Ipse dixit

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Online Palo

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Ipse dixit
« il: 13 Giu 2020, 07:29 »
Loro si caratterizzano per parlare prima ed essere presi per il culo poi. Ma anche le loro dichiarazioni post partita non sono da meno.

Qui avrei piacere riportare gli esempi della loro facciacomeilculaggine.


Online Palo

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Re:Ipse dixit
« Risposta #1 il: 13 Giu 2020, 07:29 »

10 aprile 2007, Old Trafford, Manchester[/color]
Spalletti: è difficile spiegare una serata simile. La squadra era entrata bene in partita, nei primi 10' stavamo bene in campo, poi è arrivato il gol di Carrick e di lì ci siamo fatti infilare continuamente in contropiede. Avevo messo De Rossi davanti alla difesa per creare loro qualche difficoltà nell'accentramento delle punte, ma sono stati ugualmente bravi ad aggirare gli ostacoli, mentre noi ci siamo fatti prendere dalla frenesia per reagire immediatamente, invece di cercare di capire il momento della partita. Ci siamo aperti troppo e ci hanno fatto male di rimessa. Forse ci è mancata un po' di esperienza a questi livelli. Inoltre, senza Perrotta, Tonetto e all'ultimo momento anche Taddei, abbiamo perso gran parte della corsa.
Troppi elogi hanno dato alla testa alla Roma? Voglio pensare di no, rimane una brutta piega sulla nostra strada sino a qui.Totti: la sera più triste della mia carriera, sette gol in Champions non li avevo mai presi. Al Manchester è girato tutto bene, ogni tiro loro è andato in porta: abbiamo subito tre gol in 9', questo ha sconvolto i nostri piani. Abbiamo provato a rialzarci, ma in quelle condizioni era davvero difficile. E' saltato tutto, non ci abbiamo capito più nulla. Peccato, eravamo arrivati con grande fiducia. Speravamo di arrivare in semifinale, ma sapevamo di affrontare una grande squadra. Vorrei rigiocare questa partita, sono convinto che non finirebbe mai così.Vucinic? Troppo facile parlare dopo e prendersela con lui. Abbiamo perso tutti quanti, non solo Vucinic o Totti. Cristiano Ronaldo? E' stato formidabile, più bravo che all'Olimpico. Merita un "bravissimo", è un campione vero, un fuoriclasse.La stagione della Roma? Comunque merita un 7,5. Nessuno pensava che in Champions, ad esempio, potessimo arrivare a questo punto. I 5000 tifosi volati all'Old Trafford? Mi dispiace molto per loro, erano tanti e per venire quassù hanno anche sostenuto una spesa non indifferente. Hanno dato una grande dimostrazione di amore per questa squadra. Ora sta a noi provare a ricambiarli, abbiamo il derby e le due finali di coppa Italia per rimetterci in piedi.Chiedere scusa ai tifosi? No, non mi sento di chiedere scusa, perché ci siamo impegnati, anche perdendo 7-1. E' stata una serata amara, ma noi ce l'abbiamo messa tutta.De Rossi: una sconfitta così pesante non potevamo proprio immaginarla. Eravamo molto motivati, sapevamo che sarebbe stata dura, ma resta comunque difficile da spiegare l'accaduto. Erano superiori in tutte le parti del campo. Nell'insieme delle due gare sono stati sicuramente meglio loro. Adesso siamo molto tristi: finora avevamo fatto cose buone, sono molto deluso e amareggiato per i nostri tifosi.

Offline tommasino

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Re:Ipse dixit
« Risposta #2 il: 13 Giu 2020, 07:34 »
La dichiarazione di spalletti è evidentemente un falso: non c’è mai la parola homportamenti.

Offline calimero

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Re:Ipse dixit
« Risposta #3 il: 13 Giu 2020, 08:41 »
Loro si caratterizzano per parlare prima ed essere presi per il culo poi. Ma anche le loro dichiarazioni post partita non sono da meno.

Qui avrei piacere riportare gli esempi della loro facciacomeilculaggine.

Però quando parlano prima sono imbattibili. C'era sfuggita questa perla di Lo Monaco sull'onanista del 18 aprile. Il Turone d'oro ha un nuovo prepotente candidato.

"Quello che sanno tutti e non vi dicono è che il calcio a giugno e a luglio non ripartirà mai. E non ve lo dicono non perché siano cattivi gestori o pessimi presidenti, anche se ogni tanto qualche pensiero malevolo sullo spessore di certi manager può venire. In realtà non ve lo dicono semplicemente perché ognuno deve recitare il ruolo che il destino, o magari il percorso professionale gli ha riservato.

Quindi c'è il presidente della federazione che non può restare insensibile al grido di dolore dei suoi elettori, e magari anche alle grida più sguaiate di chi minaccia cause ove non venissero soddisfatti i propositi propri o della piazza che in qualche modo rappresenta. Poi c'è il presidente dei presidenti che, a maggior ragione, ha l'impossibile compito di mettere d'accordo posizioni inconciliabili tra loro come quelle di chi, magari già retrocesso, preferirebbe finirla qui e chi, sperando nel successo che gli cambierebbe definitivamente il destino, vuole invece riprendere pur di giocare anche a mezzogiorno di ferragosto.

Ovviamente non può metterli d'accordo, non con poteri che non ha. E allora preferisce passare per l'irriducibile della ripresa ad ogni costo, evitando però dichiarazioni pubbliche finirebbero di sicuro per scontentare qualcuno. Certo, basterebbe riconoscergli dei poteri decisori che oggi non ha, perché ai presidenti fa comodo diversamente.

Le società più serie in questo senso sono quelle con proprietari lontani, tipo Milan e Roma, lontani e per questo abituati a delegare manager che devono portare a casa un risultato, sennò a casa vanno loro. E a loro volta vorrebbero un manager a guidarli in Lega. Finché invece a sedere nelle assemblee sono i proprietari che mai riescono a vedere al di là del proprio orticello, nessun amministratore delegato avrà mai il potere di prendere decisioni per conto loro, stile Commissioner Nba.

Poi c'è il presidente di tutte le federazioni che, peraltro, in quell'assemblea (da commissario) c'è stato e se ne è immediatamente tirato fuori, al punto che è persino naturale che non abbia in simpatia chi guida il calcio oggi. E visto che tutte le altre federazioni si sono fermate, proprio non riesce a capire perché il calcio non lo possa fare. E in più, dalla Lega, gli rimproverano di fare troppa attenzione ai destini dei cosiddetti broadcaster, lasciando intendere (tra le righe dei comunicati) chissà quali conflitti di interesse o di amicizia. Sulla materia, meglio non addentrarsi.

Poi ci sono i medici delle società, che non vogliono che gravi solo su di loro il peso di procotolli sanitari decisamente sofisticati anche perché conoscono assai meglio dei loro presidenti la materia e sanno che il virus è una brutta bestia e finché non è davvero messo all'angolo sarebbe meglio non sfidarlo.

Poi c'è il governo, che da una parte ha a che fare col disastro di una pandemia senza precedenti (e di una gestione dell'emergenza che localmente è stata realmente dannosa) e dall'altra, quasi per vocazione, proprio non riesce a stare dalla parte di imprenditori filosoficamente e politicamente assai lontani. E poi c'è quella parolina magica, "responsabilità", che spaventa proprio tutti: presidenti, manager, gestori, medici, ministri. Chi, e in nome di chi, dovrebbe decidere qualcosa di impopolare assumendosi il rischio delle conseguenze storiche, sociali, morali e in ultimo ma non per ultimo, legali? Tranquilli, non lo farà nessuno.

Seppure oggi, e anche questo sia detto chiaramente, ci sarebbero pure i margini, anche secondo una parte della comunità scientifica, per ripartire a poco a poco, se non a maggio magari a giugno. Ma il sistema paese non è ancora pronto al via libera per tutti. E al calcio non saranno autorizzate fughe in avanti. Per cui tutte le personalità citate, forse tranne Lotito e Diaconale, sanno che prima di settembre non si potrà ricominciare a giocare. Ma non lo dicono, non lo possono dire. E affermano che invece si può riprendere prima, certo comunque non prima che il Governo avrà dato il via libera.

Resta solo da stabilire una cosa: quando a settembre si riprenderà, si dovrà finire la stagione 2019/2020 o si ricomincerà direttamente con la successiva? Sono due scenari differenti che vanno tenuti distinti. Se prevarrà il pensiero di chi, quando lo slittamento sarà ineluttabile (e ci vorrà ancora un po' di tempo per considerarlo tale), proverà a convincere tutti che, per non cambiare il formato anche delle due stagioni successive, la soluzione migliore sarà di considerare la stagione attuale sospesa per sempre, allora bisognerà fare in modo di favorire una pacificazione, di tipo sportivo ma soprattutto finanziario, che consenta a tutti quelli che oggi reclamano dei danni di potersi sentire in qualche modo risarciti: punti di vantaggio nella prossima stagione, paracadute economici da mancate qualificazione in Champions o da mancate promozioni, rassicurazioni fiscali o finanziarie o di altra natura, sono tutte materie che dovranno essere affrontate in assemblea e che saranno oggetto di bollenti confronti a prescindere dai gradi della temperatura che si avvertiranno fuori.

A naso sarebbe la soluzione ideale per ripartire con danni comunque contenuti, visto che la maggioranza dei ricavi di quest'anno sono già stati contabilizzati e il resto verrebbe dai risparmi degli stipendi, e sarebbe anche la soluzione migliore per permettere alla stagione prossima di partire nei tempi giusti. E magari persino con il pubblico negli stadi senza distanziamento sociale, se la comunità scientifica si convincerà che i rischi di contagio maggiori per un'Italia ormai quasi totalmente immunizzata saranno trascorsi.

L'altro scenario è ben più fosco e, considerando il grado di litigiosità dei nostri stakeholders, purtroppo anche quello più probabile: a settembre si ripartirà con il campionato non ancora terminato, che si esaurirà quindi solo a novembre, poi a dicembre ci si fermerà e a gennaio si ripartirà con la stagione successiva seguendo l'anno solare, sopportando la spada di Damocle dell'interruzione necessaria per lo svolgimento dei campionati europei e puntando magari su un progressivo riallineamento delle date, sfruttando la particolarità dei mondiali del Qatar fissati a dicembre 2022. Ma tutto questo non ve lo dicono"
Re:Ipse dixit
« Risposta #4 il: 13 Giu 2020, 09:18 »

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lo monaco del tibet (cit)

questo aveva capito tutto
Re:Ipse dixit
« Risposta #5 il: 13 Giu 2020, 09:41 »
Questo è l'esilarante articolo di Stefano Romita pubblicato su "Il Romanista" il 18 aprile 2013, il giorno dopo la vittoria della roma sull'Inter nella semifinale di Coppa Italia che consentì ai giallorossi di giocarsi la finale del 26 maggio contro la Lazio. VE NE CONSIGLIO VIVAMENTE LA LETTURA perchè è vero, come dice Romita, che i romanisti quella sera hanno fatto sesso con la Lazio, ma loro hanno portato il cu.lo!!!

"Il più grande concerto dal vivo degli ultimi anni è durato 4 minuti ed è stato un coro a cappella che ha stramaccionato via la svogliata e inchiodata al prato Roma del primo tempo. A cui perdono tutto il liquidame dei primi 45 minuti perché mi porta alla serata epica di una finale. Con il caldo del mese di maggio. Il profumo dei glicini e del gelsomino che arriva fin dentro le narici mentre in motorino me ne andrò all’Olimpico nella serata più erotica degli ultimi anni. Perché c’è da fare sesso con la Lazio. E godere. Perché sarà così. Perché non può che essere così. Perche Dio lo vuole. E anche Satana è della stessa identica idea. E ho quaranta giorni ora per apparecchiare la tavola, scegliere la tovaglia adatta, le posate giuste, il grande e ghiacciato vino consono al banchetto che ho in mente. Perché io ho quella serata davanti agli occhi da settimane. Anche se non se ne sa ancora con esattezza la data perché quel giorno un filosofo dell’inutilità umana ha scelto di portarci tutti all’ennesima e fastidiosa chiamata alle urne. Indicheremo un sindaco, un’amministrazione, un nuovo primo cittadino a cui mandare gli improperi mentre rimbalziamo sulle buche della città come sassi negli stagni. Non c’era altra data possibile per la politica che quella già decisa da tempo e decretata come unica e benedetta per la finale di Coppa Italia? Ok, non importa. Ne tirasssero fuori un’altra. Ci dessero in fretta il fatidico numero da stampare nella mente ed evidenziare sul calendario in cucina. Nulla potrà fermarci. Abbiamo il Papa dalla nostra parte che ha scelto un nome che è una garanzia per tutti noi. E abbiamo il calciatore in attività più forte del mondo degli ultimi venti anni di storia del calcio. Che altro abbiamo? Abbiamo mezza stella d’argento da sceriffi già cucita sul rosso della maglia. Chi ce la strappa? Lotito e i suoi pennuti boys? La mala sorte? Un arbitraggio maledetto? Nulla. Tranquilli. Nulla potrà toglierci quello che è giusto, stabilito e deciso. Me ne tornerò senza voce, senza casco, senza sonno e senza fame. E nel tragitto che mi riporterà a casa farò un bel giro largo e passerò a Trastevere, mi farò tutto il lungotevere in un senso e nell’altro, salirò al Gianicolo e poi al Pincio, traverserò piazza Navona e Fontana di Trevi, urlerò in Prati, davanti a Vanni, tutto il mio amore per la Roma. E me ne tornerò a casa sfinito, sporco e sudato. Farò una lunga doccia. E mi siederò a tavola, sorridente. E realmente soddisfatto di essere nato qui. E da lombi saggi."

Offline Dissi

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Re:Ipse dixit
« Risposta #6 il: 13 Giu 2020, 10:11 »
A dire a verità Lo monaco lo prendono per il culo pure i romanisti, lo chiamano er sentenza  :)
Re:Ipse dixit
« Risposta #7 il: 13 Giu 2020, 10:59 »
Questo è l'esilarante articolo di Stefano Romita pubblicato su "Il Romanista" il 18 aprile 2013, il giorno dopo la vittoria della roma sull'Inter nella semifinale di Coppa Italia che consentì ai giallorossi di giocarsi la finale del 26 maggio contro la Lazio. VE NE CONSIGLIO VIVAMENTE LA LETTURA perchè è vero, come dice Romita, che i romanisti quella sera hanno fatto sesso con la Lazio, ma loro hanno portato il cu.lo!!!

"Il più grande concerto dal vivo degli ultimi anni è durato 4 minuti ed è stato un coro a cappella che ha stramaccionato via la svogliata e inchiodata al prato Roma del primo tempo. A cui perdono tutto il liquidame dei primi 45 minuti perché mi porta alla serata epica di una finale. Con il caldo del mese di maggio. Il profumo dei glicini e del gelsomino che arriva fin dentro le narici mentre in motorino me ne andrò all’Olimpico nella serata più erotica degli ultimi anni. Perché c’è da fare sesso con la Lazio. E godere. Perché sarà così. Perché non può che essere così. Perche Dio lo vuole. E anche Satana è della stessa identica idea. E ho quaranta giorni ora per apparecchiare la tavola, scegliere la tovaglia adatta, le posate giuste, il grande e ghiacciato vino consono al banchetto che ho in mente. Perché io ho quella serata davanti agli occhi da settimane. Anche se non se ne sa ancora con esattezza la data perché quel giorno un filosofo dell’inutilità umana ha scelto di portarci tutti all’ennesima e fastidiosa chiamata alle urne. Indicheremo un sindaco, un’amministrazione, un nuovo primo cittadino a cui mandare gli improperi mentre rimbalziamo sulle buche della città come sassi negli stagni. Non c’era altra data possibile per la politica che quella già decisa da tempo e decretata come unica e benedetta per la finale di Coppa Italia? Ok, non importa. Ne tirasssero fuori un’altra. Ci dessero in fretta il fatidico numero da stampare nella mente ed evidenziare sul calendario in cucina. Nulla potrà fermarci. Abbiamo il Papa dalla nostra parte che ha scelto un nome che è una garanzia per tutti noi. E abbiamo il calciatore in attività più forte del mondo degli ultimi venti anni di storia del calcio. Che altro abbiamo? Abbiamo mezza stella d’argento da sceriffi già cucita sul rosso della maglia. Chi ce la strappa? Lotito e i suoi pennuti boys? La mala sorte? Un arbitraggio maledetto? Nulla. Tranquilli. Nulla potrà toglierci quello che è giusto, stabilito e deciso. Me ne tornerò senza voce, senza casco, senza sonno e senza fame. E nel tragitto che mi riporterà a casa farò un bel giro largo e passerò a Trastevere, mi farò tutto il lungotevere in un senso e nell’altro, salirò al Gianicolo e poi al Pincio, traverserò piazza Navona e Fontana di Trevi, urlerò in Prati, davanti a Vanni, tutto il mio amore per la Roma. E me ne tornerò a casa sfinito, sporco e sudato. Farò una lunga doccia. E mi siederò a tavola, sorridente. E realmente soddisfatto di essere nato qui. E da lombi saggi."

Ma qualcosa del 27 non ci sta?
Re:Ipse dixit
« Risposta #8 il: 13 Giu 2020, 11:10 »
Si pero con questo titolo li confondete. “Aoh mo’ questo chi è? N’antro Arbanese che Tare porta a Formello?”
Abbiatene pietà. Anzi no.  :asrm
Re:Ipse dixit
« Risposta #9 il: 13 Giu 2020, 17:28 »
C'era sfuggita questa perla di Lo Monaco sull'onanista del 18 aprile.

"Quello che sanno tutti e non vi dicono è che il calcio a giugno e a luglio non ripartirà mai.

Per cui tutte le personalità citate, forse tranne Lotito e Diaconale, sanno che prima di settembre non si potrà ricominciare a giocare."
Io però due parole gliel'ho scritte....
Ma due parole sul serio. Queste: A CAZZARO!!!!!!

Per chi fosse interessato, questa è la mail:
redazione@ilromanista.eu

Offline robylele

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Re:Ipse dixit
« Risposta #10 il: 25 Giu 2020, 08:52 »
Questo è l'esilarante articolo di Stefano Romita pubblicato su "Il Romanista" il 18 aprile 2013, il giorno dopo la vittoria della roma sull'Inter nella semifinale di Coppa Italia che consentì ai giallorossi di giocarsi la finale del 26 maggio contro la Lazio. VE NE CONSIGLIO VIVAMENTE LA LETTURA perchè è vero, come dice Romita, che i romanisti quella sera hanno fatto sesso con la Lazio, ma loro hanno portato il cu.lo!!!


grazie eagle, ma questo articolo lo leggiamo e vivisezioniamo da anni  :)
In particolare la chiosa finale, ''lombi saggi'', rappresenta un cult.

Ma qualcosa del 27 non ci sta?

avoja. Mai sentiti i commenti di Marione e, soprattutto, del figlio del cantautore Rosso?
Ci sono audio godibilissimi postati più volte.   ;)

Offline biko

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Re:Ipse dixit
« Risposta #11 il: 26 Giu 2020, 10:27 »

Il profumo dei glicini e del gelsomino che arriva fin dentro le narici mentre in motorino me ne andrò all’Olimpico nella serata più erotica degli ultimi anni. Perché c’è da fare sesso con la Lazio. E godere. Perché sarà così. Perché non può che essere così. Perche Dio lo vuole. E anche Satana è della stessa identica idea.

Io rispetto ogni orientamento sessuale, hanno fatto sesso con la Lazio e hanno goduto, buon per loro.

Offline kurt

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Re:Ipse dixit
« Risposta #12 il: 26 Giu 2020, 12:26 »
Io rispetto ogni orientamento sessuale, hanno fatto sesso con la Lazio e hanno goduto, buon per loro.
Per una volta hanno risolto l'atroce dilemma.
 

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