sta in mezzo. I vertici nazionali del Movimento 5 Stelle, sostanzialmente favorevoli all'impianto, le insoddisfazioni degli enti locali e localissimi, il Campidoglio che deve tenersi in piedi tra spinte differenti. Il segnale che arriva dal IX Municipio è rumoroso: 14 astenuti tra i movimentisti, 8 voti pro delibera - cioè contro lo stadio - dalle opposizioni più uno grillino, quello di Alessandra Tallarico.
E la Grancio, ex 5 Stelle ora a capo del gruppo misto in Assemblea Capitolina, oppositrice del progetto da sempre, tocca: «Il Campidoglio non potrà ignorare il messaggio. Quanto prima l'amministrazione si libererà di questo fardello, tanto prima si potrà discutere liberamente delle alternative credibili, nell'interesse della città. Il prossimo appuntamento per la delibera di annullamento è lunedì presso la commissione sport dell'Assemblea Capitolina, anch'essa convocata per esprimere un parere. Nei prossimi giorni, inoltre, renderemo noti ulteriori elementi che rafforzano le motivazioni giuridiche a sostegno dell'annullamento».
Presa di posizione politica, quella del IX Municipio, favorita anche dalla fragilità della maggioranza - tra i voti a favore quello di Paolo Mancuso, anch'egli fuoriuscito del M5S - e dal regolamento comunale, che non considera le astensioni. Il Campidoglio continua a cercare sicurezze nei pareri legali: se il pubblico interesse si deve annullare che sia fatto a costo zero, evitando qualsiasi rischio di ristoro o risarcimento. Gianni Lemmetti, assessore al bilancio, rassicura parlando a Radio Radio: «Con o senza stadio i soldi per amministrare la città ci sono».
Resta però il fatto che il miliardo di investimenti privati in ballo ha il suo peso. Così Daniele Frongia, assessore allo sport, ribadisce: «Stiamo portando avanti la verifica degli atti». Sottinteso, dopo la bufera giudiziaria che ha coinvolto anche l'ex presidente dell'Assemblea Capitolina, Marcello De Vito. Continua Frongia: «L'Assemblea si è già espressa due volte dando parere favorevole allo stadio. La volontà politica della maggioranza è contenuta in quelle votazioni». Dunque la giunta intende andare avanti e richiama alla coerenza e alla disciplina. Anche se tutto lì intorno continua a dondolare.