Te la do io Houston

Aperto da sorazio, 06 Ago 2020, 12:16

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Mario Corsi (Centro Suono Sport): "Siamo alle solite. Difficile parlare stamattina. Appena la Roma esce dai confini, deve perdere in maniera [...], ridicola, vergognosa. Non se ne può veramente più. Io spero che l'allenatore venga mandato via, ma anche i giocatori... ma voi andate a combattere Pogba e Bruno Fernandes con Villar e Diawara? Sul 2 a 1 si può anche perdere 4 a 2, ma mai sbracare così. Ma dove andavano tutti all'attacco? Ma non c'è un allenatore che ti dice di andare a difendere il 3 a 2? E invece no, prendevamo un gol, e andavamo tutti all'attacco. Fonseca non sa proprio come mettere una squadra in campo, ogni volta che gioca contro avversari più forti prende sei gol... Lui per tenere la linea alta ha perso tutti gli scontri diretti. E i giocatori sono scarsi, voi tifosi lo sapete. La Roma è una squadra scarsa! Ma porca miseria Eva, siamo settimi! Una squadra senza nessun tipo di valore. E abbiamo attaccato Dzeko, che insieme a Zaniolo era l'unico giocatore buono che avevamo..."

Augusto Ciardi (Tele Radio Stereo): "La Roma arrivando semifinale di Europa League ha fatto comunque qualcosa di importante, ma con quel secondo tempo ancora una volta l'hai macchiata. Da ieri tutti a dire che Fonseca doveva mettere il pullman davanti alla porta, ma se non sei buono a parcheggiarlo... Se questa Roma mette il pullman davanti alla porta, sbraca la porta, perchè non sono capaci a fare la manovra. Non ce l'hanno nelle corde. Oggi Ibanez vale la metà di Zebina, e Villar non è Xavi...tutti bravi alla potenza. Ora se sbaglia Tiago Pinto, sbaglia Friedkin, se sbaglia Fienga, sbaglia Friedkin. E se sbaglierà il prossimo allenatore, sarà colpa di Friedkin. Perchè sennò diventa come le amministrazioni comunali, dove la colpa è sempre della gestione precedente. L'assunzione di responsabilità è fondamentale. La stagione finalmente si è conclusa, ora si parte con quella 2021-2022. E ora tocca ai Friedkin. Altrimenti tra un mese Ryan diventerà quello che è venuto a Roma per trovare la moglie, e Dan quello che porta sfiga allo stadio come Di Benedetto. Ora sta a loro, e non perchè hanno la pistola alla tempia, ma perché l'hanno presa loro la Roma..."

Massimiliano Magni (Rete Sport): "Non è giusto, non ci meritiamo tutto questo. A Trigoria c'erano famiglie con i bambini a incitare la squadra. Vedere mio figlio felice alla fine del primo tempo, e poi così umiliato e abbattuto a fine partita... Ora mi auguro che della gestione Friedkin questa sia la prima e l'ultima figuraccia. Non chiedo tanto. Basta, basta, basta con queste figuracce. Dopo di che, è ovvio che ci sono dei precisi responsabili, ed è doveroso indicarne uno: l'allenatore, che dopo quello che è successo ieri si dimostra uno degli allenatori più inadeguati comparsi qui a Roma. Veramente una roba che, dopo quanto visto ieri, nemmeno una squadra di ragazzini di sette anni gli faresti allenare. Quello che abbiamo visto ieri è un insulto alla professione dell'allenatore..."

Gianluca Piacentini (Rete Sport): "La cosa a cui ho pensato ieri sono stati i 2mila tifosi della Roma a Trigoria, noi ci ricaschiamo sempre, mi pare di vivere il giorno della Marmotta. Io ieri sera mi sono sentito un po' co*lione, per l'ennesima volta mi sono sentito deluso e tradito...E risuccederà, perchè magari giovedì prossimo penserò che potremo vincere 4 a 0. Ora a pagare sarà l'allenatore. Ma da Trigoria ora devono fare chiarezza su quali saranno i programmi. Questa prima stagione Friedkin la possiamo archiviare come disastrosa, ora ci facciano sapere come pensano di ripartire e con quale allenatore. E poi ripartiremo compatti..."

Dario Bersani (Rete Sport): "Abbiamo fatto la notte in bianco grazie a sti fenomeni... che dobbiamo dire... Ora i Friedkin dicano cosa vogliono fare, perchè ora non c'è più niente da aspettare. Questo per i Friedkin era l'anno zero, ma per i tifosi no. Nella Roma ci sono ancora troppi equivoci. Hai rimandato dei problemi pensando che col portiere te la saresti cavata, che in mezzo al campo la quadratura ci fosse, e che Dzeko non fosse il problema che si è rivelato essere. Nonostante tutto, stai a maggio e lui ha fatto sette gol...ha fatto ridere pure lui. Sennò ricominciamo a fare i distinguo. Se la Roma finisce in questo modo la stagione vuol dire che abbiamo pesato male tutti. Se poi la tua dimensione è ormai questa, e devi solo far quadrare il bilancio con plusvalenze e scambi, allora alziamo le mani. Ci caleremo pure nella nuova realtà, ma a quel punto non serve manco Sarri, basta Italiano..."

Marco Juric (Rete Sport): "Fonseca ha dimostrato di non saper leggere le partite in corsa. Tu puoi fare dei cambiamenti e sbagliarli, ma non fare niente...Lui in due anni che sta qua non ha mai cambiato in corsa. Mai. Cambiare adesso però non ha molto senso, bisognava farlo o la scorsa estate dopo il Siviglia, oppure quest'anno dopo i famosi sei cambi con lo Spezia. Allora bisognava allontanare Fonseca, ma farlo adesso cosa cambia..."

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F. LICARI - LA GAZZETTA DELLO SPORT

Quello che fa più male della notte di Manchester non è il 6-2 che rende quasi impossibile la finale. È invece il modo in cui l'illusione s'è spezzata, senza alibi, dopo un primo tempo entusiasmante e dal sapore vagamente epico, quando sembrava che la Roma fosse davvero superiore a un'inglese come lo United nel suo stadio meraviglioso sebbene vuoto. (...)  Ci abbiamo creduto tutti, sì. Ma poi l'improvviso e irreversibile crollo, il buio totale, come se la Roma non fosse neanche rientrata in campo, «sbagliando tutto», parole di Fonseca. Non ha più senso chiedersi cosa sarebbe stato "se" tutto quello non fosse successo, e aggiungiamoci il rigore discutibile per Cavani. Niente può giustificare un secondo tempo imbarazzante nel quale lo United ha segnato cinque gol, ma potevano essere di più, fissando un tremendo risultato tennistico. E purtroppo questa è anche squadra da trasferta, come il Milan ha imparato a sue spese in Europa League. In stagione ha perso meno partite (3-6) e ne he vinte di più (17-16) fuori casa. Senza mai arrendersi. Ha vinto la sua mentalità offensiva, coraggiosa, arrembante a volte all'incoscienza, ma sempre in cerca dell'apertura di sessanta metri, della corsa verso la porta avversaria, dell'assalto collettivo, pur con una difesa non all'altezza. (...) S'è materializzato così lo spettro delle batoste inglesi alle quali la Roma non è nuova: dall'umiliante 7-1 sempre a Old Trafford, nella Champions 2007, al molto più evitabile 5-2 con il Liverpool, semifinale 2018, per poco non ribaltato nel ritorno all'Olimpico. La Roma ha dimostrato di saper recuperare situazioni quasi disperate, come il 4-1 con il Barcellona cancellato dal 3-0 del ritorno, sempre nel 2018. Ma ora di gol dovrebbe segnarne quattro. Sembra impresa molto dura anche psicologicamente: il rischio è una resa come quella già avvertita in campionato. Ora su futuro giallorosso di Fonseca s'addensano nubi sempre più nere. Questo sembra un addio. Se la Roma aveva deciso di puntare tutto sull'Europa, adesso si ritrova a un bivio drammatico di una stagione troppo irregolare per essere vera. (...)


T. CARMELLINI - IL TEMPO

Ancora un'imbarcata, di nuovo il Manchester. La  Roma fallisce l'appuntamento con la storia e torna spezzata dalla trasferta inglese. All'Old Trafford contro il solito United la maledizione continua. Gioca contro tutto: infortuni, tradizione e arbitro compreso. Perde subito Veretout, va sotto, reagisce, poi riesce addirittura a portarsia vanti prima del crollo nella ripresa dove in cassa cinque gol per un 6-2 finale impossibile da ribaltare nella gara di ritorno. Il Manchester parte forte e dopo otto minuti passa: triangolo a velocità stellare innescato da Pogba e concluso con un tocco sotto «incantevole» di Fernandes che scavalca Pau Lopez in uscita. Ma la Roma resta lì, non molla e riapre la partita dopo quattro minuti grazie al rigore concesso per un fallo di mano sempre di Pogba: giusto. Sul dischetto, di un penalty pesantissimo, va Pellegrini e da capitano porta avanti i suoi che si sbloccano e tornano a giocare (seppur a tratti) il loro calcio. Ancora Pogba a spaventare la Roma con Pau Lopez che fa l'ultimo allungo prima di infortunarsi: entra Mirante. Finita? Macchè, dopo altri otto minuti Spinazzola fa una delle «sue» cose sulla fascia sinistra del campo, attiva Pellegrini che mette nel mezzo un pallone che Dzeko deve solo spingere in rete: lo fa, seppur con un rimpallo fortuito,e porta la Roma incredibilmente in vantaggio. Altri quattro giri d'orologio e si fa male anche Spinazzola: proprio lui, il migliore in campo fino a quel momento. Una tragedia per la Roma che si riesce a chiudere la prima frazione in vantaggio, nonostante Ibanez faccia tutto per spalancare la strada al Manchester: Cavani lo grazia (per il momento). Il primo tempo è della Roma, ma senza tre titolari e soprattutto consapevole che non potrà fare altri cambi in vista degli altri quarantacinque minuti. Non era mai successo, da quando esiste l'Europa League, che una squadra facesse ricorso a tre sostituzioni nel primo tempo. Ricapitolando i giallorossi perdono dopo due minuti il cuore del centrocampo (Veretout -muscolare), poi al 25' il portiere (Pau Lopez - spalla)eal37'ilmigliorein campo (Spinazzola -muscolare): un'ecatombe. Lo United riparte forte e la Roma inizia a sbagliare: diventa un'altra partita. I giallorossi non riescono a innescare la manovra, perdono troppi palloni e gli inglesi si leccano i baffi. Inizia la mattanza: prima Cavani sigla il 2-2, poi l'arbitro «regala» un rigore ai padroni di casa e dal dischetto Fernandes fa 3-2. Purtroppo non sarà ancora finita, perché il finale è da incubo: ancora Cavani e infine il giovane Greenwood infieriscono su un avversario scoppiato. La stagione della Roma finisce qui, così come il cammino di Fonseca in giallorosso. E nemmeno si può dire il classico «è stato bello». Non lo è stato affatto...e adesso avanti un altro!

M. SCONCERTI - CORRIERE DELLA SERA

Roma sfortunata per i tre infortuni nel primo tempo, tutti a giocatori molto importanti, soprattutto Veretout e Spinazzola, ma complessivamente inadeguata all'avversario. Il risultato è scappato di mano anche allo United, ma una differenza sensibile era attesa. La seconda del campionato inglese a questi livelli è più forte di qualunque avversario di altra fascia. La Roma è settima, il Villarreal e l'Arsenal sono a metà classifica. Se c'è una cosa che il calcio del virus ha perso è l'imprevedibilità. Vincono i più forti. La sfortuna degli infortuni era stata bilanciata nel primo tempo da un rigore fuori dal vivo del gioco e da un gol di fisico e rimpallo di Dzeko in uno dei due unici tiri in porta della Roma. Il resto è stata una partita poco possibile. Lo United non è più una squadra inglese, gioca con frasi brevi ma insistenti, ama avere la palla e cercare con quella una somma delle qualità individuali. Gioca nello United forse il miglior centrocampista offensivo in circolazione, Bruno Fernandes, un tipo calmo ma capace di mettere la palla dovunque. Avesse un po' di rabbia davvero latina lascerebbe un segno profondo nel calcio. Guarda invece la sua partita come i navigatori del suo Paese guardavano il mare dalle navi, come fosse un continuo confine. Non ha nostalgia della terra, per Bruno Fernandes è importante vivere nel suo mare, cioè il gioco. Ha fatto tutto lui ieri e ha trovato nel vecchio Cavani il suo jolly ideale. La Roma ha opposto a questo una difesa smarrita nei ruoli. Smalling ha marcato Pogba che non gli dava un corpo fisso. Cristante era nella zona Cavani ed è rimasto anticipato e travolto. Ibanez non è ancora pronto, buono in marcatura, pessimo nel gestire il pallone ritrovato. L'assenza di Veretout ha costretto la Roma a una coppia di centrocampisti improvvisata e sbagliata nell'idea, Diawara-Villar, ottimi per una partita normale del campionato italiano, abbastanza impropri per questo livello. La somma delle differenze è dentro il risultato. Se facciamo uno sconto, una differenza di tre gol era la più corretta, ma già questo è una condanna.

F. DE CORE - CORRIERE DELLO SPORT

Un tempo per costruire l'impresa e stropicciarsi gli occhi, un altro per piombare nel vortice di un incubo, che si materializza come i fantasmi dell'aprile del 2007. Non è un 7-1, ma ci siamo vicini: il 6-2 dell'Old Trafford fa male in egual misura.(...) I novanta minuti dell'Olimpico, giovedì prossimo, hanno già il sapore mesto della formalità: alla lunga troppo forte e completo il Manchester, alla distanza troppo fragile e ridotta la formazione di Fonseca, che ha solo illuso con i due uppercut e il vantaggio del primo round. (...). E senza nulla togliere alla forza d'urto dello United, c'è da chiedersi com'è possibile che la Roma abbia preso in contropiede il 2-2 in apertura di secondo tempo, quando sarebbe stato fondamentale disinnescare la prevedibile rabbia del Manchester con maggiore accortezza. Il castello tirato su da Dzeko, Smalling, Micki, Pellegrini in 45' di sacrificio e perizia, è franato in maniera roboante sotto i colpi dei rossi di Solskjaer una macchina da gioco che non ha trovato argini. Cinque gol nel passivo di bilancio sono inaccettabili, segno inequivocabile di una impotenza mentale prima ancora che tattica. Due minuti è durata la partita di Veretout, 37 quella di Spinazzola: gli infortuni muscolari possono pure essere addebitati alla malasorte - e sicuramente lo è l'incidente occorso a Pau Lopez - ma forse, a bocce ferme, si dovrebbe ragionare anche sulla preparazione atletica e sull'approccio alla gara. Ed è ciò che faranno in questo mesto finale di stagione a Trigoria, perché nulla possa essere lasciato al caso anche in termini di scelte perentorie - la guida tecnica per cominciare. Ma il ragionamento sull'entità del divario, più che sull'esito dello scontro diretto di Manchester va ampliato a tutto il nostro movimento, che proprio alla Roma aveva delegato le residue speranze di non sfigurare al cospetto delle grandi d'Europa. La caduta dei giallorossi è stata roboante tanto quanto il cedimento delle big italiane nel corso di questi mesi tra Europa League e Champions. Schiaffi non episodici che dovrebbero far riflettere i club più potenti, anche quelli che nottetempo disegnavano improbabili fughe in avanti. La Roma, stritolata ieri sera a Manchester, è forse il caso meno eclatante, perché almeno una semifinale l'ha centrata. Ma un risultato così è difficile da mandar giù, anzi impossibile.

gesulio

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Citazione di: eagle s supporters il 30 Apr 2021, 12:10



T. CARMELLINI - IL TEMPO

Ancora un'imbarcata, di nuovo il Manchester. La  Roma fallisce l'appuntamento con la storia e torna spezzata dalla trasferta inglese. All'Old Trafford contro il solito United la maledizione continua. Gioca contro tutto: infortuni, tradizione e arbitro compreso. Perde subito Veretout, va sotto, reagisce, poi riesce addirittura a portarsia vanti prima del crollo nella ripresa dove in cassa cinque gol per un 6-2 finale impossibile da ribaltare nella gara di ritorno. Il Manchester parte forte e dopo otto minuti passa: triangolo a velocità stellare innescato da Pogba e concluso con un tocco sotto «incantevole» di Fernandes che scavalca Pau Lopez in uscita. Ma la Roma resta lì, non molla e riapre la partita dopo quattro minuti grazie al rigore concesso per un fallo di mano sempre di Pogba: giusto. Sul dischetto, di un penalty pesantissimo, va Pellegrini e da capitano porta avanti i suoi che si sbloccano e tornano a giocare (seppur a tratti) il loro calcio. Ancora Pogba a spaventare la Roma con Pau Lopez che fa l'ultimo allungo prima di infortunarsi: entra Mirante. Finita? Macchè, dopo altri otto minuti Spinazzola fa una delle «sue» cose sulla fascia sinistra del campo, attiva Pellegrini che mette nel mezzo un pallone che Dzeko deve solo spingere in rete: lo fa, seppur con un rimpallo fortuito,e porta la Roma incredibilmente in vantaggio. Altri quattro giri d'orologio e si fa male anche Spinazzola: proprio lui, il migliore in campo fino a quel momento. Una tragedia per la Roma che si riesce a chiudere la prima frazione in vantaggio, nonostante Ibanez faccia tutto per spalancare la strada al Manchester: Cavani lo grazia (per il momento). Il primo tempo è della Roma, ma senza tre titolari e soprattutto consapevole che non potrà fare altri cambi in vista degli altri quarantacinque minuti. Non era mai successo, da quando esiste l'Europa League, che una squadra facesse ricorso a tre sostituzioni nel primo tempo. Ricapitolando i giallorossi perdono dopo due minuti il cuore del centrocampo (Veretout -muscolare), poi al 25' il portiere (Pau Lopez - spalla)eal37'ilmigliorein campo (Spinazzola -muscolare): un'ecatombe. Lo United riparte forte e la Roma inizia a sbagliare: diventa un'altra partita. I giallorossi non riescono a innescare la manovra, perdono troppi palloni e gli inglesi si leccano i baffi. Inizia la mattanza: prima Cavani sigla il 2-2, poi l'arbitro «regala» un rigore ai padroni di casa e dal dischetto Fernandes fa 3-2. Purtroppo non sarà ancora finita, perché il finale è da incubo: ancora Cavani e infine il giovane Greenwood infieriscono su un avversario scoppiato. La stagione della Roma finisce qui, così come il cammino di Fonseca in giallorosso. E nemmeno si può dire il classico «è stato bello». Non lo è stato affatto...e adesso avanti un altro!




:o
mamma mia come stanno... ma che cazzo de partita ha visto? inverte i gol, se ne scorda uno...

PARISsn

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io non capisco perche se la sono presa tanto per  uno che gli ha scritto " possiamo dire che Bruno Peres ha giocato piu' semifinali di totti ".....è la verita' !!  :=))

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Blueline

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Citazione di: PARISsn il 30 Apr 2021, 12:42
io non capisco perche se la sono presa tanto per  uno che gli ha scritto " possiamo dire che Bruno Peres ha giocato piu' semifinali di totti ".....è la verita' !!  :=))
Semifinali europee, sicuramente. In coppa Italia no.

meanwhile

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Citazione di: eagle s supporters il 30 Apr 2021, 12:10
F. LICARI - LA GAZZETTA DELLO SPORT

Quello che fa più male della notte di Manchester non è il 6-2 che rende quasi impossibile la finale. È invece il modo in cui l'illusione s'è spezzata, senza alibi, dopo un primo tempo entusiasmante e dal sapore vagamente epico, quando sembrava che la Roma fosse davvero superiore a un'inglese come lo United nel suo stadio meraviglioso sebbene vuoto. (...)  Ci abbiamo creduto tutti, sì. Ma poi l'improvviso e irreversibile crollo, il buio totale, come se la Roma non fosse neanche rientrata in campo, «sbagliando tutto», parole di Fonseca. Non ha più senso chiedersi cosa sarebbe stato "se" tutto quello non fosse successo, e aggiungiamoci il rigore discutibile per Cavani. Niente può giustificare un secondo tempo imbarazzante nel quale lo United ha segnato cinque gol, ma potevano essere di più, fissando un tremendo risultato tennistico. E purtroppo questa è anche squadra da trasferta, come il Milan ha imparato a sue spese in Europa League. In stagione ha perso meno partite (3-6) e ne he vinte di più (17-16) fuori casa. Senza mai arrendersi. Ha vinto la sua mentalità offensiva, coraggiosa, arrembante a volte all'incoscienza, ma sempre in cerca dell'apertura di sessanta metri, della corsa verso la porta avversaria, dell'assalto collettivo, pur con una difesa non all'altezza. (...) S'è materializzato così lo spettro delle batoste inglesi alle quali la Roma non è nuova: dall'umiliante 7-1 sempre a Old Trafford, nella Champions 2007, al molto più evitabile 5-2 con il Liverpool, semifinale 2018, per poco non ribaltato nel ritorno all'Olimpico. La Roma ha dimostrato di saper recuperare situazioni quasi disperate, come il 4-1 con il Barcellona cancellato dal 3-0 del ritorno, sempre nel 2018. Ma ora di gol dovrebbe segnarne quattro. Sembra impresa molto dura anche psicologicamente: il rischio è una resa come quella già avvertita in campionato. Ora su futuro giallorosso di Fonseca s'addensano nubi sempre più nere. Questo sembra un addio. Se la Roma aveva deciso di puntare tutto sull'Europa, adesso si ritrova a un bivio drammatico di una stagione troppo irregolare per essere vera. (...)


Ma per pochissimo proprio, praticamente di un niente, o la solita sfortuna
Un pò come considerare una vittoria il ritorno della semifinale di Coppa Italia l'anno prima

ES

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Doppia radio non ce se capisce un razzo.
Schiamazzano, uno sopra l'altro, un disastro.

Blueline

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Quasi ribaltata? Il Liverpool è sempre stato in controllo e ha subito il 4-2 a tempo ormai scaduto, neanche poi si è rimesso la palla al centro.

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Torakiki

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Quasi ribaltata perché:

Citazione
Il secondo tempo parte con la Roma che spinge sull'acceleratore e al 4' minuto Pellegrini (non proprio in serata) serve in profondità Dzeko che salta Karius, stendendolo. Rigore? No, fuorigioco del bosniaco, non propriamente in offside. Un contatto netto che avrebbe potuto cambiare completamente la partita ma che, purtroppo per la Roma, era a gioco fermo secondo la terna arbitrale.

E' il solito destino cinico e baro che gli ha impedito di ottenere una finale coppa strameritata.

ronefor

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Il bilancio dei Friedkin il primo anno comincia a farsi interessante
Stadio ormai è cosa fatta
Una bella Coppa in bacheca dopo la remuntada
Zaniolo pienamente recuperato
Una marea di giocatori da vendere a tanto (altro che Allison Salah e compagnia)
Una bella posizione in Campionato e sempre davanti alla Lazio
Debiti in netto miglioramento
Unica nota negativa direi è la Leotta

GoodbyeStranger

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Citazione di: eagle s supporters il 30 Apr 2021, 12:06
Massimiliano Magni (Rete Sport): "Non è giusto, non ci meritiamo tutto questo....

vi meritate di peggio


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spook

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* 11.475
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Piú divertente la differita del giorno prima da Mari1. I colori.  Rosso come il sangue, il giallo come il sole, gli inglesi cacciavano le marmotte nudi mentre noi accoltellavamo Giulio Cesare (???), Il gladiatore con relativa musica di sottofonde. Je la famo! Daje!

RubinCarter

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Striscione a Rigoria :

Dire che fate schifo è poco.
Pezzi di merda!

Ma "pezzi di merda" va letto come firma dello striscione?

Ranxerox

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Citazione di: RubinCarter il 30 Apr 2021, 22:52
Striscione a Rigoria :

Dire che fate schifo è poco.
Pezzi di merda!

Ma "pezzi di merda" va letto come firma dello striscione?

Per carità, va tutto bene. Però questo è pure il segnale che in Italia ormai questo sport ha preso derive che lo porteranno al fallimento. Poi dice che è sempre meno attraente.

NEMICOn.1

*
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* 7.586
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Citazione di: RubinCarter il 30 Apr 2021, 22:52
Striscione a Rigoria :

Dire che fate schifo è poco.
Pezzi di merda!

Ma "pezzi di merda" va letto come firma dello striscione?

Ma come 24 h prima stavano ad incitarli adesso sono Pezzi di merda??

BalkanLaziale

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Citazione di: NEMICOn.1 il 30 Apr 2021, 23:50
Ma come 24 h prima stavano ad incitarli adesso sono Pezzi di merda??

24 ore prima erano pezzi di merda incitati.

fiord

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Ma una foto, no?  :asrm

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Tribuna Tevere

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Sul web è pieno della foto di quello striscione, ma io non sono capace a postarla qui sul Forum... :(

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Il 1 maggio qualcuno va in onda o stanno tutti a fà festa?

Vista la giornata "novembrina" che non invita alle scampagnate, un'oretta per ascoltarli la troverei senza problemi....

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