CALCIO: LEGGERI (RETE SPORT), 'NO TOR DI VALLE? RIVELATO GRANDE INGANNO IPNOTIZZATI TIFOSI
"E' stato rivelato finalmente il grande inganno con cui si è ipnotizzato pubblico romanista, usando lo stadio come distrazione di massa. Bravi i Friedkin, ora al centro i risultati sportivi". Max Leggeri, seguitissimo speaker romanista di Rete Sport e tra le voci più autorevoli della tifoseria giallorossa, applaude alla scelta della Roma di rinunciare alla costruzione dello stadio a Tor di Valle alle condizioni finora conosciute. "Un grande inganno, anzi il grande orpello agitato da Pallotta per nascondere le mancate vittorie. Pallotta deve sparire e tacere per sempre, finalmente abbiamo un presidente che si occupa della sfera sportiva. E' una grande innovazione per noi: un presidente che si occupa della sfera sportiva del proprio club".
STADIO ROMA: AUSTINI (TEMPO), 'NON RICORDO 90 MILIONI EURO SPESI PEGGIO IN STORIA DEL CALCIO
"Non ricordo 90 milioni di euro spesi peggio nella storia del calcio, della città e credo sia la sconfitta più grande dell'amministrazione Raggi, perché è proprio la sindaca che, modificando il progetto, ha creato una serie di conseguenze che hanno portato al fatto che Pallotta è scappato da Roma, ha buttato 90 milioni di euro e adesso ci ritrova costretti a ricominciare da capo". Così il noto giornalista de Il Tempo Alessandro Austini commenta la fine definitiva del progetto dello STADIO della Roma a Tor di Valle. "Dico pure ai Friedkin - aggiunge - di non fare l'errore di Pallotta, di credere a quello che adesso diranno, che verrà fatto tutto velocemente, uno STADIO più piccolo...Che stiano attenti perché rischiano di fare la stessa fine di Pallotta...".
CALCIO: MAGLIARO (TEMPO), 'LA DECISIONE DEL NO ALLA STADIO ERA NELL'ARIA, SORPRENDE RAPIDITA''
Lo stop alla realizzazione del progetto dello STADIO a Tor di Valle così come pensata da James Pallotta, e ratificata stasera dalla Roma dei Friedkin, "era una decisione che era nell'aria, ma ero convinto che sarebbe arrivata più avanti". Lo dice il cronista del Tempo Fernando Maglaro che conosce ogni dettaglio della lunga vicenda dello STADIO della Roma. "Pallotta, oltre ad aver scelto l'architettura generale del progetto, aveva una serie di investitori insieme a lui. I Friedkin invece non hanno la sua pressione, sono da soli a gestire la Roma, non c'era il fondo Raptor a insistere, e non sono mai stati convinti davvero. Hanno rivisto il progetto alla luce della pandemia e la prima domanda che si sono fatti è: 'che facciamo con tutti questi uffici?' Più tutte le incertezze sulle opere pubbliche che tra l'altro non garantiscono l'effettiva fruibilità dell'impianto. Si sono fermati qua". E adesso? "Adesso si ricomincia - continua Magliaro - Roma dice addio a un progetto di 800 mln, si perdono molti soldi, alcuni li dovrà tirar fuori il comune, si perdono opere, rimarrà quel letamaio che è Tor di Valle e si riparte daccapo. Vorranno portare avanti solo lo STADIO, senza niente intorno. Ora con la pandemia è cambiato tutto ed è un pensiero reale, non un capro espiatorio per scappare dallo STADIO. Senza negozi non rientri da un investimento di 800 milioni".
STADIO ROMA: STORICO SPEAKER GIALLOROSSO 'MARIONE', 'PRESI IN GIRO ROMANI E ROMANISTI'
"Che quell'area fosse impraticabile dall'inizio lo sapeva prima Alemanno, poi Marino e infine la Raggi. Proprio l'attuale sindaca, insieme con altri, aveva presentato un esposto in Procura per motivi legati all'illegalità del posto, rischio alluvioni e anomalie varie. Ma la cosa più scandalosa è che quell'area neanche era di proprietà di Parnasi, credo che basti questo. D'altronde a Roma si possono fare e millantare tante cose". Lo dice Mario Corsi, detto 'Marione, storico speaker romanista, commentando la fine definitiva del progetto dello STADIO della Roma a Tor di Valle. "Tre sindaci sono andati dunque avanti su questo progetto - aggiunge - prendendo in giro i romani e i romanisti. Per fortuna i Friedkin, che sono persone intelligenti, hanno capito la storia e lasciato stare".
Stadio Roma: Calenda, ecco perché M5s non deve governare
"Lo #StadioDellaRoma è un caso da manuale sul perché i 5 Stelle non devono governare. Fino a quando c'è Marino l'iter burocratico procede. Poi Raggi cambia 12 volte idea e, dopo anni di pantano, la società rinuncia a investire centinaia di milioni. Peccato per la città e i tifosi". Così su twitter il leader di Azione e candidato a sindaco di Roma Carlo Calenda.
STADIO ROMA. MARINO: SONO TRISTE PER CITTÀ E TIFOSI, COLPA DI PD E M5S
"Devo dire che la notizia mi rattrista moltissimo per una serie di ragioni. Per la citta' di Roma, che deve rinunciare ad un progetto importante per il comportamento prima del Pd, che allonto' la mia giunta senza spiegarne i motivi, e poi di un Movimento che era giunto al governo gridando 'onesta' e trasparenza' e che purtroppo poi ha dovuto anche subire l'onta per se stesso e per Roma di un presidente del Consiglio comunale in carica arrestato e poi rilasciato, e speriamo che riesca a provare la sua innocenza". Cosi' l'ex sindaco di Roma, Ignazio Marino, raggiunto telefonicamente a Philadelphia per commentare le ultime novita' sullo STADIO della Roma. "Sono accadute una serie di eventi negli ultimi 8 anni, cioe' da quando definimmo con Pallotta e Caudo l'accordo finale per la realizzazione dello STADIO della Roma- ricorda Marino- Ottenemmo che i costruttori investissero centinaia di milioni di euro per realizzare opere legate allo STADIO come un nuovo ponte pedonale per la Stazione FL1 della ferrovia Roma-Fiumicino, un ponte carrabile sul Tevere, il potenziamento della Roma-Lido con 16 treni ogni ora, il prolungamento della Metro B, per far giungere la maggior parte degli spettatori allo STADIO su rotaia. Tutto questo e' stato cancellato dall'amministrazione successiva che ha rinegoziato un progetto con i costruttori tale da eliminare tutte le opere utili per gli abitanti di Roma. Nell'idea di questo nuovo progetto allo STADIO si sarebbe dovuti andare incolonnati in moto o in auto invece che su rotaia con disagi enormi per cittadini della zona, della Magliana, del Trullo, del Torrino e di Decima che cosi' con il piano del M5S avrebbero avuto gli ingorghi e nessun vantaggio". "Poi- spiega ancora Marino- mi dispiace anche per il fatto che Roma era stata capace di attrarre un architetto come Daniel Libeskind che aveva lavorato mesi per proporre le tre meravigliose torri nell'area dello STADIO. Si e' fatto scempio di quel progetto che avrebbe portato uno dei capi della scuola del decostruttivismo internazionale a realizzare delle opere a Roma. Libeskind vinse la competezione mondiale per la nuova torre di Ground zero a Manhattan. Era stato scelto per Roma ed e' stato cancellato per colpa della giunta Raggi". "Infine mi dispiace per i tifosi- ha detto infine l'ex sindaco - Ero convinto e sono ancora convinto che se avessimo seguito gli accordi con Caudo e Pallotta nell'estate del 2014 oggi lo STADIO esisterebbe gia'. E questo e' un danno per la Roma, intesa come squadra, per i tifosi e un danno enorme per il Paese e per la Capitale perche' si trattava di un investimento di un miliardo e mezzo. Un precedente di questo tipo e' un segnale molto negativo per gli investitori stranieri che giustamente Mario Draghi ambisce ad attrarre".
STADIO ROMA. CAUDO: CITTÀ SI MOSTRA INAFFIDABILE CON INVESTITORI
"Ancora una volta Roma si mostra inaffidabile per gli investimenti di real estate e immobiliari. Questo non fa bene a Roma. Il modo in cui e' stato gestita la vicenda dello STADIO della Roma non aiutera' il rilancio della citta'. Bisognera' lavorare molto per ricostruire la fiducia degli investitori". Cosi' il presidente del III Municipio di Roma ed ex assessore all'Urbanistica della giunta Marino, Giovanni Caudo.
Stadio Roma: Pd, "fallimento Raggi, si è perso tempo"
"Secondo noi è l'ennesimo fallimento dell'amministrazione Raggi: se non fosse stato bloccato il progetto Caudo (l'assessore all'Urbanistica della giunta Marino che elaborò il progetto poi modificato in epoca 5s, ndr) lo Stadio della As Roma sarebbe stato già in costruzione. Ora mettiamoci subito al lavoro affinché la prossima giunta realizzi al più presto un progetto pensato per il post-Covid". Lo afferma il capogruppo del Pd in Campidoglio Giulio Pelonzi.
Stadio Roma: Morassut, ora scelte ragionevoli e coraggiose
"Se vi fosse stata a Roma, in questi dieci anni, una politica lucida e davvero capace di interpretare la città è le sue reali esigenze, quando oggi accade a conclusione della vicenda Tor di Valle non sarebbe mai iniziato. Se non si fossero rincorse le sirene di un consenso fatuo vezzeggiando illusoriamente e illudendo le tifoserie, migliaia di sportivi e la stesa As Roma, dicendo subito chiaramente che quel progetto non era sostenibile, ci saremmo risparmiati tanti problemi". Così in una nota il deputato Pd, Roberto Morassut. "Ora si proceda con un'operazione ragionevole di vera rigenerazione urbana - continua Morassut - attraverso il riuso del Flaminio e dell'Olimpico, per soddisfare le esigenze della Roma e della Lazio. E si punti su Tor Vergata per un impianto olimpionico di atletica leggera lasciando al campus universitario una grande struttura sportiva degna di ospitare le Olimpiadi. La buona politica deve avere il coraggio di fare cose ragionevoli seppur coraggiose".