Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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Ma l'avete letta st'intervista? Da restare basini. Pare che dopo tutti i proclami in campagna elettorale abbiano cambiato idea solo "per non passare come quelli che dicono sempre no". Io boh.
https://www.romatoday.it/politica/intervista-alisia-mariani.html

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Nuovo capitolo della telenovela.
https://www.romatoday.it/politica/stadio-della-roma-raggi-minaccia-querela-eurnova-replica.html
Io comunque quando dicono "state sereni" da qualche anno in qua prefiguro fregature in arrivo

Blueline

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Citazione di: LaFonte il 07 Lug 2021, 21:30
Ma l'avete letta st'intervista? Da restare basini. Pare che dopo tutti i proclami in campagna elettorale abbiano cambiato idea solo "per non passare come quelli che dicono sempre no". Io boh.
https://www.romatoday.it/politica/intervista-alisia-mariani.html

Allucinante, meglio quelli che ci stavano prima...

mr_steed

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"Stadio? Questa è una settimana decisiva, da qui a sette giorni sapremo cosa accadrà. In caso di risposta negativa, siamo pronti a fare un gran casino. Se non lo concedono ora, lo farà il prossimo sindaco, ma tra un anno e mezzo o due potremmo non essere più interessati ad occuparcene. Il ritardo nella decisione? I consiglieri comunali fanno il gioco delle tre carte, portano i documenti da una stanza all'altra".

https://www.sololalazio.it/2021/07/19/roma-costanzo-stadio-settimana-decisiva-pronti-a-fare-un-casino-in-comune-fanno-il-gioco-delle-tre-carte/

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umanoide69

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Si è concluso ieri un percorso interminabile La sindaca Raggi e la Roma soddisfatti 

Tor di Valle, c'è la revoca  via libera per il nuovo sito  (Corriere dello Sport)

Brivido finale ma l'aula in Campidoglio in seconda convocazione trova i 17 sì  Ora tocca ai Friedkin con un'altra area   
Attenzione alle cause  milionarie di Eurnova  e Vitek, che possono  inoltrare ricorso al Tar 
Il rendering dello stadio della Roma come era progettato a Tor di Valle


di Roberto Maida

INVIATO A TRIESTE
 
Per costruire il primo passo è rimuovere. La Roma esulta: la delibera sul pubblico interesse per il progetto Tor di Valle è stata revocata. Era la condizione necessaria, e ovviamente non sufficiente, per avviare un nuovo iter per lo stadio di proprietà, dopo il disimpegno ufficiale dei Friedkin da un'idea ritenuta ormai anacronistica. 

IL VOTO. L'assemblea capitolina ha cancellato ieri pomeriggio, dopo decine di riunioni infruttuose, il cavillo burocratico che frenava ogni slancio. Anche all'ultimo atto si è arrivato con il brivido perché nonostante la riduzione del numero legale dei consiglieri in seconda convocazione (da 24 a 16), una parte consistente del Movimento 5Stelle ha disertato l'Aula Giulio Cesare del Campidoglio, impedendo dopo varie chiamate del presidente De Vito l'inizio della votazione. Alla fine però, intorno alle 17.30, è arrivata la notizia che la Roma aspettava. Sono bastati 17 voti, tutti favorevoli, ad approvare la revoca già deliberata da settimane dalla giunta Raggi. L'assenteismo di 29 consiglieri stavolta non ha frenato la regolarità della seduta. E' stato invece fondamentale l'apporto del Pd, con il capogruppo Pelonzi che ha "suggerito" sette emendamenti come condizione per il voto favorevole, e di Stefano Fassina, di Sinistra per Roma. 

ESULTANZE. La sindaca naturalmente non ha perso tempo per festeggiare via Twitter. «Ora è possibile un nuovo progetto stadio della Roma. Si apre un nuovo capitolo per il rilancio della città» ha scritto Virginia Raggi, che però ha ottenuto una vittoria di misura all'interno di una maggioranza spaccata, per non dire contraria. E' felice anche Guido Fienga, Ceo della Roma, che proprio attraverso questo giornale aveva avvisato: «Se non viene approvata in pochi giorni la revoca, i tifosi della Roma non avranno il loro stadio». Ieri, impegnato a Milano in un'infuocata assemblea di Lega, Fienga ha ricevuto il placet che aspettava. «Siamo molto lieti della decisione - ha commentato - soprattutto per i tifosi della Roma che hanno aspettato con pazienza e sono stati ascoltati».

BATTAGLIA. Ora la Roma deve accelerare nella presentazione di un nuovo progetto, che passa preliminarmente per l'individuazione dell'area più idonea alla costruzione. Sono quattro i siti più gettonati al momento: Tor Vergata, l'ex Velodromo, Pietralata, Mercati Generali/Ostiense. Ma è fondamentale che i Friedkin, supportati dai vari candidati alla poltrona di sindaco nell'imminente campagna elettorale, facciano presto. Perché la società Eurnova, di cui è proprietario il costruttore Parnasi coinvolto nel progetto abortito, minaccia azioni legali milionarie contro il Comune e potrebbe, accompagnato dal miliardario Vitek al quale nel frattempo ha venduto i terreni dell'ex ippodromo, presentare un ricorso al Tar per chiedere la sospensione del provvedimento approvato ieri dall'assemblea capitolina. «La procedura è illegittima - scrive Eurnova in una nota - e i nostri avvocati lo dimostreranno». Un'ipotesi che la Roma spera di scongiurare per tornare a sognare uno stadio tutto suo: il primo step è stato completato.

GoodbyeStranger

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La raggi è il peggio del peggio
Difficile anche da descrivere a parole la faccia da culo che si ritrova.

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Stadio, revoca a Tor di Valle: «Ora incontro coi Friedkin» (Gazzetta dello Sport)

Stop al pubblico interesse con 17 voti e l'aiuto del Pd. Raggi: «Si volta pagina»
Ma Eurnova prepara ricorsi e cause


I 17 che fecero l'impresa. Perché questa, in fondo,èstata la revoca del pubblico interesse al progetto del nuovo stadio della Roma che doveva sorgere a Tor di Valle. Questi i consiglieri dell'Assemblea Capitolinachehannovotatoladelibera tanto attesa dal club. «Si apre una nuova pagina. i tifosi sono statiascoltati»,diceilceoFienga. La scelta Da oggi la caccia alla nuova area per l'impianto avrà i crismidell'ufficialità,ancheseda tempo i dirigenti della società – da Scalera a Fienga – lavorano in questo senso, affastellando ideee nodi per le zonediOstiense, Pietralata, TogliattioEur, senza contare le ideedi ristrutturazionedel Flaminioedello stessoOlimpico. Ma tutto questo è futuro. Il presente racconta di un atto portato a casa faticosamente, se si pensa che dai 28 consiglieri a disposizione del Movimento 5 Stelle, ridottisi poi a 20, nonostante il supporto del Pd e di Sinistra per Roma,soloin17,appunto,hanno votato all'unanimità per la revoca. Tuttoquesto grazie ai7emendamenti proposti dal Pd due giorni fa, che hanno indirizzato l'esito. «Voltiamopagina – scrive la sindaca Virginia Raggi –.Ora guardiamo al futuro. Lo stadio della Roma voglio che sia realizzato. Civedremoalpiùprestocon iFriedkin: è ilmomento di fardiventare il sogno realtà».Ma a intestarsi la vittoria politica è il Pd. «Dopo il pasticcio dell'amministrazione – spiega GiulioPelonzi, capogruppo in Campidoglio – il Pd ha elaborato degli emendamenti sottoscritti anche dal Movimento. Senza questa modifica la revoca sarebbe rimasta ferma. Giànel2017nonvotammol'interesse pubblico al progetto Raggi. Le inchieste prima e la rinuncia della Roma hannomesso la pietra tombale. La città e la Roma hannoperso 5 anni a causa della giunta Raggi». E anche il candidato sindaco, Roberto Gualtieri, annuncia: «Al via una nuova fase, daaprire il primapossibile». Parola ai tribunali Ma gli ostacoli non sono terminati, perché Eurnova, la proponente (insieme alla Roma) del progetto di Tor di Valle, è pronta al contrattacco, soprattutto dopo essere passata da Parnasialmagnate Vitek. «L'Assemblea ha scritto una delle pagine più tristi dell'urbanistica per soddisfare un interesse elettorale. La procedurarisulta palesemente illegittima e per questounteamdi avvocatidepositerà tutti gli atti volti a dimostrare l'invaliditàdella deliberaei danni che la società proponente ha subitoedi cui dovrà essere risarcita, come già spiegato nelle comunicazioni inviate in via bonaria anche ai singoli consiglieri ». Per questo, dopo un ricorso al Tar per ottenere una sospensiva, si annuncia una richiesta di dannialComune, ai votantiealla stessaRoma per 60 milioni. Proprio la formulazionedegli emendamenti, però,potrebberoessere il modo per superare l'ostacolo. L'ultimodi una storia infinita.

ma. cec.

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Ranxerox

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Quindi ieri hanno deliberato quello che qui dentro scrivevamo da una decina d'anni.
Vabbè, ricominciano da capo.

charlie

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Ammazza che schifo!
Pubblica utilità concessa e revocata e seconda degli interessi in ballo.
Pubblica utilità.
Pubblica.


adiutrix

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e comunque, se c'era giacchetti, questi avevano già lo stadio a TDV, con tutte le conseguenze su tutti i cittadini di Roma.

WhiteNoise

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Citazione di: adiutrix il 22 Lug 2021, 13:41
e comunque, se c'era giacchetti, questi avevano già lo stadio a TDV, con tutte le conseguenze su tutti i cittadini di Roma.

Non a caso al ballottaggio non ce l'ho proprio fatta ad andare a votare (mica solo per la questione stadio, sia chiaro).
Credo, per la prima volta in 30 anni di tessera elettorale.

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NEMICOn.1

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I dorotei alla Raggi gli facevano una .....
ma è proprio tutto il Movimento 5 stelle che è cosi passa da una sponda all'altra con la stessa facilità con cui ne parla male .

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Ora, io qualcosina di diritto amministrativo ne capisco ed effettivamente se son passati più di 18 mesi non puoi rivedere bellamente il tuo vecchioprovvedimento, dicendo che ti eri sbagliato e tanti saluti.
Certo che qui di porcherie precedenti (documenti falsi? Reati?) ce n'erano state. Di sicuro gli avvocati si stanno fregando le mani.

Stadio della Roma, la revoca arriva in assemblea capitolina con Eurnova che minaccia risarcimenti multimilionari

Pesano sulla decisione del Campidoglio le richieste di danni annunciate dalla società di Parnasi

Sessanta milioni di danno emergente ed una somma ancor più cospicua, dell'ordine di centinaia di milioni, per il mancato lucro. Sono queste le cifre che i legali di Eurnova sono pronti a richiedere al Campidoglio se sarà revocato il progetto dello Stadio a Tor di Valle.
Il progetto dello stadiofattobene

La delibera intanto è approdata in Aula Giulio Cesare. Prevede il ritiro "in autotutela" della pubblica utilità che Roma Capitale accordato con la delibera 32/2017 al progetto dello "stadiofattobene". La versione beta, quella voluta dalla maggioranza che per anni il Campidoglio ha difeso e su cui era stata avviata anche "una due diligence  – ha ricordato l'assessore all'urbanistica Luca Montuori –  con cui è stata dimostrata la correttezza dell'iter amministrativo seguito, che infatti non è stato scalfito dalle inchieste giudiziarie".
Il passo indietro della Roma

Il cambio di proprietà dell'AS Roma, il soggetto che nella triangolazione con Campidoglio ed Eurnova, doveva portare a Tor di Valle il tempio dei tifosi giallorossi, ha fatto saltare l'operazione. Almeno per i Friedkin, che si sono detti interessati a realizzare "uno stadio verde, sostenibile ed integrato con il territorio". Una scelta unidirezionale contestata dalla società di Luca Parnasi che ha già informato il Campidoglio e tutti i consiglieri, che porterà le carte in tribunale nel caso quel progetto sia revocato
Le intenzioni della Sindaca

La sindaca intanto, nella giornata del 20 luglio, è tornata sulla questione. Lo ha fatto, dai microfoni di Radio Roma Capitale, spiegando che "Com' è  gia' noto ho denunciato Eurnova". Ne aveva annunciato l'intenzione, per le pressioni subite dai consiglieri, preoccupati per le richieste di risarcimento e che a più riprese ha tentato di tranquillizzare. "Revocare questa delibera significa aprire una nuova strada, portare nuovi progetti e investimenti a Roma" ha aggiunto la Sindaca. La strada è quella che dovrebbe portare all'individuazione di un altro progetto, più in linea con le mutate esigenze della società giallorossa. Ma bisogna superare lo scoglio della votazione.
La prima votazione

Nella prima seduta, svoltasi nel pomeriggio del 20 luglio, in Aula Giulio Cesare non è stato raggiunto il numero legale. Segnale, forse, che le richieste di risarcimento danni di Eurnova continuano ad avere un certo peso sullo stato d'animo dei consiglieri capitolini.

Il ruolo decisivo dell'opposizione

Per revocare il pubblico interesse sul progetto dello "stadiofattobene" Raggi cercherà l'aiuto dell'opposizione. Il PD, presentando una serie di emendamenti alla delibera di Giunta, ha lasciato intendere che nel caso venissero approvati, potrebbe fornire il supporto necessario. Un'ancora di salvataggio per l'amministrazione pentastellata che, dopo gli ultimi addii, in Aula dispone di soli 19 consiglieri, più la sindaca, su un totale di 49. Come per tutti gli atti che da ora in avanti verranno votati in Assemblea capitolina, serve una convergenza trasversale. Il destino di Tor di Valle, quindi, è soprattutto nelle mani dell'opposizione che con il suo voto, parafrasando lo chef Alessandro Borghese, potrebbe confermare o ribaltare il risultato.
https://www.romatoday.it/politica/stadio-della-roma-minacce-risarcimento-eurnova-.html

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Stadio della Roma: in un'Aula semi vuota il Campidoglio revoca la pubblica utilità

Con il soccorso del centrosinistra la maggioranza m5s approva la delibera su Tor di Valle: votano solo in 17

In un'Aula Giulio Cesare semi deserta si chiude la vicenda legata allo stadio della Roma a Tor Di Valle. Con una maggioranza a scarti ridotti e con i voti del Partito Democratico e di Stefano Fassina (Sinistra per Roma) il Campidoglio è riuscito a far passare la revoca alla pubblica utilità.
La delibera corretta

La delibera firmata in autotutela dalla Giunta Raggi, a seguito della rinuncia dei Friedkin al progetto dello "stadiofattobene", ha necessitato d'una serie di emendamenti, presentati dal Partito Democratico. "Avevamo intravisto un problema in uno dei due capisaldi della delibera con il mutato scenario e i cambiamenti avvenuti nei primi giorni di luglio e abbiamo quindi ritenuto opportuno presentare una serie di emendamenti" ha spiegato il capogruppo PD Giulio Pelonzi.
Il cambio di proprietà dei terreni

Ad inizio luglio i terreni destinati ad ospitare lo stadio ed il business park di Tor Di Valle sono infatti stati ceduti. Da Eurnova, la società di Parnasi, sono infatti passati alla CPI del magnate ceco Vitek. Un cambio di testimone avvenuto quando la delibera di revoca, firmata dalla Giunta Raggi, era già passata nelle commissioni. Per questo "è stata integrata, non corretta" ha spiegato il capogruppo pentastellato Giuliano Pacetti che, a nome del suo partito, ha sottoscritto tutti gli emendamenti presentati dal PD.
Cinque anni persi

"Siamo orgogliosi che coi nostri emendamenti si possa chiudere questa pagina per aprirne un'altra. Sarà il prossimo Sindaco a dare alla Roma ed a Roma un nuovo stadio. La città  però ha purtroppo perso 5 anni" ha ribadito Pelonzi  nel suo intervento, rimarcando anche il fatto che il Partito Democratico non avesse votato la pubblica utilità al progetto del 2017. Quello dello "stadiofattobene" difeso per anni dalla maggioranza.
La spada di Damocle dei risarcimenti milionari

A suggellare la revoca, quindi, sono stati necessari i voti del centrosinistra. Con Fassina (Sinistra per Roma) ma non con Cristina Grancio (Partito Socialista Italiano), molto critica verso il provvedimento che a suo avviso non mette al riparo il Comune da possibili richieste risarcitorie. Ed Eurnova non ha fatto mistero, in queste settimane, dell'intenzione di volervi ricorrere, per cifre anche estremamente onerose per le casse capitoline. Casse che, i 17 consiglieri che in seconda seduta confidano di scongiurare con il voto odierno.

Persa la faccia

"Avete perso la maggioranza ma anche un po' la faccia" ha commentato invece Andrea De Priamo. Il capogruppo di Fratelli d'Italia,  ha puntato l'indice verso il fatto che, la decisione di rinunciare al progetto di Tor Di Valle, sia nata per volontà dell'As Roma. "Ore interminabili di riunioni e trionfalismi inutili – ha ribadito De Priamo che con il suo partito non ha partecipato al voto - oggi sono stati spazzati via, non per una decisione del decisore politico, ma di un contraente". Perché l'As Roma ha deciso di puntare su un progetto diverso, green, sostenibile ed integrato con la città. Ma ancora tutto da scrivere.


:puke2: :puke2: :puke2:

Sante93

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Scusate, ma in soldoni che è successo? È stato deliberato che a TdV non si può costruire?
E cosa cambia oramai se il progetto dei nuovi proprietari prevede un'altra area?
È solo "smerdamento" politico, giusto?

Tanto pure da questa storia la asroma ne uscirà parte lesa.

amor_marde

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Citazione di: LaFonte il 23 Lug 2021, 14:11
Perché l'As Roma ha deciso di puntare su un progetto diverso, green, sostenibile ed integrato con la città. Ma ancora tutto da scrivere.

signori, ma questa frase è sublime
questa frase racchiude tutto il malaffare, l'appecoronamento, la estrema sintesi dell'essere ruffiano e leccaculo
questa frase è riproposta ogni singola volta si è parlato di un progetto stadio, da 10 anni a questa parte, ma ancora ... buca la pagina  :)
che scemi !!!

hafssol

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Qui si riparla degli ex Mercati Generali:
https://www.romatoday.it/politica/stadio-roma-ostiense-incontro-raggi-fienga.html

Ho l'impressione che da qui alle elezioni si sentirà di tutto, ma che ovviamente il discorso vero e proprio potrà essere instaurato solo con la nuova amministrazione.

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radar

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Si va verso il teatro dell'assurdo, preparo i popcorn?

Citazione di: Gazzetta dello Sport
Tor di Valle, la revoca può diventare un boomerang

Sono bastate quattro parole per far capire che la traversata nel deserto, forse, non è ancora terminata. Ieri infatti, Virginia Raggi, intervistata da «Il Romanista», alla domanda se il Comune stia valutando l'opportuna di far causa alla Roma e all'altro proponente del (fu) progetto Tor di Valle relativo al nuovo stadio, ha risposto così: «Non confermo né smentisco». Una doccia fredda per tutti coloro che ritenevano come il gran feeling che c'è fra la sindaca e il club potesse mettere a riparo da quelli che potrebbero essere atti dovuti. Già, perché i circa otto anni spesi dalla Roma e dal Comune per il progetto poi accantonato dai Friedkin, hanno comportato inevitabilmente dei costi amministrativi (settimane e settimane di lavoro), per non parlare di quelle infrastrutture pubbliche che sarebbero state a carico dei proponenti e che invece non saranno più fatte. La delibera Per questo la delibera (pubblicata ieri) della Giunta sulla revoca del Pubblico Interesse, emendata dal Pde Sinistra per Roma, e votata da una risicata maggioranza il 21 luglio scorso, recita testuale di come sarà dato «mandato ai competenti Uffici Capitolini, di concerto con l'Avvocatura, di avviare i più opportuni provvedimenti volti alla valutazione e quantificazione di ogni eventuale pregiudizio di danno all'Amministrazione determinato dal mutamento della situazione di fatto.... e al conseguente avvio delle eventuali azioni risarcitorie determinate dall'interruzione delle trattative». I conteggi, in effetti, sono già cominciati, e si parla già di danni quantificati in alcune centinaia di milioni nelle ipotesi più pessimistiche. Intendiamoci, dal punto di vista politico è difficile ipotizzare un sindaco che chieda i danni alla Roma,ma ci sono azioni dovuti che potrebbero prescindere dalla volontà dei singoli amministratori, la cui mancanza potrebbe essere evidenziata dalla Corte dei Conti. Non basta. Se si arrivasse a un contenzioso giudiziario, poi, alcune norme sottolineano come una partnership fra l'amministrazione e un eventuale proponente un progetto per un nuovo stadio, per di più da collocare in un'area pubblica, potrebbe essere impossibile alla luce della causa in atto. Ci potrebbe essere l'escamotage di cambiare il nome della società che presenta l'opera, ma sarebbe chiaro a tutti come si tratterebbe di un aggiramento della regola. Morale: sta per arrivare il momento delle cause per danni. Quelle di Eurnova (che evidenzia un errore formale e si appellerà al Tar per ottenere un sospensiva) verso la Roma, il Comune e i singoli consiglieri, quella di Radovan Vitek, il magnate che ha acquistato Eurnova, per aver svalorizzato l'area dell'ex ippodromo e, appunto, quella del Comune ai proponenti. Inutile dire, poi, che la Roma sarà pronta a fare una controquerela a tutti coloro che la porteranno in giudizio. E il nuovo stadio? Non parte con i migliori auspici. E allora come meravigliarsi se i Friedkin siano molto delusi?
ma. cec.


Citazione di: Corriere dello SportIl Comune valuta eventuali tutele dal no della Roma


ROMA - Lo stadio è una storia senza fine. L'amministrazione capitolina ha deciso di dare mandato agli uffici competenti, di concerto con l'Avvocatura capitolina, di avviare i più opportuni procedimenti volti alla valutazione e quantificazione di eventuali danni all'Amministrazione capitolina determinati dalla decisione della Roma di abbandonare il progetto di Tor di Valle dopo l'approvazione del pubblico interesse e soprattutto dopo il lungo lavoro sullo stadio, che ha tenuto impegnati gli uffici per nove anni. La decisione del Comune di valutare la possibilità di avviare un'azione risarcitoria nei confronti della Roma (e di Eurnova) è un atto dovuto, anche per mettersi al riparo in caso di eventuali interventi della Corte dei Conti. E' comunque una nuova grana perchè, anche se appare improbabile che si vada in tribunale, questa novità potrebbe allungare ulteriormente i tempi per la decisione della nuova area, che la Roma vorrebbe individuare di concerto con il Campidoglio.

g.d'u.

arturo

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Quindi se li chiedevano le mmerde  i danni era cosa buona e giusta, se li chiede il comune è solo un atto dovuto, non ve preoccupate, tanto sistemamo tutto?
:asrm

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