Il nuovo impianto - Parnasi sta uscendo di scena. È la svolta?
Stadio, Vitek accelera arrivano i giorni decisivi (Corriere dello Sport, 15 Luglio 2020)
L'immobiliarista ceco intenzionato a chiudere l'affare entro il mese In Comune c'è ancora da limare
di Marco Filacchione
ROMA
Se la questione stadio è una matassa, Radovan Vitek può rappresentarne il bandolo. L'immobiliarista ceco, intenzionato da mesi ad acquisire dalla Eurnova di Parnasi i terreni di Tor di Valle sui quali dovrebbe nascere l'impianto giallorosso, vuole concludere l'affare entro la fine del mese e già nei prossimi giorni potrebbe imprimere accelerazioni decisive. Il fronte della trattativa in realtà coinvolge anche altre due imprese di Parnasi, Capital Dev e Parsitalia, fortemente esposte con Unicredit. Per questo, Vitek firmerà un accordo complessivo con l'istituto bancario, che ha dato il placet alla cessione. Si tratta, appunto, del bandolo della matassa, perché l'uscita di scena di Parnasi, con i suoi guai giudiziari, ammorbidirà le remore che resistono nella maggioranza pentastellata, da cui dipende il destino del progetto stadio.
PERCORSO. L'obiettivo della Raggi è appianare i contrasti prima che la convenzione urbanistica (il contratto che definisce le competenze pubbliche e private) approdi in Consiglio Comunale. In caso contrario, il documento potrebbe passare solo con l'aiuto delle opposizioni. Il che, con le elezioni amministrative che si avvicinano, sarebbe per la Raggi un pessimo viatico. Al momento, il fronte dei contrari nel M5S è stimabile in sette-otto elementi, dunque per far approvare la convenzione servirebbero quattro-cinque voti dell'opposizione, per nulla scontati: «Studieremo la convenzione prima di votarla - diceva ieri Svetlana Celli, consigliera di area democratica e vice presidente della Commissione Sport - Se l'intero progetto non tutelerà l'interesse pubblico, l'opposizione non lo voterà». Polemiche dalla minoranza anche sulla due diligence voluta dalla Raggi dopo l'inchiesta con l'ipotesi di corruzione aperta dalla Procura due anni fa. Una revisione conclusa con il via libera al progetto: «Non è possibile che per avere le carte si debba fare accesso agli atti - ha protestato Antongiulio Pelonzi, capogruppo Pd in Campidoglio - Un documento del genere deve essere acquisito per studiarlo, non può essere solo consultabile».