Stadio si lavora per il nuovo progetto
Tra un mese il voto per la revoca della pubblica utilità di Tor di Valle (Corriere dello Sport, 23 Marzo 2021)
Il Comune pronto a chiudere il dossier e intanto va avanti il dialogo con la Roma
di Guido D'Ubaldo
ROMA
I contatti tra la Roma e il Comune proseguono. I dirigenti del club, su mandato di Friedkin, scriveranno venerdì ribadendo di voler seguire le indicazioni che arriveranno dal Comune per individuare l'area dove poter costruire lo stadio in tempi brevi, i texani sperano di farlo in poco più di quattro anni. Eurnova proverà a chiedere una proroga al Comune, altro tempo per rispondere alla lettera ricevuta ai primi del mese. Ma dal Campidoglio non arriverà nessun rinvio sui tempi. Entro la fine di aprile, tra il 22 e il 26, in Campidoglio si voterà la revoca alla pubblica utilità dello stadio di Tor di Valle. A quel punto il discorso portato avanti per quasi nove anni sarà ufficialmente chiuso.
NIENTE CAUSA. Nonostante questo clamoroso dietrofront, Vitek non si tira indietro. Entro la prossima settimana rispetterà la scadenza per l'acquisto dei terreni di Tor di Valle, nel rispetto degli accordi presi con Unicredit rileverà l'intero pacchetto di Parnasi. Quei terreni saranno destinati ad altro, forse a un parco a tema. L'immobiliarista ceco vuole espandersi a Roma, ha creato una società ad hoc e rileverà anche i terreni della famiglia Toti alla Magliana. Per lavorare nella Capitale non ha nessuna intenzione di fare la causa, anche a Eurnova sono orientati a non presentarla, dopo averla annunciata non è stata neppure impostata.
Pietralata o Torrespaccata, la Roma non ha preferenze e aspetta indicazioni dallo studio del Comune. In entrambi i casi, però, si tratta di soluzioni che vanno verificate, soprattutto per capire cosa chiedono in cambio le proprietà, per arrivare in un secondo momento ad approfondire la fattibilità urbanistica e dei trasporti. Le proprietà sono rispettivamente di Ferrovie dello Stato e Cassa Depositi e Prestiti.
Non va bene l'area del vecchio Velodromo dell'Eur, gli spazi sono troppo ridotti. E non è un'ipotesi fattibile neppure come destinazione urbanistica. Non ci sono spazi sufficienti a garantire una corretta gestione del traffico per i tifosi che andrebbero allo stadio. Il problema sarebbe soprattutto il trasporto privato.
LOW COST. La Roma, rappresentata dal neo dirigente Stefano Scalera, non ha fretta e in linea di principio preferisce investire sulla squadra piuttosto che sullo stadio. Bisogna individuare aree che non necessitino di alcuna variazione al Piano regolatore. Quindi tempi e passaggi burocratici dimezzati ma, soprattutto, dimezzati i costi. Abbattuti anche i costi per le opere pubbliche. Nella Capitale sono in arrivo i soldi del Recovery Fund e per il Giubileo del 2025, questo potrà agevolare il percorso della Roma. La società dei Friedkin non ha ancora scelto a quale costruttore legarsi per il nuovo progetto.