Dr. Cruciani,
ero (capirà poi alla fine il perché) un suo "mediamente" assiduo ascoltatore.
Pensavo che per lei, astuto affabulatore, le parole avessero un significato e che il loro uso fosse, quantomeno, pensato e non solo "agitato prima dell'uso".
Invece ieri sera lei, a Controcampo, ha dimostrato di non sapersi esimere dal ricalcare le gesta del suo predecessore (Mughini), nell'interpretazione del "ribelle di sistema", elargendo alcune parole evidentemente solo agitate poco razionalmente prima dell'uso.
Lei ha definito "baracconata copiata dal Benfica" il volo dell'aquila Olimpia prima dell'inizio delle partite della Lazio allo stadio Olimpico.
Fermo restando che, ovviamente, non la penso come lei e non credo che l'aquila Olimpia le abbia inavvertitamente defecato sull'auto parcheggiata, io nella "baracconata" ci trovo uno spunto di discussione sulla oramai persa poesia del/nel calcio italiano e le chiedo se, invece che essere parole lanciate in aria come coriandoli, a lei le sue non siano sembrate più che altro un lapsus inconsapevole, essendo state proferite in un programma come Controcampo che, quello si, può essere definito "baracconata".
E non dimenticherei l'aggettivo "inutile", da anteporre alla definizione.
Credo che abbia capito, adesso, il perché dell'imperfetto "ero", anziché del presente "sono".
Saluti.
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