Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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NEMICOn.1

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Citazione di: Dissi il 23 Mar 2021, 12:05
ed i 300 mioni che hanno già speso?

Gli fanno un buono  :)

Notate, come gli articoli dei giornali cominciano a cambiare ; ad esempio , le intercettazioni dove dicevano che in quella zona ci sarebbe stato il caos a livello di traffico ,  non erano state mai prese in considerazioni adesso , dopo 4 anni , dopo un cambio societario scoprono i vari problemi .


Dissi

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Citazione di: NEMICOn.1 il 23 Mar 2021, 12:19
Gli fanno un buono  :)

Notate, come gli articoli dei giornali cominciano a cambiare ; ad esempio , le intercettazioni dove dicevano che in quella zona ci sarebbe stato il caos a livello di traffico ,  non erano state mai prese in considerazioni adesso , dopo 4 anni , dopo un cambio societario scoprono i vari problemi .

bastava chiedere a chiunque avesse abitato o lavorato in quella zona e la risposta sarebbe stata "ma siete scemi?"

NEMICOn.1

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Appunto ...
le mazzette adesso sono finite e  cominciano a venire fuori tutti i problemi di quella zona ; i prossimi articoli saranno sulla causa milionaria , poi i rapporti Parnasi-Unicredit , poi ... e poi....

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Pacetti (M5S)

«Ascolteremo nuove proposte per lo stadio» (Corriere dello Sport, 25 Marzo 2021)

di Giorgio Marota


ROMA - La Roma continua a interrogarsi sul futuro del nuovo stadio. Dopo aver abbandonato il progetto di Tor di Valle avviato dall'ex presidente Pallotta, i Friedkin proseguono nel dialogo con le istituzioni. La loro speranza è individuare a stretto giro un'area alternativa, confrontandosi con il Campidoglio e cercando di ottenere un assenso di massima dalla Giunta uscente, per poi strutturare il percorso con il sindaco che amministrerà la città nei prossimi 5 anni. Le zone di Pietralata e Torre Spaccata restano delle soluzioni praticabili. L'ideale sarebbe individuare un luogo in cui non sia necessario apportare delle varianti al piano regolatore, così da dimezzare le tempistiche. 

PACETTI. Ieri il capogruppo del M5S in Assemblea Capitolina, Giuliano Pacetti, è intervenuto ai microfoni di Nsl Radio nel programma "Gli inascoltabili": «Sono un grande tifoso romanista - ha spiegato - abbonato per più di 15 anni. Ma il percorso amministrativo è qualcosa di diverso dalla passione e noi abbiamo fatto tutto ciò che dovevamo fare. L'amministrazione ha preso atto del fatto che la società ha deciso di non continuare su quella progettualità, ascolteremo quelle che saranno le eventuali proposte da parte della Roma nel definire un nuovo percorso. Credo sia importante che le squadre abbiamo un loro impianto di proprietà. Purtroppo il Flaminio non credo possa tornare a ospitare partite di calcio di un determinato livello. Ci sono norme legate alla costruzione degli stadi, soprattutto alle caratteristiche che questi devono avere anche a livello europeo».

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L'IMPIANTO ABORTITO A TOR DI VALLE
Duro scambio di accuse tra club, Parnasi e amministrazione: serve intesa entro il 23 aprile

Paradosso per lo Stadio della Roma
Ora è il Comune che valuta i danni (Il Tempo, 31 Marzo 2021)


FERNANDO M. MAGLIARO


Anche aprile se ne andrà, quasi tutto, senza che si giunga a una soluzione sulla vicenda Stadio della Roma di Tor di Valle. Dopo la decisione, a fine febbraio, del club di Friedkin di ritirarsi dalla partnership con la Eurnova del costruttore Luca Parnasi, è iniziato un conflitto fra i due ex soci con un vorticoso scambio di lettere con il Comune. Lunedì mattina è partita dal Campidoglio, destinazione i due contendenti, Eurnova e As Roma, una pec con cui gli uffici comunali allungano il tempo concesso ai proponenti per trovare «congiunte, concrete e percorribili proposte» per uscire dall'impasse. Nuova data che, però, questa volta è perentoria (quindi in teoria definitiva) per produrre una soluzione entro il 23 aprile. Poi, in assenza di nuovi elementi, potrebbe iniziare il processo di revoca del pubblico interesse e, quindi, delle delibere di Consiglio comunale Marino 2014 e Raggi 2017. Ese Eurnova si dichiara pronta a portare la Roma in tribunale, anche in Campidoglio si fanno valutazioni su possibili danni d'immagine. Nella lettera del Dipartimento Urbanistica, il Comune si tira fuori dalla disputa: gli uffici ripercorrono tutti i passaggi burocratici da dicembre 2017 fino alle ultime settimane, evidenziando come l'Amministrazione abbia «coltivato » il progetto anche di fronte «alla oggettiva latitanza dei privati negli ultimi otto mesi». Poi viene chiarito che «non risultano avviate o intraprese interlocuzioni tese ad individuare una diversa localizzazione dell'impianto». Eurnova, lo scorso 15 marzo, aveva chiesto al Comune 120 giorni di proroga sui termini e di prendere posizione nella vicenda: «È auspicio che il Comune voglia riconsiderare l'intera vicenda e qualificare nel modo più corretto il comportamento gravemente illegittimo della A.S. Roma, non legittimando, nella stessa, la convinzione di potersi sciogliere dagli impegni presi nei confronti della Pubblica Amministrazione senza subire alcuna conseguenza». Il Campidoglio risponde ribadendo che «l'Amministrazione non consente né può consentire alcun unilaterale recesso dagli impegni assunti» mache non spetta al Comune «definire la validità» degli impegni fra i due ex soci. In sostanza, dunque, la questione è «comprendere se il proponente sia in grado e legittimato a proseguire nell'iter». Sui 120 giorni di proroga richiesti da Eurnova il Campidoglio ne accorda solo 30: «La richiesta di proroga del termine, in assenza di una prospettiva di sviluppo dell'iter in corso o di documentazione che attesti l'evolversi della situazione nell'ambito dei rapporti con la As Roma o con i creditori procedenti, apparirebbe puramente dilatoria. Comprendendo comunque le ragioni di complessità della situazione, l'Amministrazione proroga di ulteriori trenta giorni» la scadenza per produrre gli atti stabilendo «il termine perentorio del 23 aprile ». Insomma, un mese e, se le cose non cambiano, è inutile perdere altro tempo: «Decorso inutilmente anche tale periodo, in assenza di congiunte e percorribili proposte, si procederà senz'altro con le valutazioni di competenza come già segnalate» ovvero con l'avvio del provvedimento di revoca delle delibere e di cancellazione del progetto. Difficile che avvenga, però, già a fine aprile: queste sono solo le schermaglie iniziali. La partita è ancora lunga.

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STADIO TOR DI VALLE

Ecco le lettere della società per «liberarsi» di Parnasi (Il Tempo, 1° Aprile 2021)

FERNANDO M. MAGLIARO


Se qualche settimana fa sembrava addirittura vicino a una partnership con la Roma, ora, la società giallorossa mette nero su bianco che con l'immobiliarista ceco, Radovan Vitek, «non ha mai assunto alcuna obbligazione». Vitek, in trattativa per rilevare da Eurnova i terreni di Tor di Valle e il progetto Stadio, diventa il terzo incomodo nella querelle fra i due ex soci nel progetto Stadio, la Eurnova di Luca Parnasi e la As Roma. E se anche Vitek chiudesse la trattativa (nuova data: metà aprile), questo non cambierebbe le cose per i giallorossi. In una lettera del 23 marzo che Trigoria ha spedito a Eurnova si chiariscono tutte le ragioni che hanno spinto i giallorossi a chiudere il rapporto con la società di Parnasi. In partenza, tre punti: il pignoramento dei terreni; metà del capitale sociale di Eurnova è «oggetto di pegno a favore della Sais» di Papalia impedendo la sottoscrizione della convenzione urbanistica; e le «critiche condizioni economico- finanziarie» della società di Parnasi impedirebbero di adempiere alle obbligazioni, ad esempio le «rilevanti garanzie fidejussorie ». Questi tre elementi, portano la Roma a ritenere non più «efficace» l'accordo con Eurnova siglato nel 2014 anche perché le due «parti non hanno mai raggiunto alcun accordo né sulle relative condizioni economiche né sui termini di utilizzo dello Stadio». Tant'è, aggiungono da Trigoria, che quell'Accordo del 2014 è «una mera presa d'atto» di quanto «richiesto» dalla norma. Questo va aggiunto il rapporto Eurnova/Vitek: «Eurnova non può vendere Tor di Valle senza incorrere in significative responsabilità (anche penali)» perché prima va approvato il piano di ristrutturazione del debito e poi «a causa dell'ipoteca di Equitalia». Perciò, anche se «l'impegno a vendere potesse essere eseguito e l'area fosse libera» da ipoteche «Eurnova perderebbe la proprietà dell'area» e la Roma non ha obblighi verso Vitek. Da ultimo, la Roma si toglie un sassolino dagli scarpini: «è pacifico che Eurnova ha significativamente rallentato la procedura» a causa dell'inchiesta della Procura e «non ha neppure comunicato alla Roma e al Comune di aver perso la disponibilità dell'area e dato in pegno il 50% delle azioni a Sais», fatti che la Roma ha appreso dal Comune che li ha saputi «soltanto per cura di terzi» (la lettera dell'avvocato della Penelope di ottobre scorso). Insomma, volano stracci.

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 01 Apr 2021, 08:27
STADIO TOR DI VALLE

Ecco le lettere della società per «liberarsi» di Parnasi (Il Tempo, 1° Aprile 2021)

FERNANDO M. MAGLIARO


Se qualche settimana fa sembrava addirittura vicino a una partnership con la Roma, ora, la società giallorossa mette nero su bianco che con l'immobiliarista ceco, Radovan Vitek, «non ha mai assunto alcuna obbligazione»e noi vi abbiamo raccontato una frega di cazzate. Vitek, in trattativa per rilevare da Eurnova i terreni di Tor di Valle e il progetto Stadio, diventa il terzo incomodo nella querelle fra i due ex soci nel progetto Stadio, la Eurnova di Luca Parnasi e la As Roma. E se anche Vitek chiudesse la trattativa (nuova data: metà aprile), questo non cambierebbe le cose per i giallorossi. In una lettera del 23 marzo che Trigoria ha spedito a Eurnova si chiariscono tutte le ragioni che hanno spinto i giallorossi a chiudere il rapporto con la società di Parnasi. In partenza, tre punti: il pignoramento dei terreni; metà del capitale sociale di Eurnova è «oggetto di pegno a favore della Sais» di Papalia impedendo la sottoscrizione della convenzione urbanistica; e le «critiche condizioni economico- finanziarie» della società di Parnasi impedirebbero di adempiere alle obbligazioni, ad esempio le «rilevanti garanzie fidejussorie ». Questi tre elementi, portano la Roma a ritenere non più «efficace» l'accordo con Eurnova siglato nel 2014 anche perché le due «parti non hanno mai raggiunto alcun accordo né sulle relative condizioni economiche né sui termini di utilizzo dello Stadio». Tant'è, aggiungono da Trigoria, che quell'Accordo del 2014 è «una mera presa d'atto» di quanto «richiesto» dalla norma. Questo va aggiunto il rapporto Eurnova/Vitek: «Eurnova non può vendere Tor di Valle senza incorrere in significative responsabilità (anche penali)» perché prima va approvato il piano di ristrutturazione del debito e poi «a causa dell'ipoteca di Equitalia». Perciò, anche se «l'impegno a vendere potesse essere eseguito e l'area fosse libera» da ipoteche «Eurnova perderebbe la proprietà dell'area» e la Roma non ha obblighi verso Vitek. Da ultimo, la Roma si toglie un sassolino dagli scarpini: «è pacifico che Eurnova ha significativamente rallentato la procedura» a causa dell'inchiesta della Procura e «non ha neppure comunicato alla Roma e al Comune di aver perso la disponibilità dell'area e dato in pegno il 50% delle azioni a Sais», fatti che la Roma ha appreso dal Comune che li ha saputi «soltanto per cura di terzi» (la lettera dell'avvocato della Penelope di ottobre scorso). Insomma, volano stracci.

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natoil26maggio

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Citazione di: LaFonte il 13 Apr 2021, 16:26
Piano piano, in sordina, la verità viene a galla
https://www.romatoday.it/politica/paolo-berdini-testimone-stadio-della-roma.html
Sorpresona! Di monnezza sotto questa storia ce ne dev'essere tantissima. Io, ad esempio, vorrei uscisse qualcosina di piccante sul perché un Ministro (Lotti) a un certo punto inizia a sbattersi per un ponte sul Tevere a spese dello Stato, il cui progetto giaceva da anni impolverato in qualche cassetto.
Giornaliiiiistiiiiiiii....

Sante93

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Laziolubov

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Precisione

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Stadio Roma, Baldissoni al processo: Berdini parlava a giornali, non a noi

"L'assessore Berdini, all'epoca, invece di discutere con noi delle sue proposte rilasciava ogni giorno interviste ai maggiori organi di stampa della Capitale. Siamo sempre stati molto generosi a gentili a non rispondere mai, eppure lui rappresentava l'istituzione Comune di Roma che aveva espresso, con la giunta Marino, il parere di pubblica utilità rispetto al progetto dello stadio". E' quanto affermato in aula dall'ex direttore generale della As Roma, Mauro Baldissoni, sentito come testimone nell'ambito del processo sul nuovo stadio della Roma. Baldissoni ha affermato, inoltre, che il club "sosteneva il principio della continuità amministrativa. Per salvaguardare la situazione e andare avanti abbiamo detto che a fronte del taglio di cubatura non potevamo ottemperare a tutte le opere pubbliche, come il ponte di Traiano, la fermata della metropolitana ed il resto. E' la logica del progetto in compensazione. Senza un fattore non si può tenere l'altro". Parlando dell'avvocato Luca Lanzalone, tra gli imputati nel processo, l'ex dirigente giallorosso ha aggiunto: "nel 2016 dopo l'elezione del nuovo sindaco eravamo in un momento difficile, la situazione era bloccata. Ad un certo punto però ci fu presentato Lanzalone, come esperto di diritto amministrativo con il ruolo di interfaccia con il Campidoglio col compito di modificare e salvaguardare il progetto. Lui era in sostanza il consulente dell'amministrazione Raggi". Nel corso dell'udienza è stato ascoltato, sempre come testimone, anche l'ex dg del Campidoglio, Franco Giampaoletti. "Conobbi Lanzalone a Genova, fu lui a proporre il mio nome per il ruolo di dg in Campidoglio", ha affermato.

DevilD

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Ora la Lazio pensa allo stadio a Tor di Valle

https://www.calcioefinanza.it/2021/05/03/lazio-stadio-tor-di-valle/

nemmeno se ce lo vedo a Lotito...  :D  :D  :D

WhiteBluesBrother

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Citazione di: DevilD il 03 Mag 2021, 11:40
Ora la Lazio pensa allo stadio a Tor di Valle

https://www.calcioefinanza.it/2021/05/03/lazio-stadio-tor-di-valle/

nemmeno se ce lo vedo a Lotito...  :D  :D  :D
ormai TdV e il suo progettone sono la lavatrice di magnotta, bisogna appioppparli!

TestaccioLaziale

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https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/21_maggio_07/stadio-roma-raggi-testimonia-berdini-ci-mandava-sbattere-d3bd31b2-af5c-11eb-88d7-96131257b1d6.shtml

Stadio della Roma, Raggi testimonia: «Berdini ci mandava a sbattere»
La sindaca racconta come cambiò posizione rispetto al rifiuto del progetto: «L'Avvocatura mi disse che avremmo pagato i risarcimenti e il Movimento mandò Lanzalone per risolverla anche sul piano politico»

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ES

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Citazione di: TestaccioLaziale il 07 Mag 2021, 21:13
https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/21_maggio_07/stadio-roma-raggi-testimonia-berdini-ci-mandava-sbattere-d3bd31b2-af5c-11eb-88d7-96131257b1d6.shtml

Stadio della Roma, Raggi testimonia: «Berdini ci mandava a sbattere»
La sindaca racconta come cambiò posizione rispetto al rifiuto del progetto: «L'Avvocatura mi disse che avremmo pagato i risarcimenti e il Movimento mandò Lanzalone per risolverla anche sul piano politico»


La piccola fiammiferaia mente, sapendo di mentire.

https://www.romatoday.it/politica/stadio-della-roma-parere-avvocatura-capitolina.html

https://codacons.it/ansa-box-stadio-roma-parere-avvocatura-si-poteva-recedere/

La piccola fiammiferaia punta sul fatto che il popolo bue ha memoria ballerina.
Probabilmente non a torto.

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Il processo

Raggi su Tor di Valle "Berdini, solo parole Lanzalone strategico" (La Repubblica - ed. romana)

di Andrea Ossino

Prima le barricate alzate dai banchi dell'opposizione. Poi il tentativo di realizzare il Nuovo Stadio della Roma quando il Movimento 5 Stelle aveva ormai ottenuto le chiavi della Capitale. La sindaca Virginia Raggi, chiamata a testimoniare nel processo che costringe il consulente Luca Lanzalone e altre 15 persone ad accomodarsi nei banchi degli imputati, ha provato a spiegare le ragioni del cambio di rotta sull'affaire stadio. «Quando eravamo all'opposizione della giunta Marino - ha detto la sindaca ricordando il "contrasto alla delibera di pubblico interesse" - eravamo tutti dell'idea che uno dei primi atti da approvare, sarebbe stata la revoca della delibera di Marino». Poi le cose sono cambiate. Secondo l'ex assessore all'urbanistica Paolo Berdini la scelta fu presa esclusivamente per assecondare la pancia dell'elettorato: «Dopo le parole di Francesco Totti del 5 febbraio 2017, mi telefonò l'allora vicesindaco Bergamo, mi disse che la mia posizione contraria non era più sostenibile dal punto di vista politico». Raggi invece ieri ha raccontato alla corte una vicenda più complessa: «Berdini a parole era contrario allo stadio, nei fatti assolutamente no. La verità é che nella sostanza non ha mai avversato lo stadio (...) non solo non portò in giunta la delibera di revoca dell'interesse pubblico, ma addirittura aderì alla conferenza dei servizi avviata in Regione sul progetto» ha detto la sindaca. «L'avvocatura – ha continuato Raggi - ci diceva che essendo passati i 18 mesi per la revoca della delibera avremo rischiato un risarcimento danni». E ancora: «Berdini non aveva fatto gli atti che avrebbe dovuto fare e stavamo andando 'a scogli', come si dice». Rinunciare al progetto avrebbe comportato conseguenze. «Non eravamo compatti . E io ho detto che se si doveva fare una revoca occorreva essere compatti – ha proseguito la sindaca - L'unica soluzione possibile per evitare che sulla città si riversassero un milione di metri cubi di cemento era quella di sederci al tavolo con il proponente e limitare i danni». La sindaca ha inoltre aggiunto: «Nella sostanza Berdini non ha mai avversato lo stadio, anzi gli ha aperto un'autostrada, ma oggi è il paladino dell'antistadio». Poi il ruolo dell'avvocato Luca Lanzalone: «Ci aiutò a rappresentare a Beppe Grillo le oggettive difficoltà, al limite dell'impossibilità, di tornare indietro e quindi anche Beppe tornò indietro visto che stavamo sterzando su un progetto di minore impatto e sostenibile dal punto di vista ambientale ed energetico ». È sempre Lanzalone a suggerire la nomina di Fabio Serini come commissario dell'Ipa. «A un certo punto venne fuori una vicenda di una consulenza data da Serini a una persona vicina a Lanzalone - ha ricordato Raggi - Lo convocammo e lui disse che si trattava di un incarico modesto e che quel preventivo era il migliore".

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