"Er-go-de-Fiorini" - Topic nostalgie

Aperto da fish_mark, 26 Mag 2011, 09:13

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maumarta

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Lazionetter
* 7.093
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Tribuna Tevere laterale, lato Curva Nord.
Io e il mio amico Mirko davanti, Papà e Duilio (il padre di Mirko) dietro.
Ce ne eravamo fatte tante di partite insieme io Mirko quell'anno, sempre sul muretto degli Eagles.
Anche la prima in casa, quell'allucinante Lazio-Messina 0-1, gol di Gobbo.
Ci eravamo partiti dal campeggio a Tor San Lorenzo con la corriera, un viaggio.
Quella volta però c'era la dinastia al completo e quindi si stava un po' più comodi in Tribuna.
Mica tanto poi visto che era piena come un uovo, altro che posti numerati!
La partita iniziava alle 16:00 perchè una volta era così.
D'inverno alle 14:30, d'estate alle 16:00.
E basta.
All'entrata delle squadre in campo la prima scossa al cuore, il primo groppo in gola.
Lo stadio che è uno scintillio di sciarpe e biandiere con "Un amore così grande" in sottofondo.
Un grande cuore biancoceleste fatto di ortensie viene portato sotto la Nord, all'intersezione con la Tribuna Tevere, dove eravamo noi.
Prima l'emozione, poi la scaramanzia del tifoso: "Ahò, ma sembra un cuscino funebre"!
Il tutto senza mani.
La partita comincia e l'approccio inziale, sull'onda del fomento, è del tipo "chi lo segna il primo gol"?
Il Vicenza praticamente non esiste in campo, almeno per 10 undicesimi.
Quell'unico che sfugge al disegno divino però e proprio il portiere, Dal Bianco.
Para pure gli atomi di carbonio e ad ogni parata toglie sicurezza ai giocatori e anoi sugli spalti.
L'approccio pian piano diventa "e famolo sto gol", uno maledetto e subito.
Ma niente.
In particolare è Mandelli che si diverte a prendere la mira sul portiere e quando invece si riesce ad indirizzare agli angoli sto fio de.... insomma para proprio tutto.
Finisce il primo tempo.
La squadra esce tra gli applausi, ma le mani tremano mentre battono.
L'intervallo passa cercando di pensare positivo.
Il Vicenza in campo non c'è, siamo tutti consapevoli che basterebbe un solo gol per vincere.
E facciamo finta di credere che arriverà.
Ogni tanto, durante la partita e nell'intervallo, mi giro verso Papà.
Uno sguardo ai suoi occhi biancocelesti per avere un segno.
La faccia è tirata ma lo sguardo è sereno.
Troppe ne ha passate Papà, per cose serie.
Una valvola mitralica artificiale che ti fa ticchettare il petto come una sveglia.
Due operazioni a cuore aperto quando per questo tipo di intervento non ti sedavano solamente ma ti ibernavano.
E per risvegliarti ti mettevano su delle piastre che ti "scioglievano"... e ti scottavano le chiappe.
Per due volte i dottori hanno consegnato la fede di mio padre a mia madre, e per due volte lei gliel'ha rimessa al dito.
Queste so' caxxate pe' te Papà, lo so'.
Ecco perchè gli occhi restano sereni... o forse no, forse quegli occhi che hanno visto la morte in faccia vedono più lontano e già sanno come andrà a finire?
La partita ricomincia ed i ragazzi hanno un sussulto che sembra riprendere il primo tempo.
Ma Dal bianco è sempre lì, possino ammazzallo, vigile.
Dopo la fiammata inziale squadra inizia a disunirsi, a fare confusione.
E pure noi.
Ci guardiamo in faccia e ci chiediamo quanto sarà forte il Frosinone.
E' solo per allentare la tensione perchè sappiamo benissimo che la retrocessione significherebbe il fallimento, totale.
Altro che Lodi Petrucci e inciuci alla Napoli Soccer.
Mancano sette minuti.
Quando Podavini riceve l'ennesimo passaggio in orizzontale tutti gli chiediamo di tirare, di buttarla in mezzo, di fare qualcosa.
Lui ci mette 20 minuti per alzare la testa, guardare la porta, riabbassare la testa e far partire uno straccio bagnato che a malapena si stacca dal piede.
Dalla Tevere Giuliano neanche lo vediamo, nascosto tra i difensori.
Ma neanche loro lo vedono.
Sembra uscire da una botola.
Sono sempre più convinto che qualcuno lassù abbia fermato il tempo per spostarlo al posto giusto e al momento giusto.
Come faceva mio fratello di nascosto quando giocavamo a Subbuteo.
La palla di Podavini sparisce e riappare nella rete.
Neanche urliamo "goool".
Urliamo e basta, di terrore, come se avessimo visto la morte in faccia... per aver visto la morte in faccia.
Urlo, piango, bacio Mirko, lui bacia me (praticamente siamo fidanzati), urlo ancora e mi inginocchio.
Mentre lo faccio giro lo sguardo verso Papà.
Gli occhi non sono cambiati di una virgola ma stavolta il viso è luminoso come i suoi occhi e la sua manona callosa mi sta accarenzando la testa.
Quei sette minuti sono stati più lunghi di tutti questi anni che sono passati dopo.
Ricordo vagamente un contropiede di Mandelli, precato.
Ma lo sapevamo tutti che il bonifico del destino era arrivato, e dovevamo farcelo bastare, per un po'.
Gli altoparlanti gridano non so quante volte "Un medico in Tribuna Monte Mario".
Mia madre a casa ascolta e sa solo che noi eravamo in tribuna, ma non sapeva quale.
E non c'erano cellulari.
Ha dovuto aspettare quasi due ore per sapere che quel medico non era per Papà.
Poi abbiamo vinto tutto lo so.
I gol li segnavano Veron, Nedved e Vieri.
E ci alzavi le coppe con quei gol.
Ma quello di Giuliano è stato il primo gol della Lazio di Cragnotti.
E la manona callosa di Papà ancora me la sento scorrere sulla nuca... leggera e viva... come la MIA Lazio di quel giorno... come Giuliano quel giorno... come Papà quel giorno.

Sticaxxi delle coppe....
   

Pomata

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Citazione di: Svennis il 26 Mag 2011, 16:49
e poi sembra un'aquila :))

io vorrei fare una richiesta alla SS Lazio se il prossimo anno, anche solo per una partita di coppa italia si possa giocare con una versione vintage di quella maglia, sarebbe fantastico. o magari anche quella del '74, una cosa emozionante.

orchetto

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C'ero.
Distinti sud-ovest.
Fu la rinascita.

Svennis

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Ragazzi il gol di Fiorini é piú di un semplice gol.
L'emozione nel rivederlo é piú di una semplice emozione.
Se chiudo gli occhi vedo i flash di quella giornata allo stadio, il calore, l'affetto, le bandiere..
Maumarta prima ha scritto una cosa bellissima: "A fine primo tempo le mani applaudivano ma mentre lo facevano tremavano".
Quel gol i tremori ce l´ha tolti.
Ogni volta che lo rivedo mi sento sollevato, come se rivivessi il baratro della serie C a distanza di anni e senza motivo.

Grazie Bomber Fiorini, non ti dimenticheremo mai!







Sempre Forza Lazio!

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Adler Nest

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Lazionetter
* 41.581
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Il gol di Fiorni l'ho visto e rivisto 1000 volte, attraverso il racconto di Maumarta, una volta ancora.
Ed e' come certi film che guardi e rivedi -la pellicola ormai consumata- sai come va a finire ma e' come se fosse la prima volta che lo vedi.
E ti scopri con gli occhi umidi. Proprio come in questo momento.
Maledetta allergia

italicbold

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Citazione di: mea vitali il 26 Mag 2011, 14:54
Io non c'ero, anzi ero nella pancia della mia mamma..
e probabilmente l'ho visto da lì quel gol..
le emozioni che ho provato quando sui maxischermi dell'Olimpico sono passate le immagini di Fiorini e di quel gol
mi fanno pensare questo.
c'è molta della lazialità in quel gol, della sofferenza, della passione della gente che nel momento del bisogno c'è sempre.
e questo se sei della Lazio lo capisci, anche se negli anni bui non c'eri.

T'ha detto un culo bestiale.
Quello che scrive Maumarta e altri sono solo spicchi di quello che fu quella giornata, quei giorni. Quegli anni.
Chi non c'era non puo capire cosa fu essere un ragazzo, ragazzino, adolescente della Lazio, in quegli anni.
A 17 anni la Lazio é una delle cose più importantio della vita. E a "9 minuti più recupero" stavamo perdendo tutto. Tutto.
Non ci sarebbe stata più la Lazio.
Sarebbe finita li', quel giorno.
E invece no. C'ha detto culo a noi.
Ma era un inferno.
Altro che Vignaroli...

Adler Nest

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* 41.581
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Vignaroli? Na passeggiata.
Pensa che io mi gasavo come un riccio per gli acquisti di Citterio e Zucchini....

enrico94

*
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Citazione di: maumarta il 26 Mag 2011, 16:51
Tribuna Tevere laterale, lato Curva Nord.
Io e il mio amico Mirko davanti, Papà e Duilio (il padre di Mirko) dietro.
Ce ne eravamo fatte tante di partite insieme io Mirko quell'anno, sempre sul muretto degli Eagles.
Anche la prima in casa, quell'allucinante Lazio-Messina 0-1, gol di Gobbo.
Ci eravamo partiti dal campeggio a Tor San Lorenzo con la corriera, un viaggio.
Quella volta però c'era la dinastia al completo e quindi si stava un po' più comodi in Tribuna.
Mica tanto poi visto che era piena come un uovo, altro che posti numerati!
La partita iniziava alle 16:00 perchè una volta era così.
D'inverno alle 14:30, d'estate alle 16:00.
E basta.
All'entrata delle squadre in campo la prima scossa al cuore, il primo groppo in gola.
Lo stadio che è uno scintillio di sciarpe e biandiere con "Un amore così grande" in sottofondo.
Un grande cuore biancoceleste fatto di ortensie viene portato sotto la Nord, all'intersezione con la Tribuna Tevere, dove eravamo noi.
Prima l'emozione, poi la scaramanzia del tifoso: "Ahò, ma sembra un cuscino funebre"!
Il tutto senza mani.
La partita comincia e l'approccio inziale, sull'onda del fomento, è del tipo "chi lo segna il primo gol"?
Il Vicenza praticamente non esiste in campo, almeno per 10 undicesimi.
Quell'unico che sfugge al disegno divino però e proprio il portiere, Dal Bianco.
Para pure gli atomi di carbonio e ad ogni parata toglie sicurezza ai giocatori e anoi sugli spalti.
L'approccio pian piano diventa "e famolo sto gol", uno maledetto e subito.
Ma niente.
In particolare è Mandelli che si diverte a prendere la mira sul portiere e quando invece si riesce ad indirizzare agli angoli sto fio de.... insomma para proprio tutto.
Finisce il primo tempo.
La squadra esce tra gli applausi, ma le mani tremano mentre battono.
L'intervallo passa cercando di pensare positivo.
Il Vicenza in campo non c'è, siamo tutti consapevoli che basterebbe un solo gol per vincere.
E facciamo finta di credere che arriverà.
Ogni tanto, durante la partita e nell'intervallo, mi giro verso Papà.
Uno sguardo ai suoi occhi biancocelesti per avere un segno.
La faccia è tirata ma lo sguardo è sereno.
Troppe ne ha passate Papà, per cose serie.
Una valvola mitralica artificiale che ti fa ticchettare il petto come una sveglia.
Due operazioni a cuore aperto quando per questo tipo di intervento non ti sedavano solamente ma ti ibernavano.
E per risvegliarti ti mettevano su delle piastre che ti "scioglievano"... e ti scottavano le chiappe.
Per due volte i dottori hanno consegnato la fede di mio padre a mia madre, e per due volte lei gliel'ha rimessa al dito.
Queste so' caxxate pe' te Papà, lo so'.
Ecco perchè gli occhi restano sereni... o forse no, forse quegli occhi che hanno visto la morte in faccia vedono più lontano e già sanno come andrà a finire?
La partita ricomincia ed i ragazzi hanno un sussulto che sembra riprendere il primo tempo.
Ma Dal bianco è sempre lì, possino ammazzallo, vigile.
Dopo la fiammata inziale squadra inizia a disunirsi, a fare confusione.
E pure noi.
Ci guardiamo in faccia e ci chiediamo quanto sarà forte il Frosinone.
E' solo per allentare la tensione perchè sappiamo benissimo che la retrocessione significherebbe il fallimento, totale.
Altro che Lodi Petrucci e inciuci alla Napoli Soccer.
Mancano sette minuti.
Quando Podavini riceve l'ennesimo passaggio in orizzontale tutti gli chiediamo di tirare, di buttarla in mezzo, di fare qualcosa.
Lui ci mette 20 minuti per alzare la testa, guardare la porta, riabbassare la testa e far partire uno straccio bagnato che a malapena si stacca dal piede.
Dalla Tevere Giuliano neanche lo vediamo, nascosto tra i difensori.
Ma neanche loro lo vedono.
Sembra uscire da una botola.
Sono sempre più convinto che qualcuno lassù abbia fermato il tempo per spostarlo al posto giusto e al momento giusto.
Come faceva mio fratello di nascosto quando giocavamo a Subbuteo.
La palla di Podavini sparisce e riappare nella rete.
Neanche urliamo "goool".
Urliamo e basta, di terrore, come se avessimo visto la morte in faccia... per aver visto la morte in faccia.
Urlo, piango, bacio Mirko, lui bacia me (praticamente siamo fidanzati), urlo ancora e mi inginocchio.
Mentre lo faccio giro lo sguardo verso Papà.
Gli occhi non sono cambiati di una virgola ma stavolta il viso è luminoso come i suoi occhi e la sua manona callosa mi sta accarenzando la testa.
Quei sette minuti sono stati più lunghi di tutti questi anni che sono passati dopo.
Ricordo vagamente un contropiede di Mandelli, precato.
Ma lo sapevamo tutti che il bonifico del destino era arrivato, e dovevamo farcelo bastare, per un po'.
Gli altoparlanti gridano non so quante volte "Un medico in Tribuna Monte Mario".
Mia madre a casa ascolta e sa solo che noi eravamo in tribuna, ma non sapeva quale.
E non c'erano cellulari.
Ha dovuto aspettare quasi due ore per sapere che quel medico non era per Papà.
Poi abbiamo vinto tutto lo so.
I gol li segnavano Veron, Nedved e Vieri.
E ci alzavi le coppe con quei gol.
Ma quello di Giuliano è stato il primo gol della Lazio di Cragnotti.
E la manona callosa di Papà ancora me la sento scorrere sulla nuca... leggera e viva... come la MIA Lazio di quel giorno... come Giuliano quel giorno... come Papà quel giorno.

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m'hai fatto commove n'altro pò....

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Che poi, povero Mandelli, lui alto un metro e uno sputo, vagli a raccontare come ha staccato da terra manco fosse Kalle Ridle, rimanendo per aria un tempo infinito a Napoli che pure lui c'ha preso per i capelli e ckha fatto vivere

Pomata

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Citazione di: Svennis il 26 Mag 2011, 17:17
Ragazzi il gol di Fiorini é piú di un semplice gol.
L'emozione nel rivederlo é piú di una semplice emozione.
Se chiudo gli occhi vedo i flash di quella giornata allo stadio, il calore, l'affetto, le bandiere..
Maumarta prima ha scritto una cosa bellissima: "A fine primo tempo le mani applaudivano ma mentre lo facevano tremavano".
Quel gol i tremori ce l´ha tolti.
Ogni volta che lo rivedo mi sento sollevato, come se rivivessi il baratro della serie C a distanza di anni e senza motivo.

Grazie Bomber Fiorini, non ti dimenticheremo mai!







Sempre Forza Lazio!

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vai a cagare, m'hai fatto piagne come un ragazzino

Pomata

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* 13.855
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Citazione di: italicbold il 26 Mag 2011, 17:46
T'ha detto un culo bestiale.
Quello che scrive Maumarta e altri sono solo spicchi di quello che fu quella giornata, quei giorni. Quegli anni.
Chi non c'era non puo capire cosa fu essere un ragazzo, ragazzino, adolescente della Lazio, in quegli anni.
A 17 anni la Lazio é una delle cose più importantio della vita. E a "9 minuti più recupero" stavamo perdendo tutto. Tutto.
Non ci sarebbe stata più la Lazio.
Sarebbe finita li', quel giorno.
E invece no. C'ha detto culo a noi.
Ma era un inferno.
Altro che Vignaroli...

100%

ce dovevi ave' 2 palle grosse cosi' per essere un ragazzino della Lazio. a voi giovanissimi v'ha detto un gran culo

Svennis

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Lazionetter
* 25.089
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Citazione di: Pomata il 26 Mag 2011, 17:53
vai a cagare, m'hai fatto piagne come un ragazzino

io me so fatto un piantarello co la mi regazza (finnica) che dorme sul divano :DD


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Adler Nest

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Lazionetter
* 41.581
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Quel giorno, a Coneglano, mi ricordo ancora davanti al mio stereo della Technics: avevo messo su una cassetta per registrare tutto il calcio minuto per minuto. Con me ckera una ragazza;b non capiva.
Al gol ho schiacciato come ub forsennato i tasti del registratore: stop? Record? Mah!
Alla fine non capivo più niente.
Qualche anno dopo quella ragazza e'diventata mia moglie. Il celeste dei suoi occhi e' quello della mia Lazio. Quel colore e' neglio occhi di mio figlio, aquilotto ormai aquila. Maumarta sa di cosa parlo. E non ho più fazzoletti uffa.

mea vitali

*
Lazionetter
* 738
Registrato
Citazione di: italicbold il 26 Mag 2011, 17:46
T'ha detto un culo bestiale.
Quello che scrive Maumarta e altri sono solo spicchi di quello che fu quella giornata, quei giorni. Quegli anni.
Chi non c'era non puo capire cosa fu essere un ragazzo, ragazzino, adolescente della Lazio, in quegli anni.
A 17 anni la Lazio é una delle cose più importantio della vita. E a "9 minuti più recupero" stavamo perdendo tutto. Tutto.
Non ci sarebbe stata più la Lazio.
Sarebbe finita li', quel giorno.
E invece no. C'ha detto culo a noi.
Ma era un inferno.
Altro che Vignaroli...


troppe volte ho sentito queste cose da mio padre e da mio fratello.. :)
"eh ma tu che ne sai della serie b" "Delle partite con la sambenedettese ecc ecc"
si lo so.sono di una generazione fortunata.
a 6 anni ero in tribuna monte mario quando la Lazio tornò nelle coppe europee dopo ben 16 anni..
a quasi 13 ero campione d'Italia.
nonostante questo a scuola sempre 2-3 della Lazio eravamo, sempre troppi bruchi in giro per la città
è giusto comunque conoscere la storia, che tante volte a me sembra, sfuggire piuttosto a quelli che l'hanno vissuta
Forza Lazio


italicbold

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* 45.279
Registrato
Citazione di: mea vitali il 26 Mag 2011, 18:54
troppe volte ho sentito queste cose da mio padre e da mio fratello.. :)
"eh ma tu che ne sai della serie b" "Delle partite con la sambenedettese ecc ecc"

In un certo senso hanno ragione.
L'importante é che non diventi neanche una medaglia aver vissuto quegli anni.
Chi era un ragazzo/ino in quegli anni non ha meriti speciali. E' cosi' e basta.
E non significa neanche voler accontentarsi di una Lazio senza aspirazioni.
Anzi, é la voglia di dire mai più come allora.
E' cosi, fu cosi'.
Quel gol é importante, fu storico, Giuliano  Fiorini é sempre nel mio e nei nostri cuori.
ma non rivivrei quei periodi per niente al mondo.

mea vitali

*
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* 738
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sono d'accordo, quegli anni devono servire da monito.
però spesso noto che proprio le persone meno "viziate" come noi giovani
sembrano più obiettivi sull'attuale realtà e sulle reali possibilità di oggi della Lazio.
come se noi avessimo vissuto quegli anni.



mea vitali

*
Lazionetter
* 738
Registrato
Citazione di: mea vitali il 26 Mag 2011, 19:38
sono d'accordo, quegli anni devono servire da monito.
però spesso noto che proprio le persone meno "viziate" come noi giovani
sembrano più obiettivi sull'attuale realtà e sulle reali possibilità di oggi della Lazio.
come se noi avessimo vissuto quegli anni.


*più viziate  :)

Pomata

*
Lazionetter
* 13.855
Registrato
Citazione di: italicbold il 26 Mag 2011, 19:10
In un certo senso hanno ragione.
L'importante é che non diventi neanche una medaglia aver vissuto quegli anni.
Chi era un ragazzo/ino in quegli anni non ha meriti speciali. E' cosi' e basta.
E non significa neanche voler accontentarsi di una Lazio senza aspirazioni.
Anzi, é la voglia di dire mai più come allora.
E' cosi, fu cosi'.
Quel gol é importante, fu storico, Giuliano  Fiorini é sempre nel mio e nei nostri cuori.
ma non rivivrei quei periodi per niente al mondo.

secondo me invece ha il merito di aver scelto la Lazio piuttosto che le merdx a 6-7 anni (almeno io che vengo da famiglia semi-juventina).
te parlo del 1981-82 la fine delle squalifiche di giordano, manfredonia e cacciatori sembravano la fine dei problemi
poi i mondiali come uno dei miei primi ricordi calcistici, bruno conti che fece diventare romanisti tanti bambini, poi lo scudetto nell'83 e noi in serie B, insomma te ce dovevi proprio mette de buzzo buono pe diventa' Laziale

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jp1900

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* 8.516
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Citazione di: fish_mark il 26 Mag 2011, 16:23
Insomma, jp, 'na puntata di rapina, una robaccia, ma chissenefrega andava bene pure quello!



Però vorrei ribadire la domanda del topic:
la mettereste una statua di Giuliano a Formello?


1) L'ho rivisto per essere sicuro:si libera con il tacco, si gira e la butta dentro di punta. Secondo me è bellissimo!
2) La statua non è "da Lazio", ma intitolargli qualcosa (un campo, una via, un edificio del centro sportivo) sicuramente si.

Biafra

*
Lazionetter
* 10.706
Registrato
Io ero davvero piccolo, non leggevo i giornali, sapevo solo che era una partita decisiva per la sopravvivenza della Lazio. La sentii per radio chiuso in camera e da metà secondo tempo le lacrime di rabbia cominciarono ad uscire dai miei occhi. Poi quel goal, il boato alla radio, altre  lacrime mentre saltavo ovunque distruggendo la mia camera. Quel giorno capii che non ero un tifoso di calcio come gli altri, ero Laziale e nella buona o cattiva sorte lo sarei stato per tutta la mia vita. Grazie ancora Giuliano.

(m'è bastato ripensacce per famme uscì qualche lacrima. Non so normale...)  :band1:

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