Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questa discussione.

Discussione precedente - Discussione successiva

ordnung und disziplin

*
Lazionetter
* 2.101
Registrato
Stadio di Roma, De Vito scrive dal carcere: "Non mi dimetto, sono innocente"
Rivolgendosi a Di Maio: «Il codice è chiaro: espulso solo in caso di condanna»

EDOARDO IZZO
ROMA
«Non posso, non voglio e non debbo dimettermi». E ancora: «Considero privo di fondamento qualsiasi atto che mi abbia privato di qualcosa: sia esso la libertà personale, la carica (anche in via temporanea), la stessa iscrizione al Movimento 5 Stelle». Ce l'ha con tutti l'ex presidente dell'Assemblea Capitolina, Marcello De Vito, che - in una lettera inviata alla sindaca Raggi e in copia al vicepresidente Vicario Assemblea Capitolina, ai consiglieri e al segretario Generale - punta il dito contro i consiglieri comunali e infine contro chi lo ha «cacciato» dai 5 Stelle. E tutto porta a pensare che il riferimento sia al vicepremier e ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio. In una lettera di 4 pagine (scritta il 13 aprile scorso in carcere) De Vito, arrestato il 20 marzo scorso con l'accusa di corruzione, se la prende anche con i giornalisti che hanno narrato la «vicenda giudiziaria» in maniera «violenta, infamante, squilibrata, iniqua, tesa ad influenzare e precostituire un giudicato pubblico, spesso alterando persino contenuti risultanti per tabula dagli atti». «Roba da terzo mondo, - attacca De Vito -livello che invero occupiamo nelle classifiche internazionali di settore».

L'ex presidente dell'Assemblea Capitolina scrive ancora: «Mi sono chiesto cosa potrebbe decidere il nostro leader per sé stesso, ove fosse sottoposto ad un giudizio: sicuramente proporrebbe un quesito ad hoc, come quello ideato sul caso Salvini-Diciotti, da sottoporre al voto online». «Il nostro codice etico - dice ancora De Vito - prevede l'espulsione dal M5S solo in caso di condanna e non si presta ad opinabili interpretazioni a seconda dei casi, ad personam o, peggio, ad arbitrio del nostro leader». Ancora un attacco che sembra diretto al vicepremier, Di Maio.

Lo stesso De Vito, in carcere da oltre un mese, sostiene che i 5 Stelle «abbiamo perso totalmente i nostri valori fondanti della solidarietà, della coesione e della condivisione». Detto questo De Vito parla anche dell'inchiesta dei carabinieri del Nucleo Investigativo che lo ha portato in manette per presunte tangenti con i costruttori: Parnasi, Toti e Statuto. «Sono pronto per il giudizio. Non sono corrotto né corruttibile e confido nel pieno e positivo accertamento in tal senso da parte della magistratura», scrive De Vito che nelle prossime settimane sarà interrogato dall'aggiunto Paolo Ielo e dai pm Barbara Zuin e Luigia Spinelli. Ma c'è anche rammarico nelle parole dell'ex presidente dell'Assemblea Capitolina che si sente «abbandonato dagli 'amici'». Quelli dei 5 Stelle, perché invece «ho ricevuto solidarietà delle persone in queste retrovie che in qualsiasi altro posto». Intendendo il carcere che può insegnarti e farti ragionare sui valori di base». «Oggi - dice – sono più forte di prima».

ordnung und disziplin

*
Lazionetter
* 2.101
Registrato
Si, ma loro c'hanno l'anticorpi.

COLDILANA61

*
Lazionetter
* 17.365
Registrato
La rioma e' come l'avvocato della gag di Proietti .

La raggi invece nel ruolo del suo assistito .

Un genio .

GoodbyeStranger

*
Lazionetter
* 12.080
Registrato
Citazione di: ordnung und disziplin il 24 Apr 2019, 15:00
Giachetti: "Lo stadio della Roma con il vecchio progetto avrebbe avuto già la sua prima pietra"

Immagino quello con i grattacieli... Limejomortaccidestammerda.

Solo una cosa sarebbe stata peggio della Raggi... Questa facciadaculo eletto sindaco. Come ho già detto, si fosse presentato chtulu in persona l'avrei votato piuttosto che questo curvarolo da strapazzo

:asrm

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

arturo

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 16.532
Registrato
Attaccate arcazzo Giache'.
Sto topo de fogna!

BalkanLaziale

*
Lazionetter
* 8.736
Registrato
Mezzo M5S romano ancora a piede libero non si sa come.

Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 73.009
Registrato
Stadio, i dubbi di Pallotta congelato l'acquisto dei terreni di Parnasi (Il Messaggero)
IL RETROSCENA

«Manca solo la firma, questione di ore, al massimo di giorni», si diceva in quel di Boston due mesi e mezzo fa, dopo una batteria di riunioni tra gli emissari di James Pallotta e i nuovi vertici della Eurnova, la società di Parnasi che ha dovuto azzerare la catena di comando con l'arresto del costruttore, a giugno 2018. Sembrava cosa fatta la vendita dei terreni di Tor di Valle, quelli su cui i privati vorrebbero tirar su il nuovo stadio della Roma e soprattutto il mega-complesso di uffici, negozi, ristoranti e alberghi. La firma per la cessione, però, non è mai arrivata, nonostante gli annunci, anche nelle settimane passate, della messa in calce imminente, rallentata solo da quisquilie burocratiche, risolvibili in 48 ore al massimo. E invece niente.
A frenare James Pallotta, dice chi sta seguendo da vicino l'affare, è soprattutto la sequela di stop & go che ha collezionato il progetto da quando, nel 2013, è stato presentato. Se la prende, il manager americano, coi ritardi delle procedure italiane anche se, qualche tempo fa, ha dovuto ammettere che anche il partner scelto per l'operazione, Parnasi appunto, ha avuto il suo peso, nel rallentare il tutto, dato il deflagrare dell'inchiesta giudiziaria.
Ora le nuove indagini, con l'accusa di abuso d'ufficio a Virginia Raggi e gli accertamenti sulle cubature, rendono la pratica stadio sempre più scottante, nei cassetti del Campidoglio. Al netto degli annunci della sindaca - «voteremo la variante entro l'estate» - c'è una pattuglia sempre più nutrita di consiglieri grillini che tiene i piedi incollati sul freno, che rispolvera gli slogan della campagna elettorale del 2016, quando la bussola del Movimento era puntata sul «no a Tor di Valle, no alla speculazione». C'è anche chi, come la presidente della Commissione Urbanistica, Donatella Iorio, ha ventilato la possibilità di rimettere ai voti la delibera che ha conferito il «pubblico interesse» al progetto, nel 2017.
Anche per questo, forse, Pallotta è guardingo. E ci va cauto sull'acquisto dei terreni di Parnasi. Perché è vero che l'operazione discussa a Boston a metà febbraio riguardava solo un pre-accordo - detto all'inglese, «sales and purchase agreement» - con una clausola legata all'approvazione definitiva della variante. Ma è anche vero che il manager, siglando il tutto, dovrebbe versare una caparra da 9-10 milioni di euro alla Eurnova, subito. Sperando poi che il progetto non si areni di nuovo, tra una bega giudiziaria e una rogna politica. Dati i precedenti, non c'è da scommetterci.
«SIAMO LONTANISSIMI»
E difatti, mentre le indagini si moltiplicano, in Comune i privati litigano con i tecnici dell'Urbanistica, che hanno appena stilato la bozza di convenzione. Ma non c'è accordo su svariati punti: l'unificazione dell'Ostiense-via del Mare, la tribuna del vecchio ippodromo da ricostruire, i 45 milioni per la mobilità da versare in un'unica tranche, così chiede il Campidoglio, la clausola che legherebbe l'apertura dello stadio al potenziamento effettivo dei trasporti. «Siamo lontanissimi», dicono in Comune. E da ieri sono state sospese tutte le riunioni con i proponenti.
Lorenzo De Cicco

Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 73.009
Registrato
Il progetto Tor di Valle e l'ipotesi di abuso d'ufficio della Sindaca: ieri un'altra puntata

Il caso stadio la Raggi replica (Corriere dello Sport, 25 aprile 2019)

Parla uno dei suoi avvocati, Fasulo: «Supplemento di indagine, ma poi sarà di nuovo archiviazione»

di Marco Filacchione
ROMA



L'accusa di abuso d'ufficio che ha colpito Virginia Raggi per la vicenda dello stadio della Roma è destinata a sgonfiarsi. Lo ha detto ieri a Radio Radio uno dei legali della sindaca, Emiliano Fasulo, commentando la decisione del gip Costantino De Robbio di richiedere ulteriori accertamenti sul caso, aperto nel giugno 2018 da un esposto dell'architetto e urbanista Francesco Sanvitto. Riassumiamo: secondo Sanvitto, in passato vicino al M5S, la Raggi è rea di aver pubblicato il progetto dell'impianto (già approvato dalla Regione Lazio nella Conferenza dei Servizi), prima di ottenere il via libera dal Consiglio comunale. Sull'inchiesta i pm Ielo e Neri avevano deciso l'archiviazione, ma il gip De Robbio ha opposto parere contrario. Si tratta di un ulteriore ostacolo sull'iter che dovrebbe portare alla costruzione dello stadio, anche se il legale della Raggi ieri ha sparso ottimismo: «Il dottor De Robbio vuole vedere se vi è stato semplicemente un allungamento dell'iter procedimentale amministrativo oppure c'è dell'altro. Per questo ha ordinato alla magistratura di sentire due persone (Paolo Mancuso e Paolo Barros, ndr) che erano state coinvolte in sede di commissione urbanistica. Sentite queste due persone, che secondo me nulla aggiungeranno rispetto a quello che emerge dagli atti, la procura richiederà nuovamente l'archiviazione». LA REPLICA. L'accusatore Sanvitto ritiene che pubblicando il progetto prima dell'approvazione del Consiglio comunale la Raggi intendesse favorire Eurnova, e quindi Parnasi. Tesi destituita di ogni fondamento, secondo Fasulo: «Il punto che sfugge all'architetto Sanvitto è che se non si arriva in Consiglio il progetto non diventa mai esecutivo, quindi non è che uno può bypassare l'approvazione in Consiglio. In realtà il Campidoglio ha deciso di applicare una procedura più trasparente e complessa per l'approvazione del progetto scegliendo anche la "pubblicità" degli atti, cosa che non era dovuta: si poteva passare direttamente dalla conferenza di servizi all'approvazione in Consiglio». I pm, continua Fasulo, hanno già le idee chiare, «tant'è che hanno chiesto l'archiviazione. L'architetto Sanvitto fa opposizione a questa richiesta e per questo finiamo davanti dal dottor De Robbio». LO SCENARIO. A prescindere dalla posizione specifica della Raggi, l'avvocato ammette che più di qualcosa in questa vicenda non sta andando secondo i canoni: «Il percorso si è incrociato con gli arresti che sappiamo e quindi il procedimento si è interrotto. Sarebbe stato ottuso proseguire quando ti arrestano uno dei protagonisti. L'amministrazione ha prima voluto comprendere cosa fosse successo, dove e perché c'erano state delle ingerenze, e a quel punto interessare il Politecnico con le sue valutazioni. Hanno ulteriormente approfondito la vicenda che mi sembra si dovrebbe, se non succede nient'altro, concludersi per quest'estate. Almeno così mi dicono dall'amministrazione comunale». Infine, ieri è stata resa nota una lettera inviata alla Raggi da Marcello De Vito, in carcere con l'accusa di corruzione per la vicenda stadio. «Sono pronto per il giudizio - ha scritto il presidente (non si è mai dimesso) dell'assemblea capitolina - Non sono corrotto né corruttibile e confido nel pieno e positivo accertamento da parte della magistratura».

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 73.009
Registrato
Stadio, i tempi si allungano. A settembre? (Gazzetta dello Sport, 25 Aprile 2019)

Se ne riparlerà dopo l'estate. Giachetti: «È tutto assurdo». Sanvitto: «Ingannati i tifosi»

Andrea Pugliese
ROMA

Considerando i due mesi di tempo che si è preso il gip Costantino Del Robbio per le ulteriori indagine relative all'accusa d'abuso d'ufficio per la sindaca Virginia Raggi, è facile pensare che l'approvazione della variante e della convenzione urbanistica per lo stadio di Tor di Valle finirà con lo slittare a settembre. Non una bella notizia per la Roma, che si aspettava un passaggio in questi giorni, al massimo entro maggio. Ed invece Del Robbio ha tempo fino al 17 giugno, poi dipenderà dall'esito delle indagini. Perché nell'abuso d'ufficio (disciplinato dall'articolo 323 del codice penale) bisognerà andare a rilevare l'eventuale vantaggio procurato «intenzionalmente » dalla sindaca a Luca Parnasi (l'imprenditore incaricato della costruzione dell'impianto e arrestato per corruzione) con il mancato passaggio davanti all'Assemblea Capitolina per l'approvazione del verbale conclusivo della Conferenza dei Servizi.

LE REAZIONI Ieri è tornato a parlare anche Francesco Sanvitto, l'architetto presidente del «Tavolo della libera urbanistica» che ha presentato l'esposto in Procura. E lo ha fatto dai microfoni di Centro Suono Sport. «Siamo stati costretti alle denunce, dopo anni in cui abbiamo cercato il dialogo per capire – ha detto Sanvitto –. Il problema non è lo stadio, è il modo in cui si è deciso di farlo. Esistono due progetti: quello A (della giunta Marino, ndr) che rispetta le normee il B che invece non è un progetto per un impianto sportivo, ma la vera e propria variante del piano regolatore. I cittadini ed i tifosi sono stati ingannati da più amministrazioni». Critico anche Roberto Giachetti, deputato del Pd ed ex candidato sindaco: «Il nostro era un progetto approvato, pronto per partire. La furia ideologica del M5S ha buttato all'aria tutto, producendo un progetto che non si tiene in piedi. Da quando ci sono loro ho detto che la prima pietra non ci sarebbe mai stata. Da come si stanno mettendo le cose, sono stato facile profeta».

BomberMax

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 20.077
Registrato
Citazione di: COLDILANA61 il 25 Apr 2019, 00:20
La rioma e' come l'avvocato della gag di Proietti .

La raggi invece nel ruolo del suo assistito .

Un genio .


preciso   :lol:

PARISsn

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 22.557
Registrato
Citazione di: COLDILANA61 il 25 Apr 2019, 00:20
La rioma e' come l'avvocato della gag di Proietti .

La raggi invece nel ruolo del suo assistito .

Un genio .

qui se l'inculamo...qui se l'inculamo....ma qui te se inculano ...???  :=))

Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 73.009
Registrato
«Prima le opere pubbliche ma rispetteremo i patti» (Gazzetta dello Sport, 26 Aprile 2019)

La sindaca Raggi: «L'impianto è un'opportunità per Roma. Stop alla corruzione»

Massimo Cecchini
ROMA

Niente la scuote. Inchieste e polemiche le scivolano addosso quando si parla del nuovo impianto che il club giallorosso vuole costruire a Tor di Valle. «Lo stadio si farà e sarà una opportunità per Roma – ha infatti ha detto la sindaca Virginia Raggi in una intervista ad «Avvenire» –. Ci sono 800 milioni di investimenti privati e c'è un patto che verrà rispettato: prima saranno realizzate le opere per la comunità, poi toccherà allo stadio. Il percorso è segnato, i tempi decisi, l'iter amministrativo va avanti senza rallentamenti. Ma voglio che tutto sia fatto a regola d'arte e ho avviato una analisi ulteriore affidata al Politecnico di Torino: non era dovuta ma l'ho fatta per dare maggiori garanzie ai miei cittadini». Naturalmente alla Raggi non sfuggono le inchieste in corso, una delle quasi la riguarda personalmente per abuso d'ufficio. «La corruzione ha provato ad infiltrarsi ma è stata respinta. Altri attacchi arriveranno, ma oggi abbiamo sviluppato gli anticorpi e siamo pronti ad alzare il muro. Seguiremo alla lettera le procedure. Guarderemo con la lente ogni gara, ogni appalto, ogni ditta. Solo così potremmo azzerare i rischi. E alla fine ce la faremo». Poi un messaggio duro a Marcello De Vito che ieri le aveva scritto: «De Vito ci ha ingannati e questo non glielo posso perdonare. Umanamente ho provato dolore. Le foto dell'arresto mi hanno fatto male: nessuno merita la gogna mediatica. Ma, politicamente, De Vito ha fatto male al Movimento e il Movimento ha chiuso qualsiasi rapporto con De Vito».

LA CONVENZIONE Sul fronte dei lavori relativi alla limatura del testo della Convenzione Urbanistica, giungono buone notizie per la Roma. Per la questione legata alla ricostruzione della tribuna dell'ex ippodromo l'accordo pare in arrivo, così come per quella concernente gli espropri per la riunificazione di Via Ostiense e via del Mare in un tratto di circa un km. Se ne occuperà la Citta Metropolitana, magari utilizzando per l'esborso (circa 20 milioni) un tesoretto che si potrebbe trarre dai risparmi su altri appalti. Morale: per la Romail via libera del Comune quindi potrebbe arrivare entro l'estate.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 73.009
Registrato
Nuovo stadio Tor di Valle
Un chilometro di rifiuti e la strada è sequestrata (Corriere della Sera ed. Roma, 26 Aprile 2019)


La via è in totale stato di abbandono: i sigilli sono stati apposti dalla sezione navale Lido di Ostia della Guardia di Finanza

Dovrebbe diventare la strada d'accesso al nuovo stadio della Roma, ma per adesso via dell'Ippodromo di Tor di Valle - un tratto d'asfalto malconcio lungo circa un chilometro - si presenta in pieno stato di abbandono e per di più sotto sequestro da parte della sezione navale Lido di Ostia della Guardia di Finanza. Un cancello all'ingresso della via del Mare e un cartello segnalano lo stop: da qui non si passa. Il motivo del sequestro è la presenza di rifiuti sparsi con il rischio che siano speciali. E così decine di materassi abbandonati, frigoriferi, poltrone si susseguono durante il percorso che costeggia la recinzione del vecchio ippodromo. Un ammasso di rifiuti che aspettano di essere rimossi e che intanto alcuni cittadini hanno preferito incendiare. Roghi ancora ben visibili che, come spiega Mario, un romeno in Italia dal 2006, «risalgono a una settimana fa». Il suo alloggio dista solo pochi metri dalla strada: «Abbiamo visto delle persone dar fuoco alla spazzatura lasciata sul bordo della carreggiata », spiega mentre mostra la sua baracca all'interno di un piccolo villaggio, creato diversi anni fa da un gruppo di romche adesso sono andati in Germania. «Viviamo qui da tre anni - dice -, abbiamo preso il loro posto, ma siamo solo tre famiglie». Alcuni ricoveri di fortuna nascosti tra le sterpaglie a due passi dall'ippodromo sembrano disabitati da mesi, ma nell'abbandono generale nessuno ci fa più di tanto caso. «Sappiamo che qui dovrebbe sorgere lo stadio della Roma - afferma con un sorriso Mario -, ma con i tempi italiani possiamo dormire sonni tranquilli. Se poi dovessero davvero decidere di farlo, cercheremo un'altra sistemazione». L'ingresso principale dell'ippodromo appare deserto, una guardia giurata controlla che nessuno possa accedere all'interno. Solo un curioso si avvicina dopo pochi minuti con il suo scooter, si chiama Paolo e abita al Torrino: «Mi hanno detto che qui regnava la desolazione, ma volevo vederla con i miei occhi». Paolo ricorda quando negli anni Settanta l'ippodromo era un punto di ritrovo per tutta la zona. «Si veniva qui e ci si divertiva non solo con i cavalli, ma anche per l'immenso spazio verde. Vederlo così oggi è un colpo al cuore». Sul futuro stadio, nonostante sia simpatizzante della Roma, Paolo mostra qualche dubbio: «In teoria è una grande opportunità, ma per andare al mare il sabato e la domenica qui è già il far west. Speriamo potenzino le strade e i treni, altrimenti sarà la fine». La preoccupazione di Paolo riguarda soprattutto la Roma- Lido, l'unica ferrovia che collega il centro della Capitale con il mare di Ostia. Adesso la fermata di Tor di Valle, a neanche duecento metri dall'ingresso dell'ippodromo, non ha né ascensori né scale mobili. «Un disabile qui rimane bloccato», afferma Maurizio Messina, portavoce del comitato pendolari Roma-Lido. Eppure i lavori di ammodernamento della fermata erano stati avviati, ma «sono fermi da quasi due anni - spiega Messina -. Come può pensare il Comune di articolare la viabilità necessaria per lo stadio, se non riesce neanche a costruire un ascensore?». Il pericolo dunque, secondo il portavoce dei pendolari, è che lo stadio sia pronto prima del potenziamento della ferrovia. Vede solo aspetti positivi invece Narciso, 44 anni, di Acilia, e non solo perché così non dovrà più attraversare la città per vedere la sua Roma: «Lo stadio è un'occasione per tutti. Potrebbe finalmente riqualificare il quartiere, anche perché così non si può più andare avanti». E per ora - finché non sarà risolta la questione dei rifiuti abbandonati - lo dice pure il cartello: da qui non si passa.
Claudio Rinaldi

Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 73.009
Registrato
Comune, ecco l'ultimatum: «Roma, così o salta tutto» (Corriere della Sera ed. Roma, 26 Aprile 2019)

Il Campidoglio: accordi da rispettare oppure niente impianto

Rischia di slittare ancora la firma della convenzione, il contratto che regola i rapporti tra Campidoglio e proponente sullo stadio della Roma, malgrado l'intenzione di chiudere la partita prima delle Europee. Se gli uffici stanno ancora esaminando la bozza presentata dalla società Eurnova, per ora manca la quadra. Tra i nodi più controversi, oltre ai 45 milioni di oneri urbanistici destinati all'acquisto di nuovi treni per la Roma-Lido (il privato vorrebbe dilazionare la cifra, l'amministrazione insiste per il pagamento in un'unica tranche) ci sono le due campate della tribuna di Lafuente da ricostruire in un'area attigua, il potenziamento del trasporto su ferro e lo snodo Ostiense- Marconi. Secondo quanto trapela dal Campidoglio, tuttavia, non ci sarebbero margini di trattativa: «La convenzione che ci è stata trasmessa così non va bene». Tradotto: «Se Eurnova e la AS Roma non accettano le nostre condizioni, che sono chiarissime nella delibera 32, lo stadio non si fa». Parole che suonano come un ultimatum. Se la sintesi sembra ancora lontana, i tempi potrebbero dilatarsi, malgrado le rassicurazioni della sindaca sull'approvazione in Aula entro la primavera. La roadmap invece, con le troppe incognite ancora irrisolte, rischia di allungarsi oltre l'estate. Ammesso che il proponente ceda su tutta la linea, servirà un ulteriore passaggio in assemblea capitolina, previa disamina con annesse osservazioni in commissione Urbanistica e nei territori. Non sarebbe invece necessario, se non per blindare la scelta sul piano politico, votare di nuovo la delibera d'interesse pubblico: a ratificarlo sarà il provvedimento definitivo di approvazione che, «al primo punto ribadirà quanto già espresso nella 32». In parallelo alle procedure, che non viaggiano certo su tempi snelli, l'altra scadenza che potrebbe influire sull'intero iter è il 17 giugno: termine fissato dal gip per gli approfondimenti sull'ipotesi di abuso d'ufficio per la quale è indagata Raggi. Scenario complicato, dunque, sia dalle grane giudiziarie sia dal difficile negoziato. Con la Roma che vorrebbe partire dalla costruzione dello stadio svincolandosi dalle opere pubbliche a compensazione di quella «privata», per mettersi al riparo dalla burocrazia e da eventuali ricorsi. Soluzione che, tra tre anni, potrebbe portare ad avere l'arena pronta all'uso e la Roma-Lido ancora impelagata in bandi e appalti. Per il Comune, un'ipotesi inaccettabile.
Andrea Arzilli/Maria Egizia Fiaschetti

UnDodicesimo

Visitatore
Registrato
Citazione di: Redazione Lazio.net il 26 Apr 2019, 08:30
... Solo un curioso si avvicina dopo pochi minuti con il suo scooter, si chiama Paolo e abita al Torrino: «Mi hanno detto che qui regnava la desolazione, ma volevo vederla con i miei occhi»....

in 6 anni dal torrino gliel'hanno dovuto dire di come stava messa la zona, e ci andava pure negli anni settanta.

almeno qualcosa di piu' credibile per riempire lo spazio in mezzo alla pubblicita' lo potevano inventare.

ordnung und disziplin

*
Lazionetter
* 2.101
Registrato
Niente la scuote, inchieste e polemiche le scivolano addosso. In parole povere una faccia da culo.

Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 73.009
Registrato
Stadio, i dubbi del M5S: si torna a votare sui lavori (Il Messaggero, Cronaca di Roma, 27 Aprile 2019)
IL CASO

Per evitare altri inciampi nel pantano dello stadio, i 5 Stelle bussano di nuovo alla porta dell'Avvocatura comunale. Ai legali del Campidoglio, la pattuglia grillina stavolta ha chiesto se e come riportare in Assemblea la delibera che aveva conferito il «pubblico interesse» al progetto Tor di Valle, insomma l'atto messo ai voti, era il giugno 2017, da Marcello De Vito. Obiettivo: ripetere la votazione. L'idea, svelata la settimana scorsa dal Messaggero, sta prendendo sempre più piede, tra gli eletti del M5S. È il tentativo di «blindarsi» in una vicenda impazzita e dagli esiti imprevedibili.
A spingere i grillini a ridiscutere il primo «sì» all'operazione calcistico-immobiliare sono considerazioni di carattere tecnico, oltre che politico. Dal 20 marzo scorso, quando De Vito, potente presidente del Consiglio comunale, è finito agli arresti con l'accusa di corruzione per avere favorito Parnasi, a Palazzo Senatorio circola un sospetto. E cioè che il provvedimento sul pubblico interesse possa risultare in qualche modo «inficiato» dal fatto che a portarlo in Aula, materialmente, sia stato De Vito. Che due anni fa diresse i lavori della seduta, compresa la conta finale, e nel verbale risulta tra i favorevoli. Da qui la richiesta di un chiarimento agli avvocati.
Agli esponenti M5S è stato detto che quella delibera potrebbe essere contestata in Tribunale, «su ricorso di terzi», nel caso in cui si arrivasse a una condanna di chi l'ha approvata. Ipotesi remota, ma c'è. Ecco allora l'idea di un voto bis. In quel caso, spiega una fonte che sta seguendo la pratica in Comune, «i consiglieri indagati potrebbero evitare di votare, in modo da rendere la delibera a prova di ricorso».
Donatella Iorio, presidente della Commissione Urbanistica (M5S), ha già confermato, su queste colonne, l'ipotesi di ripetere la conta. «Ci stiamo ragionando, c'è la possibilità che la delibera sul pubblico interesse venga votata nuovamente», ha spiegato. «La variante è uno step successivo; in caso, sarebbe discussa solo dopo il pubblico interesse», ha aggiunto. C'è anche chi propone un maxi-provvedimento, che tenga insieme la «conferma» del pubblico interesse e la variante urbanistica che concederebbe ai privati migliaia di cubature per negozi, alberghi e ristoranti.
UN «MAXI-PROVVEDIMENTO»
Ovviamente, con una seconda votazione, potrebbero riaprirsi i giochi sul pallottoliere dell'Assemblea. La pattuglia dei 5S contrari al progetto, dopo il turbine dell'inchiesta e la relazione «catastrofica» del Politecnico di Torino sulla viabilità, ha ripreso vigore e, se si muovesse compatta sugli scranni del Consiglio, potrebbe incidere sugli equilibri finali. Martedì è in programma un vertice di maggioranza.
Resterebbe poi da superare l'ostacolo della convenzione, cioè il patto tra Comune e proponenti. Al momento l'intesa non c'è. E dovrebbe metterlo nero su bianco il Dipartimento Urbanistica, con una mail di posta certificata che sarà inviata ai privati la prossima settimana, in replica alla proposta stilata dalla Eurnova e dagli emissari di Pallotta. Non c'è accordo su svariati punti: l'unificazione dell'Ostiense-via del Mare, la tribuna del vecchio ippodromo da ricostruire, i 45 milioni per la mobilità da versare in un'unica tranche, così chiede il Campidoglio, la clausola che legherebbe l'apertura dello stadio al potenziamento effettivo dei trasporti.
L. De Cic.

Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 73.009
Registrato
Parnasi-Cionci, altri 50 mila euro prima del voto del 2018 (Il Fatto Quotidiano, 27 Aprile 2019)

Nelle intercettazioni il costruttore voleva pagare l'amico che, secondo Baldissoni (As Roma), "seguiva " lo stadio in Regione

MARCO LILLO

Giuseppe Cionci è indagato –come è stato rivelato dal Fatto – per fatture per operazioni inesistenti, insieme al costruttore Luca Parnasi per pagamenti ricevuti nel 2015 per circa 296 mila euro. Nell'indagine sul costruttore Luca Parnasi ci sono però alcune intercettazioni nelle quali si parla di pagamenti più recenti che Parnasi voleva fare all'imprenditore Cionci. Non solo, a detta di Mauro Baldissoni, Direttore Generale della As Roma, Cionci avrebbe avuto un'interlocuzione con la Regione Lazio sullo stadio.

IL 5 LUGLIO DEL 2017 l'attuale vicepresidente della As Roma parla con il collaboratore di Parnasi, Simone Contasta. Ecco la sintesi dei Carabinieri "Baldissoni dice che per la Regione ha visto Cionci l'a lt ro giorno che gli ha detto che passa tutti i giorni da Gianfrancesco e che gli sembra positivo. Baldissoni sa che Gianfrancesco (probabilmente Gianni Gianfrancesco, reponsabile del Procedimento per la Regione Lazio sulla questione Stadio, ndr) sta lavorando con Caporilli (Luca Caporilli, braccio destro di Parnasi, ndr) costantemente e pare che non ci siano criticità". Sette mesi dopo Luca Parnasi si ricorda del vecchio "Peppe", come lo chiama lui. Il 14 febbraio del 2018 Parnasi e il collaboratore Gianluca Talone elencano i pagamenti da effettuare a un mese dalle elezioni. Dopo avere ricordato i pagamenti ai partiti ("Lega erano 100 e 100") dopo avere citato i politici locali e le cifre da dare a ciascuno, ecco che i Carabinieri annotano: "Luca dice che deve fare qualcosa di personale a Peppe sempre sui 50". In questo contesto cita la società Scomunication Srl, riferibile a Cionci per i pm e presieduta dal figlio. Due giorni dopo, il 16 febbraio 2018, Parnasi torna sul tema con i collaboratori e stavolta è più preciso: "Abbiamo detto Cionci gli fai la Scomunication di 50 poi la Pixie gli fai un contratto come Luca Parnasi e gli inviamo 20". La citazione di Cionci-Scomunication arriva poco prima di quella sulla Pixie. Cosa è Pixie lo ha spiegato Parnasi ai pm "nell'ultima campagna elettorale Adriano Palozzi (consigliere regionale di FI indagato per corruzione, ndr) mi chiamava continuamente chiedendomi un contributo ed abbiamo concordato il contratto con la Pixie, al fine di giustificare la dazione". Poco dopo aver citato le dazioni ai politici, poco dopo la Pixie di Palozzi, usata secondo i pm per una corruzione di un consigliere, Parnasi cita la dazione alla Scomunication della famiglia Cionci. I pm hanno chiesto conto a Parnasi un anno fa di queste sue conversazioni intercettate nel 2018 in cui parlava di pagamenti alla vigilia delle elezioni del 2018 per "Peppe" Cionci e anche dei soldi a lui dati nel 2015, secondo i pm per operazioni inesistenti in tutto o in parte quindi con false fatture. Parnasi ha minimizzato spiegando i pagamento come un aiuto a un amico in difficoltà. Non risulta che siano state poste domande a Parnasi (o a Cionci o all'architetto Gianfrancesco) sul ruolo avuto nella pratica stadio da Cionci, ruolo di cui parla Mauro Baldissoni nel 2017. Per ora l'inchiesta dei pm romani verte solo sui pagamenti segnalati dall'UIF della Banca d'Italia nell'informativa numero 425446 del 2016 dell'UIF (Ufficio Informazione Finanziaria di Bankitalia) nella quale tra l'altro si ricorda che Cionci "da fonti aperte risulta essere un imprenditore collegato al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti". L'UIF cita un articolo di stampa del 2015 che riporta le dichiarazioni fatte da Salvatore Buzzi durante il procedimento Mafia Capitale. L'ex re delle coop sociali diceva che Luca Odevaine (ex capo della Polizia provinciale ai tempi di Zingaretti) gli avrebbe raccontato che per Zingaretti "le operazioni sporche le faceva Cionci"con altri collaboratori. Accuse non riscontrate e de relato tanto che lo stesso Buzzi allora disse: "lui racconta questi episodi che poi alcune volte sono veri, alcune volte non sono veri". Nicola Zingaretti nel 2015 disse con forza che erano tutte falsità e anche Cionci ha negato e annunciato querele. L'unico dato certo, come ha raccontato al F a tt o anche il suo legale, è che Giuseppe Cionci più di dieci anni fa è stato il mandatario elettorale, cioé l'uomo dei conti "leciti", di una campagna elettorale di Nicola Zingaretti.

COMUNQUE l'attuale segretario del Pd è indagato per corruzione a Roma ma non per questa storia dei bonifici di Parnasi. Zingaretti è indagato sulla base di una dichiarazione de relato di un imputato in un'inchiesta parallela su un altro giro di presunte false fatture. Un indagato, l'avvocato Giuseppe Calafiore, ha detto ai pm a verbale che Fabrizio Centofanti "era sicuro di non essere arrestato perché riteneva di essere al sicuro in ragione di erogazioni che lui aveva fatto per favorire l' attività politica di Zingaretti". Dichiarazioni (de relato, smentite da un altro indagato e mai riscontrate) che ora i pm stanno rileggendo anche alla luce dei bonifici e delle intercettazioni emerse nell'in c hi e st a Parnasi.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

rimski orel

*
Lazionetter
* 2.156
Registrato
se c'e' una giustizia baldissoni e' il prossimo che si bevono, e' talmente evidente che l'abbiano messo li' per fare gli intrallazzi giusti

ES

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 20.560
Registrato
Citazione. Non risulta che siano state poste domande a Parnasi (o a Cionci o all'architetto Gianfrancesco) sul ruolo avuto nella pratica stadio da Cionci, ruolo di cui parla Mauro Baldissoni nel 2017. 

La mia sensazione, molto forte, è che l'inchiesta debba fermarsi ogni qual volta si arrivi davanti le porte ( putride ) di Trigoria.

Discussione precedente - Discussione successiva