Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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Dopo l'incontro politico con i presidenti Malagò e Gravina

FRIEDKIN INSISTE «STADIO SUBITO» (Corriere dello Sport, 20 Dicembre 2020)

Il partner Vitek sembra defilarsi: è una ragione in più per abbandonare il progetto di Tor di Valle

di Roberto Maida 
ROMA 


Meno cinque. L'ultimatum di Natale che i Friedkin hanno fissato per decidere come procedere sul tema stadio si avvicina. Dan e Ryan, padre e figlio, sono stati molto chiari con le istituzioni sportive, nelle visite di giovedì al Coni e alla Federcalcio: non aspetteranno che la politica sbrogli i propri intrecci, non sono venuti in Italia per perdere tempo e denaro. Hanno investito tanto nella Roma, una società per azioni fortemente indebitata, e lo hanno fatto nel periodo peggiore che potesse capitare. Perciò, senza entrare nel merito della diatriba tra Comune e Regione, andranno dritti per la loro strada: lo stadio si fa, come direbbe la Raggi, ma nei tempi e nei modi ritenuti più consoni dai Friedkin. 

IL NODO. Chissà se sulla decisione di accelerare abbiano inciso anche i tentennamenti del potenziale partner sul progetto Tor di Valle, Radovan Vitek, che giusto ieri ha annunciato le dimissioni dal Consiglio d'amministrazione del gruppo che controlla, la Cpi Property, che avrebbe dovuto acquistare i terreni dell'ex ippodromo. A Praga scrivono che Vitek, sconvolto anche da un lutto familiare, abbia deciso di allontanarsi per un periodo indeterminato dai propri affari. Questo evidentemente creerebbe delle difficoltà nel reperimento fondi per costruire il complesso di Tor di Valle. Ma il vero motivo della frenata dei Friedkin, infastiditi dalla burocrazia come ogni cittadino sano di mente, è filosofico: il progetto pensato da Pallotta poteva essere interessante nell'epoca pre-Covid. Adesso, nell'era dello smartworking, chi acquisterebbe i tanti metri cubi di uffici che verrebbero costruiti nell'area? I Friedkin hanno voluto studiare con attenzione il dossier, rendendosi conto dei vantaggi cronologici che potrebbero derivare da un iter avviato alla fase conclusiva. Ma nell'ottica di un investimento globale a lungo termine, di cui si sono fatti garanti anche davanti a Malagò e Gravina, rispettivamente presidente del Coni e della Federcalcio, potrebbe essere più conveniente cercare un'altra location e ripartire da zero, sapendo di avere comunque il vento in poppa: con le imminenti elezioni comunali qualunque sindaco si appunterebbe volentieri la medaglia dello stadio della Roma.

LE OPZIONI. E così, se salterà Tor di Valle, non mancheranno le possibilità. Alcune sono già state vagliate: il suggestivo rilancio dello stadio Flaminio, la riqualificazione della zona di Tor Vergata, persino la solita pittoresca candidatura del comune di Fiumicino. L'importante è che si faccia in fretta: i Friedkin non vogliono farsi prendere in giro.

ronefor

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Se i Friedkin non vogliono farsi prendere in giro allora sono venuti nel posto giusto...per prenderlo in chiulo

ZombyWoof

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lo stadio si fa, come direbbe la Raggi, ma nei tempi e nei modi ritenuti più consoni dai Friedkin.


E certo,  quando e come lo decidono loro.

Ah Maida, essi bono su..


arturo

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amor_marde

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e dai, ma che pretendete, ma se un giornalista non lecca il culo con queste moderne frasi ad effetto, chi se la compra quella carta da culo su cui scrive

Blueline

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Citazione di: ZombyWoof il 20 Dic 2020, 12:41
lo stadio si fa, come direbbe la Raggi, ma nei tempi e nei modi ritenuti più consoni dai Friedkin.


E certo,  quando e come lo decidono loro.

Ah Maida, essi bono su..

Allora i piani regolatori sono carta straccia?

BalkanLaziale

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Citazione di: Blueline il 21 Dic 2020, 10:25
Allora i piani regolatori sono carta straccia?

E' mafia.

adiutrix

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ma come "vitek sembra defilarsi" ? :o
eppure questa era la sua settimana...
a fregnacciari
:asrm

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ES

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Comunque tifa Lazio.
Da radio olympia mandano un messaggio vocale mandato a De Magistris prima di Lazio funicolì funiculà: "in bocca al lupo per domenica, vinca il migliore, cioè noi".

ZombyWoof

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Citazione di: ES il 21 Dic 2020, 11:45
Comunque tifa Lazio.
Da radio olympia mandano un messaggio vocale mandato a De Magistris prima di Lazio funicolì funiculà: "in bocca al lupo per domenica, vinca il migliore, cioè noi".

pensa si non era della Lazio...



poi vorrei capire sti messaggi vocali se la volpe li manda a de magistris, cpme fa ad averli radio olympia? ciedo eh, non sono messaggi privati?

WhiteBluesBrother

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Ma di chi state parlando? Manca il soggetto. Oi Vitek? Maidagioia? La Raggy?

paolo71

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alasinistra

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La pupa dalle grandi orecchie?

ES

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Citazione di: ZombyWoof il 21 Dic 2020, 13:20
pensa si non era della Lazio...



poi vorrei capire sti messaggi vocali se la volpe li manda a de magistris, cpme fa ad averli radio olympia? ciedo eh, non sono messaggi privati?

Era tramite una radio di Napoli.
De Magistris era ospite, Virginia ha mandato messaggio vocale.


robylele

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 20 Dic 2020, 08:27

FRIEDKIN INSISTE «STADIO SUBITO»



Meno cinque. L'ultimatum di Natale che i Friedkin hanno fissato per decidere come procedere sul tema stadio si avvicina.

Dan e Ryan, padre e figlio, sono stati molto chiari con le istituzioni sportive
non aspetteranno che la politica sbrogli i propri intrecci
non sono venuti in Italia per perdere tempo e denaro.

Perciò andranno dritti per la loro strada
lo stadio si fa
ma nei tempi e nei modi ritenuti più consoni dai Friedkin

IL NODO

Ma il vero motivo della frenata dei Friedkin, infastiditi dalla burocrazia come ogni cittadino sano di mente, è filosofico

il progetto pensato da Pallotta poteva essere interessante nell'epoca pre-Covid. Adesso, nell'era dello smartworking, chi acquisterebbe i tanti metri cubi di uffici che verrebbero costruiti nell'area?

I Friedkin hanno voluto studiare con attenzione il dossier
rendendosi conto dei vantaggi cronologici

Ma nell'ottica di un investimento globale a lungo termine

potrebbe essere più conveniente cercare un'altra location
e ripartire da zero

sapendo di avere comunque il vento in poppa

E così, se salterà Tor di Valle
non mancheranno le possibilità

stadio Flaminio
Tor Vergata
Fiumicino

L'importante è che si faccia in fretta: i Friedkin non vogliono farsi prendere in giro.

ZombyWoof

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Ahahah mitico robylele, come li smonta lui i deliri de quelli, nessuno.

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Dalla firma allo stop: 8 anni di Tor di Valle (Gazzetta dello Sport, 30 Dicembre 2020)

di Massimo Cecchini
ROMA


È un po' come se, il giorno prima delle nozze, lo sposo guardi meglio la propria fidanzata e le faccia capire che, a pensarci bene, non è che sia proprio un grande amore. Questo è lo stato del rapporto che c'è fra la Roma e il progetto per il nuovo stadio che dovrebbe sorgere a Tor di Valle. Oggi saranno passati ben 8 anni da quel 30 dicembre 2012, quando, in Florida, davanti ai giornalisti schierati l'ex presidente Pallotta e il costruttore Parnasi concludevano un accordo che faceva ipotizzare l'apertura del nuovo impianto nel 2016. Morale: da quel giorno sono passati tre sindaci (Alemanno, Marino e Raggi) e, nonostante il progetto sia stato rivisto (con meno cubature, ma anche con meno opere pubbliche a carico dei proponenti), il traguardo parrebbe a un passo, visto che il Pubblico Interesse era stato incassato nel 2015 e il sì da parte della Conferenza dei Servizi nel 2017. Non basta, anche la Convenzione Urbanistica è di fatto conclusa, eppure l'ok finale del Comune sembra una chimera. Motivo? Almeno un paio. Il progetto non è mai stato digerito da una parte della maggioranza del Movimento 5 Stelle che governa Roma. Inoltre, nel mondo post-Covid, la famiglia Friedkin ritiene superfluo quel «business park» per uffici che correrebbero il rischio di restare vuoti, costringendola però a investire da subito circa 300 milioni per oneri di urbanizzazione, sui 900 complessivi. Se si aggiunge che sull'area pesano pignoramenti e ipoteche e Parnasi (indagato) sia uscito di scena, si capisce come il nuovo presidente non ami il progetto ereditato.
Le alternative
La Raggi, in campagna elettorale, ha provato a cavalcarlo ancora in due modi: prima assicurando un sì in tempi rapidi, poi aprendo alla possibilità di uno spostamento. Ma dove? Se l'ipotesi sulla carta più praticabile è quella di una conferma dell'area, ma con una riduzione della capienza (da 55.000 a 40.000 posti) e del «business park», il fascino di avere in concessione dal Comune per 99 anni l'area del Flaminio è quella che stuzzica di più, tanto che è stato contattato Renzo Piano allo scopo. Il no dell'architetto non ha sgonfiato il sogno (ieri sponsorizzato anche dal candidato sindaco Carlo Calenda), anche se i problemi pratici sarebbero tanti, sopratutto sul fronte dell'ordine pubblico. In alternativa, da tempo il comune di Fiumicino offre corsie preferenziali per averlo, mentre resta in piedi l'ipotesi Tor Vergata, ma che comunque avrebbe nodi burocratici da sciogliere. Ne consegue che il nuovo dirigente Stefano Scalera, da gennaio farà una ricognizione generale. In ogni caso, anche se si andasse avanti con un Tor di Valle «dimagrito», la prima pietra non sarà mai messa prima del 2022, ipotizzando così l'apertura a non prima del 2025. Comunque vada, l'Olimpico resterà ancora per un bel po' casa Roma.

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ceizanettigarbuglia

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C'è arrivato pure Cecchini!

Laziolubov

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il fascino di avere in concessione dal Comune per 99 anni l'area del Flaminio
perché non lo possiamo prendere intanto noi a costo di farci giocare la SS Lazio Bocce, poi tanto gli stadi veri ci saranno in un futuro, ma non possiamo strategicamente lasciarlo a inquelli o siamo letteralmente finiti se gli lasciamo tutta la città

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